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Tolentino, parcheggi gratuiti sotto l'emergenza
16 Mar 2020Misure che si aggiungono alle precedenti ordinanze del Ministero della Salute e del Presidente della Regione e per le quali la direzione della municipalizzata ha deciso, con effetto immediato e per tutto il periodo dell’emergenza, di mantenere gratuiti tutti i parcheggi della città. Si potrà infatti sostare con la propria auto, in ogni spazio delimitato dalle strisce blu, senza corrispondere nessun pagamento.
Una richiesta che proprio ieri i consiglieri di minoranza del Movimento 5 Stelle, Mercorelli e Cicconetti, avevano fatto tramite social "dal punto di vista sanitario - avevano detto - per evitare che le persone entrino in contatto con le “macchinette” adibite all’erogazione dei ticket e per lanciare un segnale verso i cittadini a cui si chiede di stare in giro il meno possibile".
GS
Dalla Cina 5000 mascherine per ospedale Camerino
15 Mar 2020“Il governo di Taicang si è dimostrato molto solidale e non solo nei nostri confronti; infatti, lo stesso numero di mascherine sarà consegnato anche agli ospedali di Civitanova Marche e di Macerata - spiega il consigliere comunale Riccardo Pennesi -.
Lo scorso 12 marzo, in risposta alla richiesta di aiuto dei medici del reparto di oncologia dell'ospedale di Macerata e dei referenti nei comuni di Camerino e Civitanova, la ViaSoccer LLC, con sede in Virginia, negli Stati Uniti, ha immediatamente agito per trovare maschere in Cina.
La ViaSoccer ha creato in questi anni amicizie tra le città di Macerata e Taicang, Recanati e Xiangcheng di Suzhou ed è stata attiva nel promuovere ed organizzare gli scambi tra la provincia di MC e la regione di Suzhou. Dopo aver contattato i governi di Taicang e Xiangcheng la ViaSoccer ha anche chiamato aziende e cittadini locali a raccogliere donazioni per l'acquisto di maschere.
"È ancora difficile ottenere maschere mediche in Cina, anche se la loro situazione è stata stabilizzata. Siamo profondamente colpiti dalla gentilezza dei cinesi nel condividere le loro risorse limitate”, ha dichiarato Dario Marcolini, Vice Presidente di ViaSoccer. La ViaSoccer ha confermato di aver raccolto la prima fornitura di maschere e lavorerà sulla spedizione in Italia da lunedì, il che sarà la sfida più grande poiché molti voli per l'Italia sono stati fermati. “Speriamo che le maschere arrivino senza intoppi, una volta arrivate la ViaSoccer procederà ad informare sulla distribuzione del materiale” ha dichiarato Sue Su, presidente di ViaSoccer

"La chiamata con cui ci hanno annunciato l'arrivo delle mascherine, mi ha subito rallegrato la giornata - confessa Pennesi - Mi sento perciò di ringraziare a nome di tutta l’amministrazione comunale e della città la società ViaSoccer e in particolare il dottor Dario Marcolini e la dottoressa Sue X. Su che hanno dato avvio e costantemente sostenuto questa collaborazione tra Comune di Camerino, Unicam e Taicang - afferma Pennesi -.
Grazie a un’amicizia nata a settembre del 2019, abbiamo mantenuto i contatti con Taicang (contea cinese che conta circa un milione di abitanti) che hada sempre visto Camerino come una città piena di risorse e punto di riferimento di un ricco territorio montano - continua Pennesi - La nostra collaborazione è iniziata con l’interesse di Taicang per l’Università di Camerino con cui sta finalizzando una partnership riguardo un programma di studio e scambio culturale tra studenti italiani e cinesi.
Un gruppo di 25 studenti cinesi sarebbe dovuto arrivare a Camerino a febbraio, ma per ovvi motivi la loro visita alla città e all’Università è stata rinviata. Anche noi saremmo dovuti andare in Cina in questo mese per finalizzare un gemellaggio tra Camerino e Taicang che avrebbe aperto nuove porte e creato nuove prospettive per il futuro. Purtroppo abbiamo dovuto rinviare l’incontro, ma di sicuro sarà una delle prime cose che faremo terminata questa emergenza”. Un legame quello con Taicang nato già precedentemente con i Licei di Camerino. “Ancora una volta il concetto di internazionalizzazione si è dimostrato essere fondamentale. Non solo la nostra città, ma anche tutta l’Italia- conclude Pennesi.deve assolutamente puntare allo sviluppo di nuovi “ponti” con le Nazioni estere, che in situazioni come queste, di estrema difficoltà, si sono rivelati essenziali"
C.C.
