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Nel 2004 le Marche sono salite al primo posto in Italia per numero di donatori di organi (36 per milione di persone), lo scorso anno è stato istituito il Centro trapianti ad Ancona. Sono dati incoraggianti, ma c'è ancora molto lavoro da svolgere soprattutto per sensibilizzare sempre di più la popolazione su temi caldi come quello della donazione di organi. Per questo l'Aido di Tolentino, presieduto dalla dottoressa Loredana Piermattei, ha promosso insieme al Centro Servizi per il Volontariato, un incontro in cui sono intervenuti familiari e trapiantati per far conoscere ad un'ampia platea la loro toccante esperienza. In questo campo è necessaria anche un'informazione analitica che consenta a ognuno di crearsi un'opinione precisa sull'argomento evidentemente molto delicato. Per questo il dottor Mario Chiarello, primario del reparto di anestesia e rianimazione dell'ospedale di Camerino, ha approfondito le procedure legate alla morte cerebrale e all'arresto definitivo delle funzioni cardio-respiratorie da cui si può partire per la donazione degli organi e lo stato di coma che invece è potenzialmente reversibile. Altri aspetti sono stati evidenziati dal presidente regionale dell'Aido, Norberto Marotta, da don Alberico Capitani e dal sindaco Luciano Ruffini. Visto il riscontro dell'incontro, sono previsti altri appuntamenti a breve.
La Giunta provinciale di Macerata ha approvato il progetto esecutivo per la realizzazione di lavori di risanamento della strada (ex statale) “Muccese”, nel tratto compreso nel territorio maceratese. L'investimento previsto ammonta a cinquecentomila euro. Gli interventi migliorativi riguardano vari tratti nei Comuni di Matelica, Castelraimondo, Camerino e Muccia.
Il progetto è stato redatto dagli uffici tecnici del Settore Viabilità e prevedono due principali tipi di intervento. Da un lato, verranno effettuati lavori di rifacimento della pavimentazione stradale in sette tratti di questa importante arteria per aumentarne la sicurezza. Dall'altro, sono in programma opere di manutenzione che consistono nella realizzazione di “palificate” di sostegno in tre punti della strada in cui sono state riscontrate instabilità di valle.
In discoteca con l'autobus. Da sabato 18 novembre sarà possibile anche nella nostra provincia. Dopodomani, infatti, parte un servizio pubblico – completamente gratuito – di collegamento fra le discoteche della riviera maceratese e alcuni centri dell'entroterra promosso dalla Provincia di Macerata assieme ai Comuni di Recanati, Montelupone, Potenza Picena e Montecassiano e alle aziende di trasporto pubblico locale, Contram di Camerino e Sap di Potenza Picena. Due mezzi pubblici saranno a disposizione dei giovani, tutti i sabato sera fino al 30 dicembre, per raggiungere i locali da ballo e poi per rientrare a casa prima dell'alba. Il servizio, che viene lanciato in via sperimentale, si affianca al progetto “Sicuramente” per la prevenzione degli incidenti stradali del sabato sera. Esso è stato messo a punto nei dettagli durante un incontro presso l'assessorato provinciale ai Trasporti a cui hanno partecipato i rappresentanti delle aziende di trasporto, dei Comuni e – per la Provincia – gli assessori ai Trasporti, Cesare Martini, alle Politiche sociali, Alessandro Savi, e all'Istruzione, Clara Maccari. Sull'iniziativa infatti saranno distribuiti depliant informativi anche in scuole, università, parrocchie, luoghi di aggregazioni, “Informagiovani” e, ovviamente, locali notturni. “Il progetto è sperimentale – hanno spiegato gli assessori provinciali – e riguarda per ora solo il territorio maceratese. Vogliamo capire se il servizio può funzionare e in quale modo migliore. L'idea è quella di riproporlo anche la prossima estate e, poi, una volta messo a regime, di farlo diventare un servizio che dura tutto l'anno. I ragazzi, cioè, sapranno di poter contare sempre, ogni sabato, sull'utilizzo del mezzo pubblico per andare a ballare in sicurezza”. Due, come detto, sono le linee con corse di andata e ritorno.
Il Parroco, don Andrea Leonesi, la Comunità Parrocchiale e la Confraternita del Sacratissimo Cuore di Gesù, detta dei "Sacconi", annunciano con soddisfazione che, dopo lunghi lavori di restauro, la Chiesa del Sacro Cuore e di San Benedetto da Norcia e il Museo annesso, ubicati in via Corridoni, a Tolentino, saranno riaperti.
