Radioc1inBlu
Accertamenti in corso per chiarire le cause del rogo che è divampato intorno alle 4 del mattino in una ex segheria del centro abitato di Montecosaro Scalo. Fiamme altissime hanno completamente avvolto lo stabile attualmente adibito a rimessa-fienile. Partite dalle balle di fieno ammassate all'interno, le fiamme si sono facilmente estese alla struttura. Nell'incendio, il capannone è andato completamente distrutto.
Immediato l'intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco di Macerata e Civitanova le cui impegnative operazioni sono tuttora in corso per ripristinare il sito e, dato il materiale altamente infiammabile presente, per scongiurare la ripresa di focolai. Apprensione nella popolazione residente in zona risvegliata nel cuore della notte dalle sirene dei pompieri e resasi conto di quanto stava accadendo a pochi metri da casa. Per l'accertamento delle cause del rogo che al momento non sembrerebbero dolose, sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche.
c.c.
Immediato l'intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco di Macerata e Civitanova le cui impegnative operazioni sono tuttora in corso per ripristinare il sito e, dato il materiale altamente infiammabile presente, per scongiurare la ripresa di focolai. Apprensione nella popolazione residente in zona risvegliata nel cuore della notte dalle sirene dei pompieri e resasi conto di quanto stava accadendo a pochi metri da casa. Per l'accertamento delle cause del rogo che al momento non sembrerebbero dolose, sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche.
c.c.
Con l'inizio del mese di settembre torna pienamente operativo, anche nella fascia pomeridiana, l’ufficio postale di via Gorgonero 30 a San Severino Marche.
A darne la notizia al sindaco, Rosa Piermattei, Poste Italiane che informa che nonostante le difficoltà del periodo è in corso un progressivo miglioramento del servizio in linea con le disposizioni normative del Governo con riferimento all’emergenza sanitaria da Covid19.
Poste Italiane dalla settimana in corso procederà con la riapertura anche nella fascia pomeridiana dell’ufficio in questione interessato, come molti altri, da una riduzione della normale operatività.
I provvedimenti restrittivi, adottati negli scorsi mesi, secondo quanto riporta Poste Italiane in una informativa sono stati necessari non solo per contribuire alla riduzione della diffusione del contagio in linea con la normativa nazionale, ma anche per mettere in campo azioni tese a garantire la sicurezza di cittadini e lavoratori attraverso specifici interventi su tutta la rete degli uffici postali.
A darne la notizia al sindaco, Rosa Piermattei, Poste Italiane che informa che nonostante le difficoltà del periodo è in corso un progressivo miglioramento del servizio in linea con le disposizioni normative del Governo con riferimento all’emergenza sanitaria da Covid19.
Poste Italiane dalla settimana in corso procederà con la riapertura anche nella fascia pomeridiana dell’ufficio in questione interessato, come molti altri, da una riduzione della normale operatività.
I provvedimenti restrittivi, adottati negli scorsi mesi, secondo quanto riporta Poste Italiane in una informativa sono stati necessari non solo per contribuire alla riduzione della diffusione del contagio in linea con la normativa nazionale, ma anche per mettere in campo azioni tese a garantire la sicurezza di cittadini e lavoratori attraverso specifici interventi su tutta la rete degli uffici postali.
Dramma questa mattina in località Convento ad Urbisaglia.
Erano circa le 10:30 quando, per cause in corso di accertamento, un'auto si è scontrata contro una moto.
Sul posto sono subito intervenuti i sanitari del 118 che purtroppo, per il motociclista, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.
I vigili del fuoco del distaccamento di Tolentino hanno messo in sicurezza il luogo dell'incidente per permettere ai sanitari di prestare le cure necessarie alle persone coinvolte.
La viabilità è stata deviata sulla strada provinciale.
Sul posto anche i Carabinieri di Urbisaglia per i rilievi del caso.
GS

Erano circa le 10:30 quando, per cause in corso di accertamento, un'auto si è scontrata contro una moto.
Sul posto sono subito intervenuti i sanitari del 118 che purtroppo, per il motociclista, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.
I vigili del fuoco del distaccamento di Tolentino hanno messo in sicurezza il luogo dell'incidente per permettere ai sanitari di prestare le cure necessarie alle persone coinvolte.
La viabilità è stata deviata sulla strada provinciale.
Sul posto anche i Carabinieri di Urbisaglia per i rilievi del caso.
GS

Nel giorni in cui gli asili nido riaprono le porte agli studenti più piccoli di tutti gli ordini scolastici, il pensiero dei Vescovi delle Marche è per tutti: studenti, famiglie, dirigenti, docenti, personale amministrativo e tecnico.
A loro, in una missiva, rivolgono l'augurio per la ripartenza di un nuovo anno scolastico che resterà nela storia e nella memoria di molti.
"Nei mesi passati - scrivono - andava di moda disegnare un arcobaleno beneaugurante con la scritta ottimistica: andrà tutto bene. Da Vescovi e da credenti vorremo trasmettervi di più, soprattutto quella speranza cristiana che S. Paolo nella lettera ai Romani ha espresso con una celebre frase: 'Tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio'.
Anche questo anno, che si preannuncia complesso e impegnativo per tutti, produrrà certamente dei frutti di bene con il vostro impegno e l’aiuto di Dio. Vorremmo indicarvene alcuni per sostenere e incoraggiare la vostra speranza.
La scuola, prima che un travaso di nozioni, deve essere scuola di vita che impara dalla vita. Questo tempo di vita difficile che abbiamo davanti ci può insegnare tante cose, a partire dal valore dell’impegno e del darsi importanti regole di comportamento e di azione, segno tangibile di rispetto per sé e per gli altri.
Il modo di giungere a scuola, di trascorrervi la giornata, di vivere cose banali come i minuti di intervallo dovrà cambiare rispettando le norme che, da mesi, stanno cercheranno di tutelare la salute di tutti. Crediamo che fra qualche anno si parlerà di voi – la generazione del Covid – come di una generazione speciale: cresciuta nel valore e nel rispetto degli altri con una convinzione e una forza encomiabili.
Dall’esperienza - proseguono - che vivrete, potrete imparare la comprensione del valore di quello che oggi ci manca e che in passato davamo per scontato: la bellezza di un abbraccio affettuoso, la spontaneità del correre assieme ridendo e cantando, il valore di una carezza, l’impegno suggellato da una stretta di mano. Se questa esperienza vi farà crescere più coscienti del valore e della preziosità del vostro corpo e di quello degli altri, avrete imparato tanto, forse molto più di quello che potremmo insegnarvi in condizioni normali.
