Radioc1inBlu

Funziona il servizio di “Prima informazione legale” offerto in forma gratuita dall'assessorato alle Pari opportunità del Comune attraverso lo sportello Informadonna e visto il positivo riscontro viene ora organizzato con una modalità più organica. A partire dal 7 febbraio, infatti, lo sportello legale sarà aperto al pubblico dalle 10 alle 12 del primo e del terzo sabato di ogni mese.

La nuova iniziativa, partita a fine novembre con la firma del protocollo di intesa tra il Comune e il Comitato pari opportunità dell'Ordine degli avvocati, si rivolge alle donne che vivono situazioni di disagio familiare, lavorativo, sociale o personale offrendo loro la competenza professionale di un avvocato che le aiuta a orientarsi verso scelte consapevoli.

Diversi i casi affrontati fino ad oggi che si aggiungono alle richieste di informazione ricevute quotidianamente dall'operatrice dell'Informadonna e che si orientano soprattutto verso le opportunità di lavoro, i concorsi (il 40% dell'utenza), i corsi di formazione (10%), l'imprenditoria femminile (5%). Ma non solo donne si rivolgono negli uffici di via Pannelli, cresce infatti anche il numero di uomini (13%) che chiede informazioni per figlie, sorelle, compagne o amiche.

Lo sportello Informadonna come noto è aperto il martedì, mercoledì e giovedì, dalle 9 alle 13 e il venerdì dalle 14,30 alle 18,30. Il servizio Prima informazione legale, il primo e il terzo sabato di ogni mese dalle 10 alle 12.

(Nella foto: l'assessore Carosi e l'avvocato Maroni al momento della presentazione).

Giovedì 15 gennaio 2009 nell'aula magna del seminario il vescovo ha convocato i presbiteri, religiosi e aspiranti diaconi di Camerino – Sanseverino Marche per una giornata di ritiro spirituale. La celebrazione dell'ora media ha aperto la giornata, l'adorazione eucaristica ne ha segnato il culmine, il pranzo condiviso ne ha confermato la fraternità.

 

            L'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro ha offerto un fraterno saluto in cui ha manifestato a tutti la gioia per il primo ritiro del nuovo anno e ha raccomandato all'affetto e preghiera i  confratelli assenti specialmente quelli per malattia.

Siccome questo anno ricorre il bimillenario della nascita dell'apostolo Paolo, il vescovo ha proposto ancora una meditazione su un testo paolino con Ef 6, 10-17 nella nuova versione della Conferenza  episcopale:

 

10 Per il resto, rafforzatevi nel Signore e nel vigore delta sua potenza. 11 Indossate l'armatura dì Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. 12 La nostra battaglia inft contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominato sto mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.

13 Prendete dunque l'armatura di Dio, perché possìate resistere nel giorno cattivo  e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. 14 State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; 15 i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace.16 Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegne tutte le frecce infuocate del Maligno; 17 prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola dì Dio. 18 In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi.”

 

Il vescovo ha diviso la meditazione in tre parti: a) le due esortazioni, b) il motivo,  c) la descrizione delle parti dell'armatura.

 

 

a)      Le due esortazioni, il combattimento spirituale. “Rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza", sono esortazioni ad avere forza dall'interno e ad usare la potenza del Signore. Trovarsi dalla parte dell'oppresso, cioè della croce. Il credente fa ricorso alle risorse interiori, combatte con la sua poca fede e ne è consapevole, affronta le incoerenze. Avviene sempre come ai tempi di Golia e Davide. Golia confida nella sua possente statura e nell'armatura, Davide confida in Dio e va avanti con uno strumento inefficiente come la fionda da pastore e  ciottoli raccolti nel fiume. Questi rappresentano i ciottoli dello Spirito.

b)       Il motivo.

“Indossate l'armatura dì Dio per poter resistere alle insidie del diavolo”. Paolo non ha a disposizione ancora che poche risorse neotestamentarie. Egli ricava la sua descrizione dell'armatura dal deposito vetero testamentario e in particolare da Isaia. Le armi della luce di Rm 13,12 e quelle non carnali di 2Cor 10,4-5 rimandano a quanto viene dall'alto per resistere alle insidie del diavolo. Il maligno c'è, ma c'è il Signore, il quale ci fornisce ogni risorsa per resistere a principati, potestà, spiriti maligni, contro i dominatori di questo mondo tenebroso.

c)      Le sei metafore dell'armatura.

