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«C'è un morto in un dirupo lungo la strada. Presto, venite». E' ciò che ha riferito, allarmato, un anziano signore di Camerino che portava a spasso il suo cane lungo la strada che fiancheggia le mura della città ducale nelle prime ore di domenica 12 maggio. La città è ancora addormentata quando un residente chiama la centrale operativa dei carabinieri e afferma di aver trovato un uomo morto tra la vegetazione. Il corpo era a testa in giù e con i pantaloni semi abbassati. All'arrivo dei militari l'uomo non dà segni di vita, ma basta un colpo d'occhio per capire che non era successa alcuna tragedia ma che, invece, si trattava di un giovane studente che aveva esagerato con l'alcol e che, completamente ubriaco, si era addormentato nella scarpata. Il giovane, di 26 anni, ancora semincosciente, è stato trasportato al pronto soccorso del nosocomio camerte per le cure del caso.
“L'anello dei Crinali” è l'ultima idea, nata nel 2012, operativa dal 20 aprile scorso e pensata per scuotere il nostro territorio nel settore dell'accoglienza turistica; per farlo conoscere divulgando i suoi centri medievali, i paesaggi, la cultura e la gastronomia. Il progetto, che coinvolge Sarnano, Gualdo, Monte San Martino, Penna San Giovanni e Sant'Angelo in Pontano, è sorto nell'ambito del piano di sviluppo locale gestito dal GAL “Sibilla” (acronimo di “gruppo azione locale”), sede a Camerino e accesso a finanziamenti europei per incentivare attività turistiche. Un progetto di squadra coordinato da Sarnano.
“L'anello dei Crinali”, un lavoro a più mani con: gli architetti Romina Tidei e Giuseppe Gentili per progettazione generale e disegno del logo; Mauro Martorelli per le riprese; Mariano Forti, i Free Men e David Pinciaroli per le musiche, gli arrangiamenti e le colonne sonore del video. Per le riprese, noleggio elicottero di Butterfly helicopters services Macerata. Questi i cinque sindaci che hanno remato nella stessa direzione, cosa da non sottovalutare nell'individualismo marchigiano mai sopito: Franco Ceregioli, Giovanni Zavaglini, Valeriano Ghezzi, Giuseppe Mancinelli ed Eraldo Mosconi. “Ora, nessuno faccia finta di remare” il pensiero spontaneo, vedendo nel sito Internet la mappa interattiva. Sarnano deve rifondare la sua immagine. Quella storica e fertile di “Gildo” Piergentili è sparita, dopo anni di dilettantismo e per la scomparsa della fedele massa di oriundi. È cambiata la potenziale utenza. Oggi è globale, informatizzata e disincantata. “Mentre altri comuni - precisa il sindaco di Sarnano Franco Ceregioli - hanno scelto guide cartacee, noi abbiamo puntato sulla modernità della rete accogliendo la proposta degli architetti Gentili e Tidei. Il bando, cui abbiamo avuto accesso, era finalizzato a creare strumenti di promozione turistica del territorio”. Il Web, nelle sue accessibilità anche palmari e per strada, è la via migliore, sempre disponibile e aggiornabile in tempo reale. Si doveva trovare un “filo conduttore” che legasse graficamente i cinque comuni e i due architetti sarnanesi hanno scelto i “crinali” collinari che li collegano e quindi un percorso unico ad anello. “L'anello dei Crinali”, un itinerario di circa 70 chilometri. “Per descrivere al meglio i territori comunali - aggiunge Ceregioli - si è pensato a riprese aeree originali”. Scorrendo foto e video del sito, il risultato è d'indubbio effetto. Alla visione in anteprima, amici del sindaco, sono rimasti tanto stupiti dalle riprese aeree (girate a giugno dello scorso anno), che gli hanno chiesto se le immagini fossero realmente del territorio. Sono accattivanti. Purtroppo non scaricabili. Quasi bloccate da un invisibile copyright, che nello spirito della divulgazione appare inopportuno. Il creatore informatico dovrebbe resettare con l'aggiunta dell'opzione “salva immagine con nome”. È stato difficile avere per l'Appennino camerte la foto di piazza Alta vista dall'alto e con insolita prospettiva. La collaborazione di Ceregioli, abbonato a questo foglio, non manca mai. Il dominio www.anellodeicrinali.it è del comune di Sarnano. L'anello dei Crinali aspira a diventare un marchio per identificare il territorio dei cinque paesi. Oltre al sito Internet, è previsto un dvd abbinato a un limitato numero di guide cartacee. Ceregioli è soddisfatto del lavoro di squadra tra tecnici, sindaci e collaboratori. Comunque vada dopo gli entusiasmi iniziali, è senza dubbio un tassello di modernità e di spinta creativa per crescere, unendo le forze di un territorio dell'alto Maceratese con lo stesso destino.