Infine siete chiamati a provare l’esperienza che: non tutto si può avere, non tutto si può fare. Questa esperienza di povertà, potrà aiutarvi a comprendere meglio la vita di tanti bambini, ragazzi e giovani che in altre parti del mondo vivono la povertà come esperienza quotidiana e perenne.
Da adulti infine vogliamo ringraziare tutto il mondo dei lavoratori della scuola - concludono - . Anche perché affrontate una prova che non è senza rischi per voi e per le vostre famiglie, ma è proprio quando questo lavoro si fa col cuore, si vive come un’autentica vocazione, anche con sincero sacrificio personale, che si costruisce un futuro migliore per tutti. La vocazione dell’educatore nasce, cresce e si fortifica più nei momenti di difficoltà, che quando tutto scorre facilmente in discesa.
Vogliamo infine incoraggiare i genitori, che sono certo preoccupati della salute dei figli, ma comprendono anche il grande valore della formazione e dell’istruzione, un bene che dobbiamo garantire ai figli con una collaborazione sempre più stretta tra scuola e famiglie".
GS
A loro, in una missiva, rivolgono l'augurio per la ripartenza di un nuovo anno scolastico che resterà nela storia e nella memoria di molti.
"Nei mesi passati - scrivono - andava di moda disegnare un arcobaleno beneaugurante con la scritta ottimistica: andrà tutto bene. Da Vescovi e da credenti vorremo trasmettervi di più, soprattutto quella speranza cristiana che S. Paolo nella lettera ai Romani ha espresso con una celebre frase: 'Tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio'.
Anche questo anno, che si preannuncia complesso e impegnativo per tutti, produrrà certamente dei frutti di bene con il vostro impegno e l’aiuto di Dio. Vorremmo indicarvene alcuni per sostenere e incoraggiare la vostra speranza.
La scuola, prima che un travaso di nozioni, deve essere scuola di vita che impara dalla vita. Questo tempo di vita difficile che abbiamo davanti ci può insegnare tante cose, a partire dal valore dell’impegno e del darsi importanti regole di comportamento e di azione, segno tangibile di rispetto per sé e per gli altri.
Il modo di giungere a scuola, di trascorrervi la giornata, di vivere cose banali come i minuti di intervallo dovrà cambiare rispettando le norme che, da mesi, stanno cercheranno di tutelare la salute di tutti. Crediamo che fra qualche anno si parlerà di voi – la generazione del Covid – come di una generazione speciale: cresciuta nel valore e nel rispetto degli altri con una convinzione e una forza encomiabili.
Dall’esperienza - proseguono - che vivrete, potrete imparare la comprensione del valore di quello che oggi ci manca e che in passato davamo per scontato: la bellezza di un abbraccio affettuoso, la spontaneità del correre assieme ridendo e cantando, il valore di una carezza, l’impegno suggellato da una stretta di mano. Se questa esperienza vi farà crescere più coscienti del valore e della preziosità del vostro corpo e di quello degli altri, avrete imparato tanto, forse molto più di quello che potremmo insegnarvi in condizioni normali.
Infine siete chiamati a provare l’esperienza che: non tutto si può avere, non tutto si può fare. Questa esperienza di povertà, potrà aiutarvi a comprendere meglio la vita di tanti bambini, ragazzi e giovani che in altre parti del mondo vivono la povertà come esperienza quotidiana e perenne.
Da adulti infine vogliamo ringraziare tutto il mondo dei lavoratori della scuola - concludono - . Anche perché affrontate una prova che non è senza rischi per voi e per le vostre famiglie, ma è proprio quando questo lavoro si fa col cuore, si vive come un’autentica vocazione, anche con sincero sacrificio personale, che si costruisce un futuro migliore per tutti. La vocazione dell’educatore nasce, cresce e si fortifica più nei momenti di difficoltà, che quando tutto scorre facilmente in discesa.
Vogliamo infine incoraggiare i genitori, che sono certo preoccupati della salute dei figli, ma comprendono anche il grande valore della formazione e dell’istruzione, un bene che dobbiamo garantire ai figli con una collaborazione sempre più stretta tra scuola e famiglie".
GS
Donna di 46 anni trovata morta in casa a Treia
31 Ago 2020
Una donna di 46 anni, è stata trovata morta all'interno della propria abitazione del centro di Treia.
Sembra che la signora di origini rumene fosse seguita dai servizi sociali ma da ieri non era più stato possibile entrare in contatto con lei. E' stato l'assistente sociale ad allertare il personale del 118. Sul posto è intervenuta anche una squadra di Vigili del Fuoco che ha provveduto ad aprire la porta dell'abitazione all'interno della quale la donna è stata rinvenuta senza vita. Il medico del 118 non ha potuto che constatarne il decesso che potrebbe essere avvenuto per cause naturali. Per gli accertamenti del caso sul posto sono intervenuti anche i carabinieri. Disposta l'autopsia.
c.c.
Sembra che la signora di origini rumene fosse seguita dai servizi sociali ma da ieri non era più stato possibile entrare in contatto con lei. E' stato l'assistente sociale ad allertare il personale del 118. Sul posto è intervenuta anche una squadra di Vigili del Fuoco che ha provveduto ad aprire la porta dell'abitazione all'interno della quale la donna è stata rinvenuta senza vita. Il medico del 118 non ha potuto che constatarne il decesso che potrebbe essere avvenuto per cause naturali. Per gli accertamenti del caso sul posto sono intervenuti anche i carabinieri. Disposta l'autopsia.
c.c.
“Le aree di crisi complessa della Val Vibrata-Valle del Tronto-Piceno, del distretto
Fermano- Maceratese e delle aree coinvolte dalla crisi della ex-A. Merloni di Fabriano devono essere al centro dell’attenzione dell’azione del Governo regionale affinché vengano tutelati i processi di industrializzazione e la produttività”.
Con queste parole la candidata alle Regionali per Fratelli d’Italia, Mirella Battistoni, illustra un importante punto del programma del centrodestra che mira a raggiungere il governo delle Marche con il candidato a Presidente, Francesco Acquaroli.
Con queste parole la candidata alle Regionali per Fratelli d’Italia, Mirella Battistoni, illustra un importante punto del programma del centrodestra che mira a raggiungere il governo delle Marche con il candidato a Presidente, Francesco Acquaroli.
