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la mattina del 18 novembre, la “Volante” della polizia è intervenuta presso il bar sito all'interno della Stazione ferroviaria di Macerata in Piazza XXV Aprile ove ignoti, nel corso della precedente notte, avevano perpetrato un furto.

Nella circostanza, è stata asportata la somma di circa 6000 euro contenuta all'interno delle macchinette cambia denaro ivi ubicate e forzate con strumenti di effrazione, nonche' svariate stecche di sigarette e bottiglie di liquori per un valore che il tiolare si è riservato di comunicare previo inventario.

Nel corso del sopralluogo, gli agenti hanno inoltre constatato che i malviventi, per rendere la zona del bar piu' buia ed agire quindi indisturbati, avevano tagliato i fili di alcuni lampioni che illuminano l'interno dello scalo ferroviario oltre a sbarrare con un piccone l'ingresso principale per impedire l'accesso dalla piazza antistante.

Sono in corso indagini da parte della locale Squadra Mobile.

 

 

Questa mostra meriterebbe un rendiconto sociale perché, oltre ad aver arricchito la cultura e l'immagine di San Severino in Italia e nel mondo, ha anche introdotto importanti elementi di carattere economico”.

L'assessore regionale ai Beni e le Attività Culturali e al Bilancio, Pietro Marcolini, ha salutato così le 20mila presenze registrate, da luglio ad oggi, dalla mostra “Meraviglie del Barocco nelle Marche 1. San Severino e l'Alto Maceratese”, promossa dal Comune di San Severino Marche e curata da Vittorio Sgarbi. “Essa è stata ed è, tuttora, una vetrina straordinaria per le Marche e, visto il successo riscosso, la Regione ha risposto subito sì alla proposta, giunta dal Comune, di prorogarne la scadenza al 16 gennaio 2011”. La nuova data di chiusura dell'evento è stata una delle novità anticipate da Marcolini e dal sindaco, Cesare Martini, nel corso di un incontro con la stampa svoltosi in Municipio alla presenza anche dell'assessore comunale alla Cultura, Alessandra Aronne, del vice sindaco, Sante Petrocchi, e di Tiziana Ruggeri della Fondazione Salimbeni. Mostra a parte l'assessore regionale al Bilancio ha anche anticipato lo stanziamento di altri 130mila euro per i restauri della chiesa di Santa Maria del Mercato, meglio nota come San Domenico. Il luogo di culto doveva essere messo in sicurezza grazie ad un finanziamento regionale di 140mila euro arrivato a giugno, tanto che nei giorni scorsi sono stati affidati i lavori. Ora la Regione, su pressante sollecitazione da parte del Comune, ha deciso di proseguire nelle opere perché si giunga quanto prima alla riapertura della stessa chiesa. “Era un atto doveroso – ha riflettuto Marcolini – che premia i tanti sforzi e la serietà dimostrata dalla Città di San Severino Marche. Stiamo cercando di evitare un nuovo appalto per accorciare ancora di più i tempi”.

Il primo cittadino Martini e l'assessore Aronne hanno presentato, infine, i numeri della mostra “Meraviglie del Barocco nelle Marche”: oltre alle 20mila presenze nel positivo bilancio dell'evento non si possono dimenticare le 200 visite guidate effettuate, i 72 gruppi ospitati, le 65 classi delle scuole di ogni ordine e grado dell'intera regione Marche che hanno fatto tappa nelle tre sedi espositive ed hanno seguito speciali laboratori pensati proprio per i ragazzi. A queste cifre si devono poi necessariamente aggiungere quelle delle prenotazioni che entro la fine dell'anno vedranno arrivare in mostra, già prenotati, altri 61 gruppi per ulteriori 2.500 ingressi. Ma la nuova data di chiusura dell'esposizione e le imminenti festività di fine e d'inizio anno faranno sicuramente lievitare le attese per un successo di un evento che è già conclamato.

 

 

SEDE Palazzo Servanzi Confidati, via Cesare Battisti 13, Pinacoteca Civica; Chiesa della Misericordia

 

Saluto tutti gli studenti, il Magnifico rettore prof. Fulvio Esposito, il direttore amministrativo Luigi Tapanelli, il Presidente della regione Marche Gian Mario Spacca e il direttore del TG LA7 Enrico Mentana. Saluto in particolare l'Arcivescovo Sua Eccellenza Francesco Giovanni Brugnaro, tutte le autorità civili e militari, i Prorettori, i membri degli organi accademici, i docenti, il personale tecnico-amministrativo e tutti voi che siete intervenuti.

