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Il “patto sociale e giuridico” alla base della nostra Costituzione repubblicana; perché furono compiute determinate scelte; come esse si sono originate e chi ne sono stati gli artefici. Sono stati questi gli argomenti trattati nell'Aula Magna dell'Università di Macerata in occasione dell'ultimo dei convegni organizzati dalla Provincia di Macerata nell'ambito dell'iniziativa “25 aprile-2 giugno – Dalla Liberazione alla Repubblica”. Il programma, che ha avuto il patrocinio del Ministero dell'Istruzione e dei due atenei maceratesi, ha inteso costituire un'occasione celebrativa, ma soprattutto di riflessione di queste due tappe fondamentali dello Stato italiano. Di fronte ad un pubblico di giovani studenti delle scuole superiori di Macerata, si sono confrontati tre costituzionalisti in un dibattito moderato da Serena Sileoni. Il professor Tommaso Edoardo Frosini, dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, si è soffermato sull'importanza di aver affidato al popolo italiano (e per la prima volta anche alle donne) la vera scelta costituente, ovvero la forma repubblicana piuttosto che quella monarchica. Questo, secondo il professor Frosini, fu il momento in cui la democrazia si manifestò in tutta la sua bellezza, sia in forma partecipata che rappresentativa. Il professor Erik Longo, dell'Università di Macerata, ha invece tracciato il profilo dei costituenti e dell'Assemblea costituente, valorizzando in particolare il significato positivo della parola “compromesso”, che consentì alle varie forze politiche di votare compatte la Costituzione. Il professor Andrea Simoncini, già docente a Macerata ed ora titolare della cattedra di Diritto costituzionale all'Università di Firenze, ha invece illustrato una delle novità più essenziali della democrazia repubblicana, ovvero l'introduzione di un organo di garanzia anche nei confronti della maggioranza, quale è la Corte costituzionale. L'incontro è stato introdotto dal presidente del Consiglio provinciale, Umberto Marcucci e dal pro-rettore dell'Università di Macerata, Luigi Lacchè.

Nelle foto: i professori Simoncini, Frosini, Longo con il presidente Marcucci, il prorettore Lacché e Serena Sileoni
 

Sono state ricevute in Comune dal sindaco Romano Carancini e dall'assessore allo Sport Alferio Canesin, le pallavoliste della A.D. Pallavolo Macerata che dopo aver conquistato a Jesi il titolo di campionesse regionali, vincendo una partita combattutissima contro la compagine di casa favorita dai pronostici della vigilia, nel fine settimana disputeranno a Padova la finale del Campionato italiano della categoria Under 14. Con loro in Municipio anche la presidente della società Maria Cristina Marega, l'allenatore Nicola Bacaloni e il vice allenatore Michele Carancini. Il sindaco si è complimentato con le atlete, con i dirigenti e gli allenatori per il brillante risultato ottenuto nel campionato regionale sottolineando l'importanza dei valori di unità dello sport e lo spirito di gruppo che contribuisce a rafforzare le doti sportive permettendo di raggiungere traguardi così ambiziosi. Carancini ha poi consegnato nelle mani di Camilla Clementoni, capitana della squadra, lo stendardo del Comune auspicando un ritorno in città da campionesse italiane. Questi i nomi delle pallavoliste maceratesi: Francesca Capitani, Cristiana Morresi, Virginia Urselli, Arianna Trasarti, Margherita Montecchiarini, Camilla Clementoni, Giulia Lattanzi, Sofia Marincioni, Romani Dafne, Agostina Bessone, Gaia Bellesi e Chiara Salvucci.
 

Nella foto: il gruppo della A.D. Pallavolo Macerata con il sindaco e l'assessore allo sport
 

