Sei nuovi Santi, anche Camilla Battista Varano.

Domenica, 17 Ottobre 2010 02:00 | Letto 2083 volte   Clicca per ascolare il testo Sei nuovi Santi, anche Camilla Battista Varano. Camilla Battista Varano è santa La clarissa di Camerino (1458-1524) canonizzata in piazza San Pietro da Benedetto XVI. Migliaia di fedeli hanno partecipato alla solenne concelebrazione.   Quella del 17 ottobre 2010 resterà una data storica per Camerino e la Chiesa locale: il Papa Benedetto XVI ha proclamato santa Camilla Battista Varano, sorella clarissa, nata nel 1458, morta nel 1524 e annoverata già fra i beati da Gregorio XVI nellaprile del 1843. La solenne cerimonia si è svolta in piazza San Pietro di fronte a migliaia di pellegrini. La canonizzazione di Camilla Battista è stata unita a quella di altri cinque beati: un polacco, un canadese, una spagnola, unaustraliana (per la prima volta nella storia) e unaltra italiana (la casertana Giulia Salzano). Quasi duemila sono stati i fedeli giunti in Vaticano per la suora camerte, partendo da ogni angolo della diocesi, da altri centri delle Marche e dai luoghi più importanti della spiritualità francescana. Numerosi i sindaci e gli amministratori del territorio: erano presenti, fra gli altri, il prefetto Vittorio Piscitelli e il vice commissario prefettizio della Provincia, Tiziana Tombesi. Larcivescovo di Camerino, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, ha concelebrato assieme ad oltre quaranta prelati di diversi Paesi del mondo. Ai frati minori invece è stato assegnato il compito di curare il servizio durante la liturgia, mentre sul sagrato erano presenti molte sorelle clarisse, a cominciare da quelle dei monasteri di Camerino e San Severino, che più di ogni altro hanno lavorato e pregato nei mesi di preparazione allevento. Alloffertorio la madre badessa di Camerino, suor Chiara Laura Serboli, affiancata da suor Cristiana, è salita fino al Papa: “Gli ho detto che preghiamo per lui e per la Chiesa. Ci ha chiesto da dove venivamo, ho risposto che eravamo di Camerino e ho accennato anche alle mie origini di Bressanone, città alla quale anche il Santo Padre è molto legato”. In precedenza la madre badessa del monastero di San Severino, suor Rosella Mancinelli, assieme alla novizia Victoria, aveva accompagnato fino allaltare la reliquia di Camilla Battista. Nellomelia il Papa ha ricordato alcuni momenti della vita umana della clarissa, vita che rappresenta ancora oggi un esempio, soprattutto per i giovani. “La vita di santa Camilla – ha detto Benedetto XVI -, immersa nelle profondità divine, fu unascesa costante nella via della perfezione, con un eroico amore verso Dio e verso il prossimo. Fu segnata da grandi sofferenze e mistiche consolazioni. Aveva infatti deciso, come scrisse lei stessa, di annegare nelloceano delle sue sofferenze. Perseverando nella preghiera, testimoniò il senso evangelico della vita in un tempo in cui la Chiesa pativa un rilassamento dei costumi”. A Roma il sole ha fatto capolino fra le nuvole dopo la pioggia di sabato e la comunità locale ha partecipato con gioia alla celebrazione. In auto o in pullman (“la Contram ne ha fatti partire una trentina”, ha detto il presidente Stefano Belardinelli, presente in piazza), quasi tutti hanno viaggiato nel cuore della notte per raggiungere – con zainetto, pranzo al sacco e cappellino azzurro in testa – la città del Vaticano verso le 8 di domenica mattina, momento in cui sono state aperte le transenne per far sedere i fedeli con i pass. Qualcuno, come ad esempio i “terziari” dellordine francescano secolare di Camerino, hanno raggiunto la capitale fin da sabato per poter partecipare