L'università che vogliamo per crescere di più, per crescere tutti: il sistema universitario nel contesto delle autonomie regionali.
Un tema molto stimolante per noi studenti, soprattutto in virtù del momento storico che stiamo vivendo. Ora più che mai vogliamo impegnarci perché la parola “crescere” non sia più un bel discorso, ma un fatto reale. Tutti conosciamo le difficoltà odierne: gli effetti della crisi mondiale sono ancora ben presenti, i nostri genitori ancora perdono il lavoro e questo ha necessariamente effetti sulla serenità e sulla certezza di noi studenti. Inoltre, a questo si aggiungono le difficoltà dell'università italiana, ancora soggetta a tagli su FFO e diritto allo studio e ad uno stallo legislativo preoccupante.
Queste difficoltà della vita quotidiana hanno fatto sorgere da un po' di tempo in maniera più viva in me e in altri miei amici rappresentanti alcune domande: “Noi cosa vogliamo per la nostra vita?”. E di conseguenza: “Noi cosa vogliamo dall'università, cos'è per noi studenti l'università?”.
Per iniziare a rispondere a questi interrogativi, mi sono fatto aiutare dalle parole di due grandi personalità. Il Presidente Napolitano, nel discorso alla Scuola Normale Superiore di Pisa ha sottolineato con forza “il rilievo prioritario che va attribuito, non solo a parole ma nei fatti, alla ricerca e all'alta formazione, e dunque all'università”. Perché questo? E qui riprendo le frasi di Papa Benedetto XVI nel discorso alla Sapienza, perché egli ci dice che “la vera, intima origine dell'università sta nella brama di conoscenza che è propria dell'uomo. Egli vuol sapere che cosa sia tutto ciò che lo circonda. Vuole verità”.
Ogni giorno vedo studenti come me che sono assetati di conoscere, che cercano la verità, e vedo anche molti docenti e ricercatori appassionati della loro ricerca, che non possono fare a meno di comunicarla a noi ragazzi. Questo è uno sguardo che permette di crescere! Questa passione e questa ricerca della verità sono il motore dell'università, e il motore della vita. Rinunciare alla didattica o rinunciare alla ricerca sarebbe far fuori un elemento fondamentale di rinascita di tutta la nostra università, e anche una mancanza di attenzione a noi stessi.
Quindi riprendo ancora le parole del Presidente della Repubblica: “la consapevolezza di questo ruolo non è separabile dalla più ampia disponibilità e partecipazione al cambiamento necessario, cui non possono contrapporsi né interessi particolari né vecchi schemi e tabù. Il riconoscimento della priorità e della valenza strategica della ricerca e della formazione deve riflettersi sia nelle scelte di riforma sia negli investimenti di risorse pubbliche. Ma aprirsi a misure di rigorosa razionalizzazione e qualificazione nell'impiego delle risorse, così da elevare l'efficienza e il rendimento qualitativo, è complemento indispensabile”.
Noi studenti abbiamo bisogno di un'università in cui ci sia umanità, in cui i docenti e i ricercatori siano maestri per noi, sia per la formazione che per la vita.
Per questo guardiamo con preoccupazione non ai tagli in quanto tali - anche se è notizia di qualche giorno fa l'assegnazione di quasi un miliardo di euro per il sistema universitario - ma ai tagli indifferenziati, perché non tengono conto di tutti i fattori che ci sono in gioco, di qual è il ruolo dell'università, ma solamente del fattore economico, giusto, ma che testimonia una visione parziale e negativa.
Inoltre, un ruolo fondamentale è svolto dal Diritto allo Studio, come possibilità ai ragazzi con difficoltà economiche di accedere allo studio universitario. Il taglio previsto per i prossimi anni, forse annullato solamente per il 2011 con la nuova Finanziaria, è un atto gravissimo, soprattutto perché priva tutti noi della novità e del genio che tanti ragazzi potrebbero mettere al servizio della comunità. E guardiamo con un po' di diffidenza al processo volto ad omogeneizzare i servizi degli Ersu marchigiani, poiché essi sono chiamati a rispondere ad esigenze molto diverse tra loro, dovute alle differenti caratteristiche delle città e degli atenei del nostro territorio.
Noi rappresentanti, ma anche tanti nostri compagni di studio, siamo disponibili a metterci in gioco, a confrontarci e muoverci perché l'università diventi sempre più un luogo che ci aiuti a trovare la risposta a quella domanda sul senso della vita che ognuno inevitabilmente ha. E dalla nostra esperienza di questi anni è emerso che questo è possibile solamente attraverso una collaborazione vera, tra studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, una collaborazione che guardi all'umanità di ognuno, per crescere veramente di più, per crescere veramente tutti.
Grazie!

