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I Carabinieri di Serravalle del Chienti hanno denunciato tre pregiudicati che viaggiavano a bordo di un'auto risultata rubata. I militari, mentre stavano effettuando un posto di controllo nel territorio di Muccia, hanno intimato l'alt ad una Fiat Punto che procedeva a velocità sostenuta, ma il conducente del mezzo ha tirato dritto proseguendo la marcia. Ne è scaturito un breve inseguimento lungo la SS.77 terminato qualche chilometro più avanti con il fermo della vettura e il controllo degli occupanti. Dagli accertamenti risultava che l'utilitaria, di proprietà dell'Amministrazione provinciale di Fermo, era stata rubata. Così i tre occupanti, tutti di Porto Sant'Elpidio e tutti gravati da pregiudizi contro il patrimonio, sono stati denunciati per ricettazione. Uno di loro, trovato in possesso di un coltello a serramanico, è stato anche denunciato per porto abusivo di armi. Il mezzo è stato restituito all'amministrazione avente diritto.
I carabinieri bussano alla porta della sua abitazione, dove era ai domiciliari, ma lui non risponde. L'inadempienza gli è costato l'aggravamento della misura ed il ritorno in carcere. Così i carabinieri, con in mano l'ordinanza di revoca del beneficio emessa dal Tribunale di Sorveglianza, sono tornati a suonare a quella porta ed hanno fatto scattare le manette ai polsi di un albanese 26enne, da circa un mese agli arresti domiciliari.
Dopo la condanna, avvenuta nel luglio 2012, a due anni di reclusione per spaccio di stupefacenti, all'uomo era stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari presso la propria dimora di Castelraimondo.
In almeno due episodi, i militari sono andati a controllare l'effettiva presenza dello straniero all'interno della sua abitazione ma nonostante le ripetute ed insistenti scampanellate non hanno ottenuto risposta. Alle contestazioni mosse circa la sua mancata risposta, l'uomo replicava che non aveva sentito i campanelli perché aveva il sonno pesante. Sull' accaduto i militari hanno poi informato l'autorità giudiziaria che ha disposto la revoca del beneficio degli arresti domiciliari ed il contestuale ripristino della detenzione in carcere.
Solo Giulio Bedeschi potrebbe descrivere le vicende dell'alpino Mario Cipollari, classe 1918, scomparso a Caldarola l'8 giugno 2013 col suo libro “Centomila gavette di ghiaccio” dove viene rievocata la ritirata di Russia, durante la quale ben centomila soldati italiani perirono combattendo o soccombendo al freddo e alla fame. Ho ascoltato dalla viva voce di Mario quella storia, quando sul fiume Don ripiegava la sua colonna nell'aprirsi un varco nelle sacche sulla neve di Russia nell'inverno 1942-1943 e i patimenti varcavano i limiti della capacità di sopportazione umana, oltre i quali s'affacciava, quasi a sollievo, la morte. Lo sapeva Mario, quando trascinò, incoraggiandolo, il commilitone Nello Mosciatti di Casteraimondo e lo convinse, seppur stremato, a riprendere il cammino, pur con i piedi congelati e le mani irrigidite, mentre il dannato vento della steppa rallentava l'andatura e sollevava con le sue folate la neve color cinerina come polvere sui pastrani e i passamontagna. Erano uomini, parevano bruti, vivi solamente per il proprio dolore. Stanchezza, fame, sete, freddo, sonno: cinque elementi d'inferno in quell'orizzonte cancellato dall'implacabile biancore della neve. Mario, ormai salvo, cullato dalla nenia che saliva dalle rotaie, sulla paglia dei carri-bestiame che lo riportava in Italia, di quella tragedia, a cui poi si aggiunsero anni di prigionia in Germania, ha sempre conservato l'orgoglio di un dovere compiuto. Quando muore un alpino dicono che le stellette della giubba si staccano e vanno a formare le stelle nel firmamento d'Italia; a questo aggiungo la parabola dei talenti, moltiplicati in vita da Mario Cipollari da consegnare a Cristo, sulla falsariga di don Turla, che ha vissuto la stessa tragedia “7 rubli per il cappellano”.
Eraldo Pittori
Spettacolare incidente stradale, per fortuna senza particolari conseguenze, accaduto nelle prime ore del pomeriggio in contrada Morelli, lungo la strada che collega Sarnano con Amandola. Un tir carico di legname condotto da un cinquantenne dipendente della segheria Alto Tenna di Amandola, Francesco Coccia, forse per una distrazione dell'autista nell'affrontare una curva è finito con le ruote nella cunetta a bordo strada e si è ribaltato finendo capovolto nella scarpata sottostante.