Vermiglio Petetta
Con il mese di maggio la natura è nel pieno risveglio primaverile e molti animali selvatici sono nel massimo delle loro attività riproduttive, in particolare questo è il mese dei parti per moltissime specie di mammiferi. Ancora una volta giova quindi ricordare quanto sia importante sapere come comportarsi di fronte ad un nuovo nato. Non è infatti improbabile imbattersi nella prole di qualche ungulato selvatico (per lo più capriolo e cervo) tranquillamente adagiata e nascosta nella vegetazione di campi, radure o in boschi.
Questo è il consueto comportamento dei primi giorni dopo il parto che la natura, nel corso di millenni, ha “premiato” in queste specie: i piccoli in questo modo rimangono infatti invisibili ai predatori. Le madri, per proteggerli, non stanno loro vicini - evitando in questo modo che la loro presenza possa attirare i predatori - ma a cadenze regolari li raggiungono per allattarli. Un comportamento simile - ma in questo caso in specie molto diverse - è tenuto dalla lepre e da molte specie di rapaci notturni.
E' quindi indispensabile richiamare l'attenzione dei frequentatori di spazi aperti e della natura ricordando di non toccare, non accarezzare e non raccogliere i piccoli di questi animali, ritenendo magari che possano essere stati abbandonati. Infatti, se questi non sono feriti o in evidente difficoltà, anche una sola carezza trasferisce su di loro odori che le loro madri potrebbero percepire come una minaccia, ponendo il piccolo nella effettiva probabilità che venga realmente abbandonato. Altrettanta cura devono avere agricoltori o chi, a vario titolo, sfalci erba o fieno: prima delle attività sarebbe opportuno percorrere a piedi i bordi dei campi (fra il campo e il bosco) in modo da verificare che non siano presenti piccoli di queste specie. Nel caso in cui vengano rinvenuti piccoli, e qualora non sia possibile rimandare l'attività di qualche giorno, questi animaletti possono essere raccolti delicatamente con guanti adeguatamente ed energicamente strofinati su erba e terra e spostati di pochi metri in luogo sicuro.
Il Quattrocento torna protagonista dell'estate camerinese. Sarà inaugurata venerdì 10 maggio, infatti, la mostra “Girolamo di Giovanni. Il Quattrocento a Camerino”. L'esposizione, allestita presso i locali della pinacoteca, nel complesso museale di San Domenico, raccoglie dipinti, carpenterie lignee, oreficerie e ceramiche degli anni più splendenti, dal punto di vista artistico, della città ducale. Come è noto, lo spunto per la mostra, come ha affermato anche il sindaco Dario Conti, “è giunto con il ricongiungimento delle due cuspidi con figure di Evangelisti rinvenute nel mercato dell'antiquariato e acquistate dal comune di Camerino, con la Crocifissione, giunta alla Galleria delle Marche dalla chiesa di Sant'Agostino di Monte San Martino”. Un'occasione, dunque, per restituire ai visitatori un'immagine più completa del polittico originario, ma anche per celebrare ancora una volta il Quattrocento, attraverso l'esposizione di opere custodite non solo a Camerino, ma provenienti da tutte le Marche”. L'inaugurazione della mostra, lo ricordiamo, è prevista per le 17 di venerdì pomeriggio, presso l'aula San Sebastiano del polo museale di San Domenico. Seguirà l'immancabile taglio del nastro e la prima visita alla mostra, con buffet conclusivo per tutti gli ospiti.
Domenica 12 maggio, alle ore 18.00 in piazza Minerva a Urbisaglia, le bambine e i bambini della Scuola Primaria concluderanno un lungo percorso formativo che li ha guidati alla scoperta dell'opera lirica con il progetto denominato “Tutti al'Opera”.
