Radioc1inBlu
“E’ stata una esperienza bellissima che rifarei mille volte. Mi ha fatto crescere come persona e ha fatto crescere la consapevolezza che la cucina è il posto dove vorrei stare perché mi fa sentire felice”. Con queste parole, Milenys Gordillo saluta la cucina di MasterChef. Cade il grembiule, ma restano la gioia, la simpatia e la ventata caliente che la concorrente è riuscita a portare in tutte le tappe del cooking show di Sky. Tante puntate segnate dalla sua disinvoltura e abilità oltre che dalla partecipazione di una nutrita tifoseria camerte, puntuale ogni giovedì nel supportarne le numerose prove tra i fornelli. L’avventura si è fermata all’Invention test dedicato al Brasile e in particolare, ad un pezzo specifico di carne di manzo dal quale ricavare un hamburger da accompagnare con salsa. Eloquente la reazione di chef Barbieri all’assaggio,accompagnata successivamente da un verdetto finale che non ha lasciato dubbi: Milenys ha dovuto lasciare quel percorso dal quale ci ha trasferito della sua passione, seminandovi grinta e determinazione fin dal primo momento.

“Non l’ho presa benissimo; in gara l'aspirazione è a vincere ma bisogna anche imparare a perdere - commenta ai nostri microfoni la camerte-cubana-. A prescindere da come è andata, in ogni caso l'ho vissuta come un’esperienza indimenticabile e, la cosa più bella è stata il grande affetto che ho ricevuto dal territorio camerte”. E' chiaro che ogni concorrente di Masterchef aspiri al meglio, ma Milenys dice: "va bene così", felice di portare a casa tante sensazioni positive, in primis l'aver conosciuto tante persone nuove, dai colleghi concorrenti, ai tre giudici Chef Cannavacciuolo, Barbieri e Locatelli e tutto lo staff della trasmissione. Se il capitolo televisivo si chiude, certo è che il coraggio dei sogni continua ad essere una forte fonte d’ispirazione. Non appena ha cominciato a sperimentare la sua abilità tra i fornelli, Milenys Gordillo ha iniziato a coltivare anche l’idea di aprire un’attività di ristorazione: “Il mio primo sostegno e il "colpevole" di tutto quello che è accaduto, è mio marito Sandro. E’ lui che mi stimola in questa mia passione che, giorno per giorno, cresce sempre di più. Il mio desiderio è di studiare e di raggiungere una sempre maggiore preparazione. Ringrazio di cuore tutta la città di Camerino per il sostegno che ho ricevuto: io dico sempre che non ho 50 anni ma 20, perché è come se fossi nata al mio arrivo in questa città. A Camerino ho cominciato tutto da zero, con mio marito, con nuovi amici e vicini e con una nuova cucina. Il mio affetto e il mio amore sono per tutti i camerti e per tutta la regione Marche perché la mia passione è partita da lì, da casa nostra. Grazie per tutti gli insegnamenti che mi avete dato e per quello che ancora mi darete perché sicuramente, passione ed energia non si fermeranno qua”. E chi conosce Milenys, sa che è sacrosanta verità.
C.C.

“Non l’ho presa benissimo; in gara l'aspirazione è a vincere ma bisogna anche imparare a perdere - commenta ai nostri microfoni la camerte-cubana-. A prescindere da come è andata, in ogni caso l'ho vissuta come un’esperienza indimenticabile e, la cosa più bella è stata il grande affetto che ho ricevuto dal territorio camerte”. E' chiaro che ogni concorrente di Masterchef aspiri al meglio, ma Milenys dice: "va bene così", felice di portare a casa tante sensazioni positive, in primis l'aver conosciuto tante persone nuove, dai colleghi concorrenti, ai tre giudici Chef Cannavacciuolo, Barbieri e Locatelli e tutto lo staff della trasmissione. Se il capitolo televisivo si chiude, certo è che il coraggio dei sogni continua ad essere una forte fonte d’ispirazione. Non appena ha cominciato a sperimentare la sua abilità tra i fornelli, Milenys Gordillo ha iniziato a coltivare anche l’idea di aprire un’attività di ristorazione: “Il mio primo sostegno e il "colpevole" di tutto quello che è accaduto, è mio marito Sandro. E’ lui che mi stimola in questa mia passione che, giorno per giorno, cresce sempre di più. Il mio desiderio è di studiare e di raggiungere una sempre maggiore preparazione. Ringrazio di cuore tutta la città di Camerino per il sostegno che ho ricevuto: io dico sempre che non ho 50 anni ma 20, perché è come se fossi nata al mio arrivo in questa città. A Camerino ho cominciato tutto da zero, con mio marito, con nuovi amici e vicini e con una nuova cucina. Il mio affetto e il mio amore sono per tutti i camerti e per tutta la regione Marche perché la mia passione è partita da lì, da casa nostra. Grazie per tutti gli insegnamenti che mi avete dato e per quello che ancora mi darete perché sicuramente, passione ed energia non si fermeranno qua”. E chi conosce Milenys, sa che è sacrosanta verità.
C.C.
Tragedia scampata questa mattina, a Tolentino, lungo la superstrada 77, all'uscita Zona industriale in direzione monti.
Una Fiat 500, condotta da un padre 37enne, è andata a sbattere contro il guard rail spartitraffico dell'uscita della superstrada. Le cause dell'incidente sono in corso di studio da parte del personale dell'Aliquota Radiomobile che è intervenuta sul posto, con l'ausilio dei militari della Stazione di Belforte del Chienti che hanno provveduto alla viabilità lungo la superstrada. A bordo del mezzo altre all'autista, anche suo figlio di due anni. Entrambe le vittime dell'incidente sono state trasportate all'ospedale di Macerata per gli accertamenti del caso ma non sembra che siano in cattive condizioni di salute. La macchina, al contrario, si è letteralmente distrutta all'impatto con il guard-rail. Elemento fondamentale per la salvezza del bambino è stata la presenza del seggiolino ed il fatto che il bambino sia stato regolarmente agganciato al sistema di ritenuta.
Un buon seggiolino, infatti, riesce a proteggere i bambini anche in caso di urti violenti come questo. Nel caso in cui il seggiolino fosse mancato o, in presenza del seggiolino, senza che il bambino vi fosse stato agganciato, l'esito sarebbe stato tremendo.
GS

