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Dove vanno gli ERSU nelle Marche? La questione è sollevata da Ermanno Pieroni, membro del consiglio di amministrazione dell'ERSU di Camerino, che in qualità di rappresentante degli enti territoriali (comune di Camerino e provincia di Macerata), è intervenuto riguardo la gestione di questi enti nelle Marche:"Ritengo che i costi della politica non si riducano con la soppressione dei consigli di amministrazione, che rappresentano la voce dei territori e degli studenti, in quanto nel bilancio di un ERSU incidono ben poco; i costi da ridurre sono altri. Una proposta, ad esempio il mantenimento dei consigli di amministrazione a costo zero, un'altra la omogenea razionalizzazione degli acquisti, ecc. ecc. . Eventualmente, anziché (come previsto dall'Art 8 della PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE A INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE CONCERNENTE: Norme in materia di diritto allo studio universitario -  Modifica della legge regionale 2 settembre 1996, n. 38) farli esercitare dai competenti organi del Comune (già in crisi per le competenze d'obbligo in essere), potrebbero essere esercitate dalle quattro università marchigiane (Ancona, Camerino, Macerata ed Urbino), poiché ritenute più competenti in materia di diritto allo studio. Le università potrebbero aggiungere infatti, oltre le attività istituzionali di ricerca e didattica, anche quelle assistenziali agli studenti, che già svolgono sotto molti altri aspetti." Sulla questione importante incontro, giovedì 20 ottobre ad Ancona, con i quattro sindaci delle città universitarie.

 Gli atenei svolgono da anni compiti di sostegno al diritto allo studio che risultano abbinati e sinergici rispetto alle azioni degli ERSU – così Francesca Magni, responsabile del Polo degli studenti di Unicam.

Per quanto riguarda Unicam si possono citare i servizi dedicati all''inserimento ed integrazione degli studenti disabili, alle borse di eccellenza per gli immatricolati alle lauree triennali e magistrali, ai premi di studio per gli studenti meritevoli, agli esoneri per gli studenti lavoratori e da quest'anno anche per i genitori di bambini piccoli e piccolissimi. Oltre a ciò, Unicam ha applicato da diversi anni una tassazione dello studente basata sul reddito, in maniera personalizzata, per venire incontro agli studenti meritevoli e privi di mezzi, siano essi italiani che stranieri.

Mi sembra pertanto logico ritenere che gli atenei debbano essere considerati come gli organismi i più titolati ad assumere l'incarico di gestione degli Ersu, anche perché sono certamente i più competenti per materia, oltre che per "territorio": come ben noto, infatti, tutti gli iscritti sono studenti dell'Università, a prescindere dalla sede dove frequentano i corsi.

La Regione è fortemente impegnata nella tutela dei diritti degli studenti, ma è proprio in questa ottica che non si comprende perché debbano essere i Comuni ad assumersi il ruolo di "garanti" privilegiati di questi diritti.

Ricordiamoci che nel passato  - neanche tanto lontano - erano le "Opere Universitarie" ad occuparsi della materia e risulta che lo facessero piuttosto bene.

Auspico pertanto che sopravvenga un ripensamento di questa decisione, che forse nasce più dall'urgenza che da una analisi razionale, e che non venga sottovalutata l'importanza di giungere ad una soluzione efficace ed efficiente, soprattutto a tutela del prevalente interesse degli studenti.

