Radioc1inBlu
Pasqui: "Ho dato la mia disponibilità"
18 Giu 2020
Gran fermento, soprattutto nel sottobosco della politica, in vista delle elezioni per il rinnovo del consiglio regionale delle Marche previste per il prossimo mese di settembre. Mentre nella coalizione di centro sinistra, sia pure con qualche “mal di pancia”, tutte le forze si stanno coalizzando intorno alla candidatura di Maurizio Mangialardi altrettanto non può dirsi per quanto riguarda il centro destra dove il nome di Francesco Acquaroli quale candidato governatore non trova ancora l’unanimità. L’unica certezza al momento, pur se ancora manca l’ufficialità, sembra essere la candidatura in consiglio dell’ex sindaco di Camerino Gianluca Pasqui nelle fila di Forza Italia. “Ho dato la piena disponibilità al mio partito – le parole di Pasqui – nelle persone del senatore Battistoni, del presidente Tajani e del coordinatore provinciale Riccardo Sacchi. Una decisione che è stata accolta benevolmente per cui ritengo che dovrei esserci a rappresentare in seno al consiglio regionale non solo il mio territorio, che è quello della zona montana cui sono particolarmente legato, ma l’intero territorio provinciale”. Appare fiducioso Gianluca Pasqui anche sulle possibilità di successo della coalizione di centro destra. “Penso che diversi siano i punti di vantaggio rispetto al centro sinistra e se questo dovesse essere sicuramente mi impegnerò all’interno della maggioranza di governo regionale per portare avanti tutte le istanze necessarie”.
f.u.
f.u.
Era della scorsa settimana la polemica di alcuni turisti che avevano approfittato delle prime giornate di bel tempo per recarsi nell'entroterra e approfittare della bellezza di Castelluccio ma, una volta arrivati a 5 km da Norcia, avevano trovato la strada chiusa per i lavori.
Per loro, ma soprattutto per le zone montane che attendono di risollevarsi con il turismo, arriva dalla Provincia la notizia che dalla fine di giugno, o al massimo dai primi giorni di luglio, la strada del Pian Perduto che collega Castelsantangelo sul Nera a Castelluccio sarà riaperta.
"Abbiamo fatto un sopralluogo la settimana scorsa - dice il presidente Antonio Pettinari - e una riunione a cui hanno partecipato i sindaci di Visso e Castelsantangelo e il commissario di Ussita; vi hanno preso parte anche l'ingegner Soccodato, come soggetto attuatore, e i tecnici dell'Anas. Insieme abbiamo voluto mantenere la promessa che avevamo fatto nell'autunno scorso e cioè che a fine giugno avremmo riaperto la strada. Avremmo voluto riaprirla alla fine dei lavori, ma il Covid ha ritardato di un paio di mesi. Entro questo mese - annuncia - , non sono ancora in grado di dare il giorno preciso, riapriremo la strada che stiamo mettendo in sicurezza e asfaltando. Resta solo un tratto di circa 250 metri da completare con la palificazione che sarà fatta in autunno e che nella riapertura sarà gestito a senso unico alternato da un semaforo".
Una novità, quindi, rispetto alla scorsa estate quando la strada del Pian Perduto era stata aperta solo nel fine settimana. Quest'anno invece sarà aperta nei mesi di luglio e agosto per tutti i giorni.
"Valuteremo, poi, cosa fare nel mese di settembre - conclude Pettinari - per completare l'ultimo tratto. Di certo per i turisti sarà molto più facile rispetto allo scorso anno in cui il semaforo presupponeva una attesa di almeno 10 minuti tra un senso di marcia e l'altro".
Giulia Sancricca
Per loro, ma soprattutto per le zone montane che attendono di risollevarsi con il turismo, arriva dalla Provincia la notizia che dalla fine di giugno, o al massimo dai primi giorni di luglio, la strada del Pian Perduto che collega Castelsantangelo sul Nera a Castelluccio sarà riaperta.
"Abbiamo fatto un sopralluogo la settimana scorsa - dice il presidente Antonio Pettinari - e una riunione a cui hanno partecipato i sindaci di Visso e Castelsantangelo e il commissario di Ussita; vi hanno preso parte anche l'ingegner Soccodato, come soggetto attuatore, e i tecnici dell'Anas. Insieme abbiamo voluto mantenere la promessa che avevamo fatto nell'autunno scorso e cioè che a fine giugno avremmo riaperto la strada. Avremmo voluto riaprirla alla fine dei lavori, ma il Covid ha ritardato di un paio di mesi. Entro questo mese - annuncia - , non sono ancora in grado di dare il giorno preciso, riapriremo la strada che stiamo mettendo in sicurezza e asfaltando. Resta solo un tratto di circa 250 metri da completare con la palificazione che sarà fatta in autunno e che nella riapertura sarà gestito a senso unico alternato da un semaforo".
