Saluto tutti gli studenti, il Magnifico rettore prof. Fulvio Esposito, il direttore amministrativo Luigi Tapanelli, il Presidente della regione Marche Gian Mario Spacca e il direttore del TG LA7 Enrico Mentana. Saluto in particolare l'Arcivescovo Sua Eccellenza Francesco Giovanni Brugnaro, tutte le autorità civili e militari, i Prorettori, i membri degli organi accademici, i docenti, il personale tecnico-amministrativo e tutti voi che siete intervenuti.
L'università che vogliamo per crescere di più, per crescere tutti: il sistema universitario nel contesto delle autonomie regionali.
Un tema molto stimolante per noi studenti, soprattutto in virtù del momento storico che stiamo vivendo. Ora più che mai vogliamo impegnarci perché la parola “crescere” non sia più un bel discorso, ma un fatto reale. Tutti conosciamo le difficoltà odierne: gli effetti della crisi mondiale sono ancora ben presenti, i nostri genitori ancora perdono il lavoro e questo ha necessariamente effetti sulla serenità e sulla certezza di noi studenti. Inoltre, a questo si aggiungono le difficoltà dell'università italiana, ancora soggetta a tagli su FFO e diritto allo studio e ad uno stallo legislativo preoccupante.
Queste difficoltà della vita quotidiana hanno fatto sorgere da un po' di tempo in maniera più viva in me e in altri miei amici rappresentanti alcune domande: “Noi cosa vogliamo per la nostra vita?”. E di conseguenza: “Noi cosa vogliamo dall'università, cos'è per noi studenti l'università?”.
Per iniziare a rispondere a questi interrogativi, mi sono fatto aiutare dalle parole di due grandi personalità. Il Presidente Napolitano, nel discorso alla Scuola Normale Superiore di Pisa ha sottolineato con forza “il rilievo prioritario che va attribuito, non solo a parole ma nei fatti, alla ricerca e all'alta formazione, e dunque all'università”. Perché questo? E qui riprendo le frasi di Papa Benedetto XVI nel discorso alla Sapienza, perché egli ci dice che “la vera, intima origine dell'università sta nella brama di conoscenza che è propria dell'uomo. Egli vuol sapere che cosa sia tutto ciò che lo circonda. Vuole verità”.
Ogni giorno vedo studenti come me che sono assetati di conoscere, che cercano la verità, e vedo anche molti docenti e ricercatori appassionati della loro ricerca, che non possono fare a meno di comunicarla a noi ragazzi. Questo è uno sguardo che permette di crescere! Questa passione e questa ricerca della verità sono il motore dell'università, e il motore della vita. Rinunciare alla didattica o rinunciare alla ricerca sarebbe far fuori un elemento fondamentale di rinascita di tutta la nostra università, e anche una mancanza di attenzione a noi stessi.
Quindi riprendo ancora le parole del Presidente della Repubblica: “la consapevolezza di questo ruolo non è separabile dalla più ampia disponibilità e partecipazione al cambiamento necessario, cui non possono contrapporsi né interessi particolari né vecchi schemi e tabù. Il riconoscimento della priorità e della valenza strategica della ricerca e della formazione deve riflettersi sia nelle scelte di riforma sia negli investimenti di risorse pubbliche. Ma aprirsi a misure di rigorosa razionalizzazione e qualificazione nell'impiego delle risorse, così da elevare l'efficienza e il rendimento qualitativo, è complemento indispensabile”.
Noi studenti abbiamo bisogno di un'università in cui ci sia umanità, in cui i docenti e i ricercatori siano maestri per noi, sia per la formazione che per la vita.
Per questo guardiamo con preoccupazione non ai tagli in quanto tali - anche se è notizia di qualche giorno fa l'assegnazione di quasi un miliardo di euro per il sistema universitario - ma ai tagli indifferenziati, perché non tengono conto di tutti i fattori che ci sono in gioco, di qual è il ruolo dell'università, ma solamente del fattore economico, giusto, ma che testimonia una visione parziale e negativa.