Una Fiat 500, condotta da un padre 37enne, è andata a sbattere contro il guard rail spartitraffico dell'uscita della superstrada. Le cause dell'incidente sono in corso di studio da parte del personale dell'Aliquota Radiomobile che è intervenuta sul posto, con l'ausilio dei militari della Stazione di Belforte del Chienti che hanno provveduto alla viabilità lungo la superstrada. A bordo del mezzo altre all'autista, anche suo figlio di due anni. Entrambe le vittime dell'incidente sono state trasportate all'ospedale di Macerata per gli accertamenti del caso ma non sembra che siano in cattive condizioni di salute. La macchina, al contrario, si è letteralmente distrutta all'impatto con il guard-rail. Elemento fondamentale per la salvezza del bambino è stata la presenza del seggiolino ed il fatto che il bambino sia stato regolarmente agganciato al sistema di ritenuta.
Un buon seggiolino, infatti, riesce a proteggere i bambini anche in caso di urti violenti come questo. Nel caso in cui il seggiolino fosse mancato o, in presenza del seggiolino, senza che il bambino vi fosse stato agganciato, l'esito sarebbe stato tremendo.
GS

Una festa in maschera per riprende un'antica tradizione, quella dei veglioni di Carnevale per i quali Caldarola era famosa negli anni immediatamente successivi al secondo dopoguerra. E' quanto organizza la Pro Loco, in collaborazione con la Giovanile Nicolò Ceselli, per la serata di sabato 22 febbraio nella sala polifunzionale Annalena Tonelli, che dopo il terremoto ha sostituito il teatro comunale, danneggiato dal sisma, nella cui cornice venivano organizzati i suddetti veglioni. "Un'iniziativa - spiega il presidente della Pro loco Daniele Piani - che intende ricalcare il solco di una tradizione progressivamente perduta nel corso degli anni, quella appunto dei veglioni di carnevale che hanna caraterrizato tante serate dei caldarolesi. La nostra intenzione è quella di vivere a Caldarola il clima spensierato caratteristico del Carnevale aggiungendo una proposta invernale alle tappe previste nel calendario delle manifestazioni che la Pro loco organizza". Caldarola si prepara, così, a vivere un altro appuntamento che offra alla popolazione, anche in un'ottica di rinascita, un'occasione di incontro e di divertimento.
f.u.
f.u.
“Muoversi nell’entroterra marchigiano: esperienze ed idee per una nuova mobilità che rivitalizzi i territori in declino”: è il titolo dell’iniziativa, promossa dalla Filt (trasporti) Cgil Marche. Il convegno si è svolto nella sede provinciale della Cgil di Macerata presente Stefano Malorgio, segretario nazionale Filt Cgil. Sono intervenuti all'incontro l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, l’ingegnere Flavia Rita Gentile responsabile della struttura di ingegneria della Dtp di Ancona, Stefano Belardinelli, presidente Contram spa e Fausto Del Rosso, direttore regionale Trenitalia spa. Contributi , sono venuti anche da Enzo Bontempo delegato dell’Anas e, per il territorio ascolano, da Barbara Nicolai, segretaria Camera del Lavoro Ascoli ed Enrico Diomedi presidente Start Spa. Moderatrice dell’incontro Rachele Romagnoli, presidente del direttivo regionale della Filt Marche la quale ha invitato la sala ad osservare un minuto di silenzio in onore delle vittime del lavoro, ricordando insieme ai due dipendenti delle ferrovie morti nel deragliamento del Frecciarossa anche un autista maceratese tragicamente scomparso.

A dare il benvenuto ai presenti, il segretario organizzativo della Camera del lavoro di Macerata dl Daniele Principi, evidenziando i temi centrali del convegno, fondamentali per il rilancio di un territorio, le cui problematiche già preesistenti al sisma, è necessario affrontare. Tante le criticità emerse insieme alle proposte per un cambio di passo indispensabile anche per sostenere la ripresa economica.
"Insieme alla battaglia che vede impegnata CGIL per il rispetto dei diritti e della legalità nei posti di lavoro che riguardano direttamente la ricostruzione post sisma, il nostro ruolo continuiamo a svolgerlo anche sotto l’aspetto del costruire un nuovo piano di sviluppo- ha detto Principi- noi non rinunciamo a indirizzare lo sviluppo e a dare un contributo per ricostruire un territorio che possa guardare al futuro con serenità e tranquillità e il futuro non può essere senza occupazione e senza lavoro, senza infrastrutture adeguate rispetto alle sfide e che permettano al territorio di essere competitivo . E- ha continuato Principi- rispetto a questi temi ci dobbiamo tutti interrogare. Unico antidoto alla rabbia talvolta anche giustificata dei cittadini,è necessaria una rete di impegno fatta di istituzioni, associazioni, movimenti, organizzazioni sindacali, le quali, ognuno per il proprio ambito, possano contribuire ad un futuro fatto di sviluppo, di lavoro e di sostenibilità. Ma occorre anche capacità d’ ascolto”.