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Nella lettera indirizzata al sindaco Sandro Sborgia (e per conoscenza al vescovo Massara, al rettore Pettinari, al presidente dell’Unione Montana Gentilucci, al presidente Contram Belardinelli e al capogruppo di ‘Ripartiamo’ Marassi)è scritto che “considerata l’emergenza sanitaria (pandemia da Covid 19) che ci troviamo ad affrontare, Le chiediamo di istituire (in modalità telematica) , con massima urgenza, un tavolo di lavoro costituito da maggioranza e minoranza consiliare, Università, Arcidiocesi, Unione Montana e Contram spa
Tale importantissimo strumento Istituzionale-continua la missiva -dovrà iniziare a programmare, attingendo anche dal bilancio comunale, interventi a sostegno dell’economia cittadina sia in questa fase emergenziale che successivamente ad essa al fine di accompagnare quella che, di certo, sarà una non facile ripartenza.
Siamo pronti ad avanzare proposte concrete, sin dal primo incontro- conclude la lettera- al fine di trovare una condivisione collaborativa che abbia come unico scopo il bene della nostra gente e della nostra comunità".
C.C.
Un'idea stimolante che può riunire grandi e piccini in qualcosa da fare insieme in questo periodo di emergenza. Ancora una volta, poi, l'amministrazione dimostra attenzione al green come il primo cittadino aveva già fatto in occasione del suo trentesimo compleanno.
GS
È per questo motivo che Simone Rapaccioni, autotrasportatore di San Severino, questo messaggio di speranza lo porta per strada ogni giorno sul suo rimorchio grazie ad uno striscione appeso al mezzo.
Un'idea commovente che accende però i riflettori sui disagi che oggi si trova a vivere e, con lui, chiunque faccia il suo stesso lavoro.
"Tanti disagi - dice - . Stiamo per strada tutto il giorno e ora non sappiamo dove fare le nostre pause dal momento che bar e ristoranti sono stati chiusi. Il nostro lavoro non si ferma, ma è difficile trovare le condizioni per andare avanti. Non troviamo più nemmeno i bagni aperti quando ci fermiamo, siamo costretti ad arrangiarci".
Oltre al messaggio di speranza dell'autotrasportatore settempedano, un altro invito a non arrendersi arriva da una autocarrozeria di San Severino dove il team dell'attività, munito di mascherine, si è riunito in uno scatto in cui spicca il cofano di un mezzo, dipinto con il tricolore. L'ennesima bandiera che si aggiunge a quelle esposte sui balconi a ricordare che il Bel Paese ce la farà.
Giulia Sancricca

Crediamo che il compito dell'informazione, soprattutto in un momento come questo, sia anche e soprattutto quello di portare un servizio pubblico e di accorciare le distanze che l'emergenza sanitaria ha doverosamente fatto crescere. È per questo che di seguito pubblichiamo il commento al Vangelo che l'arcivescovo Francesco Massara ha tenuto questa mattina, nella basilica di San Venanzio, durante la funzione religiosa celebrata in diretta Facebook.

Cari fratelli e sorelle,
Stiamo vivendo giorni di forte preoccupazione e crescente inquietudine, giorni in cui la fragilità umana e la vulnerabilità della presunta sicurezza nella tecnica sono insidiate a livello mondiale dal Coronavirus (COVID-19)[1] una pandemia che ci sta rubando il presente, ma che se non combattuta con sacrificio e senso di responsabilità, rischia di cancellare anche il nostro futuro.
Pertanto come pastore di questa chiesa particolare, oggi ho sentito il bisogno di incontrare se pur attraverso questo spazio digitale ciascuno di voi; per esprimervi tutta la mia prossimità e solidarietà attraverso questa liturgia Eucaristica, senza popolo, ma offerta per il popolo.
Questa santa Messa, memoriale del sacrificio di Cristo per la salvezza del mondo, è offerta come rendimento di grazie per il popolo che in questi giorni ed in queste ore soffre a causa del contagio del COVID-19, è celebrata per le vittime e le loro famiglie, nonché per tutti gli operatori sanitari, impegnati in prima linea, spendendo ogni energia nel curare le persone colpite e nel portare a queste sollievo.