Sviluppato nell'arco di cinque mesi e realizzato dagli esperti dell'Associazione “Amici della Musica” di Urbisaglia, il progetto ha cercato di suscitare curiosità, interesse e divertimento nei confronti dell'opera lirica e di sensibilizzare i bambini nei confronti di questa straordinaria espressione artistica che ci è particolarmente vicina grazie al Macerata Opera Festival.
«Questa esperienza, innovativa nel panorama della scuola primaria italiana» ha affermato la Prof. Luciana Salvucci, Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo di Colmurano, «ci ha dimostrato che un insegnante diventa efficace “maestro” quando è capace di rendere l'apprendimento interessante e gioioso e quando, oltre a trasmettere e costruire conoscenze, sa mettere in atto nuove strategie per educare alla libera espressione culturale e alla creatività dell'arte».
L'obiettivo finale del progetto è stato la messa in scena de “La Bohème” di Puccini, appositamente rielaborata per essere compresa, vissuta e giocata dai bambini. La celebre opera è stata scelta perché legata ai temi dell'amicizia e dell'amore per la cultura in tutti i suoi aspetti: arte, poesia, musica e filosofia. La Bohème è stata interpretata dai bambini come una grande storia d'amicizia. I bohémien vivono insieme, si divertono insieme, soffrono insieme e, nel momento di maggior bisogno, si stringono intorno a Mimì come le dita di una mano. Ed è proprio questo che i bambini di Urbisaglia hanno voluto comunicare con il disegno che è diventato il manifesto del progetto.
Il percorso didattico, elaborato da Massimiliano Fiorani, presidente dell'Associazione “Amici della Musica” di Urbisaglia, si è sviluppato in quattro moduli: introduzione all'Opera (analisi del contesto storico dell'opera, della trama, dell'autore, delle caratteristiche dei personaggi, della musica e del canto lirico, del linguaggio musicale e dei registri vocali), preparazione materiali scenici (creazione della scenografia, degli oggetti scenici e dei costumi), testo narrativo e recitazione (esercitazione nella lettura recitata dei testi narrativi della trama dell'opera, preparazione dei movimenti di scena), esercitazioni corali (studio e canto dei brani corali e degli interventi nelle arie dei solisti).
Il momento più entusiasmante per i bambini è stato incontrare i giovani solisti che, durante lo spettacolo di domenica prossima, interpreteranno le arie più celebri dell'opera accompagnati al pianoforte da Tiziana Muzi: Yiang Hui (Mimì), Agnese Gallenzi (Musetta), Alessandro Pucci (Rodolfo), Massimiliano Fiorani (Colline). Comunque vada lo spettacolo finale, il progetto si è già rivelato un successo: vedere gli occhi dei bambini affascinati dalla voce di Mimì, sentirli cantare “Che gelida manina, se la lasci riscaldare” nei corridoi della scuola dimostrano che l'educazione al bel canto può toccare anche le corde dei più piccoli.
Giovanna Salvucci, PhD
Consigliere comunale Urbisaglia
Tel. 335.203192
Massimiliano Fiorani
Pres. Associazione Amici della Musica Urbisaglia
Tel. 3357299961
FOTO: disegno della classe terza della Scuola Primaria di Urbisaglia. Le dita della mano che si stringono intorno a Mimì rappresentano, da sinistra: Colline (il filosofo), Rodolfo (il poeta), Marcello (il pittore), Musetta (la più bella del quartiere), Schaunard (il musicista).
Inaugurato a Caldarola, sabato 4 maggio, con il taglio del nastro da parte del sindaco Mauro Capenti, il nuovo Lube store, oltre 2000 metri quadrati di esposizione di prodotti con il marchio Lube. Un sogno che si realizza per Corrado Ramundo, che opera da anni nel settore della vendita di cucine. “Abbiamo realizzato qualcosa di diverso – dichiara Ramundo – perché nel nostro store, oltre alle cucine, vendiamo anche camere, camerette, insomma tutto ciò che produce la Lube. Inoltre offriamo un servizio particolare, il cosiddetto “chiavi in mano”, per cui riusciamo a ristrutturare, progettare e addirittura ad arredare completamente la casa.
Il marchio Lube è di qualità, uno di quelli che non conosce la crisi. E la qualità è indubbiamente necessaria per rilanciare l'economia.
“Sì, la Lube negli ultimi anni ha fatto passi da gigante per cui riusciamo a fare un notevole discorso qualitativo sui prodotti. Oltre al fatto che da noi ci sono diversi progettisti tra architetti e designer, che posso consigliare al meglio l'acquisto di una cucina, di una living o di una camera”.