Rilanciare e contrastare lo spopolamento delle aree interne delle Marche attraverso un nuovo modello di mobilità, al centro della relazione di Valeria Talevi segretaria regionale Filt Marche, sottolineando il ruolo degli investimenti nel trasporto pubblico su ferro e gomma, nell’idea che lo sviluppo infrastrutturale possa risollevare le sorti di un entroterra in declino ma con riflessi su tutta la regione .Una sfida che dunque evoca persone, strade, rotaie, merci ma che deve fare i conti con anni di carenze infrastrutturali e, come ricordato anche da Sciapichetti, e Belardinelli con scarse risorse destinate al trasporto pubblico locale che vedono le Marche fanalino di coda per trasferimenti statali pro capite. “Se in Italia il tpl è difficile, qui nelle Marche è impossibile: le risorse ammontano a 68 euro per abitante rispetto ai 130 euro pro capite della Basilicata. E’ inaccettabile - ha detto l’assessore ai trasporti- . Vorremmo essere agganciati anche solo alla penultima regione italiana, il che ci consentirebbe di fare molto. Questa è una battaglia da fare insieme, con cittadini e sindacati”. E i risvolti, come evidenziato dal presidente del Contram Belardinelli, si fanno sentire nella forte penalizzazione del settore quanto ad investimenti, trattamenti salariali, trasformazione verso l’innovazione dell’elettrico e utilizzo di carburanti più ecosostenibili e sulla stessa messa a sistema della gestione delle emergenze, necessaria per potersi trovare sempre pronti in caso di calamità. “O il sistema Paese trova la formula per snellire le procedure oppure non possiamo competere con altri paesi d'Europa- ha rimarcato Sciapichetti- Ci sono voluti due anni di trattative con l’agenzia per fare un contratto di servizio. Non ci siamo. Con regole ordinarie per una situazione straordinaria come quella che la regione sta vivendo, non andiamo da nessuna parte. A tutti i governi di qualsiasi colore abbiamo chiesto procedure facilitate che, per catastrofi di altre regioni, invece sono state utilizzate. Se vogliamo dare risposte ai cittadini, non si possono far passare 4 anni”.
Servono misure concrete per contrastare le cifre impietose del calo demografico e dello spopolamento, consentire a chi è stato costretto a lasciare il proprio paese di farvi ritorno. Tra le proposte lanciate da Valeria Talevi, quella di tariffe agevolate per reinsediare i nuclei familiari, consentendo l’accesso ai servizi locali, sanitari e scolastici. “La Filt Cgil Marche ritiene che il servizio del Trasporto Pubblico e una rete infrastrutturale ripristinata, siano necessari per il ripopolamento e lo sviluppo, non solo delle aree del cratere ma a beneficio della crescita complessiva dell’intera regione. Un’ adeguata rete infrastrutturale interconnette il sistema produttivo al suo interno e lo stesso sistema produttivo marchigiano con i grandi gate-ways verso i mercati internazionali, nonché i flussi di merce estera destinati ad altri mercati e con standard di affidabilità pari a quelli di altri Paesi Europei”. Secondo Talevi altra esigenza è quella della manutenzione e ammodernamento della rete viaria dell’interno, vista come necessità imprescindibile della ricostruzione anche per alcune strade di montagna che danno accesso agli impianti sciistici, tuttora impraticabili e indispensabili per consentire l’opportunità di rilancio di un turismo montano. E se si intende veramente andare verso un’eco-sostenibilità del pianeta, Filt ritiene che i due settori più strategici siano il Tpl su gomma e ferro. “Crediamo che la firma del contratto di servizio tra Regione Marche e Trenitalia sia un punto a favore per i cittadini marchigiani. La maggiore durata del contratto fino al 2033, dà più stabilità a tutta la filiera del Trasporto regionale, dalle officine di manutenzione, agli appalti ferroviari, agli impianti degli equipaggi su ferro, in termini di risorse e di nuovi materiali per il futuro”.

L’ingegnere Flavia Rita Gentile ha parlato dei progetti a cui la struttura Dpt sta lavorando nelle Marche. Il progetto più corposo è quello dell’ elettrificazione della Civitanova- Albacina che muove da un accordo siglato nel 2016 tra Rfi e Regione Marche e che prevede due fasi funzionali, l’una già interamente finanziata per 40 mln euro, l’altra di 70mln non ancora finanziata. Per la prima fase funzionale si è già al lavoro nelle attività propedeutiche finalizzate all'elettrificazione; già realizzati interventi di adeguamento sagoma in galleria, attività di abbattimento delle barriere architettoniche e adeguamento a standard Rfi nelle stazioni di Corridonia e Morrovalle e, da qui al 2021, sono previste ancora una serie di attività analoghe per le stazioni di Tolentino e San Severino che andranno a chiusura in estate. Sempre nella prima fase funzionale che scade nel 2021 dovranno essere realizzati ulteriori adeguamenti di sagoma in galleria e, ove possibile, si sta studiando la velocizzazione di alcuni tratti di linea ferroviarie velocizzazione di alcuni ingressi in stazione attraverso le contemporaneità, con adeguamento dei moduli all’interno delle stazioni. Progetto ambizioso di Rfi della prima fase funzionale, anche una trasformazione dei vecchi impianti inserendo nuovi impianti computerizzati che consentiranno di trasformare i Piani regolatori generali delle stazioni, andandone ad aumentare la capacità prestazionale. Nella seconda fase che attende di essere definita nel finanziamento di 70 mln di euro, si procederà con elettrificazione vera e propria della linea e con la realizzazione delle 3 sottostazioni elettriche che ricadranno all’interno della tratta stazioni e con adeguamento delle cabine di testa a Civitanova e Albacina. I lavori sono in corso e potranno essere chiusi per l’estate. Sempre nell’ottica di potenziamento e sviluppo dell’infrastruttura, tra le altre attività che Dpt sta portando avanti d’intesa con la Regione c’è la nuova fermata di Macerata Università che prevede la realizzazione di marciapiede, scale, rampe e di uno spazio adibito a parcheggio. In coerenza con l’accordo firmato con l’ente regionale, prevista anche la soppressione di 71 passaggi a livello distribuiti su tutto il territorio regionale, per 23 dei quali già sono in corso le progettazioni preliminari. Infine, l’intervento di velocizzazione dell'Adriatica nell'ultima tratta rimasta finora esclusa tra Falconara e Marotta, per la quale si è in attesa del rilascio del nulla osta per attivare al più presto la velocizzazione a 200 km orari.

