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Un incontro di fede e di affetto quello che ha richiamato centinaia di persone nel duomo di Camerino davanti all'urna di santa Camilla Battista da Varano. Ad una settimana dalla proclamazione in piazza s. Pietro, la città di Camerino e l'intera arcidiocesi hanno voluto esprimere il riconoscimento a Dio a al papa per la canonizzazione. Il territorio era rappresentato dai sindaci, dai presidenti delle comunità montane, dalle più alte autorità.
La solenne messa pontificale, concelebrata da tre vescovi (Francesco Giovanni Brugnaro, Giancarlo Vecerrica e Domenico Marinozzi), da decine di sacerdoti e religiosi, è stata presieduta dal neo cardinale eletto Angelo Amato, prefetto della pontificia congregazione per le cause dei santi, il quale ha ringraziato per la calda accoglienza ricevuta a Camerino e ha tratteggiato la figura di Camilla Battista, una donna vissuta 5 secoli fa, ma tuttora attuale per il vigore della sua esperienza di fede.
Il vescovo della diocesi camerte-settempedana Francesco Giovanni Brugnaro, all'inizio della messa, ha salutato il neo cardinale Amato e tutte le persone presenti. In conclusione ha letto una bella e ispirata preghiera alla nuova santa, seguita con grande attenzione dalla folla dei fedeli.
Nella cattedrale camerte inondata di luce erano le confraternite in divisa della città, le monache clarisse di Camerino e San Severino Marche, giovani frati minori francescani, la "schola cantorum" del duomo diretta dal M° Silvio Catalini (all'organo il M° Lanfranco Ferroni), i cavalieri dell'ordine di Malta di Macerata.
Un gesto significativo è stato quello dell'offerta dell'olio a santa Camilla Battista: alimenterà una particolare lampada, che d'ora in poi arderà davanti al corpo della santa. La prima accensione è toccata al sindaco di Camerino Dario Conti. Il prossimo anno sarà la volta di San Severino, poi via via tutti gli altri comuni della diocesi. Il gesto sarà ripetuto il 2 giugno, ricorrenza già fissata nel calendario per santa Camilla Battista da Varano.
La domenica di festa si è chiusa con l'allegria degli scout in piazza e un rinfresco per tutti servito da Roberto Todini nei sotterranei e nelle sale del palazzo arcivescovile.

di seguito il discorso del Vescovo Brugnaro in Cattedrale.

 

Cattedrale 24 ottobre 2010 ore 17.00

 

Eminentissimo e Carissimo Signor Cardinale Nominato

 

                      ANGELO AMATO S.D.B.

 Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi

 

Eccellentissimo e Caro Vescovo di Fabriano-Matelica Mons. Giancarlo Vecerrica già Amministratore Apostolico, che concludesti il processo canonico arcidiocesano per la canonizzazione e Carissimo Mons. Domenico Crescentino Marinozzi O.F.M.Cap., originario di San Severino Marche, Vicario Apostolico Emerito si Soddo-Osanna in Etiopia,

   Carissimi Sacerdoti, distinte Autorità civili, politiche e militari, Sorelle Povere del Monastero di Santa Chiara, Religiosi e Religiose, Fedeli tutti qui convenuti per ringraziare il Signore per il dono ricevuto della Canonizzazione della Santa Battista Camilla (Varano) da CAMERINO.

Nella Sua Persona Eminentissimo e Caro Prefetto noi desideriamo dimostrare la riconoscenza al Santo Padre BENEDETTO XVI che domenica scorsa, con la Sua Apostolica Autorità, ha iscritto nell'album dei Santi della Chiesa Universale una cristiana figlia di questa Chiesa di Camerino-San Severino Marche e monaca dell'Ordine di Santa Chiara. Egli ci ha incoraggiato ad attingere dalla solida tradizione della Chiesa il patrimonio di vita autentica che culmina nella santità.

 La nostra Chiesa è ricca di storia francescana. Non solo a Renacavata di Camerino è nato l'Ordine dei Frati Cappuccini, ma questa stessa Cattedrale conserva nell'altare della navata di sinistra le spoglie del Beato Giovanni da Parma (morto nel 1289) sesto successore di S. Francesco d'Assisi. Mentre sotto l'altare della navata di sinistra riposa Pietro da Mogliano (morto nel 1490) il direttore spirituale della Santa, beatificato da Clemente tredicesimo e confermato da Pio VI. Santa Battista e il Beato Pietro da Mogliano debbono la conversione all'ascolto della predicazione del Beato Domenico da Leonessa. Tanto fervore francescano è arrivato fino a noi attraverso la presenza e l'attività di tutte le Famiglie francescane, soprattutto dei due monasteri delle Clarisse di Santa Chiara in Camerino e San Severino Marche. Le Sorelle Povere

del Monastero Camerte hanno affrontato con impegno indefesso la gioiosa fatica di questi anni, ma si trovano oggi a condividere festosamente con tutte le componenti della Chiesa e della società questa gloria del loro Ordine e delle Marche.

