Francesco Giovanni Brugnaro è il nuovo Vescovo

Sabato, 03 Febbraio 2007 01:00 | Letto 3753 volte   Clicca per ascolare il testo Francesco Giovanni Brugnaro è il nuovo Vescovo Francesco Giovanni Brugnaro (foto) è nato a San Donà di Piave (VE), il 16 marzo 1943, si è laureato a Padova in Filosofia; in seguito diviene Assistente e poi Docente universitario.Nel 1975 viene eletto Consigliere del Comune di Padova e nel 1980 diventa Assessore alla Cultura. Nel 1980/81 frequenta il Seminario Arcivescovile di Milano.È ordinato sacerdote per l'arcidiocesi di Milano il 18 dicembre 1982.Si trasferisce poi al Pontificio Seminario Lombardo per completare gli studi e nel 1986 si licenzia in teologia fondamentale e in filosofia alla Pontificia Università Gregoriana.Fra 1986 e il 1995 rientrato a Milano, è impegnato nella pastorale universitaria ed insegna all'Istituto Superiore di Scienze Religiose e al Policlinico.Fra il 1995 e il 2005 è al servizio presso la Congregazione per le Chiese Orientali in qualità di Minutante. È nominato Capo Ufficio il 28 marzo 2002.Dal 31 gennaio 2005 è Osservatore Permanente della Santa Sedepresso l'Organizzazione Mondiale del Turismo (O.M.T.) Di seguito l'annuncio ufficiale della nomina del nuovo Vescovo da parte dell' amministratore apostolico della diocesi di Camerino San Severino Marche mons Giancarlo Vecerrica: Di seguito il saluto di Mons. Giovanni Francesco Brugnaro: CairissimiCon timore, ma con tanta fiducia lieta nel Signore Risorto, desidero inviare ai sacerdoti, ai laici, alle famiglie, ai bambini, alle donne e uomini consacrali nella vita religiosa, ai giovani, agli ammalati, alle persone che versalo nelle difficoltàpiù diverse, ai sindaci e ai responsabili delle varie Comunità e aggregazioni civili, ai professori e al personale dell'Università con i suoi numerosi studenti e studentesse, anche a coloro che con l'opzione di Fede hanno un conto aperto e ai non credenti, a tutti il mio primo e personale saluto.La chiamata da parte del Santo Padre Benedetto XVI, a servirVi come vescovo dell' Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, dà una svolta nuova alla mia vita. Vivo questo mandato come invito personale del Signore a dedicarmi con tutte le mie risorse all'annuncio diretto del Vangelo, cosa a cui il mio cuore aspirava fin dall inizio, per crescere insieme nell' "obbedienza alla fede" (Rm 1,5).Dopo l'insegnamento universitario, sono diventato sacerdote e lo sono da venticinque anni: alcuni li trascorsi come cappellano dell'Università degli Studi di Milano e dal 1994 lavorando nella Congregazione per le Chiese Orientali e; come Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione Mondiale del Turismo.Nell'ordinazione episcopale mi verrà messo sulle spalle il Vangelo come impegno di lavoro, come sorgente di forza e come memoria vivificante da attualizzare. La Chiesa mi manda in mezzo a Voi, cari fedeli, perché "siamo i vostri servitori per amore di Gesù" (2Cor 4,5). E' il Vangelo la "buona notizia" che dà senso allanostra esistenza; esso ci aiuta, a scoprire e a raccontare insieme con Voi tutti e con la Chiesa universale ''quello che Gesù ha fatto per noi" (cfr. Le 