Radioc1inBlu

INTERVISTA A DON GIUSEPPE BAGAZZOLI
(ascolta l'audio allegato)

 

L'annuncio del trasferimento di diversi sacerdoti nell'arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche ha suscitato, nelle settimane scorse, una vasta reazione.  Tutti ne parlavano, a che cosa è dovuta  la reazione secondo lei…

La nostra è una società tradizionale. In essa i cambiamenti sono avvenuti lentamente, non a seguito di un progetto o di una spinta ideale ma per necessità: moriva uno, veniva sostituito.
L'annunciato cambiamento ha suscitato un terremoto.

Quando c'è il terremoto , la prima reazione è scappare…

In questo caso non si può andare dietro la propria reazione. È in atto una trasformazione, occorre guardarla con attenzione e inserirsi in essa con intelligenza ( la storia va avanti!) e con virtù.

Non è un segnale positivo l'attaccamento dei fedeli ai sacerdoti?


Molti parroci sono rimasti nelle parrocchie per tanti anni, seguendo gli eventi fondamentali della vita dei fedeli. Li hanno battezzati, hanno battezzato i loro figli e qualche volta anche i nipoti, li hanno ascoltati e accompagnati nelle circostanze belle (cresima, prima comunione, matrimonio) e tristi ( come i funerali).
Nel tempo si sono consolidati quei legami che costituiscono l'aspetto sociale tipico del nostro ambiente. Forse non è cresciuto contemporaneamente il senso della Chiesa fino ad aprirsi alla diocesi e alla Chiesa universale. Dalle vicende di questi giorni emerge l'esigenza di educarci e di educare ad un respiro ecclesiale più ampio.

Se l'arcivescovo le avesse chiesto di trasferirsi ...

Nella mia attività pastorale sono cambiate continuamente, essendo studenti, le persone. Ciò mi ha molto spronato. Il rischio di attaccarci più alle attività che a Gesù Cristo e alla Chiesa è sempre presente. Le mie condizioni di salute mi fanno pensare che Dio mi stia chiamando a un distacco più radicale, totale. Ad esso mi sto lentamente preparando.

Nella situazione sociale ed ecclesiale descritta, che cosa ritiene urgente...

Vivere la comunione fra laici, sacerdoti e arcivescovo. In tale clima si affronteranno facilmente anche i sacrifici più grandi perché tutto diventerà un avvenimento che vale la pena vivere per la propria vita e per quella della Chiesa. Nell' anno sacerdotale il santo Curato D'Ars conceda questa grazia nella nostra arcidiocesi.

 

Oltre 130 persone, fra docenti e dirigenti scolastici, hanno preso parte al convegno con il professor Bruno D'Amore, svoltosi nella sala degli Stemmi del Municipio di San Severino Marche ed aventi come tema: “Apprendimento strategico in matematica”. L'iniziativa, promossa dall'Aimc, l'Associazione italiana maestri cattolici - con il patrocinio dell'Ufficio scolastico regionale e con la collaborazione del Comune -, è stata aperta dai saluti introduttivi della presidente provinciale dell'Aimc, Anna Maria Foresi, e dell'assessore comunale allo Sviluppo culturale, Alessandra Aronne, che ha donato al docente universitario bolognese alcune pubblicazioni storico-artistiche della Città di San Severino Marche. L'incontro si è protratto per circa tre ore ed è stato particolarmente apprezzato per i contenuti e il clima coinvolgente che il professor Bruno D'Amore è riuscito ad instaurare con l'attenta platea. Il convegno è stato sostenuto dagli istituti di credito Banca popolare di Ancona, Credito cooperativo di Recanati e Carifoligno. La conferenza è stata preceduta da un interessante seminario di approfondimento cui hanno partecipato i gruppi di studio delle varie sezioni dell'associazione Aimc.

 


Nella foto: alcuni momenti del convegno
 

Invitato in città dall'Associazione di volontariato Avulls onlus falconarese, con il patrocinio del Comune, il parlamentare europeo Magdi Cristiano Allam sarà a Falconara venerdì (16 ottobre c.a) per incontrare gli studenti degli istituti superiori e la cittadinanza.

Magdi Allam, editorialista e vicedirettore ad personam del Corriere della sera fino al 2008, porterà la sua testimonianza di vita. Il coraggio di una vita vissuta per ideale, la determinazione, l'impegno, i valori che muovono il suo agire nell'ambito culturale e sociale.