Una novità, quindi, rispetto alla scorsa estate quando la strada del Pian Perduto era stata aperta solo nel fine settimana. Quest'anno invece sarà aperta nei mesi di luglio e agosto per tutti i giorni.
"Valuteremo, poi, cosa fare nel mese di settembre - conclude Pettinari - per completare l'ultimo tratto. Di certo per i turisti sarà molto più facile rispetto allo scorso anno in cui il semaforo presupponeva una attesa di almeno 10 minuti tra un senso di marcia e l'altro".
Giulia Sancricca
"Una volta tanto le istituzioni fanno rete ed operano una sinergia per restituire al territorio progetti di grande slancio e spessore". Inizia così una nota del consigliere Francesco Borioni, di San Severino, in merito al nuovo museo diocesano che sarà realizzato in città, nel palazzo arcivescovile. La scorsa settimana, a tal proposito, l'arcivescovo Francesco Massara ha firmato un protocollo di intesa col Presidente della Regione, Luca Ceriscioli. "E' un tassello di un percorso - sottolinea Borioni - che pone il museo e conseguentemente la nostra città all'interno di una rete di scambi e condivisioni dall'innegabile valore culturale, sociale, di crescita del territorio tutto. Un impegno economico imponente, un progetto ambizioso in un prezioso edificio, ma anche monumento, della città di San Severino che tanto bene ha resistito al sisma recente. Una sola perplessità - prosegue - fa sorgere in noi una domanda. Si badi bene, non è una provocazione bensì un dubbio che chiediamo a chi di dovere di dissipare. Il palazzo vescovile ha ospitato ed ospita tutt'ora diverse attività: pastorali, educative, di relazione e utilità sociale". Borioni si chiede se queste attività, troveranno nell'edificio una collocazione o se, in alternativa, siano state individuati sedi per ciascuna di esse. Il palazzo infatti, col sisma che ha reso inagibili gran parte delle strutture parrocchiali settempedane, è divenuto un punto di riferimento importante ospitando intere realtà parrocchiali, associazioni, con attività ludiche ricreative e anche riabilitative per giovani e non solo. "Ci auguriamo che l'amministrazione e la curia abbiano valutato di concerto l'importanza di questo aspetto e abbiano previsto per loro una piena continuazione: perché no, anche negli spazi ad esse attualmente destinati, poiché a nostro avviso per nulla confliggerebbero con gli scopi e lo spirito del nascituro museo. Perché se non è stata predisposta un'alternativa - dice in conclusione - sarebbe un vero “peccato” privare la comunità che pian piano cerca di ritrovare le sue vitali e necessarie forme di aggregazione e socialità, di un luogo che non è solo uno spazio fisico, bensì una opportunità".
g.g.
g.g.
“La via del ritorno – documentario su Nemi, “zona rossa”. Un cortometraggio girato da Federico Fabrizi, studente di arti cinematografiche, che narra, grazie alla collaborazione dei residenti che hanno voluto portare la loro testimonianza, la situazione attuale di Nemi, la più popolosa frazione del comune di Valfornace, che dopo il sisma si è quasi svuotata, con gli abitanti che vivono tutti nella provvisorietà delle Sae. Così il paese sopra il colle appare transennato e vuoto, quasi come non esistesse più. Una denuncia di come a 4 anni dal sisma nel cratere sia ancora tutto fermo, mentre come detto da una delle voci narranti “qui muore una cultura” e si spezzano i legami. “Un bel documentario – lo ritiene il sindaco di Valfornace Massimo Citracca – per ricordare le nostra bella frazione di Nemi con le case inagibili dopo il terremoto. Sono anche io originario di Nemi e vedendo questi luoghi abbandonati non posso non provare profonda tristezza.

C’è una zona rossa, siamo in attesa di una perimetrazione, ma i fondi che ci sono stati assegnati dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione sono insufficienti e non riusciamo a trovare tecnici disposti a portare avanti questo percorso. A breve attendiamo anche la visita del commissario Legnini al quale esporremo il problema per fare in modo che anche in questi luoghi possa partire la ricostruzione privata”.
Maggiori approfondimenti li troverete sul settimanale L'Appennino camerte
f.u.

C’è una zona rossa, siamo in attesa di una perimetrazione, ma i fondi che ci sono stati assegnati dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione sono insufficienti e non riusciamo a trovare tecnici disposti a portare avanti questo percorso. A breve attendiamo anche la visita del commissario Legnini al quale esporremo il problema per fare in modo che anche in questi luoghi possa partire la ricostruzione privata”.
