Radioc1inBlu
Nell'emergenza sanitaria arriva da Civitanova una buona notizia. Alle 18.45, una 37enne dell'Anconetano ha dato alla luce Eva, una bambina di 3 Kg e 200 grammi.
La mamma è positiva al Coronavirus ma dall'ospedale fanno sapere che tutto è andato bene. "Questo è il raggio di luce che può illuminare tutti i sacrifici che stiamo facendo in tutta l'Area Vasta - commenta il direttore Alessandro Maccioni - , è quello che deve mettere a tacere le polemiche dei giorni scorsi. La città di Civitanova, ma anche tutta la Regione, devono essere liete per l'evento, dimostrando l'importanza di avere ospedali dedicati ai pazienti affetti da Coronavirus".
Dalla lieta notizia, si torna poi alla realtà della casa di riposo di Cingoli dove sono stati diversi i pazienti contagiati e per la quale c'è stata una diatriba tra amministrazione e azienda sanitaria. Proprio per chiarire questo tema, Maccioni, insieme al governatore Ceriscioli e all'assessore Sciapichetti hanno tenuto una conferenza stampa questo pomeriggio: "Non possiamo più tollerare falsità in merito - ha esordito Maccioni ai microfoni di Radio C1...inBlu - . Abbiamo espresso la massima collaborazione su questa problematica, ma non si può gettare fango su una struttura, quella dell'Asur, che nulla ha a che fare rispetto alla situazione che si è venuta a creare nella casa di riposo. C'è stato un mancato controllo non attribuibile a noi. Ricordo che la struttura è gestita e diretta dal Comune di Cingoli che ha delegato l'Azienda dei Servizi alla Persona di Jesi. Era il Comune che doveva vigilare e la cooperativa che doveva avvisare chi di dovere delle problematiche insorte. Io mi sono attivato subito per quel che ho potuto: ho mandato una infettivologa dell'Asur, nel suo giorno di riposo ha visitato i pazienti. Non si può dire che ci siamo sottratti, non possiamo più tollerare falsità di questo tipo".
GS
La mamma è positiva al Coronavirus ma dall'ospedale fanno sapere che tutto è andato bene. "Questo è il raggio di luce che può illuminare tutti i sacrifici che stiamo facendo in tutta l'Area Vasta - commenta il direttore Alessandro Maccioni - , è quello che deve mettere a tacere le polemiche dei giorni scorsi. La città di Civitanova, ma anche tutta la Regione, devono essere liete per l'evento, dimostrando l'importanza di avere ospedali dedicati ai pazienti affetti da Coronavirus".
Dalla lieta notizia, si torna poi alla realtà della casa di riposo di Cingoli dove sono stati diversi i pazienti contagiati e per la quale c'è stata una diatriba tra amministrazione e azienda sanitaria. Proprio per chiarire questo tema, Maccioni, insieme al governatore Ceriscioli e all'assessore Sciapichetti hanno tenuto una conferenza stampa questo pomeriggio: "Non possiamo più tollerare falsità in merito - ha esordito Maccioni ai microfoni di Radio C1...inBlu - . Abbiamo espresso la massima collaborazione su questa problematica, ma non si può gettare fango su una struttura, quella dell'Asur, che nulla ha a che fare rispetto alla situazione che si è venuta a creare nella casa di riposo. C'è stato un mancato controllo non attribuibile a noi. Ricordo che la struttura è gestita e diretta dal Comune di Cingoli che ha delegato l'Azienda dei Servizi alla Persona di Jesi. Era il Comune che doveva vigilare e la cooperativa che doveva avvisare chi di dovere delle problematiche insorte. Io mi sono attivato subito per quel che ho potuto: ho mandato una infettivologa dell'Asur, nel suo giorno di riposo ha visitato i pazienti. Non si può dire che ci siamo sottratti, non possiamo più tollerare falsità di questo tipo".
GS
I commercianti del Sottocorte village donano 5000 euro all'ospedale di Camerino. Motto dell'iniziativa solidale : "Il bene è contagioso".
"Un concetto ben scolpito nei cuori di chi ha vissuto momenti difficili - dicono all'unisono i titolari delle attività commerciali della nuova piazza di Camerino- perchè proprio in quei momenti si sono sperimentati il calore e la solidarietà da parte di un mondo sommerso, popolato di persone che in un batter d'occhio hanno saputo spogliarsi per rivestire chi ne aveva più bisogno".
Tanti i segni del grande cuore dell'Italia che, proprio per loro, si sono fatti sentire nell'arco dei lunghissimi mesi del post sisma, costellati di fatiche, rinunce e di continui traslochi, in una dimensione di vita cittadina, completamente trasformata.
Grinta e tenacia non li hanno mai abbandonati, nonostante la preoccupazione di non farcela, fosse sempre in agguato. Tendoni vacillanti sotto la furia delle intemperie, incassi minimi e vite dominate dall'incertezza. Ma la mano tesa del prossimo, non si dimentica. E il valore che è riuscita a trasmettere quella solidarietà, è proprio in questo bel gesto, attraverso il quale, chi è caduto ed è stato aiutato a risollevarsi, non può non essere vicino alla richiesta di aiuto e al disagio di un altro.