Premessa: “restate saldi” equivale a stare in piedi essere pronti alla battaglia e ricevere l'armatura. È il verbo che descrive anche Maria ai piedi della croce!

1. La cintura. "Attorno ai fianchi la verità". Quale verità è arma per noi? Paolo attinge da Is 11,5 che descrive il Messia quale germoglio di Jesse: cintura ai fianchi è (Cei) la fedeltà, ma nella bibbia dei LXX c'era alétheia = verità. Si vede bene Paolo come attinga dai LXX: Armi della verità sono: stile coerente di pensare, vivere e agire, cioè coerenza fra ciò, che proclamiamo e sentiamo internamente, e quanto si sente e vive tra noi. Predichiamo la parola, che, se non è vissuta, ci esponiamo agli assalti dell'avversario. Si capisce che, se essa è sale della vita nostra, la renderemmo più facile e accessibile al popolo. Ma anche se l'esigente e profondo confronto fra coerenza interiore ed esteriore ci fa sentire che siamo lontani, l'umiltà del riconoscerlo rivela che abbiamo almeno un aspetto della coerenza: il desiderio.

2. La corazza. "Indosso, la corazza della giustizia". Paolo ha presente Is 59,17: la giustizia divina è l'attività di Dio che salva i poveri e umilia i peccatori. Il credente fa quello fa il suo Dio. Pensiamo a Cristo che si mostra pieno di zelo per le cose del Padre: "A Dio quello che è di Dio".

3. I calzari. “I piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace". Virtù della prontezza a portare la buona notizia, il vangelo. Paolo anche questa volta trae da Is 52,7 l'immagine dei piedi: "come sono belli i piedi del messaggero che annuncia la pace...": la prontezza diventa zelo dell'annuncio come succede alla donna che trova il tesoro e chiama le vicine a far festa (Lc 15,8ss). l'ardore combatte il relativismo religioso e etico, il relativismo culturale e pragmatico (mezzi cattivi non possono dare frutti buoni), teoretico, il relativismo scettico e stanco, tradizionale e religioso, come se il Signore avesse detto: andate ed imparate dalle genti. Ci sono valori ovunque. La soluzione non è quella di abolire i1 pluralismo, anzi quanto più cresce il dialogo tanto più deve intensificarsi e crescere la vita evangelica. Se le due realtà crescono insieme, è possibile maturare e conciliare un immenso rispetto per culture, razze, valori, tradizioni con l'immenso ardore di portare il vangelo: proposta trascendente e capace d'illuminare, trasformare e maturare la pienezza di vita dell'uomo. Quest'arma ci difende dal livellamento di tutti i valori. Conciliare l'ardore evangelico con la stima dei valori altrui, è l'opera mirabile della Chiesa di oggi e nostra, se si vuole mantenere vivo lo slancio missionario.

4. Lo scudo. " Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegne tutte le frecce infuocate del Maligno". I dardi infuocati dal maligno (Salmo 11) rimandano alla mentalità che notte e giorno e giorno e notte ci sollecita a interpretare la vita con mezzi esclusivamente psicologici, economici, politici, storici, sociologici, mondani e umani! Il discepolo che non ha più la difesa (tesoro) della fede, perde la considerazione evangelica di tutta la realtà umana continuamente richiamata.

5. L'elmo. "Prendete anche l'elmo dell'opera salvifica". L'apostolo con questa metafora rimanda a Is 57,17 dove è scritto che Dio per breve tempo si è adirato contro il suo popolo, è pronto a salvare. L'imperativo “prendete” traduce “Déxasthe” = accettate l'elmo che proteggendovi la testa. Ciò permette a Dio di realizzare la sua opera di salvezza: il capo risparmiato è cosa essenziale, unica nostra speranza.