Dal primo gennaio 2011 ha detto addio alle buste di plastica, è infatti entrato in vigore il divieto di commercializzare i sacchetti di plastica non biodegradabili che rappresentano una delle più insidiose forme d'inquinamento del pianeta.  In tutta Italia arrivano le borse "sostenibili" ed il Comune di Camerino è pronto a fare la sua parte perché la cittadinanza sia in grado di 'rivoluzionare' le proprie abitudine a cominciare da piccoli significativi gesti a favore dell'ambiente.
L'assessore all'ambiente e alle attività produttive Sante Elisei dichiara il suo impegno affinché venga applicata correttamente la legge. "L'amministrazione favorirà azioni di sensibilizzazione alla cittadinanza, è importante infatti rendere consapevoili e partecipi i cittadini delle conseguenze ambientali nefaste come l'uso dei vecchi sacchetti di plastica; ogni cittadino attraverso una piccola azione può contribuire ad evitare danni globali come quelli provocati dall'inquinamento della plastica".
"La scelta migliore - sottolinea l'assessore Elisei - per azzerare l'impatto ambientale, è quella di usare la sporta riutilizzabile e, in seconda battuta, i sacchetti biodegradabili".
L'assessore Elisei consegnerà eco-borse riutilizzabili a tutti i partecipanti al primo incontro del corso per ecovolontari (tutta la cittadinanza è invita a partecipare) fissato mercoledì 26 gennaio, alle ore 21, nella Sala dei Priori .
 
 
Sul versante raccolta differenziata stanno per essere ultimati gli ultimi contatti a domicilio dell'educatrice ambientale Serena Mancini, incaricata dall'assessorato all'ambiente. Una volta conclusi tali ultimi incontri  saranno pianificati controlli periodici attraverso la Polizia Municipale e gli operatori della Società SINTEGRA. Si avverte pertanto la cittadinanza che ogni eventuale irregolarità di conferimento potrà essere sanzionata.
 

 

Bloccare ogni decisione di ‘delocalizzare' la fase di cucitura attualmente affidata alle aziende terziste del distretto pellettiero. E' quanto chiede alla Poltrona Frau il “tavolo” istituzionale insediato  dal presidente della Provincia, Antonio Pettinari, che si è riunito con la partecipazione del sindaco di Tolentino, Luciano Ruffini, dei segretari territoriali di Cgil e Cisl, rispettivamente Aldo Benfatto e Marco Ferracuti, dei rappresentanti di Confartigianato e Cna, Giorgio Menichelli e Luciano Ramadori.
Dall'incontro, a cui per la Provincia è intervenuta anche l'assessore al Lavoro, Paola Mariani, è emersa piena sintonia circa le strategie da metter in campo per evitare l'attuazione da parte dell'Azienda della decisione di portare in Romania la fase di cucitura di poltrone e divani, depotenziando così il distretto di Tolentino, oltre che interrompendo una “filiera” produttiva che da decenni garantisce un'alta qualità del made in Italy.
L'auspicio espresso dai partecipanti al “tavolo” provinciale è che l'incontro previsto giovedì 13 ottobre nella sede di Confindustria tra Poltrona Frau, le istituzioni e le associazioni artigiane, possa portare elementi di positiva novità o almeno apra la strada ad un accordo per la salvaguardia dell'occupazione e dell'intero sistema produttivo locale.
I partecipanti all'incontro si sono fatti tutti interpreti della preoccupazione particolarmente viva nella comunità locale, tra i lavoratori e le aziende artigiane terziste che ricordano come la manualità e la capacità professionale dei pellettieri del distretto siano elementi insostituibili per garantire la qualità del prodotto.
 

Intervista a Giacomo Boccanera sull'attualità dello studio del latino nelle scuole realizzata da Luigi Cardarelli il 3 dicembre 1979 negli studi di Radio C1inblu per la trasmissione “La lavagna”.
 