 

La giornata sarà intensa. Si partirà alle 10,45 nell'Aula Magna del Liceo Scientifico Cambi (ingresso di via degli Spagnoli), con un incontro rivolto agli studenti del quinto anno del Liceo Cambi e dell'Istituto tecnico commerciale Serrani. Nel corso del dibattito saranno toccati argomenti legati all'Unione Europea: i limiti, i problemi, le possibilità dell'Europa, l'ingresso di nuovi Paesi nell'UE.

Nel pomeriggio invece (dalle 18) si terrà un incontro con la cittadinanza nella Sala Convegni (sede del Consiglio Comunale) di Falconara Alta.

Il tema del meeting, che sarà coordinato, dal giornalista Rai Vincenzo Varagona, è “La mia vita tra Verità e Libertà, Valori e Regole, Fede e Ragione. All'interno del dibattito sarà presentato anche “Europa cristiana Libera”, l'ultimo libro di Allam che dopo aver abbandonato l'Islam si è convertito al Cristianesimo.

 

L'idea dell'Avulss di invitare colui che i suoi ammiratori citavano spesso (prima della recente conversione) come modello di musulmano moderato e di arabo perfettamente integrato nel mondo, nella cultura e nel sistema di valori propri dell'Occidente, è scaturita dalle positive esperienze dell'onlus cittadina che ha allestito una “Scuola in Rosa” (un corso di alfabetizzazione per le mamme straniere) e che quotidianamente garantisce gratuitamente un sostegno scolastico agli studenti stranieri che frequentano le scuole falconaresi.

Sarà quindi per i volontari dell'associazione un'occasione di confronto, ma anche il modo per far conoscere a più persone possibile questa realtà che opera a Falconara da quasi 20 anni. Le numerose attività dell'Avulss necessitano infatti di altrettanti volontari e proprio a febbraio del prossimo anno sarà attivato un corso tenuto da medici, sociologi e psicologici qualificati per formare le nuove leve dell'associazione cittadina. Per informazioni è possibile chiamare allo 0719161526 oppure al 3331472189. Inoltre è possibile recarsi agli sportelli dell'associazione, presso l'Asur 7 in via Rosselli, tutti il martedì dalle 15.30 alle 17.30 e il venerdì dalle 10 alle 12.

 

Un incontro cordiale in un clima di amicizia quello avuto, nella mattinata di lunedì 12, dall'arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, Francesco Giovanni Brugnaro, con il prefetto di Macerata Vittorio Piscitelli. Impegnato in un momento ufficiale presso l'ateneo camerte, il prefetto Piscitelli, approfittando anche della vicinanza tra la sede universitaria e la casa arcivescovile, ha voluto porgere il suo saluto a monsignor Brugnaro. Nell'occasione il prefetto, dopo aver salutato gli officiali di curia presenti, don Cherubino Ferretti e don Mario Cardona, ha avuto modo di visitare la casa arcivescovile ed ammirare nuovamente le opere conservate all'interno del museo diocesano, mostrando tutto il suo apprezzamento per le ricchezze ivi custodite. “Aver concentrato molte opere, precedentemente sparse in diversi paesini del territorio, in un unico luogo – ha osservato il prefetto – significa anzitutto esser riusciti a preservarle dal rischio di possibili trafugamenti. Sono poi rimasto favorevolmente colpito dalla generosità di monsignor Brugnaro, che fra l'altro è un intenditore, nel dare spiegazioni sulle opere stesse con aneddoti di storia che permettono non soltanto di ammirarle, ma anche di gustarle e che incuriosiscono anche chi, come me, è un profano”. “Un momento per me felice – le parole dell'arcivescovo – l'incontro con il prefetto Piscitelli. Credo sia importante per tutti noi fare in modo che le convergenze per il bene comune trovino quella solidarietà che, nel rispetto delle autonomie e delle competenze di ciascuno, aiutino le singole comunità a risolvere concretamente le difficoltà che si presentano e così superare serenamente ogni condizione, anche di disagio”. A conclusione dell'incontro l'arcivescovo e il prefetto, come due vecchi amici, hanno voluto condividere un aperitivo presso il bar Centrale di Camerino.

