Radioc1inBlu
Declassamento dei reparti dell'ospedale di San Severino. Il sindaco Rosa Piermattei chiama a raccolta i colleghi primi cittadini in un consiglio comunale urgente, ma non solo. L'assise si riunirà giovedì 30 alle 21 al Cinema Teatro Italia e discuterà di un unico punto all'ordine del giorno, ovvero la "nefasta determina 742" emanata dall'Asur Marche poco prima dello scoccare della mezzanotte del 31 dicembre.
Si ricorda che chiunque può assistere ai consigli comunali, tanto più se il tema riguarda un diritto sancito dalla Costituzione, quello alla salute.
Dopo aver avviato la campagna di comunicazione serrata per denunciare l'atto dell'Asur, con il quale tre reparti del Bartolomeo Eustachio sono stati declassati da unità semplici dipartimentali a unità semplici, questa è solo un'altra delle iniziative di "protesta" della Piermattei che trova inaccettabile il silenzio dell'autrice della determina, il direttore generale Asur, Nadia Storti, e il presidente nonché assessore regionale alla sanità, Luca Ceriscioli. Da parte loro nessun commento, soltanto un piccolissimo ma insufficiente gesto, secondo il primo cittadino, vale a dire la sospensione della determina.
Al consiglio comunale sono stati invitati i sindaci delle aree interne, i parlamentari maceratesi ma anche lo stesso Ceriscioli, i direttori Storti e Maccioni che sono chiamati a fornire risposte e spiegazioni.
“Mi domando - commenta il sindaco - come sia possibile restare in silenzio quando una comunità che sta ancora vivendo il dramma del terremoto le chiede spiegazioni per un atto compiuto sotto la sua presidenza e del quale lei, di fatto, si trova a condividere a pieno titolo tutte le responsabilità”.
g.g.
Si ricorda che chiunque può assistere ai consigli comunali, tanto più se il tema riguarda un diritto sancito dalla Costituzione, quello alla salute.
Dopo aver avviato la campagna di comunicazione serrata per denunciare l'atto dell'Asur, con il quale tre reparti del Bartolomeo Eustachio sono stati declassati da unità semplici dipartimentali a unità semplici, questa è solo un'altra delle iniziative di "protesta" della Piermattei che trova inaccettabile il silenzio dell'autrice della determina, il direttore generale Asur, Nadia Storti, e il presidente nonché assessore regionale alla sanità, Luca Ceriscioli. Da parte loro nessun commento, soltanto un piccolissimo ma insufficiente gesto, secondo il primo cittadino, vale a dire la sospensione della determina.
Al consiglio comunale sono stati invitati i sindaci delle aree interne, i parlamentari maceratesi ma anche lo stesso Ceriscioli, i direttori Storti e Maccioni che sono chiamati a fornire risposte e spiegazioni.
“Mi domando - commenta il sindaco - come sia possibile restare in silenzio quando una comunità che sta ancora vivendo il dramma del terremoto le chiede spiegazioni per un atto compiuto sotto la sua presidenza e del quale lei, di fatto, si trova a condividere a pieno titolo tutte le responsabilità”.
g.g.
Una giornata importante, a Villa Pianiglioli di Belforte del Chienti, per i 100 anni di Giovanni Romagnoli.
È lui, infatti, l'unico centenario del paese, a dimostrare, ancora una volta, la longevità degli abitanti marchigiani e dei piccoli centri dell'entrterra come Belforte dove la vita sana di un tempo non è ancora stata scacciata prepotentemente dalla frenesia della modernità.
"Sono nato nel 1920" ha detto con fierezza Giovanni a coloro che questa mattina gli hanno fatto gli auguri.

Accanto ai due figli, i due nipoti e i due pronipoti, a festeggiare questo storico traguardo il primo cittadino, Alessio Vita, con il suo vice, Carla Budassi che hanno donato una targa al centenario belfortese per complimentarsi del secolo di vita.

Una grande soddisfazione per i famigliari e per l'intero paese: non capita tutti i giorni di augurare a qualcuno "Buon compleanno per i tuoi 100 anni".
Un articolo con le foto di questa giornata sarà pubblicato nella prossima edizione de L'Appennino Camerte.