Professore, lei è insegnante e cultore di materie classiche. A cosa serve oggi lo studio del latino?
Sicuramente ad imparare un po' meglio l'italiano per conoscere, ad esempio, la funzione del pronome relativo. Mi sono trovato di fronte a studenti di seconda liceo che non conoscevano la funzione di questo pronome nella lingua italiana né sapevano usarlo. Se avessero studiato meglio l'italiano si sarebbero resi conto meglio di come, venendo dal latino, la lingua di Cicerone ha una costruzione che si riflette nell'italiano che noi parliamo. Quindi si riesce ad imparare meglio l'italiano se si studia bene anche il latino.
Secondo lei, dunque, chi non studia il latino oggi non conoscerebbe neppure l'italiano.
Dico senz'altro di sì e lo dimostro anche. Una maestra domandava a mia nipote, che insegna lettere in una scuola media vicino a Firenze, se secondo lei c'era o non c'era il soggetto nell'interrogazione “Chi ha fatto questa cosa?”. Secondo lei l'espressione era priva di soggetto. Ciò significa non conoscere ne il pronome interrogativo ne il pronome relativo. Questo è quanto al giorno d'oggi sfornano gli istituti magistrali.
 

Allora bisognerebbe tornare a studiare il latino fin dalle medie?
E' una vergogna che non ci si sia ancora ritornati, almeno come base illustrativa dei fenomeni linguistici. Il torto maggiore è che la lingua latina sia stata completamente cancellata dagli studi della scuola dell'obbligo, danneggiando anche quei pochi che ancora aspirano ad intraprendere studi classici.
Questa urgenza del latino è suggerita dal fatto che una volta, nel camerinese, si parlava latino?
La madre della lingua italiana è il latino. Il camerinese conserva ancora caratteri della lingua latina perchè, come gran parte delle Marche, dell'Umbria e dell'Abruzzo, è rimasto fuori dalle grandi correnti culturali e quindi hanno mantenuto qualcosa del latino, ad esempio la “u” di fine parole. Al contrario di Roma che, pur essendo il centro della latinità, ha completamente perduto questo tratto caratterizzante dal momento che è stata un vero e proprio crogiolo di scambi intellettuali e linguistici.
 

Professore, può fare altri esempi?
Non è vero, lo sappiamo, che i romani avevano tutte parole piane e non tronche. Ce le avevano ed erano quelle che erano state troncate per l'uso. Ad esempio gli avverbi “istuc, istic, istac” che pronunciavano con l'accento sull'ultima perchè ricordavano la perdita dell'ultima sillaba; questo ci dimostra anche che la c latina si pronunciava come il k greco, con suono gutturale. Ancora altri fenomeni. Nel dialetto camerinese, per esempio, esiste il genere neutro: “lu legnu – lo legno”. Lu legnu era la carrozza a cavalli e quindi individua l'oggetto, lo legno è il legname (una catasta, il legname del bosco). Soprattutto indicativo, e lo notavo da bambino quando sono arrivato, il dialetto parlato dove i termini che udivo dagli altri bambini (illù, illì) altro non erano che gli avverbi latini illuc, illic.
 

Sono esigenze queste che il giovane non sempre percepisce perchè pensa che le materie più importanti da studiare a scuola siano quelle scientifiche, mentre le materie umanistiche spesso vengono lasciate indietro.
E' vero, anche se la mia esperienza di professore e di preside in tre istituti di diverso indirizzo mi dicono, invece, che non importa di studiare un bel niente. Si dice a cosa serve il latino quando poi non si usa nella vita? Io mi domando allora a cosa serve il francese se poi, come mi è accaduto, mi trovo nel centro di Lugano con studenti del liceo classico, il cui studio del francese era più recente del mio, che non riuscivano a districarsi all'interno dei negozi, al punto che il titolare si è rivolto a me. In sostanza, e lo possiamo dire per ciascuna materia, le materie le si studia perchè bisogna studiarle, anche se ci sembra di non poterle utilizzare nella nostra vita. Altrimenti si arriva al paradosso di considerare inutile, perchè non rientrante nelle cosiddette materie professionali, lo studio della lingua italiana che, invece, è alla base di tutte le altre materie.
 