Del ruolo del tpl e dei lavoratori ha parlato il presidente di Contram Spa Stefano Belardinelli ricordando che i due terzi dei lavoratori dell’azienda stanno nel cratere e pur avendo subito un dramma personale e familiare nelle ore del sisma, non hanno esitato a mettersi in viaggio per aiutare la popolazione. Ha poi mostrato come è cambiato il trasporto pubblico nelle Marche, con la stessa Contram che negli anni ha sostituito il parco mezzi storico con nuovi autobus elettrici alimentati a fotovoltaico. Tornando ad evidenziare che le Marche sono all’ultimo posto nel fondo nazionale di ripartizione delle risorse con conseguente penalizzazione nei servizi, nell’esercizio dei lavoratori e negli investimenti, ha ricordato che discrete ma sempre scarse sono le risorse per il rinnovo autobus: su 77 mln del decreto, all’intera regione Marche ne toccheranno 34 quando solo per il bacino di Macerata, servirebbero 20 mln di euro. Inesistenti o in alcuni casi molto ridotte, anche le risorse per nuovi depositi e nuovi impianti di distribuzione. Belardinelli ha anche sollevato il problema della difficoltà di reperire autisti e meccanici, proponendo di traghettare anche nelle Marche il modello della Regione Toscana dove, in accordo tra Regione- centro per impiego e aziende di trasporti, i ragazzi diciottenni si iscrivono ad un programma che prevede corsi per accedere alla patente di guida per autobus e la formazione riguarda anche la parte meccanica. Finito il percorso qualcuno potrà essere dunque inserito al lavoro come autista o meccanico. “ Su questo – ha sottolineato- noi come azienda siamo disponibili, di concerto con Regione e Centri per l’impiego; lo riteniamo un percorso importante per ridare un lavoro dignitoso sul territorio”.
Il direttore regionale di Trenitalia Fausto Del Rosso ha poi fornito i numeri del trasporto ferroviario regionale delle Marche costituito da 2200 punti vendita, 155 treni quotidiani che trasportano 28 mila persone al giorno, il tutto rapportato a 480 risorse. I treni flotta sono 55, utili per il trasporto regionale e per il rifornimento di materiale rotabile per la regione Umbria e, parte dell’ Abruzzo.

Del Rosso ha anche detto che prima di arrivare al contratto di servizio con la Regione, nell’arco di 4 anni e mezzo la puntualità ha potuto migliorarsi di quasi 5 punti percentuali; qualità , pulizia, puntualità hanno permesso a Trenitalia di conquistare la fiducia dell’utenza e della regione, rispetto al prodotto erogato. Tra i particolari del contratto di servizio stipulato, l’incremento del numero dei treni e della capillarità del servizio ferroviario la cui offerta si cerca di orientare sempre più in aderenza ai bisogni delle persone e tenendo conto anche delle caratteristiche del territorio. Buoni risultati anche dalla sperimentazione della intermobilità avviata la scorsa estate, con la promozione del territorio attraverso una linea ferroviaria dedicata nel week end estivo o con esperimenti di promozione delle bellezze del territorio regionale come il Conero link e il Fermo link, utili per incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico. “Siamo poi arrivati ad un contratto di servizio un filino sofferto. Molto sfidante però in quanto ci ha messi nella condizione di dire esattamente la nostra bravura o meno nel fare un servizio di trasporto pubblico. Sfida importante fatta anche con la speranza che tutto ciò possa incentivare seriamente il trasporto pubblico e che spinga sempre più persone ad utilizzarlo. Investiamo nei treni: cambieremo tutta la flotta delle Marche per un totale di 26 treni e, con uno sforzo epocale, nel 2021 li porteremo da un’età media di 6 anni. Mezzi nuovi, riciclabili, a basso consumo, con grandi prestazioni e quanto di meglio la tecnologia oggi può offrire. Importante- ha concluso Del Rosso- è vedere la Regione Marche come un insieme, con una mobilità degna di essere chiamata tale e nel vero e grande rispetto di quello che sono l’ambiente e l’utenza. E’ una grande sfida ma, tignosi come siamo, la vinceremo”.

Una riflessione che affronti lo spopolamento del Paese nelle conclusioni del segretario nazionale Filt Cgil Stefano Malorgio. “ Dentro questa vicenda generale di spopolamento, il terremoto è intervenuto come acceleratore su un processo già esistente. C’è dunque il bisogno di comprendere e di fare una sintesi rispetto alle tante questioni che ho ascoltato, tutte molto ambiziose e nessuna sbagliata in termini assoluti. Dato però che si fa il conto con risorse definite, occorre capire quali sono le priorità e qui deve entrare in gioco la politica. Qual è la priorità di questo Paese ? Possiamo assistere allo spopolamento di enormi aree costantemente? Questo è il primo problema del Paese. Se si permette la desertificazione, ogni territorio desertificato per essere ripopolato costerà 5 volte. Se non si pone il tema dello sviluppo del Paese non si va da nessuna parte. E’ necessaria una profonda riforma delle leggi e, prima di compiere scelte strategiche, il Paese ha bisogno di cambiare se stesso. I partiti politici oggi non sono capaci. Occorrono scelte strategiche del Paese ma abbiamo bisogno di un Paese che decida di governare se stesso e di cosa voler fare nel futuro. Questi sono gli aspetti fondamentali sui quali io credo che il sindacato possa rispondere con la forza e l’energia di donne e uomini mettendosi a servizio di questa battaglia, seppur complicatissima. Questo è il nostro ruolo storico perché, senza quella battaglia sulla trasformazione del Paese, l’Italia non si salva e noi affondiamo con il Paese”.
c.c.

A dare il benvenuto ai presenti, il segretario organizzativo della Camera del lavoro di Macerata dl Daniele Principi, evidenziando i temi centrali del convegno, fondamentali per il rilancio di un territorio, le cui problematiche già preesistenti al sisma, è necessario affrontare. Tante le criticità emerse insieme alle proposte per un cambio di passo indispensabile anche per sostenere la ripresa economica.
"Insieme alla battaglia che vede impegnata CGIL per il rispetto dei diritti e della legalità nei posti di lavoro che riguardano direttamente la ricostruzione post sisma, il nostro ruolo continuiamo a svolgerlo anche sotto l’aspetto del costruire un nuovo piano di sviluppo- ha detto Principi- noi non rinunciamo a indirizzare lo sviluppo e a dare un contributo per ricostruire un territorio che possa guardare al futuro con serenità e tranquillità e il futuro non può essere senza occupazione e senza lavoro, senza infrastrutture adeguate rispetto alle sfide e che permettano al territorio di essere competitivo . E- ha continuato Principi- rispetto a questi temi ci dobbiamo tutti interrogare. Unico antidoto alla rabbia talvolta anche giustificata dei cittadini,è necessaria una rete di impegno fatta di istituzioni, associazioni, movimenti, organizzazioni sindacali, le quali, ognuno per il proprio ambito, possano contribuire ad un futuro fatto di sviluppo, di lavoro e di sostenibilità. Ma occorre anche capacità d’ ascolto”.