 In Santa Battista Camilla viviamo sintetizzata non solo la passata storia di un antico casato, la nobile vicenda di questa antica Diocesi che nei secoli seppe generare in questa regione numerose altre Chiese diocesane e donò il pontefice Clemente X che fu papa dal 1670 al 1676 , la fecondità del carisma dei Santi Francesco e Chiara, ma ci viene proposta l'attualità del dono della fede cristiana che è capace di dare senso generoso e nuovo alla vita di ogni uomo e donna.

  Noi chiediamo a questa Santa Donna di crescere nell'unità e nella formazione ecclesiale, di diventare per gli uomini del mondo d'oggi, soprattutto per i giovani e le famiglie, costruttori di una speranza affidabile, di farci carico di essere luce e sale del mondo là dove il senso dell'esistenza e il dono della vita producono per molti contemporanei cultura di morte, divisioni, disperazione e povertà sempre nuove.

  Per questo, anche l'umile gesto d'incominciare da oggi a far ardere accanto a Santa Battista Camilla da Camerino un lume, alimentato dall'olio delle nostre terre e offerto dai Comuni delle Vicarie dell'Arcidiocesi, significa preghiera per ottenere la concordia delle intenzioni e impegno da parte di tutti ad operare per il bene comune.

 Grazie, Eminentissimo Prefetto per essere tra noi e dica al Santo Padre la nostra fedeltà al Suo Magistero e la nostra volontà di vivere “da buoni cristiani e onesti cittadini”, come insegna il Suo amato Padre Don Bosco, e indegnamente anche mio, e al quale s'ispirano per tradizione i nostri oratori e il nostro impegno educativo.                           +Francesco Giovanni, arcivescovo

– E' uno dei ventiquattro nuovi cardinali eletti mercoledì scorso da Papa Benedetto XVI e – domenica 24 ottobre – farà proprio a Camerino la sua prima uscita ufficiale da porporato “nominato”. Parliamo di mons. Angelo Amato, dal 2008 Prefetto della Congregazione delle cause dei santi, chiamato dalla Diocesi camerte – già da tempo per questa giornata – a presiedere nella cattedrale il solenne pontificale di ringraziamento per la canonizzazione di Camilla Battista Varano. “Con lui – spiega l'arcivescovo di Camerino, mons. Francesco Giovanni Brugnaro –, che è stato attore importante per l'iter della canonizzazione, essendo per questo ambito il competente collaboratore del Santo Padre, rivivremo con spirito di riconoscenza il dono ricevuto. Egli saprà animarci e incoraggiarci per il cammino che si è recentemente proposta la nostra Arcidiocesi e susciterà la buona volontà di tutti per una concorde, operosa e solidale convivenza civile”. Nel corso della cerimonia (inizio ore 17), alla presenza del nuovo cardinale Amato, è previsto anche il rito dell'accensione di una lampada a olio che arderà di fronte all'immagine di Camilla Battista, proclamata santa domenica scorsa in piazza San Pietro di fronte a migliaia di fedeli. Il primo ad accendere quella lampada sarà il sindaco di Camerino, Dario Conti; poi, negli anni a venire, toccherà via via a tutti gli altri sindaci dei Comuni appartenenti alla diocesi di Camerino-San Severino. “Questo gesto – conclude l'arcivescovo Brugnaro – sarà la nostra supplica ardente all'intercessione della Santa, ma sarà anche un monito e un impegno per vivere in pace, da buoni cristiani e onesti cittadini, in tutti i paesi del nostro territorio”.

Camilla Battista Varano è santa

La clarissa di Camerino (1458-1524) canonizzata in piazza San Pietro da Benedetto XVI. Migliaia di fedeli hanno partecipato alla solenne concelebrazione.

 