Alessandro Fusari
Inaugurazione anno accademico Unicam
Rappresentante nel cda dell'Ersu di Camerino

"Ai nostri studenti dico: siate orgogliosi della vostra Università, stimolatela al miglioramento continuo e guardate lontano senza paura, perché nessuno può rubarvi l'orizzonte, nessuno può sottrarvi il futuro. Ma siate anche consapevoli che nessuno può regalarvelo, il futuro: siete voi che dovete conquistarlo, con determinazione ferrea e motivazione profonda. Sono certo che ce la farete e la vostra Università sarà al vostro fianco, sempre”: con questo impegno, il Magnifico Rettore Prof. Fulvio Esposito, ha dichiarato ufficialmente aperto il 675° Anno Accademico dell' Università di Camerino.
La cerimonia si è svolta a Camerino presso il Teatro “Filippo Marchetti”, alla presenza del dott. GianMario Spacca, Presidente della Regione Marche, e del Dott. Enrico Mentana, Direttore del TG La7, ed ha avuto come tema “L'Università che vogliamo per crescere di più, per crescere tutti: il sistema universitario nel contesto delle autonomie regionali”.
La mattinata si è aperta con gli interventi del Presidente del Consiglio degli studenti Alessandro Fusari, del rappresentante dei dottorandi stranieri Maria Gabriela Molina, del Garante del personale tecnico-amministrativo in CdA Stefano Belardinelli, del rappresentante del personale docente e ricercatore Bianca Maria Rinaldi.
Con l'entrata in vigore del nuovo Statuto, è notevolmente cambiata anche la governance di Ateneo. Gli interventi del Direttore Amministrativo e dei Direttore delle sette Scuole di Ateneo e della School of Advanced Studies hanno presentato alla platea il nuovo assetto.
“A noi tutti, - ha sottolineato il Direttore Amministrativo, dott. Luigi Tapanelli – con il peso della consapevolezza delle sfide che ancora ci attendono e del difficile momento che il nostro Paese sta attraversando, auguro un futuro impegnativo, ricco di obiettivi da raggiungere, risultati da realizzare e mete da perseguire, ma al contempo sereno, nella certezza che l'Ateneo di cui facciamo parte abbia le carte in regola per mantenere il posto che si è conquistato nel tempo, continuando a migliorare, a collaborare sinergicamente con le altre realtà del territorio regionale, nazionale ed internazionale, senza clamore o strumentali paure del nuovo, che altro non è se non opportunità e risorsa, semplicemente, con l'orgoglio di essere Unicam”.
Dalla relazione del Rettore Esposito emerge quanto è stato fatto dall'Università di Camerino verso il raggiungimento dei suoi tre obiettivi strategici: essere e rimanere Università, legarsi al territorio, aprirsi al mondo.
 

L'assessorato all'ambiente ha organizzato l'incontro "Respira il bosco", sabato 20 novembre, ore 9,30, Sala dei Priori di Palazzo comunale Bongiovanni, in occasione della "Giornata Nazionale dell'albero 2010", campagna di sensibilizzazione del Ministero dell'Ambiente per dare attuazione al Protocollo di Kyoto attraverso iniziative di valorizzazione dell'ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo.
Una giornata per richiamare l'attenzione di tutti sull'importanza dei boschi e delle foreste, polmoni verdi della terra. "Sono invitati all'incontro cittadini, alunni e insegnanti - dice l'assessore all'ambiente Sante Elisei - porremo l'accento sul verde della città, con tanto di visita e inaugurazione del bosco urbano di Madonna delle Carceri, ed affronteremo vari temi verdi ed argomenti di eco-sostenibilità. Credo sia importante - sottolinea l'assessore Elisei - sensibilizzare costantemente tutta la cittadinanza e i giovani in particolare, ai temi ambientali ".
In programma per la giornata camerinese dell'albero:
saluti dell'amministrazione e, a seguire, gli interventi degli esperti: "Funzioni e servizi ecosistemici del bosco urbano" (Giandiego Campetella, Università di Camerino); "Il bosco urbano a Camerino"  (Giuseppe Salvucci, Comune di Camerino); "Certificazione forestale" (Lorenzo Lebboroni); "Lo stock del carbonio e la gestione forestale" (Pierluigi Molducci); "Filiera energetica del bosco" (Alberto Belosi).
A conclusione degli interventi è previsto un dibattito che coinvolgerà amministratori, esperti, cittadini,alunni; al termine trasferimento a Madonna delle Carceri per l'inaugurazione del bosco urbano cittadino.

