Radioc1inBlu

Il Comune di Pieve Torina è all'opera per prevenire il contagio da Coronavirus.  Dopo l’attivazione del COC, attraverso specifiche operatività e servizi, la macchina comunale sta gestendo la situazione di emergenza dovuta all’epidemia di coronavirus, proseguendo con mezzi propri  nella pulizia e disinfezione delle strade  e nella prevenzione e sanificazione del territorio.
“Ci siamo organizzati per cercare di eliminare al massimo ogni possibilità di rischio di contagi, e la disinfezione delle strade è una delle opzioni che percorreremo insieme a tutte le misure di prevenzione che abbiamo già attivato” sottolinea il sindaco, Alessandro Gentilucci. “È uno sforzo enorme quello che stiamo chiedendo ai nostri dipendenti e ai collaboratori, ma necessario per garantire la sicurezza della comunità di Pieve Torina, composta per lo più di persone anziane e già fortemente provata dalle tragiche esperienze del sisma.
D’altra parte” prosegue il sindaco “ai cittadini chiedo di rispettare le indicazioni che impongono di limitare quanto più possibile l’uscita dalle proprie abitazioni, un sacrificio necessario per non rendere vano il lavoro che stiamo portando avanti”.
La pulizia delle strade proseguirà ciclicamente “almeno fino a quando non finirà l’emergenza” assicura Gentilucci, “perché è fondamentale, in situazioni come questa, far capire alla gente che le istituzioni sono presenti ed operative, e che continuano ad assicurare i servizi essenziali per la cittadinanza”.
L’attività di prevenzione avviata dal comune si è esplicitata anche con la distribuzione di mascherine protettive ai titolari di esercizi commerciali ed attività che prevedono l’esposizione al pubblico. Il COC (Centro Operativo Comunale) di Pieve Torina, è a disposizione  24 ore su 24  e contattabile al numero 0737.518022.

C.C.






































Apertura a giorni alterni, lunedì - mercoledì - venerdì dalle 8.20 alle 13.35, per l'ufficio postale di Camerino per garantire i servizi alla popolazione e nello stesso tempo rispettare le disposizioni governative in materia di emergenza sanitaria. In tal modo si eviteranno i possibili assembramenti di persone che necessitano di tali servizi di cui, comunque, la cittadinanza non sarà privata. Resta, comunque, attivo nell'arco delle 24 ore il servizio Postamat per garantire le necessità di prelievo del contante. Misure che saranno in vigore fino a nuove comunicazioni.

f.u.
Tante le donazioni che continuano ad arrivare all'ospedale di Camerino. In campo anche il grande cuore dei cacciatori.
Sono stati in particolare due degli appassionati maceratesi, Michele Merola e Matteo Salvi, che hanno lanciato questa gara di solidarietà a chi, come loro, condivide la passione per la caccia.
"La voglia di donare - dice Michele Merola - nasce dalla nostra vicinanza a chi opera in questo settore ed è in difficoltà sia nel reperire attrezzature che nel risolvere problematiche difficili come quelle legate all'emergenza.
Abbiamo attivato questa raccolta fondi - spiega - destinata alla terapia intensiva dell'ospedale di Camerino perchè confidiamo nel grande cuore dei cacciatori. Come associazione alcune donazioni sono già state fatte, ma io e Matteo (Salvi ndr) abbiamo deciso di fare qualcosa di più: ci siamo appellati ai singoli cacciatori che, sulle piattaforme online a nostra disposizione, potrebbero fare donazioni personali".
I due giovani hanno così risposto all'iniziativa organizzata dall'associazione A Cuore Aperto, rappresentata dalla dottoressa Mazzoli, che ha aperto un conto corrente per devolvere i fondi direttamente al nosocomio camerte.
"Confidiamo nella professionalità, disponibilità e gentilezza della - conclude Merola - . Sappiamo che qui fondi arriveranno a chi ne ha bisogno".

Per chi intende invece effettuare autonomamente un bonifico Bancario, può utilizzare le seguenti coordinate:

Associazione A CUORE ... APERTO - Ospedale di Camerino

BCC Banca dei Sibillini Filiale di Camerino

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GS

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Anche San Severino ha i primi due casi di Coronavirus. Ad annunciarlo è il primo cittadino, Rosa Piermattei, ai microfoni di Radio C1...inBlu: "Abbiamo, questa mattina, ricevuto la comunicazione dalla Prefettura - dice - . Sono due i casi positivi nella nostra città. Si tratta di persone che sono a casa da diversi giorni e di conseguenza anche i loro familiari sono in isolamento fiduciario. In totale, oggi, in quarantena a San Severino abbiamo 14 persone.
Devo dire che ad oggi non sono molto preoccupata, perchè se i cittadini rispondono alle attenzioni che vengono richieste ce lo possiamo fare. Bisogna uscire il meno possibile da casa, evitare ogni tipo di assembramento. Capisco che le belle giornate appena passate ci invitavano ad uscire, ma non bisogna farlo. Noi abbiamo attivato il COC da giorni e anche due numeri di emergenza: uno attraverso la Protezione Civile per la consegna dei beni di prima necessità e l'altro per rispondere alle domande dei cittadini.
La Protezione Civile consegna le medicine agli anziani. La nostra disponibilità è massima - conclude - , ma chiedo di restare chiusi in casa".

Giulia Sancricca
Potrebbero riaprire per la consegna delle pensioni gli uffici postali di San Ginesio che hanno chiuso i battenti, a causa dell'emergenza sanitaria, la scorsa settimana.
Una decisione che aveva fatto indignare il primo cittadino, Giuliano Ciabocco, in disaccordo sulla decisione non condivisa con l'amministrazione, di lasciare senza sportello i cittadini del centro storico del suo paese.
"Mi sono confrontato con gli addetti questa mattina - commenta il sindaco - e mi hanno detto che stanno valutando una riapertura prima della fine del mese per garantire il pagamento delle pensioni. Vorrebbero anticipare ed effettuare i pagamenti per ordine alfabetico così da evitare assembramenti. Nulla, comunque, è ancora confermato".
Pare che la decisione di riaprire nel periodo di consegna delle pensioni non faccia riferimento solo agli uffici del centro di San Ginesio, ma anche a tutti gli altri che avevano scelto di chiudere a causa del Coronavirus. 

GS



L'emergenza Coronavirus, la consapevolezza di un dramma che riguarda ognuno di noi, forse sta aiutando a capire l'essenziale e a riscoprire l'umanità.
E così accade che Francesco Fede, talentuoso ex giocatore e mister di calcio, titolare di una piccola azienda di Fiastra, la Guerrino protezioni che produce casacche antizanna protettive per cani, decida di mettersi a cucire un prodotto introvabile ovunque e tanto richiesto come le mascherine protettive. Lo ha fatto finchè ha potuto e con i tessuti che è riuscito a reperire, perchè anche quelli non è più facile trovarli. Lo ha fatto senza chiedere nulla in cambio:
"Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla...- ha scritto sul suo profilo facebook inquadrando le mascherine appena cucite-  "È solo una goccia nell’oceano, ma spero di poter aiutare chi in questo momento ne ha più bisogno..#ioresto a casa ma non mi fermo".
Nel dramma dimenticato di tanti paesi è venuto ad aggiungersi un ulteriore pesante macigno, ma la positività del piccolo gesto di Francesco Fede, insegna tanto.
mascherine
" Credo che l'emergenza abbia portato un po' tutti ad aprire il cuore e io sono uno di quelli- dice Francesco Fede - Noi abbiamo ricevuto tanto nei momenti difficili del terremoto ed è bello ricambiare. Ho deciso per qualche giorno di chiudere la mia attività produttiva delle protezioni per cani che in questo momento può aspettare e, magari aiutare chi ha veramente bisogno. Mi sono messo quindi a cucire mascherine, finchè la materia prima è disponibile. In questa fase difficile si è visto che tante sono le cose importanti che servono e, pure un dispostitvo di protezione tanto richiesto come le mascherine, non si riesce a trovare. Nel mio piccolo ho quindi deciso di produrle e di donarle a chi ha bisogno. Solo questa notte sono stato inondato da una miriade di messaggi di richiesta che mi dispiace non poter esaudire.
Il tessuto purtroppo è terminato e in un periodo come questo, non è facile riuscire a reperirlo: c'è da mettere in conto che i corrieri  passano a singhiozzo e che tante fabbriche sono chiuse, per cui, anche un'azione a fin di bene si blocca. Finchè ho potuto- continua Francesco- ho davvero fatto del tutto per cercare di accontentare".
Sono circa 150 i pezzi che dal suo laboratorio Francesco  è riuscito a produrre inviandoli gratis nei centri del circondario e in tante regioni d'Italia.
" Dispiace davvero di non poter aiutare ancora le tante persone che mi hanno contattato tra ieri sera e questa mattina. Spero che l'emergenza passi il più in fretta possibile per tornare a vedere sui volti delle persone, non le mascherine ma il sorriso che in tanti hanno perduto". 
Carla Campetella

