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Allarme questa mattina all'alba, a Matelica, i vigili del fuoco sono intervenuti alle 4 e mezza per l'incendio di un pastificio che ha coinvolto il locale officina dell'azienda. 

La squadra dei vigili del fuoco di Macerata, intervenuti sul posto con due autobotti, ha spento le fiamme e messo in sicurezza la zona coinvolta.

Non si segnalano persone coinvolte.

GS
Indagini archeologiche avviate sull’area del quartiere San Paolo, a Camerino, dove sorgerà il nuovo Istituto comprensivo Ugo Betti. Come richiesto nella conferenza dei servizi che si è svolta a Rieti a fine gennaio, sono iniziate le azioni utili per limitare il più possibile rinvenimenti casuali di siti archeologici nel corso dei lavori garantendo, così, una più efficace tutela e contenendo gli effetti di imprevisti su costi e tempi di realizzazione dell’opera stessa.
Inizite le indagini archeoloiche sullarea della nuova Scuola Betti 1

L’attuale decreto, in prosecuzione della precedente legge, prevede l’intervento della Soprintendenza sotto forma di un parere preventivo e, in aggiunta, definisce e regolamenta non soltanto la fase preliminare ma fornisce anche le linee di indirizzo per la parte esecutiva, come era stato già richiesto nel 2018.
Scopo dello studio in oggetto è quindi quello di verificare le possibili interferenze tra l’opera in progetto e le eventuali preesistenze archeologiche nell’area verificate attraverso indagini e attività di tipo diretto, indiretto e la verifica di eventuali perimetrazioni di aree di interesse archeologico e di vincoli da parte degli enti preposti. Indagini di tipo diretto le ricognizioni di superficie effettuate direttamente sul campo allo scopo di verificare la presenza o meno di materiale e strutture archeologiche affioranti.
Secondo la normativa vigente il lavoro si articolerà in più fasi alla fine delle quali sarà stilata una relazione. In base ai risultati dell’indagine si deciderà se sarà possibile procedere con l’inizio dei lavori e la cantierizzazione.
cc

"Gli amministratori della sanità fanno quello che vogliono e lo fanno male. Questa volta hanno deciso di penalizzare i nostri medici migliori ed è inaccettabile. Che titoli hanno queste persone per decidere di sanità? Uno è un commercialista (il direttore dell'Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, ndr) e l'altro è un insegnante di matematica alle medie (il governatore Luca Ceriscioli, ndr). Le persone devono sapere che con la determina 742 anche i medici saranno penalizzati e rischiano di essere trasferiti".
Non l'ha proprio digerita, Marco Marchetti, medico in pensione e presidente del comitato per la difesa dell'ospedale di San Severino, la determina 742 del 31 dicembre con la quale i reparti di oncologia, hospice e radiologia vengono declassati da unità semplici dipartimentali a unità semplici. A suo avviso, e i presenti alla riunione di ieri sera sono stati d'accordo, è necessario informare la popolazione della penalizzazione che in questo modo dovrebbero subire i medici che operano in quei reparti. Due nomi, ieri sera, sono stati fatti a titolo esemplificativo: "La dotoressa Benedetta Ferretti, di oncologia, lavora dalla mattina alla sera - incalza - ed è stata penalizzata, proprio lei che è una fra le più ligie al dovere, più preparate e più benvolute. Lo stesso discorso vale per Sergio Giorgetti, dell'Hospice. Tutti, in un modo o nell'altro, siamo passati per i loro reparti o li abbiamo conosciuti e tutti sappiamo quanto siano professionali. Le persone devono sapere che con questa determina, da un momento all'altro, possono essere trasferiti a Macerata".
Dalla riunione del comitato è emersa la volontò di organizzare una assemblea di protesta ma al contempo di solidarietà verso questi professionisti che tengono in vita i loro reparti dando tutti se stessi. La data individuata dovrebbe essere quella del 29 febbraio e la parola sarà data ai cittadini. "I sindaci saranno invitati e potranno partecipare - ha detto il vicepresidente Marco Massei - ma saranno i cittadini a parlare questa volta e le istituzioni dovranno ascoltare".
Nel corso della riunione è stato espresso anche dissenso e disappunto da tutti per come è stato gestito il consiglio comunale aperto del 30 gennaio: "Non solo non è stato permesso ai cittadini di parlare ma anzi, è stata il sindaco stesso, per il tramite del presidente del consiglio, a imbavagliare chi ha tentato di prendere la parola addirittura facendo intervenire la polizia locale. E' stato uno schiaffo a tutta la cittadinanza. E poi, è stata un'occasione persa. Doveva essere fatto firmare a tutti i sindaci presenti un documento per chiedere l'immediato ritiro della determina e fatto approvare dal consiglio".