Quella del 17 ottobre 2010 resterà una data storica per Camerino e la Chiesa locale: il Papa Benedetto XVI ha proclamato santa Camilla Battista Varano, sorella clarissa, nata nel 1458, morta nel 1524 e annoverata già fra i beati da Gregorio XVI nell'aprile del 1843. La solenne cerimonia si è svolta in piazza San Pietro di fronte a migliaia di pellegrini. La canonizzazione di Camilla Battista è stata unita a quella di altri cinque beati: un polacco, un canadese, una spagnola, un'australiana (per la prima volta nella storia) e un'altra italiana (la casertana Giulia Salzano). Quasi duemila sono stati i fedeli giunti in Vaticano per la suora camerte, partendo da ogni angolo della diocesi, da altri centri delle Marche e dai luoghi più importanti della spiritualità francescana. Numerosi i sindaci e gli amministratori del territorio: erano presenti, fra gli altri, il prefetto Vittorio Piscitelli e il vice commissario prefettizio della Provincia, Tiziana Tombesi. L'arcivescovo di Camerino, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, ha concelebrato assieme ad oltre quaranta prelati di diversi Paesi del mondo. Ai frati minori invece è stato assegnato il compito di curare il servizio durante la liturgia, mentre sul sagrato erano presenti molte sorelle clarisse, a cominciare da quelle dei monasteri di Camerino e San Severino, che più di ogni altro hanno lavorato e pregato nei mesi di preparazione all'evento. All'offertorio la madre badessa di Camerino, suor Chiara Laura Serboli, affiancata da suor Cristiana, è salita fino al Papa: “Gli ho detto che preghiamo per lui e per la Chiesa. Ci ha chiesto da dove venivamo, ho risposto che eravamo di Camerino e ho accennato anche alle mie origini di Bressanone, città alla quale anche il Santo Padre è molto legato”. In precedenza la madre badessa del monastero di San Severino, suor Rosella Mancinelli, assieme alla novizia Victoria, aveva accompagnato fino all'altare la reliquia di Camilla Battista.

Nell'omelia il Papa ha ricordato alcuni momenti della vita umana della clarissa, vita che rappresenta ancora oggi un esempio, soprattutto per i giovani. “La vita di santa Camilla – ha detto Benedetto XVI -, immersa nelle profondità divine, fu un'ascesa costante nella via della perfezione, con un eroico amore verso Dio e verso il prossimo. Fu segnata da grandi sofferenze e mistiche consolazioni. Aveva infatti deciso, come scrisse lei stessa, di annegare nell'oceano delle sue sofferenze. Perseverando nella preghiera, testimoniò il senso evangelico della vita in un tempo in cui la Chiesa pativa un rilassamento dei costumi”.

A Roma il sole ha fatto capolino fra le nuvole dopo la pioggia di sabato e la comunità locale ha partecipato con gioia alla celebrazione. In auto o in pullman (“la Contram ne ha fatti partire una trentina”, ha detto il presidente Stefano Belardinelli, presente in piazza), quasi tutti hanno viaggiato nel cuore della notte per raggiungere – con zainetto, pranzo al sacco e cappellino azzurro in testa – la città del Vaticano verso le 8 di domenica mattina, momento in cui sono state aperte le transenne per far sedere i fedeli con i pass. Qualcuno, come ad esempio i “terziari” dell'ordine francescano secolare di Camerino, hanno raggiunto la capitale fin da sabato per poter partecipare anche alla recita solenne dei vespri assieme al cardinale Angelo Comastri. La funzione si è svolta nella chiesa dei marchigiani a Roma, San Salvatore in Lauro, dove il Pio sodalizio dei Piceni ha accolto con grande generosità tutti i fedeli giunti appositamente a Roma. Sono intervenuti l'arcivescovo Brugnaro e il Ministro generale dei frati minori Josè Rodriguiz Carvallo. Ha curato i canti il coro delle clarisse di Camerino e San Severino. Il cardinal Comastri ha esortato: “Versiamo ogni venerdì una lacrimuccia pensando alla Passione di Cristo, come faceva Camilla. E preghiamo affinché Dio ci faccia provare almeno una goccia dell'amore che Maria provò il giorno dell'Annunciazione. Vedrete che la nostra vita cambierà radicalmente”.

Mauro Grespini

..di Carmen Elena Villa


CITTA' DEL VATICANO, ( fonte ZENIT.org).- Una grande festa di fede e di Chiesa universale è quella che si è vissuta questa domenica mattina in Vaticano con la canonizzazione di sei nuovi santi, provenienti da Italia, Spagna, Polonia, Canada e Australia.

Durante il rito di canonizzazione, monsignor Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, ha letto una breve biografia di ciascuno di loro e ha chiesto al Pontefice la canonizzazione.

In seguito i postulatori sono giunti con le reliquie per deporle sull'altare, e il Papa ha presentato ufficialmente la formula con cui, a partire da quel momento, i sei beati passavano a far parte del santorale romano.

Alla Messa erano presenti anche alcuni Vescovi e sacerdoti che partecipano al Sinodo per il Medio Oriente, in svolgimento in Vaticano fino al 24 ottobre.

Dopo la proclamazione del Vangelo, Benedetto XVI ha pronunciato l'omelia, nella quale ha sottolineato la necessità di una preghiera costante, basata sulla fede.

"La liturgia di questa domenica ci offre un insegnamento fondamentale: la necessità di pregare sempre, senza stancarsi", ha affermato.

"Talvolta noi ci stanchiamo di pregare, abbiamo l'impressione che la preghiera non sia tanto utile per la vita, che sia poco efficace", ha riconosciuto.

"Perciò siamo tentati di dedicarci all'attività, di impiegare tutti i mezzi umani per raggiungere i nostri scopi, e non ricorriamo a Dio".