Si tratta di una delle più grandi esposizioni delle Marche. Quali sono i vostri orari di apertura?
“A parte il lunedì mattino in cui faremo riposo, gli altri giorni saremo aperti sia al mattino che al pomeriggio, compresa la domenica pomeriggio. Cercheremo di lavorare per il meglio così da soddisfare la nostra clientela.
Come detto il Lube store di Caldarola è una delle più grandi esposizioni delle Marche. Una scelta strategica fatta dall'azienda Lube?
“Questo bellissimo locale, con i suoi 2000 metri quadrati di esposizione, è uno dei migliori esistenti nella provincia di Macerata – a rispondere è Luciano Sileoni, uno dei patron della Lube - Noi abbiamo fatto questa scelta per il semplice motivo che i negozi specializzati stanno dando risultati migliori rispetto agli altri”.
A Caldarola vi è la produzione delle cucine “Borgo antico”, una bellezza della cucina italiana. Ma c'è in esposizione anche la produzione delle cucine Lube di Treia.
“Borgo antico è delle cucine classiche, fatte apposta per locali appositi, specializzati. La cucina Lube, invece, si adatta a tutte le esigenze, così come le camere. E', secondo me, una delle cucine migliori. Abbiamo fatto prodotti validi, una produzione abbastanza equilibrata.
Viviamo da alcuni anni momenti difficili per l'economia da alcuni anni. La ricetta vincente per battere la crisi secondo Luciano Sileoni.
Tutte le aziende stanno soffrendo. Noi, talvolta, prendiamo il lavoro degli altri. Questo non è bello perché tutte le aziende dovrebbero lavorare in modo tale che ci sia più stimolo a fare le cose, a farle bene e a migliorarle sempre di più”.
Andrea Gianfelici ha curato tutta la mostra di Lube Store a Caldarola. E' indubbiamente una delle sette meraviglie. Una vetrata che dà sulla superstrada, un ambiente veramente eccezionale.
“Abbiamo una gran bella visibilità in superstrada. Con il marchio Lube si è creato un binomio vincente. Abbiamo conosciuto questo marchio, un marchio in espansione, loro hanno scommesso su di noi e ci siamo, per così dire, sposati”.
Ci sono molte cucine anche della Borgo antico, oltre alle ultime creazioni Lube.
“Si, noi stiamo proprio sopra la produzione della Borgo antico e quindi punteremo molto su questo marchio. E' una ditta che lavora su misura, diciamo una grande falegnameria”.
"Il Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Camerino, avv. Corrado Zucconi G. Fonseca, ed il Tesoriere, avv. Emanuela Ferrarini, nella giornata di ieri sono stati ricevuti dal nuovo Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, nel corso di un incontro combinato all'ultimo momento da un amico comune. I rappresentanti del Consiglio dell'Ordine hanno esposto il problema relativo alla soppressione del Tribunale di Camerino e degli altri tribunali minori. Il Sottosegretario ha dimostrato di conoscere molto bene la problematica e si è espresso in senso favorevole alla proroga del termine del 13 settembre 2013, previsto per l'entrata in vigore della riforma sulla geografia giudiziaria. In caso di ottenimento della proroga, come pure in caso di pronuncia favorevole da parte della Corte Costituzionale sull'illegittimità della legge delega n. 148/2011 e/o del decreto legislativo n. 155/2012, il Sottosegretario si è impegnato a sostenere gli argomenti a favore del mantenimento del Tribunale di Camerino, legati sia alla presenza dell'Università e della Facoltà di Giurisprudenza, sia alla possibilità di un utile ampliamento della circoscrizione. Al termine dell'incontro è intervenuta una delegazione dell'Associazione Nazionale Magistrati, appena uscita da Gabinetto del Ministro Cancellieri, la quale ha riferito che il nuovo Ministro deve ancora approfondire la questione; comunque secondo l'opinione dei delegati ANM il problema è prevalentemente politico. A tal proposito si è appreso che il Senatore Malan del PDL ha presentato un disegno di legge per ottenere la proroga di un anno dell'entrata in vigore della riforma, in modo da permettere al nuovo Governo ed al nuovo Parlamento di ridefinire, in modo razionale e conforme alla delega, la razionalizzazione delle sedi giudiziarie. I rappresentanti dell'Ordine camerte hanno anche chiesto al Sottosegretario Ferri di favorire al momento opportuno un incontro ufficiale con il Ministro Cancellieri non solo con l'Ordine Forense ma anche con il Sindaco di Camerino e il Rettore dell'Università "