In questa Quaresima, dove ci è chiesto di astenerci da ogni forma di contatto sociale, il Vangelo di oggi ci riporta il dialogo tra Gesù e la Samaritana al pozzo come uno degli incontri più belli e simbolici di sempre.
Come prima cosa mi ha subito colpito il fatto che non si tratta di un incontro casuale; infatti, il versetto precedente a quello iniziale del Vangelo che abbiamo ascoltato oggi, ci informa che «Doveva perciò attraversare la Samaria» (Gv 4,4). Questo “bisogno” torna più volte nel Vangelo ed è quasi sempre in riferimento a Gesù che sente la necessità di incontrare i lontani per riportarli all’unica famiglia del Padre. Per questo l’incontro con la Samaritana – è paradigma dell’incontro con tutti quelli che vivono o si sentono lontani da Dio.
Oggi in questo brano è significato l’incontro con ciascuno di noi, che oppressi dalla paura per questo virus, viviamo come se ci sentissimo abbandonati da Dio e lontani da lui.
Ed eccolo qui Gesù; solo, affaticato dal viaggio e seduto, vicino al pozzo. Stanco e assetato. Non è così che siamo abituati a pensarlo, e non è così che ci piace pensarlo. Però l'evangelista ce lo presenta così. E non dobbiamo temere di pensarlo così; perché pur di incontrarci, Gesù è disposto a farsi povero e mendicante davanti a noi. Si fa maestro di dialogo, per insegarci che a volte per raggiungere il cuore di una persona, è necessario farsi vedere bisognoso.
L’incontro avviene in un luogo isolato, in uno spazio di solitudine in quel segreto del cuore dove Dio vede, in quell’abisso che ci portiamo dentro e che è richiamato dall’immagine del pozzo.
Oggi quel pozzo sono le nostre case, dove siamo isolati e Gesù per incontrarci non sceglie una cattedra, un pulpito, ma il muretto di un pozzo, le nostre mura domestiche, perché per Lui ogni luogo è occasione per essere raggiunti dal bisogno di Dio che dona se stesso per noi per la nostra necessità di sentirci accolti ed amati.
Per Gesù ogni luogo è appropriato per mettere in evidenza il suo inerme desiderio: ho sete! Sì, Gesù ha sete della salvezza di questa donna, ha sete della felicità di ciascuno di noi. Vuole dare risposta a quel desiderio di vita piena che ciascuno di noi si porta nel cuore, dentro quel cuore che a volte è proprio un abisso come un pozzo, dal quale non riusciamo più a tirar fuori l’acqua che dà vita.
In quel luogo, arriva la Samaritana, simbolo del mondo di oggi, che come lei non ha regole da seguire, ma desideri da soddisfare e opportunità da prendere e lasciare. E non ha convinzioni religiose assodate, se non il culto della propria immagine e il timore del giudizio altrui; Ecco perché, per andare a prendere l’acqua al pozzo, sfrutta un orario nel quale può sfuggire a occhi indiscreti. Sa che nessuno l’aspetta. Invece Gesù aspetta proprio lei. Aspetta ciascuno di noi.
Gesù che attende, sembra l'immagine della Chiesa di oggi. Di ogni comunità cristiana di oggi. Di ogni cristiano singolo. Tutti stanchi e poveri di potere e strumenti. Verrebbe da scoraggiarsi, o addirittura da lamentarsi come gli Ebrei a Massa e Meriba: "Il Signore è in mezzo a noi sì o no?" (Es 17,3-7).
Invece cosa fa Gesù? Appena gli si offre la possibilità di dare l'"acqua viva" alla donna, dimentica la stanchezza, la sete e la fame, e le offre ciò di cui ha realmente bisogno cioè essere voluta bene.
Niente scoraggiamento, perciò, e nessuna resa alla stanchezza. Niente paura in questo delicato momento di difficoltà e di smarrimento. E' proprio dalle difficoltà che devono nascere nuove energie. E se "il mondo" alza sempre nuovi ostacoli, la fede ha sempre nuova forza per superarli, perché questa forza non la si deve trovare chissà in quali pozzi profondi. Ci viene donata: è la grazia che ci è stata data nel battesimo per mezzo di Gesù Cristo. E in lui la speranza non delude.
In questi nostri giorni “senza” celebrazioni, senza liturgie, senza incontri, sentiamo inoltre, più che mai attuale la domanda della Samaritana: Dove andremo per adorare Dio? Sul monte o nel tempio? La risposta è diritta come un raggio di luce: non su un monte, non in un tempio, ma dentro. In spirito e verità.