Per fortuna del conducente il mezzo non ha urtato le piante presenti in gran numero ai bordi dell'arteria e per Coccia, che lamentava forti dolori ad una spalla ed è stato trasportato all'ospedale di Macerata per accertamenti, il tutto si è concluso con un grande spavento. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno aiutato l'uomo ad uscire dalla cabina del mezzo, per la rimozione del quale è stato anche necessario interrompere la viabilità lungo la strada.
Ha perso il controllo dell'auto ed è finito fuori strada.
Un tragico schianto a Fiastra è costato la vita al maceratese Andrea Zanconi, 50 anni, molto conosciuto a Macerata dove la sua famiglia ha gestito per molto tempo un negozio di foto. Secondo i primi accertamenti sembra che a provocare l'incidente sia stato un malore che è stato fatale all'uomo. Soltanto la prontezza di riflessi della moglie, che viaggiava con Zanconi, nell'arrestare la vettura ha evitato che gli altri occupanti della stessa, ora ricoverati in ospedale, subissero conseguenze peggiori. Sul posto la polstrada di Camerino e personale del 118 che non hanno potuto, purtroppo, strappare alla morte il cinquantenne.
Pesanti sanzioni sono scattate a carico di un operaio 54 enne di Castelraimondo, resosi responsabile di un incidente stradale e risultato positivo all'etilometro con un valore alcol emico circa quattro volte il limite consentito. Aveva mangiato e bevuto bene a pranzo e intorno alle 15.00 C.G., alla guida della sua autovettura, mentre stava percorrendo una via del centro cittadino, invadeva la corsia opposta e si scontrava con un altro veicolo proveniente dal senso opposto e condotto da una giovane del luogo. Per fortuna l'urto provocava solo danni ai mezzi e nessuno dei conducenti è dovuto ricorrere a cure sanitarie. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della locale stazione che procedevano ai rilievi del caso e sottoponevano l'uomo al test con l'etilometro. L'apparecchio in dotazione rilevava un tasso alcolico quattro volte superiore al limite consentito e pertanto nei confronti del 54enne si procedeva nei termini di legge con la denuncia per guida in stato di ebbrezza. Oltre all'immediato ritiro della patente, che nel caso specifico è finalizzato alla revoca avendo provocato un incidente, l'uomo ha subito anche il sequestro amministrativo del mezzo per 6 mesi e rischia, in caso di condanna l'arresto fino ad un anno e l'ammenda fino a 6.000 euro.
Sono più di mille i temi svolti dai “Piccoli giornalisti sportivi” nell'ambito del concorso promosso dall'Ufficio scolastico provinciale e realizzato in collaborazione con la Provincia di Macerata per stimolare gli alunni delle quinte elementari nella pratica della scrittura attraverso un argomento di forte interesse come lo sport.
Nei giorni scorsi si è svolta la premiazione all'Istituto Agrario di Macerata, con la partecipazione di oltre 300 bambini. Accanto a loro campioni del calibro di Simone Flamini, capitano della Scavolini Siviglia basket, Paolo Principi, ginnasta della Società Virtus Pasqualetti, neolaureata campione d'Italia, e Massimo Palanca, ex calciatore di serie A. Non mancavano Mariella Tardella, presidente della Maceratese, Roberto Toninel, presidente del Panathlon di Macerata, e Simone Forani, tecnico nazionale dell'Asd Anthropos. Alla manifestazione hanno preso parte anche Luca Galeazzi, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, Mauro Minnozzi, coordinatore dei servizi di Educazione fisica sportiva dell'Ufficio scolastico provinciale, gli assessori provinciali Leonardo Lippi e Giovanni Torresi, e le dirigenti scolastiche Agata Turchetti e Maria Antonella Angerilli.
Il progetto, al quale hanno aderito 15 Istituti comprensivi della provincia con ben 23 plessi, si è posto in linea con quanto richiesto dall'Istituto Nazionale di Valutazione del Sistema di formazione e Istruzione (Invalsi), che nelle valutazioni sistematiche poste nel corso della scuola dell'obbligo sottopone agli studenti prove di comprensione ed uso della lingua italiana.
È stato arrestato dai carabinieri di Tolentino Francesco Botti, giovane 21enne della città che aveva appena messo a segno una rapina alla farmacia comunale. La terza nel giro di due mesi. Il copione è sempre lo stesso: intorno all'ora di chiusura, il 21enne si è fiondato nella farmacia comunale di via Brodolini, con il volto coperto da un fazzoletto nero, e minacciando con un taglierino una delle farmaciste, si è fatto consegnare l'incasso (circa 550 euro).
