Radioc1inBlu
Le forti raffiche di vento danneggiano due Sae
28 Gen 2020Tegole cadute in strada anche a Caldarola (nella foto in alto) dove anche in questo caso i pompieri hanno provveduto alla messa in sicurezza. Fortunatamente non si segnalano danni a persone.
A Tolentino il vento ha sollevato un pannello di protezione in un cantiere in Via Matteotti e gli operai che vi stavano attorno sono scivolati per cercare di contenere l'effetto vela; uno si è procurato un graffio sulla fronte, un altro è stato accompagnato a Macerata per i controlli.
A Sant'Angelo in Pontano si è scoperchiato il tetto di una fabbrica; una parte è caduta lungo la Provinciale Faleriense, in direzione Penna, ingombrando la strada, ma è stato immediatamente rimosso dai Carabinieri e dai passanti, mentre la maggior parte del tetto scoperchiato è rimasta a ridosso della ditta, bloccata da una pianta. I militari hanno chiuso temporaneamente la strada.
f.u.
G.S.


Spaccio, un altro giovane in manette
28 Gen 2020Il giovane, alla vista dei militari, è subito apparso agitato e anche per questo, insieme ad altre circostanze, si è provveduto ad effettuare una perquisizione locale e personale con il prezioso ausilio dell'unità cinofila. All'interno dell'abitazione del ragazzo, nei pressi del Lungomare sud della città costiera, i finanzieri hanno trovato e sequestrato, abilmente nascosti in un garage all’interno di un contenitore di cellophane termosaldato, 273 grammi di marijuana. Proseguendo con il controllo, le fiamme gialle hanno anche ritrovato uno zainetto che conteneva cinque confezioni di marijuana, pronte per lo spaccio, per un totale di altri 10 grammi di droga. Sono stati sequestrati anche 320 euro in contanti che il giovane aveva in tasca e ritenuti provento dell'attività di spaccio.
L’uomo è stato arrestato per detenzione di stupefacente ai di spaccio ed ora è agli arresti domiciliari.
g.g
“La volontà di protestare c’è sempre stata - racconta - e dalla costituzione del comitato regionale pian piano siamo cresciuti arrivando a contare 25 comitati che vanno da Ascoli a Pesaro. Ci sono anche quelli montani ovviamente. È come se si volesse dividere il mare dalla montagna ed è una cosa atroce, e oltretutto, chi è sulla costa è ritenuto privilegiato ma nella realtà vuole combattere insieme alla montagna per mantenere gli ospedali e per far sì che tutto resti come è. Solo così si può offrire un servizio veramente capillare accessibile a tutti, specie agli abitanti di quelle zone che sono già disastrate”. Peraltro, secondo la presidente, chiusure e tagli alle strutture dell’entroterra provocheranno un sovraffollamento in quelle della costa provocando una evidente difficoltà nella gestione delle richieste.
E proprio a proposito di questo, il comitato provinciale sarà presente dopodomani a San Severino per assistere all consiglio comunale indetto urgentemente dal primo cittadino a seguito della determina 742 dell’ultimo dell’anno: “E’ un atto scellerato, per non dire di peggio. Purtroppo ora è toccato all’ospedale di San Severino ma succederà anche agli altri. Nelle determine dell’Asur sono stati cambiati due vocaboli e questo la dice lunga. Prima si parlava di ‘area interna’ significando che i presidi erano riconosciuti come ospedale. Ora - spiega - si parla di ‘area vasta montana’ che sarà accorpata all’ospedale unico. E noi ci battiamo affinché non venga costruito. Questa dicitura permette anche di chiudere dei reparti ed è una cosa molto grave che sarà riproposta a tutta la Regione. Per questo - incalza - il primo atto che oggi colpisce San Severino ha fatto saltare sulla sedia noi comitati. Non è altro che l’anticipo di ciò che faranno dappertutto in un prossimo futuro”.
A San Severino parteciperà il comitato provinciale ma pare abbia aderito anche il sindaco di Civitanova, proprio a testimoniare che la battaglia sta assumendo un unico e comune obiettivo.
