Radioc1inBlu
Una precisazione è d'obbligo, in poche ore il nostro sondaggio aveva raggiunto numeri incredibili, abbiamo provveduto immediatamente ad eliminare coloro che cliccando tante volte di seguito dallo stesso pc avevano, ( in realtà il fatto è accaduto da un solo indirizzo i.p.) gonfiato in modo esagerato il sondaggio.
Purtroppo agendo in maniera drastica come credo fosse necessario, abbiamo dovuto togliere oltre ai 300 clic del " solitario" visitatore, si sono azzerati anche i clic di coloro che in ufficio o nei posti di lavoro dove ci sono più pc e più persone, avevano cliccato varie volte dallo stesso pc ma diverse erano le persone.
Ci dispiace molto dell'accaduto, certi che comprenderete la nostra scelta drastica, ma il sondaggio è una cosa seria, e non possiamo prestare nessun fianco a nessuno, se gli indirizzi ip sono solo 200 ( al momento in cui stiamo scrivendo) questi sono realmente 200 pc di diversi luoghi di lavoro, di uffici e case che hanno voluto esprimere la loro opinione, libera e matura.
CAMERINO – E' l'argomento del momento, ne discutono tutti e adesso che la polveriera è scoppiata è venuto il tempo di coinvolgere i cittadini e quanti hanno a cuore il futuro di Unicam. La proposta dell'assessore della provincia di Ascoli, Mandozzi, di dare vita all'Università di Ascoli e Camerino sta facendo discutere da ormai una settimana, con toni piuttosto aspri anche tra i politici.
Ma cosa ne pensa la gente, quella svincolata dai legami partitici? “Radio C1 in blu” se l'è chiesto e ha deciso di lanciare un sondaggio online sul sito www.radioc1inblu.it.
“Università di Ascoli e Camerino" o "Università di Camerino e del Piceneo":
1) Una buona idea per rilanciare l'antico ateneo?
2) Uno scotto da pagare per sopravvivere?
3) Una mera manovra politica?
4) Un male assoluto per Camerino?
Sono queste le ozpioni tra cui saranno chiamati a scegliere coloro che, collegandosi al sito internet dell'emittente radiofonica, vorrano esprimere il proprio giudizio sull'argomento che sta tenendo banco in questi giorni a Camerino e su tutto il territorio. All'indirizzo www.radioc1inblu.it saranno visibili i risultati del sondaggio aggiornati in tempo reale. Non resta che collegarsi, dunque, e votare….per far sentire la voce di chi vive il territorio ed ha a cuore il suo futuro.
Di Emanuele Pieroni:
CAMERINO – La vecchia città ducale è sempre più terreno di conquista.
Camerino rischia di perdere anche l'antica Università. Se non del tutto, almeno in parte. La minaccia, se così si può definire, arriva da dove tutti se la aspettavano, ossia da Ascoli Piceno. Il vice presidente della Provincia, Emidio Mandozzi, ha recentemente dichiarato che “è arrivato il momento di creare l'Università di Ascoli e Camerino”. Corsi di laurea, sedi distaccate e qualche ufficio amministrativo, evidentemente, non bastano più. Ci vuole anche una titolarità nel nome. Il tutto, secondo Mandozzi, per ridar e slancio all'occupazione intellettuale nel Piceno e, soprattutto, perché “lo sviluppo dell'Università di Camerino è legato all'aumento degli iscritti di Ascoli”. Parole pesanti come un macigno per chi nell'antica città ducale non ha mai visto di buon occhio l'espansione verso il Piceno della locale Università, temendo proprio che un giorno la piccola Camerino ne sarebbe rimasta fagocitata. Parole che, però, non arrivano da un'unica bocca visto che, nei giorni scorsi, anche il vice presidente della Regione Marche, Luciano Agostani, aveva caldeggiato l'ipotesi di dare vita all'Università di Ascoli e Camerino, soprattutto dopo la presa di posizione del ministro Mussi sulle sedi distaccate.
Caldarola, autentico gioiello di architettura e urbanistica, si rivela culla del Manierismo nelle Marche. Simone De Magistris, personalità affascinante e originale, è il protagonista e il capofila di una vera e propria scuola in grado di rivaleggiare addirittura con l'Urbe. In mostra anche opere del Lotto, El Greco, Tintoretto, il Cavalier D'Arpino, Federico Zuccari
Nel circuito delle grandi mostre “rivelazione”, riflettori puntati quest'anno sulle Marche e su Caldarola in particolare. Nel cuore della provincia di Macerata, un piccolo centro ricco di testimonianze romane e medievali ma che si mostra oggi nel suo splendido e raffinato assetto urbano cinquecentesco. Un potente cardinale, a cui Caldarola aveva dato i natali, Evangelista Pallotta, molto vicino a Sisto V, e Prefetto della Fabbrica di San Pietro, regalò alla sua città forma e dignità di una città monumentale, rispecchiando l'intensa attività sistina: facendo così di Caldarola quasi una piccola Roma.