anche alla recita solenne dei vespri assieme al cardinale Angelo Comastri. La funzione si è svolta nella chiesa dei marchigiani a Roma, San Salvatore in Lauro, dove il Pio sodalizio dei Piceni ha accolto con grande generosità tutti i fedeli giunti appositamente a Roma. Sono intervenuti larcivescovo Brugnaro e il Ministro generale dei frati minori Josè Rodriguiz Carvallo. Ha curato i canti il coro delle clarisse di Camerino e San Severino. Il cardinal Comastri ha esortato: “Versiamo ogni venerdì una lacrimuccia pensando alla Passione di Cristo, come faceva Camilla. E preghiamo affinché Dio ci faccia provare almeno una goccia dellamore che Maria provò il giorno dellAnnunciazione. Vedrete che la nostra vita cambierà radicalmente”. Mauro Grespini ..di Carmen Elena Villa CITTA DEL VATICANO, ( fonte ZENIT.org).- Una grande festa di fede e di Chiesa universale è quella che si è vissuta questa domenica mattina in Vaticano con la canonizzazione di sei nuovi santi, provenienti da Italia, Spagna, Polonia, Canada e Australia. Durante il rito di canonizzazione, monsignor Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, ha letto una breve biografia di ciascuno di loro e ha chiesto al Pontefice la canonizzazione. In seguito i postulatori sono giunti con le reliquie per deporle sullaltare, e il Papa ha presentato ufficialmente la formula con cui, a partire da quel momento, i sei beati passavano a far parte del santorale romano. Alla Messa erano presenti anche alcuni Vescovi e sacerdoti che partecipano al Sinodo per il Medio Oriente, in svolgimento in Vaticano fino al 24 ottobre. Dopo la proclamazione del Vangelo, Benedetto XVI ha pronunciato lomelia, nella quale ha sottolineato la necessità di una preghiera costante, basata sulla fede. "La liturgia di questa domenica ci offre un insegnamento fondamentale: la necessità di pregare sempre, senza stancarsi", ha affermato. "Talvolta noi ci stanchiamo di pregare, abbiamo limpressione che la preghiera non sia tanto utile per la vita, che sia poco efficace", ha riconosciuto. "Perciò siamo tentati di dedicarci allattività, di impiegare tutti i mezzi umani per raggiungere i nostri scopi, e non ricorriamo a Dio". Il Papa ha spiegato che "Gesù invece afferma che bisogna pregare sempre". "Dio infatti è la generosità in persona, è misericordioso, e quindi è sempre disposto ad ascoltare le preghiere". Il Pontefice ha anche sottolineato che "la preghiera devessere espressione di fede, altrimenti non è vera preghiera". "Se uno non crede nella bontà di Dio, non può pregare in modo veramente adeguato. La fede è essenziale come base dellatteggiamento della preghiera". Tre fondatrici Al termine della cerimonia, ZENIT ha parlato in Piazza San Pietro con vari fedeli che hanno assistito alla canonizzazione, mossi dalla devozione per uno dei nuovi santi. Da principessa a clarissa Circa 50 pullman sono arrivati da Camerino per la canonizzazione di Camilla Battista Varano, principessa che divenne clarissa (1458 1524). Padre Vincenzo, proveniente da Camerino, ha detto che la nuova santa insegna a meditare la Passione di Gesù "non solo nellaspetto del dolore fisico, ma anche in quello spirituale". Nellomelia, il Papa ha detto che la santa "testimoniò fino in fondo il senso evangelico della vita, specialmente perseverando nella preghiera". "La vita di santa Battista, totalmente immersa nelle profondità divine, fu unascesa costante nella via della perfezione, con un eroico amore verso Dio e il prossimo". "In un tempo in cui la Chiesa pativa un rilassamento dei costumi, ella percorse con decisione la strada della penitenza e della preghiera, animata dallardente desiderio di