La prima cosa da fare al mattino? Un caffè, naturalmente. È quello che hanno fatto i cinque baristi migliori al mondo, ospiti lo scorso fine settimana di Nuova Simonelli. I baristi, classificatisi ai primi cinque posti nella competizione mondiale di settore World Barista Championship (Campionato Mondiale dei Baristi), che si è svolta lo scorso giugno a Londra e di cui Nuova Simonelli è sponsor tecnico ufficiale, hanno trascorso tre giorni-premio nella terra di “Aurelia”, la macchina per caffè espresso loro “compagna d'avventura” durante i campionati del mondo dei baristi. Accompagnati da Cindy Chang, Executive Director WBC, e dai vertici Nuova Simonelli, i baristi campioni Michael Phillips dagli Stati Uniti, Raul Rodas dal Guatemala, Scottie Callaghan dall'Australia, Soren Stiller Markussen dalla Danimarca e Stefanos Domatiotis dalla Grecia hanno visitato l'azienda e le eccellenze del territorio maceratese. Una visita davvero importante per il business di Nuova Simonelli che ha potuto presentare e far toccare con mano ai baristi, nonché opinion leader del settore, la filosofia costruttiva dell'azienda. Quello dello scorso fine settimana è stato un incontro in cui Nuova Simonelli ha presentato le sue eccellenze: dalle linee di produzione in cui lavorano gli artigiani delle macchine per caffè, alcuni dei quali fanno parte dell'azienda da oltre 37 anni, ai laboratori tecnici di ricerca e sviluppo per passare al centro di training.

Con lo stesso spirito di 74 anni fa, l'azienda ha voluto condividere con il suo territorio la visita dei cinque protagonisti del settore del caffè attraverso il coinvolgimento di alcuni bar di Tolentino, dove i baristi hanno messo in piedi un vero show a base di caffè e cappuccino, delle Facoltà scientifiche di Camerino e di Ancona, dove gli ospiti hanno potuto valutare gli investimenti in ricerca e sviluppo di Nuova Simonelli in collaborazione con il mondo universitario, e delle aziende enogastromiche, dove i professionisti del caffè hanno potuto osservare le varie fasi della lavorazione dell'oliva e quindi degustare l'olio, per poi passare al ristorante dove i baristi hanno abbandonato il davantino per indossare il grembiule da cuoco per imparare a fare la pizza.

 

Con la firma dell'Intesa istituzionale per la localizzazione di una nuova struttura penitenziaria nella Città di Camerino prende il via la fase esecutiva del Piano carceri. Il documento è stato siglato oggi, nella sede del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria a Roma, dal Commissario delegato per il Piano carceri, Franco Ionta, e Luca Marconi, assessore ai Servizi sociali della Regione Marche, delegato dal presidente Gian Mario Spacca. Presente alla firma anche il Sindaco di Camerino Dario Conti.

Si tratta della prima Intesa di una serie programmata che il Commissario delegato firmerà nelle prossime settimane con le Regioni nelle quali sorgeranno i nuovi istituti penitenziari individuati dal piano di intervento del Governo per affrontare l'emergenza dovuta al sovraffollamento carcerario. Proprio nel territorio marchigiano i sette istituti penitenziari presenti ospitano 1131 detenuti (dati del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria aggiornati al 31 ottobre) a fronte di una capienza di 764. Un problema di sovraffollamento che sarà risolto grazie ai 450 posti della nuova struttura, che avrà un costo complessivo di circa 40 milioni di euro, prevista dal Piano carceri.

“Il nuovo istituto di Camerino – è il commento del Commissario delegato per il Piano carceri Franco Ionta – consentirà di stabilizzare il sistema penitenziario marchigiano, tutelando la dignità dei detenuti e migliorando sostanzialmente le condizioni di lavoro degli agenti di polizia penitenziaria”.

