Radioc1inBlu
Negli ultimi anni la popolazione dell'entroterra maceratese e nella fattispecie quella della comunita' montana dei “monti azzurri” ha purtroppo assistito ad una graduale e costante politica di impoverimento dei servizi sanitari, contro la volonta' delle amministrazioni locali ed in contrasto con quanto promesso dall'organo regionale delle marche.
Esistono fondate preoccupazioni che l'Asur – zona territoriale n° 9 di Macerata, voglia procedere ad un ulteriore riduzione del livello di accessibilita' e fruibilita' dei servizi sanitari su questo territorio, con particolare riferimento alle esistenti e future attivita' distrettuali.
Per questi motivi il consiglio comunale di Sant'Angelo in Pontano, come stanno facendo altri comuni, ha approvato una mozione in cui si chiede agli oragni sanitari competenti l'individuazione di un comitato ristretto rappresentativo del territorio della comunita' montana dei “monti Azzurri”, che periodicamente incontri i responsabili dei dipartimenti e del distretto al fine di migliorare l'organizzazione dei servizi sul territorio, nonché formuli proposte condivise agli organi istituzionali competenti.
“Non possiamo subire ulteriori ridimensionamenti dei servizi sanitari prestati su questo territorio, gia' particolarmente penalizzato da un punto di vista morfologico, in cui vi sono evidenti problemi di mobilita' in particolare per le fasce deboli (anziani, disabili, minori, ecc…) che oltretutto sono coloro i quali necessitano maggiormente di prestazioni sanitarie e socio – sanitarie.
Tutti gli enti locali, le oo.ss. e la popolazione stessa, dovranno impegnarsi per far si che non vi siano ancora smembramenti e che vengano salvaguardate le strutture esistenti ( polo ospedaliero di tolentino, distretto, potes di passo sant'angelo, ecc…) le quali rappresentano un punto di riferimento di accesso ai servizi sanitari da parte dei cittadini, anche grazie alle amministrazioni locali, alle associazioni ed alla stessa Asur zt 9 che in passato si sono adoperate nel reperimento delle risorse necessarie.
Pertanto ribadisco che il sottoscritto e tutta la comunita' santangiolese non potranno assolutamente accettare altri tagli nel servizio sanitario locale.
Non ci si puo' ricordare di noi solo quando c'e' da elogiare l'aria buona, l'ottima cucina e le ricchezze storico – culturali o naturalistiche delle nostre terre.
La nostra popolazione deve avere gli stessi diritti del resto della regione!”
Questo e' il deciso commento del sindaco di Sant'Angelo in Pontano Simone Livi.
Ad ogni gesto di solidarietà corrisponde un motivo di speranza e ogni donazione di sangue può significare salvare una vita. In occasione del suo compleanno il presidente della Provincia, Giulio Silenzi, raccogliendo il recente invito dell'Avis, ha voluto iniziare la sua giornata con un gesto di solidarietà; una donazione di sangue, appunto, eseguita presso il Centro trasfusionale dell'ospedale civile di Civitanova Marche, diretto dal dott. Giovanni Ribichini.
Iscritto dal 2005 nell'elenco dei donatori di sangue del Centro civitanovese, Silenzi nello scorso Natale aveva lanciato un appello a donare sangue. L'invito rivolto a tutta la comunità provinciale conteneva anche la proposta di un “Elenco degli amministratori pubblici donatori Avis”. Secondo il presidente della Provincia, infatti, “gli amministratori, se sono in condizione di farlo, con il loro esempio possono sensibilizzare i cittadini a farsi donatori”.
Oggi questi appelli vengono da Silenzi rilanciati, affinché in tutti i centri trasfusionali ci siano sempre a sufficienza quantità di sangue per far fronte ad ogni emergenza sanitaria.
Tra i 14 Centri marchigiani, Civitanova Marche è secondo per numero di donazioni, ma la necessità di sangue è ancora alta nella nostra regione, dove sarebbe necessario almeno raddoppiare la raccolta.