“Va valutata la creazione di una “Zona Franca” in modo da avere decontribuzioni e
defiscalizzazioni da subito. Questo è un modo fattivo da parte di un’Amministrazione regionale per
affrontare la crisi dei distretti economici marchigiani. Ed è questa una delle azioni che porteremo
avanti una volta eletti alla guida delle Marche con Francesco Acquaroli presidente”, evidenzia la
Battistoni che ricorda come per motivi professionali, da oltre 20 anni, stia dando il proprio fattivo
contributo “per risollevare le sorti del distretto economico fabrianese, accompagnando le aziende
nel partecipare a bandi per intercettare finanziamenti. Credo che sia fondamentale ripensare
all’economia del distretto di Fabriano rafforzando e difendendo l’esistente. Tutti quegli
imprenditori, e sono tanti, che continuano a credere nella loro attività imprenditoriale, che lottano
nei mercati nazionali e internazionali, che con grande spirito di abnegazione non licenziano, ma
sono pronti a reinventarsi. A tutti loro, le Istituzioni devono dare un aiuto concreto, ascoltandoli e
avendo l’umiltà di lasciarsi consigliare e guidare. La politica ha il compito di aiutare, non
complicare. Questo è lo spirito che anima la coalizione di centrodestra”.
Accanto all’esistente, “abbiamo anche il compito di rendere sempre più attraente il nostro territorio.
Per questo occorre che, con gli attuali strumenti, possiamo mettere in campo tutte le azioni per dar
vita a un sistema di incentivi per favorire processi di reindustrializzazione in modo tale da
diversificare le produzioni. L’occasione che ci si presenta con i fondi europei del Recovery Found è
da non perdere. Ed è quello che faremo grazie al vostro voto”, conclude la candidata per Fratelli
d’Italia - lista provincia di Ancona - al consiglio regionale della Marche, Mirella Battistoni.
c.c.
c.c.
Il mal tempo del pomeriggio non ha fermato la seconda edizione del Phoenix Festival, che si è tenuta puntuale domenica 30 agosto nella splendida cornice degli impianti sportivi universitari di Camerino. Organizzato dai ragazzi dell’associazione Movimento Giovanile Panta Rei e dall’Associazione Turistica Pro Camerino, l'evento che ha riscosso grande successo, ha rappresentato un pieno di musica e di divertimento per i 1000 giovani presenti, uniti nell'ascolto dei quattro gruppi che si sono succeduti sul palco.

Primi ad esibirsi, le Colonne d’Ercole, una band formata da ragazzi di Camerino e dintorni, seguiti da Santi e Mati due giovani rapper emergenti di Camerino. L'evento musicale è proseguito con i Viito, band nata da due ragazzi romani coinquilini fuori sede, per concludersi con gli Psicologi progetto pop-rap di Drast e Lil Kaneki.
Una seconda edizione di successo che ha confermato agli organizzatori la validità del format al quale, sin dal suo primo step, si è lavorato con impegno.
"Date le normative stringenti di quest'anno,- afferma Riccardo Pennesi, consigliere comunale alle politiche giovanili- all'inizio ci era sembrato molto difficoltoso poter organizzare la serata concerto Fortunatamente i ragazzi ce l'hanno messa tutta e si è riusciti a metterla in piedi al meglio delle aspettative; il nostro grazie va anche alle forze dell'ordine che si sono davvero dimostrate molto collaborative. Tutti gli artisti saliti sul palco hanno dato vita a delle performance molto apprezzate. Il pubblico ha risposto molto bene e va dato atto del comportamento corretto che tutti hanno tenuto. Il nostro ringraziamento va a tutte le forze che hanno collaborato per la buona riuscita di questa seconda edizione, ai volontari di Protezione Civile, alla Pro loco, al Comune e all'Università di Camerino. Il mio personale augurio alla città, è che tutti questi eventi possano essere sempre organizzati nella maniera più corale e collaborativa possibile"

In apertura di serata, il Rettore dell’Università di Camerino Claudio Pettinari, ha voluto portare il suo saluto a tutti i presenti, contento di vedere riuniti tanti giovani e giovanissimi, apprezzando come tutti fossero seduti in maniera ordinata nel rispetto delle nuove regole per gli spettacoli, imposte dalle normative anti-covid.
Ospiti nel 2019 della prima edizione del Phoenix Festival, i Pinguini Tattici Nucleari che poco dopo sono riusciti a guadagnarare un ottimo terzo posto al Festival di San Remo.
Chissà che anche questa seconda edizione non porti fortuna ai gruppi musicali presenti!
Carla Campetella

Primi ad esibirsi, le Colonne d’Ercole, una band formata da ragazzi di Camerino e dintorni, seguiti da Santi e Mati due giovani rapper emergenti di Camerino. L'evento musicale è proseguito con i Viito, band nata da due ragazzi romani coinquilini fuori sede, per concludersi con gli Psicologi progetto pop-rap di Drast e Lil Kaneki.
Una seconda edizione di successo che ha confermato agli organizzatori la validità del format al quale, sin dal suo primo step, si è lavorato con impegno.
"Date le normative stringenti di quest'anno,- afferma Riccardo Pennesi, consigliere comunale alle politiche giovanili- all'inizio ci era sembrato molto difficoltoso poter organizzare la serata concerto Fortunatamente i ragazzi ce l'hanno messa tutta e si è riusciti a metterla in piedi al meglio delle aspettative; il nostro grazie va anche alle forze dell'ordine che si sono davvero dimostrate molto collaborative. Tutti gli artisti saliti sul palco hanno dato vita a delle performance molto apprezzate. Il pubblico ha risposto molto bene e va dato atto del comportamento corretto che tutti hanno tenuto. Il nostro ringraziamento va a tutte le forze che hanno collaborato per la buona riuscita di questa seconda edizione, ai volontari di Protezione Civile, alla Pro loco, al Comune e all'Università di Camerino. Il mio personale augurio alla città, è che tutti questi eventi possano essere sempre organizzati nella maniera più corale e collaborativa possibile"

In apertura di serata, il Rettore dell’Università di Camerino Claudio Pettinari, ha voluto portare il suo saluto a tutti i presenti, contento di vedere riuniti tanti giovani e giovanissimi, apprezzando come tutti fossero seduti in maniera ordinata nel rispetto delle nuove regole per gli spettacoli, imposte dalle normative anti-covid.
Ospiti nel 2019 della prima edizione del Phoenix Festival, i Pinguini Tattici Nucleari che poco dopo sono riusciti a guadagnarare un ottimo terzo posto al Festival di San Remo.
Chissà che anche questa seconda edizione non porti fortuna ai gruppi musicali presenti!
Carla Campetella
Sono stati attimi di paura a Fabriano per un incendio che si è sviluppato all'interno di un appartamento poco prima delle 13.
Lanciato l'allarme sul posto sono giunti i vigili del fuoco del distaccamento fabrianese che hanno provveduto a trarre in salvo la persona che era all'interno che è rimasta ustionata ed è stata trasportata dal personale del 118 al Pronto soccorso dell'ospedale cittadino.
I pompieri hanno poi provveduto a domare le fiamme e a mettere in sicurezza l'intera area.