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(Marco Massei)

A tirare le somme è stato Massei che ha quindi sottolineato di nuovo come la determina 742 "non solo penalizza i cittadini ma anche i medici che vengono letteralmente umiliati dopo aver dato tutta la vita per il lavoro. Va fatto sapere a tutti che la Ferretti o gli altri, corrono il rischio di essere trasferiti a Macerata. Gli stanno dando il benservito". Poi ha ricordato un dettaglio non da poco che riguarda il punto nascite settempedano ormai chiuso dal 2016: "Mi corre l'obbligo di ricordare che è stato chiuso senza che il Tar si pronunciasse nel merito come stabilito dal Consiglio di Stato. Non c'è mai stata udienza, giace su un binario morto da tre anni probabilmente per pressioni politiche. In tal proposito, si può fare istanza di sollecito e paradossalmente potrebbe ancora essere accolto (anche in considerazione della legge nazionale che regola la gestione dei punti nascita. Il decreto Balduzzi infatti stabiliva che per le zone montane potevano restare attivi i punti nascita con più di 500 parti all'anno, soglia che San Severino superava ampiamente, ndr). Pensate che razza vergogna".
E infine un invito all'amministrazione di San Severino: "Non è possibile che si lotti contro Camerino, come purtroppo ci giunge voce. Il nostro non è ridotto a ospedale di comunità solo grazie al fatto che siamo ospedale di Camerino-San Severino. Lottare contro - conclude - significa fare una lotta fratricida".

g.g. 

 


Prosegue il botta e risposta tra il primo cittadino di Muccia, Mario Baroni e i commercianti del paese in merito al progetto che non vedrebbe più passare il tratto della Pedemontana davanti alla zona delle attività commerciali.
"Probabilmente - scrivono in una nota - è vero che il progetto risale a diversi anni fa ma in passato si sosteneva che il traffico sarebbe dovuto confluire lungo la SS 77 per continuare a dare visibilità alle diverse attività commerciali. In questi anni comunque i commercianti, ma più in generale i cittadini, non hanno più avuto aggiornamenti in merito ed è per questo che il nostro allarme si è alzato soltanto ora cioè appena ci siamo resi conto dell'imminente apertura del cantiere".
Poi la risposta al fatto che la polemica sarebbe arrivata tardivamente: "Rispetto a 18 anni fa - prosegue la nota - ci sono stati diversi cambiamenti, il più importante il terremoto che ha molto penalizzato le nostre attività a causa della indiscutibile diminuzione della popolazione del nostro paese e di quelli limitrofi. Quindi una ulteriore penalizzazione potrebbe avere conseguenze ancora più negative. Dobbiamo dare merito ai commercianti - aggiungono - che in questo tragico scenario si sono da subito attrezzati per continuare ad offrire i servizi ai cittadini rimasti e a dare loro una parvenza di normalità. Ricordiamo anche che la maggior parte di essi stanno esercitando su strutture provvisorie per cui, se il commercio sarà ulteriormente compromesso da questo svincolo che li taglierà fuori, quando la situazione di emergenza terminerà alcuni di essi potrebbero decidere di non rientrare nei locali ripristinati e di  spostare la propria attività altrove.

A noi non interessa fare polemica - concludono - o cercare un colpevole. Cerchiamo solo di trovare una soluzione alternativa a questo svincolo per fare in modo che le nostre attività continuino a vivere, a vantaggio anche di tutta la comunità. Ci auguriamo  di trovare un valido aiuto nel sindaco e in tutta l'amministrazione".