“Come può uno scoglio arginare il mare? Come può la difesa del diritto d'autore arginare coloro che vogliono usufruire gratuitamente? Oggi si usufruisce della musica circa 1000 volte di più rispetto a 50 anni fa senza che l'autore ne riceva il frutto. Ciò non determina solamente l'impossibilità di vivere per gli autori, ma soprattutto comporta la fine della cultura popolare, la cultura della qualità che ora, purtroppo, passa solo per le strade segnate dal profitto”. Con tali provocazioni Mogol, il popolare autore di testi di famosissime canzoni italiane, ha aperto il suo intervento all'incontro dal titolo “Il mio canto libero... tra diritto d'autore e Siae”, organizzato, mercoledì 8 maggio, dalla Scuola di Giurisprudenza dell'università di Camerino. Al seminario sono intervenuti, tra gli altri, il rettore Unicam, Flavio Corradini, il direttore della scuola, Antonio Flamini, e i docenti della scuola di giurisprudenza Antonella Merli e Francesco Casale.
“Siamo stati davvero onorati di incontrare il noto autore italiano che – ha sottolineato Antonio Flamini, direttore della scuola di giurisprudenza Unicam – con la sua poesia ha sicuramente dato un grande contributo alla cultura italiana. Autore dei testi di quasi 2000 canzoni, Mogol ha fornito interessanti spunti sul tema del diritto d'autore, analizzato anche nei suoi aspetti penalistici e civilistici”. Giulio Rapetti, noto presso il grande pubblico con lo pseudonimo Mogol, è spesso ricordato per il lungo e fortunato sodalizio artistico con Lucio Battisti, ma il suo contributo alla cultura italiana attraverso la musica pop è stato decisamente molto più ampio. “Senza il diritto d'autore si uccide la cultura – ha rafforzato Mogol – perché si finisce per lavorare soltanto per puro piacere nei momenti che restano liberi dall'effettiva attività lavorativa. E' chiaro che in tal caso la professionalità ne risente moltissimo”. Parlando degli inizi del suo lungo sodalizio artistico con Lucio Battisti, Mogol ha scioccato i presenti dicendo che il cantante di Poggio Bustone “all'inizio non aveva talento, ma lo ha costruito nel tempo. Tutti abbiamo talento – ha proseguito – il problema è quello di coltivarlo. Una volta per emergere era necessario lavorare, migliorarsi e maturare esperienze. Oggi, invece, nella logica del profitto, per diventare famosi è sufficiente aver partecipato ad un reality. Ma dove sta la crescita di questi giovani? E' chiaro che non c'è partita tra chi ha coltivato il proprio talento e chi, al contrario, non ha nemmeno iniziato a farlo”. Ma le provocazioni non finisco qui perché Mogol ha confidato di aver scritto circa 20 anni fa una lettera all'allora ministro della pubblica istruzione D'Onofrio con una proposta che gli sta a cuore e che rinnova, “quella di insegnare nelle scuole la morale. Oltre all'insegnamento della religione, infatti – ha concluso Mogol - bisognerebbe introdurre una materia che insegni i valori”.
Fervono i preparativi per la nona edizione del Gran Galà della Moda di Villa Collio. L'organizzazione, come sempre curata dall'associazione “Attività Produttive”, guidata dal neo presidente provinciale di Confartigianato Macerata, Renzo Leonori, e dall'Amministrazione comunale di San Severino Marche, sta lavorando all'evento che si terrà il 28 giugno. In una data unica l'appuntamento di quest'anno sarà interamente dedicato a Confartigianato Imprese Macerata che, con oltre cinquanta aziende, presenterà le migliori produzioni locali nella suggestiva scalinata di uno dei monumenti più belli della città di San Severino Marche. Questo grazie all'interessamento del presidente nazionale Confartigianato Moda, Giuseppe Mazzarella, del responsabile Confartigianato Imprese comparto Moda Macerata, Paolo Capponi, e del presidente della Camera di Commercio, Giuliano Bianchi.