8, 38-39).Pensando al nostro prossimo incontro, Sant'Agostino, nella sua esemplarità episcopale e patrono del Duomo di San Severìno Marche, mi aiuta a manifestarVi,in breve, ciò che in questo momento mi sta a cuore,1. Desidero dirVI che dobbiamo aver cara sempre più la nostra unità nella Chiesa e vivere concordi l'avventura felice della santità, "perché a questo siete stati chiamati" (crf, 1 Pt 3,9), rinnovando la coscienza della missione. "Siete incerti dove sia la Chiesa: è là dove essa è stata fin dal principio… La Chiesa (va cercata) non nella propria giustizia, ma nella Scrittura divina; e come era stata promessa, la sì vede realizzata" (Ep. 39,8-9), "Battezzi pure Pietro, è Cristo che battezza; battezzi Paolo, è Cristo che battezza; e battezzi anche Giuda, è Cristo che battezza" (cfr. Com. al vangelo di Giovanni, 7) La Chiesa è una perché una è la fede di tutti, uno il Dio dal quale proviene uno il Signore che l'ha costituita col suo sangue e che agisce sempre in prima Persona nei sacramenti, Essere Chiesa significa essere una sola carne in Cristo, una sola Parola, un solo Amore, una sola lingua e una sola Attesa (cfr. Commento al salmo 37,6). E come essa è resa una, così analogamente è resa santa per la carità effusa nel cuore dei credenti mediante il dono dello Spirito Santo.Dove c'è lunità dello Spirito e la sua santità, lì unica è la pietra. Essa però è fatta di molte. In che modo da molte che sono queste pietre possono diventare una sola? Sopportandosi a vicenda nell'amore! La casa del Signore nostro Dio è dunque in costruzione e cresce continuamente. A ciò mirano la predicazione del Vangelo per tutta la Terra, i sacramenti, l'esercizio della carità, la catechesi, le nostre stesse parole, il martirio. L'edificio è, tuttavia, ancora in compimento finché non avrà abbracciato le genti perché la missione è estendersi a tutte (cfr. Commento ai salmo 95,3).A chi affidarci in questo grande progetto? "Lo Spirito stesso intercede coninsistenza per noi, ...e colui che scruta i cuori...intercede per i credenti secondo idisegni di Dio" (Rm 8, 26-27).E come? Mutuo un'autorevole risposta ancora da Agostino: "chiamate gemendo, non polemizzando; chiamate pregando; chiamate invitando cordialmente; chiamate facendo penitenza; dalla vostra carità comprendano che siete in pena per loro" (cfr. Com. al vangelo di Giovanni, 16).2. Rivolgo un saluto particolare ai sacerdoti perché essi sono coloro che continuano a coltivare la lunga e buona tradizione della fede cattolica, perché saranno con me dispensatori della Parola di Dio. perché mi aiuteranno a conoscerVi e saranno miei compagni nel servire codesta Chiesa, A Loro chiedo di aiutarmi perché la miapersonale inculturazione sia serena ed efficace; e come ha detto il Papa Benedetto XVI nellincontro con il clero di Auronzo di Cadore: "a trovare le giuste priorità e non dimenticare l'essenziale: l'annuncio del Regno di Dio"(cfr, L'Oss. Rom., 26-07-'07, p.4). Coltivare, quindi, la comunione presbiterale insieme con tutti i laici a servizio dell'evangelizzazione e per il rinnovamento della pastorale!Ricordando i sacerdoti infermi e anziani, pregate intensamente per me come