Domenica 26 novembre, giungeranno appositamente a Tolentino per concelebrare con il Cardinale: l'Abate Presidente dei Cistercensi, il Generale della Congregazione di San Filippo Neri, il rappresentante dell'Abate di Montecassino con quattro novizi benedettini, il rappresentante dei Salesiani di Don Bosco, che hanno officiato per diversi anni nella Chiesa e nell'Oratorio, Mons. Nicola Bux, consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede, un rappresentante dell'Ordine dei Frati Minori e dell'Ordine dei Padri Passionisti.
Essi saranno accolti dall'Amministratore Diocesano della Diocesi, Mons. Pietro Spernanzoni, dal Priore della Basilica di San Nicola e da alcuni Sacerdoti della Vicaria di Tolentino.
Interverranno anche l'Ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede, Giuseppe Balboni Acqua, e il Sottosegretario di Stato Pietro Colonnella.
Tutti gli invitati saranno salutati davanti la chiesa dal Sindaco di Tolentino Luciano Ruffini, che si è molto prodigato per l'organizzazione della riapertura e che a nome della cittadinanza indirizzerà il saluto iniziale.
Il Coordinamento delle Confraternite Marchigiane ha invitato una rappresentanza delle più antiche confraternite presenti nel suolo marchigiano.
Alle ore 10,30 partirà la processione del Cardinale e dei Concelebranti dalla chiesa del Santissimo Crocefisso con le Reliquie dei Santi. Giunti nella Chiesa, che rimarrà in penombra fino alla consacrazione dell'Altare, inizierà il Solenne Pontificale.
Per meglio far seguire la suggestiva cerimonia della consacrazione dell'Altare saranno predisposti due maxi schermi : dentro l'Oratorio Don Bosco e dentro la Cappellina delle Maestre Pie Venerini.
L'Ing. Gianfranco Ruffini illustrerà la tipologia dei lavori svolti e il recupero delle decorazioni originali della chiesa.
Il servizio Liturgico sarà svolto dalla Confraternita di San Nicola, cerimoniere Roberto Cantolacqua Ripani mentre quello musicale sarà a cura della Schola Cantorum della Basilica di San Nicola, per l'occasione diretta dal Maestro Luca Verdicchio, autore delle musiche.
A termine della solenne inaugurazione e consacrazione dell'Altare ci sarà il pranzo ufficiale nei locali attigui alla Basilica di San Nicola.
Nel pomeriggio il critico d'arte Philippe Daverio farà effettuare il servizio per il suo noto programma televisivo sulla chiesa e sulla confraternita .
nche la giuria Unicam, presente alla cerimonia di consegna del Premio biennale di Narrativa “Matelica – Libero Bigiaretti”, che si è svolta lo scorso 11 novembre presso il Teatro Piermarini di Matelica, ha espresso il proprio “verdetto”: il Premio speciale Università di Camerino è stato assegnato all'opera “Il prato delle voci di marmo” di Giuseppe Bonura.
“Il prato delle voci di marmo” - si legge nella motivazione redatta dalla giuria Unicam composta da dieci studenti iscritti alle diverse Facoltà dell'Ateneo – è un romanzo in cui l'autore racconta in maniera fortemente realistica, la vita di alcuni uomini e donne vissuti in passato. Attraverso queste brevi biografie in cui vengono descritti i tratti essenziali e caratterizzanti la vita e le scelte di ogni personaggio, Bonura affronta con assoluta trasparenza e naturalezza alcuni temi difficili ma attuali, come quello della guerra, della droga, dell'omosessualità, della pazzia, del tradimento, dell'amore e del piacere carnale
La decisione di narrare i fatti attraverso brevi novelle – prosegue la motivazione - rende la lettura scorrevole; i puntuali rimandi spazio-temporali ad ambienti familiari al lettore marchigiano e lo stile semplice, quasi confidenziale, danno un tocco di verosimiglianza ai racconti, l'impressione di essersi furtivamente impadroniti di alcune pagine di vecchi diari personali.
“Questo riconoscimento – ha sottolineato Giuseppe Bonura – mi riempie di orgoglio. Sono rimasto inoltre positivamente colpito dalla motivazione critica così intelligente che ha fatto scoprire a me autore delle cose assolutamente nuove sul mio lavoro. Per un autore si tratta di sensazioni molto belle”
Gli studenti Unicam hanno ricevuto parole di apprezzamento anche da parte della Commissione tecnica del Premio.
Bonura è stato anche proclamato vincitore ufficiale della manifestazione ottenendo il maggior numero di voti da parte della giuria popolare.
