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A Tolentino, in vista delle prossime consultazioni amministrative del 6 maggio, mentre il Pd celebra le "primarie" per la scelta dei candidati, è in via di formazione la squadra del Popolo delle Libertà. Il Coordinatore del PDL Francesco Massi ed il candidato Sindaco del Centro Destra Giuseppe Pezzanesi hanno presentato i primi 9 candidati della Lista del Popolo della Libertà. Eccoli:

 

  1. Orietta Leonori Guardati - Impiegata nella azienda di famiglia

 

  1. Giuliana Salvucci Bruschi - Imprenditrice

 

  1. Silvia Luconi - Impiegata Poste Italiane

 

  1. Francesco Colosi - Studente

 

  1. Alessandro Massi - Studente

 

  1. Josef Fogante - Agente di Commercio

 

  1. Paola Formentini - Consulente direzione aziendale

 

  1. Gianluigi Bianchini - Avvocato stabilito

 

  1. Carmelo Ceselli - Consulente aziendale

 

 

 

 

La più piccola, ma anche la più virtuosa università d'Italia, guidata dal più giovane rettore a livello nazionale Flavio Corradini, si è presentata con un biglietto da visita invidiabile all'inaugurazione del 676° anno accademico, svoltasi martedì 28 febbraio al teatro Filippo Marchetti. I riconoscimenti a livello nazionale, le immatricolazioni in crescita e le anticipazioni sull'autogestione e sull'autovalutazione sono state le carte vincenti giocate in anticipo dall'ateneo camerte. Aspetti che hanno fruttato primati e piazzamenti di vertice fra le università statali paritarie, ma anche valutazioni eccellenti al cospetto di atenei più qualificati. Per l'ottavo anno al primo posto fra gli atenei con 10.000 studenti, seconda fra quelli statali nella media dei finanziamenti e tanti altri riconoscimenti europei come la certificazione Eave per la facoltà e l'ospedale di veterinaria, un incremento del 10 % delle immatricolazioni in questo anno accademico rispetto a quello passato, sono solo alcuni dei fiori all'occhiello di Unicam. Da alcuni anni la politica di gestione si basa su tre principi: la convergenza, l'aggregazione e la caratterizzazione. Un'impostazione avviata dal precedente rettore Fulvio Esposito e continuata dal suo successore Flavio Corradini, insieme alla sua nuova squadra, per un'università che gioca tutto il suo futuro sulla ricerca e sulla didattica. “Ogni giorno, quando andiamo al lavoro – ha concluso il suo intervento il magnifico rettore Corradini - abbiamo il privilegio di incontrare il futuro, gli studenti che frequentano il nostro ateneo e che sono uno stimolo per tutti a dare il massimo per la loro formazione e la migliore gestione delle strutture”. Dopo uno scrosciante applauso del teatro Marchetti, scenario dell'inaugurazione, il rettore ha dichiarato aperto il 676° anno accademico di Unicam, alla presenza delle massime autorità civili, politiche, religiose e militari. Fra gli illustri invitati ha dato forfait all'ultimo momento il rettore dell'università Tuscia di Viterbo e presidente del Crui professor Marco Mancini, colpito da una sindrome influenzale, che ha fatto pervenire il suo messaggio con la promessa di tornare a Camerino in occasione di prossimi convegni. Fra gli interventi, quello della ricercatrice Silvia Preziuso si è distinto per il caratteristico e stimolante augurio finale che ha scandito il nome Unicam, rendendolo ancor più unico con questa definizione “Università nazionale e internazionale, caparbia, ambiziosa e multidiscilinare”, perché solo un forte legame con il territorio, il respiro internazionale e la caparbia ambizione di perseguire il miglioramento continuo nei vari settori potranno permettere all'ateneo di Camerino di affrontare a testa alta le sfide del prossimo futuro. Per la prima volta a Camerino il presidente dell'Anvur (agenzia nazionale di valutazioni del sistema universitario e della ricerca) prof Stefano Fantoni, che è rimasto meravigliato delle eccellenze dell'ateneo, ma nel suo intervento si è detto preoccupato per le risorse future destinate alle università dal paese. Professor Fantoni, da cosa deriva la preoccupazione di una ristrettezza di fondi sempre maggiori per il futuro delle università ? “Immagino che non ci saranno degli aumenti di finanziamenti per le università nei prossimi due o tre anni. Quindi, stante il fatto che questi finanziamenti, se ci va bene, rimangono gli stessi, credo che non ci siano alternative a far sì che il sistema mostri maggiormente la sua efficienza, che metta in moto alcuni risparmi di scala. E' dura, ma ce la si può fare. Vedo che le università hanno già fatto moltissimo da questo punto di vista. Il numero di corsi sono diminuiti, insomma, c'è stato uno sforzo da parte degli atenei che mi auguro sia sufficiente. Credo, inoltre, che se noi andiamo nella direzione del riconoscimento del merito, questo possa aiutare ad individuare quelle sacche che possono essere tolte dal nostro sistema e magari a recuperare risorse anche da lì”. Quali sono le qualità e le potenzialità individuate ad Unicam? “Io conosco Unicam personalmente ed il percorso che è stato fatto. Ha un livello di internazionalità molto al di sopra della media delle università italiane, ha delle punte di eccellenza che mi auguro vengano mantenute. Indubbiamente una delle realtà più interessanti nel panorama delle medio-piccole università. Non credo, quindi, che Camerino, come università, abbia nulla da temere da questo processo di valutazione. Mi sorprenderebbe se così non fosse”. Come cambieranno i criteri di valutazione anche in vista dei nuovi decreti? “Per quanto riguarda la valutazione dell'università non cambierà moltissimo. Certo, la valutazione, il monitoraggio delle università sarà sicuramente più puntuale.” Sarà controllato anche il livello di formazione degli studenti ? “ Certamente. Noi stiamo lavorando con gli studenti per capire come includere degli indicatori che vengano dal parere degli studenti, perché ciò è importante. Noi vorremo addirittura arrivare in futuro a capire qual' è il livello di apprendimento degli studenti. Lo faremo, ma non subito perchè non è semplice. Dopo di ché penso che i criteri di valutazione, per quanto riguarda la capacità formativa e gestionale dell'università, possano avere un significativo cambiamento e miglioramento nella capacità dell' università di autovalutarsi correttamente. Questa procedura, che è stata forse demandata troppo ai nuclei di valutazione, deve essere una capacità intrinseca di una università. Noi vogliamo che sia l'università a dire qual è la sua valutazione e quali sono le sue strategie, poi noi verificheremo. Questo è in sostanza il principale cambiamento.”

