La prima cosa da fare al mattino? Un caffè, naturalmente. È quello che hanno fatto i cinque baristi migliori al mondo, ospiti lo scorso fine settimana di Nuova Simonelli. I baristi, classificatisi ai primi cinque posti nella competizione mondiale di settore World Barista Championship (Campionato Mondiale dei Baristi), che si è svolta lo scorso giugno a Londra e di cui Nuova Simonelli è sponsor tecnico ufficiale, hanno trascorso tre giorni-premio nella terra di “Aurelia”, la macchina per caffè espresso loro “compagna d'avventura” durante i campionati del mondo dei baristi. Accompagnati da Cindy Chang, Executive Director WBC, e dai vertici Nuova Simonelli, i baristi campioni Michael Phillips dagli Stati Uniti, Raul Rodas dal Guatemala, Scottie Callaghan dall'Australia, Soren Stiller Markussen dalla Danimarca e Stefanos Domatiotis dalla Grecia hanno visitato l'azienda e le eccellenze del territorio maceratese. Una visita davvero importante per il business di Nuova Simonelli che ha potuto presentare e far toccare con mano ai baristi, nonché opinion leader del settore, la filosofia costruttiva dell'azienda. Quello dello scorso fine settimana è stato un incontro in cui Nuova Simonelli ha presentato le sue eccellenze: dalle linee di produzione in cui lavorano gli artigiani delle macchine per caffè, alcuni dei quali fanno parte dell'azienda da oltre 37 anni, ai laboratori tecnici di ricerca e sviluppo per passare al centro di training.
Con lo stesso spirito di 74 anni fa, l'azienda ha voluto condividere con il suo territorio la visita dei cinque protagonisti del settore del caffè attraverso il coinvolgimento di alcuni bar di Tolentino, dove i baristi hanno messo in piedi un vero show a base di caffè e cappuccino, delle Facoltà scientifiche di Camerino e di Ancona, dove gli ospiti hanno potuto valutare gli investimenti in ricerca e sviluppo di Nuova Simonelli in collaborazione con il mondo universitario, e delle aziende enogastromiche, dove i professionisti del caffè hanno potuto osservare le varie fasi della lavorazione dell'oliva e quindi degustare l'olio, per poi passare al ristorante dove i baristi hanno abbandonato il davantino per indossare il grembiule da cuoco per imparare a fare la pizza.