“Finalmente i primi cittadini hanno capito che loro sono i responsabili della salute dei cittadini e che non possono appoggiare scelte così scellerate. Sappiamo che è stato invitato anche il governatore Ceriscioli - conclude - ma fin ora è sempre stato latitante. Eppure noi vogliamo parlare con serenità, chiediamo chiarimenti laddove non ci sono e dove c’è un atteggiamento fumoso”.
Il consiglio comunale a San Severino è in programma giovedì dalle 21 al Cinema Teatro Italia mentre il sit-in ad Ancona è previsto per il 4 febbraio dalle 10 nei pressi di Palazzo Leopardi, in via Tiziano 44.
L'obiettivo è quello di manifestare contro il nuovo piano sanitario regionale, la determina 742 che ha interessato l'ospedale settempedano, altre determine del 31 dicembre che "colpiscono servizi alle persone disabili", la sanità privata, e a favore pertanto di uba "sanità pubblica policentrica, equam universale e accessibile a tutti".
g.g.
Barbara Olmai
La sensibilizzazione delle giovani generazioni è iniziata già con l’evento celebrativo di sabato 25 gennaio, ripetuto poi con formula diversa anche nella mattinata di lunedì 27 gennaioe con l'intervento di Matteo Petracci, esperto di storia contemporanea dell’Università di Camerino e vero cultore della materia. Un religioso silenzio e un’attenzione molto partecipe hanno caratterizzato l’incontro con gli studenti degli Istituti superiori cittadini, nel corso del quale l’autore della pubblicazione “Triangoli”, ha proposto più esempi di parallelismo tra la stampa di regime nei confronti degli ebrei e, alcune delle situazioni riferite al mondo di oggi. Nell’occasione è stata anche presentata una borsa di studio riservata agli studenti degli Istituti superiori e delle scuole medie, il cui bando uscirà a giorni. Vi concorreranno testi chiamati ad approfondire il tema locale della Resistenza a Camerino. La rivelazione del nome del vincitore e la consegna del premio, avverranno nel giugno prossimo in occasione della commemorazione degli eccidi camerti.
Altre celebrazioni del Giorno della memoria, si sono svolte anche all'Università di Camerino. Insieme ai prorettori Spaterna e Barboni, il rettore di Unicam Claudio Pettinari, ha voluto consegnare alcune Copie del libro di Liliana Segre ed Enrico Mentana "La memoria rende liberi” agli studenti delle Scuole di Ateneo, della Scuola di Dottorato e della Scuola di Studi Superiori "Carlo Urbani".
Memoria, libertà ed indifferenza le parole che il rettore ha voluto sottolineare nel suo messaggio rivolto a studentesse e studenti. Altro momento della giornata Unicam commemorativa delle vittime dell’Olocausto, il seminario “La Shoah. Storia e memoria” promosso dal CUG-Comitato Unico di Garanzia che si è tenuto nell’aula della Scuola di Giurisprudenza. Relatori i docenti Unicam Paolo Giovannini e Matteo Petracci, con il coordinamento della Presidente del CUG Giovanna Ricci.
c.c.
“Il Convitto è stato reso inagibile dal terremoto - spiega ai microfoni di Radio C1- e alunni e docenti sono stati trasferiti, dall’amministrazione, al Pannaggi, di fianco al Tribunale. Poi hanno chiesto ulteriori spazi e la polemica nei miei confronti si è innestata perché secondo loro dovrei essere io a firmare queste autorizzazioni. Ma il primo cittadino non è competente su questo tema perché lo è la provincia da cui però riceviamo solo silenzio”.
Carancini sostiene di aver specificato, già il 9 gennaio, la sua volontà politica affinché l’istituto rimanga all'ex Pannaggi fino al recupero della storica sede e afferma di essersi battuto fin dal 2016 per questo.