 

Per il prof. Flavio Corradini era la prima inaugurazione dell'anno accademico da rettore. Quali sono, magnifico rettore, le prospettive di Unicam? “Mi sembra che abbiamo fatto un bilancio sociale piuttosto positivo della nostra università. Abbiamo tante idee e tanti obiettivi e dobbiamo assolutamente continuare così. C'è un'alta considerazione della nostra università sia in Italia che all'estero, quindi dobbiamo mantenere desta l'attenzione sul nostro lavoro e sulla nostra università, che vien presa di esempio dai media” Unicam aveva già anticipato i tempi con l'autovalutazione e l'autogestione per la governance dell'ateneo. Un aspetto importante in vista della riduzione dei finanziamenti? “ Certo. E' dal 2000 che noi siamo valutati da organismi esterni. Un organismo internazionale viene tutti gli anni a controllare le nostre procedure di valutazione, di gestione dei corsi di laurea e delle strutture ISO 9001. Abbiamo avuto importantissimi riconoscimenti a livello europeo per quanto riguarda la ricerca. Internamente abbiamo attivato una serie di procedure per fare autovalutazione e per monitorare le nostre attività. Questo ci permette di metabolizzare un processo più ampio di contesto a livello nazionale ed europeo guardandoci dal di dentro. E' preoccupato per le ristrettezze economiche future? “Sono molto preoccupato, ma la forza ed il capitale umano e culturale che la nostra università può mettere a disposizione mi permette di superare tutte le mie preoccupazioni. Sono convinto che affronteremo a testa alta tutte le difficoltà che ci troveremo di fronte”. Possiamo dire che Unicam punta sempre più sulla ricerca ? “ Sì, sulla ricerca e sulla didattica. Tornando alla questione della valutazione e dell' anticipazione di certi processi, le strutture uniche di didattica e di ricerca, come Unicam, le abbiamo fatte più di due anni fa e la legge Gelmini ne ha poi preso atto. Le università devono fare ricerca e didattica, perché dietro c'è la formazione del capitale umano costituito dai nostri giovani, che devono crescere bene informati. Allo stesso modo i nostri docenti, facendo didattica e ricerca su un argomento, debbono avere piena coscienza e consapevolezza di quello che insegnano.