Accanto a lui, Simone De Magistris (nato a Caldarola nel 1538 e morto nel 1613), artista di grande sensibilità, moderno, sensibile all'influenza della pittura veneziana del Lotto e Tiziano ma già partecipe e anticipatore di un gusto diverso che lascia intravedere il nuovo secolo e che lo rende protagonista di una vera e propria scuola. La mostra, infatti, oltre a far luce per la prima volta su Simone De Magistris attraverso l'esposizione di circa 80 opere (più una serie di tappe lungo un itinerario collegato), giunte da importanti musei, illustra l'intensa attività artistica che dalla fine dalla metà del ‘500 ai primi del ‘600 ha animato la realtà di Caldarola, e delle zone circostanti, centro remoto rispetto ai grandi centri, ma non periferico. In mostra artisti di straordinaria importanza che hanno avuto un ruolo decisivo sulla formazione del “nostro”: Lorenzo Lotto presente con tre splendide opere, Federico Barocci con due ritratti a pastello, Federico Zuccari, il Tintoretto con L'Adorazione dei Magi e soprattutto El Greco, così raro da vedere.
La mostra è anche l'occasione per scoprire nuove opere del De Magistris: inediti che solo i più recenti studi hanno attribuito al Maestro e che per la prima volta vedremo esposti come il San Nicola da Tolentino o l'unico disegno preparatorio rimasto.
Due personalità forti quelle del Cardinale e dell'artista da lui protetto nel cui segno si intessono a Caldarola e dintorni nella seconda metà del Cinquecento rapporti di ampio respiro con i contemporanei che vivevano lo stesso clima culturale in Umbria, nel Lazio, in Romagna.
Al pittore nato a Caldarola, al colto e potente cardinale e a tutta la scuola calderolese, è dedicata la mostra SIMONE DE MAGISTRIS Un pittore visionario tra Lotto e El Greco, che si inaugura il 4 aprile e apre al pubblico dal 5, promossa dal Comune di Caldarola in collaborazione con la Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico delle Marche e il contributo della Regione Marche, Provincia di Macerata, Camera di Commercio e Fondazione Carima. La mostra si tiene inoltre sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Allestita negli straordinari spazi architettonici del Palazzo dei Cardinali Pallotta, appena tornato agli antichi splendori e aperto al pubblico per questa occasione, è ideata e curata da Vittorio Sgarbi, che presiede a sua volta il comitato scientifico, di cui fanno parte tra gli altri Pietro Zampetti e numerosi esperti di arte marchigiana.
Non una sede qualsiasi quella della mostra, come si diceva, bensì uno dei due eccezionali gioielli architettonici di Caldarola, il Palazzo per eccellenza, in cui attraverso il linguaggio pittorico e architettonico si esprime lo spirito della Controriforma. Uno spazio di straordinario fascino nel cui impianto architettonico è disegnata la stessa piazza antistante in un'ideale composizione, armonica ed unitaria. Pochissime nel corso dei secoli le trasformazioni e le aggiunte, così che oggi dopo un attento e lungo restauro gli affreschi del piano nobile e i soffitti a cassettoni ne fanno un complesso di eccezionale rilievo ulteriormente esaltato dalla mostra stessa.
Splendida la Stanza del Paradiso, la cui frescatura continua ad animare dibattiti e querelle sull'attribuzione. Un piccolo gioiello quasi nascosto e remoto, luogo di meditazione del Cardinale, dove la realtà si sublima nella favola: un paesaggio altamente lirico con una flora e una fauna esotiche e scene di caccia animate da cavalli impennati, levrieri, volatili, cacciatori. Colori vivi, festoni e puttini animano una narrazione vivace e piena di slancio, per molti versi ispirata alla decorazione di Palazzo Farnese a Caprarola e che lascia intravedere non poche citazioni dal Cavalier D'Arpino.
Usciti dal palazzo la mostra prosegue in un altro dei luoghi indimenticabili di Caldarola, il Castello Pallotta (per l'occasione riaperto al pubblico dopo una chiusura di 5 anni per restauro), un castello dal profilo fiabesco che connota fortemente il paesaggio: merlature, torri, cammini di ronda e ponte levatoio immettono, passando dalla rimessa delle carrozze e dalla selleria, all'interno, tra sala d'armi, sale affrescate, saloni con tappezzerie e arredi autentici, biblioteca, cucina, salotti. Dimora estiva del Cardinale, il castello divenne dal ‘500 luogo di godimento rinascimentale al quale il De Magistris portò la ricchezza e il lirismo della sua pittura.
La mostra si articola anche lungo il percorso dei “Luoghi di Simone De Magistris”, soprattutto attraverso le chiese del territorio circostante dove troviamo pale d'altare e affreschi intrisi di una cultura controriformista e che ci lasciano scoprire una personalità artistica capace di coniugare la sofisticata eleganza del Manierismo con l'esperienza del vivere quotidiano e del racconto, trasfigurando il dato reale in evento soprannaturale intriso di misticismo. Una personalità che rivela un ruolo importante nel contesto della pittura marchigiana.