Margherita Granbassi è la campionessa del mondo nel fioretto individuale femminile. Ai campionati di Torino ha battuto in finale la favorita della vigilia, Valentina Vezzali. Il punteggio a favore della giovane triestina è stato di 7-6 nel minuto supplementare con priorità a favore. Non è riuscita, dunque, la Vezzali a conquistare il suo quinto titolo mondiale nonostante la presenza sugli spalti di un tifoso d'eccezione: suo figlio Pietro.
E' trascorso più di un anno da quando esternai contrarietà per il permanere pericoloso del pessimo stato della carreggiata della Superstrada Val di Chienti, sollecitando una manutenzione organica e funzionale al volume di traffico che in essa si svolge. Prima e dopo molte figure Istituzionali e non, si aggiunsero ed il cantiere fu aperto. ma tardi e male e ogni intervento avvenne a macchia di leopardo, eliminando le usure più vistose ma tralasciando parecchi tratti. Sicuramente in presenza di scarse disponibilità economiche.
Ora però quei tratti sono naturalmente alla massima usura (basta vedere l'ingresso da Civitanova Marche, il tratto di Piediripa – Corridonia, molti altri tronconi interni e parecchi svincoli).
La pericolosità permane specialmente nei punti in cui solo metà carreggiata è stata asfaltata e nei numerosi avvallamenti, dove l'asfalto si è spaccato per decine di metri e le macchine sobbalzano pur andando a velocità moderata. Ritengo pertanto utile questo nuovo mio appello diretto innanzi tutto alla Società gestrice di tale arteria stradale ma anche a tutte le Autorità istituzionali pregandole di valutare e sollecitare chi di dovere affinchè sia definitivamente rimossa una situazione spiacevole e poco edificante che danneggia l'immagine, l'economia e l'attrattività dell'intero territorio.
Basata sottolineare che in alcuni tratti di tale arteria permangono segnali con indicato km 70 orari. Il tutto non allo scopo di sollevare sterili polemiche ma per fornire un deciso stimolo per rimuovere uno stato di stallo e di evidente abbandono. Tale stato è testimoniato dal fatto che un semplice cartello che indicava l'uscita “Tolentino – Est”, sparito da molte settimane non è stato ancora rimesso. L'automobilista che arriva lì sembra invitato ad arte a by-passare Tolentino e dirigersi direttamente verso Foligno. Ironia a parte, è possibili tacere ancora sull'argomento? Credo proprio di no, sapendo poi che i milioni di euro per farraginosi piani largamente inattuabili si sono trovati e forse sono stati già spesi e invece per garantire alla nostra gente ed ai nostri visitatori una strada decorosa e sicura, nulla si fa, neanche ciò che eviterebbe il ridicolo?
Proprio vero che il miglior nascondiglio di un tesoro è sotto gli occhi di tutti! Ci voleva un'inglese per accorgersi della tradizione preziosa che da tempo immemorabile si ripete nel territorio dei monti Sibillini: la raccolta dei fiori di finocchio selvatico. E' così che nel suo viaggio di agosto Philippa Davenport, la giornalista eno-gastronomica del Financial Times, ha scoperto quello che lei stessa ha definito “il tesoro di Visso”, ovvero la polvere gialla (proprio come l'oro) e profumatissima che si ricava dalla pianta di finocchio selvatico.
In un articolo, uscito lo scorso week end sul noto giornale finanziario inglese, la Davenport parla in maniera entusiasta di questo particolarissimo prodotto che contribuisce a dare profumi inimitabili alle pietanze alle quali viene abbinato come i fegatini, le carni grigliate, il coniglio o il maiale in porchetta.