La direzione artistica della manifestazione sarà affidata, ancora una volta, a Marco Moscatelli mentre la regia sarà curata da Chiara Nadenich.
Si è al lavoro anche per la scelta della madrina. Dalle prime indiscrezioni trapelate la testimonial dell'edizione 2013 potrebbe essere fra le tre bellissime Cristina Chiabotto, Anna Laura Ribas e Manuela Arcuri. Ma la novità assoluta della nona edizione è la possibilità di avere in seconda serata sulle reti Rai la promozione dell'intero evento grazie all'interessamento di Mario De Panicis, vertice della tv pubblica.
Nonostante le difficoltà economiche si preannuncia un grande evento di show moda con la partecipazione dei grandi marchi e delle grandi aziende locali.
La Confraternita del Santissimo Sacramento di Moie ha partecipato insieme ad altre Confraternite dei paesi limitrofi al raduno mondiale che si è svolto a Roma per l'Anno della Fede. Domenica 5 maggio si è svolta, infatti, la "Giornata mondiale delle Confraternite e della Pietà Popolare" organizzata dalla Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d'Italia. La manifestazione è iniziata il 3 maggio con incontri di preghiera e riflessione in varie lingue. I confratelli della Vallesina sono stati presenti alla giornata conclusiva per la Santa Messa in piazza San Pietro con il papa Francesco e la preghiera del Regina Coeli. Nel pomeriggio hanno visitato le catacombe di San Callisto e la basilica di San Giovanni in Laterano. L'iniziativa è partita dalla Confraternita del Santissimo Sacramento di Moie che ha scelto di prendere parte alla giornata conclusiva del raduno mondiale, un'occasione unica per conoscere altre realtà simili presenti in ogni parte del mondo e un modo per rafforzare l'appartenenza all'antichissima istituzione della confraternita. La Confraternita del Santissimo Sacramento di Moie di lunga tradizione aveva cessato di esistere. È stata ricostituita da cinque anni e i confratelli hanno ricevuto la benedizione del vescovo Gerardo Rocconi l'8 settembre del 2008. La Confraternita del Santissimo Sacramento è un'associazione ecclesiale che cerca di promuovere il culto verso l'Eucarestia e la Vergine Maria, di collaborare per organizzare le manifestazioni religiose pubbliche. Altro scopo della Confraternita è promuovere ed esercitare le opere di carità umana e cristiana che sono suggerite dalle circostanze. Per rispondere a queste finalità dello Statuto, la Confraternita partecipa alle celebrazioni promosse dalla Parrocchia e organizza alcuni incontri pubblici per approfondire i temi della fede. Nell'anno 2011 la Confraternita moiarola , guidata dal priore Gianni Cantarini, aveva invitato la presidente diocesana dell'Azione Cattolica, prof.ssa Alessandra Marcuccini, a tenere una conferenza pubblica sul tema “L'Eucarestia per l'uomo - l'uomo per L'Eucarestia” in preparazione al congresso eucaristico di settembre ad Ancona e in alcune città vicine. Le confraternite stanno vivendo un momento di grande risveglio, ne stanno nascendo di nuove e anche i giovani si iscrivono. Tra le altre iniziative della Confraternita di Moie, la relazione del 2010 sulla storia e il servizio del beato Pier Giorgio Frassati, il protettore dei confratelli: un giovane vissuto a inizio del Novecento, un testimone con le parole e con le opere della fede in Cristo. Nel marzo dello scorso anno era stato il vescovo Rocconi a guidare una partecipata catechesi sul culto dell'Eucarestia e su come si possono vivere le parole del vangelo sul tema della carità. Il teologo Diego Mecenero aveva tenuto, a dicembre, una relazione sul dialogo cristiano nelle famiglie di oggi. «La capacità di comunicare è in crisi - aveva spiegato Mecenero - dopo decenni di imperialismo della cultura dell'immagine, la parola soffre. I nostri ragazzi sono abituati alla comunicazione passiva della televisione, non riescono a raccontarsi con le parole e a dare un nome alle loro emozioni. Nella comunicazione, soprattutto in famiglia dove è più difficile, bisogna mettere in atto la fantasia del cuore, dobbiamo essere coerenti e onesti. È necessario poi recuperare le tradizioni come il presepe fatto in casa, le recitine, le processioni con i fiori… perché aiutano a vivere la fede e ad ancorarla alle radici della propria famiglia».