Giulia Sancricca
È lui, infatti, l'unico centenario del paese, a dimostrare, ancora una volta, la longevità degli abitanti marchigiani e dei piccoli centri dell'entrterra come Belforte dove la vita sana di un tempo non è ancora stata scacciata prepotentemente dalla frenesia della modernità.
"Sono nato nel 1920" ha detto con fierezza Giovanni a coloro che questa mattina gli hanno fatto gli auguri.
Accanto ai due figli, i due nipoti e i due pronipoti, a festeggiare questo storico traguardo il primo cittadino, Alessio Vita, con il suo vice, Carla Budassi che hanno donato una targa al centenario belfortese per complimentarsi del secolo di vita.
Una grande soddisfazione per i famigliari e per l'intero paese: non capita tutti i giorni di augurare a qualcuno "Buon compleanno per i tuoi 100 anni".
Un articolo con le foto di questa giornata sarà pubblicato nella prossima edizione de L'Appennino Camerte.
Giulia Sancricca
" Irricevibile e figlia di una logica autoreferenziale" Così il presidente della Comunità del Parco Michele Franchi, definisce la richiesta di Mauro Falcucci di di entrare nel consiglio direttivo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, minacciando altrimenti l'uscita.
Come noto, il sindaco di Castelsantangelo sul Nera aveva avanzato l'intenzione di non far più parte del Parco, in assenza di rappresentanza nell'organo direttivo del Parco di un esponente del suo Comune e dei comuni di Ussita e Visso.
"Il fatto è - ha sottolineato Franchi - che i membri del nuovo consiglio direttivo eletti dalla Comunità del Parco lo scorso ottobre sono stati democraticamente scelti: i più votati sono risultati i sindaci Alessandro Gentilucci (Pieve Torina), Domenico Ciaffaroni (Montefortino), Nicola Alemanno (Norcia) e Giammario Ottavi, vicesindaco di Cessapalombo.
Tra l'altro - ha aggiunto - con quest'ultimo vi è un accordo in base al quale dopo due anni gli subentrerà il sindaco di Visso. Pertanto, uscite come quella di Falcucci alimentano uno spirito divisivo di cui non abbiamo assolutamente bisogno. Quando ho accettato la nomina a presidente della Comunità del Parco - prosegue Franchi - l’ho fatto nella piena consapevolezza di assumere un ruolo di rappresentanza di tutto il territorio del Parco, e non di una singola realtà comunale. E questa è la logica che ha sotteso anche alla nomina dei membri del consiglio direttivo del Parco per cui chi siederà nella nuova assise dovrà tutelare gli interessi di tutti, e non di una parte. Questo dovrebbe essere chiaro anche al sindaco Falcucci che ha già seduto, in passato, nel consiglio direttivo dell’ente e che era presente all’ultima votazione in cui non mi pare abbia espresso soluzioni alternative. Pertanto, minacciare l’uscita dal Parco oggi, con motivazioni dettate da logiche meramente autoreferenziali, è sbagliato perché tradisce l’ispirazione stessa del concetto di Comunità e indebolisce un fronte che deve invece lavorare compatto nell’ottica della ricostruzione post sisma”.
I quattro rappresentati indicati dalla Comunità del Parco entreranno in funzione nel consiglio direttivo dell’ente nel prossimo mese di febbraio dopo la fine del mandato dei predecessori e a seguito del nuovo decreto di nomina del Ministro dell’Ambiente. Gli altri membri previsti dallo statuto saranno indicati dalle associazioni ambientaliste, dall’ISPRA e dai Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole.
cc
Come noto, il sindaco di Castelsantangelo sul Nera aveva avanzato l'intenzione di non far più parte del Parco, in assenza di rappresentanza nell'organo direttivo del Parco di un esponente del suo Comune e dei comuni di Ussita e Visso.
"Il fatto è - ha sottolineato Franchi - che i membri del nuovo consiglio direttivo eletti dalla Comunità del Parco lo scorso ottobre sono stati democraticamente scelti: i più votati sono risultati i sindaci Alessandro Gentilucci (Pieve Torina), Domenico Ciaffaroni (Montefortino), Nicola Alemanno (Norcia) e Giammario Ottavi, vicesindaco di Cessapalombo.