In quali altri paesi europei si studia latino nelle scuole?
Mi dispiace di doverlo dire, ma proprio in Russia non si arriva ai gradi accademici, non si arriva alla carriera scientifica senza aver percorso gli studi classici. Il che comporta lo studio del latino per nove anni. In America abbiamo esempi analoghi. A noi, poi, sono molto grati i greci, perchè è attraverso la cultura latina che si è salvata quella greca, dopo la plurisecolare occupazione ottomana che ha praticamente distrutto la lingua greca. Ciò dovrebbe farci vergognare: noi abbiamo una lingua che viene dal latino, che sottopone anche l'accentazione delle parole italiane alle leggi del latino e non a quelle del greco. Errori frequenti di pronuncia sono all'ordine del giorno anche nelle radio ed in televisione. Ricordo di aver scritto un articolo per il nostro settimanale L'Appennino camerte di un libro pubblicato proprio dalla casa editrice della Rai-Tv sulla pronuncia e sulla retta accentazione che, però, sono bellamente ignorati da tutti gli speakers e da gran parte dei giornalisti.
 

Per quanto riguarda il greco, lei riterrebbe utile che ancora venga studiato nelle scuole?
Penso che tutto il mondo della cultura greca valga la pena di essere salvato. Penso comunque che non tutti quanti debbano studiarlo, ma negli studi classici deve certamente rimanere lo studio del greco. L'Italia non può esimersi e se non vuol diventare il fanalino di coda dell'Europa bisogna che ritorni ad apprezzare gli studi classici considerando il greco e il latino come materie fondamentali. Anche perchè i latini hanno ereditato dal greco e tutta la cultura moderna è impastata di greco.
 

Una domanda come storico. Quali lingue si sono succedute dai tempi preistorici fino ai nostri giorni nel territorio di Camerino?
Penso che dall'umbro si sia passati al latino e poi all'italiano. C'è stato anche qualche influsso di tedesco per cui abbiamo molti Gualdi (bosco, secondo l'etimologia tedesca) e abbiamo altri termini che certamente vengono dal longobardo e dal franco; la stessa parola Marca, infatti, deriva dal francese.


 

 MACERATA, 8 OTT - Un cinquantenne di Trodica di Morrovalle (Macerata), Maurizio Camillucci, padre di tre figli, e' stato travolto e ucciso da un'auto condotta da un uomo risultato positivo ai test antidroga e antialcol, falciato via mentre andava al lavoro in bicicletta. E' successo stamani a Trodica, lungo la Sp 485.

L'investitore e' stato arrestato poco dopo. Secondo una prima ricostruzione della polizia stradale, l'auto condotta da C. C., 34 anni, di Macerata, ha centrato in pieno il ciclista, poi ha proseguito la corsa per un chilometro prima di fermarsi. Trovato con un tasso alcolemico nel sangue di ben quattro volte superiore al consentito, la patente gli era già stata ritirata in precedenza.

fonte ANSA

... “Chiederò un incontro con il rettore dell'Università di Camerino per congratularmi di persona per il lavoro svolto in vista dell'anno accademico che sta per cominciare” – Lo ha affermato il vicesindaco di Camerino, Gianluca Pasqui a cui, come a molti camerinesi, non è sfuggita la grande presenza di studenti nella città ducale. “Non ho dati ufficiali a disposizione, ma l'impressione è che quest'anno davvero tantissimi ragazzi abbiano scelto l'Università di Camerino – ha affermato Pasqui – Il mercato degli affitti è in grossa crescita ed anche il colpo d'occhio parla chiaro. Sono sicuro che per l'anno accademico che sta per cominciare Unicam abbia fatto centro. Un'impressione, questa, che sicuramente troverà conferma nei numeri ufficiali e non sarà una sorpresa. Da anni, ormai, la nostra università sta lavorando sodo ed anche recentemente ho avuto modo di constatare con quanta passione e quanto impegno Unicam stia operando nel settore dell'orientamento. Un lavoro costante e qualificato che, aggiunto agli ottimi risultati ottenuti dalla nostra università nei settori della didattica e della ricerca permetterà sicuramente di migliorare ancora”. In effetti, a notare il gran numero di giovani che da alcune settimane si sono riversati in città sono stati in molti e l'impressione è che in effetti l'Università di Camerino abbia davvero fatto il pieno. “Per un amministratore pubblico – ha proseguito il vicesindaco azzurro – il successo della maggiore ‘impresa' cittadina, nel nostro caso Unicam, è sempre una grande soddisfazione e appena possibile chiederò un incontro ai vertici di Unicam per complimentarmi con tutti del lavoro svolto e per rinnovare il mio impegno e quello di tutta l'amministrazione alla collaborazione con il nostro ateneo. L'esempio che ci arriva da Unicam deve serivire a tutti, perche' questa la strada che dobbiamo seguire ed è questa la strada che mi piace: quella dell'impegno e del lavoro, riponendo fiducia nel futuro, senza sterili piagnistei e isterismi”.