In farmacia c'erano alcuni clienti, tra i quali un maresciallo dei carabinieri in servizio a Macerata che, in borghese, aveva appena acquistato dei prodotti, ma insospettito dal giovane che aveva visto entrare dall'esterno si é intrattenuto per vedere cosa stesse accadendo.
Quando il malvivente ha raggiunto il bancone per minacciare le farmaciste, il maresciallo gli ha mostrato il distintivo e gli ha intimato di desistere.
Il giovane ha subito provato a fuggire ma é stato immobilizzato dal militare fino all'arrivo dei colleghi di Tolentino che lo hanno ammanettato e portato in caserma per l'identificazione. Francesco Botti ora si trova al carcere di Montacuto: tentata rapina, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, sono i reati di cui il giovane dovrà rispondere.
Il tolentinate dovrà inoltre far chiarezza anche in merito alle due precedenti rapine messe a segno nella stessa farmacia il 15 e il 26 marzo scorso.
Giulia Sancricca
A Camerino uno studente laziale di 26 anni è stato denunciato dai carabinieri perché, fermato alla guida del proprio mezzo, si è rifiutato di sottoporsi agli accertamenti antidroga. Il giovane è stato controllato dai militari in borghese, che da qualche giorno lo tenevano d'occhio, nei pressi della sua abitazione che divide in affitto con un suo amico. Il ragazzo era molto agitato e presentava i tipici sintomi di chi assume droga. Indosso non aveva sostanze stupefacenti, ma visto che i sintomi esteriori facevano presumere un recente consumo di droga, i carabinieri lo hanno invitato a sottoporsi al relativo test. Al rifiuto del giovane i militari lo hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Camerino e la sua patente è stata immediatamente ritirata. Successivamente i militari hanno effettuato una perquisizione domiciliare nella casa del giovane rivenendo circa 10 grammi di hashish che sono stati sequestrati. Il laziale ed il suo compagno di appartamento, un 24enne siciliano, sono stati denunciati per possesso di sostanze stupefacenti.
E' una Chiesa di Santa Maria Assunta, a Pievetorina, tanto, forse troppo piccola per contenere il dolore e l'immensa folla da cui è stata gremita lo scorso giovedì 30 maggio per i funerali del sindaco Luigi Gentilucci. Sono state tantissime le persone che sono intervenute a dare l'ultimo saluto al primo cittadino di Pieve Torina, scomparso tragicamente lunedì, in seguito a un violentissimo incidente che aveva costretto i sanitari a portarlo all'ospedale Torrette di Ancona in eliambulanza, dove poi è deceduto.
Un'intera comunità si è stretta al dolore dei familiari ancora provati dall'improvvisa perdita di un uomo che ha dedicato tutta la sua vita oltre che all'attività imprenditoriale, anche a quella politica, perseguendo sempre il bene comune. Alla fine del rito funebre celebrato dall'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro e da don Marco Gentilucci, nipote della vittima, diversi sono stati gli interventi in sua memoria. In tanti hanno voluto sottolineare la passione come elemento che ha contraddistinto la sua intera esistenza: la passione verso ciò che faceva, verso ogni causa che lo ha visto coinvolta e dalla quale è uscito sempre con il sorriso, la passione nel poter dare una mano a chiunque lo fermasse, la passione verso la sua famiglia, i suoi amici e quanti lo conoscevano. E' proprio questo che permesso di farlo apprezzare prima di tutto come uomo e soltanto dopo come politico o imprenditore. Tante anche le autorità intervenute ai funerali: dal presidente della provincia di Macerata, Antonio Pettinari, al Prefetto, ai rappresentanti della Regione e della Comunità Montana nonché i sindaci di gran parte del territorio. Un omaggio è stato reso anche da parte dell'Amministrazione di Pieve Torina, letteralmente sconvolta dall'accaduto, che ha voluto ringraziare il suo sindaco per avergli dato la possibilità di imparare tanto da lui che tanto amava il suo paese. “E se la morte ti ha portato via da questa vita – è stato il commento commosso di un amico di famiglia – sappiamo che nulla potrà cancellare il ricordo verso quanto fino a oggi hai fatto e hai lasciato a ognuno di noi”. Il feretro è stato, poi, portato in spalla fino al cimitero di Pieve Torina dove il sindaco riposerà per sempre.