Tra l'altro - ha aggiunto - con quest'ultimo vi è un accordo in base al quale dopo due anni gli subentrerà il sindaco di Visso. Pertanto, uscite come quella di Falcucci alimentano uno spirito divisivo di cui non abbiamo assolutamente bisogno. Quando ho accettato la nomina a presidente della Comunità del Parco - prosegue Franchi - l’ho fatto nella piena consapevolezza di assumere un ruolo di rappresentanza di tutto il territorio del Parco, e non di una singola realtà comunale. E questa è la logica che ha sotteso anche alla nomina dei membri del consiglio direttivo del Parco per cui chi siederà nella nuova assise dovrà tutelare gli interessi di tutti, e non di una parte. Questo dovrebbe essere chiaro anche al sindaco Falcucci che ha già seduto, in passato, nel consiglio direttivo dell’ente e che era presente all’ultima votazione in cui non mi pare abbia espresso soluzioni alternative. Pertanto, minacciare l’uscita dal Parco oggi, con motivazioni dettate da logiche meramente autoreferenziali, è sbagliato perché tradisce l’ispirazione stessa del concetto di Comunità e indebolisce un fronte che deve invece lavorare compatto nell’ottica della ricostruzione post sisma”.
I quattro rappresentati indicati dalla Comunità del Parco entreranno in funzione nel consiglio direttivo dell’ente nel prossimo mese di febbraio dopo la fine del mandato dei predecessori e a seguito del nuovo decreto di nomina del Ministro dell’Ambiente. Gli altri membri previsti dallo statuto saranno indicati dalle associazioni ambientaliste, dall’ISPRA e dai Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole.
cc
L'associazione Maestri infioratori di Castelraimondo si prepara ad una nuova entusiasmante esperienza. L'indiscussa perizia nel confezionare tappeti floreali raggiunta in tanti anni di attività, raggiungerà la Spagna. Insieme ai colleghi del Palio di san Giovanni di Fabriano e agli infioratori dell'associazione "Cittàviva" di Corridonia, parteciperanno all'Anno Santo compostelano che si celebra al Santuario di Santiago di Compostela ogni volta che la festa di San Giacomo del 25 luglio capita di domenica, il che accadrà nel 2021. Una chiamata che suona dunque come un riconoscimento ulteriore all'impegno creativo e alla passione in crescendo che anima l'intera comunità di Castelraimondo.
"L'essere stati contattati dal paese spagnolo organizzatore ci ha davvero riempiti di gioia- afferma Mario Rovelli, responsabile dell'associazione Maestri infioratori- L'Anno santo giacopeo cadrà appunto nel 2021 e gli eventi si terranno tra il 24 il 25 luglio. Partecipare ci rende sicuramente orgogliosi e- continua Rovelli- lo faremo insieme agli altri due comuni delle Marche, in un gruppo di 130 comuni chiamati a realizzare questi quadri floreali che in verità saranno rappresentativi di tutto il mondo, dall''America Latina, passando per tutti i Paesi d' Europa fino al Giappone. Tutti insieme parteciperemo alle celebrazioni e ai festeggiamenti per San Giacomo realizzando i nostri tappeti floreali".
Messisi in gioco quasi per scommessa tanti anni addietro, i Maestri infioratori di Castelraimondo hanno saputo far diventare la loro arte un vero marchio distintivo della cittadina. "Felicissimi nell'intraprendere questo nuovo impegno che- sottolinea Rovelli- ci dà l'occasione di valorizzare il nostro lavoro. Lo facciamo davvero con tanta passione e senza nessun interesse. Essere presenti in Spagna è una grandissima gioia e ci dà una spinta ulteriore a migliorare quello che facciamo. Per l'occasione - conclude- prepareremo sicuramente qualcosa di particolare, puntualizzando mano a mano quello che andremo ad eseguire. Di tempo ne abbiamo per riuscire ad organizzare al meglio il nostro lavoro"
Carla Campetella
"L'essere stati contattati dal paese spagnolo organizzatore ci ha davvero riempiti di gioia- afferma Mario Rovelli, responsabile dell'associazione Maestri infioratori- L'Anno santo giacopeo cadrà appunto nel 2021 e gli eventi si terranno tra il 24 il 25 luglio. Partecipare ci rende sicuramente orgogliosi e- continua Rovelli- lo faremo insieme agli altri due comuni delle Marche, in un gruppo di 130 comuni chiamati a realizzare questi quadri floreali che in verità saranno rappresentativi di tutto il mondo, dall''America Latina, passando per tutti i Paesi d' Europa fino al Giappone. Tutti insieme parteciperemo alle celebrazioni e ai festeggiamenti per San Giacomo realizzando i nostri tappeti floreali".