rinnovamento del Corpo mistico di Cristo". Tra loro cera lo spagnolo Antonio Grau, giunto per la canonizzazione di Madre Cándida María de Jesús (1845 1912), fondatrice della Congregazione delle Figlie di Gesù. Nella sua omelia, il Papa ha detto che la nuova santa "visse per Dio e per ciò che Egli ama di più: arrivare a tutti, portare a tutti la speranza che non vacilla, soprattutto a quanti ne hanno più bisogno". Grau, che lavora nella scuola delle Figlie di Gesù, che hanno listruzione tra i loro carismi, ha detto che la canonizzazione è per la Spagna "una speranza nuova", "specialmente per i giovani, perché si avvicinino a ciò che davvero vale la pena". Nel suo saluto in spagnolo ai pellegrini durante lAngelus, il Papa ha proprio auspicato che i nuovi santi "siano un modello per il popolo cristiano, particolarmente per i giovani, perché siano sempre più coloro che accolgono la chiamata del Signore e dedicano totalmente la propria vita a proclamare la grandezza del suo amore". E stata canonizzata anche la prima australiana, Santa Mary MacKillop (1842 1909), fondatrice delle Suore di San Giuseppe del Sacro Cuore, più note come Suore Giuseppine. "Fece fronte alle necessità di ogni giovane a lei affidato, indipendentemente dal rango o dalla ricchezza, offrendo una formazione sia spirituale che intellettuale", ha sottolineato il Papa. Alla cerimonia era presente padre Pierre E. Koury, giunto a Roma con un gruppo di pellegrini della parrocchia Nostra Signora del Libano, di rito maronita, di immigrati libanesi in Australia. E stata canonizzata anche Santa Giulia Salzano (1846 1929), fondatrice delle Suore Catechiste del Sacro Cuore, che il Papa ha definito "unapostola delleducazione cristiana". "Madre Giulia comprese bene limportanza della catechesi nella Chiesa, e, unendo la preparazione pedagogica al fervore spirituale, si dedicò ad essa con generosità e intelligenza, contribuendo alla formazione di persone di ogni età e ceto sociale", ha spiegato. Una coppia di sposi catechisti di Napoli, Sandra e Rosario, era presente alla cerimonia, felice di constatare la bellezza di "mettere la vita al servizio della catechesi", come Madre Giulia. Un frate portiere e un sacerdote Centinaia di pellegrini hanno viaggiato dal Canada per celebrare la canonizzazione di SantAndré Bessette (1845 1937), appartenente alla Congregazione di Santa Croce di Montreal. Il Papa ha detto che la sofferenza e la povertà che conobbe molto presto "lo portarono a ricorrere a Dio mediante la preghiera e unintensa vita interiore". "Ben poco istruito, comprese così dove si situava lessenza della sua fede. Per lui credere significava sottomettersi liberamente alla volontà divina. Pieno del mistero di Gesù, ha vissuto la beatitudine dei cuori puri, quella della rettitudine personale". Per George Cifa, giunto a Roma con un gruppo di 40 persone, "la sua umiltà" è edificante, perché "raggiunse la santità come semplice portiere, ma facendo tutto con lamore del Signore". Ewa Zaolluzna è arrivata dalla Polonia dopo un viaggio in autobus di 24 ore per la canonizzazione di Stanisław Sołtys (1433 1489). Sul santo polacco, il Papa ha detto che "può essere anche per noi esempio e intercessore". "Tutta la sua vita era legata allEucaristia". Benedetto XVI ha quindi invitato a ringraziare Dio "per il dono della santità, che risplende nella Chiesa e oggi traspare sul volto di questi nostri fratelli e sorelle". "Gesù invita anche ciascuno di noi a seguirlo per avere in eredità la vita eterna. Lasciamoci attrarre da questi esempi luminosi, lasciamoci guidare dai loro insegnamenti, perché la nostra esistenza sia un cantico di lode a Dio".