Oltre tremila persone hanno invaso Montalto di Cessapalombo, piccolo paesino dell'entroterra maceratese, immerso nel verde e nei boschi del Parco dei Sibillini. I bambini hanno potuto visitare le antiche botteghe e gustare ed assaggiare molti prodotti genuinamente preparati dagli abitanti del luogo. Un'invasione di campo, dopo la passeggiata alla Grotta dei frati, ha riempito il tendone appositamente preparato dalla Pro-Loco, che ha fatto letteralmente gustare a tutti piatti prelibati, quali il polentone, le tagliatelle ai funghi porcini e al ragù di carne oltre allo stinco di maiale e alla grigliata di carne locale . Interessante è stata anche la visita al "Giardino delle farfalle", immerso in un verde incantevole, risorto e curato nei minimi particolari da una giovane coppia del luogo. Molti gli stand gastronomici e quelli di promozione e vendita dei prodotti tipici locali, quali lo zafferano, la lenticchia, il farro, il cece, i biscotti, la pizza ed il pane cotti negli antichi forni a legna, l'olio coroncina, il vino cotto, il mosto appena pigiato come una volta a piedi nudi da un'altra giovane coppia a suon di musica e stornelli (apprezzatissimi da molti bambini incuriositi). E' stata l'occasione per presentare anche la neonata Associazione "Tipicità dei Sibillini", dove sono confluiti ben 23 soggetti, agricoltori ed hobbisti, del territorio, da Macerata a Cupi di Visso, quello incluso nelle quattro comunità montane maceratesi e nel Parco dei Sibillini; Associazione che nasce in primo luogo per la valorizzazione e la promozione dello Zafferano, prodotto tipico coltivato localmente, continuazione delle finalità dei due progetti di ricerca realizzati sul territorio dall'Università di Camerino – Scuola di Scienze Ambientali (ex Dipartimento di Scienze Ambientali – sezione di Botanica ed Ecologia), l'uno finanziato dal Gal Sibilla, dal titolo “Ricerche sulla vocazionalità del territorio del Gal Sibilla per la coltivazione dello zafferano”, l'altro finanziato dalla provincia di Macerata, dal titolo “Diffusione della coltivazione dello zafferano nel settore pedemontano e montano della provincia di Macerata”.
Un plauso per la riuscita della manifestazione, che continuerà sabato 8 e domenica 9 ottobre, va comunque a tutti i ragazzi e abitanti più o meno giovani del luogo che hanno creduto ed ancora credono alla valorizzazione e alla difesa di questo territorio, pieno di ricchezza che molti, che vivono in città, invidiano; l'amministrazione comunale, sempre vivace, supporta, con impegno sia di risorse finanziare che umane ma con grande soddisfazione, questi eventi.
Ermanno Pieroni
 