Il Papa ha spiegato che "Gesù invece afferma che bisogna pregare sempre". "Dio infatti è la generosità in persona, è misericordioso, e quindi è sempre disposto ad ascoltare le preghiere".

Il Pontefice ha anche sottolineato che "la preghiera dev'essere espressione di fede, altrimenti non è vera preghiera".

"Se uno non crede nella bontà di Dio, non può pregare in modo veramente adeguato. La fede è essenziale come base dell'atteggiamento della preghiera".

Tre fondatrici

Al termine della cerimonia, ZENIT ha parlato in Piazza San Pietro con vari fedeli che hanno assistito alla canonizzazione, mossi dalla devozione per uno dei nuovi santi.


Da principessa a clarissa

Circa 50 pullman sono arrivati da Camerino per la canonizzazione di Camilla Battista Varano, principessa che divenne clarissa (1458 1524).

Padre Vincenzo, proveniente da Camerino, ha detto che la nuova santa insegna a meditare la Passione di Gesù "non solo nell'aspetto del dolore fisico, ma anche in quello spirituale".

Nell'omelia, il Papa ha detto che la santa "testimoniò fino in fondo il senso evangelico della vita, specialmente perseverando nella preghiera".

"La vita di santa Battista, totalmente immersa nelle profondità divine, fu un'ascesa costante nella via della perfezione, con un eroico amore verso Dio e il prossimo".

"In un tempo in cui la Chiesa pativa un rilassamento dei costumi, ella percorse con decisione la strada della penitenza e della preghiera, animata dall'ardente desiderio di rinnovamento del Corpo mistico di Cristo".


Tra loro c'era lo spagnolo Antonio Grau, giunto per la canonizzazione di Madre Cándida María de Jesús (1845 1912), fondatrice della Congregazione delle Figlie di Gesù.

Nella sua omelia, il Papa ha detto che la nuova santa "visse per Dio e per ciò che Egli ama di più: arrivare a tutti, portare a tutti la speranza che non vacilla, soprattutto a quanti ne hanno più bisogno".

Grau, che lavora nella scuola delle Figlie di Gesù, che hanno l'istruzione tra i loro carismi, ha detto che la canonizzazione è per la Spagna "una speranza nuova", "specialmente per i giovani, perché si avvicinino a ciò che davvero vale la pena".

Nel suo saluto in spagnolo ai pellegrini durante l'Angelus, il Papa ha proprio auspicato che i nuovi santi "siano un modello per il popolo cristiano, particolarmente per i giovani, perché siano sempre più coloro che accolgono la chiamata del Signore e dedicano totalmente la propria vita a proclamare la grandezza del suo amore".

E' stata canonizzata anche la prima australiana, Santa Mary MacKillop (1842 1909), fondatrice delle Suore di San Giuseppe del Sacro Cuore, più note come Suore Giuseppine.

"Fece fronte alle necessità di ogni giovane a lei affidato, indipendentemente dal rango o dalla ricchezza, offrendo una formazione sia spirituale che intellettuale", ha sottolineato il Papa.

Alla cerimonia era presente padre Pierre E. Koury, giunto a Roma con un gruppo di pellegrini della parrocchia Nostra Signora del Libano, di rito maronita, di immigrati libanesi in Australia.

E' stata canonizzata anche Santa Giulia Salzano (1846 1929), fondatrice delle Suore Catechiste del Sacro Cuore, che il Papa ha definito "un'apostola dell'educazione cristiana".

"Madre Giulia comprese bene l'importanza della catechesi nella Chiesa, e, unendo la preparazione pedagogica al fervore spirituale, si dedicò ad essa con generosità e intelligenza, contribuendo alla formazione di persone di ogni età e ceto sociale", ha spiegato.

Una coppia di sposi catechisti di Napoli, Sandra e Rosario, era presente alla cerimonia, felice di constatare la bellezza di "mettere la vita al servizio della catechesi", come Madre Giulia.

Un frate portiere e un sacerdote

Centinaia di pellegrini hanno viaggiato dal Canada per celebrare la canonizzazione di Sant'André Bessette (1845 1937), appartenente alla Congregazione di Santa Croce di Montreal.

Il Papa ha detto che la sofferenza e la povertà che conobbe molto presto "lo portarono a ricorrere a Dio mediante la preghiera e un'intensa vita interiore".

"Ben poco istruito, comprese così dove si situava l'essenza della sua fede. Per lui credere significava sottomettersi liberamente alla volontà divina. Pieno del mistero di Gesù, ha vissuto la beatitudine dei cuori puri, quella della rettitudine personale".

Per George Cifa, giunto a Roma con un gruppo di 40 persone, "la sua umiltà" è edificante, perché "raggiunse la santità come semplice portiere, ma facendo tutto con l'amore del Signore".

Ewa Zaolluzna è arrivata dalla Polonia dopo un viaggio in autobus di 24 ore per la canonizzazione di Stanisław Sołtys (1433 1489).

