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Vuole fare chiarezza ed evitare danni il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, in merito al cedimento del terreno in piazza del Popolo.
È stata, infatti, coinvolta anche la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche nelle verifiche da mettere in atto dopo gli ulteriori accertamenti eseguiti nell’area del cantiere per le opere di recupero, a seguito del sisma, di palazzo Valentini dove, nella tarda serata di lunedì scorso, si è verificato un cedimento strutturale del basamento di una grossa gru.
"Vogliamo evitare qualsiasi discussione o dubbio, come già emerso sui social - dice il sindaco - , su quanto è stato detto in merito alla voragine, perchè non è altro che un cedimento strutturale e non stiamo rovinando nulla.
Vogliamo che la Soprintendenza intervenga in modo che possa dire cosa è accaduto e cosa dobbiamo fare. Vogliamo essere certi che non stiamo facendo nulla che rovini quanto c'è nel sottosuolo".
Il Comune, dopo aver avviato uno scavo di accertamento, ha riportato in luce un manufatto privo di accesso dagli edifici confinanti, "probabilmente - si legge in una nota del Comune - crollato su se stesso già molti anni fa a causa delle infiltrazioni d’acqua e dell’umidità del sottosuolo.
Dopo aver messo in sicurezza tutta l’area i lavori sono stati al momento sospesi in attesa dei riscontri della Soprintendenza".
GS
È stata, infatti, coinvolta anche la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche nelle verifiche da mettere in atto dopo gli ulteriori accertamenti eseguiti nell’area del cantiere per le opere di recupero, a seguito del sisma, di palazzo Valentini dove, nella tarda serata di lunedì scorso, si è verificato un cedimento strutturale del basamento di una grossa gru.
"Vogliamo evitare qualsiasi discussione o dubbio, come già emerso sui social - dice il sindaco - , su quanto è stato detto in merito alla voragine, perchè non è altro che un cedimento strutturale e non stiamo rovinando nulla.
Vogliamo che la Soprintendenza intervenga in modo che possa dire cosa è accaduto e cosa dobbiamo fare. Vogliamo essere certi che non stiamo facendo nulla che rovini quanto c'è nel sottosuolo".
Il Comune, dopo aver avviato uno scavo di accertamento, ha riportato in luce un manufatto privo di accesso dagli edifici confinanti, "probabilmente - si legge in una nota del Comune - crollato su se stesso già molti anni fa a causa delle infiltrazioni d’acqua e dell’umidità del sottosuolo.
Dopo aver messo in sicurezza tutta l’area i lavori sono stati al momento sospesi in attesa dei riscontri della Soprintendenza".
GS
È la nuova società turistica nata a Sarnano a dividere il consiglio comunale. Dopo i dubbi sollevati dal gruppo del sindaco Luca Piergentili che teme si tratti di "una società privata a controllo politico per i 5 soci riconducibili in maniera diretta o indiretta alla lista di minoranza Il paese che vogliamo" è arrivata la risposta del capogruppo di minoranza, Giacomo Piergentili: "La polemica politica deve assolutamente stare fuori dall’economia del paese - dice - , invece questa iniziativa economica, concepita per realizzare un “progetto” nel settore turistico sul territorio marchigiano, ed in particolar modo su quello Sarnanese, è stata oggetto di una inspiegabile strumentalizzazione politica, finalizzata ad attaccare la minoranza consiliare".
Da qui la necessità del gruppo di chiarire: "Nella società di marketing - dice - , costituita su input di Roberto Cruciani e Valerio Malfatto, sono presenti alcuni concittadini, legati da una visione comune, che compongono l’attuale minoranza consiliare, in virtù delle scelte del 50% dell’elettorato.
La presenza di soci sarnanesi è fondamentale - spiega Giacomo Piergentili - nella fase di “start up” e quindi, con l’avvio dell’attività, l’assetto societario potrebbe cambiare profondamente, per dare spazio a collaborazioni e partnership strategiche.
La statuto prevede anche la presenza di un Comitato Tecnico Esecutivo, formato dai rappresentanti di Associazioni ed Enti Locali, con cui la società potrebbe assiduamente collaborare.
Un progetto così strutturato - prosegue - , darebbe nei prossimi 10 anni la tabella di marcia di cosa si dovrà fare con una sequenza corretta strategicamente funzionale, che nell’ultimo decennio è palesemente mancata".
Nessun fine politico, quindi, secondo il gruppo di minoranza: "Tutto ciò è stato alimentato, senza alcun dubbio, dalla passione e dall’amore per il nostro bellissimo territorio, nonché dalla piena consapevolezza che il comparto turistico, da sempre unica e grande risorsa per la nostra comunità, necessita della competenza ed esperienza di autentici “professionisti” del settore.