Inoltre, un ruolo fondamentale è svolto dal Diritto allo Studio, come possibilità ai ragazzi con difficoltà economiche di accedere allo studio universitario. Il taglio previsto per i prossimi anni, forse annullato solamente per il 2011 con la nuova Finanziaria, è un atto gravissimo, soprattutto perché priva tutti noi della novità e del genio che tanti ragazzi potrebbero mettere al servizio della comunità. E guardiamo con un po' di diffidenza al processo volto ad omogeneizzare i servizi degli Ersu marchigiani, poiché essi sono chiamati a rispondere ad esigenze molto diverse tra loro, dovute alle differenti caratteristiche delle città e degli atenei del nostro territorio.
Noi rappresentanti, ma anche tanti nostri compagni di studio, siamo disponibili a metterci in gioco, a confrontarci e muoverci perché l'università diventi sempre più un luogo che ci aiuti a trovare la risposta a quella domanda sul senso della vita che ognuno inevitabilmente ha. E dalla nostra esperienza di questi anni è emerso che questo è possibile solamente attraverso una collaborazione vera, tra studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, una collaborazione che guardi all'umanità di ognuno, per crescere veramente di più, per crescere veramente tutti.
Grazie!
Alessandro Fusari
Inaugurazione anno accademico Unicam
Rappresentante nel cda dell'Ersu di Camerino
Inaugurato anno accademico, parlano gli studenti
Mercoledì, 17 Novembre 2010 01:00 | Letto 2039 volte Clicca per ascolare il testo Inaugurato anno accademico, parlano gli studenti Saluto tutti gli studenti, il Magnifico rettore prof. Fulvio Esposito, il direttore amministrativo Luigi Tapanelli, il Presidente della regione Marche Gian Mario Spacca e il direttore del TG LA7 Enrico Mentana. Saluto in particolare lArcivescovo Sua Eccellenza Francesco Giovanni Brugnaro, tutte le autorità civili e militari, i Prorettori, i membri degli organi accademici, i docenti, il personale tecnico-amministrativo e tutti voi che siete intervenuti. Luniversità che vogliamo per crescere di più, per crescere tutti: il sistema universitario nel contesto delle autonomie regionali. Un tema molto stimolante per noi studenti, soprattutto in virtù del momento storico che stiamo vivendo. Ora più che mai vogliamo impegnarci perché la parola “crescere” non sia più un bel discorso, ma un fatto reale. Tutti conosciamo le difficoltà odierne: gli effetti della crisi mondiale sono ancora ben presenti, i nostri genitori ancora perdono il lavoro e questo ha necessariamente effetti sulla serenità e sulla certezza di noi studenti. Inoltre, a questo si aggiungono le difficoltà delluniversità italiana, ancora soggetta a tagli su FFO e diritto allo studio e ad uno stallo legislativo preoccupante. Queste difficoltà della vita quotidiana hanno fatto sorgere da un po di tempo in maniera più viva in me e in altri miei amici rappresentanti alcune domande: “Noi cosa vogliamo per la nostra vita?”. E di conseguenza: “Noi cosa vogliamo dalluniversità, cosè per noi studenti luniversità?”. Per iniziare a rispondere a questi interrogativi, mi sono fatto aiutare dalle parole di due grandi personalità. Il Presidente Napolitano, nel discorso alla Scuola Normale Superiore di Pisa ha sottolineato con forza “il rilievo prioritario che va attribuito, non solo a parole ma nei fatti, alla ricerca e all'alta formazione, e dunque all'università”. Perché questo? E qui riprendo le frasi di Papa Benedetto XVI nel discorso alla Sapienza, perché egli ci dice che “la vera, intima origine delluniversità sta nella brama di conoscenza che è propria delluomo. Egli vuol sapere che cosa sia tutto ciò che lo circonda. Vuole verità”. Ogni giorno vedo studenti come me che sono assetati di conoscere, che cercano la verità, e vedo anche molti docenti e ricercatori appassionati della loro ricerca, che non possono fare a meno di comunicarla a noi ragazzi. Questo è uno sguardo che permette di crescere! Questa passione e questa ricerca della verità sono il motore