Ignote le cause del rogo, probabilmente di natura accidentale, sulle quali stanno indagando i vigili del fuoco e i carabinieri.
f.u.
Lanciato l'allarme sul posto sono giunti i vigili del fuoco del distaccamento fabrianese che hanno provveduto a trarre in salvo la persona che era all'interno che è rimasta ustionata ed è stata trasportata dal personale del 118 al Pronto soccorso dell'ospedale cittadino.
I pompieri hanno poi provveduto a domare le fiamme e a mettere in sicurezza l'intera area.
Ignote le cause del rogo, probabilmente di natura accidentale, sulle quali stanno indagando i vigili del fuoco e i carabinieri.
f.u.
Esattamente 4 anni fa cominciava l’esperienza di Carlo Bifulco come direttore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Un curriculum importante alle spalle, con studi in ingegneria naturalistica e gestione dei parchi che l’hanno portato a ricoprire il ruolo di direttore del Parco Nazionale del Vesuvio e ad insegnare in prestigiose università come quella di Coimbra, in Portogallo, di Murcia, in Spagna, e alla Federico II di Napoli. Poi l’approdo il primo settembre 2016 in quel di Visso, al Parco dei Monti Sibillini, in un momento tutt’altro che facile a causa degli eventi sismici che hanno segnato in modo significativo la “sua” direzione che, ricordiamolo, scade oggi, 31 agosto 2020.
Nonostante ciò, o forse proprio per questo, Bifulco ha saputo qualificare il suo impegno cercando di restituire al Parco, per quanto possibile, un ruolo non di gendarme del territorio bensì di avveduta tutela e valorizzazione in un’ottica collaborativa con gli enti locali non ponendosi mai pregiudizialmente contro, offrendo idee e suggerimenti per condividere, nei progetti proposti, gli obiettivi del parco.
Rivendico il numero di autorizzazioni e nulla osta concessi in questi anni a chi, ovviamente, aveva il diritto di ottenerli, ma anche che pochissimi sono i casi in cui ci siamo trovati ad esprimere parere negativo: solo quando era evidente che le richieste cozzavano palesemente con la normativa vigente sottolinea Bifulco.
A lui chiediamo di tracciare una panoramica delle principali attività svolte in questi quattro anni di servizio che lo hanno visto collaborare dapprima con il presidente Oliviero Olivieri, poi con Alessandro Gentilucci ed infine con l’attuale presidente Andrea Spaterna.
Subito dopo il terremoto abbiamo predisposto, di concerto con il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, un programma di attività per promuovere la ripresa socio-economica dei territori colpiti dal sisma che vertesse su alcuni punti cardine: in primis la conservazione e gestione della biodiversità, del territorio e del paesaggio; lo sviluppo e la promozione del turismo sostenibile; la continuazione dei progetti di ricerca e di educazione ambientale; l’implementazione di una capacità di dialogo con gli altri enti di gestione del territorio; una revisione del modello organizzativo dell’ente volta ad acquisire una maggior efficienza, trasparenza e sostenibilità.
A proposito di biodiversità, vogliamo dare qualche numero del Parco?
Cominciamo dai lupi: 16 branchi con una popolazione totale stimata ad oggi tra i 75 e gli 81 esemplari. 129 camosci, numero minimo certo di esemplari censiti nel 2018 che però, secondo i più recenti rilevamenti, potrebbero sfiorare le 230 unità. Una stima di oltre 350 cervi censiti con il metodo del bramito. 743 cinghiali rimossi tra catture ed abbattimenti solo nel 2019. Relativamente agli anfibi 10 specie rilevate nell’ultimo censimento di cui 7 con stato di conservazione favorevole. E poi ancora un trend in crescita sulla presenza delle coturnici, 14 specie di chirotteri censite, il ripopolamento dei corsi d’acqua del Parco con trote mediterranee e, dulcis in fundo, il Chirocefalo del Marchesoni che, nonostante le cattive condizioni climatiche, continua a resistere anche in virtù degli accorgimenti e protezioni che come Parco abbiamo messo in atto: mi riferisco in particolare alla rete di protezione che abbiamo applicato in quota, intorno al lago di Pilato.
Sulla biodiversità nel Parco abbiamo fatto il punto nel marzo del 2019 presentando i risultati dei progetti scientifici in atto in un convegno tenutosi a Preci che ha previsto la presentazione di relazioni e libri, ma anche dibattiti e tavole rotonde cui ha partecipato il vicepresidente di EuroParc, Paulo Castro. Un momento di confronto interessante mai realizzato sinora, a 25 anni dalla istituzione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Di solito gli allevatori e gli agricoltori si lamentano, giustamente, dei danni al patrimonio zootecnico e agricolo causato da lupi e cinghiali…
Sì, però segnalo come si sia riscontrata una progressiva diminuzione dei danni registrati e della richiesta dei relativi indennizzi, a significare una buona gestione combinata delle popolazioni di lupo e cinghiale. Siamo passati da circa 232.000 euro di indennizzi pagati nel 2016, ai circa 86.000 euro del 2019… E come Parco abbiamo messo in atto una serie di iniziative come, ad esempio, i contributi per l’elettrificazione dei recinti, prima per la difesa delle greggi e ora per la difesa delle colture, o il recentissimo bando per selettore di cinghiali.
Torniamo un attimo sulla questione delle autorizzazioni e dei nullaosta e concentriamoci sul 2019 per capire come il Parco interagisce con il mondo esterno…
Come già sottolineato, ho cercato di dare un’impronta di chiara efficienza ed approccio collaborativo al nostro operato. Solo nell’anno passato, ad esempio, abbiamo istruito 217 pratiche di nullaosta rilasciandone 115 positive, 100 positive in conferenza dei servizi e soltanto due negative. Abbiamo stilato 56 pareri di Valutazione di Incidenza Ambientale positivi e un parere di VIncA negativo. Abbiamo istruito 113 autorizzazioni paesaggistiche, e potrei continuare con le autorizzazioni delle attività sportive e per i voli dei droni… Mi sembrano numeri che parlano da soli.
Il sisma ha comportato anche l’abbandono della storica sede di Visso per inagibilità della stessa e, dunque, l’esigenza di una delocalizzazione forzata che ha visto gli uffici distribuirsi tra Visso, Tolentino e Foligno…
La scossa del 26 ottobre 2016 ha reso gli uffici inagibili, le repliche del 30 ottobre li ha resi inaccessibili. Tuttavia, sin da subito, abbiamo cercato di riorganizzarci e dopo pochi giorni, il 4 novembre 2016, l’operatività è ripresa quasi al 100% grazie alle delocalizzazioni attivate presso l’istituto Zooprofilattico di Marche e Umbria con sede a Tolentino e presso gli uffici di Foligno della Protezione Civile dell’Umbria. A Visso, nei container che ospitavano il Comune, avevamo a disposizione uno spazio per gestire le prime urgenze e far fronte alle prime richieste: tra queste, ad esempio, quella di aiutare gli allevatori, viste le difficoltà di sistemazione del bestiame a causa del crollo di numerose stalle, con una raccolta fondi da destinare all’acquisto di recinzioni elettrificate a protezione degli animali.