Maggiori approfondimenti li troverete sul settimanale L'Appennino camerte
f.u.
A spiegare le modalità di un esame di maturità particolare è l'Ipsia Frau di Sarnano-San Ginesio-Tolentino che ha immortalato le procedure seguite dagli studenti prima dell'unico colloquio che quest'anno decreterà la fine del loro percorso di scuola superiore.
All’ingresso delle tre scuole, nelle aree di benvenuto, sono state create postazioni con dispenser automatici di gel disinfettante, guanti, mascherine e fogli per firmare le autocertificazioni, per poi procedere con la sanificazione delle scarpe.

Seguendo il percorso obbligatorio, in cui entrata e uscita sono stati separati con pannelli di plexiglas, è possibile raggiungere le aule per lo svolgimento dell’orale, in cui sono stati installati televisori touch screen per la presentazione dei lavori, tutto gestito attraverso Classroom.

Si conclude così un percorso di didattica a distanza di una scuola che, anche durante il lockdown da Covid-19, ha continuato a coltivare la sua vocazione professionale e laboratoriale con incontri formativi specifici per i diversi indirizzi.

Gli studenti e le studentesse della sezione Moda di Tolentino, negli ultimi giorni di scuola prima della maturità, ad esempio, hanno potuto incontrare Barbara Sampaolo, titolare dell’impresa Sogno Design, che si occupa di sartoria e confezione su misura. Grazie a questo appuntamento con l’esperta, i ragazzi hanno anche fatto un viaggio introspettivo nel mondo di Vittorio Camaiani, uno dei grandi nomi della vera moda di oggi, nel cui atélier la Sampaolo ha lavorato a lungo prima di intraprendere un percorso autonomo. Allo stesso modo, gli studenti delle sezioni Meccanica delle tre sedi hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con la realtà aumentata applicata al settore della manutenzione di macchine e impianti, grazie al progetto in collaborazione con l’azienda Icona di Cinisello Balsamo, che ha concesso un anno di licenze gratuite per il software Acty, e che ha programmato un percorso di formazione per ragazzi e docenti a partire dalle ultime settimane di scuola.
GS
All’ingresso delle tre scuole, nelle aree di benvenuto, sono state create postazioni con dispenser automatici di gel disinfettante, guanti, mascherine e fogli per firmare le autocertificazioni, per poi procedere con la sanificazione delle scarpe.

Seguendo il percorso obbligatorio, in cui entrata e uscita sono stati separati con pannelli di plexiglas, è possibile raggiungere le aule per lo svolgimento dell’orale, in cui sono stati installati televisori touch screen per la presentazione dei lavori, tutto gestito attraverso Classroom.

Si conclude così un percorso di didattica a distanza di una scuola che, anche durante il lockdown da Covid-19, ha continuato a coltivare la sua vocazione professionale e laboratoriale con incontri formativi specifici per i diversi indirizzi.

Gli studenti e le studentesse della sezione Moda di Tolentino, negli ultimi giorni di scuola prima della maturità, ad esempio, hanno potuto incontrare Barbara Sampaolo, titolare dell’impresa Sogno Design, che si occupa di sartoria e confezione su misura. Grazie a questo appuntamento con l’esperta, i ragazzi hanno anche fatto un viaggio introspettivo nel mondo di Vittorio Camaiani, uno dei grandi nomi della vera moda di oggi, nel cui atélier la Sampaolo ha lavorato a lungo prima di intraprendere un percorso autonomo. Allo stesso modo, gli studenti delle sezioni Meccanica delle tre sedi hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con la realtà aumentata applicata al settore della manutenzione di macchine e impianti, grazie al progetto in collaborazione con l’azienda Icona di Cinisello Balsamo, che ha concesso un anno di licenze gratuite per il software Acty, e che ha programmato un percorso di formazione per ragazzi e docenti a partire dalle ultime settimane di scuola.
GS
Fiuminata è praticamente Covid free. L'unico cittadino residente positivo sarebbe Gianfilippo Felicioli, figlio del sindaco. Benché ci sia un po' di apprensione per questo, il ragazzo, calciatore del Venezia, non torna a casa da oltre un mese.