GS
Elezioni regionali 2020. Nel quadro ancora non ben definito dei nominativi del centrosinistra e del centrodestra, si colloca la candidatura certa e ufficiale di Roberto Mancini ,professore ordinario di filosofia teoretica all'Università di Macerata che fa capo alla formazione "Dipende da noi".
Al professor Roberto Mancini abbiamo chiesto come nasce questo movimento, quali sono i suoi puntii forza e i motivi che lo hanno spinto ad accettare la sfida a candidarsi alla guida del governo delle Marche. 
"Il movimento nasce per iniziativa di persone impegnate nel mondo della cultura, della scuola, del volontariato e della cooperazione sociale -spiega Roberto Mancini- E' questo un mondo molto ricco, molto avanzato e direi molto efficace nella società civile marchigiana, ma che puntualmente trova tuttavia una strozzatura nel mondo della politica istituzionale perché non riesce a trovare non dico una rappresentanza ma un ascolto per le idee per i progetti e per le proposte migliori."

Con il movimento " Dipende da noi" i cui primi passi sono partiti in autunno, Roberto Mancini si fa dunque guida di un progetto di profondo rinnovamento più vicino alle persone e alle loro problematiche.

" Il movimento- continua il candidato presidente - nasce dalla presa d'atto del fatto che la regione è stata gestita in un modo che non ha dato risposta ai problemi dei marchigiani; il caso più eclatante ed emblematico è la situazione delle persone che hanno subito il terremoto nelle aree dell'interno delle Marche e della provincia di Macerata in particolare. Migliaia di cittadini  che hanno dovuto purtroppo tristemente prendere atto di come la vera disgrazia più del terremoto ,sia stata la mancata risposta da parte delle istituzioni a questa condizione. C'è poi il problema della sanità con l'idea di mega strutture sempre più complicate e distanti dalle persone e dalle comunità locali, i servizi sociali che vengono gestiti in modo aziendalistico e non attento ai diritti e una tendenza generale alla privatizzazione e ancora, un'economia che non ha una visione d'insieme un ruolo di coordinamento da parte della Regione. Quindi da un lato abbiamo preso atto di questi problemi e di una politica che non dà risposte  e, dall'altro, di una ricchezza della società civile, del volontariato, della conoscenza, della scuola e di chi ci lavora qui nelle Marche. E' nata così la nostra proposta di realizzare un movimento politico che però non è partitico e non contiene al suo interno alcun tipo di partito ma che vuole soprattutto caratterizzarsi per un metodo di partecipazione, di conoscenza e di progetto concreto per risolvere i problemi portando questo metodo, ed è questa la sfida più difficile, fin dentro al Palazzo della Regione.  E' questo in sostanza l'obiettivo ambizioso di un movimento partito dal basso. 
Quindi l'essere vicini a quelli che sono i veri problemi delle persone partendo non da una logica di potere o di professionalità della politica che poi diventa un mestiere e fatalmente porta chi la pratica lontano dalle persone e dalla vita quotidiana, ma proprio l'idea di costruire una risposta, 
da una parte grazie all'esperienza alle esigenze delle persone e, dall'altra, dalla ricchezza di esperienze sociali e culturali della Regione, in modo che anche nella realtà dell'istituzione regionale ci sia stavolta un canale di comunicazione tra la politica ufficiale e la condizione di vita delle persone: questa ci sembra che sia la vera alternativa piuttosto che scegliere tra una sigla di partito e un'altra ma all'interno di uno stesso circuito auto-interessato cioè interessato solo a se stesso che, di per sé, nel suo funzionamento non cambia mai. Se non si spezza questa spirale chiusa, la politica diventa qualcosa di sterile. Questa è la nostra speranza e il nostro progetto.

Col nostro movimento- sottolinea ancora il candidato maceratese - vogliamo riferirici innanzitutto alla nostra Costituzione che vorremmo 
fosse attuata su scala regionale e soprattutto all'articolo 3 che dice di rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono il godimento dei diritti umani e dei diritti civili. Di certo poi ci rivolgiamo,in senso lato e in senso non settario e molto aperto ad un'area di sinistra etica che non sia quindi la riproduzione dei piccoli partiti o di un Partito Democratico veramente confuso e perso in se stesso, ma che sia invece in grado di produrre un movimento che traduca quegli ideali di Giustizia, di solidarietà e di accoglienza nei confronti di quelli che vengono chiamati gli ultimi, persone che faticano di più, escluse, sfruttate. In una società in cui trovi giusto riconoscimento chi fa più fatica ed è più emarginato, si ottiene infatti il riconoscimento di diritti anche per tutti gli altri.