"Noi del Sottocorte Village- dicono i commercianti - essendo la testimonianza vera e concreta di una solidarietà che travalica ogni confine, non ci sentiamo distanti ed indifferenti da chi, in questo preciso momento, è immerso in enormi difficoltà. Questa solidarietà, avendola sperimentata personalmente, non può tenerci lontani da chi ora in questo momento è in prima linea a combattere contro un mostro invisibile, mettendo in serio pericolo la propria vita e quella dei propri cari. Sì, il nostro pensiero è rivolto proprio a voi medici, paramedici e a tutto il personale dell'ospedale di Camerino, convertito in Covid Hospital per fronteggiare l'emergenza di questa pandemia. La nostra offerta, come goccia in un oceano, possa essere di aiuto in questo difficile momento ...
Insieme ce la faremo!!!
c.c.
"Un concetto ben scolpito nei cuori di chi ha vissuto momenti difficili - dicono all'unisono i titolari delle attività commerciali della nuova piazza di Camerino- perchè proprio in quei momenti si sono sperimentati il calore e la solidarietà da parte di un mondo sommerso, popolato di persone che in un batter d'occhio hanno saputo spogliarsi per rivestire chi ne aveva più bisogno".
Tanti i segni del grande cuore dell'Italia che, proprio per loro, si sono fatti sentire nell'arco dei lunghissimi mesi del post sisma, costellati di fatiche, rinunce e di continui traslochi, in una dimensione di vita cittadina, completamente trasformata.
Grinta e tenacia non li hanno mai abbandonati, nonostante la preoccupazione di non farcela, fosse sempre in agguato. Tendoni vacillanti sotto la furia delle intemperie, incassi minimi e vite dominate dall'incertezza. Ma la mano tesa del prossimo, non si dimentica. E il valore che è riuscita a trasmettere quella solidarietà, è proprio in questo bel gesto, attraverso il quale, chi è caduto ed è stato aiutato a risollevarsi, non può non essere vicino alla richiesta di aiuto e al disagio di un altro.
"Noi del Sottocorte Village- dicono i commercianti - essendo la testimonianza vera e concreta di una solidarietà che travalica ogni confine, non ci sentiamo distanti ed indifferenti da chi, in questo preciso momento, è immerso in enormi difficoltà. Questa solidarietà, avendola sperimentata personalmente, non può tenerci lontani da chi ora in questo momento è in prima linea a combattere contro un mostro invisibile, mettendo in serio pericolo la propria vita e quella dei propri cari. Sì, il nostro pensiero è rivolto proprio a voi medici, paramedici e a tutto il personale dell'ospedale di Camerino, convertito in Covid Hospital per fronteggiare l'emergenza di questa pandemia. La nostra offerta, come goccia in un oceano, possa essere di aiuto in questo difficile momento ...
Insieme ce la faremo!!!
c.c.
Primo caso di contagio da Coronavirus anche a Camerino. Lo ha annunciato nel corso della consueta diretta facebook il sindaco Sandro Sborgia. Si tratterebbe di un giovane studente che studia sulla costa romagnola. Ora si trova in quarantena a casa dei suoi genitori, nella città ducale.
"Abbiamo registrato un caso di positività al virus - le parole del primo cittadino - Vorrei, però, tranquillizare tutti dicendo che la situazione è sotto controllo e monitorata per cui la raccomandazione che continuo a fare è quella di compiere tutti lo sforzo di rimanere a casa. uno sforzo che, lo comprendiamo tutti, comporta sacrifici, ma dobbiamo continuare su questa strada fiduciosi che presto potremo tornare tutti alle nostre occupazioni".
f.u.
"Abbiamo registrato un caso di positività al virus - le parole del primo cittadino - Vorrei, però, tranquillizare tutti dicendo che la situazione è sotto controllo e monitorata per cui la raccomandazione che continuo a fare è quella di compiere tutti lo sforzo di rimanere a casa. uno sforzo che, lo comprendiamo tutti, comporta sacrifici, ma dobbiamo continuare su questa strada fiduciosi che presto potremo tornare tutti alle nostre occupazioni".
f.u.
Decreto “Cura Italia”, il primo provvedimento emanato dal Governo per far fronte alle inevitabili ricadute economiche che il blocco del Paese, causa emergenza Coronavirus, produrrà su imprese e famiglie. Misure che gli imprenditori, dopo essere stati costretti a fermare le proprie attività, stanno ora valutando, in attesa di conoscere il testo definitivo in via di completamento. E’ il caso anche di Barbara Cacciolari, titolare insieme al marito Gianpiero Vico della Shoes & Company, azienda con sede a Matelica e dislocata nelle province di Macerata e Ancona che ha dovuto abbassare temporaneamente le proprie saracinesche. “Anche la nostra azienda – le parole di Barbara Cacciolari – ha immediatamente abbassato le proprie serrande perché la salute dei nostri collaboratori e delle persone che frequentano i nostri punti vendita è prioritaria. Per quanto riguarda il Decreto la sintesi che posso farne è che l’intervento è riuscito, ma il paziente è morto”.