"I fiuminatesi - dice il sindaco, Vicenzo Felicioli - stanno vivendo questa nuova fase come tutti, nel senso che provano un misto di liberazione dalle misure restrittive che iniziavano a pesare e un po’ di preoccupazione perché c’è coscienza che il virus sia ancora e presente e possa provocare dei problemi come in passato. Sono dell’opinione che servirebbe qualche passo in più nello studio e nella conoscenza di questa malattia e tante chiacchiere in meno, che sono tra loro anche discordanti. Sarebbe opportuno, finché non ci fossero dei riscontri precisi". Durante la fase del lockdown in città c'erano state delle piccole difficoltà relative all'apertura degli uffici di Poste Italiane e alla raccolta della spazzatura ma la prima problematica si è risolta non appena avviata la fase 2, il 4 maggio. Per quanto riguarda il Cosmari, "è stato solerte, anche a seguito dell’ordinanza regionale. Hanno indicato un percorso che avevamo già avviato con la protezione civile. Ringrazio il consorzio perché comunque c’è stato sempre vicino, disponibile a raccogliere le nostre istanze e a darci una mano". Fiuminata sarebbe di fatto Covid free visto che l'unico positivo al Covid, confermato tre giorni, è Gianfilippo Felicioli che risiede a Fiuminata ma che è domiciliato a Venezia: "Purtroppo - spiega il sindaco e papà - Gianfilippo quest’anno ha dalla sua una componente di sfortuna molto importante. Veniva da un bruttissimo incidente dopo un inizio di stagione molto promettente. Nei momenti topici della sua carriera ha avuto quell’infortunio o quell’intoppo che lo ha bloccato. Adesso stava ritornando in forma anche grazie alle sapienti mani del professor Santucci e questa nuova tegola non ci voleva. Con l’occasione vorrei rasserenare tutti - prosegue - perché non vorrei che girino delle notizie completamente sbagliate. Gianfilippo non è a Fiuminata. È venuto per una settimana dopo l’inizio della fase 2 ma è partito il 12 maggio. È più di un mese che si trova a Mestre quindi, e dopo il suo rientro ha iniziato, come da protocollo, a effettuare i tamponi. Quello del 18 maggio era negativo così come quelli del 1, del 4 e del 9 giugno. Il primo tampone positivo, con una carica virale debole, è del 12 giugno con conferma arrivata il 15. Capisco che in un momento di paura e perplessità di tutti, siccome dai giornali è passata la notizia che si trova in isolamento fiduciario nella propria abitazione, si sia potuto pensare che stia a Fiuminata. Ma questo lo smentisco".
g.g.
"I fiuminatesi - dice il sindaco, Vicenzo Felicioli - stanno vivendo questa nuova fase come tutti, nel senso che provano un misto di liberazione dalle misure restrittive che iniziavano a pesare e un po’ di preoccupazione perché c’è coscienza che il virus sia ancora e presente e possa provocare dei problemi come in passato. Sono dell’opinione che servirebbe qualche passo in più nello studio e nella conoscenza di questa malattia e tante chiacchiere in meno, che sono tra loro anche discordanti. Sarebbe opportuno, finché non ci fossero dei riscontri precisi". Durante la fase del lockdown in città c'erano state delle piccole difficoltà relative all'apertura degli uffici di Poste Italiane e alla raccolta della spazzatura ma la prima problematica si è risolta non appena avviata la fase 2, il 4 maggio. Per quanto riguarda il Cosmari, "è stato solerte, anche a seguito dell’ordinanza regionale. Hanno indicato un percorso che avevamo già avviato con la protezione civile. Ringrazio il consorzio perché comunque c’è stato sempre vicino, disponibile a raccogliere le nostre istanze e a darci una mano". Fiuminata sarebbe di fatto Covid free visto che l'unico positivo al Covid, confermato tre giorni, è Gianfilippo Felicioli che risiede a Fiuminata ma che è domiciliato a Venezia: "Purtroppo - spiega il sindaco e papà - Gianfilippo quest’anno ha dalla sua una componente di sfortuna molto importante. Veniva da un bruttissimo incidente dopo un inizio di stagione molto promettente. Nei momenti topici della sua carriera ha avuto quell’infortunio o quell’intoppo che lo ha bloccato. Adesso stava ritornando in forma anche grazie alle sapienti mani del professor Santucci e questa nuova tegola non ci voleva. Con l’occasione vorrei rasserenare tutti - prosegue - perché non vorrei che girino delle notizie completamente sbagliate. Gianfilippo non è a Fiuminata. È venuto per una settimana dopo l’inizio della fase 2 ma è partito il 12 maggio. È più di un mese che si trova a Mestre quindi, e dopo il suo rientro ha iniziato, come da protocollo, a effettuare i tamponi. Quello del 18 maggio era negativo così come quelli del 1, del 4 e del 9 giugno. Il primo tampone positivo, con una carica virale debole, è del 12 giugno con conferma arrivata il 15. Capisco che in un momento di paura e perplessità di tutti, siccome dai giornali è passata la notizia che si trova in isolamento fiduciario nella propria abitazione, si sia potuto pensare che stia a Fiuminata. Ma questo lo smentisco".
g.g.