“Studenti e cittadini: comprendere le Istituzioni”.
Questo il titolo dell'iniziativa nel corso della quale il Consiglio Comunale ha incontrato il Consiglio Comunale dei ragazzi in un doppio appuntamento, uno presso il teatro “Alida Pepa” della Scuola Media di Potenza Picena e l'altro presso la palestra della Scuola Media di Porto Potenza Picena.
Agli incontri erano presenti, oltre alle scolaresche, i loro insegnanti e i rispettivi Dirigenti Scolastici, il Sindaco Sergio Paolucci, il Presidente del Consiglio Comunale Enrico Caraceni, gli Assessori, alcuni Consiglieri e poi i due Sindaci dei ragazzi (Greta Rossini per il Consiglio Comunale di Potenza Picena e Maximiliano Nader per quello di Porto Potenza Picena) e i 12 membri del Consiglio Comunale dei ragazzi.
Agli interventi introduttivi del Sindaco Paolucci e del Presidente del Consiglio Comunale Enrico Caraceni, sono seguiti gli interventi dei ragazzi che hanno rivolto delle domande agli amministratori pubblici e hanno espresso alcune loro considerazioni sull'argomento trattato. In modo particolare si è posto l'accento sul tema della libertà, della democrazia e sull'importanza della Carta Costituzionale e della conoscenza della storia non solo come bagaglio di cultura personale ma anche per poter affrontare e interpretare meglio il presente.
Al termine degli incontri, ai quali i giovani hanno partecipato con interesse e coinvolgimento, il Sindaco e i Dirigeti Scolastici dei due istituti comprensivi del territorio hanno manifestato apprezzamento per la buona riuscita dell'iniziativa e per il riscontro in termini di interesse ricevuto dai giovani.

 

“Due nuovi, prestigiosi eventi si preparano a dare lustro alle Marche”. Così il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, nel presentare il match Italia-Cina di World League di pallavolo in programma il 13 giugno, alle ore 18, al Palarossini di Ancona e il Campionato mondiale assoluto che si disputerà dal 30 settembre al 2 ottobre, sempre nel capoluogo dorico.
Alla presentazione sono intervenuti anche il vicesindaco, assessore allo Sport del Comune di Ancona e presidente Fipav Marche (Federazione volley) Franco Brasili; il vicepresidente del Comitato mondiali volley, Andrea Pietroni; Flavio Falzetti, il calciatore impegnato con la sua associazione nell'attività di prevenzione e ricerca su leucemie e linfomi, e Damiano Tommasi, noto calciatore e primo sportivo italiano a giocare in Cina.
“Le Marche – ha spiegato Spacca – sempre più si confermano come location privilegiata per eventi sportivi, culturali, politico-istituzionali di livello nazionale ed internazionale, per la cui organizzazione la nostra regione si dimostra ogni volta assolutamente all'altezza. Oggi tocca allo sport offrire alle Marche una vetrina d'eccezione e la cosa ci riempie di soddisfazione. Le manifestazioni come i Mondiali di volley entrano a pieno diritto nella programmazione turistica regionale, perché proprio grazie ad essi e all'impegno che in questo senso il Coni Marche e le singole Federazioni svolgono, si possano prolungare a tutti i mesi dell'anno le stagioni turistiche nella nostra regione”.
“Di particolare significato – ha continuato Spacca - è l'evento di giugno con la partita di World League Italia-Cina: un match che cade in un anno particolarmente intenso per il rafforzamento dei rapporti tra le Marche e il Paese asiatico, dove la nostra regione è presente da diversi mesi con la mostra itinerante su Padre Matteo Ricci, dove la prossima settimana inaugureremo lo stand marchigiano all'Expo universale di Shanghai e dove le nostre aziende stanno intessendo proficue relazioni economiche. Anche attraverso la cultura in senso lato, in cui lo sport rientra a pieno titolo, è possibile rafforzare le relazioni internazionali come sta avvenendo con la Cina”.
“Sono passati 32 anni – ha ricordato Brasili – da quando Ancona ha ospitato per la prima volta il Campionato mondiale di volley. Un'impresa esserci riuscita per ben due volte. Tutta la città sarà coinvolta prima nell'evento del 13 giugno e poi a settembre”.
Accanto al valore sportivo degli eventi in programma c'è anche quello sociale e umano, abbinando agli incontri agonistici un incontro di calcio a fini benefici, in programma il 5 giugno, allo Stadio Dorico. A presentarlo sono stati Flavio Falzetti e Damiano Tommasi. Scenderanno in campo la Nazionale di Calcio dei Papaboys e la squadra Life Football Club Ritorno alla vita, in cui giocherà lo stesso Tommasi, per sostenere l'attività dell'Associazione Flavio Falzetti.
Per queste iniziative che coinvolgono lo sport, la cultura, l'imprenditoria, l'integrazione, è stato coniato lo slogan “Sport chiama…impresa. Le Marche? Mondiali!”. Il messaggio che richiama è stato consegnato simbolicamente dalla Federazione Pallavolo al presidente Spacca affinché lo affidi alla delegazione marchigiana in vista del prossimo viaggio a Shangai.