Votare per una lista di questo tipo - conclude Roberto Mancini- non significa affatto disperdere i voti.
Nel quadro della legge elettorale proporzionale vigente nelle Marchein primo luogo infatti non c'è un sistema maggioritario dove ci sono due pugili che si affrontano e uno vince sull'altro, ma un sistema proporzionale. Ne deriva che ognuno potrà  liberamente esprimere la propria preferenza per un partito, per un movimento, per un'idea e poi, semmai dopo le elezioni e nel momento in cui ci saranno delle trattative tra i partiti, sulla base del consenso ottenuto noi faremo in modo che la trattativa non sia una trattativa di potere, ma sia invece orientata a quelle priorità per la Regione e basata su quel metodo di politica diversa che noi intendiamo portare avanti" 
c.c.

Cinque verbali della polizia municipale di Bologna inviati in una abitazione inagibile e quindi disabitata. Poi un'ingiunzione di pagamento recapitata, questa volta, nella Sae in cui risiede la destinataria.
Il Giudice di Pace annulla l'atto. Protagonista è una donna di San Severino, terremotata, che quando si è vista recapitare l'ingiunzione di oagamento, qualche mese fa, dell'importo di 1.194 euro, si è rivolta all'avvocato Giovanni Chiarella.
La donna infatti, dopo il sisma del 2016 ha dovuto lasciare la propria abitazione perché inagibile e in zona rossa ed ha alloggiato in una struttura alberghiera fino all'agosto 2017. Dopo di che le è stata assegnata una Sae. Nel frattempo la polizia municipale di Bologna sostiene di averle notificato, nell'abitazione inagibile, svariate multe risalenti al luglio 2017 che la donna però non ha mai ricevuto.
Il giudice di pace di Camerino, Antonino di Renzo Mannino, ha rilevato “l’invalidità degli atti che sono stati inviati senza la verifica della residenza effettiva. L’amministrazione sostiene che i plichi siano stati inviati sigillati alla casa comunale ma tale circostanza non sembra documentata. I documenti prodotti attestano semplicemente il mancato ritiro”.

G.G.


 

Le Marche ideali” è il manifesto lanciato dall'ingegnere Sauro Longhi ex rettore dell'università Politecnica delle Marche che all'incirca un mese fa annunciato la sua volontà di candidarsi a Presidente della Regione rivolgendosi  alle forze progressiste di centro-sinistra, liste civiche e Movimento 5 Stelle.

”Si tratta di un documento aperto-  dice Sauro Longhi ai nostri microfoni-.  E’ un punto di partenza su una piattaforma unita e aperta a tutti che punta a risolvere una serie di problemi che abbiamo nelle Marche: il rispetto dell'ambiente, rispetto della persona e dei cambiamenti che abbiamo di fronte e che dovremo gestire accompagnando le persone e poi una ricostruzione vera delle zone che sono state colpite dal terremoto oltre tre anni fa. C’è bisogno di partire, è necessario dare uno slancio che effettivamente sia significativo e bisogna mettere in campo delle serie competenze. E’ ora di partire con la ricostruzione vera ed è necessario che le norme vengano applicate anche se a mio avviso è indispensabile mettere in campo persone molto competenti che vanno trovate e ci deve essere da parte della Regione la capacità di gestire questo gruppo di personalità che secondo me possono offrire un contributo determinante nella risoluzione dei problemi. Il documento aperto è già online ed è già possibile sottoscriverlo".  
Dal centro-sinistra intanto emerge la volontà di lavcorare ancora per una coalizione la più larga possibile anche se per il momento non sembrano esserci aperture verso eventuali primarie che potrebbero rappresentare ulteriore momento di frattura e divisione.
Primarie di coalizione che secondo Longhi potrebbero essere uno strumento valido per arrivare ad una soluzione attraverso l'ascolto democratico delle persone: 
"Io appartengo al mondo civico quindi da parte mia c'è massimo rispetto di tutto ciò che movimenti e partiti hanno come loro regolamento- afferma l'ex rettore Sauro Longhi-  So che nel Partito Democratico cè questo strumento delle primarie e così nel Movimento 5 Stelle esiste la piattaforma Rousseau che viene messa a disposizione dei propri iscritti.  Rispetto dunque gli strumenti che partiti e movimenti si sono dati ed è per questo che a mia volta ho presentato la mia piattaforma programmatica che non è un programnma, bensì semplicemente una forza per entrare e costruire insieme un programma; ci sono delle azioni che sono molto complesse ma molto semplici nella descrizione  e- conclude Longhi-  se su quella piattaforma si trova l'accordo, poi tutto il resto avviene in maniera molto semplice.  La mia è pertanto un'ampia disponibilità al confronto e alla collaborazione. Da questa regione ho maturato la mia esperienza e ottenuto tanto; mi sono laureato nelle Marche, ho collaborato molto alle attività di trasferimento tecnologico frutto della nostra ricerca verso le aziende, sono stato retttore di una università ed è tempo che io restituisca  tutto quello che ho ottenuto.  E' tempo che mi metta a disposizione per restituire alla società, che in qualche modo mi ha permesso di crescere e di arrivare a questi risultati, le mie competenze le mie idee e anche le mie capacità, qualora ovviamente ci siano tante persone a voler condividere questo progetto". 
C.C.