Una battuta amara che esprime il pensiero di chi, come la Cacciolari, da tempo pone l’accento sulla contrazione dei consumi che le attuali limitazioni produrranno nei prossimi mesi. “Già il settore manifestava segni di crisi – continua – ed essendo la vendita la parte terminale della filiera, la contrazione del mercato finale si riverserà inevitabilmente anche sull’attività di produzione. In questo Decreto esistono tanti vulnus. Si è pensato, giustamente, alla sanità, alle famiglie, anche se forse si insiste troppo sul bonus baby sitter, ma quello che manca è la percezione del gravissimo danno che subisce l’economia reale, dalla produzione al commercio”. Tenta anche di fornire piccole soluzioni Barbara Cacciolari su quello che si potrebbe fare sotto tale profilo. “Come imprenditore mi metto dalla parte di chi garantisce il lavoro e, di conseguenza, anche gli stipendi. Servirebbe, a mio avviso, un anno bianco fiscale con una sospensione del pagamento delle tasse per piccole e medie imprese per tutto il 2020, si potrebbe pensare ad un blocco delle segnalazioni delle centrali rischi nel caso di insolvenza causata da un mercato comunque fermo, andrebbero superati i limiti del contante per avere subito un’economia pronta a reagire, liberando liquidità che servirà sicuramente ad imprese e famiglie”.
Un momento particolare e di grande consapevolezza quello attuale, con un “ringraziamento anzitutto agli operatori sanitari, che si stanno prodigando per la cura dei pazienti affetti da virus, e quei lavoratori che continuano ad assicurarci i beni di prima necessità. Come imprenditore, ed anche come persona impegnata in politica, contesto soprattutto i tanti tentennamenti avuti da chi, invece, avrebbe dovuto fornire certezze e guida sicura nell’emergenza. L’impressione è che manchi una vera visione strategica e ritengo anche sia necessario in futuro un commissario straordinario per l’economia”.
f.u.
Una battuta amara che esprime il pensiero di chi, come la Cacciolari, da tempo pone l’accento sulla contrazione dei consumi che le attuali limitazioni produrranno nei prossimi mesi. “Già il settore manifestava segni di crisi – continua – ed essendo la vendita la parte terminale della filiera, la contrazione del mercato finale si riverserà inevitabilmente anche sull’attività di produzione. In questo Decreto esistono tanti vulnus. Si è pensato, giustamente, alla sanità, alle famiglie, anche se forse si insiste troppo sul bonus baby sitter, ma quello che manca è la percezione del gravissimo danno che subisce l’economia reale, dalla produzione al commercio”. Tenta anche di fornire piccole soluzioni Barbara Cacciolari su quello che si potrebbe fare sotto tale profilo. “Come imprenditore mi metto dalla parte di chi garantisce il lavoro e, di conseguenza, anche gli stipendi. Servirebbe, a mio avviso, un anno bianco fiscale con una sospensione del pagamento delle tasse per piccole e medie imprese per tutto il 2020, si potrebbe pensare ad un blocco delle segnalazioni delle centrali rischi nel caso di insolvenza causata da un mercato comunque fermo, andrebbero superati i limiti del contante per avere subito un’economia pronta a reagire, liberando liquidità che servirà sicuramente ad imprese e famiglie”.
Un momento particolare e di grande consapevolezza quello attuale, con un “ringraziamento anzitutto agli operatori sanitari, che si stanno prodigando per la cura dei pazienti affetti da virus, e quei lavoratori che continuano ad assicurarci i beni di prima necessità. Come imprenditore, ed anche come persona impegnata in politica, contesto soprattutto i tanti tentennamenti avuti da chi, invece, avrebbe dovuto fornire certezze e guida sicura nell’emergenza. L’impressione è che manchi una vera visione strategica e ritengo anche sia necessario in futuro un commissario straordinario per l’economia”.
f.u.
“Pillole di scienza.. e lode” è la rubrica avviata dall'Università di Camerino a cura della redazione di Scienze e lode web Magazine per la divulgazione della ricerca di Unicam. In tempi come quelli che stiamo vivendo, far passare informazioni corrette è essenziale. Nei giorni in cui le persone sono costrette a rispettare la regola di restare a casa, l’ateneo si propone con un appuntamento alla portata di tutti e attraverso il quale, le sue competenze e professionalità ogni giorno direttamente sul campo nello studio e ricerca sui molteplici aspetti legati alla scienza, vengono messe a disposizione,
All’interno della rubrica, che diventa appuntamento fisso di ogni lunedì e giovedì, si è scelto di trattare con le opportune e fondamentali conoscenze scientifiche, diverse tematiche d’interesse dell'attualità. L’avvio con il professore Gianni Sagratini della Scuola di Scienze del farmaco e dei prodotti della Salute di Unicam che, in correlazione ai tempi del coronavirus, ha approfondito il tema degli alimenti.