“Siamo molto soddisfatti – sottolinea Paola Mangiaconi, studentessa Unicam – che per la seconda edizione, il premio che assegniamo coincide con quello della giuria popolare. Pur essendo Unicam un Ateneo a carattere fortemente scientifico e frequentando la maggior parte di noi corsi scientifici, crediamo di aver dimostrato che la capacità di critica non dipenda solo dalla formazione, ma sia un'attitudine prettamente personale, nel nostro caso davvero positiva!”
“La solidarietà è un fiore che sboccia nel silenzio e non sempre ci si accorge della sua bellezza. Ma l'omaggio a Quirino Stortini e Sperandia Azzurri ci apre gli occhi, portandoci a scoprire una storia di persone coraggiose, generose, giuste”. Così i due coniugi di Monte San Martino, cui lo Stato di Israele – tramite l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme – ha attribuito il titolo di “Giusti tra le Nazioni”, sono stati ricordati, a nome di tutti i familiari, da Mauro Virgili nella sala consiliare della Provincia di Macerata, dove si è svolta la cerimonia ufficiale di consegna dell'onorificenza alla memoria (Quirino è morto infatti nel '70, Sperandia nel 1983).
Il loro merito, durante la seconda guerra mondiale, fu quello di dare ospitalità e protezione alla famiglia ebrea di Vito Volterra, scappata da Ancona per timore della follia razziale. L'onorificenza è stata consegnata dal Consigliere dell'ambasciata israeliana in Italia, Rami Hatan, alle due figlie di Quirino e Sperandia, Tommasina, oggi ha 85 anni e Maria Pia, 67, presenti il sottosegretario di Stato, Pietro Colonnella, l'assessore regionale Ugo Ascoli, il presidente della Provincia, Giulio Silenzi, il prefetto di Macerata, Ferdinando Buffoni, l'assessore provinciale Giulio Pantanetti, intervenuto anche quale presidente dell'Anpi, e il sindaco di Monte San Martino, Valeriano Ghezzi.
Il momento più commovente dell'incontro è stato l'intervento di Viviana Volterra, una dei tre figli di Vito Volterra che all'epoca dei fatti aveva diciotto anni. E' stata lei a segnalare la storia dei coniugi Stortini all'Istituto Yad Vashem perché fossero ricordati come “Giusti tra le Nazioni” e non è voluta mancare, a dispetto dei suoi oltre ottant'anni, alla consegna dell'onorificenza. Accompagnata da alcuni familiari, ha preso l'aereo – lei oggi vive in Israele, in un kibbutz a sud del lago di Tiberiade – ed è giunta a Macerata per riabbracciare un pezzo della sua vita. “Ho ancora in mente tanta gente di Monte San Martino – ha detto la signora Viviana, raccontando sensazioni e particolari in un perfetto italiano – ma i ricordi più belli sono legati a Quirino e a sua moglie Sperandia, due grandi persone, generose, buone”.
“E' questa una storia di generosità, di altruismo e di coraggio di gente comune che ha rischiato la vita per un forte ideale – ha sottolineato il presidente Silenzi – ribellandosi così alla barbarie che il nazifascismo perpetrava a danno degli ebrei. Una storia che delinea anche il carattere di noi marchigiani e maceratesi: un carattere schivo, ma profondamente sensibile ai principi di fratellanza, tipico di chi è pronto a donare generosamente e in silenzio”.
A Maria Pia e Tommasina Stortini è stata consegnata una speciale medaglia, con incisi i nomi di Quirino e Sperandia, i quali saranno anche aggiunti nel libro d'onore dei “Giusti tra le Nazioni”. Alla cerimonia erano presenti i consiglieri provinciali Alessandro Vallesi e Massimo Stefoni, il presidente della comunità ebraica marchigiana, Claudio Calderoni, il presidente della Comunità montana dei Monti azzurri, Giampiero Feliciotti, il vice sindaco del Comune di Macerata, Lorenzo Marconi, nonché delegazioni di studenti dell'Itas e del “Geometri” di Macerata e dell'Istituto superiore “Da Vinci” di Civitanova.
Nuovi passi in avanti e ottimi risultati in termini di presenze per la Mostra di biciclette d'epoca per Antichi Mestieri del collezionista fabrianese, Luciano Pellegrini.