Camilla Battista Varano è santa

La clarissa di Camerino (1458-1524) canonizzata in piazza San Pietro da Benedetto XVI. Migliaia di fedeli hanno partecipato alla solenne concelebrazione.

 

Quella del 17 ottobre 2010 resterà una data storica per Camerino e la Chiesa locale: il Papa Benedetto XVI ha proclamato santa Camilla Battista Varano, sorella clarissa, nata nel 1458, morta nel 1524 e annoverata già fra i beati da Gregorio XVI nell'aprile del 1843. La solenne cerimonia si è svolta in piazza San Pietro di fronte a migliaia di pellegrini. La canonizzazione di Camilla Battista è stata unita a quella di altri cinque beati: un polacco, un canadese, una spagnola, un'australiana (per la prima volta nella storia) e un'altra italiana (la casertana Giulia Salzano). Quasi duemila sono stati i fedeli giunti in Vaticano per la suora camerte, partendo da ogni angolo della diocesi, da altri centri delle Marche e dai luoghi più importanti della spiritualità francescana. Numerosi i sindaci e gli amministratori del territorio: erano presenti, fra gli altri, il prefetto Vittorio Piscitelli e il vice commissario prefettizio della Provincia, Tiziana Tombesi. L'arcivescovo di Camerino, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, ha concelebrato assieme ad oltre quaranta prelati di diversi Paesi del mondo. Ai frati minori invece è stato assegnato il compito di curare il servizio durante la liturgia, mentre sul sagrato erano presenti molte sorelle clarisse, a cominciare da quelle dei monasteri di Camerino e San Severino, che più di ogni altro hanno lavorato e pregato nei mesi di preparazione all'evento. All'offertorio la madre badessa di Camerino, suor Chiara Laura Serboli, affiancata da suor Cristiana, è salita fino al Papa: “Gli ho detto che preghiamo per lui e per la Chiesa. Ci ha chiesto da dove venivamo, ho risposto che eravamo di Camerino e ho accennato anche alle mie origini di Bressanone, città alla quale anche il Santo Padre è molto legato”. In precedenza la madre badessa del monastero di San Severino, suor Rosella Mancinelli, assieme alla novizia Victoria, aveva accompagnato fino all'altare la reliquia di Camilla Battista.

Nell'omelia il Papa ha ricordato alcuni momenti della vita umana della clarissa, vita che rappresenta ancora oggi un esempio, soprattutto per i giovani. “La vita di santa Camilla – ha detto Benedetto XVI -, immersa nelle profondità divine, fu un'ascesa costante nella via della perfezione, con un eroico amore verso Dio e verso il prossimo. Fu segnata da grandi sofferenze e mistiche consolazioni. Aveva infatti deciso, come scrisse lei stessa, di annegare nell'oceano delle sue sofferenze. Perseverando nella preghiera, testimoniò il senso evangelico della vita in un tempo in cui la Chiesa pativa un rilassamento dei costumi”.

A Roma il sole ha fatto capolino fra le nuvole dopo la pioggia di sabato e la comunità locale ha partecipato con gioia alla celebrazione. In auto o in pullman (“la Contram ne ha fatti partire una trentina”, ha detto il presidente Stefano Belardinelli, presente in piazza), quasi tutti hanno viaggiato nel cuore della notte per raggiungere – con zainetto, pranzo al sacco e cappellino azzurro in testa – la città del Vaticano verso le 8 di domenica mattina, momento in cui sono state aperte le transenne per far sedere i fedeli con i pass. Qualcuno, come ad esempio i “terziari” dell'ordine francescano secolare di Camerino, hanno raggiunto la capitale fin da sabato per poter partecipare anche alla recita solenne dei vespri assieme al cardinale Angelo Comastri. La funzione si è svolta nella chiesa dei marchigiani a Roma, San Salvatore in Lauro, dove il Pio sodalizio dei Piceni ha accolto con grande generosità tutti i fedeli giunti appositamente a Roma. Sono intervenuti l'arcivescovo Brugnaro e il Ministro generale dei frati minori Josè Rodriguiz Carvallo. Ha curato i canti il coro delle clarisse di Camerino e San Severino. Il cardinal Comastri ha esortato: “Versiamo ogni venerdì una lacrimuccia pensando alla Passione di Cristo, come faceva Camilla. E preghiamo affinché Dio ci faccia provare almeno una goccia dell'amore che Maria provò il giorno dell'Annunciazione. Vedrete che la nostra vita cambierà radicalmente”.