Simone De Magistris, che iniziò la sua attività intorno al 1560, frequentò la bottega del Lotto e pur se per un breve periodo il soggiorno a Loreto gli permise di entrare in contatto con i più significativi pittori del momento, guardò poi alle folgorazioni della pittura veneziana, e ai richiami di Roma, la sua originalità però non si fece mai limitare dall'indirizzo restrittivo preso dall'arte cattolica dopo il Concilio di Trento. Il continuo raffinarsi della qualità pittorica lo inserì sempre più nella corrente manierista facendo di Caldarola il centro propulsore di una enclave che si confrontava con quanto realizzato in altri centri marchigiani di primaria importanza dando così origine ad un fenomeno unico nella storia del Manierismo italiano.
Simone De Magistris si impone all'attenzione, affascina lo spettatore per un tratto così intimo e moderno, una sensibilità spiccata e complessa, una libertà creativa che si traduce in una sorta di espressionismo cromatico, fatto talvolta di una fantasia allucinata: le sue sono spesso visioni alimentate da un tormento interiore tanto intenso quanto raffinato. Una potenza onirica che fa parlare di un'affinità forte con un maestro come El Greco fino a farlo definire “El Greco italiano” ritrovando quelle forme quasi cubiste, con le figure quasi deformate da un allungamento esasperato.
La sua è “la forza di una invenzione completamente nuova, soggettiva, legata a una dimensione onirica”, sostiene Vittorio Sgarbi. Simone de Magistris, pittore del sacro, intende portare ‘lo spettatore' della sua opera in una dimensione che non è quella del concreto, ma è quella della visione, lo vuole rendere partecipe della visione a cui sta assistendo, come risulta evidente per esempio nel capolavoro de “La Messa di San Martino”.
Visionario quindi non inteso nel modo in cui abitualmente lo si intende, ma come un artista che propone agli occhi del devoto, del fedele, l'opportunità di assistere alle stesse visioni a cui assistono i santi rappresentati in quelle opere. La sua è una sperimentazione pittorica quanto mai libera per ottenere la massima vibrazione cromatica: un segno pittorico spigoloso e un colore fatto di accostamenti rapidissimi e sovrapposizioni, quasi con una tecnica impressionista ante litteram! Colori freddi, gialli e rosa squillanti, azzurri trascolorati, un insieme cromatico che altro non è se non una proiezione dello stato d'animo.
TITOLO: Simone De Magistris un pittore visionario tra Lotto e El Greco
DATA: 5 aprile - 30 settembre 2007
SEDE: Caldarola Palazzo dei Cardinali Pallotta
ORARIO: lunedì-venerdì 10.00-13.00/15.00–19.00, sabato e domenica 10,00-19,00 da luglio nel we 10,00-19,00. La mostra non ha giorno di chiusura
BIGLIETTO: Sede mostra Palazzzo dei Cardinali Pallotta: intero ¤ 6, ridotto e gruppi ¤ 4
Sede mostra e Castello Pallotta: intero ¤ 11, ridotto e gruppi ¤ 7
INFO: 0733.905529 349.0571850
SITO: www.simonedemagistris.it
CATALOGO: Marsilio Editore
Caldarola, autentico gioiello di architettura e urbanistica, si rivela culla del Manierismo nelle Marche. Simone De Magistris, personalità affascinante e originale, è il protagonista e il capofila di una vera e propria scuola in grado di rivaleggiare addirittura con l'Urbe. In mostra anche opere del Lotto, El Greco, Tintoretto, il Cavalier D'Arpino, Federico Zuccari
Nel circuito delle grandi mostre “rivelazione”, riflettori puntati quest'anno sulle Marche e su Caldarola in particolare. Nel cuore della provincia di Macerata, un piccolo centro ricco di testimonianze romane e medievali ma che si mostra oggi nel suo splendido e raffinato assetto urbano cinquecentesco. Un potente cardinale, a cui Caldarola aveva dato i natali, Evangelista Pallotta, molto vicino a Sisto V, e Prefetto della Fabbrica di San Pietro, regalò alla sua città forma e dignità di una città monumentale, rispecchiando l'intensa attività sistina: facendo così di Caldarola quasi una piccola Roma.
Accanto a lui, Simone De Magistris (nato a Caldarola nel 1538 e morto nel 1613), artista di grande sensibilità, moderno, sensibile all'influenza della pittura veneziana del Lotto e Tiziano ma già partecipe e anticipatore di un gusto diverso che lascia intravedere il nuovo secolo e che lo rende protagonista di una vera e propria scuola. La mostra, infatti, oltre a far luce per la prima volta su Simone De Magistris attraverso l'esposizione di circa 80 opere (più una serie di tappe lungo un itinerario collegato), giunte da importanti musei, illustra l'intensa attività artistica che dalla fine dalla metà del ‘500 ai primi del ‘600 ha animato la realtà di Caldarola, e delle zone circostanti, centro remoto rispetto ai grandi centri, ma non periferico. In mostra artisti di straordinaria importanza che hanno avuto un ruolo decisivo sulla formazione del “nostro”: Lorenzo Lotto presente con tre splendide opere, Federico Barocci con due ritratti a pastello, Federico Zuccari, il Tintoretto con L'Adorazione dei Magi e soprattutto El Greco, così raro da vedere.