Sul santo polacco, il Papa ha detto che "può essere anche per noi esempio e intercessore". "Tutta la sua vita era legata all'Eucaristia".

Benedetto XVI ha quindi invitato a ringraziare Dio "per il dono della santità, che risplende nella Chiesa e oggi traspare sul volto di questi nostri fratelli e sorelle".

"Gesù invita anche ciascuno di noi a seguirlo per avere in eredità la vita eterna. Lasciamoci attrarre da questi esempi luminosi, lasciamoci guidare dai loro insegnamenti, perché la nostra esistenza sia un cantico di lode a Dio".

Il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha ricevuto in visita istituzionale il nuovo Direttore regionale dei Vigili del Fuoco, Giorgio Alocci.
Ingegnere meccanico, 56 anni, Alocci fa parte del Corpo nazionale dei vigili del fuoco dal giugno 1986. Ha partecipato a numerose operazioni di soccorso e assistenza a popolazioni colpite da calamità e ha svolto varie rappresentanze, anche in ambito internazionale. Alocci vanta anche numerose attività legate alla formazione, con docenze interne e in Amministrazioni pubbliche, Ordini professionali e università, partecipazione a convegni e diverse pubblicazioni in materia di sicurezza.
Al nuovo Direttore regionale dei Vigili del Fuoco, il presidente Spacca ha rivolto il saluto di ben-venuto nelle Marche ed ha espresso l'augurio di una fattiva e proficua collaborazione per ga-rantire sicurezza alla comunità marchigiana.

 

Una ventata di freschezza, quasi una “nuova primavera dello Spirito”, ed una piacevole atmosfera di novità. E' questo il commento che più ricorre fra quanti hanno preso parte al convegno della diocesi di Camerino – San Severino Marche, che ha visto sacerdoti, religiosi e laici riflettere e confrontarsi sul tema “Educare alla fede. Educare alla vita”. Proprio il coinvolgimento e la partecipazione dei laici, movimenti, giovani, famiglie, catechisti, educatori, desiderosi di impegnarsi per costruire il futuro delle proprie comunità, è l'elemento fondante da cui partire nell'intraprendere il cammino del nuovo anno pastorale. Impegni concreti quelli affidati, nella concelebrazione eucaristica conclusiva, dal vescovo Brugnaro che ha anzitutto invitato le comunità della sua diocesi ad affrontare il problema dell'iniziazione cristiana “che deve essere prioritario rispetto a tutti gli altri, perché la comunità non perda la propria identità. Una responsabilità – continua l'arcivescovo – non limitata ai soli addetti ai lavori, ma che deve essere condivisa e sostenuta da tutti”. Non nasconde le difficoltà esistenti mons. Brugnaro quando affronta il problema dei mutamenti della società, del passaggio da un contesto di cristianità ad uno di post-cristianità con la consapevolezza della “necessità di annunciare il Vangelo in un mondo che cambia come elemento su cui fondare tutta l'attività pastorale”, invitando tutti ad una seria verifica nel convincimento che “non c'è trasformazione senza un paziente e rigoroso esodo”. L'appello dell'arcivescovo è che ogni comunità diventi sempre più missionaria, attenta a ciò che sta fuori di essa, evitando l'eccessiva preoccupazione a conservare l'esistente, sempre più disposta non tanto ad accogliere l'altro in casa propria, quanto piuttosto “a lasciarsi accogliere in casa sua”. In sostanza un invito a cambiare mentalità, passando da una “catechesi puerocentrica ad una adultocentrica”, nella convinzione che “non è possibile costruire il piano della fede dei piccoli senza aver messo prima le fondamenta, agli adulti”, esaurendo l'epoca della delega della catechesi soltanto ai catechisti che, invece “la comunità deve aiutare a diventare testimoni sempre più credibili”, rimettendo al centro l'esperienza della Parola di Dio, “fondamento e radice della comunità”, curando maggiormente l'esperienza della celebrazione, soprattutto quella domenicale. Non manca neppure un fraterno richiamo ai sacerdoti perchè “curino, per amore di se stessi e dei loro fedeli, la meditazione e la preparazione dell'omelia e diffondano la Bibbia nelle case, tra i ragazzi, ovunque”. Infine l'accento posto sulla fraternità e la comunione all'interno delle singole comunità cristiane: “Saper vivere la fraternità fa nascere la testimonianza nella carità e nel servizio. Vivere concretamente  la fraternità per una comunità è renderla contagiosa per i tanti “battezzati della soglia”, che stanno alla porta, o per i “lontani” perché torni a realizzarsi quello di cui parlano gli Atti degli Apostoli: le comunità erano guardate con ammirazione non solo per come si amavano ma anche per come riuscivano ad amare”.