I colori dell'Italia, in questo momento di difficoltà, sono ancora una volta i colori di un Paese unito, anche oltre i confini. Negli ultimi giorni, infatti, da Nord a Sud, tanti Comuni italiani hanno scelto di illuminare con il tricolore i monumenti più noti. Lo hanno fatto Milano, Roma, Torino, ma lo stanno facendo anche i piccoli centri dell'entroterra, come Pioraco.
Il tricolore, oggi diventato segno di unione contro il Coronavirus, brilla anche sulla famosa passerella del bacio di Pioraco. Il ponte più romantico dell’Alto Maceratese si è acceso nell’attesa di tornare ad essere al più presto la vetrina di tanti baci ed abbracci.
E' stato così anche per lo Sferisterio di Macerata che, più volte, negli ultimi periodi, ha cambiato i colori dell'illuminazione per dimostrazioni di vicinanza a giornate internazioli. Ora si è tinto dei tre colori italiani. 

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Colori che hanno preso forma anche oltre i confini dello stivale: il municipio di Sarajevo, che oggi ha di nuovo sede nell’edificio (Vijećnica) che fu anche la biblioteca della città – divenuta famosa nel mondo durante l'assedio nella città negli anni Novanta del secolo scorso – ha scelto sabato di illuminare la costruzione con i colori della bandiera italiana, per solidarietà con le difficoltà dell’Italia nell’epidemia del coronavirus e gratitudine per il contributo italiano alla ricostruzione della città.

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Così come tanti altri monumenti di tutto il mondo.
Dai balconi dei palazzi della nazione, le bandiere italiane sventolano accompagnate dall'Inno di Mameli che più volte i cittadini intonano affacciati alle finestre. Un modo per sentirsi vicini quando vicini non si può stare. Uniti dalla stessa paura, ma anche dalla stessa speranza che ancora una volta l'Italia ce la farà.
E per sentirci anche noi parte di questa unione, il prossimo 20 marzo, venerdì alle 11, anche Radio C1...inBlu parteciperà all'iniziativa "La radio per l'Italia". 
Alla stessa ora, tutte le radio d’Italia trasmetteranno l’Inno di Mameli e tre canzoni che hanno fatto la storia della musica nazionale.
Siete tutti invitati, quindi, a sintonizzarvi sulle frequenze di Radio C1...inBlu, ad alzare il volume, magari con le finestre aperte ed il tricolore che sventola dai balconi.
Per la nostra radio sarà un onore essere il collante di questo momento di condivisione.

Giulia Sancricca

LINK ALLO STREAMING DI RadioC1...inBlu

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L'ha denominata #Matelica Segreta ed è l'inziativa pensata da Alessandro Delpriori, ex sindaco della città che oggi è tornato a svolgere la sua professione di storico dell'arte a pieno regime. In tempi di Coronavirus e anche per alleggerire un po' le bacheche social, ha pensato a brevi "pillole" su curiosità soprattutto artistiche della città: "L'ho pensata per gioco, ho usato l'aggettivo 'segreta' perché magari sono notizie curiose e poco conosciute, non perché siano delle scoperte sensazionali. Ho iniziato - dice - un po' per rallegrare le giornate delle persone che sono a casa e che passano le giornate a leggere notizie non proprio felici. Ho pensato che potesse essere un'idea simpatica". Dopo la prima puntata, tanti sono stati i commenti positivi e di apprezzamento e Delpriori è già arrivato alla numero sette: "Ogni giorno scelgo un argomento e cerco di raccontarlo con un tono molto semplice. Spero di dare un piccolo contributo per allietare queste giornate e anche per creare una coscienza nei cittadini su quanta bellezza nascosta o poco nota abbiamo, di quanta possibilità c'è per rilanciare la città". Di una curiosità Delpriori va particolarmente fiero, quella che ha illustrato nella puntata numero sei: "Piero Allegrini, parroco del Santuario del Crocifisso di Rastia, un giorno mi disse che c'era un crocifisso col miracolo del 'tarlo'. Era vicino ad una gloria lignea tutta tarlata mentre questo crocifisso era rimasto intatto. Quando l'abbiamo potuto osservare da vicino ci siamo accorti che non era di legno ma di stucco. Una bellissima scultura in stucco della seconda metà del '500 di una qualità impressionante. Studiando ho capito che si trattava di una scultura a tutto tondo di Simone De Magistris. La scoperta fu pubblicata nel 2017". Nelle prossime puntate, a partire già da oggi pomeriggio, si parlerà di due opere d'arte nascoste al Museo Piersanti che provengono dall'America latina: si tratta di due dipinti fatti con le piume di pappagallo. "Forse non saranno quadri bellissimi ma hanno un valore altissimo, tanto che il Louvre ne ha comprato uno di tal genere spendendo 2 milioni di euro. Noi abbiamo una coppia della stessa serie di quello acquistato dal Louvre". Poi si parlerà di disegni, sempre custoditi al Piersanti, delle grandi pale d'altare di San Francesco e di Sant'Agostino. 
g.g.
Il piacere di un pensiero che arriva da lontano. In questi giorni frenetici, in cui le videoconferenze sono l'unico modo per sentirsi "vicini" come quando si era nello stesso ufficio, la segreteria ci segnala un messaggio sulla pagina Facebook che arriva dalla Thailandia. Si presenta: è suor Maria Rosa Chiara e ci spiega il suo legame con le Marche, o meglio con Belforte del Chienti.
"Un saluto a voi tutti in l’Italia dalle monache di Belforte - scrive - adesso siamo in Thailandia con due suore italiane di 86 e 88 anni. Preghiamo per voi tanto tantissimo. Noi ci troviamo nel Nord della Thailandia: anche qui la situazione è molto brutta però partecipiamo al vostro dolore! Coraggio e viva l’Italia".