6. La spada. "Prendete la spada dello Spirito, che è la parola di Dio". Che cos'è la spada dello Spirito? Ci soccorrono Is 49,4: "bocca come spada"; Eb 4,12: "spada come parola"; Is 11,4: "il suo Spirito è come spada che taglia". La Parola di Dio qui non è “logos”, ma “rhéma” cioè locuzione divina. Le singole parole, infatti, hanno significato solo nel contesto. Anche Gesù ha usato la parola di Dio contro Satana e il mondo, quando gli dice: "Sta scritto...". Gesù si è difeso e ci insegnò a difenderci. Dobbiamo ricorrere ai grandi oracoli di Dio della scrittura per avere parole chiare, per respingere interpretazioni errate e parziali, per portare a compimento perfetto quanto manca alla storia del mondo e della nostra esistenza.

Conclusioni.

 

  1. Le parole di Paolo ci dicono che ogni tempo è rischioso e ci può mettere in pericolo di non vivere il vangelo fino in fondo.
  2. Non si tratta di vivere in ansiosa apprensione quanto mai sterile, ma di assumere il realismo del vangelo: guardare in faccia le forze avverse, valutarne l'efficacia, la lotta non conosce soste, storicamente si evolve. L'apostolo Pietro nella sua prima lettera dice chiaro che il diavolo come leone ruggente (1Pt 5, 8) cerca i punti deboli per sfondare.
  3. . La scrittura insegna come affrontare l'avversario. Ci rassicura con la grande certezza che Dio è più forte. La sua forza ci difende e pone al sicuro.

La preghiera.

La preghiera non è elencata, è richiamata fortemente alla fine: "con ogni sorta di preghiere e di suppliche pregate incessantemente mossi dallo Spirito...". Essa non supplisce i sei tipi di armatura, ma opera una costante revisione come avviene con la temperie.

Vincenzo Finocchio

 

I rapporti economici tra la Regione Marche e la Federazione russa proseguono sulla via del consolidamento e della collaborazione reciproca. Questa mattina una delegazione della provincia di Dmitrov, della Regione di Mosca, è stata ricevuta dal presidente, Gian Mario Spacca, una visita di cortesia nel corso della quale sono stati confermati gli ottimi rapporti avviati ed entrati, ormai, nella fase operativa con il parco logistico industriale alle porte di Mosca.

I delegati, Nikolay Bubnov, vice presidente della Provincia di Dmitrov della Regione di Mosca, Valeriy Logachev, direttore generale della Camera di Commercio della Provincia di Dmitrov, Petr Charyshkin, direttore generale della società di investimenti finanziari Zao “Dmitrovskiy, stroitelniy kompleks” (Complesso edilizio di Dmitrov), Andrey Bogachev, direttore della Rappresentanza dell'Amr a Mosca, accompagnati dal Console Onorario della Federazione Russa di Ancona, Armando Ginesi, insieme con il Presidente dell'Associazione Marche-Russia,  Franco Guercio, sono stati ricevuti da Spacca, in un clima di grande cortesia e amicizia, sulle linee di quel percorso ormai avviato da tempo.

“Questa visita dimostra che stiamo avanzando concretamente nella realizzazione del progetto del parco logistico industriale a Dmitrov – ha sottolineato Spacca – Lo sosteniamo fortemente e, tenendo conto della grave situazione internazionale non favorevole ad investimenti, faremo tutto il possibile per accompagnare i nostri imprenditori delle Pmi e dare operatività ad iniziative concrete. Questa collaborazione è molto importante per il sistema produttivo marchigiano e rappresenta un'iniezione di fiducia alla comunità”.

Con il polo logistico industriale, infatti, si offre una piattaforma di servizi logistici e distributivi funzionale alle esigenze operative di tante piccole e medie imprese marchigiane che vogliono sviluppare rapporti diretti con il mercato russo. 

La delegazione ha confermato l'impegno dell'amministrazione provinciale di Dmitrov al pieno sviluppo del progetto, a partire dal supporto concreto alle imprese marchigiane come l'affiancamento nello svolgimento delle pratiche, sconti sull'affitto o la contrattazione dei prezzi di energia e gas.

Il vicepresidente Nikolay Bubnov si è poi impegnato ad inserire il progetto nell'agenda degli incontri governativi che si terranno in primavera nell'ambito della missione istituzionale di Confindustria, Abi ed Ice guidata dal Presidente del Consiglio. Bubnov ha aggiunto che il governo centrale russo “è molto interessato al modello di sviluppo delle pmi e il polo logistico di Dmitrov è attualmente l'unico esempio reale per la penetrazione delle imprese italiane sul mercato russo”.