Lanciano una proposta alla Regione per venire incontro alle future mamme. Sono le mamme e gli associati di Help Sos salute e Famiglia, di San Severino, sodalizio che peraltro quest’anno compie 4 anni. La nascita dell’associazione coincide con la chiusura del punto nascite e del reparto pediatria del Bartolomeo Eustachio e nel corso di questi anni hanno sempre cercato di lavorare in maniera propositiva, portando avanti battaglie ma al contempo proponendo e offrendo anche tanti servizi e tante opportunità alla comunità. È per questo che, su questa linea, oggi la presidente Cristina Marcucci lancia un imput alla Regione, dopo la chiusura di svariati punti nascita del territorio marchigiano: “L’Emilia Romagna ha creato una app che si chiama “Non da sola”, dedicata alle donne in gravidanza. Le future mamme si possono registrare e avere, man mano che la gravidanza va avanti, tutte le informazioni di cui ha bisogno. È un ottimo servizio - afferma - strutturato benissimo, perché non farla anche da noi?”.
In Emilia Romagna, la app “Non da sola” ha l’obiettivo di facilitare le donne nell’accesso non solo alle informazioni ma anche ai servizi. Grazie alla geolocalizzazione, mostra alle future mamme anche i consultori e i punti nascita a loro più vicini, con l’elenco di tutti i servizi che vengono offerti. Inoltre, è possibile avere una informazione personalizzata, aggiungendo delle preferenze e, in base al trimestre di gravidanza, di avere anche una proposta degli esami da svolgere.
g.g.
In Emilia Romagna, la app “Non da sola” ha l’obiettivo di facilitare le donne nell’accesso non solo alle informazioni ma anche ai servizi. Grazie alla geolocalizzazione, mostra alle future mamme anche i consultori e i punti nascita a loro più vicini, con l’elenco di tutti i servizi che vengono offerti. Inoltre, è possibile avere una informazione personalizzata, aggiungendo delle preferenze e, in base al trimestre di gravidanza, di avere anche una proposta degli esami da svolgere.
g.g.
Sono pronti a fare battaglia, e hanno già dato mandato all'avvocato Marco Massei, i membri dell’associazione La Terra Trema Noi No. Al centro dell’azione legale che stanno organizzando ci sono soprattutto le modifiche del Cas. Ad aver aderito sono già una trentina di terremotati ma chi lo volesse può ancora unirsi inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
“Abbiamo già una trentina di contatti - spiega il presidente dell’associazione, Diego Camillozzi - e quasi ognuno di loro ha una situazione differente benché il comune denominatore, che li farà trovare in difficoltà, sia il cambio delle regole sulla percezione del Cas, il contributo per l’autonoma sistemazione. Le persone sulla base di questo denaro può aver fatto delle scelte di vita. In base all’ordinanza 614 la Protezione Civile ha raccolto le pratiche per rimodulare il contributo poi con l’ordinanza 670 sono state apportate ulteriori modifiche”.
Con l’ordinanza 614, il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha disposto che le famiglie che percepivano il Cas presentassero una dichiarazione, sulla base di un fac-simile, riguardante tutti i componenti del nucleo e sottoscritta dai medesimi con la quale attestavano di “aver provveduto o essere nei termini per provvedere, alla presentazione del progetto di ricostruzione presso l’ufficio ricostruzione competente, o di non essere proprietari in data anteriore agli eventi sismici di un immobile idoneo all’uso per il nucleo familiare e che non sia stato già locato in forza di contratto o concesso in comodato d’uso regolarmente registrati ad una data anteriore agli eventi sismici, ubicato nel medesimo comune, oppure in un comune confinante, di non aver fatto rientro nell’abitazione danneggiata dal sisma, di essere proprietari o titolari di diritti reali su immobili con danno B o C, ivi rientrati dopo la realizzazione dei lavori di temporanea messa in sicurezza e di non poter risiedere nell’abitazione principale, abituale e continuativa nel periodo di esecuzione dei lavori di riparazione definitiva, di non aver trasferito la residenza o il domicilio al di fuori dal territorio regionale, di non aver trovato altra sistemazione avente carattere di stabilità o di non essere assegnatari di un alloggio di servizio messo a disposizione dall’amministrazione di appartenenza”.