Prova tangibile della buona fede - conclude - e dell’attaccamento a Sarnano, da parte dei soci, sta nel fatto che il Progetto di cui si tratta è stato protocollato in Comune, senza alcuna limitazione di utilizzo, senza alcun copyright, nella sua forma integrale e senza la richiesta di alcun compenso; la firma della s.r.l è stata scelta per “camminare da sola”, in assoluta trasparenza e in favore del territorio".
GS
Da qui la necessità del gruppo di chiarire: "Nella società di marketing - dice - , costituita su input di Roberto Cruciani e Valerio Malfatto, sono presenti alcuni concittadini, legati da una visione comune, che compongono l’attuale minoranza consiliare, in virtù delle scelte del 50% dell’elettorato.
La presenza di soci sarnanesi è fondamentale - spiega Giacomo Piergentili - nella fase di “start up” e quindi, con l’avvio dell’attività, l’assetto societario potrebbe cambiare profondamente, per dare spazio a collaborazioni e partnership strategiche.
La statuto prevede anche la presenza di un Comitato Tecnico Esecutivo, formato dai rappresentanti di Associazioni ed Enti Locali, con cui la società potrebbe assiduamente collaborare.
Un progetto così strutturato - prosegue - , darebbe nei prossimi 10 anni la tabella di marcia di cosa si dovrà fare con una sequenza corretta strategicamente funzionale, che nell’ultimo decennio è palesemente mancata".
Nessun fine politico, quindi, secondo il gruppo di minoranza: "Tutto ciò è stato alimentato, senza alcun dubbio, dalla passione e dall’amore per il nostro bellissimo territorio, nonché dalla piena consapevolezza che il comparto turistico, da sempre unica e grande risorsa per la nostra comunità, necessita della competenza ed esperienza di autentici “professionisti” del settore.
Prova tangibile della buona fede - conclude - e dell’attaccamento a Sarnano, da parte dei soci, sta nel fatto che il Progetto di cui si tratta è stato protocollato in Comune, senza alcuna limitazione di utilizzo, senza alcun copyright, nella sua forma integrale e senza la richiesta di alcun compenso; la firma della s.r.l è stata scelta per “camminare da sola”, in assoluta trasparenza e in favore del territorio".
GS
Sono state consegnate da parte dell’ERAP Marche (Ente Regionale per l’Abitazione pubblica) le chiavi degli alloggi che saranno occupati da 10 famiglie ginesine che hanno perso la loro abitazione a causa del sisma del 2016.
Appartamenti che sono situati in pieno centro storico nell’edificio di via Trento e Trieste un tempo occupato dall’Albergo Faggiolati.
Nell’occasione il presidente dell’ERAP Marche, Massimiliano Sport Bianchini si è recato a San Ginesio per incontrare il sindaco Giuliano Ciabocco.
“E’ un giorno importante - ha dichiarato il sindaco Ciabocco - perché grazie alla ERAP Marche e al Presidente Bianchini non solo 10 famiglie ginesine avranno finalmente un alloggio stabile in attesa di poter vedere ricostruite le loro abitazioni, ma avrà nuovamente vita un bellissimo alloggio del centro storico andando a movimentare le vie del borgo dove tutt’ora molte abitazioni sono ancora inagibili.
Il presidente Bianchini ha ribadito l’intensa attività svolta dall’Ente nell’ultimo biennio, incentrata nella ricostruzione post-sisma sia con la realizzazione di opere di urbanizzazione delle SAE in molte aree della provincia di Macerata, sia con l’acquisto di alloggi invenduti – come avvenuto a San Ginesio - da destinare a famiglie sfollate.
“L’operazione sull’invenduto – afferma Bianchini – ha comportato all’ERAP un investimento finanziario di circa 21 milioni di euro spalmato su 18 comuni con l’acquisto di case da destinare a famiglie inserite in apposite graduatorie. Con i beneficiari degli alloggi l’ERAP ha provveduto alla stipula di contratti di comodato gratuito, validi fino al rientro nelle proprie abitazioni. Gli alloggi acquisiti, una volta terminata l’esigenza di sistemazione provvisoria delle persone sfollate, diventeranno alloggi popolari”.
f.u.
Appartamenti che sono situati in pieno centro storico nell’edificio di via Trento e Trieste un tempo occupato dall’Albergo Faggiolati.
Nell’occasione il presidente dell’ERAP Marche, Massimiliano Sport Bianchini si è recato a San Ginesio per incontrare il sindaco Giuliano Ciabocco.
“E’ un giorno importante - ha dichiarato il sindaco Ciabocco - perché grazie alla ERAP Marche e al Presidente Bianchini non solo 10 famiglie ginesine avranno finalmente un alloggio stabile in attesa di poter vedere ricostruite le loro abitazioni, ma avrà nuovamente vita un bellissimo alloggio del centro storico andando a movimentare le vie del borgo dove tutt’ora molte abitazioni sono ancora inagibili.