 

Inaugurata giovedì 14 ottobre la seconda edizione di TolentinoExpo, il grande evento fieristico promosso dall'Assessorato alle Attività Produttive del Comune di Tolentino con l'intento di presentare al grande pubblico le eccellenze produttive del territorio tolentinate.
TolentinoExpo è aperto al pubblico giovedì 14 ottobre dalle ore 18 alle ore 24, venerdì 15 e sabato 16 ottobre dalle ore 10 alle ore 24 e domenica 17 ottobre dalle ore 10 alle ore 21, con ingresso gratuito.
Per questa edizione 2010 tra le tante novità i nuovi spazi espositivi di piazza Madama e piazza Martiri di Montalto che si aggiungono a quelli di piazza della Libertà, di via Filelfo, piazza Mauruzi e Palazzo Benadduci. Sono 75 le aziende che presentano il meglio delle loro produzioni e dei loro servizi. Molti anche i settori interessati: dalla pelletteria agli imbottiti, dalla meccanica al tessile, dal terziario avanzato alla moda, dalle calzature alle macchine di caffè, dai liquori ai prodotti alimentari, dalle lavorazioni dei vetri ai mobili, dagli infissi alla cartotecnica, dai pannelli solari agli oggetti di arredamento, dagli abiti da sposa all'impiantistica in genere, dalla maglieria e sportwear all'abbigliamento sportivo, dai surgelati alle lavorazioni in ferro, dai prodotti informatici ai centri di medicina estetica e medica. Rappresentati anche il settore agricolo, diversi enti pubblici, i servizi finanziari e le associazioni di categoria.
Molto ricco anche il programma di convegni, incontri, workshop, presentazioni e seminari programmati alla Sala Nerpiti nei quattro giorni della fiera così come i laboratori e le dimostrazioni pianificate dalle scuole e dalle associazioni cittadine alla Biblioteca Filelfica. Da non perdere le esposizioni allestite a Palazzo Parisani - Bezzi e nell'ex-negozio Di Filippo, dedicate alla storia delle aziende con oggetti, utensili e materiale fotografico e storico, la mostra “L'arte del riciclo nella moda e nel design”, la mostra “rifUse” con oggetti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata al piano terra del palazzo delle ex-carceri che inoltre ospita anche lo spazio degustazioni con lezioni di cuochi del territorio.
Tante le innovazioni di questa seconda edizione, da sottolineare, il servizi wifi con connessione ad internet gratuita con Fidoka in tutte le zone espositive e diversi ristoranti con menu a prezzi convenzionati durante la manifestazione.
Venerdì 15 ottobre, dalle ore 15 alle ore 21, in piazza della Libertà, annullo postale.
Infine va rilevato che TolentinoExpo prevede anche un Infopoint con materiale informativo della fiera gestito dalle studentesse dell'ITE con indirizzo turistico. Le hostess accoglieranno i visitatori, forniranno informazioni e distribuiranno il programma ed il materiale informativo della fiera. Realizzato anche materiale informativo specifico per i diversamente abili.
 

Convegni, mercatini tipici e bio, incontro tra produttori e consumatori, laboratori di manipolazione della terracotta, musica e spettacoli della tradizione marchigiana.
Si preannuncia ricco e accattivante il cartellone dell'ottava edizione di Leguminaria.
La rassegna promossa dal Comune di Appignano, dalla Provincia di Macerata e dalla Regione Marche, alla riscoperta delle produzioni di qualità da reintrodurre nel mercato e nella gastronomia locale, prende il via domani ad Appignano in una tre giorni “no stop” all'insegna della buona tradizione. Sapori d'altri tempi che, in una suggestiva atmosfera del passato, complice la creatività della Pro Loco, dell'Avis, dei Maestri Vasai e degli oltre duecento volontari impegnati nella manifestazione, i visitatori potranno gustare venerdì 15 e sabato 16 ottobre a cena, dalle 19, e domenica 17 ottobre anche a pranzo, dalle 12.
Legumi, vino, ceramiche e, quest'anno, gli oli monovarietali delle Marche, a cura dell'Assam, ad impreziosire i piatti poveri della cucina marchigiana. Proprio su questo gustoso sodalizio la Provincia, d'intesa con il Comune e con l'Assam, organizza venerdì 15 ottobre alle 18, nella sala eventi del Municipio, un incontro con i consumatori sul tema: “Legumi ed olio extra vergine di oliva: due eccellenze del nostro territorio da sposare a tavola”. Aspetti produttivi, caratteristiche nutrizionali, abbinamenti e tecniche di cottura: se ne parla con Valentino Ferrari, direttore CRA-ORA Orticoltura di Monsampolo del Tronto (Ap), Barbara Alfei, dell'Assam Marche, ed i Cuochi dell'Istituto Alberghiero di Cingoli. Quindi, alle 19, l'inaugurazione e l'apertura delle cantine, con il dopocena affidato alla musica dell'Orchestra de u Portu de Pignà e alla comicità di Lando&Dino. Sabato 16 ottobre, alle 18, taglio del nastro di Terracotta Urban Art. Le osterie aprono alle 19; di scena sono l'Orchestra de u Portu de Pignà e i Vincanto.
Domenica 17 ottobre osterie aperte anche a pranzo, dalle 12. Per tutta la mattina il centro storico sarà animato da mercatini bio e dalla mostra degli antichi mestieri. Alle 11 protagonista la Banda Musicale Rimini Mobili Città di Appignano e, alle 12, Piazza della Biodiversità con la consegna dei diplomi ai contadini custodi dell'Associazione “I Legumi di Appignano”. Ad allietare i commensali I Clown del Baule dei sogni, Gli Indimenticabili, stornellatori e maghi. Dalle 19 apertura delle osterie, per finire con lo spettacolo Talk Radio di Piero & Ettore.