La mostra è anche l'occasione per scoprire nuove opere del De Magistris: inediti che solo i più recenti studi hanno attribuito al Maestro e che per la prima volta vedremo esposti come il San Nicola da Tolentino o l'unico disegno preparatorio rimasto.
Due personalità forti quelle del Cardinale e dell'artista da lui protetto nel cui segno si intessono a Caldarola e dintorni nella seconda metà del Cinquecento rapporti di ampio respiro con i contemporanei che vivevano lo stesso clima culturale in Umbria, nel Lazio, in Romagna.
Al pittore nato a Caldarola, al colto e potente cardinale e a tutta la scuola calderolese, è dedicata la mostra SIMONE DE MAGISTRIS Un pittore visionario tra Lotto e El Greco, che si inaugura il 4 aprile e apre al pubblico dal 5, promossa dal Comune di Caldarola in collaborazione con la Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico delle Marche e il contributo della Regione Marche, Provincia di Macerata, Camera di Commercio e Fondazione Carima. La mostra si tiene inoltre sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Allestita negli straordinari spazi architettonici del Palazzo dei Cardinali Pallotta, appena tornato agli antichi splendori e aperto al pubblico per questa occasione, è ideata e curata da Vittorio Sgarbi, che presiede a sua volta il comitato scientifico, di cui fanno parte tra gli altri Pietro Zampetti e numerosi esperti di arte marchigiana.
Non una sede qualsiasi quella della mostra, come si diceva, bensì uno dei due eccezionali gioielli architettonici di Caldarola, il Palazzo per eccellenza, in cui attraverso il linguaggio pittorico e architettonico si esprime lo spirito della Controriforma. Uno spazio di straordinario fascino nel cui impianto architettonico è disegnata la stessa piazza antistante in un'ideale composizione, armonica ed unitaria. Pochissime nel corso dei secoli le trasformazioni e le aggiunte, così che oggi dopo un attento e lungo restauro gli affreschi del piano nobile e i soffitti a cassettoni ne fanno un complesso di eccezionale rilievo ulteriormente esaltato dalla mostra stessa.
Splendida la Stanza del Paradiso, la cui frescatura continua ad animare dibattiti e querelle sull'attribuzione. Un piccolo gioiello quasi nascosto e remoto, luogo di meditazione del Cardinale, dove la realtà si sublima nella favola: un paesaggio altamente lirico con una flora e una fauna esotiche e scene di caccia animate da cavalli impennati, levrieri, volatili, cacciatori. Colori vivi, festoni e puttini animano una narrazione vivace e piena di slancio, per molti versi ispirata alla decorazione di Palazzo Farnese a Caprarola e che lascia intravedere non poche citazioni dal Cavalier D'Arpino.
Usciti dal palazzo la mostra prosegue in un altro dei luoghi indimenticabili di Caldarola, il Castello Pallotta (per l'occasione riaperto al pubblico dopo una chiusura di 5 anni per restauro), un castello dal profilo fiabesco che connota fortemente il paesaggio: merlature, torri, cammini di ronda e ponte levatoio immettono, passando dalla rimessa delle carrozze e dalla selleria, all'interno, tra sala d'armi, sale affrescate, saloni con tappezzerie e arredi autentici, biblioteca, cucina, salotti. Dimora estiva del Cardinale, il castello divenne dal ‘500 luogo di godimento rinascimentale al quale il De Magistris portò la ricchezza e il lirismo della sua pittura.
La mostra si articola anche lungo il percorso dei “Luoghi di Simone De Magistris”, soprattutto attraverso le chiese del territorio circostante dove troviamo pale d'altare e affreschi intrisi di una cultura controriformista e che ci lasciano scoprire una personalità artistica capace di coniugare la sofisticata eleganza del Manierismo con l'esperienza del vivere quotidiano e del racconto, trasfigurando il dato reale in evento soprannaturale intriso di misticismo. Una personalità che rivela un ruolo importante nel contesto della pittura marchigiana.
Simone De Magistris, che iniziò la sua attività intorno al 1560, frequentò la bottega del Lotto e pur se per un breve periodo il soggiorno a Loreto gli permise di entrare in contatto con i più significativi pittori del momento, guardò poi alle folgorazioni della pittura veneziana, e ai richiami di Roma, la sua originalità però non si fece mai limitare dall'indirizzo restrittivo preso dall'arte cattolica dopo il Concilio di Trento. Il continuo raffinarsi della qualità pittorica lo inserì sempre più nella corrente manierista facendo di Caldarola il centro propulsore di una enclave che si confrontava con quanto realizzato in altri centri marchigiani di primaria importanza dando così origine ad un fenomeno unico nella storia del Manierismo italiano.
Simone De Magistris si impone all'attenzione, affascina lo spettatore per un tratto così intimo e moderno, una sensibilità spiccata e complessa, una libertà creativa che si traduce in una sorta di espressionismo cromatico, fatto talvolta di una fantasia allucinata: le sue sono spesso visioni alimentate da un tormento interiore tanto intenso quanto raffinato. Una potenza onirica che fa parlare di un'affinità forte con un maestro come El Greco fino a farlo definire “El Greco italiano” ritrovando quelle forme quasi cubiste, con le figure quasi deformate da un allungamento esasperato.