 

Una splendida giornata di sole, dopo tanta pioggia, ha fatto da cornice, a Camerino, alla 29à edizione della Corsa alla Spada, manifestazione che chiude i festeggiamenti in onore di S. Venanzio Martire, patrono della città ducale. Tanti gli spettatori che hanno assistito allo splendido corteo storico, con gli attori Marco Prosperi e Marina Limosani ad impersonare il duca e la duchessa Da Varano. Momento commovente è stato la comparsa di Camilla da Varano, la monaca clarissa che sarà santificata da Benedetto XVI il prossimo 17 ottobre, all'interno del corteo, nella rappresentazione dell'episodio nel quale il padre, Giulio Cesare, nonostante la sua originaria avversione, accetta la scelta della figlia. Per la cronaca la Spada è stata conquistata per il secondo anno consecutivo da Matteo Falsi, terziero di Sossanta, che ha preceduto, nell'ordine, Battista Vennera (Sossanta), Andre Grelloni (Di Mezzo) e Walter Federici (Muralto). Il palio è andato al terziero di Mezzo, al secondo posto il terziero di Muralto ed al terzo quello di Sossanta.

Il neo assessore ai Beni e Attività Culturali della regione Marche Pietro Marcolini, su invito del prefetto di Macerata Vittorio Piscitelli, ha incontrato nei giorni scorsi l'arcivescovo di Camerino – San Severino Marche mons. Brugnaro. Nel corso dell'incontro l'assessore Marcolini ha ribadito l'impegno della regione per creare un motore di sviluppo che faccia leva su elementi concreti, quali i beni culturali ed il patrimonio artistico e religioso, gelosamente custoditi da secoli. Un ruolo strategico al riguardo lo giocano sicuramente le diocesi; anche Camerino attraverso l'ufficio dei beni culturali, diretto dall'architetto Luca Maria Cristini, sta concentrando le sue forze per mantenere e valorizzare le tante opere d'arte custodite nelle chiese e nel museo diocesano. La visita ha avuto un momento importante al Castello di Lanciano. Accompagnati dal presidente della Masogiba, professor Ettore Orsomando, gli ospiti hanno potuto osservare le bellezze del Castello e le meraviglie del parco. L'assessore Marcolini, maceratese doc, è rimasto particolarmente colpito dal contesto ambientale, ecologico, naturalistico, ricco di bio diversità floristica e zologica che circonda il castello, assicurando anche il suo diretto interessamento per la valorizzazione del sito. Anche il prefetto Piscitelli, che già ne conosceva le bellezze, ha incoraggiato l'assessore regionale a promuovere questi luoghi, in particolare il Castello, a suo dire prezioso scrigno di tesori. L'arcivescovo Brugnaro ha mostrato particolare soddisfazione per la visita dell'assessore Marcolini e del prefetto Piscitelli e, convinto sostenitore di tutte le bellezze del territorio, ha manifestato l'intento di porre in essere iniziative volte alla valorizzazione del Castello di Lanciano, vero punto di forza per il turismo locale.

 

Una presenza vispa, giovanile, a dispetto dei suoi 87 anni, uno sguardo limpido e penetrante, una voce forte, un linguaggio semplice nella sua profondità, un'invidiabile chiarezza espositiva. Questi è il cardinale Albert Vanhoye, uno dei maggiori studiosi di esegesi biblica della Chiesa cattolica, che nella mattinata del 20 maggio ha incontrato, su invito dell'arcivescovo Brugnaro, i sacerdoti della diocesi di Camerino – San Severino Marche, proponendo due meditazioni sul tema “sacerdozio di Cristo nella lettera agli Ebrei”.

Eminenza, un tema molto importante nell'anno sacerdotale….
Certamente. La lettera agli Ebrei ci dà una sintesi di cristologia sacerdotale. Si può dire che è l'unico trattato di cristologia che si trova nel nuovo testamento. Questo libro della scrittura ci permette di approfondire il mistero di Cristo dal punto di vista sacerdotale. Dimostra che Cristo, che non poteva essere sacerdote secondo la mentalità ebraica non essendo della tribù di Levi, in realtà è diventato, in un senso tutto nuovo, sommo sacerdote eterno, perfetto, mediatore della nuova alleanza.