Diverse problematiche riguardanti le scuole secondarie di Camerino, peraltro prontamente risolte, hanno caratterizzato l'inizio del corrente anno scolastico. Con il professor Sergio Piccioni, dirigente dell'istituto comprensivo "U. Betti", facciamo il punto sulla situazione del plesso scolastico camerte. "A quasi un mese dall'inizio della scuola – così il professor Piccioni – possiamo parlare di situazione definita con tutte le classi, sia della scuola dell'infanza, sia della scuola primaria, sia della scuola secondaria di primo grado, che hanno cominciato le lezioni con tutti gli organici definiti. Naturalmente anche noi abbiamo avuto delle difficoltà, soprattutto nella scuola secondaria di primo grado di Fiastra e di Serravalle dove siamo ancora in attesa della definizione, da parte dell'amministrazione scolastica, della nuova graduatoria per la destinazione di insegnanti che potrebbero andare a sostituire alcuni di quelli già in servizio. Nonostante i tagli, comunque, tutte le classi che erano in servizio lo scorso anno sono state confermate, con numeri di alunni sostanzialmente in linea con quella che è la media nazionale. A Camerino città, dove c'era una richiesta fortissima da parte degli utenti, nonostante l'organico non sia stato aumentato, siamo tuttavia riusciti a garantire la frequenza a tutti i bambini della scuola dell'infanzia, compresi gli anticipatari. Posso con orgoglio affermare, quindi, che nessun alunno è rimasto in lista di attesa. L'aspetto forse più carente il fatto che nella scuola secondaria di Fiastra e di Serravalle funziona soltanto una pluriclasse. Grazie, però, alla sensibilità delle due amministrazioni comunali abbiamo beneficiato di un contributo da parte loro con cui possiamo prevedere la possibilità di insegnati con più ore. Quindi se pur in teoria la pluriclasse è unica, di fatto riusciamo a formare due gruppi che permettono il superamento dei problemi connessi ad una pluriclasse. Nella scuola primaria, infine, a Camerino siamo riusciti ad avere due prime classi al "Betti" ed una al "Salvo D'Acquisto", ciò che ha permesso di non portare disagio a nessuna famiglia".
Parlando di tagli e di razionalizzazione, quali problematiche vengono a crearsi e quali prospettive si aprono per il futuro?
"Dobbiamo anzitutto ricordare che il processo che ha riguardato i tagli e la razionalizzazione delle classi è in vigore ormai dal 2008, con conseguente ridimensionamento degli organici. Nonostante tale riorganizzazione noi conserviamo tutti i plessi che c'erano negli anni precedenti. Questi tagli sono ormai a regime per la scuola dell'infanzia e per quella secondaria di primo grado. Per quanto riguarda la scuola primaria (l'ex scuola elementare ndr) non sono state apportate particolari modifiche: il tempo pieno ha diritto, come negli anni passati, a due insegnanti, mentre deve ancora andare a regime la figura del maestro prevalente, per non chiamarlo unico. Una volta normalizzata l'organizzazione prevista dal ministero, tra circa due anni, avremo una scuola primaria con un maestro, l'insegnate di inglese e quello di religione. Una riduzione dell'orario di servizio che andrà ad incidere sui rientri. Ritengo, dunque, che per l'istituo comprensivo "Betti" non ci saranno particolari problemi neppure quando la riorganizzazione sarà definitiva. Qualche problema, invece, lo abbiamo incontrato quest'anno relativamente al personale Ata, vale a dire le figure dei collaboratori scolastici. Noi abbiamo in totale 12 plessi più la segreteria e dobbiamo riflettere anche sui numeri. Fino a qualche anno fa, con gli stessi plessi, avevamo un organico di 25 collaboratori scolastici, ridotti ora a 13, con un taglio di circa il 50%. Siamo tuttavia riusciti, ricorrendo al centro per l'impiego e alle persone che sono in mobilità, a garantire il servizio in maniera molto positiva, assicurando l'assistenza per quello che può essere necessario. Per ciò che concerne le prospettive future, nell'ultima manovra finanziaria dell'estate scorsa ci sono delle determinazioni da mettere in pratica che, però, non riguardano propriamente l'aspetto interno della scuola, quanto la razionalizzazione che interesserà tutta la regione. Si parla di una base di mille alunni che ogni scuola dovrà raggiungere per conservare l'autonomia scolastica; quindi anche Camerino dovrà, a livello politico, fare le sue valutazioni per riuscire a raggiungere questi numeri".
Lei è dirigente anche dell'istituto comprensivo "De Magistris" che comprende i comuni di Caldarola, Belforte, Camporotondo, Cessapalombo, Serrapetrona. Quali le analogie e quali le differenze con il territorio dell'alto camerinese?
"Effettivamente sono titolare dell'istituto comprensivo di Caldarola e, ormai da due anni, reggente dell'istituto "Betti" di Camerino. Ho accettato quest'ultimo incarico proprio in virtù del fatto che si tratta di territori omogenei, similari, contigui e quindi rappresentano, su area più vasta, una stessa tipologia. Complessivamente ho due istituti comprensivi che insistono, in pratica, su 11 comuni, coprendo quasi il 25% del territorio provinciale, nel quale, e lo dico con soddisfazione, sia le amministrazioni comunali, sia le famiglie dimostrano particolare sensibilità per la scuola. Ciò sicuramente favorisce, nonostante il periodo di ristrettezza economica, il raggiungimento dei nostri obiettivi".