L’ordinanza 670 modificava ulteriormente, in corsa quindi, i precedenti articoli con alcuni piccoli ma sostanziali cambiamenti: “Sono state modificate le carte in tavola anche a seguito della presentazione della modulistica - sottolinea ancora Camillozzi - e ci sembra assurdo che ad esempio ci sia una differenza tra chi ha deciso di comprare una nuova casa subito dopo il sisma e chi invece ha deciso di farlo a seguito della modifica della normativa. I primi non hanno diritto a nulla mentre i secondi hanno diritto a 36 mensilità di Cas. È anticostituzionale e non paritaria”. Ci sono infatti casi di persone che hanno dovuto acquistare una nuova casa a causa della moria di abitazioni da poter affittare o per altre valide motivazioni, anche prima che la Protezione Civile stabilisse un contributo di 36 mensilità per fare questo, ma a questi soggetti non spetterà nulla mentre chi lo farà d’ora in avanti potrà godere di un importante sostegno: “Questa è forse la cosa più assurda, anche perché ci sono persone che hanno acceso un mutuo facendo affidamento sul Cas e non è giusto toglierlo. Chi ha scelto la formula del Cas peraltro è andato in qualche modo incontro allo Stato. Ha evitato la costruzione di Sae, e tutti sappiamo quanto sono costate e quanto ci hanno messo per alloggiare quante persone? Neanche 4mila persone su 28mila della provincia di Macerata. Chiediamo quindi che una volta per tutte accelerino sulla ricostruzione e ci facciano rientrare in casa e poi che nel frattempo si mantengano i diritti acquisiti a seguito del sisma e si pensi anche ai giovani. Altrimenti potremmo pensare che ci sia un piano per spopolare l’entroterra. Ricordiamoci poi che ad oggi la fine dello stato di emergenza decadrà il 31 dicembre - conclude - e bisogna valutare se non sia il caso di prorogarlo ulteriormente”.
L’avvocato Marco Massei, di San Severino, ha ricevuto mandato per avviare l’azione legale congiunta e si stanno analizzando i vari casi, le varie situazioni e gli aspetti legali che comunque saranno illustrati in una conferenza stampa che sarà organizzata nei prossimi giorni.
"Le problematiche sono molteplici - spiega Massei - riguardano i percettori di Cas, i proprietari di seconde case che hanno acquistato l'immobile prima del novembre, gli sfollati che risiedono nelle strutture ricettive e anche i molti altri soggetti che hanno percepito i contributi fino a maggio e che oggi corrono il rischio, per via di una ordinanza interpretata retroattivamente, di dover restituire delle somme. Io sto predisponendo delle diffide con cui si chiede di rivedere il problema contestando le richieste che ci sono state, da un lato, e chiedendo di continuare nell'erogazione dei contributi,dall'altro, nei confronti di soggetti che hanno già avuto una disgrazia infinita nel perdere la propria casa. Su questo aspetto - prosegue - vorremmo anche sensibilizzare la Regione e chiedere un incontro con la Protezione Civile. Non si può andare a modificare una ordinanza in maniera peggiorativa se le persone hanno riposto fiducia in questa e hanno anche progettato la loro vita in base a questa. Non si possono calpestare i diritti così".
Gaia Gennaretti
“Abbiamo già una trentina di contatti - spiega il presidente dell’associazione, Diego Camillozzi - e quasi ognuno di loro ha una situazione differente benché il comune denominatore, che li farà trovare in difficoltà, sia il cambio delle regole sulla percezione del Cas, il contributo per l’autonoma sistemazione. Le persone sulla base di questo denaro può aver fatto delle scelte di vita. In base all’ordinanza 614 la Protezione Civile ha raccolto le pratiche per rimodulare il contributo poi con l’ordinanza 670 sono state apportate ulteriori modifiche”.
Con l’ordinanza 614, il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha disposto che le famiglie che percepivano il Cas presentassero una dichiarazione, sulla base di un fac-simile, riguardante tutti i componenti del nucleo e sottoscritta dai medesimi con la quale attestavano di “aver provveduto o essere nei termini per provvedere, alla presentazione del progetto di ricostruzione presso l’ufficio ricostruzione competente, o di non essere proprietari in data anteriore agli eventi sismici di un immobile idoneo all’uso per il nucleo familiare e che non sia stato già locato in forza di contratto o concesso in comodato d’uso regolarmente registrati ad una data anteriore agli eventi sismici, ubicato nel medesimo comune, oppure in un comune confinante, di non aver fatto rientro nell’abitazione danneggiata dal sisma, di essere proprietari o titolari di diritti reali su immobili con danno B o C, ivi rientrati dopo la realizzazione dei lavori di temporanea messa in sicurezza e di non poter risiedere nell’abitazione principale, abituale e continuativa nel periodo di esecuzione dei lavori di riparazione definitiva, di non aver trasferito la residenza o il domicilio al di fuori dal territorio regionale, di non aver trovato altra sistemazione avente carattere di stabilità o di non essere assegnatari di un alloggio di servizio messo a disposizione dall’amministrazione di appartenenza”.