Il presidente Bianchini ha ribadito l’intensa attività svolta dall’Ente nell’ultimo biennio, incentrata nella ricostruzione post-sisma sia con la realizzazione di opere di urbanizzazione delle SAE in molte aree della provincia di Macerata, sia con l’acquisto di alloggi invenduti – come avvenuto a San Ginesio - da destinare a famiglie sfollate.
“L’operazione sull’invenduto – afferma Bianchini – ha comportato all’ERAP un investimento finanziario di circa 21 milioni di euro spalmato su 18 comuni con l’acquisto di case da destinare a famiglie inserite in apposite graduatorie. Con i beneficiari degli alloggi l’ERAP ha provveduto alla stipula di contratti di comodato gratuito, validi fino al rientro nelle proprie abitazioni. Gli alloggi acquisiti, una volta terminata l’esigenza di sistemazione provvisoria delle persone sfollate, diventeranno alloggi popolari”.
f.u.
Allungamento degli orari di vista e diagnostici; app semplificata per prenotare le prestazioni; accordo con il personale sanitario per orari di lavoro anche al sabato e, in alcuni casi, pure la domenica; ampliamento del numero delle farmacie dove sarà possibile prenotare. È il pacchetto di misure che la Regione Marche ha messo in campo per riprogrammare le liste di attesa e recupere le prestazioni non svolte a causa della pandemia da Covid-19. L’obiettivo è quello di accelerare il ritorno alla normalità nel più breve tempo possibile. È quanto è stato discusso e concordato, a Palazzo Raffaello, nel corso di una riunione operativa convocata dal presidente Luca Ceriscioli.
La Regione, ha subito chiarito il presidente Ceriscioli, “investirà 2,7 milioni di fondi specifici per sostenere l’ulteriore impegno del personale della sanità pubblica e altrettante risorse per potenziare gli spazi, le tecnologie e il sistema informatico che dovrà supportare questa nuova riorganizzazione”. Il presidente ha chiarito che “dopo una lunga interruzione, dovuto a un’emergenza straordinaria come il Covid, non è facile andare a recuperare, tutto in una volta, le decine di migliaia di visite che sono rimaste sospese. Va quindi sottolineato lo straordinario impegno della sanità pubblica, perché, grazie a un accordo con le quattro Aziende regionali, nel mese di luglio si incrementano le visite con prolungamento orario, per recuperare, il prima possibile, quello che si è perso in questi mesi di lockdown”. Una ripartenza, è stato evidenziato, “più complicata da un punto di vista organizzativo, perché bisogna, ad esempio, sanificare costantemente i locali ogni volta che si cambia paziente. Ma grazie all’impegno di tutti gli operatori e del sistema sanitario, recupereremo quanto perduto”.
Ceriscioli ha poi anticipato che “a fine giugno, sarà disponibile una nuova versione dell’app per le prenotazioni. Sarà operativamente come stare a uno sportello fisico, con tutti i servizi che normalmente troviamo quando ci rivolgiamo a un operatore. L’accesso alle prestazioni risulterà ulteriormente semplificato”. Inoltre nel mese di luglio, “aumenteranno il numero delle farmacie presso le quali sarà possibile prenotare, passando dalle attuali 20 alle 100 previste e in ulteriore crescita”. Quello compiuto dalla Regione, ha concluso Ceriscioli, “è uno sforzo molto importante, a vantaggio dei cittadini che, dopo un lungo periodo di difficoltà, devono recuperare le prestazioni di cui hanno bisogno. Le casse, gli sportelli sono stati tutti riaperti, quindi adesso hanno diverse opzioni per richiedere le prestazioni necessarie”.
f.u.
La Regione, ha subito chiarito il presidente Ceriscioli, “investirà 2,7 milioni di fondi specifici per sostenere l’ulteriore impegno del personale della sanità pubblica e altrettante risorse per potenziare gli spazi, le tecnologie e il sistema informatico che dovrà supportare questa nuova riorganizzazione”. Il presidente ha chiarito che “dopo una lunga interruzione, dovuto a un’emergenza straordinaria come il Covid, non è facile andare a recuperare, tutto in una volta, le decine di migliaia di visite che sono rimaste sospese. Va quindi sottolineato lo straordinario impegno della sanità pubblica, perché, grazie a un accordo con le quattro Aziende regionali, nel mese di luglio si incrementano le visite con prolungamento orario, per recuperare, il prima possibile, quello che si è perso in questi mesi di lockdown”. Una ripartenza, è stato evidenziato, “più complicata da un punto di vista organizzativo, perché bisogna, ad esempio, sanificare costantemente i locali ogni volta che si cambia paziente. Ma grazie all’impegno di tutti gli operatori e del sistema sanitario, recupereremo quanto perduto”.