E proprio sull'onda delle entusiastiche reazioni all'uscita dell'articolo in Inghilterra e delle prime richieste di prodotto da parte di noti chef inglesi, si è formato a Visso il Comitato per la Tutela e la Valorizzazione del Fiore di Finocchio Selvatico o Finocchiella di Visso. “Tale Comitato, che ha tra i soci proprio il Comune di Visso e il suo sindaco Giuliano Pazzaglini- ha spiegato Enrico Cherchi, promotore e co-fondatore dell'ente- avrà, oltre alla promozione del prodotto, il compito fondamentale della sua tutela. In questa prima fase, dove tutto è ancora in fase di sviluppo, il Comitato ha la responsabilità importante della regolamentazione di questa produzione, tramite la redazione di un disciplinare e la registrazione del marchio”. Quella del fiore di finocchio selvatico è infatti una lavorazione antica a Visso, ma che non è mai stata oggetto di una vera e propria commercializzazione. I fiori sono stati sempre raccolti e lavorati per autoconsumo in molte famiglie, senza mai svilupparne le potenzialità economiche. Un “tesoro” insomma noto a tutti sul territorio, ma mai svelato all'esterno. Paradossalmente è stato proprio grazie ad un altro dei prodotti simbolo della norcineria locale, il ciauscolo, ed ad uno dei suoi migliori artefici, Giorgio Calabrò dell'omonima macelleria vissana, che il fiore di finocchio è assurto all'onore delle cronache suscitando il primo interesse della Davenport.
Ora si sta lavorando al reperimento di tutta la documentazione storica e scientifica relativa al fiore di finocchio, per le prime presentazioni “ufficiali” come l'ingresso nell'Arca Slow Food e la sua presentazione al Salone del Gusto di Torino. Ma la volontà è anche quella di creare un effettivo legame con le attività del territorio, in vista delle potenzialità economiche della lavorazione del prodotto. E' per questo che il Comitato, che annovera tra i soci onorari la stessa Philippa Davenport, invita chi volesse maggiori dettagli per avviare l'attività di raccolta del fiore o anche chi avesse informazioni riguardanti il finocchio selvatico, a contattare il num. 0733 216771 (Promo.Ter).
Giovedì 28 settembre 2006 alle ore 10,30 nella sala Giunta della Comunità Montana dell'Esino Frasassi, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dello Sportello “Informadonna”, servizio a disposizione del territorio comunitario con sede nella C.M. di Fabriano. La struttura è stata inaugurata nello stesso giorno (28 settembre ndr) alle ore11, dopo l'incontro con la stampa, dal presidente Fabrizio Giuliani e dall'assessore alle Pari Opportunità, Politiche Educative –Formazione e Lavoro Graziella Argalia.
Gli amministratori, hanno prima spiegato che cos'è l'Informadonna.
“Offre informazioni e orientamento circa la legislazione e i diritti, l'accesso e il reinserimento nel mercato del lavoro, l'imprenditorialità femminile, la formazione, la conciliazione dei tempi di vita, la salute, il volontariato e l'associazionismo, gli organismi di parità, la cultura e gli eventi – sottolineando - l'Informadonna cerca di cogliere le aspettative delle donne del territorio. Promuove iniziative sociali, culturali e formative, con l'obiettivo di trasmettere e valorizzare la cultura di genere. E' in rete con i servizi, le organizzazioni, le istituzioni locali, per dare visibilità alle azioni positive, alle opportunità e alle risorse esistenti in favore delle donne.”
A questo punto, il passaggio sul dove e quando e si attua il nuovo servizio.
“L'informadonna della Comunità Montana dell'Esino-Frasassi, è in via dante, 268 - 60044 Fabriano, presso la nostra sede, l'e-mail è Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., il telefono 0732.695254 mentre l'orario di apertura è previsto per mercoledì dalle ore 10 alle 12. Inoltre abbiamo pensato, su appuntamento, di prevedere una apertura presso tutti i comuni della comunità montana. Per richiedere un appuntamento presso i comuni – sottolinea l'assessore - basta telefonare o inviare una e-mail all'Informadonna, oppure mettersi in contatto con l'ufficio pari opportunità della C.M. 0732.695259. Comunque basta rivolgersi al punto Informagiovani di ogni muncipio per conoscere orari e recapiti, o in rete consultare www.cadnet.marche.it/cig o chiamare il numero 0732.250434.”