Don Edgar Mbegu è un sacerdote tanzanese, il quale nel 1990 aveva frequentato a Roma il primo ciclo di studi di Teologia. Nel 1995 giunse a Caldarola poiché doveva completare la tesi di dottorato alla Pontificia Università Urbaniana di Roma. Don Gilberto Spurio, allora parroco di Caldarola, gli trovò alloggio e lui collaborò come assistente in Parrocchia, completando così gli studi a Roma.
Nel novembre 1997, alla fine dei corsi, rientrò in Tanzania nella sua Diocesi di Sumbawanga, dove operò come animatore diocesano dell'Apostolato dei Laici, nella Pastorale Giovanile. Dal 2001 ad oggi è impegnato come responsabile nazionale della Pastolare delle Famiglie e dei Giovani nella Conferenza Episcopale con sede nella capitale Dar es Salaam. Un delicato incarico dove bisogna saper comunicare e comprendere le molteplici esigenze di tutti. È sempre impegnato in giro per la nazione ad acquisire le problematiche dei giovani e delle famiglie per cercare di aiutarli.
Il Tanganica raggiunse l'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1961; il nome “Tanzania” nacque nel 1964 dalla fusione del Tanganica (Tanzania continentale) con l'arcipelago di Zanzibar.
Alla fine del mese di luglio Edgar si è concesso un viaggio in Italia per ritrovare gli amici della Parrocchia di Caldarola, i quali lo ricordano con affetto, perché aveva sempre una parola saggia per tutti. Nella veste di attento osservatore, ci fornisce gradite notizie e impressioni sulla situazione attuale del suo paese. Ricorda con piacere Julius Nyerere (1922 - 1999) insegnante, economista e grande statista, padre della Tanzania, uomo dalla riconosciuta integrità.
Nyerere, quaranta anni fa, dopo il colonialismo, sosteneva che se il popolo desiderava lo sviluppo, erano necessarie quattro condizioni: partecipazione del popolo alla vita pubblica, suolo fertile, onesta linea di condotta in politica e una saggia leadership.
Edgar, con un velo di tristezza, costata oggi che da allora ben poco è cambiato. Viene spontanea la domanda: “Perché l'ideale di una nazione migliore non si è concretizzato?”.
In Tanzania il popolo vorrebbe partecipare alla vita pubblica, il suolo è fertile, l'acqua non manca, anche il sottosuolo è ricco di oro (terzo esportatore al mondo dopo Sudafrica e Ghana) diamanti e tanzanite, un minerale che si usa per il vetro.
Teoricamente, anche l'onesta linea di condotta in politica sembrerebbe realizzata, i piani poliennali di sviluppo sono stati completati. L'uomo comune però non avverte i miglioramenti e si rende conto che nulla o quasi è cambiato.
Da un'analisi spicciola sembra sia mancata la quarta condizione, cioè la saggia conduzione della Tanzania non si è verificata. Ciò ha portato alla corruzione, come ha dichiarato il presidente americano Obama nel suo recente discorso in Ghana: “All'Africa mancano politici onesti”.
Durante e dopo il colonialismo ci si lamentava che i beni del sottosuolo e la ricchezza del paese prendevano la strada della madrepatria dei colonizzatori. Dopo 48 anni, e, soprattutto nell'ultimo ventennio, ci si è accorti che il benessere e la ricchezza sono solo per pochi: per i politici, le loro famiglie e il loro entourage. Ingenti capitali sono depositati e investiti in banche estere: si stima che oltre 50 milioni di dollari USA dell'Africa sub sahariana siano versati nelle banche europee, americane e nei paradisi fiscali.
L'effetto, sotto gli occhi di tutti, è che la maggioranza delle persone comuni rimane nella povertà assoluta: mancano idonee cure sanitarie, scuole, acqua potabile, adeguate vie di comunicazione, elettricità e tutto il resto indispensabile a una vera modernizzazione.
La sanità e la scuola non preoccupano più di tanto la classe politica: i loro figli studiano in prestigiosi college all'estero e loro si curano in rinomate cliniche private sempre fuori del territorio nazionale.
Nei principali ospedali tanzanesi spesso mancano acqua, farmaci, apparecchiature sanitarie, scarseggiano i medici e il personale parasanitario. Nelle scuole mancano gli insegnanti, i libri, persino i banchi, anche le strutture sono arrangiate.
A onore del vero, Edgar chiarisce anche che gli stipendi dei medici e degli insegnanti sono bassi. Invece politici, banchieri, esattori del fisco, magistrati fanno parte della classe abbiente che non subisce le crisi; il reddito non è equamente distribuito.
Fin dal più sperduto villaggio si dispone dei cellulari, i ripetitori sono installati e tenuti in funzione - a costi irrisori - dalle multinazionali. Questi apparecchi, pur utilissimi se utilizzati saggiamente, non riescono a migliorare la qualità della vita della maggior parte dei poveri, anzi per loro è un pesante onere.
La mancanza della necessaria istruzione e di corretta informazione fa sì che la maggioranza della popolazione non riesca a rendersi conto di quali siano i reali problemi del paese e di come si possa migliorare il tenore e la qualità della loro vita.
La concezione dei diritti, doveri e privilegi non è correttamente percepita. L'acqua, le strade, le scuole e le cure sanitarie sono ritenute da qualcuno come privilegi e non come diritti inalienabili.
C'è bisogno di istruire le persone per metterle in grado di conoscere i loro diritti e doveri e di saper chiedere spiegazioni critiche all'inavvicinabile leadership. Da ciò nascerebbe senza dubbio una democratizzazione di tutta la società, senza la quale la povertà non si potrà sconfiggere né tantomeno si potrà limitare i danni delle più diffuse malattie.
In tutto ciò la Chiesa può svolgere un ruolo fondamentale, prima di tutto essendo più vicina ai sofferenti e ai bisognosi, vittime di questa situazione. Dovrebbe partecipare attivamente al processo d'istruzione e formazione, impegnandosi soprattutto nella giustizia sociale. All'interno della Conferenza Episcopale c'è un Comitato per la Giustizia Sociale che si adopera a preparare una classe giovanile e dirigente migliore.
Facciamo gli auguri di un felice ritorno a Edgar, sperando che ci venga a trovare di nuovo, portandoci notizie di prima mano sull'Africa nera, e che le legittime aspirazioni dei suoi connazionali si realizzino.
Eno Santecchia