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Un messaggio che ci ha scaldato il cuore e che, dopo la nostra richiesta di poter pubblicare il pensiero per i belfortesi che le ricordano con affetto, ma anche per tutte le comunità vicine, ci soprende ancora di più. Suor Maria Chiara ci invia la sua storia e decine di foto che raccontano la sua vita oggi. Sì, perchè un anno fa, insieme alle altre sorelle, si è trasferita da Belforte tornando in Thailandia.

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Ma suor Maria Chiara, come tutte le sue consorelle, grazie alla fede che le accompagna, sono andate avanti, senza dimenticare quel paesino incastonato nell'entroterra Maceratese che le aveva ospitate. Proprio a Belforte e all'Italia hanno pensato quando il pericolo del virus si è mostrato sempre più forte e la triste notizia della pandemia ha coinvolto anche il loro Paese.

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"Sono arrivata in Italia nel 1990 - racconta - quando la comunità delle clarisse cominciò una relazione provvidenziale con la Thailandia. Fu allora che don Battista, missionario salesiano, mi invitò a conscere le Clarisse di Belforte del Chienti. La comunità, composta da dodici sorelle, fra i 55 e i 90 anni, conquistò ben presto il mio cuore di giovane thailandese nel lavoro, nella preghiera e nella vita fraterna".
Sono cariche d'amore le parole di suor Maria Rosa Chiara. Quell'amore di cui tutti abbiamo bisogno nelle difficoltà. Ed è per questo che abbiamo deciso di rendere pubblico il messaggio che lei stessa ha voluto arrivasse in Italia, nella "sua" Belforte che ora ha un motivo in più per continuare a sperare che #tuttoandràbene.

Giulia Sancricca

Sotto le foto di quando erano a Belforte del Chienti
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Erano in sei, al campetto da calcio di viale Benadduci a Tolentino: una ragazza addirittura era arrivata col bus da Macerata e uno è stato trovato con due grammi di hashish. È la gioventù, bellezza. Quella gioventù che evidentemente vanta genitori troppo distratti o troppo lascivi tanto da non riuscire a tenere i propri figli in casa, per la propria sicurezza e per quella della comunità. Perché di fondo c'è che rimanere in casa dovrebbe essere un obbligo morale, non tanto di legge. I sei ragazzi sono stati individuati dai Carabinieri della Compagnia di Tolentino, sono tutti maggiorenni, e non stavano mantenendo la distanza di sicurezza di almeno un metro, oltre al fatto che la ragione della loro uscita non era di certo per cause di comprovata necessità. Alla vista dei militari questo gruppo di giovani ha anche tentato di fuggire ma sono stati tutti rapidamente presi dai Carabinieri. Proprio per il fatto che fossero in gruppo, benché all'aria aperta, ma non mantenessero la distanza minima di sicurezza, i 6 sono stati denunciati a piede libero. In aggiunta, del gruppo faceva parte anche una ragazza residente a Macerata che ha preso il pullman appositamente per raggiungere gli amici tra i quali il suo fidanzato. Durante il controllo dei sei giovani, è risultato che uno di questi fosse persino in possesso di circa 2 grammi di hashish il che ha fatto scattare per costui anche la segnalazione alla prefettura di Macerata quale assuntore.
È in gioco la salute pubblica e comportamenti del genere sono pericolosissimi per tutta la popolazione non solo di Tolentino ma dell'intera nazione. 
g.g.

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