Ceriscioli ha poi anticipato che “a fine giugno, sarà disponibile una nuova versione dell’app per le prenotazioni. Sarà operativamente come stare a uno sportello fisico, con tutti i servizi che normalmente troviamo quando ci rivolgiamo a un operatore. L’accesso alle prestazioni risulterà ulteriormente semplificato”. Inoltre nel mese di luglio, “aumenteranno il numero delle farmacie presso le quali sarà possibile prenotare, passando dalle attuali 20 alle 100 previste e in ulteriore crescita”. Quello compiuto dalla Regione, ha concluso Ceriscioli, “è uno sforzo molto importante, a vantaggio dei cittadini che, dopo un lungo periodo di difficoltà, devono recuperare le prestazioni di cui hanno bisogno. Le casse, gli sportelli sono stati tutti riaperti, quindi adesso hanno diverse opzioni per richiedere le prestazioni necessarie”.
f.u.
Tre avvocati in prima linea per sostenere i terremotati percettori del Cas a far valere i loro diritti contro le norme che sono state modificate in corso d’opera. Molti perderanno il diritto a godere di questo contributo ma l’associazione La Terra Trema Noi No non ci sta. Sono già oltre una 30ina i soggetti che faranno ricorso e sabato mattina, alle 10:30 nella sala consiliare di Camerino (locali Contram), si terrà un’assemblea informativa.
“Faremo ricorso al Tar Lazio perché si tratta di una cosa che travalica i confini regionali - spiegato l’avvocato Federico Valori -. Siamo stati contattati dall’associazione per far valere le buone ragioni dei cittadini che hanno subito un duplice discrimine, di natura geografica e temporale, che non trova alcuna giustificazione logica. Con l’assemblea di sabato chiameremo i cittadini a sostenere questa azione che naturalmente, per far da pungolo alla politica, deve avere un seguito importante”.
Insieme a Valori sono stati coinvolti anche gli avvocati Marco Massei, Pietro Chiucchiuini e Iacopo Bartolomei.
“Questa azione - precisa Massei - riguarderà tanti soggetti. Abbiamo notato che ci sono profonde ingiustizie, c’è un'illegittimità del provvedimento e anche un’ingiustizia sia dal punto di vista geografico che, ancor più grave, anche dal punto di vista di retroattività della norma. Ci sono persone che vengono danneggiate, persone che si vedono calpestati i diritti su cui potevano fare affidamento. Nella loro autonomia hanno fatto delle scelte confidando nella percezione di questo contributo importante nel bilancio familiare, che ad un certo punto viene negato quando prima, in base ad una normativa, era stato concesso. Bisogna fare in modo che i diritti acquisiti in precedenza vengano salvati”.
Insomma un errore ritenuto grave quello commesso dal dipartimento della Protezione Civile che ha emanato l’ordinanza “incriminata”, la 670 che, anche secondo Chiucchiuini, a distanza di 4 anni, va a creare due tipi di discriminazione: temporale e territoriale: “Dopo 4 anni dal sisma, chi ha comprato casa prima del novembre 2019 non percepirà più il CAS, e questo è il discrimine temporale; quello territoriale è dato dal fatto che questa ordinanza va a stabilire che chi ha acquistato la casa nel territorio comunale dove aveva la residenza o in uno limitrofo o in altro comune dove ha percepito il CAS, perderà il contributo. Tutto questo non trova logica né ragione”.
A chiudere, il presidente dell’associazione La Terra Trema Noi No, Camillozzi, più volte al centro di azioni volte alla tutela dei diritti dei terremotati: “Siamo ancora qui, in piena doppia emergenza per difendere i nostri diritti che vengono di nuovo calpestati. Faremo battaglia, ricorreremo al Tar e invitiamo tutte le persone interessate di intervenire all’assemblea di sabato”.
Gaia Gennaretti
“Faremo ricorso al Tar Lazio perché si tratta di una cosa che travalica i confini regionali - spiegato l’avvocato Federico Valori -. Siamo stati contattati dall’associazione per far valere le buone ragioni dei cittadini che hanno subito un duplice discrimine, di natura geografica e temporale, che non trova alcuna giustificazione logica. Con l’assemblea di sabato chiameremo i cittadini a sostenere questa azione che naturalmente, per far da pungolo alla politica, deve avere un seguito importante”.
Insieme a Valori sono stati coinvolti anche gli avvocati Marco Massei, Pietro Chiucchiuini e Iacopo Bartolomei.
“Questa azione - precisa Massei - riguarderà tanti soggetti. Abbiamo notato che ci sono profonde ingiustizie, c’è un'illegittimità del provvedimento e anche un’ingiustizia sia dal punto di vista geografico che, ancor più grave, anche dal punto di vista di retroattività della norma. Ci sono persone che vengono danneggiate, persone che si vedono calpestati i diritti su cui potevano fare affidamento. Nella loro autonomia hanno fatto delle scelte confidando nella percezione di questo contributo importante nel bilancio familiare, che ad un certo punto viene negato quando prima, in base ad una normativa, era stato concesso. Bisogna fare in modo che i diritti acquisiti in precedenza vengano salvati”.