Fabio Ubaldi

Ancora protagonisti gli atleti della compagine belfortese degli Arcieri del Medio Chienti. Dopo il successo ottenuto con il bronzo europeo al campionato Campagna di due settimane fa gli arcieri si sono presentati al Campionato Italiano Targa 2011, dove concorrono i migliori arcieri del Ranking nazionale, svoltosi a Roma lo scorso 1 e 2 ottobre. Giuliano Palmioli, Marco Seri, Nicola Moschini, componenti la squadra Seniores Maschile Olimpico, si sono classificati al 2° posto, conquistando la medaglia d'Argento. Ottima la prova della Juniores Femminile olimpico Annalisa Agamennoni, classificatasi al 4° posto. Bene nella divisione Compound Franz Peruzzini, posizionatosi a centro classifica.

A Monte San Giusto, nella giornata conclusiva del Festival dei “Nasi Rossi”, il Comune, la Provincia di Macerata e l'ente Clown & Clown hanno sottoscritto un protocollo d'intesa. Con la sua attuazione si intende fare dell'annuale manifestazione sangiustese – unica nel suo genere in Italia - non solo un importante momento ludico e di festa, ma anche il collante di “politiche per il perseguimento del benessere delle popolazione locali, favorendo qualità della vita e pari opportunità a tutti i cittadini”. Il protocollo è stato sottoscritto in municipio dal presidente della Provincia, Antonio Pettinari, dal sindaco Mario Lattanzi e da Alessandra Aliberti per l'ente organizzatore del festival. Presenti anche Paola Mariani, vice presidente della Provincia, amministratori comunali di Monte San Giusto e operatori di clown terapia presenti in questi giorni al Festival. Attraverso il sostegno alla rassegna di Monte San Giusto, l'Amministrazione provinciale si propone di favorire durante l'anno incontri nelle scuole, convegni e occasione di confronto per diffondere a far comprendere scientificamente l'utilità della cosiddetta “terapia del sorriso”. Il protocollo d'intesa prevede, infatti, anche la collaborazione tra la Provincia e le associazioni dei clown-dottori, il “Baule dei Sogni” e “Clowndestini”, che garantiranno almeno 350 ore annue di “comicoterapia” nei reparti pediatrici ospedalieri dell'Area vasta n. 3 di Macerata. Questa parte del protocollo d'intesa sarà sottoscritta dalla Provincia venerdì prossimo all'ospedale di Macerata alla presenza del direttore dell'Asur, Ciccarelli, del direttore dell'Area vasta, Bordoni e dei medici primari di pediatria dei diversi nosocomi interessati.

Nella foto, la firma del protocollo a Monte San Giusto

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