Quali sono le progettualità che, nonostante l’emergenza, hanno caratterizzato il lavoro del Parco nel primo periodo post sisma?
Di sicuro il rinnovo della Carta Europea del Turismo Sostenibile, un processo condiviso e partecipato tra enti e soggetti pubblici e privati del territorio che ha consentito di individuare strategie di rilancio per l’economia turistica e liberare risorse per oltre 20 milioni di euro nel quinquennio 2018/22. Parliamo di 99 progetti imperniati sulla sostenibilità ambientale come impronta qualificante. Il Parco ha ricevuto il certificato di rinnovo della CETS a fine 2019, presso gli uffici della Commissione Europea a Bruxelles. Voglio ricordare che quello dei Monti Sibillini è stato il primo parco nazionale italiano ad aver ricevuto questa attestazione e ad aver ottenuto il rinnovo già tre volte.
Altro intervento importante la possibilità di recuperare risorse per il ripristino dei sentieri rimasti danneggiati dal terremoto che sebbene rappresentassero soltanto il 20% del totale hanno comunque limitato la fruibilità complessiva del Parco trattandosi di percorsi qualificanti come la zona di Monte Bove, l’Infernaccio, le cascate dell’Acquasanta, il sentiero dei mietitori…
E comunque l’assoluta continuità dei lavori in corso, dalle pratiche di nullaosta alle valutazioni di incidenza ambientale ai tanti progetti scientifici da seguire e monitorare…
Finalmente, a dicembre 2018, la riunificazione del personale in un unico spazio, una sorta di ritorno a casa…
Si, dopo due anni siamo riusciti a far tornare tutto il personale in una sede provvisoria, ma unica, nel Comune di Visso. Non solo, abbiamo avuto la possibilità di implementare la pianta organica con l’inserimento di nuove figure a tempo determinato. Tutto questo ci ha ridato la determinazione necessaria per affrontare i mesi a venire, nella consapevolezza che entro un tempo ragionevole sarebbero iniziati i lavori per la costruzione della sede temporanea del Parco, e così è avvenuto perché a settembre 2019 è stata posta la prima pietra e ad ottobre 2020 è previsto il trasferimento degli uffici nella nuova sede.
Nel frattempo, il Parco è divenuto collettore di fondi straordinari messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente per un programma di interventi incentrati sull’adattamento e sulla mitigazione del cambiamento climatico. Una opportunità che si ripeterà anche nel 2020…
Lo stanziamento previsto per il Parco Nazionale dei Monti Sibillini nel 2019 è stato di oltre tre milioni di euro e sono stati approvati dal Consiglio Direttivo ventiquattro nuovi progetti che hanno una disponibilità di fondi già incamerati dall’ente con una apposita variazione di bilancio. Per il 2020 è in corso la definizione di un nuovo programma di interventi per un totale di circa 4.5000.000 euro. Si tratta di risorse importanti che contribuiranno senz’altro al rilancio dell’intero territorio montano.
Risorse ma anche nuove idee per il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Mi riferisco in particolare al forest bathing, uno dei suoi cavalli di battaglia. Cosa c’è dietro questa formula che sta prendendo sempre più piede come nuova frontiera della salute a contatto con la natura? Cosa può diventare una foresta per il Parco oltre a risorsa ambientale?
Il forest bathing in realtà è una disciplina antica, perché il valore e la conoscenza delle piante come strumenti per il benessere sono antichi quanto l’uomo. Si tratta quindi di osservare la foresta come uno spazio di rigenerazione fisica e spirituale per chi vuole immergervisi. Ma niente new age, vi sono elementi scientifici che provano come questa disciplina possa davvero attivare forme di cura integrative grazie a sostanze come i monoterpeni che interagiscono con la pelle e le mucose ed hanno ricadute positive sulle funzioni immunitarie e più in generale sul benessere complessivo di ognuno di noi. L’impegno, mio e del consiglio direttivo, in questi ultimi mesi, è stato quello di implementare questa idea e partecipare alle attività di EUROPARC nell’ambito del progetto Healthy People Healthy Parks individuando nel parco Nazionale dei Monti Sibillini degli itinerari appropriati dove svolgere attività di forest bathing. Ci candidiamo ad essere il primo parco in Europa dove il forest bathing può sperimentarsi in modo totale, un’esperienza immersiva che porti a considerare il Parco come serbatoio di salute per tutta la popolazione ed in particolare per il recupero delle sindromi dovute allo stress. Nell’aprile 2020 avremmo dovuto tenere un convegno di lancio del forest bathing nei Sibillini con la partecipazione del Ministro dell’Ambiente ma purtroppo l’emergenza covid 19 ha bloccato tutto. Rimane tuttavia la definizione di un percorso che porterà inevitabilmente a considerare le foreste come una risorsa legata ad un turismo salutare, sempre più diffuso tra chi ama sperimentare forme consapevoli e responsabili di viaggio, cammino e sosta.
Quali questioni aperte ancora permangono per il futuro del Parco?
Purtroppo ancora tante. Penso ad esempio alla necessità di assicurare una convivenza possibile tra antropizzazione e natura, come del resto è nella storia millenaria di questi luoghi, abitati da sempre, e dove si è saputo costruire un equilibrio tra uomo ed ambiente. Il terremoto purtroppo ha distrutto questo delicato equilibrio ed il rischio desertificazione è divenuto reale nel senso che in molti hanno deciso di lasciare la montagna. Accelerare sul piano della ricostruzione, nel rispetto dello straordinario patrimonio naturale del territorio, potrebbe significare ridare un futuro a chi ha scelto di rimanere qui, nonostante le difficoltà. Altro aspetto delicato è senz’altro quello legato alle risorse idriche ed ai cambiamenti climatici. Inutile nascondersi dietro ad un dito, il problema è evidente e c’è, con tutte le sue ricadute anche sulla vita di ognuno di noi. Dovremo saper sfruttare al meglio le riserve di acqua di cui disponiamo individuando strategie condivise senza fughe in avanti frutto di speculazioni o campanili.
Anche sul piano della comunicazione il Parco ha cercato di interagire con i tanti appassionati di queste terre che, soprattutto nel periodo post sisma, hanno conosciuto una solidarietà davvero straordinaria.