Insomma un errore ritenuto grave quello commesso dal dipartimento della Protezione Civile che ha emanato l’ordinanza “incriminata”, la 670 che, anche secondo Chiucchiuini, a distanza di 4 anni, va a creare due tipi di discriminazione: temporale e territoriale: “Dopo 4 anni dal sisma, chi ha comprato casa prima del novembre 2019 non percepirà più il CAS, e questo è il discrimine temporale; quello territoriale è dato dal fatto che questa ordinanza va a stabilire che chi ha acquistato la casa nel territorio comunale dove aveva la residenza o in uno limitrofo o in altro comune dove ha percepito il CAS, perderà il contributo. Tutto questo non trova logica né ragione”.
A chiudere, il presidente dell’associazione La Terra Trema Noi No, Camillozzi, più volte al centro di azioni volte alla tutela dei diritti dei terremotati: “Siamo ancora qui, in piena doppia emergenza per difendere i nostri diritti che vengono di nuovo calpestati. Faremo battaglia, ricorreremo al Tar e invitiamo tutte le persone interessate di intervenire all’assemblea di sabato”.
Gaia Gennaretti
Forza Italia al lavoro per il programma elettorale e la scelta dei nomi che rappresenteranno il partito di Silvio Berlusconi alle elezioni regionali.
A spiegare l'impegno organizzativo per il territorio della provincia di Macerata è il coordinatore provinciale Riccardo Sacchi: "Avremo domani un incontro con il coordinatore regionale Francesco Battistoni che sarà in provincia per incontrarmi, insieme ad una selezione del coordinamento provinciale, per poter cominciare a ragionare sulla formazione delle liste che sarà sicuramente molto qualificata. Terrà conto - spiega Sacchi - non solo del singolo peso dei candidati e delle candidate che saranno 6 con un'equa distribuzione uomo-donna, ma osserveremo attentamente il criterio dei rappresentanti di tutte le zone: dalla montagna alla costa senza tralasciare la media collina. Dovranno essere candidati con le giuste competenze e capacità per rappresentare le istanze che Forza Italia porterà nel Centro destra".
Un Centro destra rappresnetato da Francesco Acquaroli di cui Sacchi ribadisce le qualità: "È bene evidenziare come in tutta Italua i candidati del Centro destra siano scelti in maniera condivisa e compatta. Francesco Acquaroli è molto preparato ed è sempre passato per il vaglio degli elettori, credo sia un'ottima scelta per il nostro territorio, forse una delle migliori che si potevano fare".
Sacchi sottolinea quindi la forte presenza del partito nel futuro politico regionale, annunciando i punti salienti del programma di Forza Italia: "La ricostruzione al primo posto - ha detto - che, a causa dell'incapacità politica del centro sinistra che dal 2016 ad oggi ha governato sia la Regione che il Paese, si trova in condizioni disastrose. Le responsabilità non lasciano, quindi, spazio a dubbi. Dei circa 300 comuni colpiti dal sisma la provincia di Macerara è quella che in percentuale ha avuto più centro colpiti da questa sciagura. Non dimentico l'attenzione dell'allora Presidente del Parlamento Europeo Tajani con ingenti fondi per il sisma: credo che se anche il Governo e la Regione avessero avuto questa sensibilità forse oggi non avremmo avuto ancora 1/4 delle macerie da rimuovere. Quel che è certo - spiega - è che faremo del sisma e della ricostruzione uno dei punti principali. A questo seguirà la sanità, dal momento che il Covid ci ha mostrato come lo schema sanitario dell'Asur regionale vada ridiscusso, tenendo conto delle specificità territoriali e della conformazione del territorio. Poi la questione del riequilibrio tra costa ed entroterra, perchè determina l'armonia della nostra terra: per fare questo sono cenessari interventi sulla viabilità e sulle infrastrutture, a partire da un aeroporto che non è degno delle potenzialità turistiche della nostra regione, così come il trasporto su rotaie e su gomma".
Infine la critica alla scelta di andare al voto a settembre: "Credo sia un delitto politico - denuncia - , la scadenza per la formazione delle liste sarà in prossimità di ferragosto. Bisogna pensare cosa significa questo termine per una macchina organizzativa che ha già affrontato la pandemia".
GS
A spiegare l'impegno organizzativo per il territorio della provincia di Macerata è il coordinatore provinciale Riccardo Sacchi: "Avremo domani un incontro con il coordinatore regionale Francesco Battistoni che sarà in provincia per incontrarmi, insieme ad una selezione del coordinamento provinciale, per poter cominciare a ragionare sulla formazione delle liste che sarà sicuramente molto qualificata. Terrà conto - spiega Sacchi - non solo del singolo peso dei candidati e delle candidate che saranno 6 con un'equa distribuzione uomo-donna, ma osserveremo attentamente il criterio dei rappresentanti di tutte le zone: dalla montagna alla costa senza tralasciare la media collina. Dovranno essere candidati con le giuste competenze e capacità per rappresentare le istanze che Forza Italia porterà nel Centro destra".