Mauro Grespini

..di Carmen Elena Villa


CITTA' DEL VATICANO, ( fonte ZENIT.org).- Una grande festa di fede e di Chiesa universale è quella che si è vissuta questa domenica mattina in Vaticano con la canonizzazione di sei nuovi santi, provenienti da Italia, Spagna, Polonia, Canada e Australia.

Durante il rito di canonizzazione, monsignor Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, ha letto una breve biografia di ciascuno di loro e ha chiesto al Pontefice la canonizzazione.

In seguito i postulatori sono giunti con le reliquie per deporle sull'altare, e il Papa ha presentato ufficialmente la formula con cui, a partire da quel momento, i sei beati passavano a far parte del santorale romano.

Alla Messa erano presenti anche alcuni Vescovi e sacerdoti che partecipano al Sinodo per il Medio Oriente, in svolgimento in Vaticano fino al 24 ottobre.

Dopo la proclamazione del Vangelo, Benedetto XVI ha pronunciato l'omelia, nella quale ha sottolineato la necessità di una preghiera costante, basata sulla fede.

"La liturgia di questa domenica ci offre un insegnamento fondamentale: la necessità di pregare sempre, senza stancarsi", ha affermato.

"Talvolta noi ci stanchiamo di pregare, abbiamo l'impressione che la preghiera non sia tanto utile per la vita, che sia poco efficace", ha riconosciuto.

"Perciò siamo tentati di dedicarci all'attività, di impiegare tutti i mezzi umani per raggiungere i nostri scopi, e non ricorriamo a Dio".

Il Papa ha spiegato che "Gesù invece afferma che bisogna pregare sempre". "Dio infatti è la generosità in persona, è misericordioso, e quindi è sempre disposto ad ascoltare le preghiere".

Il Pontefice ha anche sottolineato che "la preghiera dev'essere espressione di fede, altrimenti non è vera preghiera".

"Se uno non crede nella bontà di Dio, non può pregare in modo veramente adeguato. La fede è essenziale come base dell'atteggiamento della preghiera".

Tre fondatrici

Al termine della cerimonia, ZENIT ha parlato in Piazza San Pietro con vari fedeli che hanno assistito alla canonizzazione, mossi dalla devozione per uno dei nuovi santi.


Da principessa a clarissa

Circa 50 pullman sono arrivati da Camerino per la canonizzazione di Camilla Battista Varano, principessa che divenne clarissa (1458 1524).

Padre Vincenzo, proveniente da Camerino, ha detto che la nuova santa insegna a meditare la Passione di Gesù "non solo nell'aspetto del dolore fisico, ma anche in quello spirituale".

Nell'omelia, il Papa ha detto che la santa "testimoniò fino in fondo il senso evangelico della vita, specialmente perseverando nella preghiera".

"La vita di santa Battista, totalmente immersa nelle profondità divine, fu un'ascesa costante nella via della perfezione, con un eroico amore verso Dio e il prossimo".

"In un tempo in cui la Chiesa pativa un rilassamento dei costumi, ella percorse con decisione la strada della penitenza e della preghiera, animata dall'ardente desiderio di rinnovamento del Corpo mistico di Cristo".