 

Sabato 25 febbraio, alle ore 21.00, al cinema teatro Manzoni di Castelraimondo, la rassegna IL DIALETTO DELLE ARMONIE riprende le rappresentazioni con la terza opera (la seconda è stata rinviata per motivi meteo) prevista in cartellone: “Lu quartu piccione” di Bruno Caldarelli, regista ed autore della pièce. Il Gruppo Teatrale AVIS-AIDO, guidato da Caldarelli, ripropone un lavoro portato in scena 20 anni fa, di una modernità stupefacente.
ie di personaggi superbamente caratterizzati: la moglie di Metello, Clodia, opportunista e risoluta; suo fratello Clodio, scellerato e violento; le due ancelle dalla lingua sciolta e fin troppo curiose; un medico accomodante; un bambino più giudizioso degli adulti (degna di lode l'interpretazione del giovanissimo Federico Zampini); una giovanetta, Fulvia, che alla fine sarà più intraprendente di Clodia e, su tutti, l'animo feroce di Cicerone, il console, che non disdegnerà neppure di oltrepassare, la legge, quando necessario. Nel mezzo della storia alcuni intermezzi musicali che hanno sorpreso la platea: ma “chapeau” al regista e all'autore, Bruno Caldarelli, che ha saputo mettere insieme tanti elementi frutto di una miriade di “saperi” che il pubblico ha largamente gustato, deliziandosi di ricordi e vecchi studi liceali, presentati con una estetica decisamente accattivante.
Un successo, insomma, scandito sovente dagli applausi a scena aperta che gli interpreti si sono saputi guadagnare nel corso della recitazione. Notevoli anche le scene allestite per l'occasione che, insieme agli ottimi costumi, hanno favorito il meraviglioso “melange” che ne è scaturito.Inusuale il soggetto e l'ambientazione in un'antica Roma dove un ricco mercante, Metello, si fa docile alla legge per i propri fini e lo fa senza scrupoli. Sullo sfondo dei torbidi di Catilina, inframezzati dalla poesia di un Catullo innamorato perso, prende corpo una serie di personaggi superbamente caratterizzati: la moglie di Metello, Clodia, opportunista e risoluta; suo fratello Clodio, scellerato e violento; le due ancelle dalla lingua sciolta e fin troppo curiose; Timoleone, un medico accomodante; Metello minore, un bambino più giudizioso degli adulti; una giovanetta, Fulvia, che alla fine sarà più intraprendente di Clodia e, su tutti, l'animo feroce di Cicerone, il console, che non disdegnerà neppure di oltrepassare, la legge, quando necessario. Nel mezzo della storia alcuni intermezzi musicali che non mancheranno di soprendere la platea.
Un apprezzamento particolare lo merita il regista e autore, Bruno Caldarelli, che ha saputo mettere insieme tanti elementi frutto di una miriade di “saperi”. La pièce si guarda con curiosità mista a meraviglia. Questa commedia, va ricordato, ha vinto il premio del pubblico nella seconda edizione del festival DIALETTIAMOCI, a Caldarola.
Una serata da non mancare, dunque, per nessuna ragione.
Sabato 3 marzo prossimo, saranno protagonisti gli attori del Teatro Totò di Pollenza con la commedia “Disokkupati”, di Paolo Carassai, per la regia di Aldo Pisani. Anche quest'opera meriterà un'attenzione particolare avendo riscosso, ovunque, notevole successo, oltre ad aver vinto la prima edizione di DIALETTIAMOCI.
I biglietti potranno essere prenotati anche telefonicamente ed acquistati, comunque, al botteghino del Cinema Teatro dalle ore 19 del giorno dello spettacolo.
Prezzi:
Spettacolo singolo intero: 6€ ; ridotto (studenti ed Over 65) 5€
Settore unico.
Info e prenotazioni: 338/2595480.

Il Coro Polifonico “Città di Tolentino”, in collaborazione con l'Hotel 77, organizza il corso: CANTIAMOCISU'.
Il corso, della durata di 6 lezioni, avrà inizio mercoledi 22 febbraio presso le sale dell'H77 a Tolentino dove si concluderà venerdi 30 marzo con concerto e cena.
L'intero corso sarà tenuto dal maestro Aldo Cicconofri.
Per informazioni e prenotazioni è possibile telefonare allo 0733/967400.