“Ricordo bene invece - scrive poi in una nota rivolta a docenti e genitori - a chi in questa vicenda sta pascolando per il proprio tornaconto personale e politico, ed anche alla Dirigente Marcantonelli, che dopo il terremoto il recupero del Convitto non era affatto prevista dal commissario alla ricostruzione. Solo su sollecitazione dell’Amministrazione il Commissario Vasco Errani venne quasi costretto a venire in città per rendersi conto del valore, non solo storico, di quel bene ma soprattutto dell'importanza istituzionale, sociale e scolastica della sede storica del Convitto. Fu così che l’allora commissario stanziò 7 milioni di euro per la ricostruzione dell’edificio. Questa è la prova della nostra volontà di ridare il Convitto a studenti, docenti e personale Ata. Potevamo scegliere di disinteressarci come ha fatto la Provincia”. Un disinteresse, secondo Carancini, che permane tutt’oggi tant’è che si attende dal presidente Pettinari la garanzia, nero su bianco, della medesima volontà di far rimanere ragazzi e insegnanti al Pannaggi.
“Io non posso concedere l’ampliamento degli spazi - torna a precisare il sindaco alla radio - ma lo potrebbe fare la provincia che è competente sia per il Convitto che per l’immobile del Pannaggi di cui ha il diritto d’uso. Tutta questa polemica si sarebbe potuta evitare con il buon senso di tutti. Solo se il Comune ritornasse ad avere la responsabilità della gestione dell’edificio potremmo assumere un impegno scritto e formale. In realtà non occorre costruire nulla, non occorrono tempi, come tenta di far credere Antonio Pettinari. Non occorrono i riti della vecchia politica e perdere altro tempo: basta scrivere quattro righe a sua firma alla Dirigente Marcantonelli - conclude - in cui rende disponibile al Convitto il piano terra del Pannaggi”.
g.g.
"Dopo più di tre anni dal terremoto e dopo aver seguito una delle opere più importanti per la rinascita del nostro territorio- afferma Gianluca Pasqui- apprendere che ancora ad oggi, il Commissario per la Ricostruzione reputa che devono esser fatte altre indagini è un qualcosa di veramente vergognoso".
La scuola "Betti", infatti, avrebbe dovuto essere pronta già da settembre del 2017. Come Sindaco - continua Pasqui - avevo espletato tutto quanto era necessario per dare il via ai lavori entro i termini previsti dalla struttura commissariale e già si parlava di un grande ritardo da parte del Commissario. Apprendere poi, attraverso l'assessore Fanelli, che ancora si richiedono altre indagini, ci manda in allarme. Mi chiedo: nel caso in cui, in quell'area si trovassero dei reperti archeologici importanti che cosa succederebbe? C'è il rischio che la costruzione della scuola possa slittare ancora? O addirittura, non venga più costruita? La struttura Commissariale chiede oggi quello che avrebbe dovuto fare il giorno dopo il terremoto".
Ulteriore aspetto evidenziato dall'ex primo cittadino, il fatto che "dopo nove mesi di mandato, la nuova amministrazione di Camerino, finalmente dichiara che la colpa è dello Stato e non dell'amministrazione precedente. Questo dimostra che tutte le colpe sui ritardi non si possono additare ai Sindaci ma semplicemente ad uno Stato che non ha ancora considerato il terremoto come priorità attraverso norme idonee per risolvere le problematiche. Finalmente chi governa la città di Camerino oggi si rende conto che le colpe non sono dove immaginavano. D'altra parte- prosegue Pasqui- il fare è cosa ben diversa dal parlare. Ci sentiamo vicini a chi oggi governa la città di Camerino e- conclude Gianluca Pasqui- diamo la massima disponibilità a collaborare al fine di poter ottenere il prima possibile quanto è indispensabile per il futuro dei nostri figli e di tutto il territorio".
f.u.
Un tema centrale alla piece " Il nodo" che, nell'ambito della stagione teatrale camerte organizzata dall'amministrazione comunale in collaborazione con Amat, andrà in scena in serata all'Auditorium Benedetto XIII

Presenti il dirigente Francesco Rosati, la vice sindaco Lucia Jajani l'assessore alla cultura Giovanna Sartori e Daniela Rimei di Amat, l'attrice Ambra Angiolini ha insistito perchè prendessero la parola i ragazzi. Un modo per comprendere meglio i destinatari privilegiati della trasposizione scenica di un testo, duro nei contenuti e che invita a riflettere, soprattutto sulle conseguenze di questo tipo di comportamenti violenti,intenzionali, oppressivi e vessatori che possono incidere sia sulla sfera fisica che psicologica.