 

 

 

La Provincia di Dmitrov, caratteristiche

La Provincia di Dmitrov, nella Regione di Mosca, è importante per le sue industrie in diversi settori, frutto anche di joint venture costruite con altri Paesi del mondo. I principali settori dell'economia sono legati alla metalmeccanica (lavorazione dei metalli non ferrosi, produzione delle macchine per la lavorazione del legno, scavatrici e altre macchine industriali), all'industria leggera (produzione tessile e abbigliamento), a quella agroalimentare (latticini, carne e verdura), all'industria chimica, alla produzione dei materiali edili, alla produzione del vetro e della porcellana, ai giacimento di torba.

La Provincia di Dmitrov, strategico nodo ferroviario e stradale, inoltre, è interessante per la penetrazione commerciale sull'intera regione di Mosca.

 

Ottavia Piccolo sarà la protagonista de “La commedia di Candido”, quarto appuntamento con il teatro classico e contemporaneo della stagione di prosa del “Feronia” di San Severino Marche. Lo spettacolo andrà in scena domani sera venerdì 23 gennaio a partire dalle 21,15. Con la Piccolo ci saranno anche Vittorio Viviani, Silvano Piccardi, Massimiliano Giovannetti, Natalia Magni, Francesca Farcomeni, Desirée Giorgetti ed Alessandro Pazzi. La regia dello spettacolo è curata, invece, da Sergio Fantoni.

“La commedia di Candido”, tratta dall'opera di Voltaire simbolo della narrativa illuminista, considerata rivoluzionaria per i fatti, i personaggi e le conclusioni che contiene, racconta di Augustine, una donna formidabile, un terremoto di invenzioni e di trovate. La protagonista si trova coinvolta in una storia più grande di lei, all'interno di un triangolo impazzito formato da tre signori di mezza età che godono di una certa celebrità: Diderot, Rousseau e Voltaire. Sarà pertanto costretta ad un vortice di travestimenti, ad una carambola di finzioni, al centro di un gioco del teatro nel teatro che si moltiplica all'infinito. Si ha un susseguirsi di scene incalzanti dove, senza un attimo di tregua, si assiste a duelli di battute.


“Don Domenico Barnica è stato un po' il nostro San Francesco di Sales, l'unico parroco di Castelplanio, a riuscire a diventare Vescovo, a San Sepolcro:  era conosciuto perché approfittava di una tipografia, nei pressi della parrocchia, per stampare un periodico, “Vita planina” che poi recapitava a casa ai paesani”. Con questa immagine don Mariano Picciotti, parroco di Castelplanio e vicario per la pastorale di Jesi, ha accolto l'assemblea regionale dei “Portaparola” riunita nel piccolo centro della Vallesina per rendere omaggio a Carlo Urbani, ricordato dalla mamma, Maria, oltre che come medico, anche come comunicatore nella Chiesa.

E a questo tema, al progetto “Portaparola” è stato dedicato l'incontro promosso dall'Ucsi Marche, insieme al settimanale diocesano “Voce della Vallesina” e alla diocesi di Jesi, mettendo attorno a un tavolo i responsabili di questo progetto: il direttore dell'Ufficio regionale Comunicazioni sociali, don Dino Cecconi,  il delegato regionale Fisc Carlo Cammoranesi. Durante gli interventi, a partire dal saluto del sindaco, Luciano Pittori, e dell'assistente regionale Ucsi, don Tonino Lasconi, scorrevano le immagini dell'assemblea nazionale di Bibione, alla quale ha partecipato una discreta delegazione marchigiana, dalla quale si parte per l'animazione di un organico progetto regionale. L'Ucsi è partita da Bibione per presentare il progetto nelle diocesi, per sensibilizzare Vescovi, Ucs, periodici diocesani. Un ‘viaggio' cominciato a novembre a Fabriano, proseguito a dicembre a Loreto, e che continuerà in tutte le diocesi, tra progetti, risultati, speranze. Una bella realtà è quella ascolana, dove don Giampiero Cinelli ha rinnovato il periodico “La Vita Picena” e ha messo in rete la parrocchia SS Simone e Giuda, con la possibilità di trasmettere la messa domenicale su web tv; lo è anche Fano, dove don Giacomo Ruggeri ha creato un portale per tutta la zona pastorale, denominato “Sette stelle”; lo è Jesi, dove il Vescovo Gerardo Rocconi, dopo avere rafforzato il settimanale con l'unica direttrice donna, Beatrice Testadiferro, parte in sinergia con Senigallia con una radio interdiocesana “Radio Gabbiano” le cui trasmissioni partono proprio in questi giorni.