Tra loro c'era lo spagnolo Antonio Grau, giunto per la canonizzazione di Madre Cándida María de Jesús (1845 1912), fondatrice della Congregazione delle Figlie di Gesù.

Nella sua omelia, il Papa ha detto che la nuova santa "visse per Dio e per ciò che Egli ama di più: arrivare a tutti, portare a tutti la speranza che non vacilla, soprattutto a quanti ne hanno più bisogno".

Grau, che lavora nella scuola delle Figlie di Gesù, che hanno l'istruzione tra i loro carismi, ha detto che la canonizzazione è per la Spagna "una speranza nuova", "specialmente per i giovani, perché si avvicinino a ciò che davvero vale la pena".

Nel suo saluto in spagnolo ai pellegrini durante l'Angelus, il Papa ha proprio auspicato che i nuovi santi "siano un modello per il popolo cristiano, particolarmente per i giovani, perché siano sempre più coloro che accolgono la chiamata del Signore e dedicano totalmente la propria vita a proclamare la grandezza del suo amore".

E' stata canonizzata anche la prima australiana, Santa Mary MacKillop (1842 1909), fondatrice delle Suore di San Giuseppe del Sacro Cuore, più note come Suore Giuseppine.

"Fece fronte alle necessità di ogni giovane a lei affidato, indipendentemente dal rango o dalla ricchezza, offrendo una formazione sia spirituale che intellettuale", ha sottolineato il Papa.

Alla cerimonia era presente padre Pierre E. Koury, giunto a Roma con un gruppo di pellegrini della parrocchia Nostra Signora del Libano, di rito maronita, di immigrati libanesi in Australia.

E' stata canonizzata anche Santa Giulia Salzano (1846 1929), fondatrice delle Suore Catechiste del Sacro Cuore, che il Papa ha definito "un'apostola dell'educazione cristiana".

"Madre Giulia comprese bene l'importanza della catechesi nella Chiesa, e, unendo la preparazione pedagogica al fervore spirituale, si dedicò ad essa con generosità e intelligenza, contribuendo alla formazione di persone di ogni età e ceto sociale", ha spiegato.

Una coppia di sposi catechisti di Napoli, Sandra e Rosario, era presente alla cerimonia, felice di constatare la bellezza di "mettere la vita al servizio della catechesi", come Madre Giulia.

Un frate portiere e un sacerdote

Centinaia di pellegrini hanno viaggiato dal Canada per celebrare la canonizzazione di Sant'André Bessette (1845 1937), appartenente alla Congregazione di Santa Croce di Montreal.

Il Papa ha detto che la sofferenza e la povertà che conobbe molto presto "lo portarono a ricorrere a Dio mediante la preghiera e un'intensa vita interiore".

"Ben poco istruito, comprese così dove si situava l'essenza della sua fede. Per lui credere significava sottomettersi liberamente alla volontà divina. Pieno del mistero di Gesù, ha vissuto la beatitudine dei cuori puri, quella della rettitudine personale".

Per George Cifa, giunto a Roma con un gruppo di 40 persone, "la sua umiltà" è edificante, perché "raggiunse la santità come semplice portiere, ma facendo tutto con l'amore del Signore".

Ewa Zaolluzna è arrivata dalla Polonia dopo un viaggio in autobus di 24 ore per la canonizzazione di Stanisław Sołtys (1433 1489).

Sul santo polacco, il Papa ha detto che "può essere anche per noi esempio e intercessore". "Tutta la sua vita era legata all'Eucaristia".

Benedetto XVI ha quindi invitato a ringraziare Dio "per il dono della santità, che risplende nella Chiesa e oggi traspare sul volto di questi nostri fratelli e sorelle".

"Gesù invita anche ciascuno di noi a seguirlo per avere in eredità la vita eterna. Lasciamoci attrarre da questi esempi luminosi, lasciamoci guidare dai loro insegnamenti, perché la nostra esistenza sia un cantico di lode a Dio".

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