L'assessore Argalia, ha anche sottolineato come questa iniziativa fa seguito:
“Agli incontri pubblici tenuti a marzo 2006 a Serra San Quirico, sul problema della violenza alle donne, a maggio 2006 a Cerreto D'Esi, sul tema dell'integrazione delle donne straniere e l'altro sul tema delle donne nella politica e nel mondo del lavoro, previsto per l'autunno.”
La manifestazione, organizzata dalla Proloco di Cessapalombo, si svolge a Villa di Montalto, una frazione del comune di Cessapalombo (MC) all'interno del territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La festa che solitamente si svolge la prima e seconda domenica di ottobre ha come tema la valorizzazione e la riscoperta delle tradizioni della civiltà contadina e dei prodotti tipici dell'alto maceratese. Altro punto centrale è quello di far conoscere mestieri non più praticati, tra cui spicca quello del carbonaio, ovvero della produzione di carbone da legna mediante la cottura “anaerobica” della stessa (‘ncotta) non a caso è stato presentato un annullo postale avente come simbolo una carbonaia. Il tutto tende alla valorizzazione del carbone vegetale di Cessapalombo, prodotto ormai in forma limitata. Accanto a locali e botteghe tipiche, riprodotti e arredati dalla Proloco, con la partecipazione corale dell'intera frazione, trovano posto stand in cui artigiani espongono i più svariati prodotti, dai dolci (biscotti e torroni) ai salumi (Cessapalombo è uno dei pochi comuni dove si produce in ciavuscolo); dai bastoni alla riproduzione di macchine agricole ora in disuso; dai cesti in vimini fatti a mano al ferro battuto. Tra i “locali tipici” si possono citare la cantina, con dimostrazione di produzione del vino cotto, l'osteria, il forno e la cucina tipica in cui si possono assaggiare pizze, pane e orzo. Si può affermare che nei gironi della festa il piccolo paese di Villa torna indietro riscoprendo antiche tradizioni ed usanze e quindi le proprie origini. Inoltre sono esposti attrezzi agricoli non più usati che una volta erano trainati da buoi, la trebbia e trattori d'epoca. Nei due giorni di festa sarà possibile passeggiare a dorso di somaro, e il giorno 01 ottobre anche su carro trainato dai buoi. Il sabato pomeriggio (7 ottobre, ore 14.30) si svolge la camminata podistica non competitiva “Fra le fresche frasche” con tre distinti percorsi lungo i sentieri del bosco intorno a Villa di Montalto. Nelle domeniche funzioneranno gli stand gastronomici della Proloco nei quali si potranno degustare alcuni dei prodotti tipici (Vincisgrassi, cinghiale, gnocchi, polentone, maialino allo spiedo secondo il menù e carne alla brace). I giorni di festa saranno accompagnati da gruppi folk che si esibiranno in canti e balli popolari.
Cinquantadue voti. “Nata in Istria”, l'ultimo lavoro di Anna Maria Mori edito da Rizzoli, è il romanzo finalista della quinta edizione del concorso nazionale biennale di narrativa “Matelica – Libero Bigiaretti” che ha riscosso il punteggio più alto dalla giuria. Il premio, organizzato dal Comune di Matelica, la Provincia di Macerata, la comunità montana Alte Valli del Potenza e dell'Esino e l'Università di Camerino, si concluderà l'undici novembre, giorno in cui verranno assegnati i riconoscimenti: 4600 euro per il vincitore e mille euro per i finalisti.