Da anni inoltre viaggia positivamente l'esperienza del “Nuovo Amico” settimanale unico per le tre diocesi di Pesaro, Fano e Urbino.

E' una realtà l'agenzia on line della Cem www.chiesamarche.org  firmata da don Dino Cecconi: centinaia di contatti ogni giorno, soprattutto da fuori regione, un piccolo successo che spinge il direttore a sognare un settimanale regionale on line.

E' invece un auspicio che ogni diocesi lavori intensamente sulla formazione, mettendo almeno un giovane ognuna nelle condizioni di aderire al progetto Cei-Anicec sulle nuove tecnologie.

 
 

Un nuovo sportello QuiEnel è entrato in servizio al n. 58 della centrale Via Roma che rimane aperto al pubblico, nelle giornate lavorative, tutti i giorni dal lunedì al venerdì con il seguente orario: mattino dalle 9 alle 13 e nel pomeriggio 15.30 alle 17.30.

 

Tale nuovo sportello si aggiunge agli oltre trenta sportelli già presenti nella Marche dedicati al Servizio di Maggior Tutela. Gli sportelli QuiEnel offrono a tutti gli interessati la possibilità di svolgere tutte le operazioni commerciali relative alla fornitura di elettricità con potenza fino a 30 kW di Enel Servizio Elettrico; ulteriori informazioni nonché l'esatta ubicazione degli sportelli Enel aperti al pubblico possono essere individuate consultando il sito www.prontoenel.it.

 
In particolare le piccole aziende, i residenti e i turisti negli sportelli QuiEnel potranno effettuare le seguenti attività:
 
        Comunicazione lettura (vecchio contatore elettromeccanico)
         Consultazione: duplicato fattura, elenco fatture, storico consumi
        Richiesta fornitura straordinaria e fornitura di cantiere
         Modifica potenza o tensione
         Contratto: nuovo su preposato, subentro, voltura e cessazione
         Richiesta copia contratto
         Richiesta opzione bioraria AEEG
         Dimostrare avvenuto pagamento
         Domiciliazione pagamento su carta di credito, su conto corrente bancario o conto corrente postale
         Richiesta rateizzazione fattura
         Inserimento codice fiscale
         Conferma residenza
         Comunicazione, modifica indirizzo di recapito della bolletta

         Variazione: da NON residente a residente, da residente a NON residente, eredi, separati o divorziati, aliquota Iva Imprese Agricole

         Inserimento o modifica numero civico e numero telefonico
         Richiesta intervento per: lavori vari, nuovo allacciamento non preposato, spostamento contatore, verifica contatore, cambio misuratore per display guasto, verifica tensione, richiesta lettura.
 

 

Che tutti siano uno”: fu l'ultima volontà di Gesù prima dell'arresto, la sera della cena. Ancora oggi quella preoccupazione è viva più che mai tra frange di diverse religioni, tra le stesse confessioni cristiane: cattolici, ortodossi, chiese luterane, anglicani, la contestazione del vescovo Lefèbre. Nella basilica del santo sepolcro, a Gerusalemme, il luogo più sacro della cristianità, i monaci ancora si azzuffano, per contendersi qualche centimetro delle cappelle e dei diversi spazi. Eppure da oltre 100 anni, dal 1908, si prega in tutto il mondo per l'unità delle diverse chiese. Molti sono i risultati raggiunti, ma la strada è ancora lunga. Basti pensare al desiderio inascoltato di papa Giovanni Paolo II, che non riuscì mai a mettere piede a Mosca e incontrare il patriarca.