Il corso di canto è rivolto a tutti coloro che amano la musica, amano cantare, ma non hanno mai avuto la possibilità di farlo seriamente.
L'obiettivo del corso infatti è quello di permettere agli amanti del canto di conoscere meglio la propria voce, le proprie possibilità vocali, sempre con la gioia e l'allegria che sono insite in un corso di questa natura.
Abbiamo chiesto al M° Cicconofri come sia nata questa idea e quali siano le sue aspettative:
“Con il Coro di Tolentino ogni anno effettuiamo molti concerti in giro per l'Italia e ci siamo resi conto che, quando poi ci ritroviamo a cena e magari nella compagnia c'è una fisarmonica o una chitarra e iniziamo tutti insieme a intonare le canzoni più famose della musica italiana e non solo, sempre più persone si avvicinano per cantare insieme a noi.
Questo format di corso, che ho già avuto modo di svolgere anche in altre città negli ultimi tempi, nasce proprio da questa esigenza.
L'invito è rivolto a tutte quelle persone che amano cantare e che vorrebbero migliorare la loro tecnica e le loro conoscenze, con il sorriso, in maniera divertente.
Tutti possiamo cantare - aggiunge il M° Cicconofri – il successo del karaoke nasce da qui, ciò che mi aspetto è proprio quello di trovare tante persone che abbiano il piacere di trovarsi in compagnia a cantare le canzoni che amano, magari, con la voglia di scoprire qualche segreto e di migliorare la propria qualità vocale.”
Per informazioni e prenotazione per gli ultimi posti a disposizione si può telefonare all'Hotel 77 allo 0733/967400.
 

Parte da Senigallia il progetto di formazione gratuito per oltre 200 cassintegrati, dipendenti di aziende e imprenditori del territorio di tutta la provincia di Ancona proposto da Enfap Marche, ente di formazione di Uil Marche.  Nell'ambito di uno stanziamento della Provincia di Ancona di 2,5 milioni di euro per la formazione, Enfap Marche ha stilato un catalogo di 13 corsi altamente qualificanti, tutti con valore legale, finalizzati al potenziamento delle competenze di persone che, seppure occupate, rischiano di essere espulse per prime dal mondo del lavoro in casi di difficoltà o di ristrutturazione aziendale.
 
“Corsi di riqualificazione ed aggiornamento come questi  - afferma Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia - sono fondamentali, specie in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo nel quale è ancora più importante leggere le esigenze del mercato e su questo rimodellare il bagaglio di competenze del lavoratore. Una continua formazione professionale è ormai un elemento indispensabile per rendere il lavoratore attrezzato per affrontare le sfide di un mercato sempre più difficile ed esigente.”
 
I corsi che prenderanno il via a Senigallia sono due: Saldatore Nuove Tecnologie (Laser, Plasma, Tig) e Aiuto Cuoco nella ristorazione tipica marchigiana. Ne seguiranno poi altri undici, distribuiti fra Fabriano, Ancona e Jesi, così suddivisi:
       Fabriano: Videoterminalista, Addetto alla Riparazione e Manutenzione di apparati di automazione industriale, Assistente alla Poltrona per studi dentistici e Operatore Portatori Handicap (esperto anche in tecniche di attività di laboratorio per disabili);
       Ancona: Amministrazione di condominio (esperto in Bioedilizia ed Energia), Videoterminalista, Addetto vendita e distribuzione commerciale (incaricato front office g.d.o.), Operatore amministratore d'ufficio (esperto in elaborazione paghe e scritture contabili) e  Assistente alla Poltrona per studi dentistici;
       Jesi: Disegnatore Autocad 2D/3D (esperto in reverse engineering) e Operatore Amministratore d'Ufficio (esperto in elaborazione paghe e scritture contabili).
 
"Abbiamo selezionato questi corsi – spiega Vincenzo Paoletti, curatore del progetto - sulla base delle esigenze delle aziende in questo momento, individuando quelle figure professionali effettivamente necessarie al sistema produttivo del territorio, con maggiore riguardo alla realtà in crescita come: studi professionali, aziende di automazione industriale, ristorazione e grande distribuzione".
"Rappresentano inoltre - continua Paoletti - un'ottima opportunità per chi usufruisce della cassa integrazione in deroga ed è obbligato per legge a frequentare corsi di formazione, attualmente limitati a brevi percorsi formativi non qualificanti. Una riqualificazione consente al lavoratore di acquisire maggiore professionalità, ampliare il proprio curriculum per conservare meglio la propria occupazione o competere con maggiore vantaggio sul mercato del lavoro".
Tutti i corsi organizzati da Enfap Marche sono consultabili sul sito www.enfapmarche.it
 

Con la sentenza n. 22, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità della disposizione introdotta lo scorso anno dal precedente Governo meglio conosciuta come "tassa sulle disgrazie". Si tratta della norma che imponeva alle Regioni di deliberare aumenti fino al massimo consentito dei tributi di competenza in caso di dichiarazione dello stato di emergenza a seguito di eventi calamitosi, come ad esempio l'alluvione che nel 2011 ha colpito molte parti delle Marche o l'eccezionale nevicata dei giorni scorsi.