Allora dentro le nostre case care famiglie ritroviamoci per meditare le letture della domenica, recitare il Padre nostro e una preghiera. Riprendiamo in mano il rosario e consegniamo la nostra fiducia in Maria, Madre vicina a tutti i suoi figli. Offriamo il dono di una parola buona, magari di una telefonata, di un atto di perdono, di segni concreti di carità e di servizio. Preghiamo per chi si prodiga per le cure, per la ricerca, per i servizi pubblici essenziali.
La sofferenza di questo momento per contenere la diffusione del Coronavirus sia accompagnato dall’impegno di ogni singolo fedele per il bene più grande: la riconquista della vita, la sconfitta della paura, il trionfo della speranza.
Concludo rivolgendo il mio pensiero a tutto il personale sanitario che sta operando sul territorio della nostra Diocesi ed in Italia. Esprimo a loro la nostra riconoscenza, la nostra stima e il nostro affetto. Voi, cari operatori sanitari, siete in trincea. I nostri malati sono prima di tutto nelle mani di Dio e poi nelle vostre. Cari fratelli e sorelle grazie perché con in dosso il camice della solidarietà vivete e ci indicate il senso del mistero della Pasqua come donazione e servizio.
In questi giorni, cosi faticosi, mi stringo idealmente vicino a chi è ammalato e solo; a chi non può lavorare, a chi deve inventare ogni giorno qualcosa di nuovo per stare insieme ai figli o ai nipoti rimasti a casa da scuola, a chi non vede prospettive per la propria attività economica. Mi avvicino a voi e vi dico, senza retorica, ma con tanta speranza coraggio il Signore è con noi!
A voi giovani chiedo di compiere scelte coraggiose, perché questo non è il tempo di mostrare il vostro impegno sociale e per il mondo solo attraverso slogan di passaggio e parole vuote, ma mettendo in campo con la vostra determinazione scelte ed azioni responsabili, insegnateci a tutelare il vostro futuro “amando non a parole, ma con i fatti e nella verità” (1Gv 3,18).
Lo so benissimo è un sacrificio enorme rinunciare a tante belle cose della vostra giovinezza, ma se anche la vita oggi ci chiede di astenerci dagli abbracci, non ci impedisce di moltiplicare il modo di pensarci e di farcelo sapere pur rimanendo a casa.
Usiamo allora questo tempo per riscoprire l’essenziale: cioè che la nostra vita è nelle mani di Dio e a servizio dei fratelli.
Vergine Maria, Madre della Speranza, sotto la Tua protezione cerchiamo rifugio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.
+ Francesco Massara
Arcivescovo
LINK alla pagina Facebook dove è possibile rivedere il video integrale della Messa
https://www.facebook.com/appenninocamerteradioc1/


Così il Segretario Regionale CISL FP Marche Paola Ticani, commenta il segnale di disponibilità, vicinanza e solidarietà ricevuto dall' Università di Camerino.
Infermiera lei stessa presso l’Ospedale di Camerino. il Segretario Regionale CISL Marche lunedì mattina consegnerà circa 70 flaconi di creme mani/viso al personale che opera presso il presidio cittadino. Un piccolo gesto reso possibile grazie alla sensibilità dell’Università degli Studi di Camerino la quale, tramite il proprio SpinOff Recusol ha risposto prontamente alla richiesta di aiuto, donando tutte le confezioni che aveva a disposizione.
"In questo momento- afferma Paola Ticani- la Cisl, oltre ad essere impegnata nelle opportune sedi a tutelare in tutti i modi la salute dei dipendenti, è vicina ai lavoratori anche attraverso piccole attenzioni possibili anche grazie alla sensibilità altrui.
La rapidità con cui l’Università di Camerino ha risposto alla nostra richiesta non può che farci essere orgogliosi di appartenere a questo territorio, che pur duramente colpito dal terremoto riesce ancora a donare.
Un pensiero particolare, del quale la CISL FP Marche si fa portavoce, l’ha ricevuto dal rettore di UNICAM, Claudio Pettinari il quale ha espresso la propria vicinanza a tutti gli operatori in servizio presso la struttura ospedaliera della città
Arriverà il tempo per ulteriori ringraziamenti…..quando tutto sarà finito- conclude il Segretario Regionale CISL FP Marche- Per ora restiamo tutti in casa, almeno chi può!
c.c.