Un Centro destra rappresnetato da Francesco Acquaroli di cui Sacchi ribadisce le qualità: "È bene evidenziare come in tutta Italua i candidati del Centro destra siano scelti in maniera condivisa e compatta. Francesco Acquaroli è molto preparato ed è sempre passato per il vaglio degli elettori, credo sia un'ottima scelta per il nostro territorio, forse una delle migliori che si potevano fare".
Sacchi sottolinea quindi la forte presenza del partito nel futuro politico regionale, annunciando i punti salienti del programma di Forza Italia: "La ricostruzione al primo posto - ha detto - che, a causa dell'incapacità politica del centro sinistra che dal 2016 ad oggi ha governato sia la Regione che il Paese, si trova in condizioni disastrose. Le responsabilità non lasciano, quindi, spazio a dubbi. Dei circa 300 comuni colpiti dal sisma la provincia di Macerara è quella che in percentuale ha avuto più centro colpiti da questa sciagura. Non dimentico l'attenzione dell'allora Presidente del Parlamento Europeo Tajani con ingenti fondi per il sisma: credo che se anche il Governo e la Regione avessero avuto questa sensibilità forse oggi non avremmo avuto ancora 1/4 delle macerie da rimuovere. Quel che è certo - spiega - è che faremo del sisma e della ricostruzione uno dei punti principali. A questo seguirà la sanità, dal momento che il Covid ci ha mostrato come lo schema sanitario dell'Asur regionale vada ridiscusso, tenendo conto delle specificità territoriali e della conformazione del territorio. Poi la questione del riequilibrio tra costa ed entroterra, perchè determina l'armonia della nostra terra: per fare questo sono cenessari interventi sulla viabilità e sulle infrastrutture, a partire da un aeroporto che non è degno delle potenzialità turistiche della nostra regione, così come il trasporto su rotaie e su gomma".
Infine la critica alla scelta di andare al voto a settembre: "Credo sia un delitto politico - denuncia - , la scadenza per la formazione delle liste sarà in prossimità di ferragosto. Bisogna pensare cosa significa questo termine per una macchina organizzativa che ha già affrontato la pandemia".
GS
Anche la questione strade è stata affrontata dal presidente dell Provincia, Antonio Pettinari, durante la visita del Commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini.
La questione della viabilità nelle terre maggiormente colpite dal sisma era ed è uno dei punti cruciali della ricostruzione.
La prima buona notizia è arrivata per la strada del Pian Perduto che collega Castelsantangelo sul Nera a Castelluccio e che, come annunciato già la scorsa settimana dal presidente Pettinari, da fine mese sarà aperta tutti i giorni con soli 250 metri finali gestiti da un semaforo per il senso unico alternato. Si attende quindi di conoscere la data precisa della riapertura.
Ma l'incontro con Legnini è servito anche per annunciare la prosecuzione dei lavori della strada Ussita-Casali e della San Placido che da Frontignano conduce a Castelsantangelo.
"Dal sisma erano state chiuse tante strade - dice Pettinari - , la cosa peggiore è stata la Valnerina, per cui c'è voluto tanto tempo.
Siamo nell'epicentro del sisma ed è chiaro che molte strade erano intransitabili.
Proseguono i lavori per la Ussita-Casali, per la quale stiamo chiedendo la riapertura nel fine settimana, come avevamo fatto lo scorso anno per la Pian Perduto.
Buone notizie anche per quanto riguarda la San Placido per la quale vorremmo anche in quel caso prendere provvedimenti per far transitare i visitatori".
GS
La questione della viabilità nelle terre maggiormente colpite dal sisma era ed è uno dei punti cruciali della ricostruzione.
La prima buona notizia è arrivata per la strada del Pian Perduto che collega Castelsantangelo sul Nera a Castelluccio e che, come annunciato già la scorsa settimana dal presidente Pettinari, da fine mese sarà aperta tutti i giorni con soli 250 metri finali gestiti da un semaforo per il senso unico alternato. Si attende quindi di conoscere la data precisa della riapertura.
Ma l'incontro con Legnini è servito anche per annunciare la prosecuzione dei lavori della strada Ussita-Casali e della San Placido che da Frontignano conduce a Castelsantangelo.
"Dal sisma erano state chiuse tante strade - dice Pettinari - , la cosa peggiore è stata la Valnerina, per cui c'è voluto tanto tempo.
Siamo nell'epicentro del sisma ed è chiaro che molte strade erano intransitabili.
Proseguono i lavori per la Ussita-Casali, per la quale stiamo chiedendo la riapertura nel fine settimana, come avevamo fatto lo scorso anno per la Pian Perduto.
Buone notizie anche per quanto riguarda la San Placido per la quale vorremmo anche in quel caso prendere provvedimenti per far transitare i visitatori".