“Toccare il discorso degli alimenti ritengo sia basilare - afferma il professore Gianni Sagratini– In primo luogo perché occorre sottolineare l'importanza di alimentarsi bene e in maniera corretta, seguendo le indicazioni della dieta mediterranea che ormai noi tutti conosciamo o dovremmo conoscere. Il punto è che non dobbiamo assolutamente stravolgere le nostre abitudini alimentari, ma continuare ad alimentarci come sempre abbiamo fatto. Questo significa che bisogna privilegiare frutta e verdura possibilmente di stagione, ma anche l’olio extravergine di oliva e tutto il resto.
Vanno poi assolutamente sfatate quelle che non possono che essere classificate se non “fake news” e che mi è capitato di leggere in giro sui social, secondo le quali ad esempio dosi massicce di vitamina C, quindi di acido ascorbico, sarebbero il non plus ultra per combattere il coronavirus: quanto di più sbagliato – evidenzia il docente - perché la vitamina C è sì una vitamina molto importante per il nostro organismo e un nutriente fondamentale, ma non è in grado di curare il coronavirus.
Stesso discorso per la vitamina D che qualcuno tenta di propinare sui vari Social e, a tal proposito, ci tengo particolarmente a sottolineare l'importanza di quello che viene detto dalla Autorità Europea per la sicurezza alimentare EFSA che ha sede a Parma, secondo cui il virus, sulla base di quello che si sa fino ad oggi e su fondamento scientifico, non si trasmette attraverso alimenti o cibo. Ciò nonostante - sottolinea Sagratini- è sempre fondamentale seguire le raccomandazioni a livello di igiene che ci vengono dalle autorità sanitarie quindi lavarsi le mani prima di toccare, manipolare e cucinare il cibo e lavarsele dopo. Rispettare in maniera molto ferrea e in generale tutte queste indicazioni, sicuramente ci permetterà di uscirne il prima possibile”.
Partita con gli alimenti, la rubrica di Unicam “ Pillole di scienze….e lode” si addentrerà in tanti altri aspetti collegati all’emergenza sanitaria del Coronavirus, fornendo l’ateneo un utile strumento per approfondire tematiche e campi di ricerca che meritano di essere divulgati per fornire informazioni corrette alla popolazione.
All’interno della rubrica, che diventa appuntamento fisso di ogni lunedì e giovedì, si è scelto di trattare con le opportune e fondamentali conoscenze scientifiche, diverse tematiche d’interesse dell'attualità. L’avvio con il professore Gianni Sagratini della Scuola di Scienze del farmaco e dei prodotti della Salute di Unicam che, in correlazione ai tempi del coronavirus, ha approfondito il tema degli alimenti.

“Toccare il discorso degli alimenti ritengo sia basilare - afferma il professore Gianni Sagratini– In primo luogo perché occorre sottolineare l'importanza di alimentarsi bene e in maniera corretta, seguendo le indicazioni della dieta mediterranea che ormai noi tutti conosciamo o dovremmo conoscere. Il punto è che non dobbiamo assolutamente stravolgere le nostre abitudini alimentari, ma continuare ad alimentarci come sempre abbiamo fatto. Questo significa che bisogna privilegiare frutta e verdura possibilmente di stagione, ma anche l’olio extravergine di oliva e tutto il resto.
Vanno poi assolutamente sfatate quelle che non possono che essere classificate se non “fake news” e che mi è capitato di leggere in giro sui social, secondo le quali ad esempio dosi massicce di vitamina C, quindi di acido ascorbico, sarebbero il non plus ultra per combattere il coronavirus: quanto di più sbagliato – evidenzia il docente - perché la vitamina C è sì una vitamina molto importante per il nostro organismo e un nutriente fondamentale, ma non è in grado di curare il coronavirus.
Stesso discorso per la vitamina D che qualcuno tenta di propinare sui vari Social e, a tal proposito, ci tengo particolarmente a sottolineare l'importanza di quello che viene detto dalla Autorità Europea per la sicurezza alimentare EFSA che ha sede a Parma, secondo cui il virus, sulla base di quello che si sa fino ad oggi e su fondamento scientifico, non si trasmette attraverso alimenti o cibo. Ciò nonostante - sottolinea Sagratini- è sempre fondamentale seguire le raccomandazioni a livello di igiene che ci vengono dalle autorità sanitarie quindi lavarsi le mani prima di toccare, manipolare e cucinare il cibo e lavarsele dopo. Rispettare in maniera molto ferrea e in generale tutte queste indicazioni, sicuramente ci permetterà di uscirne il prima possibile”.