“Un piccolo gesto – spiega il sindaco Sandro Sborgia – come segno di vicinanza per tutti gli operatori sanitari che in questo momento sono impegnati per salvare le vite di coloro che sono ricoverati nel nostro nosocomio. A tutti loro rinnoviamo il nostro infinito ringraziamento e parallelamente rinnovo alla cittadinanza la raccomandazione a restare a casa. E’ un sacrificio, ma è anche un gesto di responsabilità fondamentale. Abbiamo pubblicato sul sito del Comune e sui canali social tutti i contatti degli esercizi commerciali che svolgono consegna a domicilio, quindi invito tutti a utilizzarli limitando così le uscite.
Un ringraziamento da parte nostra anche all’Arcivescovo Francesco Massara per quanto sta facendo per il territorio, ma anche al Rettore di Unicam Claudio Pettinari, a tutti i dirigenti scolastici e agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, dall’Università all’asilo nido, per il lavoro che stanno svolgendo in questi giorni con i ragazzi che sono costretti a casa- conclude il sindaco Sandro Sborgia-. C’è davvero un pensiero e un’organizzazione encomiabile da parte di ognuno di loro con lezioni skype, video e tutto ciò che possa essere utile affinchè i nostri ragazzi possano continuare, anche se in modo diverso, a studiare e seguire le lezioni”.
In accordo col Cosmari, il primo cittadino ha anche disposto la sanificazione e igienizzazione straordinaria delle strade cittadine Le spazzatrici stanno utilizzando prodotti a base di cloro per le strade. All' igienizzazione della città si provvederà invece mercoledì e giovedì prossimi e, in particolare, nella giornata di mercoledì le operazioni si svolgeranno dalle 21:30 alle 03:00; mentre giovedì, dalle 04:00 alle 10:30.
Il Comune ha anche aperto un canale Telegram per tutte le comunicazioni riguardanti la città: https://t.me/comunedicamerino
c.c.

Non c’era altro gesto più visibile e immediato per testimoniare l'abbraccio della cittadinanza tutta, all’intero personale sanitario dell’ospedale di Camerino, dalla scorsa domenica instancabilmente al lavoro per fronteggiare le situazioni più gravi e delicate dell’emergenza coronavirus. L’amministrazione comunale di Camerino ha scelto di affiggere quell’immagine toccante alle porte dell'Ospedale. Un’immagine che racchiude tutto: il cuore dei camerinesi, la riconoscenza, il calore, la commossa gratitudine.
c.c.

Questo lo ha capito bene don Giuseppe Scuppa, parroco di Belforte del Chienti, che questa mattina ha creato il gruppo dei suoi parrocchiani.
"Parrocchia di Belforte" è il nome della "nuova" comunità che ora può sentirsi riunita sotto l'immagine del polittico di Giovanni Boccati. Subito sono arrivati i ringraziamenti al sacerdote che nell'attuale periodo di emergenza sanitaria ha dimostrato di essere al passo coi tempi, adeguando la fede della sua parrocchia all'epoca del web.
Non è da meno il parroco di Caldarola, don Vincenzo Finocchio, che da martedì scorso ha creato una "stanza" così si chiama nel gergo dell'applicazione Jitsi, nominata "Parrocchia Caldarola". Attraverso questa applicazione, il sacerdote trasmette le funzioni religiose in video conferenza e, negli ultimi giorni, ha coinvolto anche i catechisti che si stanno preprando per inviare materiale alle famiglie dei bambini e dei ragazzi della prima Comunione e della santa Cresima. E non è detto che, in quella "stanza" multimediale, non creino presto dei veri e propri incontri di catechismo. "Questo pomeriggio alle 17 - dice don Vincenzo Finocchio - i fedeli si potranno collegare per partecipare alla santa messa celebrata nella strutture delle monache; alle 21.30 trasmetterò il rosario dalla mia SAE e domattina alle 9.30 un'altra funzione religiosa dalle monache".
Uno momento di riscatto per i social, quindi. Quegli spauracchi di cui fino a poco tempo fa emergeva solo il lato negativo.
Quando potevamo restare insieme la tecnologia ci isolava nella stessa stanza; oggi crea i legami che altrimenti non potrebbero esserci. Basterebbe solo ricordarsi di questo quando si potrà di nuovo tornare a stare insieme, senza schermi.
Giulia Sancricca