Rilanciare e contrastare lo spopolamento delle aree interne delle Marche attraverso un nuovo modello di mobilità, al centro della relazione di Valeria Talevi segretaria regionale Filt Marche, sottolineando il ruolo degli investimenti nel trasporto pubblico su ferro e gomma, nell’idea che lo sviluppo infrastrutturale possa risollevare le sorti di un entroterra in declino ma con riflessi su tutta la regione .Una sfida che dunque evoca persone, strade, rotaie, merci ma che deve fare i conti con anni di carenze infrastrutturali e, come ricordato anche da Sciapichetti, e Belardinelli con scarse risorse destinate al trasporto pubblico locale che vedono le Marche fanalino di coda per trasferimenti statali pro capite. “Se in Italia il tpl è difficile, qui nelle Marche è impossibile: le risorse ammontano a 68 euro per abitante rispetto ai 130 euro pro capite della Basilicata. E’ inaccettabile - ha detto l’assessore ai trasporti- . Vorremmo essere agganciati anche solo alla penultima regione italiana, il che ci consentirebbe di fare molto. Questa è una battaglia da fare insieme, con cittadini e sindacati”. E i risvolti, come evidenziato dal presidente del Contram Belardinelli, si fanno sentire nella forte penalizzazione del settore quanto ad investimenti, trattamenti salariali, trasformazione verso l’innovazione dell’elettrico e utilizzo di carburanti più ecosostenibili e sulla stessa messa a sistema della gestione delle emergenze, necessaria per potersi trovare sempre pronti in caso di calamità. “O il sistema Paese trova la formula per snellire le procedure oppure non possiamo competere con altri paesi d'Europa- ha rimarcato Sciapichetti- Ci sono voluti due anni di trattative con l’agenzia per fare un contratto di servizio. Non ci siamo. Con regole ordinarie per una situazione straordinaria come quella che la regione sta vivendo, non andiamo da nessuna parte. A tutti i governi di qualsiasi colore abbiamo chiesto procedure facilitate che, per catastrofi di altre regioni, invece sono state utilizzate. Se vogliamo dare risposte ai cittadini, non si possono far passare 4 anni”.
Servono misure concrete per contrastare le cifre impietose del calo demografico e dello spopolamento, consentire a chi è stato costretto a lasciare il proprio paese di farvi ritorno. Tra le proposte lanciate da Valeria Talevi, quella di tariffe agevolate per reinsediare i nuclei familiari, consentendo l’accesso ai servizi locali, sanitari e scolastici. “La Filt Cgil Marche ritiene che il servizio del Trasporto Pubblico e una rete infrastrutturale ripristinata, siano necessari per il ripopolamento e lo sviluppo, non solo delle aree del cratere ma a beneficio della crescita complessiva dell’intera regione. Un’ adeguata rete infrastrutturale interconnette il sistema produttivo al suo interno e lo stesso sistema produttivo marchigiano con i grandi gate-ways verso i mercati internazionali, nonché i flussi di merce estera destinati ad altri mercati e con standard di affidabilità pari a quelli di altri Paesi Europei”. Secondo Talevi altra esigenza è quella della manutenzione e ammodernamento della rete viaria dell’interno, vista come necessità imprescindibile della ricostruzione anche per alcune strade di montagna che danno accesso agli impianti sciistici, tuttora impraticabili e indispensabili per consentire l’opportunità di rilancio di un turismo montano. E se si intende veramente andare verso un’eco-sostenibilità del pianeta, Filt ritiene che i due settori più strategici siano il Tpl su gomma e ferro. “Crediamo che la firma del contratto di servizio tra Regione Marche e Trenitalia sia un punto a favore per i cittadini marchigiani. La maggiore durata del contratto fino al 2033, dà più stabilità a tutta la filiera del Trasporto regionale, dalle officine di manutenzione, agli appalti ferroviari, agli impianti degli equipaggi su ferro, in termini di risorse e di nuovi materiali per il futuro”.

L’ingegnere Flavia Rita Gentile ha parlato dei progetti a cui la struttura Dpt sta lavorando nelle Marche. Il progetto più corposo è quello dell’ elettrificazione della Civitanova- Albacina che muove da un accordo siglato nel 2016 tra Rfi e Regione Marche e che prevede due fasi funzionali, l’una già interamente finanziata per 40 mln euro, l’altra di 70mln non ancora finanziata. Per la prima fase funzionale si è già al lavoro nelle attività propedeutiche finalizzate all'elettrificazione; già realizzati interventi di adeguamento sagoma in galleria, attività di abbattimento delle barriere architettoniche e adeguamento a standard Rfi nelle stazioni di Corridonia e Morrovalle e, da qui al 2021, sono previste ancora una serie di attività analoghe per le stazioni di Tolentino e San Severino che andranno a chiusura in estate. Sempre nella prima fase funzionale che scade nel 2021 dovranno essere realizzati ulteriori adeguamenti di sagoma in galleria e, ove possibile, si sta studiando la velocizzazione di alcuni tratti di linea ferroviarie velocizzazione di alcuni ingressi in stazione attraverso le contemporaneità, con adeguamento dei moduli all’interno delle stazioni. Progetto ambizioso di Rfi della prima fase funzionale, anche una trasformazione dei vecchi impianti inserendo nuovi impianti computerizzati che consentiranno di trasformare i Piani regolatori generali delle stazioni, andandone ad aumentare la capacità prestazionale. Nella seconda fase che attende di essere definita nel finanziamento di 70 mln di euro, si procederà con elettrificazione vera e propria della linea e con la realizzazione delle 3 sottostazioni elettriche che ricadranno all’interno della tratta stazioni e con adeguamento delle cabine di testa a Civitanova e Albacina. I lavori sono in corso e potranno essere chiusi per l’estate. Sempre nell’ottica di potenziamento e sviluppo dell’infrastruttura, tra le altre attività che Dpt sta portando avanti d’intesa con la Regione c’è la nuova fermata di Macerata Università che prevede la realizzazione di marciapiede, scale, rampe e di uno spazio adibito a parcheggio. In coerenza con l’accordo firmato con l’ente regionale, prevista anche la soppressione di 71 passaggi a livello distribuiti su tutto il territorio regionale, per 23 dei quali già sono in corso le progettazioni preliminari. Infine, l’intervento di velocizzazione dell'Adriatica nell'ultima tratta rimasta finora esclusa tra Falconara e Marotta, per la quale si è in attesa del rilascio del nulla osta per attivare al più presto la velocizzazione a 200 km orari.