Messisi in gioco quasi per scommessa tanti anni addietro, i Maestri infioratori di Castelraimondo hanno saputo far diventare la loro arte un vero marchio distintivo della cittadina. "Felicissimi nell'intraprendere questo nuovo impegno che- sottolinea Rovelli- ci dà l'occasione di valorizzare il nostro lavoro. Lo facciamo davvero con tanta passione e senza nessun interesse. Essere presenti in Spagna è una grandissima gioia e ci dà una spinta ulteriore a migliorare quello che facciamo. Per l'occasione - conclude- prepareremo sicuramente qualcosa di particolare, puntualizzando mano a mano quello che andremo ad eseguire. Di tempo ne abbiamo per riuscire ad organizzare al meglio il nostro lavoro"
Carla Campetella
Permetterà ai cittadini di Caldarola di bere acqua pura e incontaminata, naturale o frizzante. Il servizio è stato messo a disposizione dal Comune di Caldarola in collaborazione con la Assm SPA. La Casa dell’Acqua, inaugurata stamattina è un innovativo sistema di filtraggio che eroga acqua potabile refrigerata attraverso il macchinario, microfiltrata, disinfettata mediante lampada UV. Per i primi due mesi l’acqua sarà gratuita, per incentivare tutti a provarla.
“Stiamo lavorando per il futuro del paese - ha detto il sindaco Giuseppetti - per i giovani, e il primo grazie va ai ragazzi, poi all’Assm, che è una stupenda azienda del territorio. Quando parliamo di acqua parliamo di una cosa importante, il nostro organismo ne ha bisogno molto più che del cibo. Ci sono stati sprechi enormi, perché non è stata mai presa in considerazione come bene principale della nostra vita. Siamo la terza nazione al mondo per consumo di bottigliette di plastica per acqua naturale. C’è l’Arabia Saudita, il Messico, e l’Italia. Dobbiamo cambiare passo, essere un esempio. Questa acqua è pura, buonissima”.
L’intento è quello di educare i cittadini e le giovani generazioni all’uso dell’acqua pubblica a chilometro zero, economica e di alta qualità, riducendo in questo modo anche l’uso di plastica. Per questo, un altro gesto significativo è stato la consegna ai bambini dell’istituto De Magistris di borracce in alluminio. Una volta trascorsi i due mesi di erogazione gratuita, basterà ricaricare una card acquistabile in Comune oppure nei negozi convenzionati, al costo iniziale di 5 euro.
g.g.
“Stiamo lavorando per il futuro del paese - ha detto il sindaco Giuseppetti - per i giovani, e il primo grazie va ai ragazzi, poi all’Assm, che è una stupenda azienda del territorio. Quando parliamo di acqua parliamo di una cosa importante, il nostro organismo ne ha bisogno molto più che del cibo. Ci sono stati sprechi enormi, perché non è stata mai presa in considerazione come bene principale della nostra vita. Siamo la terza nazione al mondo per consumo di bottigliette di plastica per acqua naturale. C’è l’Arabia Saudita, il Messico, e l’Italia. Dobbiamo cambiare passo, essere un esempio. Questa acqua è pura, buonissima”.
L’intento è quello di educare i cittadini e le giovani generazioni all’uso dell’acqua pubblica a chilometro zero, economica e di alta qualità, riducendo in questo modo anche l’uso di plastica. Per questo, un altro gesto significativo è stato la consegna ai bambini dell’istituto De Magistris di borracce in alluminio. Una volta trascorsi i due mesi di erogazione gratuita, basterà ricaricare una card acquistabile in Comune oppure nei negozi convenzionati, al costo iniziale di 5 euro.
g.g.
Cinquecento accessori, tra marsupi di cotone per i canguri orfani e guantini per i koala australiani.
È l’idea della belfortese Catia Cappellacci, che, appassionata di viaggi e sensibile all’ambiente come a tutte le forme di vita, dopo il dramma che ha colpito l’Australia e i suoi abitanti indifesi, ha deciso di scendere in campo in prima persona coinvolgendo tutto il suo paese.
“Ho letto sul web - racconta - che per la riabilitazione dei canguri orfani servono delle sacche realizzate in cotone al 100%.