La sua è “la forza di una invenzione completamente nuova, soggettiva, legata a una dimensione onirica”, sostiene Vittorio Sgarbi. Simone de Magistris, pittore del sacro, intende portare ‘lo spettatore' della sua opera in una dimensione che non è quella del concreto, ma è quella della visione, lo vuole rendere partecipe della visione a cui sta assistendo, come risulta evidente per esempio nel capolavoro de “La Messa di San Martino”.
Visionario quindi non inteso nel modo in cui abitualmente lo si intende, ma come un artista che propone agli occhi del devoto, del fedele, l'opportunità di assistere alle stesse visioni a cui assistono i santi rappresentati in quelle opere. La sua è una sperimentazione pittorica quanto mai libera per ottenere la massima vibrazione cromatica: un segno pittorico spigoloso e un colore fatto di accostamenti rapidissimi e sovrapposizioni, quasi con una tecnica impressionista ante litteram! Colori freddi, gialli e rosa squillanti, azzurri trascolorati, un insieme cromatico che altro non è se non una proiezione dello stato d'animo.
TITOLO: Simone De Magistris un pittore visionario tra Lotto e El Greco
DATA: 5 aprile - 30 settembre 2007
SEDE: Caldarola Palazzo dei Cardinali Pallotta
ORARIO: lunedì-venerdì 10.00-13.00/15.00–19.00, sabato e domenica 10,00-19,00 da luglio nel we 10,00-19,00. La mostra non ha giorno di chiusura
BIGLIETTO: Sede mostra Palazzzo dei Cardinali Pallotta: intero ¤ 6, ridotto e gruppi ¤ 4
Sede mostra e Castello Pallotta: intero ¤ 11, ridotto e gruppi ¤ 7
INFO: 0733.905529 349.0571850
SITO: www.simonedemagistris.it
CATALOGO: Marsilio Editore
A Camerino sfila l'allegria in occasione del Carnevale 2007 quando la città ducale sarà invasa, domenica 18 febbraio, da tanti clown che in vari siti allestiranno suggestive postazioni mentre altri clown, in bicicletta, attraverseranno la città per portare risate e buonumore in ogni angolo di Camerino.
Il carnevale camerinese è organizzato dalla locale Pro loco e in collaborazione con: Comune di Camerino, Asur n 10 di Camerino, commercianti camerinesi, Caritas diocesana associazione italiana “Ridere per vivere”. Il Gran Carnevale vedrà infatti la partecipazione dei “Clown dottori” e sarà allietato da gruppi, singole maschere ed una grande pasticceria all'aperto.
“Le emozioni positive giovano alla salute - dicono i responsabili dell'associazione “Ridere per vivere” impegnati da tempo nella diffusione della clownterapia - quando si ride avviene un profondo cambiamento psicofisico, molto positivo. Recenti studi dimostrano infatti che la risata incide in modo considerevole sui tempi di guarigione di patologie, anche gravi”.
Un carnevale quindi all'insegna della risata e per desidera informazioni e suggerimenti per realizzare costumi e maschere le signore del CIF (centro italiano femminile) nei giorni di martedì e venerdì dalle 16 alle 18 saranno a disposizione nella propria sede di Piazza Cavour, n 12.
Nel 1975 viene eletto Consigliere del Comune di Padova e nel 1980 diventa Assessore alla Cultura. Nel 1980/81 frequenta il Seminario Arcivescovile di Milano.
È ordinato sacerdote per l'arcidiocesi di Milano il 18 dicembre 1982.
Si trasferisce poi al Pontificio Seminario Lombardo per completare gli studi e nel 1986 si licenzia in teologia fondamentale e in filosofia alla Pontificia Università Gregoriana.
Fra 1986 e il 1995 rientrato a Milano, è impegnato nella pastorale universitaria ed insegna all'Istituto Superiore di Scienze Religiose e al Policlinico.
Fra il 1995 e il 2005 è al servizio presso la Congregazione per le Chiese Orientali in qualità di Minutante. È nominato Capo Ufficio il 28 marzo 2002.
Dal 31 gennaio 2005 è Osservatore Permanente della Santa Sedepresso l'Organizzazione Mondiale del Turismo (O.M.T.)
Di seguito il saluto di Mons. Giovanni Francesco Brugnaro:
Cairissimi
Con timore, ma con tanta fiducia lieta nel Signore Risorto, desidero inviare ai sacerdoti, ai laici, alle famiglie, ai bambini, alle donne e uomini consacrali nella vita religiosa, ai giovani, agli ammalati, alle persone che versalo nelle difficoltà
più diverse, ai sindaci e ai responsabili delle varie Comunità e aggregazioni civili, ai professori e al personale dell'Università con i suoi numerosi studenti e studentesse, anche a coloro che con l'opzione di Fede hanno un conto aperto e ai non credenti, a tutti il mio primo e personale saluto.