Cominciamo dal sito. L’idea di creare l’oracolo della Sibilla ossia organizzare un motore di ricerca che potesse aiutare il visitatore del sito a costruirsi la propria vacanza in base ai propri gusti ed alle proprie esigenze si è rivelata vincente. E poi la pagina facebook del Parco, con aggiornamenti costanti sia sulle iniziative che sulla fruibilità dei sentieri e delle strade, con post che hanno segnato numeri impressionanti in termini di like, soprattutto quelli dove protagonisti sono gli animali. Importante anche la capacità di relazione con gli organi di informazione grazie al nostro ufficio stampa... insomma, anche qui un lavoro di qualità affidato ad un piano informativo che evitasse scivolate o fronti polemici, con l’intenzione di favorire la conoscenza del Parco, delle sue peculiarità, di diffondere una modalità intelligente di approccio all’esperienza della visita.
Insomma, tutto rose e fiori?
No, chiaramente no. Ma se dovessi dare un giudizio per questa esperienza direi che è sicuramente positivo. Certo, l'Ente in questi anni si è adeguato con fatica alle innovazioni normative legate al suo funzionamento. Non solo: il Parco si trova in difficoltà a causa di un organico estremamente ridotto. Nonostante ciò, sono felice di poter dire che nel mio ruolo di direttore sono riuscito anche a migliorare il piano delle relazioni interne tra alcuni funzionari, a fungere cioè da fluidificatore per garantire a tutti uno spazio di buon lavoro e di crescita. È una eredità importante che spero, chi verrà dopo di me, saprà valorizzare. Certo, l’aver saputo creare anche un buon piano di relazioni con il consiglio direttivo, penso in particolare ad Alessandro Gentilucci, mi ha aiutato nello svolgere quest’incarico, e mi piace salutarvi con le parole che mi ha scritto il presidente Andrea Spaterna qualche tempo fa, in occasione degli auguri di Pasqua:
Carissimo Carlo,
nel farTi gli auguri, non posso non rivolgere anche a Te un ringraziamento particolare. Dal primo momento in cui sono arrivato al Parco mi hai supportato (e sopportato) in una maniera che non avrei mai osato sperare. Sei stato e continui ad essere uno straordinario compagno di viaggio che, come nessuno, sa infondere sicurezza e tranquillità; la Tua assoluta competenza rappresenta la migliore garanzia per affrontare ogni problematica con la consapevolezza di non sbagliare.
Andrea Spaterna
Nonostante ciò, o forse proprio per questo, Bifulco ha saputo qualificare il suo impegno cercando di restituire al Parco, per quanto possibile, un ruolo non di gendarme del territorio bensì di avveduta tutela e valorizzazione in un’ottica collaborativa con gli enti locali non ponendosi mai pregiudizialmente contro, offrendo idee e suggerimenti per condividere, nei progetti proposti, gli obiettivi del parco.
Rivendico il numero di autorizzazioni e nulla osta concessi in questi anni a chi, ovviamente, aveva il diritto di ottenerli, ma anche che pochissimi sono i casi in cui ci siamo trovati ad esprimere parere negativo: solo quando era evidente che le richieste cozzavano palesemente con la normativa vigente sottolinea Bifulco.
A lui chiediamo di tracciare una panoramica delle principali attività svolte in questi quattro anni di servizio che lo hanno visto collaborare dapprima con il presidente Oliviero Olivieri, poi con Alessandro Gentilucci ed infine con l’attuale presidente Andrea Spaterna.
Subito dopo il terremoto abbiamo predisposto, di concerto con il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, un programma di attività per promuovere la ripresa socio-economica dei territori colpiti dal sisma che vertesse su alcuni punti cardine: in primis la conservazione e gestione della biodiversità, del territorio e del paesaggio; lo sviluppo e la promozione del turismo sostenibile; la continuazione dei progetti di ricerca e di educazione ambientale; l’implementazione di una capacità di dialogo con gli altri enti di gestione del territorio; una revisione del modello organizzativo dell’ente volta ad acquisire una maggior efficienza, trasparenza e sostenibilità.
A proposito di biodiversità, vogliamo dare qualche numero del Parco?
Cominciamo dai lupi: 16 branchi con una popolazione totale stimata ad oggi tra i 75 e gli 81 esemplari. 129 camosci, numero minimo certo di esemplari censiti nel 2018 che però, secondo i più recenti rilevamenti, potrebbero sfiorare le 230 unità. Una stima di oltre 350 cervi censiti con il metodo del bramito. 743 cinghiali rimossi tra catture ed abbattimenti solo nel 2019. Relativamente agli anfibi 10 specie rilevate nell’ultimo censimento di cui 7 con stato di conservazione favorevole. E poi ancora un trend in crescita sulla presenza delle coturnici, 14 specie di chirotteri censite, il ripopolamento dei corsi d’acqua del Parco con trote mediterranee e, dulcis in fundo, il Chirocefalo del Marchesoni che, nonostante le cattive condizioni climatiche, continua a resistere anche in virtù degli accorgimenti e protezioni che come Parco abbiamo messo in atto: mi riferisco in particolare alla rete di protezione che abbiamo applicato in quota, intorno al lago di Pilato.
Sulla biodiversità nel Parco abbiamo fatto il punto nel marzo del 2019 presentando i risultati dei progetti scientifici in atto in un convegno tenutosi a Preci che ha previsto la presentazione di relazioni e libri, ma anche dibattiti e tavole rotonde cui ha partecipato il vicepresidente di EuroParc, Paulo Castro. Un momento di confronto interessante mai realizzato sinora, a 25 anni dalla istituzione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Di solito gli allevatori e gli agricoltori si lamentano, giustamente, dei danni al patrimonio zootecnico e agricolo causato da lupi e cinghiali…
Sì, però segnalo come si sia riscontrata una progressiva diminuzione dei danni registrati e della richiesta dei relativi indennizzi, a significare una buona gestione combinata delle popolazioni di lupo e cinghiale. Siamo passati da circa 232.000 euro di indennizzi pagati nel 2016, ai circa 86.000 euro del 2019… E come Parco abbiamo messo in atto una serie di iniziative come, ad esempio, i contributi per l’elettrificazione dei recinti, prima per la difesa delle greggi e ora per la difesa delle colture, o il recentissimo bando per selettore di cinghiali.
Torniamo un attimo sulla questione delle autorizzazioni e dei nullaosta e concentriamoci sul 2019 per capire come il Parco interagisce con il mondo esterno…
Come già sottolineato, ho cercato di dare un’impronta di chiara efficienza ed approccio collaborativo al nostro operato. Solo nell’anno passato, ad esempio, abbiamo istruito 217 pratiche di nullaosta rilasciandone 115 positive, 100 positive in conferenza dei servizi e soltanto due negative. Abbiamo stilato 56 pareri di Valutazione di Incidenza Ambientale positivi e un parere di VIncA negativo. Abbiamo istruito 113 autorizzazioni paesaggistiche, e potrei continuare con le autorizzazioni delle attività sportive e per i voli dei droni… Mi sembrano numeri che parlano da soli.