 

Il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha ricevuto la visita del cardinale di Cracovia, Stanislaw Dziwisz. Il presule polacco era accompagnato da monsignor Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona e Osimo. La sua presenza nelle Marche è legata alle celebrazioni per il decimo anniversario della visita di Giovanni Paolo II, in occasione del millenario della Cattedrale di San Ciriaco (Ancona) e al quindicesimo dell'ordinazione episcopale di monsignor Menichelli. Dziwisz è stato segretario particolare e amico di Giovanni Paolo II. Ha trascorso quarant'anni accanto a Karol Wojtyla. La sua esperienza è stata raccontata nel libro autobiografico “Una vita con Karol”, che il cardinale ha donato al presidente Spacca. Il governatore ha ricambiato con un bassorilievo di Valeriano Trubbiani: un'allegoria attraverso la quale l'artista raffigura l'operosità e vitalità marchigiana. Al cardinale è stato donato anche il libro, edito dalla Regione, “Marche, gente e terra”. L'incontro sì è svolto nella massima cordialità e in un clima di reciproca stima. (r.p.)

Il presidente della Provincia di Macerata, Franco Capponi, è stato nominato vice presidente dell'Unione della Province Marchigiane, articolazione regionale dell'Unione Province d'Italia. L'elezione è avvenuta in occasione dell'assemblea generale della Upi Marche che si è svolta oggi ad Ancona.

Capponi fa parte del rinnovato Consiglio direttivo alla cui presidenza è stata eletta Patrizia Casagrande, presidente dell'Amministrazione provinciale dorica, ed entra di diritto nell'ufficio di presidenza dell'Unione insieme all'altro vice presidente, Fabrizio Cesetti di Fermo.

Nei rinnovati organi dell'Upi Marche forte risulta la presenza di amministratori maceratesi. Nel Consiglio direttivo sono stati eletti, infatti, anche i consiglieri provinciali Alessandra Boscolo, Emanuele Crisostomi e Augusto Ciampechini. Altri due rappresentanti del Consiglio provinciale di Macerata sono stati nominati nel Collegio dei revisori dei conti. sono Gustavo Postacchini (nominato vice presidente) e Francesco Acquaroli, revisore dei conti supplente.

Infine il consigliere provinciale Pietro Cruciani è stato eletto tra i sei amministratori provinciali che rappresenteranno le Marche al prossimo Congresso nazionale delle Province d'Italia, in programma il 9 e 10 dicembre a Roma.

