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"Si dia inizio ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono Venanzio". Così, come ogni anno, alla vigilia della festa di san Venanzio martire, patrono di Camerino, il banditore chiude la lunga e suntuosa cerimonia dell'Offerta dei Ceri, autorizzando l'accensione di un grande falò propiziatorio. Una manifestazione suggestiva, molto partecipata nonostante una temperatura tutt'altro che mite, che ha visto sfilare i cortei dei terzieri di Muralto, Sossanta, Di Mezzo ed il corteo composto dai rappresentanti delle Arti Maggiori, delle Arti Minori, dei Comuni del circondario di Camerino. Accompagnati dal rullo dei tamburi e dal suono delle chiarine i figuranti hanno raggiunto la basilica di san Venanzio, all'interno della quale si è svolta la suggestiva cerimonia. L'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, nel suo breve discorso, ha voluto richiamare l'importanza della solidarietà non solo di tipo economico – sociale, ma anche a fare in modo che la qualità delle relazioni umane abbia sempre a modificarsi e trasformarsi. “Credo – ha detto mons. Brugnaro – che di questo abbia bisogno la nostra città soprattutto in quelli che sono i temi più scottanti, nel rispetto delle persone e nella discussione di metodi e contenuti, così da trovare una concordia che permetta di realizzare il bene comune non squalificando le persone, ma usando i beni ed i talenti di tutti”. Dopo la cerimonia all'interno della basilica tutti i figuranti si sono disposti sul sagrato della chiesa dove gli atleti che disputeranno la corsa alla spada hanno, come detto, acceso il grande falò.

 

Un relatore d'eccezione per i sacerdoti della diocesi di Camerino – San Severino Marche. Su invito dell'arcivescovo Brugnaro giovedì 20 maggio sarà nella città ducale Sua Eminenza il Cardinale Albert Vanhoye. Il Cardinal Vanhoye, considerato uno dei più grandi studiosi di esegesi biblica di tutta la Chiesa cattolica ed uno dei biblisti più importanti della storia contemporanea, affronterà il tema del “sacerdozio di Cristo nella Lettera agli Ebrei”.
Nato a Hazebrouck, nel nord della Francia, il 24 luglio 1923 e ordinato sacerdote il 25 luglio 1954, Albert Vanhoye è stato dal 1990 al 2001 strettissimo collaboratore dell'allora Cardinale Joseph Ratzinger in qualità di Segretario della Pontificia Commissione Biblica, presieduta proprio da Ratzinger.
Papa Benedetto XVI lo ha innalzato alla dignità cardinalizia nel concistoro del 24 marzo 2006.
Su mandato di Papa Benedetto, dal 10 al 16 febbraio 2008, il Cardinale Vanhoye, ha tenuto gli esercizi spirituali alla Curia Romana alla presenza dello stesso Pontefice.
 