Partita con gli alimenti, la rubrica di Unicam “ Pillole di scienze….e lode” si addentrerà in tanti altri aspetti collegati all’emergenza sanitaria del Coronavirus, fornendo l’ateneo un utile strumento per approfondire tematiche e campi di ricerca che meritano di essere divulgati per fornire informazioni corrette alla popolazione.
“ L’idea della rubrica e dell’Area Comunicazione dell’ateneo - spiega il professore Sagratini- è proprio quella di toccare nei prossimi appuntamenti altri ambiti che in qualche maniera sono specifici dell'Università di Camerino e relazionabili col Coronavirus per cui, sicuramente l’area Informatica che in questi giorni stiamo riscoprendo essere particolarmente importante e utile visto che, costretti a stare a casa, tutte le informazioni e le modalità di comunicazione stanno viaggiando via web. Coinvolte saranno inoltre altre aree di tipo più farmacologico o che riguardino l'igiene e dunque, i colleghi Unicam di queste branche saranno pronti a divulgare le loro conoscenze scientifiche su più argomenti d'interesse”.
C.C.
C.C.
È arrivato dopo un paio d'ore il contrordine da parte del sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, sul numero dei contagi nella sua città.
Se inizialmente, infatti, aveva fatto spaventare il numero che vedeva 13 casi di positività al Covid 19, ora sembra esserne solo uno. "Una notizia letta male perchè la segreteria ha avuto problemi di stampa, sono stati stampati solo tre fogli anzichè sei, quindi chiunque sarebbe caduto in errore. Sono felice che sia stato confermato solo un caso, anche se avremmo preferito lo zero. Mi dispiace che ci sia stato questo errore proprio nei dati ma questo lascia capire l'impegno e la frenesia che ci sono dietro a questa situazione".
Un dato che fa tirare un sospiro di sollievo, almeno per il momento, ma questo non esclude che possano esserci altri casi nei prossimi giorni, anche in conseguenza a quell'unico caso confermato oggi.
Intanto il sindaco invita comunque a fare attenzione: "Occorre – ricorda il sindaco – mantenere alta l’attenzione rispettando tutte le disposizioni indicate dal decreto e dalle nostre ordinanze. Molto abbiamo fatto ma dobbiamo restare uniti e altamente responsabilizzati per superare una situazione che altrimenti potrebbe diventare molto più complicata. Il comune, attraverso il COC, la Polizia Locale, la Protezione Civile, l’Ufficio Servizi Sociali e tutti i propri dipendenti sta facendo tutto il possibile per essere di aiuto alla popolazione e per superare questo difficile momento - prosegue il primo cittadino - Nei giorni scorsi è stata effettuata la sanificazione del territorio urbano che sarà ripetuta. Continua ad essere attivo il servizio di consegna spesa e farmaci a domicilio. E’ importantissimo, per contenere il diffondersi del virus, restare a casa e muoversi solo per lavoro, per motivi sanitari o di assistenza e se è indispensabile per fare la spesa".
GS
Se inizialmente, infatti, aveva fatto spaventare il numero che vedeva 13 casi di positività al Covid 19, ora sembra esserne solo uno. "Una notizia letta male perchè la segreteria ha avuto problemi di stampa, sono stati stampati solo tre fogli anzichè sei, quindi chiunque sarebbe caduto in errore. Sono felice che sia stato confermato solo un caso, anche se avremmo preferito lo zero. Mi dispiace che ci sia stato questo errore proprio nei dati ma questo lascia capire l'impegno e la frenesia che ci sono dietro a questa situazione".
Un dato che fa tirare un sospiro di sollievo, almeno per il momento, ma questo non esclude che possano esserci altri casi nei prossimi giorni, anche in conseguenza a quell'unico caso confermato oggi.
Intanto il sindaco invita comunque a fare attenzione: "Occorre – ricorda il sindaco – mantenere alta l’attenzione rispettando tutte le disposizioni indicate dal decreto e dalle nostre ordinanze. Molto abbiamo fatto ma dobbiamo restare uniti e altamente responsabilizzati per superare una situazione che altrimenti potrebbe diventare molto più complicata. Il comune, attraverso il COC, la Polizia Locale, la Protezione Civile, l’Ufficio Servizi Sociali e tutti i propri dipendenti sta facendo tutto il possibile per essere di aiuto alla popolazione e per superare questo difficile momento - prosegue il primo cittadino - Nei giorni scorsi è stata effettuata la sanificazione del territorio urbano che sarà ripetuta. Continua ad essere attivo il servizio di consegna spesa e farmaci a domicilio. E’ importantissimo, per contenere il diffondersi del virus, restare a casa e muoversi solo per lavoro, per motivi sanitari o di assistenza e se è indispensabile per fare la spesa".
