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Primi controlli nelle aziende della Regione Marche per la verifica del rispetto delle condizioni di sicurezza dei lavoratori nell'emergenza Covid-19.
I controlli vengono effettuati dai servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro delle Aree Vaste, con telefonate finalizzate a fornire una prima informazione e ad effettuare una prima valutazione e con sopralluoghi, che hanno il doppio scopo di procedere con provvedimenti sanzionatori (fino alla chiusura) delle ditte che non applicano correttamente le misure di tutela dei lavoratori e di indirizzare le ditte verso l’applicazione dei corretti comportamenti.
Le procedure sono state avviate nella giornata di venerdì 13 marzo e fino a ieri sono state controllate 24 ditte in Area vasta 1 (20 telefonate e 4 sopralluoghi), 43 in Area Vasta 2 (tutte telefonicamente), 10 in Area Vasta 3 (con sopralluoghi), 10 in Area vasta 4 (con telefonate), 19 in Area vasta 5 (8 sopralluoghi e 11 telefonate).

“Queste prime giornate di controllo – afferma il Direttore Generale di Asur Nadia Storti – sono servite soprattutto a indirizzare le aziende verso l’adozione di comportamenti corretti a tutela della salute dei lavoratori, e a verificare la perfetta funzionalità delle procedure di controllo”. 

Al fine di facilitare sia le operazioni di ispezione, sia le imprese, che devono essere in regola, la Regione ha elaborato e diffuso nei giorni scorsi una check list contenente i criteri da rispettare, e su cui verteranno i controlli.
Otto casi di positività al Coronavirus e circa 30 persone in isolamento. Gli ultimi due contagiati sono stati trasferiti ieri a Torrette di Ancona in condizioni critiche ma "la situazione è sotto controllo". Questa è Recanati, dove il sindaco Antonio Bravi fa il punto garantendo che comunque "si tratta di casi isolati e non di un focolaio. Era inevitabile che anche nel nostro territorio ci fossero dei contagi. Oltre agli otto soggetti risultati affetti da Coronavirus, ci sono anche una trentina di persone in isolamento domiciliare. Niente panico, dobbiamo mantenere la calma e rispettare le regole perché è l'unico modo per evitare che ci sia una maggior diffusione". Bravi, negli ultimi giorni, ha più volte rammentato le buone pratiche da seguire e soprattutto le cose che non si devono fare: "Non si deve uscire se non per motivi assolutamente stringenti (lavoro, fare la spesa e andare in farmacia), bisogna evitare il più possibile i contatti interpersonali. Si tratta di regole semplicissime anche se sono consapevole che non sia così facile rispettarle e soprattutto farle seguire ai più piccoli. So che hanno bisogno anche di giocare all'aria aperta ma questa è l'unica cosa che possiamo fare per evitare che il virus si propaghi. Più siamo bravi a rispettare le regole - aggiunge - e più questo periodo di emergenza sarà breve". A Recanati la Protezione Civile, i Carabinieri (compresi quelli in congedo) e la Polizia Locale sembrano non aver riscontrato particolari casi di effrazione ai decreti del Governo a parte qualche caso isolato e qualche gruppo di bambini che giocava al parco: "Per questo abbiamo deciso di chiudere anche i giardini, per lo meno quelli più periferici dove i controlli sono meno frequenti, così da evitare ogni rischio di assembramenti seppur marginali e legati all'esigenza di giocare dei bambini".
g.g.
Una piazza diversa. Quella che solitamente a fine estate accoglie migliaia di sorrisi a Monte San Giusto, oggi non sembra più la stessa per il vuoto che la colma e, da ieri sera, anche per l'angoscia del primo contagio annunciato dal sindaco Andea Gentili.
Lo ha fatto con un video messaggio su Facebook, chiedendo ai suoi cittadini di continuare a fare attenzione e di seguire solo i canali ufficiali per le notizie: "Vi devo comunicare che abbiamo anche nel nostro paese un caso positivo - ha detto - . Abbiamo ricevuto la comunicazione da parte della Prefettura. Il protocollo prevede l'apertura del COC e, da parte dell'autorità sanitaria, l'avviso a tutte le persone che il paziente ha incontrato negli ultimi giorni a predisporre la quarantena domiciliare.
Mando l'abbraccio di tutta la comunità al paziente e alla famiglia - ha detto - . Approfitto per fare un ulteriore appello a tutti, perchè in questi giorni dobbiamo rafforzare l'attenzione. Ringrazio i cittadini per come hanno affrontato la situazione questa settimana, ma ora dovranno continuare.
Evitiamo di uscire più volte al giorno per prendere tre prodotti diversi e aggiungo, prima di uscire di casa pensiamoci, e chiediamoci se ne vale la pena.
Perchè se non è necessario rimaniamo a casa - ha ribadito - . E' l'unico modo per fermare questo periodo triste e buio. Dipende da noi, dal nostro atteggiamento. Rimanere a casa significa aiutare tutti, anche e soprattutto il personale sanitario. Sarà mio interesse e dovere tenervi informati. Sono sicuro - ha concluso - che con il senso di responsabilità che a Monte San Giusto non è mai venuto meno ce la faremo".
L'orrore del virus ha raggiunto così anche la città del sorriso. La città dei clown proverà quindi, ancora una volta, a dimostrare che accanto agli arcobaleni colorati, anche i sorrisi e nasi rossi possono fare molto.