Dopo gli ultimi danni causati dal maltempo e la tragedia scampata lunedì pomeriggio in via Lungara del Rio a Caldarola, dove sono caduti i pannelli della messa in sicurezza di un palazzo, ieri pomeriggio sono stati effettuati i sopralluoghi dei vigili del fuoco in centro storico.
Con la scala, i pompieri hanno controllato la situazione delle strutture di piazza Vittorio Emanuele II, via Roma, via De Magistris e via Pallotta, dove sono intervenuti per mettere in sicurezza alcuni comignoli che sono stati tolti e diversi coppi che sono stati sistemati.

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Resta ancora chiusa via Roma dove le auto non possono transitare in via precauzionale dopo la caduta dei pannelli di lunedì scorso. "La ditta che si è occupata della messa in sicurezza del palazzo - dice il sindaco Luca Maria Giuseppetti - tornerà lunedì prossimo per sistemare la situazione e ha avvisato che saranno necessari almeno tre giorni di lavori. Per questo motivo la via resterà ancora chiusa".

GS
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Via Roma
Incidente a Colbottoni di Cessapalombo, questa mattina alle 11. Un pensionato C.G. le sue iniziali, si trovava sopra il tetto della sua abitazione, probabilmente per controllare eventuali danni fatti dalle raffiche di vento degli ultimi giorni, quando avrebbe perso l'equilibrio, cadendo nel sottotetto.
Subito sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno trasportato il pensionato al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata in codice giallo traumatico.

GS
E' lo stesso primo cittadino di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, a confermare di non aver voluto visionare il progetto portato avanti dal Senatore pentastellato fabrianese Mauro Coltorti in merito all'intervalliva Tolentino-San Severino Marche.
"Ho chiesto - dice Pezzanesi - tramite la mia segreteria, che se l'incontro serviva a discutere del cambiamento della bretella sarebbe stato tempo perso e male investito. Tutti noi siamo fermamente convinti che l'ultimo tragitto da fare è quello deciso, condiviso e finanziato".
Entra poi nel merito della questione il sindaco di Tolentino: "Venivamo già da un vertice regionale dove avevamo chiuso la partita. Ritengo fondamentali il rispetto e la conoscenza degli argomenti per poter entrare nel merito di queste questioni. Coltorti deve capire che noi di Tolentino e San Severino abbiamo vissuto le problematiche locali meglio di lui e prima di dire che quel progetto doveva essere sconvolto avrebbe dovuto valutare molte cose. Avrebbe dovuto avere più rispetto del nostro territorio. Io non mi sarei mai permesso di avere questo comportamento nei confronti di un progetto riguardante Fabriano". Per questo la convinzione che ci sia stata una spinta dei grillini locali: "Sarà stato spinto da qualche esponente locale del Movimento - prosegue Pezzanesi - .
Non ho capito, al di là del risparmio, quale sia lo scopo per cui un Senatore, che dovrebbe preoccuparsi prima delle questioni che riguardano la viabilità del suo territorio, si accanisca tanto per la nostra bretella che abbiamo concordato in circa 25 anni di lavoro".
Il nuovo progetto, infatti, secondo il sindaco di Tolentino, non favorirebbe nemmeno Matelica e Castelraimondo e non risolverebbe il problema del traffico: "La presa di posizione di Coltorti - dice -  è inopportuna perchè non rispetta la qualità progettuale e l'efficacia della stessa. Un conto è uscire in una zona in aperta campagna e un conto passare in galleria e uscire a Taccoli, in direzione Castelraimondo, con la possibilità di coinvolgere anche maggiormente".

GS

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