Con i suoi 15 quintali di peso e soprattutto per la sua accentuata muscolosità che ne accentua la notevole mole, “Rick”, toro cresciuto nell'allevamento dei fratelli Mei a Morrovalle ha preso sulla sua testa le insegne di miglior toro adulto (categoria oltre 36 mesi di età) di razza bovina marchigiana. Il concorso tra i bovini iscritti al Libro genealogico della Marchigiana, che l'Anabic indice ogni anno all'interno della Rassegna agricola centro Italia di Macerata, è rimasto comunque ad appannaggio della stessa “famiglia”: Rick, infatti, ha tolto scettro di miglior toro della categoria al fratello Raggio, vincitore alla Raci per due anni consecutivi, nel 2008 e nel 2009. Entrambi i tori, che al momento della premiazione di Rick sono stati condotti insieme sotto al palco della autorità da Marco e Gilberto Mei, sono figli di Otello, toro campione della razza nel 2007, a sua volta figlio di Erode, incoronato “re” nell'edizione della Raci nel 2002, il quale era cresciuto tra la fine degli anni '90 e i primi di questo secolo nel Centro Tori di Macerata, gestito dall'Associazione provinciale allevatori. Dino Mosca, direttore dell'Apa, non ha nascosto la sua soddisfazione, sottolineando come l'azione del Centro, annesso all'Istituto tecnico agrario di Macerata, continui a dare un contributo determinante al miglioramento della Marchigiana, ormai affermatasi, sia in Italia, sia all'estero, come razza animale da carne di indiscussa qualità. Il "seme" di “Erode” e quello di altre decine di tori allevati nel Centro maceratese negli ultimi dieci anni hanno già fatto il giro del mondo in allevamenti del Sud America, della Nuova Zelanda e del Sud Africa dove il bovino "marchigiano" è molto diffuso e prossimamente con molta probabilità anche in Paesi del Nord Africa e dell'Africa sub-sahariana. Non ha caso insieme al presidente della Provincia, Franco Capponi, al momento di premiare Rick, c'era l'ambasciatore delle Mauritania in Italia, Aly Haiban, intervenuto a tutti e tre i giorni della Raci insieme a rappresentanti di Governi di altri quattro Paesi africani.
Alla cerimonia di premiazione hanno preso parte anche l'assessore all'agricoltura, Patrizio Gagliardi, il sindaco di Macerata, Romano Carancini, presidenti di associazioni di categoria, dirigenti dei servizi agricoltura della Regione e Roberta Abodi della direzione per i Paesi dell'Africa sub-sahariana del Ministero degli Esteri.
Il presidente della Provincia, Franco Capponi, ha ringraziato tutti gli allevatori per l'impegno e la passione che mettono nel loro lavoro e per gli esaltanti risultati raggiunti nella qualità della razza bovina Marchigiana. Da parte dell'Amministrazione provinciale - ha aggiunto Capponi - c'è la volontà di potenziare e rinnovare ancora la Raci che già quest'anno ha potenziato l'aspetto tecnico-scientifico con appositi convegni (tra questi quello sulla nuova razza del “Suino della Marca” ) e riportando in fiera il settore della meccanizzazione agricola. L'assessore Gagliardi ha annunciato che dal prossimo anno la Raci sarà ulteriormente anticipata all'inizio della primavera allo scopo di favorire una ancora maggiore partecipazione di espositori ed operatori, entrando così in “concorrenza” più diretta con le altre due importanti fiere agricoli nazionali del centro Italia, quelle di Bastia Umbra e di Lanciano.

Nella foto, Rick con il “fratello” Raggio e il presidente Capponi
 

Venerdì 14 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino è stato presentato il volume “La Crocifissione di Petrignano” edito da CRACE.
La pubblicazione è dedicata all'opera pittorica del ‘600 romano, proveniente dalla Chiesa di S. Croce di Petrignano di Fiordimonte danneggiata dal sisma del ‘97 e restaurata per volontà dell'Arcidiocesi di Camerino e del Comune di Pievebovigliana con il contributo della Distilleria Varnelli.
La storica azienda liquoristica, che opera tra Pievebovigliana e Muccia, da sempre attenta alla valorizzazione del territorio e sensibile nei confronti della cultura, ha celebrato i 140 anni della propria attività, restituendo alla comunità l'originale splendore del dipinto del XVII sec. ora collocato nel Museo “Raffaele Campelli” di Pievebovigliana.
La presentazione del volume, all'interno dell'aerea della Regione Marche (H22 J21 nel Padiglione 2 del Lingotto di Torino), è stata curata dall'Arch. Luca Maria Cristini, Direttore dell'Ufficio Beni Culturali dell'Arcidiocesi di Camerino e da Orietta Maria Varnelli, alla presenza dell'Assessore alla Cultura Pietro Marcolini e del Presidente dell'Assemblea Legislativa della Marche Vittoriano Solazzi.