Il documento siglato oggi stabilisce che la nuova struttura, che sarà costruita in tempi rapidi secondo le disposizioni urgenti per la realizzazione di istituti penitenziari (legge 26 febbraio 2010, n. 26), sorgerà nel territorio comunale di Camerino, in un'area di circa 17 ettari in prossimità della frazione Morro, a circa mezzo chilometro dall'Ospedale.

“L'intesa raggiunta – prosegue il Commissario delegato – è il risultato di un'intensa attività di concertazione informale che ha coinvolto Regione, Provincia, Comune, Prefettura, Protezione civile, Azienda Sanitaria Unica Regionale, Vigili del Fuoco e Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici. Un lavoro che non solo ci ha consentito di individuare, in tempi rapidi e in sintonia con la Regione Marche e il Comune di Camerino, l'area nella quale realizzare il nuovo istituto penitenziario, ma ci assicura che il metodo adottato ci permetterà di procedere velocemente in tutte le fasi successive dell'operazione, senza rinunciare all'integrazione urbanistica della struttura con il territorio. Per questa ragione – conclude Ionta –, e soprattutto per rispettare i tempi prefissati dal Piano per risolvere il sovraffollamento degli istituti penitenziari, stiamo già lavorando alla stesura del bando di gara concorrenziale per la realizzazione dell'opera”.
 

Comunicato stampa del comune di Camerino.

Camerino: firmato a Roma Protocollo per il nuovo carcere
I complimenti di Gianni Letta agli amministratori camerinesi

A Roma è stato firmato al Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, il Protocollo d'Intesa per il nuovo Istituto Penitenziario di Camerino, primo protocollo siglato degli undici istituti penitenziari previsti nel piano carceri.  Erano presenti: il capo Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Franco Ionta, l'assessore ai servizi sociali della Regione Marche Luca Marconi delegato del presidente Gian Mario Spacca, il sindaco di Camerino Dario Conti ed il vicesindaco Gianluca Pasqui, l'avv Massimo Ricchi, il dirigente della Protezione civile regionale Roberto Oreficini.
"Questa firma rappresenta la prima pietra del nuovo Istituto Penitenziario di Camerino - hanno affermato il sindaco Conti ed il vicesindaco Pasqui - la struttura, di grande impatto per tutto il territorio, è di fondamentale importanza socio-economica e costituirà un volano per le nostre attività ed istituzioni, rafforzando quelle già esistenti: il tribunale, l'ospedale...". Gli amministratori esprimono la loro soddisfazione per la positiva conclusione di un travagliato iter: "Abbiamo ottemperato ad un impegno per un progetto condiviso e atteso da tutta la comunità camerinese". Il sindaco Dario Conti, appena firmata l'intesa, ha ricevuto la telefonata del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta che si è complimentato con il primo cittadino, con il vicensindaco e con l'amministrazione tutta per l'efficacia e la forte determinazione nel perseguire il progetto.
Tale progetto prevede la realizzazione del carcere di Camerino entro dicembre 2012 (nella zona in prossimità della frazione Morro), una struttura capace di ospitare 450 detenuti.
A questa firma seguiranno le necessarie procedure per dare esecuzione al progetto del penitenziario camerinese.

 

La Compagnia Teatrale "Alternativa Avis" di San Severino Marche salirà sabato 20 novembre sul palco del teatro di Caldarola, alle ore 21.15, con la commedia di Giuseppe Iori dal titolo "La fijastra cittadina" per la regia di Lauro Paciaroni. è il terzo appuntamento del festival DIALETTIAMOCI che, nelle prime due serate, ha fatto registrare una grandissima affluenza di pubblico e suscitato notevole interesse. La compagnia settempedana racconterà la storia buffa della vedova Giulia e dei suoi due figli Pietro e Antonio, da maritare, in un paesino, come tanti della nostra terra, dove il pettegolezzo e la maldicenza sono gli hobby più diffusi. "Siamo in un paesino dell'entroterra maceratese dove vive Giulia, vedova, con due figli, Pietro ed Antonio. Antonio è immerso nei preparativi del suo matrimonio con Maria, ragazza di "città", malvoluta dalla suocera Giulia in quanto vede in lei la figura di "vergara rivale". Le varie e continue maliziose "cattiverie" della suocera nei confronti della fidanzata del figlio Antonio, facendole capire che non è la benvoluta, la porta anche a denigrarla, parlandone male ogni volta che se ne presenta l'occasione, in particolare con una sua amica di famiglia, la classica "pettegola" del paesello, Assunta, che subdolamente cercherà di "accasare" sua figlia con l'altro figlio di Giulia, Pietro, ignaro di tutto questo progetto. La fine della storia si compirà quando la dura reazione di Antonio..."". Come andrà a finire è da scoprire: l'appuntamento è al teatro di Caldarola, sabato 20 novembre, alle 21.15.Il botteghino del teatro sarà aperto a partire dalle ore 16.00; ingresso unico a 5 euro. La quarta commedia in cartellone è prevista per sabato 27 novembre quando si esibirà la compagnia di Camporotondo di Fiastrone, NOI del TEATRINO, con l'opera di Adriano Marchi "La locanda del gatto e della volpe".

