Torna il Dialetto delle armonie

Giovedì, 23 Febbraio 2012 01:00 | Letto 2690 volte   Clicca per ascolare il testo Torna il Dialetto delle armonie Sabato 25 febbraio, alle ore 21.00, al cinema teatro Manzoni di Castelraimondo, la rassegna IL DIALETTO DELLE ARMONIE riprende le rappresentazioni con la terza opera (la seconda è stata rinviata per motivi meteo) prevista in cartellone: “Lu quartu piccione” di Bruno Caldarelli, regista ed autore della pièce. Il Gruppo Teatrale AVIS-AIDO, guidato da Caldarelli, ripropone un lavoro portato in scena 20 anni fa, di una modernità stupefacente. ie di personaggi superbamente caratterizzati: la moglie di Metello, Clodia, opportunista e risoluta; suo fratello Clodio, scellerato e violento; le due ancelle dalla lingua sciolta e fin troppo curiose; un medico accomodante; un bambino più giudizioso degli adulti (degna di lode linterpretazione del giovanissimo Federico Zampini); una giovanetta, Fulvia, che alla fine sarà più intraprendente di Clodia e, su tutti, lanimo feroce di Cicerone, il console, che non disdegnerà neppure di oltrepassare, la legge, quando necessario. Nel mezzo della storia alcuni intermezzi musicali che hanno sorpreso la platea: ma “chapeau” al regista e allautore, Bruno Caldarelli, che ha saputo mettere insieme tanti elementi frutto di una miriade di “saperi” che il pubblico ha largamente gustato, deliziandosi di ricordi e vecchi studi liceali, presentati con una estetica decisamente accattivante. Un successo, insomma, scandito sovente dagli applausi a scena aperta che gli interpreti si sono saputi guadagnare nel corso della recitazione. Notevoli anche le scene allestite per loccasione che, insieme agli ottimi costumi, hanno favorito il meraviglioso “melange” che ne è scaturito.Inusuale il soggetto e lambientazione in unantica Roma dove un ricco mercante, Metello, si fa docile alla legge per i propri fini e lo fa senza scrupoli. Sullo sfondo dei torbidi di Catilina, inframezzati dalla poesia di un Catullo innamorato perso, prende corpo una serie di personaggi superbamente caratterizzati: la moglie di Metello, Clodia, opportunista e risoluta; suo fratello Clodio, scellerato e violento; le due ancelle dalla lingua sciolta e fin troppo curiose; Timoleone, un medico accomodante; Metello minore, un bambino più giudizioso degli adulti; una giovanetta, Fulvia, che alla fine sarà più intraprendente di Clodia e, su tutti, lanimo feroce di Cicerone, il console, che non disdegnerà neppure di oltrepassare, la legge, quando necessario. Nel mezzo della storia alcuni intermezzi musicali che non mancheranno di soprendere la platea. Un apprezzamento particolare lo merita il regista e autore, Bruno Caldarelli, che ha saputo mettere insieme tanti elementi frutto di una miriade di “saperi”. La pièce si guarda con curiosità mista a meraviglia. Questa commedia, va ricordato, ha vinto il premio del pubblico nella seconda edizione del festival DIALETTIAMOCI, a Caldarola. Una serata da non mancare, dunque, per nessuna ragione. Sabato 3 marzo prossimo, saranno protagonisti gli attori del Teatro Totò di Pollenza con la commedia “Disokkupati”, di Paolo Carassai, per la regia di Aldo Pisani. Anche questopera meriterà unattenzione particolare avendo riscosso, ovunque, notevole successo, oltre ad aver vinto la prima edizione di DIALETTIAMOCI. I biglietti potranno essere prenotati anche telefonicamente ed acquistati, comunque, al botteghino del Cinema Teatro dalle ore 19 del giorno dello spettacolo. Prezzi: Spettacolo singolo intero: 6€ ; ridotto (studenti ed Over 65) 5€ Settore unico. Info e prenotazioni: 338/2595480.

Sabato 25 febbraio, alle ore 21.00, al cinema teatro Manzoni di Castelraimondo, la rassegna IL DIALETTO DELLE ARMONIE riprende le rappresentazioni con la terza opera (la seconda è stata rinviata per motivi meteo) prevista in cartellone: “Lu quartu piccione” di Bruno Caldarelli, regista ed autore della pièce. Il Gruppo Teatrale AVIS-AIDO, guidato da Caldarelli, ripropone un lavoro portato in scena 20 anni fa, di una modernità stupefacente.
ie di personaggi superbamente caratterizzati: la moglie di Metello, Clodia, opportunista e risoluta; suo fratello Clodio, scellerato e violento; le due ancelle dalla lingua sciolta e fin troppo curiose; un medico accomodante; un bambino più giudizioso degli adulti (degna di lode l'interpretazione del giovanissimo Federico Zampini); una giovanetta, Fulvia, che alla fine sarà più intraprendente di Clodia e, su tutti, l'animo feroce di Cicerone, il console, che non disdegnerà neppure di oltrepassare, la legge, quando necessario. Nel mezzo della storia alcuni intermezzi musicali che hanno sorpreso la platea: ma “chapeau” al regista e all'autore, Bruno Caldarelli, che ha saputo mettere insieme tanti elementi frutto di una miriade di “saperi” che il pubblico ha largamente gustato, deliziandosi di ricordi e vecchi studi liceali, presentati con una estetica decisamente accattivante.
Un successo, insomma, scandito sovente dagli applausi a scena aperta che gli interpreti si sono saputi guadagnare nel corso della recitazione. Notevoli anche le scene allestite per l'occasione che, insieme agli ottimi costumi, hanno favorito il meraviglioso “melange” che ne è scaturito.Inusuale il soggetto e l'ambientazione in un'antica Roma dove un ricco mercante, Metello, si fa docile alla legge per i propri fini e lo fa senza scrupoli. Sullo sfondo dei torbidi di Catilina, inframezzati dalla poesia di un Catullo innamorato perso, prende corpo una serie di personaggi superbamente caratterizzati: la moglie di Metello, Clodia, opportunista e risoluta; suo fratello Clodio, scellerato e violento; le due ancelle dalla lingua sciolta e fin troppo curiose; Timoleone, un medico accomodante; Metello minore, un bambino più giudizioso degli adulti; una giovanetta, Fulvia, che alla fine sarà più intraprendente di Clodia e, su tutti, l'animo feroce di Cicerone, il console, che non disdegnerà neppure di oltrepassare, la legge, quando necessario. Nel mezzo della storia alcuni intermezzi musicali che non mancheranno di soprendere la platea.
Un apprezzamento particolare lo merita il regista e autore, Bruno Caldarelli, che ha saputo mettere insieme tanti elementi frutto di una miriade di “saperi”. La pièce si guarda con curiosità mista a meraviglia. Questa commedia, va ricordato, ha vinto il premio del pubblico nella seconda edizione del festival DIALETTIAMOCI, a Caldarola.
Una serata da non mancare, dunque, per nessuna ragione.
Sabato 3 marzo prossimo, saranno protagonisti gli attori del Teatro Totò di Pollenza con la commedia “Disokkupati”, di Paolo Carassai, per la regia di Aldo Pisani. Anche quest'opera meriterà un'attenzione particolare avendo riscosso, ovunque, notevole successo, oltre ad aver vinto la prima edizione di DIALETTIAMOCI.
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