La chiamata da parte del Santo Padre Benedetto XVI, a servirVi come vescovo dell' Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, dà una svolta nuova alla mia vita. Vivo questo mandato come invito personale del Signore a dedicarmi con tutte le mie risorse all'annuncio diretto del Vangelo, cosa a cui il mio cuore aspirava fin dall' inizio, per crescere insieme nell' "obbedienza alla fede" (Rm 1,5).
Dopo l'insegnamento universitario, sono diventato sacerdote e lo sono da venticinque anni: alcuni li trascorsi come cappellano dell'Università degli Studi di Milano e dal 1994 lavorando nella Congregazione per le Chiese Orientali e; come Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione Mondiale del Turismo.
Nell'ordinazione episcopale mi verrà messo sulle spalle il Vangelo come impegno di lavoro, come sorgente di forza e come memoria vivificante da attualizzare. La Chiesa mi manda in mezzo a Voi, cari fedeli, perché "siamo i vostri servitori per amore di Gesù" (2Cor 4,5). E' il Vangelo la "buona notizia" che dà senso alla
nostra esistenza; esso ci aiuta, a scoprire e a raccontare insieme con Voi tutti e con la Chiesa universale ''quello che Gesù ha fatto per noi" (cfr. Le 8, 38-39).
Pensando al nostro prossimo incontro, Sant'Agostino, nella sua esemplarità episcopale e patrono del Duomo di San Severìno Marche, mi aiuta a manifestarVi,in breve, ciò che in questo momento mi sta a cuore,
1. Desidero dirVI che dobbiamo aver cara sempre più la nostra unità nella Chiesa e vivere concordi l'avventura felice della santità, "perché a questo siete stati chiamati" (crf, 1 Pt 3,9), rinnovando la coscienza della missione. "Siete incerti dove sia la Chiesa: è là dove essa è stata fin dal principio… La Chiesa (va cercata) non nella propria giustizia, ma nella Scrittura divina; e come era stata promessa, la sì vede realizzata" (Ep. 39,8-9), "Battezzi pure Pietro, è Cristo che battezza; battezzi Paolo, è Cristo che battezza; e battezzi anche Giuda, è Cristo che battezza" (cfr. Com. al vangelo di Giovanni, 7) La Chiesa è una perché una è la fede di tutti, uno il Dio dal quale proviene uno il Signore che l'ha costituita col suo sangue e che agisce sempre in prima Persona nei sacramenti, Essere Chiesa significa essere una sola carne in Cristo, una sola Parola, un solo Amore, una sola lingua e una sola Attesa (cfr. Commento al salmo 37,6). E come essa è resa una, così analogamente è resa santa per la carità effusa nel cuore dei credenti mediante il dono dello Spirito Santo.
Dove c'è l'unità dello Spirito e la sua santità, lì unica è la pietra. Essa però è fatta di molte. In che modo da molte che sono queste pietre possono diventare una sola? Sopportandosi a vicenda nell'amore! La casa del Signore nostro Dio è dunque in costruzione e cresce continuamente. A ciò mirano la predicazione del Vangelo per tutta la Terra, i sacramenti, l'esercizio della carità, la catechesi, le nostre stesse parole, il martirio. L'edificio è, tuttavia, ancora in compimento finché non avrà abbracciato le genti perché la missione è estendersi a tutte (cfr. Commento ai salmo 95,3).
A chi affidarci in questo grande progetto? "Lo Spirito stesso intercede con
insistenza per noi, ...e colui che scruta i cuori...intercede per i credenti secondo i
disegni di Dio" (Rm 8, 26-27).
E come? Mutuo un'autorevole risposta ancora da Agostino: "chiamate gemendo, non polemizzando; chiamate pregando; chiamate invitando cordialmente; chiamate facendo penitenza; dalla vostra carità comprendano che siete in pena per loro" (cfr. Com. al vangelo di Giovanni, 16).
2. Rivolgo un saluto particolare ai sacerdoti perché essi sono coloro che continuano a coltivare la lunga e buona tradizione della fede cattolica, perché saranno con me dispensatori della Parola di Dio. perché mi aiuteranno a conoscerVi e saranno miei compagni nel servire codesta Chiesa, A Loro chiedo di aiutarmi perché la mia
personale inculturazione sia serena ed efficace; e come ha detto il Papa Benedetto XVI nell'incontro con il clero di Auronzo di Cadore: "a trovare le giuste priorità e non dimenticare l'essenziale: l'annuncio del Regno di Dio"(cfr, L'Oss. Rom., 26-07-'07, p.4).
Coltivare, quindi, la comunione presbiterale insieme con tutti i laici a servizio dell'evangelizzazione e per il rinnovamento della pastorale!
Ricordando i sacerdoti infermi e anziani, pregate intensamente per me come farò anch'io per voi tutti, cari preti, perché siamo "ricolmi di tutta la pienezza di Dio"(Ef 3,19).
In questa preghiera concorde, teniamo presenti con gratitudine
l'Arcivescovo, mio predecessore, Mons. Angelo Fagiani per il quale chiediamo
salute e serenità e l'Amministratore Apostolico, il Vescovo Mons. Giancarlo Vecerrica. E per crescere autenticamente, facciamo nostra la raccomandazione
paolina: " amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a
vicenda, servite il Signore" (Rm 12,10-11).