Lei è stato creato cardinale senza essere vescovo proprio in virtù dell'amicizia con Benedetto XVI.
La mia nomina si spiega perché sono stato segretario per sette anni della commissione biblica presieduta dall'allora cardinale Ratzinger. Quando poi è divenuto papa ha avuto la generosa idea di farmi cardinale per fare anche un omaggio alla commissione biblica.

In quest'ultimo periodo il santo padre sta difendendo la Chiesa dal male che la attanaglia dall'interno. Come mai?
Siamo purtroppo peccatori e sempre è necessaria la lotta contro il peccato. Cristo ci dà la grazia sufficiente, ma la debolezza umana è così profonda che molti cedono alle tentazioni. Si tratta di un gran male per la Chiesa, specialmente se a cedere alle tentazioni sono sacerdoti che, come dice san Pietro, dovrebbero essere i modelli del gregge. Il santo padre, comunque, va avanti con fiducia nel Signore, con coraggio ed anche con dolore, offrendo questo dolore in riparazione dei peccati. E allora tutto ridiventa positivo.

 

Una giornata intensa di incontri con presidenti ed assessori di altre Province per un costruttivo confronto sui progetti di ammodernamento della pubblica amministrazione locale ed al termine anche un cordiale incontro con il Ministro per l'Innovazione, Renato Brunetta. E' trascorsa così, con la presenza anche ad alcuni convegni e la visita a diversi stand, la partecipazione del presidente della Provincia, Franco Capponi e dell'assessore con delega ai rapporti con gli enti locali e alle reti informatiche, Nazareno Agostini, al Forum P.A. in corso a Roma.
In particolare gli amministratori maceratesi hanno preso parte al convegno “Verso una PA basata sul merito e l'innovazione per superare la crisi” e poi al workshop organizzato dall'UPI sul ruolo delle Province per una sfida energetica dell'UE, meglio chiamato "Covenant of Mayors". Un tema, quest'ultimo, su cui la Provincia di Macerata è attualmente impegnata, tanto che proprio la settimana scorsa aveva organizzato un incontro sullo stresso argomento ad Abbadia di Fiastra con la presenza di amministratori dei Comuni maceratesi. Di questo argomento il presidente Capponi ha parlato anche con Giuseppe Castiglione, presidente nazionale dell'Upi e presidente della Provincia di Catania, con Samuele Furfari (DG Energia Commissione europea) e con Daniela Del Vecchio, responsabile Spazio Europa Upi Tecla di Bruxelles.
La modernizzazione dell'apparato pubblico e il potenziamento della informatizzazione degli enti locali sono stati gli argomenti trattati nel cordiale incontro che Capponi ed Agostini hanno avuto con il Ministro Brunetta durante la visita agli stand.


Nelle foto, il presidente Capponi e l'assessore Agostini con il Ministro Brunetta al Forum P.A.
 

Nella mattinata del 19 maggio gli alunni della prima elementare dell'Istituto Comprensivo “Enrico Mestica” di Macerata hanno effettuato una visita guidata presso l'Ufficio Circondariale Marittimo – Guardia Costiera di Civitanova Marche accompagnati dai docenti del plesso maceratese “Edmondo De Amicis”. Nell'occasione sono state illustrate le principali attività e i servizi istituzionali del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, con particolare riguardo all'attività operativa concernente il soccorso in mare, la sicurezza della navigazione e la salvaguardia dell'ambiente costiero – marino ed alle funzioni amministrative che lo stesso Corpo riveste. Accompagnati dal personale militare di questo Ufficio Circondariale Marittimo, gli studenti hanno effettuato una visita all'interno dell'area portuale avendo modo di verificare di persona le molteplici e svariate attività che vi si svolgono: cantieristica, peschereccia e diportistica ed inoltre è stato illustrato loro come importanza fondamentale abbia la dipendente Motovedetta CP 839, unità navale specializzata nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare.Ulteriori incontri saranno organizzati in futuro per avvicinare i giovani studenti al Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e per far loro acquisire le conoscenze sulle tematiche ambientali, sulla tutela e salvaguardia delle specie ittiche, sulla difesa dell'ambiente marino e costiero, nonché stimolare un atteggiamento partecipativo ed attivo teso alla difesa dell'ambiente e del proprio territorio ed a far conoscere il modo migliore per vivere il mare.