Procediamo con ordine e vediamo il primo importante obiettivo raggiunto da questo personaggio arrivato agli onori della cronaca nazionale partecipando al programma condotto da Giancarlo Magalli su Rai Due, Piazza Grande: il Consiglio Comunale ha votato all'unanimità un documento che impegna la Giunta a destinare fondi nel Bilancio 2007, per proseguire sino a quando non sarà trovata degna sede tra i locali comunali in ristrutturazione, la Mostra in via Cialdini 45.
Sala su due piani in pieno centro storico che nonostante gli orari di apertura della Rassegna, ossia i festivi, il venerdi pomeriggio, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e nel dopo pranzo 15.30 - 19,30 ha raggiunto quota 11.000 visitatori dalla metà di maggio alla fine di settembre. Il secondo traguardo raggiunto, rispetto a quello di non certo poco conto agguantato a livello politico-amministrativo, viene da fuori regione e spiego subito il perché. Il nostro concittadino è stato invitato a Gubbio, dal 28 ottobre al 2 di novembre, ad allestire nelle stanze degli Arconi, sotto il Palazzo dei Consoli, due locali in cui sono stati esposti gli otto nuovi esemplari di cicli ritrovati nelle sue scorribande tra i mercatini del Bel Paese. Tanto successo, pubblico a non finire che ha fatto incetta di dvd e depliants d'illustrazione della Mostra di Fabriano. Nella vicina città umbra dove il turismo è fiorente, i visitatori hanno potuto ammirare nel suggestivo scenario dell'antico Palazzo la bici da lavoro del venditore della piandina romagnola, dei giocattoli, di mercerie, del cinema, del teatrino siciliano, dello smielatore, dal calderaio e del portapacchi delle poste.
“In alcuni momenti – sottolinea Pellegrini – ho dovuto fermare le persone all'ingresso per non saturare i locali pieni al di fuori di ogni previsione. Ho raccolto dediche, elogi, congratulazioni, inviti e per questo ritengo determinate la presa d'atto arrivata dal civico consesso, perché nonostante tutto oggi è ancor più evidente come gli spazi temporali di fruizione di questa rassegna di due ruote usate per svolgere mestieri ed attività commerciali nei primi decenni del secolo, sono molto ridotti rispetto alle reali potenzialità”. Tante se paragonate al trionfo, alla popolarità toccata dai 38 pezzi esposti a Fabriano ed ora avvalorati da altri otto cicli raccolti in tutte le Regioni d'Italia. In questo contesto occorre dare atto al prezioso, indispensabile quanto encomiabile lavoro organizzativo volontario offerto dai soci del Comitato Uisp di Fabriano, nel garantire la fruizione di questo spaccato di storia italiana che abbraccia un periodo che dagli anni 20 raggiunge gli anni 60 si amplia a dismisura.
“Lo sforzo che si sta facendo” sono parole del collezionista fabrianese “è quello di tenere la Mostra aperta sino a maggio del 2007. Anche perché” sostiene Olimpio Rossi, che segue in prima persona l'impianto organizzativo dell'evento “stiamo riscontrando con continue verifiche quotidiane, il forte interesse del mondo della scuola che ci conferma la valenza fortemente educativa di queste bici scoperte e riacquistate da Pellegrini spostandosi in tutte le parte dello Stivale.
...di Emanuele Pieroni
Camerino un esempio nelle Marche. E' questo quello che ha portato alla luce uno studio condotto da Ecosistemi Rischio sulla mitigazione del rischio idrogeologico nella nostra Regione. Quello dell'antica città ducale, infatti, è risultato il miglior comune marchigiano per quanto riguarda la completezza dei piani da adottare nel caso in cui ci si dovesse trovare a fronteggiare una situazione di emergenza. In particolare per quanto riguarda la necessità di affrontare problemi di carattere idrogeologico. A dirlo, come già affermato, è lo studio commissionato da Legambiente e che ha assegnato a Camerino un punteggio di 8,5 su 10. Nessuno, tra gli altri 243 comuni presi in esame nella nostra regione è stato in grado di ottenere una votazione maggiore. Dati, questi, che sono stati riportati anche ie ri sul maggiore quotidiano economico italiano e che, a Camerino, sono stati commentati con grande soddisfazione. Per quanto riguarda lo studio, invece, c'è da dire che, oltre a Camerino, la media dei 57 comuni maceratesi presi sotto esame è al di sopra della sufficienza. Un dato, questo, che evidenzia la grande attenzione che da ormai moltissimo tempo il territorio riserva alle problematiche di carattere ambientale, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione e la necessità di tener fronte a possibili danni idrogeologici.