3. Invito quanti pregano, nominatamente le Suore dei nostri monasteri, i bambini e I malati, a supplicare lo Spirito Santo perché il dono del tempo che trascorreremo
insieme ci propizi abbondantemente la misericordia e la grazia di Cristo Salvatore, I santi Patroni Venanzio e Severino ci ottengano una fede generosa come il loro
Martirio!
Avendo trascorso molti anni nel mondo universitario ed essendo ex-allievo di don Bosco, chiediamo a questo grande padre e maestro della gioventù d'illuminarci nel seguire tutti i nostri ragazzi, i giovani e gli studenti della nostra Università: essi sono il futuro delle nostre terre, della Chiesa e dell'Italia. Le giovani e i giovani hanno il diritto di essere seriamente aiutati a (formarsi una coscienza che li renda responsabili della vita e del bene comune, a impegnarsi a costituire la loro famiglia, a diventare competenti nel lavoro e nelle professioni, capaci di resistere alla cultura del consumismo e, soprattutto, di stupirsi ancora della fede cristiana per esserne testimoni appassionati e credibili.
La sera del 1° settembre scorso, nella Piana di Montorso (Loreto), il Papa Benedetto XVI ha sollecitato i giovani ''a non aver paura di sognare ad occhi aperti grandi progetti di bene e a non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà. Cristo ha fiducia in voi e desidera che possiate realizzare ogni vostro più nobile ed alto sogno di autentica felicità. Niente è impossibile per chi sì fida di Dio e si affida a Dio".
I numerosi Santi delle Marche, di cui siete tanto devoti, unitamente a quelli che hanno ispirato il mio cammino di cristiano e di sacerdote: Francesco d'Assisi, Antonio di Padova, Ignazio di Loyola, Francesco di Sales, P. Leopoldo Mandic, Ambrogio e il beato cardinal Ferrari mi ottengano intelligenza della fede, mitezza e fedeltà amorosa nel compimento quotidiano del mio dovere di evangelizzatore e mi rendano samaritano coraggioso, sensibile agli indifferenti e attento ai lontani.
La Madre di Dio, alla quale la fede dei Vostri padri ha dedicato la grande cattedrale di Camerino sotto il titolo di Maria SS.ma Annunziata, ci metta tutti in ascolto e ci ottenga dal Figlio Suo di "custodire la parola di Dio in un cuore buono
e sincero e portare frutto con perseveranza'"(cfr. Lc 8,15).
In attesa di conoscerci," i! Signore della pace Vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni modo"( 2 Tess 3,16) e con affetto benedico tutti.
Il Vostro arcivescovo eletto
don Francesco Giovanni
<<I dati sui traffici nel porto di Ancona nel 2006 diffusi dall'Autorità portuale, sopratutto quelli relativi alla movimentazione delle merci, sono veramente deludenti. Non sono da meno i “numeri” del <<Sanzio>> - esordisce così Mario Donati, Presidente di Apindustria Ancona Macerata.
L'associazione di categoria sottolinea ancora una volta che il porto ha bisogno di crescere e che può farlo solamente risolvendo il problema della carenza di spazi.
<<Se qualcosa di positivo è stato fatto per aver registrato una crescita nel trasporto passeggeri, per quanto riguarda le merci, non abbiamo altro che le parole del presidente dell'Autortity Montanari che ci informa di avere contatti in atto per incrementare i traffici. A tal proposito la domanda vien da sè : Come mai, dato che le movimentazioni delle merci sono scarse, almeno dal 2001, questi contatti non si sono cercati prima?
Non ci resta che sperare che la frutta “di passaggio” tra Ancona e l'Egitto, le partite da Croazia ed Albania, i carichi di ferro grezzo e gli altri progetti annunciati dal Presidente dell'Autorità portuale “risollevino” le movimentazioni merci nello scalo dorico>> - prosegue Donati. Apindustria chiede inoltre spiegazioni sul perchè non si sia ancora fatto nulla per ridurre i dazi doganali che spesso penalizzano il porto di Ancona.
Un secondo intervento dell'associazione, diverso dal primo, ma ad esso legato, riguarda l'aeroporto di Falconara.
Nelle parole di Donati: <<Come da tempo avevamo previsto, sperando di sbagliarci, i “numeri” dell'aeroporto di Falconara sono deludenti. Crediamo sia giunta l'ora che Aerdorica spieghi ai cittadini come mai gli scali di Rimini e Forlì, nel 2006 abbiano registrato un traffico passeggeri superiore a quello del <<Sanzio>>.
Apindustria Ancona Macerata sottolinea infine che al di là delle buone intenzioni di trattare il problema “infrastrutture” in maniera “olistica”, si continua a parlare di singoli progetti.
<<Porto, interporto ed aeroporto – conclude Donati - sono “realtà” indispensabili al nostro territorio quanto connesse tra loro. In veste di rappresentanti della piccola e media impresa crediamo sia doveroso ribadire la necessità di organizzare tavoli a cui tutti i soggetti interessati all'economia marchigiana possano dare il loro contributo per risolvere l'ormai annosa questione dell'inefficienza infrastrutturale del territorio. Speriamo che questa volta qualcuno ci ascolti, o almeno ci risponda>>.