 

 

“Prevenzione del rischio ambientale, tutela dell'ecosistema e sviluppo sostenibile sono tre concetti chiave per i quali la Regione Marche si è impegnata da tempo e su cui continuerà ad orientare le proprie azioni politiche”. E' quanto ha ribadito l'assessore Serenella Moroder, visitando questo pomeriggio la stazione radar antiquinamento della Regione Marche, in località Fornetto, sulla collina Montagnola di Ancona.
Il radar consente di rilevare, tramite il suo sensore, la presenza di navi con carichi pericolosi, come il petrolio, fino a 40 miglia dalla base; dispone di un telescopio che identifica visivamente una nave fino a 50 chilometri; permette il monitoraggio dell'entrata e uscita di ogni singola nave dall'area portuale del Golfo di Ancona in un raggio che include anche la raffineria Api e i relativi terminali. E' in fase di sperimentazione anche un network per ottenere informazioni in tempo reale mediante avvistamento diretto di inquinamenti in mare e in terra.
“Si tratta di un'attività di estrema importanza – ha commentato l'assessore Moroder – per la salvaguardia del nostro mare. Sappiano che il 20% del traffico mondiale di petrolio transita nel Mediterraneo e, di questo, una percentuale consistente attraversa l'Adriatico”.
Le cronache parlano molto di frequente di incidenti dovuti a sversamenti di petrolio che degenerano in disastri ambientali. L'ultimo è quello che ha interessato la piattaforma “Deepwater Horizon” nel Golfo del Messico, al largo delle coste della Louisiana.
“Questa situazione – ha continuato Moroder - non può essere paragonata a quella dell'Adriatico ma deve comunque farci riflettere. Nell'immaginario collettivo, l'inquinamento del mare è legato a questi grandi disastri ma ciò è solo un aspetto del problema, perché gli inquinamenti ordinari, ossia i rifiuti di ogni genere che vengono scaricati quotidianamente in mare dalle navi, sono pericolosi tanto quanto quelli straordinari. Il nostro è un mare chiuso, dal fondale basso, caratterizzato da scarso ricambio idrico. Un ambiente marino sensibile e vulnerabile che va difeso”.
La Regione Marche già dal 2004 si è attivata per evitare il rischio di disastri ecologici. A questo scopo è stato avviato il progetto DAMAC (Difesa Ambientale del Mare Adriatico e Comunicazioni), realizzato in sinergia con gli Stati che si affacciano sull'Adriatico, che si basa su un'attività di monitoraggio e raccolta dei dati sui rischi ambientali e che punta a uno sviluppo sostenibile dei territori delle fasce costiere.
“Le attività di monitoraggio – come ha spiegato l'assessore Moroder – mirano alla prevenzione dell'inquinamento accidentale e di quello intenzionale, cioè al rilascio doloso di idrocarburi, rilevati anche attraverso l'acquisizione di immagini satellitari”.
La Regione si sta inoltre attivando per l'organizzazione degli interventi da attuare in caso di spiaggiamento di idrocarburi dispersi in mare. (s.g.)
 

Il comitato Cam–bio ha aderito alla campagna di raccolta firme per l'indizione del referendum abrogativo degli articoli di legge che prevedono la privatizzazione della gestione del servizio idrico. Presso l'ufficio anagrafe del comune di Camerino e presso il comune di Fiastra sono disponibili i moduli per le firme. Dal 14 al 23 maggio prossimi anche Cam-bio ha organizzato un punto di raccolta firme lungo corso Vittorio Emanuele a Camerino. Per informazioni 334/9274998 o www.cam-bio.net.