In merito a tale sentenza, il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, che si era sempre battuto contro la norma ora dichiarata incostituzionale, è intervenuto con la nota che segue.

La Corte costituzionale cancella la tassa sulle disgrazie e le regioni potranno dichiarare lo stato di calamità senza penalizzare cittadini già provati da eventi calamitosi. È la conseguenza della sentenza numero 22 depositata ieri con cui la Corte costituzionale accogliendo il ricorso presentato dalle regioni Liguria, Marche, Basilicata, Puglia, Abruzzo e Toscana contro le norme contenute nell'articolo 2, comma 2-quater, del dl 225/2010 convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, della legge 10/2011 nella parte in cui modifica l'articolo 5 della legge 225/1992 (Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile).
Nello specifico a cadere sono Le disposizioni in esame, si legge nella sentenza numero 22 depositata oggi, «regolano i rapporti finanziari tra Stato e Regioni in materia di protezione civile non con riferimento ad uno o più specifici eventi calamitosi ma in via generale e ordinamentale per tutti i casi futuri di possibili eventi calamitosi».
Il timore che il presidente della Regione, Spacca, aveva ad accogliere la richiesta della Provincia di Macerata - ma anche di molti altri enti locali marchigiani - per lo stato d'emergenza, in relazione l'eccezionale nevicata dei giorni scorsi, non ha più ragione di essere. Ed i marchigiani potranno probabilmente tirare un sospiro di sollievo anche per quanto riguarda le nuove accise sui carburanti che pagano ormai da diverse settimane e che probabilmente potranno essere revocate. La Corte costituzionale ha infatti cancellato la iniqua “tassa sulle disgrazie” introdotta dal precedente governo con il decreto "milleproroghe" dello scorso anno. Una norma scandalosa che calpestava quello spirito solidaristico che deve sussistere tra lo Stato e le comunità locali.
La sentenza riconosce anche quanto fossero giuste le proteste e le manifestazioni a suo tempo messe in atto contro quella norma dalle Regioni, dagli enti locali e da alcune forse politiche.
Il Governo con quella norma aveva abdicato ad uno dei suoi doveri verso i cittadini, imponendo alle Regione di deliberare aumenti fino al massimo consentito dei tributi di competenza in caso di dichiarazione dello stato di emergenza. Un'assurdità “utile” solo a far crescere il senso di distacco tra Istituzioni e cittadini e fra istituzioni territoriali tra loro.
La sentenza della Consulta è giunta in un momento che non poteva essere più propizio per la nostra realtà territoriale, la quale esce in queste ore da una grave emergenza. Usciamo dall'emergenza, ma ne porteremo a lungo le ferite. Penso ai danni all'agricoltura, sia per quanto riguarda le colture, sia per i danni strutturali e stalle e capannoni; penso alle attività artigianali ed industriali che, oltre a perdite di produzione, hanno subito danni materiali agli impianti; penso a tutti i 57 comuni della nostra provincia che hanno dovuto far fronte ad ingenti spese, pur nella difficile situazione della finanza locale. Una circostanza, quest'ultima, su cui si è dovuta misurare la stessa Provincia di Macerata, che non si è risparmiata, né sul piano economico, né su quello dell'impegno di uomini e mezzi. Abbiamo dato il massimo per alleviare i disagi dell'intera popolazione e contenere, per quanto possibile, le conseguenze dirette dell'eccezionale nevicata delle scorse due settimane. Ed ora dovremo dare il massimo, con non indifferenti sacrifici per il bilancio, per ovviare ai danni che la viabilità ha subito a causa della neve.
In questi giorni, oltre al grande impegno profuso nei confronti dei rispettivi territori, Regione Marche, Province e Comuni hanno dimostrato un forte senso solidaristico. E' stato proprio questo l'aspetto più importante che ci ha permesso di uscire bene dall'emergenza. L'aspetto solidaristico deve essere alla base di una comunità civile, ma che il Governo con quella legge del 2010 lo aveva voluto cancellare. La sentenza di ieri della corte costituzionale è importante sul piano pratico - e di questo me ne rallegro - ma è ancora più importante sul piano civile. Essa richiama tutti alla primazia dei valori costituzionali della solidarietà e della sussidiarietà che hanno guidato fino ad oggi il nostro Stato e che non dovremo far venir mai meno