farò anch'io per voi tutti, cari preti, perché siamo "ricolmi di tutta la pienezza di Dio"(Ef 3,19). In questa preghiera concorde, teniamo presenti con gratitudinel'Arcivescovo, mio predecessore, Mons. Angelo Fagiani per il quale chiediamosalute e serenità e l'Amministratore Apostolico, il Vescovo Mons. Giancarlo Vecerrica. E per crescere autenticamente, facciamo nostra la raccomandazionepaolina: " amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi avicenda, servite il Signore" (Rm 12,10-11).3. Invito quanti pregano, nominatamente le Suore dei nostri monasteri, i bambini e I malati, a supplicare lo Spirito Santo perché il dono del tempo che trascorreremoinsieme ci propizi abbondantemente la misericordia e la grazia di Cristo Salvatore, I santi Patroni Venanzio e Severino ci ottengano una fede generosa come il loroMartirio! Avendo trascorso molti anni nel mondo universitario ed essendo ex-allievo di don Bosco, chiediamo a questo grande padre e maestro della gioventù d'illuminarci nel seguire tutti i nostri ragazzi, i giovani e gli studenti della nostra Università: essi sono il futuro delle nostre terre, della Chiesa e dell'Italia. Le giovani e i giovani hanno il diritto di essere seriamente aiutati a (formarsi una coscienza che li renda responsabili della vita e del bene comune, a impegnarsi a costituire la loro famiglia, a diventare competenti nel lavoro e nelle professioni, capaci di resistere alla cultura del consumismo e, soprattutto, di stupirsi ancora della fede cristiana per esserne testimoni appassionati e credibili.La sera del 1° settembre scorso, nella Piana di Montorso (Loreto), il Papa Benedetto XVI ha sollecitato i giovani ''a non aver paura di sognare ad occhi aperti grandi progetti di bene e a non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà. Cristo ha fiducia in voi e desidera che possiate realizzare ogni vostro più nobile ed alto sogno di autentica felicità. Niente è impossibile per chi sì fida di Dio e si affida a Dio".I numerosi Santi delle Marche, di cui siete tanto devoti, unitamente a quelli che hanno ispirato il mio cammino di cristiano e di sacerdote: Francesco d'Assisi, Antonio di Padova, Ignazio di Loyola, Francesco di Sales, P. Leopoldo Mandic, Ambrogio e il beato cardinal Ferrari mi ottengano intelligenza della fede, mitezza e fedeltà amorosa nel compimento quotidiano del mio dovere di evangelizzatore e mi rendano samaritano coraggioso, sensibile agli indifferenti e attento ai lontani.La Madre di Dio, alla quale la fede dei Vostri padri ha dedicato la grande cattedrale di Camerino sotto il titolo di Maria SS.ma Annunziata, ci metta tutti in ascolto e ci ottenga dal Figlio Suo di "custodire la parola di Dio in un cuore buonoe sincero e portare frutto con perseveranza'"(cfr. Lc 8,15).In attesa di conoscerci," i! Signore della pace Vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni modo"( 2 Tess 3,16) e con affetto benedico tutti.Il Vostro arcivescovo elettodon Francesco Giovanni
Francesco Giovanni Brugnaro (foto) è nato a San Donà di Piave (VE), il 16 marzo 1943, si è laureato a Padova in Filosofia; in seguito diviene Assistente e poi Docente universitario.