Bisogna cucire sacchetti a mo’ di marsupio per aiutare i cuccioli di canguri provenienti dalle zone incendiate che non hanno più la mamma e a forma di guanti per i koala. I soccorritori, infatti, devono cambiarli dopo le medicazioni, il che significa che ogni animale ne utilizza diversi al giorno. Naturalmente, i marsupi di cotone possono essere lavati e riutilizzati, ma è importante avere un ampio rifornimento man mano che altri animali feriti verranno portati nei centri di recupero. È per questo - spiega Catia Cappellacci - che ho deciso di coinvolgere la Delsa, l’azienda dove lavoro, trovando subito l’appoggio della fashion designer Teresa Lucaroni”.
La stilista della nota casa di moda si è infatti messa subito all’opera, insieme a Catia Cappellacci, per tagliare i modelli degli accessori e cucirli.
“E’ bastato un passaparola - spiega Catia Cappellacci - e subito siamo riuscite a mettere insieme diverse lenzuola su cui ora stiamo lavorando.
Abbiamo bisogno di più donne che sappiano cucire, sarebbe bello che questa idea possa aiutare l’Australia e le associazioni che si impegnano sul posto a nome di tutta Belforte. Purtroppo le notizie che ci arrivano da posti così lontani, a volte, ci fanno meno paura, ma spero che di questa tragedia siano consapevoli tante persone. Sono sicura che insieme riusciremo a raggiungere questo obiettivo”.
Catia Cappellacci vuole così diffondere il suo grido d’aiuto: “Resto a disposizione di chiunque voglia dei chiarimenti o se la senta di aiutarci in questa impresa. Potete contattarmi sui social. Quello che per noi è uno straccio da buttare, in Australia può salvare una vita e sono orgogliosa che i belfortesi mi abbiano appoggiata in questo. Una volta realizzati tutti gli accessori, per la spedizioni saranno necessarie almeno 300 euro, la speranza è che qualcuno mi possa aiutare a racimolare anche questa cifra”.
Giulia Sancricca
È l’idea della belfortese Catia Cappellacci, che, appassionata di viaggi e sensibile all’ambiente come a tutte le forme di vita, dopo il dramma che ha colpito l’Australia e i suoi abitanti indifesi, ha deciso di scendere in campo in prima persona coinvolgendo tutto il suo paese.
“Ho letto sul web - racconta - che per la riabilitazione dei canguri orfani servono delle sacche realizzate in cotone al 100%.
Bisogna cucire sacchetti a mo’ di marsupio per aiutare i cuccioli di canguri provenienti dalle zone incendiate che non hanno più la mamma e a forma di guanti per i koala. I soccorritori, infatti, devono cambiarli dopo le medicazioni, il che significa che ogni animale ne utilizza diversi al giorno. Naturalmente, i marsupi di cotone possono essere lavati e riutilizzati, ma è importante avere un ampio rifornimento man mano che altri animali feriti verranno portati nei centri di recupero. È per questo - spiega Catia Cappellacci - che ho deciso di coinvolgere la Delsa, l’azienda dove lavoro, trovando subito l’appoggio della fashion designer Teresa Lucaroni”.
La stilista della nota casa di moda si è infatti messa subito all’opera, insieme a Catia Cappellacci, per tagliare i modelli degli accessori e cucirli.
“E’ bastato un passaparola - spiega Catia Cappellacci - e subito siamo riuscite a mettere insieme diverse lenzuola su cui ora stiamo lavorando.
Abbiamo bisogno di più donne che sappiano cucire, sarebbe bello che questa idea possa aiutare l’Australia e le associazioni che si impegnano sul posto a nome di tutta Belforte. Purtroppo le notizie che ci arrivano da posti così lontani, a volte, ci fanno meno paura, ma spero che di questa tragedia siano consapevoli tante persone. Sono sicura che insieme riusciremo a raggiungere questo obiettivo”.
Catia Cappellacci vuole così diffondere il suo grido d’aiuto: “Resto a disposizione di chiunque voglia dei chiarimenti o se la senta di aiutarci in questa impresa. Potete contattarmi sui social. Quello che per noi è uno straccio da buttare, in Australia può salvare una vita e sono orgogliosa che i belfortesi mi abbiano appoggiata in questo. Una volta realizzati tutti gli accessori, per la spedizioni saranno necessarie almeno 300 euro, la speranza è che qualcuno mi possa aiutare a racimolare anche questa cifra”.