Il sisma ha comportato anche l’abbandono della storica sede di Visso per inagibilità della stessa e, dunque, l’esigenza di una delocalizzazione forzata che ha visto gli uffici distribuirsi tra Visso, Tolentino e Foligno…
La scossa del 26 ottobre 2016 ha reso gli uffici inagibili, le repliche del 30 ottobre li ha resi inaccessibili. Tuttavia, sin da subito, abbiamo cercato di riorganizzarci e dopo pochi giorni, il 4 novembre 2016, l’operatività è ripresa quasi al 100% grazie alle delocalizzazioni attivate presso l’istituto Zooprofilattico di Marche e Umbria con sede a Tolentino e presso gli uffici di Foligno della Protezione Civile dell’Umbria. A Visso, nei container che ospitavano il Comune, avevamo a disposizione uno spazio per gestire le prime urgenze e far fronte alle prime richieste: tra queste, ad esempio, quella di aiutare gli allevatori, viste le difficoltà di sistemazione del bestiame a causa del crollo di numerose stalle, con una raccolta fondi da destinare all’acquisto di recinzioni elettrificate a protezione degli animali.
Quali sono le progettualità che, nonostante l’emergenza, hanno caratterizzato il lavoro del Parco nel primo periodo post sisma?
Di sicuro il rinnovo della Carta Europea del Turismo Sostenibile, un processo condiviso e partecipato tra enti e soggetti pubblici e privati del territorio che ha consentito di individuare strategie di rilancio per l’economia turistica e liberare risorse per oltre 20 milioni di euro nel quinquennio 2018/22. Parliamo di 99 progetti imperniati sulla sostenibilità ambientale come impronta qualificante. Il Parco ha ricevuto il certificato di rinnovo della CETS a fine 2019, presso gli uffici della Commissione Europea a Bruxelles. Voglio ricordare che quello dei Monti Sibillini è stato il primo parco nazionale italiano ad aver ricevuto questa attestazione e ad aver ottenuto il rinnovo già tre volte.
Altro intervento importante la possibilità di recuperare risorse per il ripristino dei sentieri rimasti danneggiati dal terremoto che sebbene rappresentassero soltanto il 20% del totale hanno comunque limitato la fruibilità complessiva del Parco trattandosi di percorsi qualificanti come la zona di Monte Bove, l’Infernaccio, le cascate dell’Acquasanta, il sentiero dei mietitori…
E comunque l’assoluta continuità dei lavori in corso, dalle pratiche di nullaosta alle valutazioni di incidenza ambientale ai tanti progetti scientifici da seguire e monitorare…
Finalmente, a dicembre 2018, la riunificazione del personale in un unico spazio, una sorta di ritorno a casa…
Si, dopo due anni siamo riusciti a far tornare tutto il personale in una sede provvisoria, ma unica, nel Comune di Visso. Non solo, abbiamo avuto la possibilità di implementare la pianta organica con l’inserimento di nuove figure a tempo determinato. Tutto questo ci ha ridato la determinazione necessaria per affrontare i mesi a venire, nella consapevolezza che entro un tempo ragionevole sarebbero iniziati i lavori per la costruzione della sede temporanea del Parco, e così è avvenuto perché a settembre 2019 è stata posta la prima pietra e ad ottobre 2020 è previsto il trasferimento degli uffici nella nuova sede.
Nel frattempo, il Parco è divenuto collettore di fondi straordinari messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente per un programma di interventi incentrati sull’adattamento e sulla mitigazione del cambiamento climatico. Una opportunità che si ripeterà anche nel 2020…
Lo stanziamento previsto per il Parco Nazionale dei Monti Sibillini nel 2019 è stato di oltre tre milioni di euro e sono stati approvati dal Consiglio Direttivo ventiquattro nuovi progetti che hanno una disponibilità di fondi già incamerati dall’ente con una apposita variazione di bilancio. Per il 2020 è in corso la definizione di un nuovo programma di interventi per un totale di circa 4.5000.000 euro. Si tratta di risorse importanti che contribuiranno senz’altro al rilancio dell’intero territorio montano.
Risorse ma anche nuove idee per il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Mi riferisco in particolare al forest bathing, uno dei suoi cavalli di battaglia. Cosa c’è dietro questa formula che sta prendendo sempre più piede come nuova frontiera della salute a contatto con la natura? Cosa può diventare una foresta per il Parco oltre a risorsa ambientale?
Il forest bathing in realtà è una disciplina antica, perché il valore e la conoscenza delle piante come strumenti per il benessere sono antichi quanto l’uomo. Si tratta quindi di osservare la foresta come uno spazio di rigenerazione fisica e spirituale per chi vuole immergervisi. Ma niente new age, vi sono elementi scientifici che provano come questa disciplina possa davvero attivare forme di cura integrative grazie a sostanze come i monoterpeni che interagiscono con la pelle e le mucose ed hanno ricadute positive sulle funzioni immunitarie e più in generale sul benessere complessivo di ognuno di noi. L’impegno, mio e del consiglio direttivo, in questi ultimi mesi, è stato quello di implementare questa idea e partecipare alle attività di EUROPARC nell’ambito del progetto Healthy People Healthy Parks individuando nel parco Nazionale dei Monti Sibillini degli itinerari appropriati dove svolgere attività di forest bathing. Ci candidiamo ad essere il primo parco in Europa dove il forest bathing può sperimentarsi in modo totale, un’esperienza immersiva che porti a considerare il Parco come serbatoio di salute per tutta la popolazione ed in particolare per il recupero delle sindromi dovute allo stress. Nell’aprile 2020 avremmo dovuto tenere un convegno di lancio del forest bathing nei Sibillini con la partecipazione del Ministro dell’Ambiente ma purtroppo l’emergenza covid 19 ha bloccato tutto. Rimane tuttavia la definizione di un percorso che porterà inevitabilmente a considerare le foreste come una risorsa legata ad un turismo salutare, sempre più diffuso tra chi ama sperimentare forme consapevoli e responsabili di viaggio, cammino e sosta.
Quali questioni aperte ancora permangono per il futuro del Parco?