“Educare alla fede, educare alla vita”: su questo tema si è sviluppata la “tre giorni” diocesana di Camerino-San Severino, aperta in seminario dall'arcivescovo monsignor Francesco Giovanni Brugnaro e conclusasi in cattedrale con una solenne concelebrazione durante la quale è stato affidato il “mandato” a tutti gli operatori pastorali. Del resto, la Chiesa vuole spendere il decennio appena iniziato per affrontare con forza l'emergenza educativa. Così, la “tre giorni” 2010 non poteva non partire dalle parole del Papa, Benedetto XVI, che nel maggio scorso, concludendo l'assemblea della Cei, ha offerto alle Chiese locali un quadro di riferimento essenziale e lungimirante su questo fronte. “Risvegliamo nelle nostre comunità – ha detto il Pontefice – questa passione educativa, che è passione dell'io per il tu, per il noi, per Dio, e che non si risolve in una didattica, in un insieme di tecniche e nemmeno nella trasmissione di principi aridi. Educare è formare le nuove generazioni, perché sappiano entrare in rapporto con il mondo, forti di una memoria significativa che non è solo occasionale, ma accresciuta del linguaggio di Dio che troviamo nella natura e nella Rivelazione”. Il seme lanciato è stato prontamente raccolto e, anche grazie a un programma di interessanti attività proposto dall'ufficio per la pastorale, coordinato da don Antonio Napolioni, l'iniziativa diocesana ha registrato una forte partecipazione. Il primo giorno è stato dedicato alla “sorgente”, un momento spirituale guidato da Rosanna Virgili dell'Istituto teologico marchigiano. Il suo intervento, dal titolo “E' Dio che fa crescere…”, è stato preceduto dall'introduzione generale dell'arcivescovo di Camerino, mons. Brugnaro, che ha tracciato la rotta dei tre giorni di lavoro: “Lo Spirito Santo ci faccia scoprire le risorse che abbiamo; ci spinga con coraggio fuori dalle nostre consolidate abitudini per individuare le priorità di cui oggi necessitano le nostre comunità; accresca e renda autentico il nostro amore per i ragazzi, futuro e speranza delle nostre comunità, per le famiglie, per quanti sono lontani dalla fede, per coloro che hanno perso la strada della vita”.
La seconda giornata, invece, ha visto protagonista il “progetto” e si è accesa in un confronto pastorale sul tema dell'educare. Relatore il vice presidente della Conferenza episcopale italiana, e arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, monsignor Gualtiero Bassetti, che ha conversato a lungo, assieme a un'attenta platea, partendo dall'argomento in programma: “La chiesa grembo di fede e di vita”.
“Per recuperare i nostri giovani dai profondi abissi del relativismo e della frammentazione – ha sottolineato mons. Bassetti – dobbiamo trovare la chiave che apre il loro cuore, così da educarli alla vita buona del Vangelo, e dobbiamo essere testimoni fino in fondo di una Chiesa che ama. L'uomo di oggi infatti è ferito; se vogliamo aiutarlo bisogna che ci chiniamo verso di lui. L'amore, la carità ci aprono la strada. Le difficoltà sono molte, ma non possiamo arrenderci: risvegliamo la passione educativa per formare le nuove generazioni!”.
Un momento di gioia e di fede, molto partecipato, è stato anche quello rivolto alla Beata Camilla Battista Varano che domenica 17 ottobre verrà proclamata santa da Benedetto XVI in piazza San Pietro. “La forza di una scelta” era il titolo dello spettacolo proposto nella chiesa dell'Annunziata dai giovani del campo scuola “Acg” in omaggio alla figura dell'amata clarissa camerte e alla sua canonizzazione.
Il giorno di chiusura, infine, ha raccolto tutti – famiglie, educatori e giovani – in gruppi di lavori distinti e, poi, in un momento assembleare conclusivo in cui sono state tirate le somme sul lavoro svolto e soprattutto sul cammino da compiere nei prossimi mesi nelle diverse realtà della diocesi. A novembre ci sarà il primo “step” successivo; a febbraio seguirà una nuova verifica e a maggio l'ultimo appuntamento per chiudere il cerchio prima del periodo estivo, dove non mancheranno iniziative altrettanto importanti per giovani e famiglie.
Momento finale del convegno la solenne celebrazione eucaristica, che ha visto la partecipazione di moltissimi sacerdoti e fedeli, durante la quale l'arcivescovo ha dato le linee guida, consegnando il mandato espresso dal calendario della preghiera e degli impegni di tutti.