 

La trasmissione, di generazione in generazione, di un qualsiasi elemento della vita e della cultura di un popolo, è un obbligo cui nessuno può sottrarsi; pena, la perdita di un'identità culturale che è caratteristica del nostro paese. Spesso, purtroppo, la nostra storia è fatta di una tradizione orale, che si sta progressivamente affievolendo, diluendosi con il passare degli anni in ricordi più o meno vaghi, in memorie incerte. Ben venga dunque, qualunque occasione ci consenta di fermare nella nostra mente le usanze e le tradizioni del passato in modo da trasmetterle alle generazioni future.
Sotto quest'ottica merita un plauso generale la vestizione della chiesa di Sant'Urbano realizzata in occasione della festa del patrono, che si celebrerà il prossimo 25 maggio.
La vestizione della chiesa con damaschi fu pensata dal canonico Tommaso Peranzoni, curatore dell'eredità di Baldini. Nel 1671 lo stesso Baldini, prima di morire, dichiarò che “far si dovessero i preziosi paramenti di damasco cremisi, fregiati d'oro”. E preziosi lo furono davvero, se si pensa che i damaschi siano costati circa 1/6 di quanto speso per la costruzione dell'intera chiesa.
La prima vestizione, secondo la tradizione popolare, risale al 1680, con l'addobbo solo delle colonne, mentre tutta la chiesa fu addobbata per la prima volta nel 1823. Una vestizione totale risale di sicuro al 1975 come ricordano parecchi testimoni oculari e foto dell'epoca. La chiesa fu addobbata così come è possibile osservarla in questi giorni. L'ultima vestizione ufficiale, tra l'altro parziale, della chiesa risale al 1997, a qualche mese prima del terremoto che ha sconvolto la nostra regione; da allora più nessuno ha voluto imbarcarsi in quest'impresa senza dubbio impegnativa.
Quest'anno c'è riuscito Giovanni Paolo Soverchia, capace di coinvolgere nell'iniziativa un gruppo di appassionati come lui delle tradizioni del passato. Il merito di Giovannino sta nel voler lasciare una testimonianza scritta di questa fatica, in modo da essere tramandata alle future generazioni. Infatti, tutti i teli verranno numerati e catalogati e verrà realizzata, per mezzo di fotografie, una pianta della chiesa in cui ritrovare facilmente la disposizione dei teli.
Non è, di fatto, agevole districarsi tra i vari drappi damascati. Ogni colonna, ogni capitello, ogni cornicione ha il proprio pezzo, fatto su misura. Dopo il terremoto del '97, i drappi sono stati confusi tra loro ed è stato necessario procedere ad una paziente opera di catalogazione prima di proseguire con la vestizione. Si è inoltre resa necessaria una lunga opera di rammendo dei numerosi strappi prodottesi per l'usura del tempo e per l'imperizia usata nel maneggiarli. La stessa chiesa di Sant'Urbano, dopo il restauro, ha subito modifiche come l'impianto di riscaldamento, che hanno reso poco agevole l'accesso ai cornicioni; molti ganci e chiodi in cui erano attaccati i teli sono scomparsi, così come sono stati tappati i fori, presenti sulla volta, che venivano utilizzati per la calata delle corde necessarie a sollevare gli archi. Inoltre, la vestizione deve essere ben coordinata ed iniziare da un punto ben preciso della chiesa altrimenti c'è il rischio di non riuscire a ricoprire tutta la superficie.
Molto del lavoro è stato eseguito, come si faceva una volta, con l'ausilio delle scale; ragioni di sicurezza hanno imposto l'utilizzo di due “trabattelli” e di una piattaforma mobile, perché i cornicioni si trovano a circa 9 metri di altezza; la volta centrale è oltre i 13 metri.
Il compito ha richiesto una settimana di lavoro da parte di volontari volenterosi; l'opera è terminata sabato 15 maggio, in occasione dell'anniversario della prima messa di mons. Ezio Mosca, celebrata a Belforte del Chienti, 72 anni fa, nel 1938.
Grazie, Giovannino, e soci dell'equipe lavori pesanti.

Alberto Bevilacqua

 

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