L’ordinanza 670 modificava ulteriormente, in corsa quindi, i precedenti articoli con alcuni piccoli ma sostanziali cambiamenti: “Sono state modificate le carte in tavola anche a seguito della presentazione della modulistica - sottolinea ancora Camillozzi - e ci sembra assurdo che ad esempio ci sia una differenza tra chi ha deciso di comprare una nuova casa subito dopo il sisma e chi invece ha deciso di farlo a seguito della modifica della normativa. I primi non hanno diritto a nulla mentre i secondi hanno diritto a 36 mensilità di Cas. È anticostituzionale e non paritaria”. Ci sono infatti casi di persone che hanno dovuto acquistare una nuova casa a causa della moria di abitazioni da poter affittare o per altre valide motivazioni, anche prima che la Protezione Civile stabilisse un contributo di 36 mensilità per fare questo, ma a questi soggetti non spetterà nulla mentre chi lo farà d’ora in avanti potrà godere di un importante sostegno: “Questa è forse la cosa più assurda, anche perché ci sono persone che hanno acceso un mutuo facendo affidamento sul Cas e non è giusto toglierlo. Chi ha scelto la formula del Cas peraltro è andato in qualche modo incontro allo Stato. Ha evitato la costruzione di Sae, e tutti sappiamo quanto sono costate e quanto ci hanno messo per alloggiare quante persone? Neanche 4mila persone su 28mila della provincia di Macerata. Chiediamo quindi che una volta per tutte accelerino sulla ricostruzione e ci facciano rientrare in casa e poi che nel frattempo si mantengano i diritti acquisiti a seguito del sisma e si pensi anche ai giovani. Altrimenti potremmo pensare che ci sia un piano per spopolare l’entroterra. Ricordiamoci poi che ad oggi la fine dello stato di emergenza decadrà il 31 dicembre - conclude - e bisogna valutare se non sia il caso di prorogarlo ulteriormente”.
L’avvocato Marco Massei, di San Severino, ha ricevuto mandato per avviare l’azione legale congiunta e si stanno analizzando i vari casi, le varie situazioni e gli aspetti legali che comunque saranno illustrati in una conferenza stampa che sarà organizzata nei prossimi giorni.
"Le problematiche sono molteplici - spiega Massei - riguardano i percettori di Cas, i proprietari di seconde case che hanno acquistato l'immobile prima del novembre, gli sfollati che risiedono nelle strutture ricettive e anche i molti altri soggetti che hanno percepito i contributi fino a maggio e che oggi corrono il rischio, per via di una ordinanza interpretata retroattivamente, di dover restituire delle somme. Io sto predisponendo delle diffide con cui si chiede di rivedere il problema contestando le richieste che ci sono state, da un lato, e chiedendo di continuare nell'erogazione dei contributi,dall'altro, nei confronti di soggetti che hanno già avuto una disgrazia infinita nel perdere la propria casa. Su questo aspetto - prosegue - vorremmo anche sensibilizzare la Regione e chiedere un incontro con la Protezione Civile. Non si può andare a modificare una ordinanza in maniera peggiorativa se le persone hanno riposto fiducia in questa e hanno anche progettato la loro vita in base a questa. Non si possono calpestare i diritti così".
Gaia Gennaretti
Consegnato questa mattina a nove famiglie sarnanesi il bonus che il Comune di Sarnano ha messo in campo per i nuovi nati.
Una cifra, 250 euro, che si aggiunge a quella prevista dal governo nazionale e che vuole essere un aiuto alle famiglie che decidono di crescere come spiega il sindaco Luca Piergentili: "Abbiamo deciso di mettere in campo questi fondi - dice - perchè crediamo che le famiglie debbano essere aiutate. Non è una grande cifra, ma può servire per le prime spese delle famiglie che decidono di mettere al mondo un figlio.
Le 9 famiglie di questa mattina sono quelle che hanno avuto l'arrivo della cicogna da gennaio a giugno, ci auguriamo - confida il sindaco - che per la fine dell'anno possiamo contare almeno 20 fiocchi per i nuovi cittadini".

Una scelta, quella del Comune sarnanese, che rappresenta una volontà di ringiovanire una popolazione caratterizzata, soprattutto nelle Marche, da un età media avanzata e da coppie che decidono di formare una famiglia sempre più tardi: "Questo è un altro problema importante - dice Piergentili - i giovani stentano a metter su famiglia, le coppie sono sempre di età avanzata. Noi vorremmo dare una sicurezza abitativa a queste famiglie per permettere loro di avere una determinata sicurezza per il futuro e un buon posto dove vivere".