 

Ordinato sacerdote lo scorso 1 maggio p. Roberto De Luca, frate minore francescano, originario di Caldarola, ha voluto celebrare una santa messa nella chiesina del convento di Colfano che conserva le reliquie del beato Francesco da Caldarola. Una celebrazione che ha visto convenire a Colfano moltissimi fedeli provenienti dalle zone limitrofe. Nell'omelia padre Roberto ha posto l'accento sul ruolo avuto dal beato Francesco nella zona in cui è vissuto e dove ha operato, mettendo in pratica il messaggio cristiano attraverso la costituzione del monte di pietà, prima banca sociale a sostegno dei poveri senza la contropartita di interessi, e la fondazione dell'ospedale. Prendendo spunto dall'opera del beato, padre Roberto ha anche puntualizzato tre aspetti, visti in negativo, dell'agire umano: la ricchezza, l'invidia, la falsità. “Credo sia importante – ci dice padre Roberto – sottolineare come Cristo non sia mai stato falso, ma sempre vero; una persona che non ha mai fatto “chiacchiere”, ma ha sempre detto le cose come stavano senza paura di mostrare la verità; nel mondo ha predicato una logica, quella dell'amore che va contro la logica del denaro. Nella vita la cosa importante è incontrare Cristo, perché solo incontrando Cristo possiamo capire la verità delle cose. E nella verità delle cose – conclude padre Roberto – possiamo liberamente impostare la nostra vita in qualsiasi stato, da sposati come da sacerdoti”. Il convento francescano di Colfano è sempre stato un forte punto di riferimento spirituale per gli abitanti della zona che hanno vissuto drammaticamente la decisione dei frati, nella metà degli anni '80, di lasciare questo luogo. Per una giornata Colfano è tornato a rivivere; nelle testimonianze delle persone intervistate l'augurio che possa rivivere stabilmente anche in futuro.

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Un nome, una garanzia. Il Gambero rosso, nota realtà editoriale in ambito enogastonomico, quest'anno ha deciso di stilare una curiosa classifica per stabilire le migliori paste all'uovo d'Italia.

Qui arriva la sorpresa perché fa parte di questa graduatoria anche “la Pasta di Camerino” definita come: “ una pasta fatta con arte e artigianalità, tipica e casalinga da far tenerezza, dalla godibilità immediata.”

L'azienda camerte ha meritato il secondo posto ma si è classificata come prima per quanto riguarda il rapporto qualità-prezzo. La motivazione della rivista continua così: “ l'artigianalità si nota nel colore giallo intenso, nella disomogeneità della larghezza e della cartella delle fettuccine (sembrano tagliate a mano con il coltello), nell'aspetto poroso e opaco. Profumo dolce ed equilibrato con in evidenza un buon sentore d'uovo (dichiarato al 33,2%), che ritorna in bocca. Gusto dolce e tipico, con note di nocciola, decisamente piacevole, anche se non potentissimo. Consistenza ottima, grande elasticità e masticabilità. E con un esemplare rapporto qualità/prezzo”.

Di questo riconoscimento si è dichiarato, ovviamente, molto soddisfatto il patron dell'azienda Gaetano Maccari che si è detto molto contento soprattutto del fatto che questa classifica sia stata stilata da una rivista tanto seria come appunto “Gambero rosso” che rappresenta un riferimento per tutti gli amanti del buon cibo d'Italia. Questo è anche un punto d'orgoglio per la città di Camerino, oltre che un'ottima pubblicità per tutto il territorio.

 