Giulia Sancricca
Tentato furto, verso le 18, in via Rimessa, a Caldarola. I ladri, forse a conoscenza che i proprietari di casa erano fuori, hanno provato ad entrare in una abitazione che si trova proprio davanti la nuova struttura comunale. Appena hanno provato a manomettere la persiana, però, è scattato l'allarme. Sul posto sono subito sopraggiunti i carabinieri che con una pattuglia erano già fuori in perlustrazione. I malviventi, sentendosi braccati, si sono dati alla fuga. Fortunatamente non hanno fatto in tempo nemmeno ad entrare in casa. È già la seconda volta che quella stessa abitazione viene presa di mira dai ladri. Indagano i carabinieri che più volte hanno ribadito ai cittadini, anche attraverso incontri informativi con la stampa, che un buon sistema di allarme, collegato al 112 come primo numero di allarme, è molto importante per sventare furti come questo.
GS
GS
Anche nelle Marche il Servizio Sanitario Regionale è pronto ad affrontare la eventuale presenza di casi sospetti di infezione da nuovo Coronavirus.
"Due persone monitorate, ma nessun caso sospetto". Così il servizio sanitario regionale, in una nota, annuncia due casi avvenuti a Macerata che riguardano il tanto temuto corona virus.
"A Macerata - si legge nella nota - sono già state studiate le condizioni di salute di due persone recentemente rientrate dalla Cina che hanno manifestato sintomi respiratori meritevoli di approfondimento.
Al momento - precisano - nessuno di questi rientra nella definizione di "caso sospetto" secondo le indicazioni che il Ministero della Salute ha recentemente emanato il 22 gennaio.
Come di consueto, quando deve essere pianificata la risposta di sistema a tematiche di sanità pubblica di interesse regionale, è stato allertato il GORES, Gruppo Operativo Regionale Emergenze Sanitarie, con la finalità di approfondire la situazione, valutare le procedure e dare indicazioni e raccomandazioni per organizzare al meglio la eventuale risposta del servizio sanitario regionale".
GS
"Due persone monitorate, ma nessun caso sospetto". Così il servizio sanitario regionale, in una nota, annuncia due casi avvenuti a Macerata che riguardano il tanto temuto corona virus.
"A Macerata - si legge nella nota - sono già state studiate le condizioni di salute di due persone recentemente rientrate dalla Cina che hanno manifestato sintomi respiratori meritevoli di approfondimento.
Al momento - precisano - nessuno di questi rientra nella definizione di "caso sospetto" secondo le indicazioni che il Ministero della Salute ha recentemente emanato il 22 gennaio.
Come di consueto, quando deve essere pianificata la risposta di sistema a tematiche di sanità pubblica di interesse regionale, è stato allertato il GORES, Gruppo Operativo Regionale Emergenze Sanitarie, con la finalità di approfondire la situazione, valutare le procedure e dare indicazioni e raccomandazioni per organizzare al meglio la eventuale risposta del servizio sanitario regionale".
GS
"Ricostruire la speranza. Un viaggio nel cuore del sisma". Il nuovo progetto di Radio C1 in Blu è dedicato all’ascolto.
Un viaggio in 12 comuni maceratesi in cui incontreremo altrettante persone del “cratere sismico”. Entreremo nelle loro Sae(soluzioni abitative di emergenza),nella loro quotidianità. Parleremo con loro per far sapere che non sono soli e che la loro condizione è quella di migliaia di persone del centro Italia. Altra finalità del programma è quella di far comprendere ai "decisori" la situazione, quella "più intima", di questa nostra gente a cui è stata tolta anche la socialità. Non c’è un colpevole, se non il “sistema”.
In una puntata a settimana andremo a conoscere “situazioni tipo” incontrate nel territorio. Protagonisti saranno pensionati, giovani, commercianti, agricoltori, padri e madri, persone alle prese con la loro vita cambiata in un tempo scandito da ore troppo uguali, trascorse in comunità sbiadite e sbriciolate. Mancano i luoghi diincontro e pure la voglia di parlare in chi troppo spesso non è stato ascoltato. Difronte ad un centro Italia seriamente danneggiato dal sisma e messo in ginocchio da scelte non condivise “dal basso”, lente e senza una solida visione per il futuro, occorre ricostruire prima di tutto la speranza.