Dal 18 al 25 gennaio tutti i cristiani del mondo, anche quest'anno, tornano a pregare per la loro unità, “in modo da formare”, come si legge in un documento sottoscritto dal vescovo cattolico Vincenzo Paglia e dal patriarca ortodosso Gennadios Zervos, “un solo bastone nella mano di Dio”.A Camerino le celebrazioni si svolgono ogni pomeriggio alle ore 18,30 nella chiesa cattedrale. Intervengono di volta in volta le parrocchie cittadine, i cappuccini di Renacavata, alcuni movimenti ecclesiali. Da rilevare che in città, oltre alle presenze dei lavoratori stranieri, vi sono quelle degli studenti universitari, alcuni dei quali sono ortodossi e fedeli dell'islam.

 

 Di seguito il programma dettagliato delle celebrazioni in programma nella cattedrale di Camerino:

PARROCCHIE DI CAMERINO

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANI

18-25 GENNAIO 2009

“ ESSERE UNITI NELLA TUA MANO” ( Ezechiele 37,17)

 

Domenica 18               “ Le comunità cristiane di fronte a vecchie e nuove divisioni”

                                    Anima la Parrocchia della Cattedrale.

 

Lunedì 19                    “ I cristiani di fronte alla guerra e alla violenza”

                                    Anima la Parrocchia di Santa Maria in Via

 

Martedì 20                  “ I cristiani di fronte alla crisi economica e alla povertà”

                                    Anima la Parrocchia di San Venanzio

 

Mercoledì 21               “I cristiani di fronte alla crisi ecologica”

                                    Anima il movimento di Comunione e Liberazione

 

Giovedì 22                   “I cristiani di fronte alla discriminazione e al pregiudizio sociale”

                                    Anima la  Fraternità dei Cappuccini di Renacavata

 

Venerdì 23                  “I cristiani di fronte alla malattia e alla sofferenza”

             Anima il movimento del Rinnovamento nello Spirito, L' UNITALSI e      l'AVULSS

 

Sabato 24                    “ I cristiani di fronte alla pluralità delle religioni”

           Anima il gruppo AGESCI  Presiede Don Lorenzo Lazzaroni, Delegato Ecumenismo

 

Domenica 25               “ Proclamazione della speranza in un mondo di separazione”

                                    Anima il Movimento dei Corsisti

 

Le celebrazioni si svolgono nella Cattedrale, alle ore 18.30

Recita il Santo Rosario alle ore 18.05

 

 

Il Teatro delle Api indossa la “S”, non quella di Superman, ma quella, maiuscola, di Solidarietà.

Sabato 17 gennaio, infatti, alle ore 21, si svolgerà una “Serata Dialettale” all'insegna della comicità, della tradizione e dell'aiuto a favore delle persone meno fortunate promossa dall'ANT ( Associazione Nazionale Tumori) e dalla Croce Verde, con il patrocinio del Comune di Porto Sant'Elpidio ed il contributo del Centro Servizi per il Volontariato.

I gruppi Teatrali “Volontari Croce Verde – il Narraporto”, “Indimenticabili” di Torre San Patrizio e quello di Marina Palmense animeranno la serata, ad ingresso libero, a suon di commedie ed esilaranti sketch dialettali con lo scopo di strappare un sorriso a quanti interverranno che, non mancheranno, di donarne uno alle persone che soffrono grazie ad un piccolo contributo a sostegno di ANT e Croce Verde.

Sarà una iniziativa in cui il teatro dialettale sposerà la solidarietà – hanno dichiarato il Sindaco Mario Andrenacci e l'Assessore Elio Natali – e che abbiamo voluto sostenere concretamente mettendo a disposizione il nostro Teatro. Unoccasione per dimostrare come, a volte, sorridendo si possa compiere un gesto altruista e di aiuto reciproco, stimolando anche l'impegno nel volontariato.