“A spasso nel tempo…Ipotesi, tradizioni e tipicità” è l'ultimo libro scritto da Eno Santecchia, che lo ha presentato lo scorso agosto nella splendida cornice del Castello di Vestignano di Caldarola. “Un taglio nuovo, diverso del lavoro – il commento del professor Rossano Cicconi che ha scritto l'introduzione all'opera – Abbiamo, nel libro, un'esile trama storica che, però, interessa relativamente; non è, infatti, un libro di storia, ma un'opera volta a farci riflettere su cose che magari sono vicine a noi, ma che non consideriamo più di tanto”. Dell'autore Eno Santecchia ci parla il professor Alberto Cingolani: “Eno, che io conosco per aver presentato altre sue opere, ha la caratteristica di saper raccontare la storia. E raccontare gli avvenimenti del passato con uno stile adeguato, sentito, che procura nel lettore delle emozioni è molto importante. Anche in questo caso – continua il prof. Cingolani – aver raccontato il passato di Vestignano non solo dal punto di vista artistico, ma anche dal punto di vista economico, culinario trasmette quel senso di importanza che sprona il lettore a visitare quello che legge”.

(nei file audio allegati le recensioni dei prof. Alberto Cingolani e Rossano Cicconi)

Lavori di ripavimentazione di piazza Cavour a Camerino bloccati per intervento della Sovrintendenza. Motivo? Il rinvenimento di un blocco di pietra risalente ad epoca romana.
Per i più ottimisti è il segnale di un tesoro nascosto che, scavando ulteriormente, potrà essere riportato alla luce. Per i più pessimisti, invece, è solo l'ennesimo, fastidioso, ritrovamento che farà slittare ancora la conclusione dei lavori di rifacimento delle infrastrutture. Il solito balletto tra entusiasti e seccati, dunque, con la sovrintendente per i beni archeologici delle Marche, Mara Silvestrini, che questa volta ha però lasciato trasparire un certo entusiasmo.
Quel blocco di pietra, rinvenuto nel lato della piazza opposto alla cattedrale, potrebbe realmente essere il segnale che il sottosuolo di piazza Cavour nasconde importanti testimonianze di epoca romana. Tanto che i lavori alle infrastrutture sono stati immediatamente bloccati dopo un sopralluogo a cui hanno partecipato il sindaco Dario Conti, l'assessore Roberto Lucarelli ed i tecnici del Comune di Camerino.
E pensare che la scelta di procedere in quel punto della piazza era stata operata proprio per accelerare i lavori e ripristinare quanto prima la viabilità in piazza. “Nell'altro lato della piazza – ha infatti spiegato l'assessore Lucarelli – dovevamo lasciare il tempo alla sovrintendenza di procedere con gli scavi a mano, poichè anche lì, come è noto, erano stati effettuati alcuni ritrovamenti. Così, per non perdere troppe settimane, si era deciso di procedere nel lato opposto. Questa mattina abbiamo avuto la sorpresa”.
“C'è poco da essere preoccupati – ha affermato il sindaco Dario Conti –. Se da lì sotto dovesse saltare fuori qualcosa di veramente rilevante dal punto di vista archeologico, Camerino si ritroverebbe con un enorme tesoro in più. Proviamo solo a renderci conto che cosa significherebbe una scoperta del genere per la nostra città. Se, invece, la Sovrintendenza, dopo i dovuti studi, ci dirà che si potranno riprendere le opere sulle infrastrutture, allora vorrà dire che avremmo perso al massimo una decina di giorni di lavori”.
Non resta che aspettare, quindi, con gli operatori della cooperativa incaricata dalla Sovrintendenza per i beni archeologici delle Marche che sono già al lavoro intorno al grosso blocco in pietra. Lo scavo, per adesso, procederà a mano e saranno effettuati ulteriori sondaggi anche nell'area circostante, poichè, come già detto, c'è il sospetto che alcuni edifici di epoca romana possano essere rimasti sostanzialmente intatti sotto la vecchia pavimentazione di piazza Cavour. Le auto ad ogni ora del giorno e della notte e la sosta selvaggia, per una volta, possono aspettare.
 

Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax 0737.633180
Cellulare: 335.5367709

radioc1inblu@gmail.com

L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione dal 1921
Piazza Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax: 0737.633180
Cell: 335.5367709

appenninocamerte@gmail.com

Scopri come abbonarti

Trasparenza

Questo sito utilizza i cookie

Puoi accettare e proseguire la navigazione o per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo
Clicca per ascolare il testo