delluniversità, e il motore della vita. Rinunciare alla didattica o rinunciare alla ricerca sarebbe far fuori un elemento fondamentale di rinascita di tutta la nostra università, e anche una mancanza di attenzione a noi stessi. Quindi riprendo ancora le parole del Presidente della Repubblica: “la consapevolezza di questo ruolo non è separabile dalla più ampia disponibilità e partecipazione al cambiamento necessario, cui non possono contrapporsi né interessi particolari né vecchi schemi e tabù. Il riconoscimento della priorità e della valenza strategica della ricerca e della formazione deve riflettersi sia nelle scelte di riforma sia negli investimenti di risorse pubbliche. Ma aprirsi a misure di rigorosa razionalizzazione e qualificazione nell'impiego delle risorse, così da elevare l'efficienza e il rendimento qualitativo, è complemento indispensabile”. Noi studenti abbiamo bisogno di ununiversità in cui ci sia umanità, in cui i docenti e i ricercatori siano maestri per noi, sia per la formazione che per la vita. Per questo guardiamo con preoccupazione non ai tagli in quanto tali - anche se è notizia di qualche giorno fa lassegnazione di quasi un miliardo di euro per il sistema universitario - ma ai tagli indifferenziati, perché non tengono conto di tutti i fattori che ci sono in gioco, di qual è il ruolo delluniversità, ma solamente del fattore economico, giusto, ma che testimonia una visione parziale e negativa. Inoltre, un ruolo fondamentale è svolto dal Diritto allo Studio, come possibilità ai ragazzi con difficoltà economiche di accedere allo studio universitario. Il taglio previsto per i prossimi anni, forse annullato solamente per il 2011 con la nuova Finanziaria, è un atto gravissimo, soprattutto perché priva tutti noi della novità e del genio che tanti ragazzi potrebbero mettere al servizio della comunità. E guardiamo con un po di diffidenza al processo volto ad omogeneizzare i servizi degli Ersu marchigiani, poiché essi sono chiamati a rispondere ad esigenze molto diverse tra loro, dovute alle differenti caratteristiche delle città e degli atenei del nostro territorio. Noi rappresentanti, ma anche tanti nostri compagni di studio, siamo disponibili a metterci in gioco, a confrontarci e muoverci perché luniversità diventi sempre più un luogo che ci aiuti a trovare la risposta a quella domanda sul senso della vita che ognuno inevitabilmente ha. E dalla nostra esperienza di questi anni è emerso che questo è possibile solamente attraverso una collaborazione vera, tra studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, una collaborazione che guardi allumanità di ognuno, per crescere veramente di più, per crescere veramente tutti. Grazie! Alessandro Fusari Inaugurazione anno accademico Unicam Rappresentante nel cda dellErsu di CamerinoSaluto tutti gli studenti, il Magnifico rettore prof. Fulvio Esposito, il direttore amministrativo Luigi Tapanelli, il Presidente della regione Marche Gian Mario Spacca e il direttore del TG LA7 Enrico Mentana. Saluto in particolare l'Arcivescovo Sua Eccellenza Francesco Giovanni Brugnaro, tutte le autorità civili e militari, i Prorettori, i membri degli organi accademici, i docenti, il personale tecnico-amministrativo e tutti voi che siete intervenuti.
L'università che vogliamo per crescere di più, per crescere tutti: il sistema universitario nel contesto delle autonomie regionali.
Un tema molto stimolante per noi studenti, soprattutto in virtù del momento storico che stiamo vivendo. Ora più che mai vogliamo impegnarci perché la parola “crescere” non sia più un bel discorso, ma un fatto reale. Tutti conosciamo le difficoltà odierne: gli effetti della crisi mondiale sono ancora ben presenti, i nostri genitori ancora perdono il lavoro e questo ha necessariamente effetti sulla serenità e sulla certezza di noi studenti. Inoltre, a questo si aggiungono le difficoltà dell'università italiana, ancora soggetta a tagli su FFO e diritto allo studio e ad uno stallo legislativo preoccupante.