GS
Frodi, traffici illeciti, evasioni e molto altro. Il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Amedeo Gravina, ha fornito alcuni numeri dell'attività del 2019 in occasione del 246esimo anniversario della Fondazione del Corpo.
Gli interventi operativi che sono stati conclusi sono 7.429 e 919 sono le indagini affidate dalla magistratura ordinaria e contabile. Cifre che danno il senso dell'intensificazione delle attività con interventi mirati, indirizzati nei confronti di target accuratamente selezionati grazie ad una attenta attività di intelligence.
Evasione fiscale internazionale, frodi carosello, indebite compensazionisi confermano al centro dell’attenzione della Guardia di Finanza. Settori in cui sono stati eseguiti 376 interventi ispettivi, tra verifiche e controlli. Sono stati 130 i soggetti denunciati per reati fiscali mentre sono 11 le persone arrestate. Ammonta a circa 10 milioni di euro il valore dei beni sequestrati in questo ambito.
Nel contrasto all’economia sommersa, sono stati individuati 129 evasori totali, che hanno evaso complessivamente oltre 43 milioni di euro di IVA. Inoltre, sono stati verbalizzati 27 datori di lavoro per aver impiegato 253 lavoratori in “nero” o irregolari.
Nel settore delle dogane, delle accise, dei giochi e delle scommesse illegali, i controlli eseguiti sono stati 72, con la verbalizzazione di 108 soggetti, il sequestro di 1 apparecchio per effettuare scommesse illegali e 19 chili di tabacchi lavorati esteri.
Nel settore della tutela della spesa pubblica sono stati effettuati 561 interventi, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, a cui si aggiungono 153 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la Magistratura ordinaria e 8 deleghe svolte con la Corte dei Conti. Le frodi scoperte ai danni del bilancio nazionale e comunitario sono state pari a oltre 1 milione di euro, con 41 persone denunciate. Sul versante dei danni erariali sono state segnalate condotte illecite per circa 1,2 milioni di euro, a carico di 33 soggetti. In merito alle prestazioni sociali agevolate, fra cui figura anche il reddito di cittadinanza, e fra i beneficiari di indebita esenzione dai ticket sanitari, sono emersi dei tassi di irregolarità rispettivamente del 40 e 60 per cento. In merito al settore degli appalti pubblici il valore delle procedure contrattuali complessivamente controllate ammonta a circa 100 milioni di euro, di cui oltre 1 milione di euro sono quelle risultate irregolari. Le persone denunciate sono state 7.
In merito ai risultati conseguiti in applicazione della normativa antimafia, sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 21 soggetti; ammonta, invece, a circa 3 milioni di euro il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie proposti all’Autorità Giudiziaria per il sequestro. Tali misure ricomprendono l’esecuzione di 2accertamenti nei confronti di soggetti connotati da cosiddetta “pericolosità economico-finanziaria”, ovvero persone che, per condotta e tenore di vita, debba ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi derivanti da ogni genere di attività delittuosa. Sono anche stati eseguiti oltre 2.500 accertamenti a seguito di richieste pervenute dalla Prefettura riferite alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia.
Nell'ambito della prevenzione e repressione del riciclaggio dei capitali illeciti, sono state svolte 16 indagini da cui è scaturita la denuncia ad altrettante persone e il valore del riciclaggio ammonta a oltre 500mila euro. Sono stati svolti 55 interventi verso esercizi commerciali che forniscono il servizio di “money transfer”, identificando 91 soggetti intenti all’esecuzione di operazioni di trasferimento fondi. Per i reati fallimentari sono state scoperte distrazioni patrimoniali per oltre 1 milione di euro, che hanno portato alla denuncia di 6 responsabili ed al sequestro di 19 lingotti d’oro puro, dal peso complessivo di circa 4,75 chilogrammi, del valore di circa 200mila euro. Sono stati sequestrati ed oscurati 99 siti internet perché utilizzati per commercializzare on line merce contraffatta.
Non si è fermata neanche l'attività di controllo del territorio, che ha visto il dispiegamento di circa 2.300 pattuglie, 3.867 controlli ad autovetture 4.762 persone identificate.
Nell’ambito della lotta ai traffici illeciti di sostanze stupefacenti, i Reparti hanno sequestrato circa 40 chili di stupefacenti e 99 piante di cannabis, denunciando 153 responsabili, di cui 27 tratti in arresto.
A seguito dell'emergenza da Covid19 è stata avviata anche una attività specifica volta non solo al controllo e al sanzionamento di chi violasse le misure di contenimento (145 persone denunciate e a vario titolo, 224 quelle sanzionate, 15 violazioni fra gli esercizi commerciali e 7 casi di sospensione dell’attività commerciale).
Sono stati denunciati 8 soggetti per i reati di frode in commercio, vendita di prodotti con segni mendaci, truffa e falso; constatate 3 sanzioni amministrative e sottoposti a sequestro 18.435 mascherine e dispositivi di protezione individuale nonchè 700 litri di liquido igienizzante.
g.g.