GS
Vicini agli operatori sanitari degli ospedali di Civitanova Marche e Camerino attraverso uno sportello di mediazione dei conflitti. E’ l’iniziativa concreta messa in campo dalla segreteria provinciale del Partito Democratico attraverso il finanziamento di un progetto dedicato. “Un’idea che è nata attraverso il confronto con l’Asur – spiega il segretario provinciale del Pd Francesco Vitali – Un contributo quello che abbiamo dato volto a localizzare l’iniziativa nei due ospedali della nostra provincia, appunto quelli di Civitanova e Camerino, destinati alla cura dei pazienti Covid. Un progetto che prevede la presenza fisica di un supporto psicologico, attraverso un front office, per tutti coloro che agiscono e operano nei diversi reparti. Un’iniziativa che realizziamo grazie alla disponibilità dell’ordine degli psicologici che si alterneranno nei due presidi ospedalieri e che saranno a disposizione di chiunque ne voglia usufruire”.
A breve, dunque, sarà attivo uno sportello front-office di mediazione dei conflitti, all'interno di ciascun presidio ospedaliero, a cui tutti gli operatori socio sanitari potranno rivolgersi come primo approccio e punto di accoglienza e di ascolto per raccogliere innanzitutto bisogni, domande di aiuto, situazioni di conflitti lavorativi o familiari e paure e, attraverso un confronto sulle problematiche contingenti, aiutare quindi nella gestione e risoluzione delle stesse (problemsolving) orientando infine l'utente, qualora ve ne fosse bisogno, ad una consulenza psicologica più approfondita e successiva.
“Questo sportello di mediazione dei conflitti- sottolinea la dott.ssa Ciccarelli dell’AV3- di prossima apertura nei Covid Hospital almeno due mezze giornate a settimana con la presenza di qualificati professionisti, sarà poi direttamente collegato al servizio online di consulenza psicologica attivato dall'ordine regionale delle Marche, a cui hanno aderito numerosi psicologi”.
f.u.
A breve, dunque, sarà attivo uno sportello front-office di mediazione dei conflitti, all'interno di ciascun presidio ospedaliero, a cui tutti gli operatori socio sanitari potranno rivolgersi come primo approccio e punto di accoglienza e di ascolto per raccogliere innanzitutto bisogni, domande di aiuto, situazioni di conflitti lavorativi o familiari e paure e, attraverso un confronto sulle problematiche contingenti, aiutare quindi nella gestione e risoluzione delle stesse (problemsolving) orientando infine l'utente, qualora ve ne fosse bisogno, ad una consulenza psicologica più approfondita e successiva.
“Questo sportello di mediazione dei conflitti- sottolinea la dott.ssa Ciccarelli dell’AV3- di prossima apertura nei Covid Hospital almeno due mezze giornate a settimana con la presenza di qualificati professionisti, sarà poi direttamente collegato al servizio online di consulenza psicologica attivato dall'ordine regionale delle Marche, a cui hanno aderito numerosi psicologi”.
f.u.
“Il momento è difficile e chiedo a tutti di continuare a rimanere a casa, di uscire solo se realmente necessario e di chiamare il medico di famiglia in caso di manifestazione di febbre e/o di sintomi influenzali”. A dirlo è il sindaco di Sefro, Pietro Tapanelli. In paese stamattina il Cosmari ha provveduto a disinfettare le principali strade dopo che il Consorzio ha iniziato a potenziare la pulizia e la sanificazione della rete viaria di tutti i comuni della provincia. “Una iniziativa molto positiva che, oltre a tenere in debita considerazione l'aspetto sanitario, legato al contrasto della diffusione del coronavirus - commenta - dà anche un segnale di forte vicinanza a tutti i territori, anche a quelli montani e meno popolosi. Per questo motivo ringrazio apertamente il direttore Giampaoli e il capoarea Domizi, il quale ha seguito da vicino tutta la procedura”.
A Sefro, con la costituzione del COC, prosegue l’attività di monitoraggio e di controllo dell’amministrazione comunale grazie al supporto del gruppo comunale di protezione civile guidato da Valentina Polidori. “Devo dire che i cittadini di Sefro stanno collaborando in maniera disciplinata e soddisfacente. Per maggiore prudenza abbiamo comunque chiuso sia il principale giardino pubblico comunale sia il parco tematico Bosco Incantato: una misura precauzionale che vuole evitare, come è successo in altri comuni, il turismo della domenica che, in questa fase, non è assolutamente consentito, anche se non ben compreso da tutti purtroppo”.
Rimangono invece aperti i due cimiteri anche se le attività di manutenzione, compresa quella ordinaria su tutto il territorio comunale, sono sospese fino al 25 marzo.
g.g.
A Sefro, con la costituzione del COC, prosegue l’attività di monitoraggio e di controllo dell’amministrazione comunale grazie al supporto del gruppo comunale di protezione civile guidato da Valentina Polidori. “Devo dire che i cittadini di Sefro stanno collaborando in maniera disciplinata e soddisfacente. Per maggiore prudenza abbiamo comunque chiuso sia il principale giardino pubblico comunale sia il parco tematico Bosco Incantato: una misura precauzionale che vuole evitare, come è successo in altri comuni, il turismo della domenica che, in questa fase, non è assolutamente consentito, anche se non ben compreso da tutti purtroppo”.