Accanto alla drammaticità della situazione, si intravede una volontà a reagire. Famiglie e singoli cittadini restanti, cercano la strada più giusta da percorrere dopo il cambiamento. C’è una condizione che a tre anni e mezzo dal sisma va ancora raccontata e lo faremo come in un viaggio da intraprendere insieme e che ci accompagnerà per 3 mesi. Un progetto editoriale che coinvolgerà la radio, il sito di Appennino Camerte, in cui ci saranno i podcast delle puntate scaricabili, la pagina social della testata, l’edizione cartacea e quella on-line. Un viaggio che spero ci condurrà verso una direzione: il cuore della gente.
Barbara Olmai
Un viaggio in 12 comuni maceratesi in cui incontreremo altrettante persone del “cratere sismico”. Entreremo nelle loro Sae(soluzioni abitative di emergenza),nella loro quotidianità. Parleremo con loro per far sapere che non sono soli e che la loro condizione è quella di migliaia di persone del centro Italia. Altra finalità del programma è quella di far comprendere ai "decisori" la situazione, quella "più intima", di questa nostra gente a cui è stata tolta anche la socialità. Non c’è un colpevole, se non il “sistema”.
In una puntata a settimana andremo a conoscere “situazioni tipo” incontrate nel territorio. Protagonisti saranno pensionati, giovani, commercianti, agricoltori, padri e madri, persone alle prese con la loro vita cambiata in un tempo scandito da ore troppo uguali, trascorse in comunità sbiadite e sbriciolate. Mancano i luoghi diincontro e pure la voglia di parlare in chi troppo spesso non è stato ascoltato. Difronte ad un centro Italia seriamente danneggiato dal sisma e messo in ginocchio da scelte non condivise “dal basso”, lente e senza una solida visione per il futuro, occorre ricostruire prima di tutto la speranza.
Accanto alla drammaticità della situazione, si intravede una volontà a reagire. Famiglie e singoli cittadini restanti, cercano la strada più giusta da percorrere dopo il cambiamento. C’è una condizione che a tre anni e mezzo dal sisma va ancora raccontata e lo faremo come in un viaggio da intraprendere insieme e che ci accompagnerà per 3 mesi. Un progetto editoriale che coinvolgerà la radio, il sito di Appennino Camerte, in cui ci saranno i podcast delle puntate scaricabili, la pagina social della testata, l’edizione cartacea e quella on-line. Un viaggio che spero ci condurrà verso una direzione: il cuore della gente.
Barbara Olmai
Le problematche relative alla strada comunale Ponti - Capolapiaggia, temporaneamente chiusa a causa del pericolo crollo di un edificio, sono state argomento di un incontro con i cittadini, programmato e voluto dal sindaco Sandro Sborgia, insieme alla vice sindaco Lucia Jajani e all'assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli.
La decisione di chiudere la strada al transito, era stata adottata lo scorso 18 dicembre, sulla base dell’esito del sopralluogo che il personale dell'Ufficio tecnico del Comune ha effettuato sull’immobile in questione, sopralluogo che ha evidenziato uno stato di danno particolarmente diffuso con pericolo di crolli in grado d’interessare anche la viabilità sottostante. Primo cittadino e assessori hanno deciso di incontrare la cittadinanza per spiegare lo stato attuale della criticità che obbliga gli abitanti di più frazioni a percorrere una viabilità alternativa per i loro spostamenti. La situazione di pericolosità dell'immobile era già stata segnalata a giugno 2018.
"Gli uffici comunali- spiega l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli - avevano predisposto per l'inizio dei lavori di messa in sicurezza già prima della fine del 2019. Per la realizzazione delle opere che sarebbero consistite nella demolizione del fabbricato pericolante, erano già state individuate ditte pronte a lavorare in quel periodo . Essendo tuttavia l'area sottoposta a vincolo paesaggistico - continua Fanelli-, prima di procedere, è stato necessario chiedere il nullaosta della Sovrintendenza che, a sua volta, ha manifestato l'intenzione di eseguire un successivo sopralluogo. A seguito di questo- precisa Fanelli-, soltanto lo scorso 21 gennaio ci è stato trasmesso un parere che non autorizza la demolizione totale dell'edificio, bensì parziale con conseguente messa in sicurezza della parte inferiore dell'edificio. Siamo dunque stati costretti alla revisione del progetto iniziale e, sarà necessario ottenere un nuovo ok dalla Protezione civile regionale per la copertura del finanziamento".