Del ruolo del tpl e dei lavoratori ha parlato il presidente di Contram Spa Stefano Belardinelli ricordando che i due terzi dei lavoratori dell’azienda stanno nel cratere e pur avendo subito un dramma personale e familiare nelle ore del sisma, non hanno esitato a mettersi in viaggio per aiutare la popolazione. Ha poi mostrato come è cambiato il trasporto pubblico nelle Marche, con la stessa Contram che negli anni ha sostituito il parco mezzi storico con nuovi autobus elettrici alimentati a fotovoltaico. Tornando ad evidenziare che le Marche sono all’ultimo posto nel fondo nazionale di ripartizione delle risorse con conseguente penalizzazione nei servizi, nell’esercizio dei lavoratori e negli investimenti, ha ricordato che discrete ma sempre scarse sono le risorse per il rinnovo autobus: su 77 mln del decreto, all’intera regione Marche ne toccheranno 34 quando solo per il bacino di Macerata, servirebbero 20 mln di euro. Inesistenti o in alcuni casi molto ridotte, anche le risorse per nuovi depositi e nuovi impianti di distribuzione. Belardinelli ha anche sollevato il problema della difficoltà di reperire autisti e meccanici, proponendo di traghettare anche nelle Marche il modello della Regione Toscana dove, in accordo tra Regione- centro per impiego e aziende di trasporti, i ragazzi diciottenni si iscrivono ad un programma che prevede corsi per accedere alla patente di guida per autobus e la formazione riguarda anche la parte meccanica. Finito il percorso qualcuno potrà essere dunque inserito al lavoro come autista o meccanico. “ Su questo – ha sottolineato- noi come azienda siamo disponibili, di concerto con Regione e Centri per l’impiego; lo riteniamo un percorso importante per ridare un lavoro dignitoso sul territorio”.
Il direttore regionale di Trenitalia Fausto Del Rosso ha poi fornito i numeri del trasporto ferroviario regionale delle Marche costituito da 2200 punti vendita, 155 treni quotidiani che trasportano 28 mila persone al giorno, il tutto rapportato a 480 risorse. I treni flotta sono 55, utili per il trasporto regionale e per il rifornimento di materiale rotabile per la regione Umbria e, parte dell’ Abruzzo.

Del Rosso ha anche detto che prima di arrivare al contratto di servizio con la Regione, nell’arco di 4 anni e mezzo la puntualità ha potuto migliorarsi di quasi 5 punti percentuali; qualità , pulizia, puntualità hanno permesso a Trenitalia di conquistare la fiducia dell’utenza e della regione, rispetto al prodotto erogato. Tra i particolari del contratto di servizio stipulato, l’incremento del numero dei treni e della capillarità del servizio ferroviario la cui offerta si cerca di orientare sempre più in aderenza ai bisogni delle persone e tenendo conto anche delle caratteristiche del territorio. Buoni risultati anche dalla sperimentazione della intermobilità avviata la scorsa estate, con la promozione del territorio attraverso una linea ferroviaria dedicata nel week end estivo o con esperimenti di promozione delle bellezze del territorio regionale come il Conero link e il Fermo link, utili per incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico. “Siamo poi arrivati ad un contratto di servizio un filino sofferto. Molto sfidante però in quanto ci ha messi nella condizione di dire esattamente la nostra bravura o meno nel fare un servizio di trasporto pubblico. Sfida importante fatta anche con la speranza che tutto ciò possa incentivare seriamente il trasporto pubblico e che spinga sempre più persone ad utilizzarlo. Investiamo nei treni: cambieremo tutta la flotta delle Marche per un totale di 26 treni e, con uno sforzo epocale, nel 2021 li porteremo da un’età media di 6 anni. Mezzi nuovi, riciclabili, a basso consumo, con grandi prestazioni e quanto di meglio la tecnologia oggi può offrire. Importante- ha concluso Del Rosso- è vedere la Regione Marche come un insieme, con una mobilità degna di essere chiamata tale e nel vero e grande rispetto di quello che sono l’ambiente e l’utenza. E’ una grande sfida ma, tignosi come siamo, la vinceremo”.