Antonio Pettinari, presidente della Provincia di Macerata
 

E' stato abbattuto l'ultimo diaframma della galleria “La Rocchetta”, nel Comune di Muccia sulla Strada Statale 77, nell'ambito dei lavori per il sistema viario Quadrilatero Marche Umbria affidati al Contraente generale Val di Chienti.
Le attività per la realizzazione della galleria, avviate circa un anno fa, sono terminate lo scorso mese di settembre per la canna nord lunga 840 metri ed oggi lo scavo si è concluso anche per la canna sud di 980 metri.
I lavori proseguono alacremente nei cantieri tra Foligno e Pontelatrave dove l'avanzamento degli scavi nelle 14 gallerie naturali ha raggiunto allo stato attuale circa il 75% del totale. Sette sono state ultimate per entrambe le carreggiate, tre sono in territorio umbro - “La Franca”, “La Palude” e “Belfiore” - mentre quattro si trovano nelle Marche - oltre “La Rocchetta”, sono “Serravalle”, “Bavareto” e “Maddalena”. Tra le gallerie da completare cinque superano i due chilometri di lunghezza, con la massima estensione per la galleria Varano, a Serravalle del Chienti, di oltre 3,4 chilometri.
Anche per quanto riguarda i 16 viadotti (7 in acciaio e 9 in cemento armato precompresso), per una lunghezza totale di oltre 5 chilometri considerando le due carreggiate, numerose pile sono state innalzate e varate le travi lungo l'intero percorso. Risultano infatti completate le strutture dei seguenti viadotti: Renaro, Uppello, San Lorenzo I e San Lorenzo II; per il viadotto Muccia sono state completate le elevazioni delle spalle.
Secondo il crono programma il completamento delle opere lungo l'asse Foligno – Civitanova Marche è previsto a fine 2013, inizio 2014.
 

Sono state apportate modifiche al calendario scolastico regionale. La decisione, da parte della Giunta, è stata presa a seguito degli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito pesantemente nei giorni scorsi tutto il territorio regionale. 

“Il calendario scolastico – spiega l'assessore all'Istruzione, Marco Luchetti – era stato fissato nel numero minimo di 206 giorni di lezione per ciascuna autonomia, al netto delle sospensioni delle attività didattiche decise dalle scuole. Tale numero di giorni è stato ritenuto funzionale alle esigenze del Piano dell'Offerta Formativa e alle eventuali sospensioni o riduzioni del servizio scolastico a causa di eventi eccezionali. La Regione ha ritenuto doveroso consentire il recupero delle attività non svolte a causa dell'interruzione forzata, concedendo questa possibilità alle scuole. La decisione è stata assunta dopo un'ampia consultazione con gli enti locali e le organizzazioni sindacali”.

L'eccezionale ondata di maltempo che ha interessato le Marche ha indotto molti Comuni a ordinare la chiusura delle scuole, riducendo significativamente i giorni dell'attività didattica fino a rischiare di compromettere il completamento dell'offerta formativa.

Le modifiche al calendario per l'anno scolastico 2011/2012 prevedono:

  • la possibilità di posticipare la chiusura delle attività didattiche nelle scuole primarie e secondarie fino a mercoledì 13 giugno 2012;
  • la possibilità di svolgere attività didattica nei seguenti giorni di sospensione fissati dal calendario regionale: martedì 10 aprile 2012 - vacanze pasquali; lunedì 30 aprile 2012 - ponte 1° maggio;
  • la possibilità di revocare gli ulteriori giorni di sospensione determinati da ciascuna autonomia scolastica.

“Le attività programmate a livello nazionale – continua Luchetti - non consentono di posticipare il termine delle lezioni oltre la data del 13 giugno 2012, in quanto la prova a carattere nazionale nell'ambito dell'esame di Stato conclusivo del primo ciclo d'istruzione si svolge sull'intero territorio nazionale il giorno 18 giugno 2012, come determinato dalla specifica ordinanza ministeriale”.

L'adattamento del calendario scolastico dovrà essere preso in accordo con gli Enti Locali di riferimento relativamente all'ordine di scuola, in modo da adottare soluzioni condivise nell'ambito comunale, intercomunale o provinciale e approvato dal Consiglio d'Istituto.