Il comprensorio sciistico dei Monti Sibillini, uno dei migliori dell'Appennino, costituisce un punto di forza per le politiche turistiche da sviluppare nel maceratese e la Provincia è impegnata a sostenere le attività, investendo per la sicurezza degli impianti. Lo ha detto il presidente Giulio Silenzi incontrando oggi a Frontignano il vice sindaco di Ussita, Bruno Falconetti e i tecnici degli impianti. Il presidente della Provincia, su invito dell'associazione Soccorritori piste da sci “Marco Peda”, ha trascorso alcune ore sulle piste, che sono aperte ed innevate. Gli impianti sono in questi giorni frequentati, anche da scolaresche dell'Umbria e della Toscana, oltre che marchigiane. Silenzi, infatti, ha incontrato durante la sua visita numerosi studenti delle seconde classi dell'Ipsia “Corridoni” di Corridonia, accompagnati dagli insegnanti Farina, Santini e Montemarani.
Con il direttore del servizio di Soccorso sciistico, Giancarlo Renzi e con Tonino Falconetti, responsabile degli impianti, Silenzi ha visitato le strutture a servizio dei circa dieci chilometri di piste di varia difficoltà a disposizione degli amanti della neve, tra cui la nuova seggiovia quadriposto di Pian dell'Arco. Apprezzamenti sono stati espressi da Silenzi anche per la presenza del campo scuola dedicato a bambini e principianti, che rappresenta un ulteriore servizio destinato a consentire a tutti di fruire di un salutare contatto con la montagna anche d'inverno.
Con il direttore del Soccorso sciistico Renzi, il presidente ha affrontato il tema della sicurezza sulla piste sottolineando l'importanza della prevenzione ed ha ricordato il suo “appello” dello scorso anno per estendere a tutti gli sciatori l'obbligo di indossare il casco durante le discese quale semplice, ma fondamentale, misura preventiva.
In questo week end, come avvenuto sabato e domenica scorsi, le stazioni sciistiche dell'alto maceratese sono pronte ad ospitare ancora migliaia di appassionati dello sci, ma anche persone che amano trascorrere una bella giornata sulla neve.
Piazza del popolo di San Severino Marche si prepara ad accogliere i giovani che parteciperanno alla manifestazione “Voci di piazza”.
La notte bianca è in preparazione dell'Agorà nazionale dei giovani, evento che vedrà anche la partecipazione di Papa Benedetto XVI e che si terrà a Loreto l' 1 e il 2 settembre.
Dopo il pareggio a reti inviolate con il Corridonia, Il tecnico della Grottese, Simone Brancozzi, si dichiara insoddisfatto non tanto del risultato quanto del gioco violento e dei comportamenti ineducati, se non offensivi, che da qualche tempo vede sui campi di calcio.
“Devo tutelare i giovani che giocano in maniera pulita sia facendo in modo che chi usa un linguaggio irrispettoso sia punito come si deve sia, e soprattutto, facendo sparire dai campi il gioco spregiudicato e pericoloso causa di infortuni seri che possono stroncare carriere".
È possibile ascoltare l'intervista concessa in esclusiva a Radio C1 inBlu da Mister Brancozzi, presente qui in basso nella sezione "contributi audio".
La Racchia approda a Sanremo. La stravagante band sarnanese, infatti, parteciperà sabato 27 e domenica 28 gennaio al tradizionale Festival dei Fiori al quale si prevede accorreranno come tutti gli anni decine di migliaia di persone. La "banda più pazza del mondo" sfilerà per le vie della città dei fiori con i suoi oltre quaranta componenti e, c'è da giurarci, non potrà fare a meno di destare la curiosità e l'ammirazione del pubblico. Questa quarantina di elementi suona, si fa per dire, gli strumenti più strani ed originali perchè sono ricavati da vecchi utensili da cucina: pentole, padelle, tubi di stufa, scarichi, macinini, vecchi lampioni, secchi, catini e altri oggetti ritrovati nelle vecchie cucine. Sono, però, presenti anche alcuni strumenti a fiato. Il risultato è una fusione di suoni perfettamente modulati, sorprendente se solo si pensa che la maggior parte dei componenti della banda non conosce una sola nota musicale. La Racchia, così, porterà il nome di Sarnano e delle Marche anche a Sanremo dopo essersi esibita alle più importanti manifestazioni italiane e internazionali.
Da segnalare che a Sanremo La Racchia approda per la prima volta nella sua storia che quest'anno tocca i cinquanta anni di vita. Proprio nel 2007, infatti, si terranno i festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario della fondazione di questa "abnorme lunare banda" come la definì il poeta e scrittore Giuseppe Marotta dopo averla ammirata durante un'esibizione a Roma.
I festeggiamenti per il 50° saranno concentrati nel mese di agosto e il presidente de La Racchia, Giammario Marzola, sta definendo gli ultimi dettagli per una manifestazione che assumerà le vesti di un vero e proprio evento.