Una riflessione che affronti lo spopolamento del Paese nelle conclusioni del segretario nazionale Filt Cgil Stefano Malorgio. “ Dentro questa vicenda generale di spopolamento, il terremoto è intervenuto come acceleratore su un processo già esistente. C’è dunque il bisogno di comprendere e di fare una sintesi rispetto alle tante questioni che ho ascoltato, tutte molto ambiziose e nessuna sbagliata in termini assoluti. Dato però che si fa il conto con risorse definite, occorre capire quali sono le priorità e qui deve entrare in gioco la politica. Qual è la priorità di questo Paese ? Possiamo assistere allo spopolamento di enormi aree costantemente? Questo è il primo problema del Paese. Se si permette la desertificazione, ogni territorio desertificato per essere ripopolato costerà 5 volte. Se non si pone il tema dello sviluppo del Paese non si va da nessuna parte. E’ necessaria una profonda riforma delle leggi e, prima di compiere scelte strategiche, il Paese ha bisogno di cambiare se stesso. I partiti politici oggi non sono capaci. Occorrono scelte strategiche del Paese ma abbiamo bisogno di un Paese che decida di governare se stesso e di cosa voler fare nel futuro. Questi sono gli aspetti fondamentali sui quali io credo che il sindacato possa rispondere con la forza e l’energia di donne e uomini mettendosi a servizio di questa battaglia, seppur complicatissima. Questo è il nostro ruolo storico perché, senza quella battaglia sulla trasformazione del Paese, l’Italia non si salva e noi affondiamo con il Paese”.
c.c.
A far rumore, a Tolentino, non è stato l'annuncio dell'apertura della nota catena di fast food americana, ma le modalità con cui questo è stato comunicato: all'interno della sede istituzionale del Comune.
Una foto scattata all'interno della sede municipale con il primo cittadino e i rappresentanti del dipartimento sviluppo di McDonald's ha messo la pulce nell'orecchio a chi si è chiesto come mai la necessità di pubblicizzare, a livello comunale, l'apertura di una realtà privata in un luogo privato come il Tolentino Retail Park.
Alcuni dubbi erano stati sollevati nei giorni scorsi dai cittadini che avevano espresso la propria preoccupazione per i locali del centro, quella zona di Tolentino che dopo il sisma ha accusato il colpo più grave. Questa mattina è stato il consigliere del Movimento 5 Stelle, Gianni Mercorelli, ad esprimere il proprio dissenso sulla pubblicità che il Comune ha fatto alla catena: "Nessun problema per la nuova apertura - commenta il consigliere pentastellato - , ma ritengo che non abbia senso, da parte del Comune, promuoverla. E' davvero assurdo che il Comune pubblicizzi una impresa privata e lo faccia con una sorta di patrocinio indiretto. Quando apre un negozio in centro, di un personaggio del posto o dei dintorni che investe in città e che si serve da produttori locali, il Comune, giustamente, non lo promuove in questa maniera. Nonostante i suoi sforzi siano ben diversi da quelli di una multinazionale che di certo non farà riferimento a produttori del posto per le materie prime".
Accanto al dissenso sul comportamento del sindaco, Mercorelli punta l'attenzione sui locali della città che potrebbero risentire di questa nuova apertura: "Penso al piccolo pub - dice - . Avrà un danno economico, ma nessuno lo sostiene".
Infine la questione dei prodotti locali: "Si parla di km zero, di produttori locali - conclude Gianni Mercorelli - ma alla fine il Comune promuove una multinazionale e non i piccoli imprenditori".
Un annuncio che ha fatto rumore, dunque, e che vede protagonista una zona della città che è da tempo al centro del dibattito: contrada Pace. La stessa zona dove sorgerà il nuovo Campus Scolastico, dove si investe in edilizia commerciale e abitativa. La zona dove si ha il timore possa nascere la Tolentino Due, quella per cui il centro storico potrebbe arrendersi definitivamente.
GS
Una foto scattata all'interno della sede municipale con il primo cittadino e i rappresentanti del dipartimento sviluppo di McDonald's ha messo la pulce nell'orecchio a chi si è chiesto come mai la necessità di pubblicizzare, a livello comunale, l'apertura di una realtà privata in un luogo privato come il Tolentino Retail Park.
Alcuni dubbi erano stati sollevati nei giorni scorsi dai cittadini che avevano espresso la propria preoccupazione per i locali del centro, quella zona di Tolentino che dopo il sisma ha accusato il colpo più grave. Questa mattina è stato il consigliere del Movimento 5 Stelle, Gianni Mercorelli, ad esprimere il proprio dissenso sulla pubblicità che il Comune ha fatto alla catena: "Nessun problema per la nuova apertura - commenta il consigliere pentastellato - , ma ritengo che non abbia senso, da parte del Comune, promuoverla. E' davvero assurdo che il Comune pubblicizzi una impresa privata e lo faccia con una sorta di patrocinio indiretto. Quando apre un negozio in centro, di un personaggio del posto o dei dintorni che investe in città e che si serve da produttori locali, il Comune, giustamente, non lo promuove in questa maniera. Nonostante i suoi sforzi siano ben diversi da quelli di una multinazionale che di certo non farà riferimento a produttori del posto per le materie prime".
Accanto al dissenso sul comportamento del sindaco, Mercorelli punta l'attenzione sui locali della città che potrebbero risentire di questa nuova apertura: "Penso al piccolo pub - dice - . Avrà un danno economico, ma nessuno lo sostiene".
Infine la questione dei prodotti locali: "Si parla di km zero, di produttori locali - conclude Gianni Mercorelli - ma alla fine il Comune promuove una multinazionale e non i piccoli imprenditori".
Un annuncio che ha fatto rumore, dunque, e che vede protagonista una zona della città che è da tempo al centro del dibattito: contrada Pace. La stessa zona dove sorgerà il nuovo Campus Scolastico, dove si investe in edilizia commerciale e abitativa. La zona dove si ha il timore possa nascere la Tolentino Due, quella per cui il centro storico potrebbe arrendersi definitivamente.
GS
Pronta la risposta deil sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, sul forno crematorio che potrebbe essere realizzato in città e per il quale è stato accusato dal capogruppo regionale dei Verdi, Sandro Bisonni.
"Scontata l’utilità etica e sociale - dice il sindaco - nonché per i facilmente deducibili motivi pratico-organizzativi, stiamo valutando alcune ipotesi che garantiscano, in primis, oltre al servizio, l’assoluta salvaguardia della salute pubblica. Noi siamo, come sempre, pronti ad assumerci le nostre responsabilità, perché i problemi vanno affrontati, risolti e non rinviati o strumentalizzati. Noi non facciamo e non abbiamo mai fatto “cavalcate” opportunistiche o populistiche in generale e in particolare, su temi che riguardano molto da vicino la sfera di vita degli individui, né tantomeno su altre questioni amministrative di larga scala, come ad esempio sanità o ambiente o indispensabili infrastrutture, senza fomentare proteste o creando allarmismo.