Le istituzioni scolastiche avranno cura di diffondere ampiamente le modifiche apportate al calendario scolastico attraverso comunicazioni alla Regione Marche, agli Enti locali, alle famiglie e all'Ufficio Scolastico Regionale.

Sono inoltre tenute ad inserire le modifiche al calendario scolastico, nel portale regionale al seguente indirizzo: www.istruzioneformazionelavoro.marche.it. (s.g.)

 


Sul piano della viabilità la tempesta di neve che si è abbattuta la scorsa notte su una vasta zona collinare del maceratese ha creato problemi ben maggiori rispetto alle più abbondanti nevicate dei giorni precedenti. Ancora oggi pomeriggio mezzi spartineve, con l'ausilio di una turbina, e numerose squadre del servizio viabilità della Provincia stanno lavorando per riaprire completamente al traffico diverse strade ancora ostruite da cumuli di neve. Il vento della scorsa notte, più che la non indifferente quantità di neve caduta, ha provocato il formarsi di vere e proprie barriere lungo le strade che attraversano i crinali. Rimarranno chiuse anche per la prossima notte le strade montane “Macerato” (tra Sant'Ilario e Cupi di Visso), il “Braccio Monte Prata e la strada provinciale “Forcella” tra Serravalle del Chienti e Fematre di Visso. In questi ultimi due casi la chiusura è a titolo precauzionale per possibile pericolo di slavine. Domani sono previsti sopralluoghi dei tecnici della Provincia insieme ad esperti del Corpo Forestale dello Stato e della Protezione civile per valutare lo stato della neve.

DANNI - Con il passare delle ore si fa sempre più pesante il primo sommario bilancio dei danni provocati dalle forti nevicate di questo gelido inizio di febbraio. 

Sul piano dei danni a strutture private si segnalano numerosi crolli alle coperture di stalle e capannoni e cornicioni di abitazioni. Il crollo più importate dal punto di vista dell'entità e delle conseguenze si è registrato in una nota industria di laterizi a Montecassiano, dove circa il 50% della copertura di un capannone ha ceduto sotto il peso della neve, provocando anche danneggiamenti diffusi agli impianti e alle attrezzature. A Gualdo un parziale cedimento si è registrato sulla copertura di una stalla di bovini. Gli animali, tutti salvi, sono stati trasferiti e la stalla è stata dichiarata momentaneamente inagibile.

Tra i numerosi soccorsi coordinati dalla sala operativa di protezione civile, si segnalano sette interventi del 118 che hanno avuto bisogno dell'appoggio di mezzi della Provincia per l'apertura delle strade, un intervento della Polizia di Stato con il “gatto delle nevi” nelle vicinanze di Pievetorina per consentire ad alcuni tecnici di riparare un guasto all'acquedotto e il rifornimento di foraggio in una stalle nei pressi di Elcito.

 

TRENI - Lunedì 13 febbraio riprende a funzionare, dopo tre giorni di sospensione, la linea ferroviaria Civitanova – Albacina. La direzione regionale di Trenitalia ha annunciato, però, un servizio ridotto, con meno treni in funzione su entrambe le direzioni. Questi i treni previsti:

Partenze da Civitanova Marche: ore 5,57 (arrivo a Fabriano 7,52); ore 7,05 (arrivo 9,02); ore 11,15 (12,56); ore 13,15 (15,15); ore 15,09 (17,11); ore 16, 46 (fino a Macerata con arrivo 17,16); ore 19,58 (21,35). Altri due treni con partenza Civitanova e destinazione Macerata sono sostituiti da servizio bus con partenze alle 8,28 e 18,11 (arrivi previsti 9,30 e 19,15).

Partenza da Fabriano: ore 5,53 (arrivo a Civitanova 7,51): ore 7,00 (arrivo 8,59); ore 12,05 (14,17); ore 13,10 (15,07); ore 17,25 (19,15); 18,05 (19,59).

Partenza da Macerata: ore 17,55 (arrivo a Civitanova ore 18,27).

 

 

 

 

 


Per il terzo giorno consecutivo rimarrà sospeso domenica 12 febbraio per l'intera giornata il servizio ferroviario lungo la linea Civitanova Marche – Albacina. Tutti i treni sono stati soppressi. Lo ha comunicato il dipartimento regionale di Trenitalia in relazione alla situazione delle neve e "in ottemperanza a quanto indicato dal Comitato Operativo del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri nella riunione del' 8 febbraio 2012…”..

Il programma di riduzione dei treni, che comprende anche molte corse regionali ed interregionali, sia lungo la linea Adriatica, sia lungo la Ancona-Roma, può essere consultato sul sito internet www.fsnews.it (Sezione Regione news – Marche – le notizie).