Rimangono invece aperti i due cimiteri anche se le attività di manutenzione, compresa quella ordinaria su tutto il territorio comunale, sono sospese fino al 25 marzo.
g.g.
Coronavirus: "Qui è un vero e proprio incubo"
17 Mar 2020
E' arrivato alla cronaca nazionale il caso di Cingoli e del focolaio di Coronavirus all'interno della casa di riposo che ha già fatto registrare le prime due vittime.
"Una delle 40 ospiti della casa di riposo, pensionata, è stata portata a Torrette per una visita - racconta il vicesindaco Filippo Saltamartini - è tornata col virus ed ha infettato altri pazienti. questo è avvenuto all'inizio della scorsa settimana. Abbiamo chiesto all'Asur di fare i tamponi a tutti gli ospiti ma non li ha effettuati e quindi, quando abbiamo scoperto che 5 casi erano positivi era già troppo tardi perché anche tutti gli altri ospiti erano stati contagiati". Una situazione peggiorata anche dall'assenza di un ospedale pienamente operativo visto che da giugno è ancora oggi, marzo 2020, a 'servizio dimezzato'. La scusante, all'epoca, era la necessità di mandare il personale in ferie. L'estate è finita ma la situazione non è mai stata ripristinata, nonostante le tante richieste del sindaco Michele Vittori e le manifestazioni. "La questione è degenerata - torna a dire Saltamartini - e le persone della casa di riposo fino a oggi sono state senza l'assistenza sanitaria necessaria. Non ci sono medici, solo visite di alcuni medici di famiglia, ma soprattutto, hanno continuato a lasciare il personale che lavora nella struttura senza i dispositivi di sicurezza personale. L'Asur in tutto ciò risponde sostanzialmente di avere altri problemi e quindi abbiamo dovuto fare ricorso alla stampa nazionale perché abbiamo bisogno di un intervento efficace. Siamo in una situazione veramente disperata". Sono stati chiesti medici militari e l'invio di presìdi necessari al personale della casa di riposo al fine di evitare che il virus possa propagarsi anche fuori. E per fortuna che si è parlato del caso di Cingoli perché questa mattina "ci hanno comunicato che sono stati inviati degli infermieri e gli ospiti della casa di riposo sono stati visitati da un medico di famiglia ma continuiamo a ripetere che se fossero intervenuti prima e avessero portato i primi cinque malati in ospedale, non saremmo arrivati a questo punto e poi sono assolutamente necessari i dispositivi di protezione altrimenti rischiamo che l'epidemia colpisca anche fuori e questo non è assolutamente consentito". Saltamartini non dimentica la lotta fatta per l'ospedale, sulla quale molti hanno creduto ma altrettanti non lo hanno fatto: "Forse oggi questi cittadini potranno capire quanto sia importante avere un ospedale funzionante nel proprio territorio. Credo che ci servirà per comprendere quanto valga la pena difendere la sanità che è il presupposto per poter vivere in questo caso".
Si dice preoccupato il sindaco Vittori che parla di una "situazione drammatica, un vero e proprio incubo. La casa di riposo è gestita da un'azienda pubblica che si avvale della collaborazione di una cooperativa. I casi positivi accertati sono 33. Quello che mi preoccupa di più è il personale che si sta occupando in questi giorni dei malati senza le protezioni adeguate. Temo che possano infettarsi tutti e che ci sia un diffondersi della malattia su tutto il territorio". Vittori chiede a gran voce ciò che realmente spetterebbe di diritto a ogni operatore che si appresta alla cura di un malato di Coronavirus e, a tal proposito, ha presentato anche una diffida: "La casa di riposo ora va considerata come un ospedale, c'è bisogno di un intervento concreto dell'Asur perché la situazione così non è accettabile. Se l'azienda sanitaria regionale non è in grado di gestire la situazione con del personale, che ci mandino dei medici militari e i dispositivi di sicurezza. Chiedo risposte quindi anche al capo della protezione civile". L'emergenza Coronavirus va a sommarsi a quella del sisma. Cingoli aveva, ed ha tuttora, molte questioni irrisolte o in itinere e quindi le preoccupazioni per Vittori ora si sono sommate e sono aumentate: "Sono preoccupato soprattutto perché questa crisi coinvolge delle persone che sono come dei miei nonni se vogliamo. Sono le persone più fragili e dobbiamo proteggerle e dar loro le cure che meritano. Sono anche pieno di energia per affrontare questa crisi, fa parte del ruolo che ricopro, che mi viene dalla vicinanza che ricevo da parte dei miei concittadini".
g.g.