GS
Una cifra, 250 euro, che si aggiunge a quella prevista dal governo nazionale e che vuole essere un aiuto alle famiglie che decidono di crescere come spiega il sindaco Luca Piergentili: "Abbiamo deciso di mettere in campo questi fondi - dice - perchè crediamo che le famiglie debbano essere aiutate. Non è una grande cifra, ma può servire per le prime spese delle famiglie che decidono di mettere al mondo un figlio.
Le 9 famiglie di questa mattina sono quelle che hanno avuto l'arrivo della cicogna da gennaio a giugno, ci auguriamo - confida il sindaco - che per la fine dell'anno possiamo contare almeno 20 fiocchi per i nuovi cittadini".

Una scelta, quella del Comune sarnanese, che rappresenta una volontà di ringiovanire una popolazione caratterizzata, soprattutto nelle Marche, da un età media avanzata e da coppie che decidono di formare una famiglia sempre più tardi: "Questo è un altro problema importante - dice Piergentili - i giovani stentano a metter su famiglia, le coppie sono sempre di età avanzata. Noi vorremmo dare una sicurezza abitativa a queste famiglie per permettere loro di avere una determinata sicurezza per il futuro e un buon posto dove vivere".
GS
Silvia, nome d'ispirazione da Leopardi a Vasco
17 Giu 2020
Una vera e propria bomba per i fan quella che Vasco Rossi ha lanciato ieri sui social pubblicando il volto della Silvia che 43 anni fa gli ispirò l'omonima canzone.
Figlia del barista di Zocca, paese natale del rocker, oggi la donna insegna filosofia e ammette di riconoscersi nella giovane ventenne sognante protagonista del primo disco del suo compaesano.
Un nome e un volto che a noi, gente di radio e con le radici nelle Marche, hanno permesso di fare un volo pindarico dalla canzone che risuona sulle nostre frequenze alla lirica che un poeta della nostra terra dedicò proprio "A Silvia". Un nome, ci siamo detti, che ha dato il via a due successi.
Un accostamento che va dal 'sacro' al 'profano', dal rock al romanticismo, quello che lega i due autori a un nome che, a quanto pare, sia nel 1828 per Leopardi, che nel 1977 per Vasco, è stato fonte d'ispirazione.
Anche se la Silvia recanatese si chiamava Teresa Fattorini, figlia del cocchiere di casa Leopardi, il giovane poeta romantico preferì questo nome per la sua poesia, e non quello vero della fanciulla che morì di tisi giovanissima. Una ispirazione che pare gli sia arrivata da un personaggio di Torquato Tasso, ma ci piace pensare che anche il suono del nome 'Silvia' lo abbia convinto di più.
Quel che è certo è che per entrambi, rocker e romantico, Silvia rappresenta la giovinezza e l’innocenza di quell'età.
Allora oggi, giorno in cui ci saremmo trovati a scrivere dell'autore sorteggiato per un tema di maturità che invece non ci sarà, abbiamo colto l'assist del cantautore modenese per parlare comunque di un marchigiano che con la sua sensibilità ha portato l'infinita bellezza delle Marche in tutto il mondo.
Giulia Sancricca
Figlia del barista di Zocca, paese natale del rocker, oggi la donna insegna filosofia e ammette di riconoscersi nella giovane ventenne sognante protagonista del primo disco del suo compaesano.
Un nome e un volto che a noi, gente di radio e con le radici nelle Marche, hanno permesso di fare un volo pindarico dalla canzone che risuona sulle nostre frequenze alla lirica che un poeta della nostra terra dedicò proprio "A Silvia". Un nome, ci siamo detti, che ha dato il via a due successi.
Un accostamento che va dal 'sacro' al 'profano', dal rock al romanticismo, quello che lega i due autori a un nome che, a quanto pare, sia nel 1828 per Leopardi, che nel 1977 per Vasco, è stato fonte d'ispirazione.
Anche se la Silvia recanatese si chiamava Teresa Fattorini, figlia del cocchiere di casa Leopardi, il giovane poeta romantico preferì questo nome per la sua poesia, e non quello vero della fanciulla che morì di tisi giovanissima. Una ispirazione che pare gli sia arrivata da un personaggio di Torquato Tasso, ma ci piace pensare che anche il suono del nome 'Silvia' lo abbia convinto di più.
Quel che è certo è che per entrambi, rocker e romantico, Silvia rappresenta la giovinezza e l’innocenza di quell'età.
Allora oggi, giorno in cui ci saremmo trovati a scrivere dell'autore sorteggiato per un tema di maturità che invece non ci sarà, abbiamo colto l'assist del cantautore modenese per parlare comunque di un marchigiano che con la sua sensibilità ha portato l'infinita bellezza delle Marche in tutto il mondo.
Giulia Sancricca