Mauro Grespini


 

“Oggi sono la persona più felice del mondo, ringrazio Dio che mi ha dato la gioia”. E' una delle frasi più belle pronunciate da fra' Sergio Lorenzini al termine della solenne liturgia che l'ha portato alla professione perpetua. Da sabato 2 ottobre, “antivigilia” dell'annuale ricorrenza di san Francesco d'Assisi, è un frate minore cappuccino. Tra circa tre anni, terminati gli studi di Teologia, potrà celebrare la sua prima messa. Fra' Sergio, 33enne, è nato e cresciuto a San Severino, è stato negli scout, suona molto bene la chitarra, ha una laurea in Filosofia, una specializzazione Ssis e un passato da pallavolista con la squadra settempedana che militava in serie B. “Questa sera chi fa il tifo per te è innanzi tutto il Signore”, gli ha detto il Ministro provinciale dell'Ordine francescano delle Marche, fra' Giulio Criminesi, che ha presieduto la celebrazione. Il Duomo del Castello, in cui si è svolta la “festa”, era stracolmo di persone. Fra i presenti anche il sindaco Cesare Martini e l'assessore comunale Fernando Taborro. Il saluto del vescovo, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, è stato portato dal vicario don Aldo Romagnoli.
Fra' Sergio, quando ha preso la parola nel saluto di chiusura, ha ringraziato i suoi genitori Fabio e Giuliana – titolari della gioielleria “Frapiselli” in Piazza del Popolo -, il fratello Luca (giunto appositamente dalla Spagna con la propria famiglia), gli amici e i tanti frati arrivati a San Severino da diverse comunità, non solo marchigiane. Per loro fra' Sergio ha avuto parole di grande affetto e di ringraziamento, in particolare per i suoi formatori e per quei confratelli che hanno “camminato” con lui in questi anni. Attualmente il giovane settempedano si trova nel convento di Foligno, mentre in passato è stato ad Assisi, Spoleto, Civitanova, Camerino e San Severino, nonché in Abruzzo per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto.
Il sindaco Martini, nel suo intervento, ha ricordato la gioia di aver potuto vivere momenti come questo per ben tre volte nel corso del suo mandato: prima di Lorenzini, infatti, hanno compiuto la loro professione altre due giovani di San Severino, suor Chiara Francesca Raggi e suor Cinzia Fiorini. E fra' Sergio, riflettendo su quelle parole, ha poi esortato: “Spero che anche il mio sia un altro passo verso Dio, perché questa città deve tornare a Dio”.
Le offerte raccolte durante la messa sono state inviate alle missioni francescane in Africa per sostenere iniziative a favore dell'infanzia.

(m.g.)

 

In occasione dell'anniversario dell'ordinazione episcopale di Mons Francesco Giovanni Brugnaro, avvenuta il 29 settembre 2007, il sindaco Dario Conti con una nutrita rappresentanza di amministratori comunali (assessori Faustini, Lucarelli, Mancinelli, consigliere Antonella Gamberoni) ha fatto visita a Monsignor Arcivescovo nelle stanze del Palazzo arcivescovile.
Mons Brugnaro ha ricevuto gli ospiti nella Sala Rossa dello storico palazzo e nel lungo colloquio sono stati trattati numerosi argomenti riguardanti il territorio della Diocesi di Camerino e di San Severino Marche e della città ducale.
Mons Arcivescovo ha ripercorso, con gli amministratori, i tre anni di episcopato e le problematiche riguardanti l'estensione della diocesi che comprende un ampio territorio da gestire con ristrettezza di risorse umane ed economiche.
Mons Brugnaro ha sottolineato inoltre l'importanza dei laici impegnati, fondamentali per la vita di ogni comunità e la necessità di attivare adeguati oratori, strutture che rappresentano punti di riferimento per le nuove generazioni.
Mons Brugnaro ha anche affrontato l'argomento valorizzazione dei beni architettonici ed artistici del territorio: dalle tante chiese, ricche di pregi artistici, di Camerino e della Diocesi, al Castello di Lanciano, luogo storico varanesco.
Il sindaco Conti, alla fine della lunga e cordiale chiacchierata, ha consegnato, in rappresentanza dell'amministrazione comunale, omaggi e pubblicazioni a Mons Brugnaro ringraziandolo per la preziosa opera svolta in questi anni nella Diocesi.

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