Nel 1975 viene eletto Consigliere del Comune di Padova e nel 1980 diventa Assessore alla Cultura. Nel 1980/81 frequenta il Seminario Arcivescovile di Milano.

È ordinato sacerdote per l'arcidiocesi di Milano il 18 dicembre 1982.

Si trasferisce poi al Pontificio Seminario Lombardo per completare gli studi e nel 1986 si licenzia in teologia fondamentale e in filosofia alla Pontificia Università Gregoriana.

Fra 1986 e il 1995 rientrato a Milano, è impegnato nella pastorale universitaria ed insegna all'Istituto Superiore di Scienze Religiose e al Policlinico.

Fra il 1995 e il 2005 è al servizio presso la Congregazione per le Chiese Orientali in qualità di Minutante. È nominato Capo Ufficio il 28 marzo 2002.

Dal 31 gennaio 2005 è Osservatore Permanente della Santa Sedepresso l'Organizzazione Mondiale del Turismo (O.M.T.)

Di seguito l'annuncio ufficiale della nomina del nuovo Vescovo da parte dell' amministratore apostolico della diocesi di Camerino San Severino Marche mons Giancarlo Vecerrica:




























































Di seguito il saluto di Mons. Giovanni Francesco Brugnaro:

Cairissimi
Con timore, ma con tanta fiducia lieta nel Signore Risorto, desidero inviare ai sacerdoti, ai laici, alle famiglie, ai bambini, alle donne e uomini consacrali nella vita religiosa, ai giovani, agli ammalati, alle persone che versalo nelle difficoltà
più diverse, ai sindaci e ai responsabili delle varie Comunità e aggregazioni civili, ai professori e al personale dell'Università con i suoi numerosi studenti e studentesse, anche a coloro che con l'opzione di Fede hanno un conto aperto e ai non credenti, a tutti il mio primo e personale saluto.
La chiamata da parte del Santo Padre Benedetto XVI, a servirVi come vescovo dell' Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, dà una svolta nuova alla mia vita. Vivo questo mandato come invito personale del Signore a dedicarmi con tutte le mie risorse all'annuncio diretto del Vangelo, cosa a cui il mio cuore aspirava fin dall' inizio, per crescere insieme nell' "obbedienza alla fede" (Rm 1,5).
Dopo l'insegnamento universitario, sono diventato sacerdote e lo sono da venticinque anni: alcuni li trascorsi come cappellano dell'Università degli Studi di Milano e dal 1994 lavorando nella Congregazione per le Chiese Orientali e; come Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione Mondiale del Turismo.
Nell'ordinazione episcopale mi verrà messo sulle spalle il Vangelo come impegno di lavoro, come sorgente di forza e come memoria vivificante da attualizzare. La Chiesa mi manda in mezzo a Voi, cari fedeli, perché "siamo i vostri servitori per amore di Gesù" (2Cor 4,5). E' il Vangelo la "buona notizia" che dà senso alla
nostra esistenza; esso ci aiuta, a scoprire e a raccontare insieme con Voi tutti e con la Chiesa universale ''quello che Gesù ha fatto per noi" (cfr. Le 8, 38-39).
Pensando al nostro prossimo incontro, Sant'Agostino, nella sua esemplarità episcopale e patrono del Duomo di San Severìno Marche, mi aiuta a manifestarVi,in breve, ciò che in questo momento mi sta a cuore,

1. Desidero dirVI che dobbiamo aver cara sempre più la nostra unità nella Chiesa e vivere concordi l'avventura felice della santità, "perché a questo siete stati chiamati" (crf, 1 Pt 3,9), rinnovando la coscienza della missione. "Siete incerti dove sia la Chiesa: è là dove essa è stata fin dal principio… La Chiesa (va cercata) non nella propria giustizia, ma nella Scrittura divina; e come era stata promessa, la sì vede realizzata" (Ep. 39,8-9), "Battezzi pure Pietro, è Cristo che battezza; battezzi Paolo, è Cristo che battezza; e battezzi anche Giuda, è Cristo che battezza" (cfr. Com. al vangelo di Giovanni, 7) La Chiesa è una perché una è la fede di tutti, uno il Dio dal quale proviene uno il Signore che l'ha costituita col suo sangue e che agisce sempre in prima Persona nei sacramenti, Essere Chiesa significa essere una sola carne in Cristo, una sola Parola, un solo Amore, una sola lingua e una sola Attesa (cfr. Commento al salmo 37,6). E come essa è resa una, così analogamente è resa santa per la carità effusa nel cuore dei credenti mediante il dono dello Spirito Santo.
Dove c'è l'unità dello Spirito e la sua santità, lì unica è la pietra. Essa però è fatta di molte. In che modo da molte che sono queste pietre possono diventare una sola? Sopportandosi a vicenda nell'amore! La casa del Signore nostro Dio è dunque in costruzione e cresce continuamente. A ciò mirano la predicazione del Vangelo per tutta la Terra, i sacramenti, l'esercizio della carità, la catechesi, le nostre stesse parole, il martirio. L'edificio è, tuttavia, ancora in compimento finché non avrà abbracciato le genti perché la missione è estendersi a tutte (cfr. Commento ai salmo 95,3).
A chi affidarci in questo grande progetto? "Lo Spirito stesso intercede con
insistenza per noi, ...e colui che scruta i cuori...intercede per i credenti secondo i
disegni di Dio" (Rm 8, 26-27).
E come? Mutuo un'autorevole risposta ancora da Agostino: "chiamate gemendo, non polemizzando; chiamate pregando; chiamate invitando cordialmente; chiamate facendo penitenza; dalla vostra carità comprendano che siete in pena per loro" (cfr. Com. al vangelo di Giovanni, 16).