Mario Laganà di Certaldo è il vincitore del terzo premio letterario intitolato a “Tullio Colsalvatico” promosso dall'omonimo circolo culturale di Tolentino, con il racconto inedito “POF. Digressioni scolastiche fra onomatopee e acronimi”. Fra i 64 partecipanti da tutta Italia, la scelta della Giuria, composta da Gianfranco Lauretano, direttore della rivista letteraria clanDestino, Diego Poli dell'Università di Macerata, Vito Punzi, scrittore e giornalista e, per la giuria popolare, Ombretta Cosatti, direttrice della Biblioteca Filelfica, ha premiato l'ironia con cui viene descritta “la progressiva burocratizzazione della convivenza civile che finisce per soffocare le pulsioni creative della ricerca del bello”.
Il secondo premio è andato a Gianfranco Venturato di Roma,il terzo al napoletano Enrico Fagnano con “La stazione intelligente”, il quarto premio è stato assegnato a Gavino Zucca di Granarolo dell'Emilia (Bo), con “Breve trattato di fisica” ed infine il quinto premio è stato vinto da Anna Paola Stefani di Verona con“Strani bisogni”.
La cerimonia di premiazione si è tenuta a Camporotondo di Fiastrone (Mc), luogo di nascita dello scrittore Colsalvatico, ed ha visto la partecipazione degli Enti che hanno contribuito alla realizzazione del Premio: la Comunità Montana dei Monti Azzurri, il Comune di Camporotondo con il sindaco Marinozzi e l'assessore alla cultura Zampera; il Comune di Tolentino, con l'assessore alla cultura Ruggeri. Inoltre era presente anche la signora Maria Luisa Santecchia Romagnoli, nipote di Colsalvatico.
Il folto pubblico presente ha potuto gustare l'ascolto di alcuni brani dei racconti premiati, letti da Massimo Guglielmi, Valentino Cai, Fabio Bacaloni e Genny Ceresani, con intermezzi al pianoforte di Francesco Renzi.
L'editore Walter Raffelli di Rimini ha consegnato personalmente le prime copie del volume antologico che raccoglie le opere premiate del Premio Colsalvatico 2006, in una edizione molto curata e lussuosa, con immagini tratte dal patrimonio del Museo Internazionale della Caricatura e dell'Umorismo di Tolentino.
Il Premio “Colsalvatico”, ormai alla terza edizione, si pone come appuntamento fisso di rilievo nazionale ed arricchisce il panorama culturale del nostro territorio in modo del tutto peculiare, valorizzando il tema dell'umorismo e l'autore Colsalvatico, grande marchigiano che merita di essere di nuovo scoperto e letto.
Di Emanuele Pieroni.
GAGLIOLE – Una triste notizia ha segnato la giornata di ieri tra Castelraimondo, Gagliole e Camerino. Don Giovanni Cagnetti, parroco di Gagliole e sacerdote molto conosciuto, si è spento nella sua abitazione intorno alle 7,30 di ieri. Quasi certamente è stato il cuore a tradirlo, un infarto che non gli ha lasciato scampo. Aveva sessantasei anni. Per lui, ogni tentativo di soccorso è stato vano. Stando a quanto è dato sapere, pare che il sacerdote si trovava nella sua casa ed era da poco uscito dalla doccia quando ha iniziato a sentirsi male. Le lancette dell'orologio avevano superato le sette da pochi minuti. Immediatamente ha gridato aiuto, richiamando l'attenzione della sorella che abita sullo stesso stabile. Subito i familiari sono giunti in suo soccorso, ma non c'è stato nulla da fare. Intanto, sul posto si erano recati anche i sanitari del 118, ma anche i loro tentativi estremi di soccorrerlo sono risultati inutili.
La notizia della morte di don Giovanni ha suscitato grande sgomento nella comunità cattolica locale e non solo. E' subito rimbalzata tra Gagliole, Castelraimondo e Camerino, dove il sacerdote era molto conosciuto e stimato, non solo per l'abito che indossava. Oltre al suo ruolo di pastore, infatti, era stato per moltissimi anni insegnante di filosofia all'istituto magistrale di Camerino prima ed ai licei pedagogico e linguistico dopo. Ultimamente seguiva anche il percorso spirituale di quattro fedeli in procinto di essere nominati diaconi. Una vita dedicata ai giovani e sempre a stretto contatto con i ragazzi. Un uomo molto amato dai suoi studenti, quindi, oltre che dai cattolici che lo hanno avuto come parroco a Gagliole. La sua morte improvvisa ed inaspettata lascia un grande vuoto. Nel pomeriggio di oggi sarà celebrato il rito funebre, nella chiesa della Sacra Famiglia.