Queste difficoltà della vita quotidiana hanno fatto sorgere da un po' di tempo in maniera più viva in me e in altri miei amici rappresentanti alcune domande: “Noi cosa vogliamo per la nostra vita?”. E di conseguenza: “Noi cosa vogliamo dall'università, cos'è per noi studenti l'università?”.
Per iniziare a rispondere a questi interrogativi, mi sono fatto aiutare dalle parole di due grandi personalità. Il Presidente Napolitano, nel discorso alla Scuola Normale Superiore di Pisa ha sottolineato con forza “il rilievo prioritario che va attribuito, non solo a parole ma nei fatti, alla ricerca e all'alta formazione, e dunque all'università”. Perché questo? E qui riprendo le frasi di Papa Benedetto XVI nel discorso alla Sapienza, perché egli ci dice che “la vera, intima origine dell'università sta nella brama di conoscenza che è propria dell'uomo. Egli vuol sapere che cosa sia tutto ciò che lo circonda. Vuole verità”.
Ogni giorno vedo studenti come me che sono assetati di conoscere, che cercano la verità, e vedo anche molti docenti e ricercatori appassionati della loro ricerca, che non possono fare a meno di comunicarla a noi ragazzi. Questo è uno sguardo che permette di crescere! Questa passione e questa ricerca della verità sono il motore dell'università, e il motore della vita. Rinunciare alla didattica o rinunciare alla ricerca sarebbe far fuori un elemento fondamentale di rinascita di tutta la nostra università, e anche una mancanza di attenzione a noi stessi.
Quindi riprendo ancora le parole del Presidente della Repubblica: “la consapevolezza di questo ruolo non è separabile dalla più ampia disponibilità e partecipazione al cambiamento necessario, cui non possono contrapporsi né interessi particolari né vecchi schemi e tabù. Il riconoscimento della priorità e della valenza strategica della ricerca e della formazione deve riflettersi sia nelle scelte di riforma sia negli investimenti di risorse pubbliche. Ma aprirsi a misure di rigorosa razionalizzazione e qualificazione nell'impiego delle risorse, così da elevare l'efficienza e il rendimento qualitativo, è complemento indispensabile”.
Noi studenti abbiamo bisogno di un'università in cui ci sia umanità, in cui i docenti e i ricercatori siano maestri per noi, sia per la formazione che per la vita.
Per questo guardiamo con preoccupazione non ai tagli in quanto tali - anche se è notizia di qualche giorno fa l'assegnazione di quasi un miliardo di euro per il sistema universitario - ma ai tagli indifferenziati, perché non tengono conto di tutti i fattori che ci sono in gioco, di qual è il ruolo dell'università, ma solamente del fattore economico, giusto, ma che testimonia una visione parziale e negativa.
Inoltre, un ruolo fondamentale è svolto dal Diritto allo Studio, come possibilità ai ragazzi con difficoltà economiche di accedere allo studio universitario. Il taglio previsto per i prossimi anni, forse annullato solamente per il 2011 con la nuova Finanziaria, è un atto gravissimo, soprattutto perché priva tutti noi della novità e del genio che tanti ragazzi potrebbero mettere al servizio della comunità. E guardiamo con un po' di diffidenza al processo volto ad omogeneizzare i servizi degli Ersu marchigiani, poiché essi sono chiamati a rispondere ad esigenze molto diverse tra loro, dovute alle differenti caratteristiche delle città e degli atenei del nostro territorio.
Noi rappresentanti, ma anche tanti nostri compagni di studio, siamo disponibili a metterci in gioco, a confrontarci e muoverci perché l'università diventi sempre più un luogo che ci aiuti a trovare la risposta a quella domanda sul senso della vita che ognuno inevitabilmente ha. E dalla nostra esperienza di questi anni è emerso che questo è possibile solamente attraverso una collaborazione vera, tra studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, una collaborazione che guardi all'umanità di ognuno, per crescere veramente di più, per crescere veramente tutti.
Grazie!
Alessandro Fusari
Inaugurazione anno accademico Unicam
Rappresentante nel cda dell'Ersu di Camerino
Letto 2039 volte