In occasione del 40esimo di fondazione dell'azienda, e contemporaneamente al 70esimo compleanno del titolare, il Cav. Franco Balducci, la CBF festeggia l'evento alla presenza di autorità ed ospiti illustri. Venerdì 12 novembre, all'interno dello stabilimento di Montecassiano, è stata celebrata la s. messa, presieduta dal vescovo di Macerata, ed a seguire ritrovo presso il ristorante Anton di Recanati dove si è banchettato in compagnia di un ospite davvero di eccezione: Jerry Calà. Il noto attore si è esibito, insieme alla sua band, per oltre un'ora e mezza a ritmo di musiche anni ottanta e di battute esilaranti, per la felicità delle quasi trecento persone presenti, tra le quali, oltre alla famiglia Balducci ed a tutti i dipendenti dell'azienda, sindaci ed ex sindaci del territorio, professionisti, fornitori e consulenti dell'azienda, oltre ad amici e collaboratori vari. La CBF Balducci SpA, nata appunto nel 1970 a seguito di una felicissima intuizione del Cav. Franco Balducci, produce abbigliamento da lavoro promozionale e professionale. L'azienda, fiore all'occhiello dell'imprenditoria marchigiana, è certificata secondo tutti gli standard internazionali, conta 102 dipendenti in Italia ed oltre 500 collaboratori all'estero. Nel corso della serata il Cav. Balducci ha tenuto un discorso con il quale ha sottolineato l'importanza di aver avuto, nel corso degli anni, validi collaboratori al proprio fianco, senza i quali non avrebbe potuto raggiungere simili traguardi. Ma ha tenuto anche a sottolineare che quella del quarantesimo è solo una tappa, e che per vincere la gara bisogna continuare ad impegnarsi ed a lavorare in team ancora per molto tempo. Un grazie alla famiglia Balducci per l'impegno profuso alla crescita del benessere del territorio.

Disokkupati” è una storia ambientata durante gli sconvolgimenti culturali e le lotte sociali che attraversarono l'Italia attorno al 1970; scritta con verve notevole da Paolo Carassai (Gualtiero nella commedia)e molto ben interpretata da tutta la compagnia, ha riscosso un bellissimo successo di gradimento nel pubblico accorso, come sempre, numerosissimo, al teatro di Caldarola. Bella la trama, eccellente l'interpretazione, esilaranti le situazioni che si sono succedute a ritmo serrato, condito da colpi di scena continui. Una citazione particolare la merita Antonella Menichelli (Teresa) che ha caratterizzato il suo personaggio in maniera ineffabile.

Ultimo appuntamento sabato 18, alle 21.30, per la premiazione che sarà inserita in uno spettacolo di varietà dialettale impreziosito dalla partecipazione del gruppo folclorico LI PISTACOPPI.

Non sarà facile per la giuria assegnare la palma per i migliori: tutte le compagnie hanno presentato lavori straordinari e sarà veramente arduo decidere.

Ma al di là di chi vincerà, DIALETTIAMOCI ha già vinto la sua scommessa, e con esso tutti coloro che hanno lavorato per realizzarlo.

Tutto esaurito per tutte le serate è un risultato incoraggiante per poter proseguire con la seconda edizione.

Nelle cinque serate si sono contate già oltre 1300 persone: è un dato che la dice lunga sul gradimento ottenuto dal pubblico del festival che è convenuto un po' da tutta la provincia.

Il botteghino del teatro sarà aperto a partire dalle ore 16.00; ingresso unico a 5 euro.

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