Purtroppo ancora tante. Penso ad esempio alla necessità di assicurare una convivenza possibile tra antropizzazione e natura, come del resto è nella storia millenaria di questi luoghi, abitati da sempre, e dove si è saputo costruire un equilibrio tra uomo ed ambiente. Il terremoto purtroppo ha distrutto questo delicato equilibrio ed il rischio desertificazione è divenuto reale nel senso che in molti hanno deciso di lasciare la montagna. Accelerare sul piano della ricostruzione, nel rispetto dello straordinario patrimonio naturale del territorio, potrebbe significare ridare un futuro a chi ha scelto di rimanere qui, nonostante le difficoltà. Altro aspetto delicato è senz’altro quello legato alle risorse idriche ed ai cambiamenti climatici. Inutile nascondersi dietro ad un dito, il problema è evidente e c’è, con tutte le sue ricadute anche sulla vita di ognuno di noi. Dovremo saper sfruttare al meglio le riserve di acqua di cui disponiamo individuando strategie condivise senza fughe in avanti frutto di speculazioni o campanili.
Anche sul piano della comunicazione il Parco ha cercato di interagire con i tanti appassionati di queste terre che, soprattutto nel periodo post sisma, hanno conosciuto una solidarietà davvero straordinaria.
Cominciamo dal sito. L’idea di creare l’oracolo della Sibilla ossia organizzare un motore di ricerca che potesse aiutare il visitatore del sito a costruirsi la propria vacanza in base ai propri gusti ed alle proprie esigenze si è rivelata vincente. E poi la pagina facebook del Parco, con aggiornamenti costanti sia sulle iniziative che sulla fruibilità dei sentieri e delle strade, con post che hanno segnato numeri impressionanti in termini di like, soprattutto quelli dove protagonisti sono gli animali. Importante anche la capacità di relazione con gli organi di informazione grazie al nostro ufficio stampa... insomma, anche qui un lavoro di qualità affidato ad un piano informativo che evitasse scivolate o fronti polemici, con l’intenzione di favorire la conoscenza del Parco, delle sue peculiarità, di diffondere una modalità intelligente di approccio all’esperienza della visita.
Insomma, tutto rose e fiori?
No, chiaramente no. Ma se dovessi dare un giudizio per questa esperienza direi che è sicuramente positivo. Certo, l'Ente in questi anni si è adeguato con fatica alle innovazioni normative legate al suo funzionamento. Non solo: il Parco si trova in difficoltà a causa di un organico estremamente ridotto. Nonostante ciò, sono felice di poter dire che nel mio ruolo di direttore sono riuscito anche a migliorare il piano delle relazioni interne tra alcuni funzionari, a fungere cioè da fluidificatore per garantire a tutti uno spazio di buon lavoro e di crescita. È una eredità importante che spero, chi verrà dopo di me, saprà valorizzare. Certo, l’aver saputo creare anche un buon piano di relazioni con il consiglio direttivo, penso in particolare ad Alessandro Gentilucci, mi ha aiutato nello svolgere quest’incarico, e mi piace salutarvi con le parole che mi ha scritto il presidente Andrea Spaterna qualche tempo fa, in occasione degli auguri di Pasqua:
Carissimo Carlo,
nel farTi gli auguri, non posso non rivolgere anche a Te un ringraziamento particolare. Dal primo momento in cui sono arrivato al Parco mi hai supportato (e sopportato) in una maniera che non avrei mai osato sperare. Sei stato e continui ad essere uno straordinario compagno di viaggio che, come nessuno, sa infondere sicurezza e tranquillità; la Tua assoluta competenza rappresenta la migliore garanzia per affrontare ogni problematica con la consapevolezza di non sbagliare.
Andrea Spaterna
Lapidi cadute pesantemente in terra nel reparto 4 del cimitero di Santa Maria a Fabriano.
Un reparto che da quattro anni è inagibile a seguito del sisma del 2016. Sentimenti di sconforto misti a rabbia da parte dei parenti dei defunti che tornano a chiedere, con forza, che i lavori di ripristino partano al più presto.
Non è la prima volta che nei cimiteri di Fabriano si verificano crolli a causa della scarsa manutenzione. Gli ultimi due, compreso quello del 31 agosto, hanno riguardato Santa Maria. Il primo è avvenuto a metà di giugno di quest’anno ed ha interessato il reparto 8, fra i più grandi, con il distacco di intonaco e parte delle pignatte del primo solaio che costituisce il piano di calpestio dei loculi posti al piano superiore.
Il sindaco di Fabriano Santarelli ha subito firmato un’ordinanza di temporanea inagibilità, inviando i tecnici del Comune e gli agenti della Municipale, per verificare i danni e transennare l’area. I lavori di ripristino, però, da allora non sono ancora partiti.
Ad aggravare ulteriormente la situazione, probabilmente a causa del maltempo di queste ore e comunque per via del degrado, nella scorsa notte si sono verificati alcuni distacchi di lapidi in un’altra zona del cimitero di Santa Maria, nel reparto 4, quello terremotato e che è transennato dal 2016.
Subito è stato data contezza al Comune di quanto si è verificato e la rabbia dei familiari dei defunti seppelliti nelle due aree, si è manifestata. Si è chiesto l’immediato intervento per cercare di arrivare a una pronta risoluzione della problematica nel più breve tempo possibile. a creare sconcerto il fatto che in nessuno dei due casi, ci si sia adoperati per effettuare prontamente i lavori.
M.s.
Un reparto che da quattro anni è inagibile a seguito del sisma del 2016. Sentimenti di sconforto misti a rabbia da parte dei parenti dei defunti che tornano a chiedere, con forza, che i lavori di ripristino partano al più presto.
Non è la prima volta che nei cimiteri di Fabriano si verificano crolli a causa della scarsa manutenzione. Gli ultimi due, compreso quello del 31 agosto, hanno riguardato Santa Maria. Il primo è avvenuto a metà di giugno di quest’anno ed ha interessato il reparto 8, fra i più grandi, con il distacco di intonaco e parte delle pignatte del primo solaio che costituisce il piano di calpestio dei loculi posti al piano superiore.
Il sindaco di Fabriano Santarelli ha subito firmato un’ordinanza di temporanea inagibilità, inviando i tecnici del Comune e gli agenti della Municipale, per verificare i danni e transennare l’area. I lavori di ripristino, però, da allora non sono ancora partiti.
Ad aggravare ulteriormente la situazione, probabilmente a causa del maltempo di queste ore e comunque per via del degrado, nella scorsa notte si sono verificati alcuni distacchi di lapidi in un’altra zona del cimitero di Santa Maria, nel reparto 4, quello terremotato e che è transennato dal 2016.
Subito è stato data contezza al Comune di quanto si è verificato e la rabbia dei familiari dei defunti seppelliti nelle due aree, si è manifestata. Si è chiesto l’immediato intervento per cercare di arrivare a una pronta risoluzione della problematica nel più breve tempo possibile. a creare sconcerto il fatto che in nessuno dei due casi, ci si sia adoperati per effettuare prontamente i lavori.
M.s.