2. Rivolgo un saluto particolare ai sacerdoti perché essi sono coloro che continuano a coltivare la lunga e buona tradizione della fede cattolica, perché saranno con me dispensatori della Parola di Dio. perché mi aiuteranno a conoscerVi e saranno miei compagni nel servire codesta Chiesa, A Loro chiedo di aiutarmi perché la mia
personale inculturazione sia serena ed efficace; e come ha detto il Papa Benedetto XVI nell'incontro con il clero di Auronzo di Cadore: "a trovare le giuste priorità e non dimenticare l'essenziale: l'annuncio del Regno di Dio"(cfr, L'Oss. Rom., 26-07-'07, p.4).
Coltivare, quindi, la comunione presbiterale insieme con tutti i laici a servizio dell'evangelizzazione e per il rinnovamento della pastorale!
Ricordando i sacerdoti infermi e anziani, pregate intensamente per me come farò anch'io per voi tutti, cari preti, perché siamo "ricolmi di tutta la pienezza di Dio"(Ef 3,19).
In questa preghiera concorde, teniamo presenti con gratitudine
l'Arcivescovo, mio predecessore, Mons. Angelo Fagiani per il quale chiediamo
salute e serenità e l'Amministratore Apostolico, il Vescovo Mons. Giancarlo Vecerrica. E per crescere autenticamente, facciamo nostra la raccomandazione
paolina: " amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a
vicenda, servite il Signore" (Rm 12,10-11).

3. Invito quanti pregano, nominatamente le Suore dei nostri monasteri, i bambini e I malati, a supplicare lo Spirito Santo perché il dono del tempo che trascorreremo
insieme ci propizi abbondantemente la misericordia e la grazia di Cristo Salvatore, I santi Patroni Venanzio e Severino ci ottengano una fede generosa come il loro
Martirio!
Avendo trascorso molti anni nel mondo universitario ed essendo ex-allievo di don Bosco, chiediamo a questo grande padre e maestro della gioventù d'illuminarci nel seguire tutti i nostri ragazzi, i giovani e gli studenti della nostra Università: essi sono il futuro delle nostre terre, della Chiesa e dell'Italia. Le giovani e i giovani hanno il diritto di essere seriamente aiutati a (formarsi una coscienza che li renda responsabili della vita e del bene comune, a impegnarsi a costituire la loro famiglia, a diventare competenti nel lavoro e nelle professioni, capaci di resistere alla cultura del consumismo e, soprattutto, di stupirsi ancora della fede cristiana per esserne testimoni appassionati e credibili.
La sera del 1° settembre scorso, nella Piana di Montorso (Loreto), il Papa Benedetto XVI ha sollecitato i giovani ''a non aver paura di sognare ad occhi aperti grandi progetti di bene e a non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà. Cristo ha fiducia in voi e desidera che possiate realizzare ogni vostro più nobile ed alto sogno di autentica felicità. Niente è impossibile per chi sì fida di Dio e si affida a Dio".
I numerosi Santi delle Marche, di cui siete tanto devoti, unitamente a quelli che hanno ispirato il mio cammino di cristiano e di sacerdote: Francesco d'Assisi, Antonio di Padova, Ignazio di Loyola, Francesco di Sales, P. Leopoldo Mandic, Ambrogio e il beato cardinal Ferrari mi ottengano intelligenza della fede, mitezza e fedeltà amorosa nel compimento quotidiano del mio dovere di evangelizzatore e mi rendano samaritano coraggioso, sensibile agli indifferenti e attento ai lontani.
La Madre di Dio, alla quale la fede dei Vostri padri ha dedicato la grande cattedrale di Camerino sotto il titolo di Maria SS.ma Annunziata, ci metta tutti in ascolto e ci ottenga dal Figlio Suo di "custodire la parola di Dio in un cuore buono
e sincero e portare frutto con perseveranza'"(cfr. Lc 8,15).
In attesa di conoscerci," i! Signore della pace Vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni modo"( 2 Tess 3,16) e con affetto benedico tutti.

Il Vostro arcivescovo eletto

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