Un esempio su tutti - precisa Pezzanesi sugli attacchi di Sandro Bisonni - , abbiamo dovuto, dopo trenta anni di lotte, ai fini dell’ottenimento del collegamento viario tra Tolentino e San Severino Marche e quindi del suo relativo finanziamento, annoverare la ferma contrarietà di questo valente politico che pur straziandosi,come lui stesso dice per le sorti dei nostri territori, ha dichiarato essere soldi sprecati quelli destinati alla realizzazione di questa fondamentale infrastruttura che collegherà in maniera straordinariamente importante e sicura le vallate del Chienti e del Potenza. Certamente - conclude - questo dà la misura esatta dell’effettiva efficacia e dimensione del personaggio politico".
GS
"Scontata l’utilità etica e sociale - dice il sindaco - nonché per i facilmente deducibili motivi pratico-organizzativi, stiamo valutando alcune ipotesi che garantiscano, in primis, oltre al servizio, l’assoluta salvaguardia della salute pubblica. Noi siamo, come sempre, pronti ad assumerci le nostre responsabilità, perché i problemi vanno affrontati, risolti e non rinviati o strumentalizzati. Noi non facciamo e non abbiamo mai fatto “cavalcate” opportunistiche o populistiche in generale e in particolare, su temi che riguardano molto da vicino la sfera di vita degli individui, né tantomeno su altre questioni amministrative di larga scala, come ad esempio sanità o ambiente o indispensabili infrastrutture, senza fomentare proteste o creando allarmismo.
Un esempio su tutti - precisa Pezzanesi sugli attacchi di Sandro Bisonni - , abbiamo dovuto, dopo trenta anni di lotte, ai fini dell’ottenimento del collegamento viario tra Tolentino e San Severino Marche e quindi del suo relativo finanziamento, annoverare la ferma contrarietà di questo valente politico che pur straziandosi,come lui stesso dice per le sorti dei nostri territori, ha dichiarato essere soldi sprecati quelli destinati alla realizzazione di questa fondamentale infrastruttura che collegherà in maniera straordinariamente importante e sicura le vallate del Chienti e del Potenza. Certamente - conclude - questo dà la misura esatta dell’effettiva efficacia e dimensione del personaggio politico".
GS
Auto in fiamme, alle 16, lungo la superstrada Valdichienti, in direzione monti, all'altezza dell'uscita di Sforzacosta. Per cause in corso di accertamento, un'auto ha preso fuoco. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per spegnere l'incendio ed accertare le cause del rogo. Fortunatamente nessuna persona è rimasta coinvola.
(Servizio aggiornato)
GS
(Servizio aggiornato)
GS
Con il contributo delle aziende: Ticani srl ingegneria nella costruzione, di Visso e IIE Impianti di Urbisaglia.
Dopo l'esito della conferenza dei servizi alla Provincia di Macerata, dove è stato deciso di non realizzare l'inceneritore a Tolentino, arriva la soddisfazione del capogruppo regionale dei Verdi, Sandro Bisonni.
“Una scelta importante – sottolinea – che abbiamo auspicato fin dall’inizio per la tutela del territorio. La nostra battaglia ha trovato un sostegno determinante anche con l’approvazione della mia proposta di legge che fissa criteri molto stringenti per l’ubicazione degli impianti d’incenerimento dei rifiuti e del Css. L’auspicio è quello che le Marche non debbano mai ospitare strutture di questo tipo”.
Ma se da una parte viene salutata con esultanza la decisione di non realizzare l’inceneritore dei fanghi, dall’altra Bisonni si dice “sgomento” per la notizia relativa al fatto che l’amministrazione tolentinate, guidata dal sindaco Pezzanesi, voglia realizzare un forno crematorio al cimitero cittadino. “In tutte le Marche – evidenzia Bisonni – ci sono tre impianti, quello di Ascoli Piceno fu chiuso nel 2013 per motivi precauzionali, è stato riaperto solo recentemente. In Italia numerosi impianti sono continuamente chiusi per l’emissione di diossine ed altre sostanze nocive. E così mentre in tutto il Paese contro questi impianti si innalzano muri da parte di Amministrazioni competenti e da comitati cittadini che ne intuiscono la potenziale pericolosità, a Tolentino la Giunta Pezzanesi delibera l’avvio di procedure per una struttura che di certo produrrà preoccupanti pressioni ambientali con ricadute importanti sul territorio.”
Il capogruppo dei Verdi non manca di chiamare in causa anche la Lega che a livello regionale si è già schierata contro il forno crematorio a Loreto e che a Tolentino al contrario lo approverebbe. “Forse una città vale più dell’altra? O forse la Lega tolentinate – si chiede Bisonni – non ha sufficiente consistenza politica per opporsi? E che dire di Pezzanesi che pubblicamente si dice contrario all’inceneritore dei fanghi, ma contemporaneamente approva l’atto per realizzare un inceneritore di cadaveri e bare? Una scelta schizofrenica e incoerente con le sue stesse esternazioni pubbliche. C’è da chiedersi come si possa avere ancora fiducia nei confronti di questo sindaco e della sua Giunta. Pezzanesi chieda scusa alla città ed ai cittadini e torni sulle sue decisioni, ritirando la delibera che vorrebbe “regalare” alla Comunità un inceneritore di questo tipo”.
GS
“Una scelta importante – sottolinea – che abbiamo auspicato fin dall’inizio per la tutela del territorio. La nostra battaglia ha trovato un sostegno determinante anche con l’approvazione della mia proposta di legge che fissa criteri molto stringenti per l’ubicazione degli impianti d’incenerimento dei rifiuti e del Css. L’auspicio è quello che le Marche non debbano mai ospitare strutture di questo tipo”.
Ma se da una parte viene salutata con esultanza la decisione di non realizzare l’inceneritore dei fanghi, dall’altra Bisonni si dice “sgomento” per la notizia relativa al fatto che l’amministrazione tolentinate, guidata dal sindaco Pezzanesi, voglia realizzare un forno crematorio al cimitero cittadino. “In tutte le Marche – evidenzia Bisonni – ci sono tre impianti, quello di Ascoli Piceno fu chiuso nel 2013 per motivi precauzionali, è stato riaperto solo recentemente. In Italia numerosi impianti sono continuamente chiusi per l’emissione di diossine ed altre sostanze nocive. E così mentre in tutto il Paese contro questi impianti si innalzano muri da parte di Amministrazioni competenti e da comitati cittadini che ne intuiscono la potenziale pericolosità, a Tolentino la Giunta Pezzanesi delibera l’avvio di procedure per una struttura che di certo produrrà preoccupanti pressioni ambientali con ricadute importanti sul territorio.”
Il capogruppo dei Verdi non manca di chiamare in causa anche la Lega che a livello regionale si è già schierata contro il forno crematorio a Loreto e che a Tolentino al contrario lo approverebbe. “Forse una città vale più dell’altra? O forse la Lega tolentinate – si chiede Bisonni – non ha sufficiente consistenza politica per opporsi? E che dire di Pezzanesi che pubblicamente si dice contrario all’inceneritore dei fanghi, ma contemporaneamente approva l’atto per realizzare un inceneritore di cadaveri e bare? Una scelta schizofrenica e incoerente con le sue stesse esternazioni pubbliche. C’è da chiedersi come si possa avere ancora fiducia nei confronti di questo sindaco e della sua Giunta. Pezzanesi chieda scusa alla città ed ai cittadini e torni sulle sue decisioni, ritirando la delibera che vorrebbe “regalare” alla Comunità un inceneritore di questo tipo”.
GS