Anna Maria Mori, giornalista e scrittrice, nata a Pola, in Istria, è stata tra il gruppo dei fondatori di Repubblica. Ha curato la redazione degli spettacoli come caposervizio, per passare poi come inviato speciale per i settori Cultura e Spettacoli. Prima di Repubblica, che ha lasciato nel '95, era stata caporedattore del settimanale Annabella (oggi Anna, periodico con il quale ancora collabora), e teneva una popolare rubrica di terza pagina del Messaggero di Roma, intitolata Una certa Roma a firma di Lucrezia. Ha collaborato anche con la televisione, dove ha realizzato per Rai 3 la serie “Vent'anni solo ieri” e per Rai 1 “Istria 1943-1993: cinquant'anni di solitudine” e “Istria, il diritto alla memoria”. Tra i suoi libri: Gli esclusi. Storie di italiani senza lavoro (Sperling & Kupfer 2001), Femminile irregolare (Sperling & Kupfer 2002), Lasciami stare (Sperling & Kupfer 2003) e, con Nelida Dilani, Bora (Frassinelli 2005).
Con Nata in Istria, Mori racconta cosa significhi nascere in questa terra. Il suo libro non è un'inchiesta oggettiva, ma un collage di storie, persone, percorsi, riflessioni su un territorio di confine che, per mezzo secolo, è stato il buco nero nella coscienza italiana. Il romanzo dà voce alle testimonianze degli italiani che abitano ancora lì e di chi, invece, fa parte dei trecentocinquantamila che nel 1947 dovettero prendere la strada dell'esilio, rinunciando alla casa e al proprio passato. Nello sfondo trapela una dichiarazione d'amore alla bellezza di questa terra immersa nel mare, incoronata di rocce bianche e pini scuri.
Dal 28 settembre al 5 ottobre inoltre gli studenti già iscritti o che si iscriveranno all'Università di Camerino potranno frequentare i Corsi di Integrazione, mirati a colmare eventuali lacune che potrebbero rendere meno agevole il percorso formativo universitario.
I corsi di integrazione, riguardanti la matematica, l'informatica, la chimica e la fisica, inizieranno i sono gratuiti e sono tenuti da docenti dell'Ateneo presso le sedi Unicam.
Erano quasi 2.000 i pellegrini che venerdì 22 settembre, in una tiepida serata, si sono ritrovati all'ospedale Santa Maria della Pietà di Camerino, per partecipare al 2° Pellegrinaggio a Piedi fino al convento dei Frati Cappuccini di Renacavata. Sette km di preghiera e canti, in occasione della ricorrenza del transito di San Pio da Pietralcina, nel giorno in cui si ricorda il suo ritorno alla casa del Padre. Secondo alcuni, il frate di Pietralcina sarebbe passato molti anni fa, anche a Renacavata di Camerino, proseguendo poi la sua visita anche al convento di Fabriano, ma oggi quel Frate è un Santo, venerato e pregato da tanti, tantissimi fedeli forse un po fanatici, e forse non molto praticanti, ma di certo affascinati dal profumo, dal calore di un semplice frate che le stimmate le ha veramente avute; dunque un Santo per tutti. Noi eravamo presenti, forse anche un po scettici, ma alla fine, abbiamo visto tutti quei giovani e meno giovani pregare e camminare in sieme, con mille intenzioni diverse e tutte particolari, con preghiere spontanee, oltre naturalmente a quelle indicate dagli organizzatori: per un buon inizio d'anno accademico e scolastico e di tutte le attività produttive; per la famiglia e gli ammalati, per le vocazioni, per il lavoro e per tutte quelle grazie che ogni fedele avrà chiesto...E tutto ciò ci ha edificato!
Alberto Montecchia l'ideatore e uno degli organizzatori ai nostri microfoni ci spiega come è nata questa esperienza, il commento del preside dell'I.T.C.e per Geometri Antinori, Prof. Enzo Bonacucina, ma anche un giovane e un professore universitario.