"Una delle 40 ospiti della casa di riposo, pensionata, è stata portata a Torrette per una visita - racconta il vicesindaco Filippo Saltamartini - è tornata col virus ed ha infettato altri pazienti. questo è avvenuto all'inizio della scorsa settimana. Abbiamo chiesto all'Asur di fare i tamponi a tutti gli ospiti ma non li ha effettuati e quindi, quando abbiamo scoperto che 5 casi erano positivi era già troppo tardi perché anche tutti gli altri ospiti erano stati contagiati". Una situazione peggiorata anche dall'assenza di un ospedale pienamente operativo visto che da giugno è ancora oggi, marzo 2020, a 'servizio dimezzato'. La scusante, all'epoca, era la necessità di mandare il personale in ferie. L'estate è finita ma la situazione non è mai stata ripristinata, nonostante le tante richieste del sindaco Michele Vittori e le manifestazioni. "La questione è degenerata - torna a dire Saltamartini - e le persone della casa di riposo fino a oggi sono state senza l'assistenza sanitaria necessaria. Non ci sono medici, solo visite di alcuni medici di famiglia, ma soprattutto, hanno continuato a lasciare il personale che lavora nella struttura senza i dispositivi di sicurezza personale. L'Asur in tutto ciò risponde sostanzialmente di avere altri problemi e quindi abbiamo dovuto fare ricorso alla stampa nazionale perché abbiamo bisogno di un intervento efficace. Siamo in una situazione veramente disperata". Sono stati chiesti medici militari e l'invio di presìdi necessari al personale della casa di riposo al fine di evitare che il virus possa propagarsi anche fuori. E per fortuna che si è parlato del caso di Cingoli perché questa mattina "ci hanno comunicato che sono stati inviati degli infermieri e gli ospiti della casa di riposo sono stati visitati da un medico di famiglia ma continuiamo a ripetere che se fossero intervenuti prima e avessero portato i primi cinque malati in ospedale, non saremmo arrivati a questo punto e poi sono assolutamente necessari i dispositivi di protezione altrimenti rischiamo che l'epidemia colpisca anche fuori e questo non è assolutamente consentito". Saltamartini non dimentica la lotta fatta per l'ospedale, sulla quale molti hanno creduto ma altrettanti non lo hanno fatto: "Forse oggi questi cittadini potranno capire quanto sia importante avere un ospedale funzionante nel proprio territorio. Credo che ci servirà per comprendere quanto valga la pena difendere la sanità che è il presupposto per poter vivere in questo caso".
Si dice preoccupato il sindaco Vittori che parla di una "situazione drammatica, un vero e proprio incubo. La casa di riposo è gestita da un'azienda pubblica che si avvale della collaborazione di una cooperativa. I casi positivi accertati sono 33. Quello che mi preoccupa di più è il personale che si sta occupando in questi giorni dei malati senza le protezioni adeguate. Temo che possano infettarsi tutti e che ci sia un diffondersi della malattia su tutto il territorio". Vittori chiede a gran voce ciò che realmente spetterebbe di diritto a ogni operatore che si appresta alla cura di un malato di Coronavirus e, a tal proposito, ha presentato anche una diffida: "La casa di riposo ora va considerata come un ospedale, c'è bisogno di un intervento concreto dell'Asur perché la situazione così non è accettabile. Se l'azienda sanitaria regionale non è in grado di gestire la situazione con del personale, che ci mandino dei medici militari e i dispositivi di sicurezza. Chiedo risposte quindi anche al capo della protezione civile". L'emergenza Coronavirus va a sommarsi a quella del sisma. Cingoli aveva, ed ha tuttora, molte questioni irrisolte o in itinere e quindi le preoccupazioni per Vittori ora si sono sommate e sono aumentate: "Sono preoccupato soprattutto perché questa crisi coinvolge delle persone che sono come dei miei nonni se vogliamo. Sono le persone più fragili e dobbiamo proteggerle e dar loro le cure che meritano. Sono anche pieno di energia per affrontare questa crisi, fa parte del ruolo che ricopro, che mi viene dalla vicinanza che ricevo da parte dei miei concittadini".
g.g.
L’emergenza sanitaria e le conseguenti misure adottate dal Governo costringono gli organizzatori a rinviare anche la tradizionale corsa automobilistica Sarnano – Sassotetto “Trofeo Scarfiotti”, che avrebbe visto la 30à edizione disputarsi nel fine settimana 1-3 maggio, e la terza prova tricolore auto storiche. “L’attuale stop – spiega il presidente ACI Angelo Sticchi Damiani - non troverà soluzione in tempi brevi. Pertanto al termine dell’emergenza dovremo tutti insieme cercare un modo ordinato per riprendere l’attività, riorganizzando i calendari delle varie specialità”. Un altro duro colpo, dopo l’annullamento della Tirreno-Adriatico di ciclismo che avrebbe visto la tappa regina terminare in cima alla salita di Sassotetto, per il turismo a Sarnano. “Purtroppo la situazione non consente di fare neppure questa manifestazione – le parole del sindaco Luca Piergentili – Ci adeguiamo aspettando che la gara venga ricollocata dopo l’estate e restiamo fiduciosi che alla fine riusciremo ad organizzarla. Una volta risolta l’emergenza sanitaria riprenderemo tutto quello che è stato sospeso e faremo anche nuove manifestazioni”.
f.u.
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