 
 

Saranno oltre un centinaio i piloti di moto che si daranno appuntamento domenica prossima, 18 gennaio, alle ore 10, nell'Aula magna del Palazzo comunale. L'occasione è la cerimonia di premiazione dei migliori atleti delle due ruote classificati nelle rispettive categorie nel corso del 2008. A promuovere la manifestazione, che è itinerante e per la prima volta viene ospitata nella città leopardiana, è la Federazione motociclistica italiana in collaborazione con il Moto club “Franco Uncini”. L'evento vanta il patrocinio dell'Amministrazione comunale. Saranno presenti alla cerimonia, oltre al sindaco Fabio Corvatta, il presidente nazionale della Federazione, Paolo Sesti, quello regionale Giuseppe Bartolucci, il presidente del Moto club recanatese Italo Pizzichini e lo stesso Franco Uncini, cui è intitolata l'associazione. Uncini è stato per tante volte protagonista della premiazione: il pilota più forte non solo delle Marche ma del mondo visto che ha conquistato nel 1982 il titolo mondiale di moto Gp, allora Classe 500. Per i tanti appassionati di motociclismo che arriveranno a Recanati da tutta la regione, la giornata di premiazione potrà diventare anche l'occasione per visitare proprio il Museo Uncini, inaugurato l'anno scorso per ricordare le gesta dell'ex campione negli spazi del museo civico di Villa Colloredo Mels. Nell'allestimento si possono ammirare cimeli e oggetti legati alla conquista del titolo mondiale da parte di Uncini. Fra questi, la moto Suzuki 500 Gp RGj, la tuta del 1977 utilizzata nel mondiale 250Gp con il marchio della Harvey Luce e quella del 1980, quando Uncini correva nel mondiale 500 Gp con il marchio della Acrilux. Il museo, ad ingresso gratuito, è aperto dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 18.  La cerimonia di domenica in Aula magna sarà, insomma, un'occasione di festa nel nome della passione per le moto. Fra i premiati, fra l'altro, ci saranno anche bambini dagli 8 anni in su che nel 2008 hanno gareggiato con le mini moto, fino ai professionisti. Per ogni categoria andranno sul palco a ricevere il premio i primi tre classificati.

 

 

Il 29 febbraio 2008 perdevano la vita sulla strada provinciale Muccia - Camerino due amanti della bicicletta: Mario Drago, medico a Muccia, e Francesco Gentili, ricercatore all'università di Camerino. Il dottor Drago lasciava la moglie Gabriella e una bimba di appena 3 mesi di nome Matilde. Il dottor Gentili lasciava la giovane sposa Laura. Francesco Gentili, che gli ascoltatori di radio C1 in blu di certo ricordano in quanto per circa un anno ha collaborato al radio-giornale, stava preparando una sorpresa per Laura, avendo appena ricevuto la notizia di aver vinto il concorso per il passaggio in ruola all'Università di Camerino. Ma anche Laura stava per preparare una sorpresa a Francesco: la nascita di una bimba. Qualche giornale lo scrisse, ma nessuno, nemmeno Laura sapeva di essere incinta tanto che avrebbe voluto chiedere una rettifica della notizia. Non lo fece e ciò risultò, in un certo senso, beneaugurale perché esattamente un mese dopo la scomparsa di Francesco, il 31 marzo, scoprì di essere in dolce attesa. Fu un momento di straordinaria emozione che lei, insieme con i nonni, salutò come un ultimo regalo del suo Francesco e un vero e proprio dono di Dio. E così il 21 novembre scorso ha visto la luce Maria Cristina; e proprio perché la bimba è nata il giorno della festa della Madonna, della sua presentazione al tempio, ha voluto che portasse il nome di Maria. Se fosse stato un maschio lo avrebbe chiamato Francesco. Tutta questa storia, per molti versi commovente, io, Luigi Cardarelli, che con Francesco Gentili avevo rapporti di amicizia e di stima, l'ho scoperta sabato scorso al teatro “Filippo Marchetti” di Camerino quando mamma Laura mostrava orgogliosamente la piccola Maria Cristina che Francesco ha potuto conoscere solo dal cielo.

Per ricordare i due cicloamatori Dario Drago e Francesco gentili la società Avis Frecce Azzurre di camerino ha promosso un convegno sulla sicurezza stradale per chi ama la pratica della bicicletta, lanciando la proposta di realizzare nel territorio maceratese un parco di strade poco frequentate dal grande traffico dove ci siano regole che favoriscano la pratica di questa attività ludico-sportiva.

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