Gli interventi operativi che sono stati conclusi sono 7.429 e 919 sono le indagini affidate dalla magistratura ordinaria e contabile. Cifre che danno il senso dell'intensificazione delle attività con interventi mirati, indirizzati nei confronti di target accuratamente selezionati grazie ad una attenta attività di intelligence.
Evasione fiscale internazionale, frodi carosello, indebite compensazionisi confermano al centro dell’attenzione della Guardia di Finanza. Settori in cui sono stati eseguiti 376 interventi ispettivi, tra verifiche e controlli. Sono stati 130 i soggetti denunciati per reati fiscali mentre sono 11 le persone arrestate. Ammonta a circa 10 milioni di euro il valore dei beni sequestrati in questo ambito.
Nel contrasto all’economia sommersa, sono stati individuati 129 evasori totali, che hanno evaso complessivamente oltre 43 milioni di euro di IVA. Inoltre, sono stati verbalizzati 27 datori di lavoro per aver impiegato 253 lavoratori in “nero” o irregolari.
Nel settore delle dogane, delle accise, dei giochi e delle scommesse illegali, i controlli eseguiti sono stati 72, con la verbalizzazione di 108 soggetti, il sequestro di 1 apparecchio per effettuare scommesse illegali e 19 chili di tabacchi lavorati esteri.
Nel settore della tutela della spesa pubblica sono stati effettuati 561 interventi, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, a cui si aggiungono 153 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la Magistratura ordinaria e 8 deleghe svolte con la Corte dei Conti. Le frodi scoperte ai danni del bilancio nazionale e comunitario sono state pari a oltre 1 milione di euro, con 41 persone denunciate. Sul versante dei danni erariali sono state segnalate condotte illecite per circa 1,2 milioni di euro, a carico di 33 soggetti. In merito alle prestazioni sociali agevolate, fra cui figura anche il reddito di cittadinanza, e fra i beneficiari di indebita esenzione dai ticket sanitari, sono emersi dei tassi di irregolarità rispettivamente del 40 e 60 per cento. In merito al settore degli appalti pubblici il valore delle procedure contrattuali complessivamente controllate ammonta a circa 100 milioni di euro, di cui oltre 1 milione di euro sono quelle risultate irregolari. Le persone denunciate sono state 7.
In merito ai risultati conseguiti in applicazione della normativa antimafia, sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 21 soggetti; ammonta, invece, a circa 3 milioni di euro il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie proposti all’Autorità Giudiziaria per il sequestro. Tali misure ricomprendono l’esecuzione di 2accertamenti nei confronti di soggetti connotati da cosiddetta “pericolosità economico-finanziaria”, ovvero persone che, per condotta e tenore di vita, debba ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi derivanti da ogni genere di attività delittuosa. Sono anche stati eseguiti oltre 2.500 accertamenti a seguito di richieste pervenute dalla Prefettura riferite alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia.
Nell'ambito della prevenzione e repressione del riciclaggio dei capitali illeciti, sono state svolte 16 indagini da cui è scaturita la denuncia ad altrettante persone e il valore del riciclaggio ammonta a oltre 500mila euro. Sono stati svolti 55 interventi verso esercizi commerciali che forniscono il servizio di “money transfer”, identificando 91 soggetti intenti all’esecuzione di operazioni di trasferimento fondi. Per i reati fallimentari sono state scoperte distrazioni patrimoniali per oltre 1 milione di euro, che hanno portato alla denuncia di 6 responsabili ed al sequestro di 19 lingotti d’oro puro, dal peso complessivo di circa 4,75 chilogrammi, del valore di circa 200mila euro. Sono stati sequestrati ed oscurati 99 siti internet perché utilizzati per commercializzare on line merce contraffatta.
Non si è fermata neanche l'attività di controllo del territorio, che ha visto il dispiegamento di circa 2.300 pattuglie, 3.867 controlli ad autovetture 4.762 persone identificate.
Nell’ambito della lotta ai traffici illeciti di sostanze stupefacenti, i Reparti hanno sequestrato circa 40 chili di stupefacenti e 99 piante di cannabis, denunciando 153 responsabili, di cui 27 tratti in arresto.
A seguito dell'emergenza da Covid19 è stata avviata anche una attività specifica volta non solo al controllo e al sanzionamento di chi violasse le misure di contenimento (145 persone denunciate e a vario titolo, 224 quelle sanzionate, 15 violazioni fra gli esercizi commerciali e 7 casi di sospensione dell’attività commerciale).
Sono stati denunciati 8 soggetti per i reati di frode in commercio, vendita di prodotti con segni mendaci, truffa e falso; constatate 3 sanzioni amministrative e sottoposti a sequestro 18.435 mascherine e dispositivi di protezione individuale nonchè 700 litri di liquido igienizzante.
g.g.