Nel corso dell’incontro con i cittadini, sono state mostrate anche le immagini che attestano il grave stato di danno e il rischio di crollo che riguarda soprattutto la parte superiore dell’edificio.

"Sappiamo che la chiusura della strada comporta un notevole disagio - ha detto il sindaco Sandro Sborgia -. Fino ad oggi e sempre in sicurezza, abbiamo lavorato per procedere nella maniera più veloce e ci adopereremo affinchè i lavori vengano conclusi il prima possibile. Nel frattempo verrà risistemato anche il manto stradale della viabilità alternativa Torrone- San Gregorio. La situazione di pericolo era già stata segnalata a giugno 2018 ma a mia amministrazione ne è venuta a conoscenza solo lo scorso dicembre e, in occasione di altra segnalazione. In quel frangente - conclude il sindaco Sandro Sborgia- abbiamo provveduto ad effettuare un immediato sopralluogo. Non appena riscontrato l'elevato rischio di crollo del fabbricato, gli uffici hanno disposto la chiusura immediata della strada, a salvaguardia dell'incolumità di chi la percorre. Non avevamo purtroppo altre alternative. Confidiamo nel fatto che i lavori possano partire all'inizio di febbraio".
Carla Campetella
La decisione di chiudere la strada al transito, era stata adottata lo scorso 18 dicembre, sulla base dell’esito del sopralluogo che il personale dell'Ufficio tecnico del Comune ha effettuato sull’immobile in questione, sopralluogo che ha evidenziato uno stato di danno particolarmente diffuso con pericolo di crolli in grado d’interessare anche la viabilità sottostante. Primo cittadino e assessori hanno deciso di incontrare la cittadinanza per spiegare lo stato attuale della criticità che obbliga gli abitanti di più frazioni a percorrere una viabilità alternativa per i loro spostamenti. La situazione di pericolosità dell'immobile era già stata segnalata a giugno 2018.
"Gli uffici comunali- spiega l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli - avevano predisposto per l'inizio dei lavori di messa in sicurezza già prima della fine del 2019. Per la realizzazione delle opere che sarebbero consistite nella demolizione del fabbricato pericolante, erano già state individuate ditte pronte a lavorare in quel periodo . Essendo tuttavia l'area sottoposta a vincolo paesaggistico - continua Fanelli-, prima di procedere, è stato necessario chiedere il nullaosta della Sovrintendenza che, a sua volta, ha manifestato l'intenzione di eseguire un successivo sopralluogo. A seguito di questo- precisa Fanelli-, soltanto lo scorso 21 gennaio ci è stato trasmesso un parere che non autorizza la demolizione totale dell'edificio, bensì parziale con conseguente messa in sicurezza della parte inferiore dell'edificio. Siamo dunque stati costretti alla revisione del progetto iniziale e, sarà necessario ottenere un nuovo ok dalla Protezione civile regionale per la copertura del finanziamento".
Nel corso dell’incontro con i cittadini, sono state mostrate anche le immagini che attestano il grave stato di danno e il rischio di crollo che riguarda soprattutto la parte superiore dell’edificio.

"Sappiamo che la chiusura della strada comporta un notevole disagio - ha detto il sindaco Sandro Sborgia -. Fino ad oggi e sempre in sicurezza, abbiamo lavorato per procedere nella maniera più veloce e ci adopereremo affinchè i lavori vengano conclusi il prima possibile. Nel frattempo verrà risistemato anche il manto stradale della viabilità alternativa Torrone- San Gregorio. La situazione di pericolo era già stata segnalata a giugno 2018 ma a mia amministrazione ne è venuta a conoscenza solo lo scorso dicembre e, in occasione di altra segnalazione. In quel frangente - conclude il sindaco Sandro Sborgia- abbiamo provveduto ad effettuare un immediato sopralluogo. Non appena riscontrato l'elevato rischio di crollo del fabbricato, gli uffici hanno disposto la chiusura immediata della strada, a salvaguardia dell'incolumità di chi la percorre. Non avevamo purtroppo altre alternative. Confidiamo nel fatto che i lavori possano partire all'inizio di febbraio".
Carla Campetella