 Secondo appuntamento per gli amanti della natura nell'Oasi intorno al lago Enel di Polverina, un bacino idroelettrico costruito alla fine degli anni '60 del secolo scorso lungo il corso del fiume Chienti per valorizzare la risorsa energetica dell'acqua. Intorno ad esso si è definito un sistema ambientale particolarmente favorevole allo sviluppo di essenze vegetazionali e all'insediamento di specie faunistiche che hanno portato ad identificare il lago come il fulcro di una grande oasi naturalistica.
In particolare nel lago Enel di Polverina e nel territorio circostante, è possibile osservare la presenza, a seconda delle stagioni, di varie specie migratorie e stanziali come: la garzetta, il cormorano, l'airone cenerino, lo svasso maggiore e tante altre specie, alcune delle quali nidificano nell'oasi. In primavera il territorio diventa area di sosta per diverse specie di rapaci e di altri uccelli protetti.
Nelle giornate di sabato prossimo, 15 maggio, e domenica 16 maggio, la Cooperativa Alcina e Legambiente Marche hanno organizzato in collaborazione con la Provincia di Macerata, l'Ente Nazionale Monti dei Sibillini, la Comunità Montana di Camerino, i Comuni di Pievebovigliana e Fiastra, la Regione Marche e varie associazioni e centri di educazione ambientale la seconda Festa dell'Oasi di Polverina con il contributo e la collaborazione di Enel che aprirà al pubblico, per visite guidate, la centrale idroelettrica di Valcimarra.
La centrale Enel di Valcimarra, il più grande impianto idroelettrico delle Marche, con i suoi circa 60 milioni di kWh di producibilità media annua, è in grado di soddisfare il fabbisogno di energia elettrica di circa 20.000 famiglie; in pratica assicura ogni anno una produzione di energia rinnovabile che consente di evitare l'immissione in atmosfera di quasi 50 milioni di chilogrammi di anidride carbonica (CO2).
L'attuale potenza e producibilità della centrale Enel di Valcimarra risalgono al 1967, anno in cui venne installato il gruppo turbina alternatore della potenza di 14,5 MW, che viene alimentato dalle acque del fiume Chienti transitoriamente invasate, per fini energetici, nel lago Enel di Polverina.
Il lago e l'oasi di Polverina si trovano lungo la Strada Statale Val di Chienti tra Foligno e Macerata nel territorio dei comuni di: Pievebovigliana, Fiastra e Camerino.

 

Per molte delle 710 aziende agricole con produzione biologica sparse nel territorio della provincia di Macerata si può aprire una nuova possibilità per quanto riguarda l'allevamento allo stato semibrado. L'Assam (Agenzia servizi settore agroalimentare) della Marche e le Università di Camerino e di Ancona hanno realizzato il progetto “Creazione di tipi genetici suini adatti all'allevamento semi brado” che sarà presentato in una apposito convegno all'interno della Rassegna agricola centro Italia (Raci) in programma nel prossimo fine settimana a Villa Potenza di Macerata. Si tratta della creazione di una nuova razza suina con uno schema di incrocio a tre vie, utilizzando una razza autoctona per la rusticità, una razza ad elevata attitudine materna ed una razza terminale dotata di adeguata carnosità. La parte genetica del progetto è curata dall'Ateneo di Camerino, attraverso una équipe medico-veterinaria coordinata dal prof. Carlo Renieri. Gli incroci sperimentali sono iniziati nel 2009 in un allevamento di Matelica gestito dall'Associazione provinciale allevatori. Tra circa mille suinetti sono stati selezionati per caratteristiche zootecniche (produttività, rusticità, qualità della carne) circa 25 maschi e 70 femmine. Questi riproduttori sono stati accoppiati fra di loro definendo con attenzione le coppie dei riproduttori per evitare la consanguineità, con l'obiettivo di fissare i caratteri ottenuti. Nel giro di alcuni cicli di incroci e della selezione dei migliori riproduttori, si arriverà a definire quelle che saranno le caratteristiche della nuova razza “Suino della Marca”.
Questa ultima fase del progetto è attualmente in corso presso sette aziende zootecniche marchigiane che allevano i maiali all'aperto. I risultati fin qui ottenuti sono molto positivi, tanto da far entusiasmare gli stessi agricoltori. Alla Raci ci saranno testimonianze dirette da parte dei protagonisti del progetto e gli agricoltori interessati avranno l'opportunità di approfondire l'argomento.
“Con questo ed altre iniziative simili – ha detto l'assessore provinciale all'agricoltura, Patrizio Gagliardi – intendiamo fare della Raci non solo una fiera di esposizione delle produzioni agricole ed agroalimentari di qualità, ma anche un momento di confronto tra operatori agricoli, nonché di incentivazione all'innovazione per un settore economico che rimane strategico per il nostro territorio”.

Nella foto, alcuni piccoli esemplari della razza “Suino della Marca”, nati nell'allevamento sperimentale di Matelica


 

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