"Anche il teatro è un buon mezzo per sfogarsi e insieme, trovare la chiave per arginare problematiche purtroppo sempre più attuali". Con grande leggerezza ed empatia, Ambra Angiolini è riuscita a creare il clima ideale per la discussione, attraversando opinioni, storie personali, pensieri talvolta difficili e tutti collegati a quel 'nodo' di un filo virulento, che dapprima accalappia e poi stringe insieme, l'ignoranza del carnefice di turno, la vulnerabilità della vittima prescelta e il silenzio di chi osserva. Tante le riflessioni che si sono aperte, di fronte ad una platea di studenti molto reattiva e partecipante. Un'opportunità per portare la voce dei giovani nell'ambiente teatrale, creando le condizioni per scoprirlo, come luogo che racconta anche di loro.

" Da Camerino, come dalla città di Siena dove è avvenuto il primo incontro con le scuole- ha detto Ambra Angiolini- porto via la sensazione che c'è sempre qualcosa di meglio di quello che raccontiamo dei ragazzi e che, dobbiamo riuscire a far percepire come cosa dominante rispetto alle altre cose. Da quel che ho potuto notare questa mattina, ho più di una certezza che l'incontro sia riuscito a trasferire un messaggio positivo, se non altro, l'opportunità di ricercare una modalità alla quale aggrapparsi quando i giovanissimi avranno di fronte o sentiranno di episodi di bullismo. Sono certa che un pensiero in più lo faranno, non tanto grazie a me che sono stata in mezzo a loro, bensì grazie a quello che loro si sono detti con la scusa della leggerezza che in fondo c'è stata, nel dare un'accezione positiva ad un contesto così serio, per cui, vado via da qui sicuramente rincuorata". Quanto alla scelta di un testo così complesso, l'attrice ha spiegato del tentativo di portare a teatro uno spettacolo di nutrimento. " Mi interessava esplorare un ambiente nel quale i genitori hanno difficoltà ad entrare". Condita da battute scherzose, tutta la chiacchierata amichevole ha portato alla luce di una piaga che si insinua a tutti i livelli della società, motivando a ricercare quelle azioni di contrasto che talvolta non riescono a trovare una spinta decisiva. Le riflessioni di Amin, Anisa, Matteo, Rebecca, Robinson, Sergio e Vesel, un positivo piccolo passo per fare emergere una voce più forte sul silenzio che isola e fagocita un dramma, spesso lasciato incompreso e incontrastato.
Carla Campetella
*** approfondimento nel prossimo numero di Appennino Camerte


In manette un ragazzo di 27 anni. Sequestrati anche hashish, marijuana e cocaina e del denaro contante. Questo è il risultato di un'operazione condotta dai finanzieri della compagnia di Civitanova. Contestualmente sono stati segnalati alla prefettura due diciannovenni che hanno acquistato droga dal pusher. Nell'ambito di un servizio volto alla prevenzione dell'uso e dello spaccio di stupefacenti, le fiamme gialle hanno condotto un'importante attività informativa in seguito alla quale hanno individuato un appartamento di Civitanova adibito non solo ad abitazione ma anche a laboratorio di un 27enne del posto con specifici precedenti. Quell'appartamento è ritenuto base di stoccaggio di stupefacenti destinati allo spaccio. I finanzieri, grazie anche all'ausilio della unità cinofila in forza alla compagnia, hanno proceduto a perquisizioni locali e personali con le quali sono stati rinvenuti e sequestrati 800 grammi di hashish, 90 grammi di marijuana e 45 grammi di cocaina, nonché 760 euro in contanti, in banconote di tagli diversi, ritenuto provento dell’attività illecita, insieme a vario materiale strumentale al reato di spaccio. Il giovane è stato arrestato e portato al carcere di Montacuto. Contestualmente gli uomini delle Fiamme Gialle hanno anche individuato,una giovanissima coppia di 19 anni che aveva poco prima acquistato hashish dal “pusher”, per la precisione 49 grammi, anche questi sottoposti a sequestro. I due sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori.
g.g.