La sospensione del servizio ferroviario ha accresciuto in questi giorni l'utenze che si è rivolta ai servizi automobilistici della Contram Mobilità, la società pubblico-privata le cui linea coprono oltre a tutto il territorio maceratese, molte tratte interprovinciali e interregionali. L'azienda, che opera sulla base di un affidamento di servizio rilasciato dalla Provincia di Macerata, ha garantito in questi giorni tutti i suoi servizi extraurbani, utilizzando in molte tratte di zone collinari e montane, autobus di ridotte dimensioni, più adatti allo stato delle strade.

Frattanto lunedì 13 riaprono le scuole in alcuni comuni, soprattutto nella zona di Macerata e a Castelraimondo, mentre a San Severino la decisione in merito alla riapertura sarà presa soltanto nella giornata di domenica. Scuole ancora chiuse, invece, a Camerino, Fabriano e Sarnano, dove la chiusura degli istituti scolastici è stata prorogata anche alla giornata di martedì 14.

 


 

 

 

 

Secondo le previsioni è ricominciato a nevicare sul territorio marchigiano e I problemi creati dal maltempo ovviamente continuano ad aggravarsi.

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Taglio del nastro sabato 28 gennaio (appuntamento alle 10 in Municipio), a Pievebovigliana (Mc), del primo “Agrinido di qualità” delle Marche. Si tratta di una sperimentazione di welfare rurale, inserita nel progetto “Rurale Sociale” dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Marche, che pone al centro l'impresa agricola, facendo leva sul contesto in cui essa opera e sui valori sociali di cui è da sempre portatrice. Un'iniziativa che vede protagonisti piccoli da uno a tre anni di età residenti nella Comunità Montana di Camerino.
La cerimonia di inaugurazione si articolerà in due momenti. Il primo, nella sala consiliare del Palazzo comunale, sarà aperto dai saluti del sindaco di Pievebovigliana Sandro Luciani, cui seguiranno le illustrazioni del progetto “Agrinido” da parte della pedagogista Francesca Ciabotti e le motivazioni di Barbara Aureli prima imprenditrice agricola coinvolta da questa esperienza sperimentale. A prendere la parola, fra gli altri, sarà anche il presidente regionale di Coldiretti Giannalberto Luzi, mentre le conclusioni saranno affidate al vice presidente e assessore all'Agricoltura della Regione Marche Paolo Petrini. La seconda parte della cerimonia si svolgerà a pochi metri di distanza dal Municipio, nell'agriturismo Sapori di Campagna, dell'azienda agricola Aureli Maccario (via Rancia 42), che è la sede dell'Agrinido “L'Esperienza”. Avverrà qui il taglio del nastro (ore 10,45), con la visita alla struttura e l'aperitivo offerto dall'azienda Aureli.
L'inaugurazione diventa un'opportunità anche per far conoscere e vedere concretamente come è organizzato il nido, che prevede micro sezioni da sette bambini.


IL PROGETTO

Il progetto Agrinido di qualità della Regione Marche è uno dei primi in Italia. Il suo modello è stato concepito per dare la più ampia espressione alle capacità intrinseche dell'impresa agricola, in un quadro di rivalutazione culturale e di recupero della funzione sociale che il mondo contadino possiede dall'antichità.

Partendo da tale presupposto si sono definiti i contenuti dal punto di vista didattico e pedagogico in collaborazione con il Comune di Chiaravalle e la Fondazione Chiaravalle-Montessori, partner dotati di un'esperienza eccellente per la creazione del modello di servizi rurali di qualità dedicati all'infanzia con i quali la Regione ha sottoscritto un accordo di collaborazione ai sensi della DGR 1107 del 12 luglio 2010.

La Regione ha inoltre deciso di confermare e rafforzare il progetto nell'ottica di un'agricoltura innovativa e di servizio. Per questo è già partito il secondo bando dedicato alle aziende agricole che vorranno proporsi come sede di Agrinido in altre zone della Marche. Il bando prevede finanziamenti a parziale copertura dei costi per gli investimenti e dei costi di gestione, per due anni, per un importo complessivo massimo di € 60.000 ad azienda. Tra gli investimenti saranno ammesse le spese per l'adeguamento degli spazi esterni, per gli impianti, gli arredi e le attrezzature strettamente collegate all'attività del nido.
Il termine stabilito per la presentazione delle nuove domande è fissato per il 15 marzo 2012.
 

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