Colpita, poi, anche la città di Leopardi: due sono i cittadini di Recanati che si aggiungono agli alri otto già risultati positivi al Covid-19 (e 30 casi in isolamento). Questi ultimi due, viste le condizioni critiche, sono stati ricoverati all'ospedale di Torrette.

GS

Emergenza Coronavirus Marche300 mila mascherine sono arrivate nella notte . Ad annunciarlo questa mattina , il presidente Ceriscioli: "E' la notizia che attendevamo. E' veramente un passo importante perché ci aiuta a gestire meglio l'emergenza. Sono 150 mila FFP2 di alta protezone e 150 mila chirurgiche, strumenti essenziali per chi lavora in sanità, per continuare a offrire assistenza. Ora attendiamo altro materiale ".
Altre forniture erano arrivate nei giorni scorsi ma i dispositivi non erano certificati e dunque non avrebbero potuto essere utilizzati da medici e infermieri per proteggersi efficacemente dal contagio. L'appello del Governatore dunque ha sortito l'effetto e questa notte si è concretizzato con un consistente arrivo. Altra emergenza sanitaria che ci si augura ora di riuscire ad arginare quella dei ventilatori assisititi. Ne servono 38 per potenziare i reparti di terapia intensiva e dovrebbero arrivare oggi dalla Protezione Civile.
Sul fronte del bilancio dei contagi,l'aggiornamento alle 9 di questa mattina dice che  in un giorno sono saliti a 127 i casi postivi registrati, su un totale di 312 campioni testati 
Quanto alla progressione del contagio nelle Marche, su 3494 campioni totali testati, i positivi a questa mattina erano 1354.

C.C. 

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Sono iniziati nella giornata di ieri i lavori per la costruzione degli ospedali da campo in formato "mini". Al momento saranno installati a Jesi e a Torrette di Ancona. Ad occuparsi del montaggio sono i volontari della protezione civile che, da cronoprogramma, termineranno mercoledì. A Torrette la struttura si trova di fronte al pronto soccorso: sono 10 moduli, per un totale di 20 posti letto in biocontenimento, cioè destinati ai pazienti che sono in attesa di risposta al tampone, in condizioni di sicurezza sanitaria. Fungeranno insomma da filtro e soltanto dopo la risposta agli esami si potrà accedere all'interno dell'ospedale. Nei pressi dell'ospedale di Jesi invece, il mini ospedale è ancora più piccolo: solo sei posti letto che saranno destinati al pronto soccorso dei pazienti 'Non Covid'. La fine del montaggio di questa struttura è prevista per stasera.
g.g.

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Le piaceva prendere il caffè fuori dalla sua casa, in veranda a Nocelleto, frazione di Castelsantangelo sul Nera. Mentre sorseggiava la bevanda calda, si guardava il monte Cardosa che imponente le si parava davanti. Ricordi meravigliosi di libertà assoluta sono quelli di Valeria Lucernoni quando ripensa alla casa della nonna, grande, con un bel giardino che si riempiva di vita nei pranzi con i parenti e con gli amici. Era una famiglia molto unita. Ora quella casa tramandata di padre in figlio non c’è più, se ne è andata con la prima scossa del 24 agosto 2016. Valeria insieme al suo compagno ha poi vissuto in tendopoli, dormito in auto, fatto vita da camper, cambiato case fino ad arrivare nella Sae del capoluogo di Castello.
“Curioso come io non abbia avuto paura del terremoto. Il dispiacere e la rabbia sono stati più forti” mi dice con riso amaro. La sua vita fatta di turni alla SVILA di Visso, azienda che produce pizze surgelate che esporta in tutto il mondo, non le ha dato troppo tempo per pensare, né per avere paura, doveva organizzarsi nel susseguirsi fitto degli eventi. Il lavoro è stato una salvezza per lei, non solo per il sostentamento e perché occupa le ore della giornata ma anche perché è lì che Valeria ha intrecciato amicizie, persone che frequenta oggi dopo la sua decisione anni fa di lasciare Roma per trasferirsi in montagna. In questi posti se non hai un’occupazione la vita è ancora più dura, non ci sono tante distrazioni. Valeria, che ha un figlio grande a Roma, condivide la Sae con il suo compagno e un cane che si fa notare: Athon, un pastore francese che quando le appoggia le zampe sulla schiena è più alto di lei, una donna minuta e proporzionata dal temperamento deciso, forte.

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Non fa molta vita sociale nel villaggio delle casette dove vive, tra turni di lavoro, pensare alla casa e alla spesa, di tempo non ne ha molto se non quello per passeggiare con il cane. Quando chiedo a Valeria a che punto è la pratica della ricostruzione della sua casa, lei mi dice che non crede nella ricostruzione né della sua abitazione né di centri come Castelsantangelo o Visso, perlomeno non nel “dove era come era”, considerando i centri storici di questi comuni, la poca gente che ci vive e le grandi risorse da stanziare. Crede che i paesi verranno ricostruiti ma delocalizzati, un po’ come sono adesso i villaggi Sae, realizzati fuori dal cuore dei paesi. Quando l’ho incontrata nella sua casa, erano ancora i giorni in cui si poteva uscire dai propri comuni di residenza, prima degli ultimi Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri sul covid-19 ed era già molto preoccupata “Questa situazione è anche peggio del terremoto”. Prima di salutarla le chiedo cosa augura alla sua comunità e mi dice: “Di vedere nascere tanti bambini, e che i giovani vengano sempre più incentivati e aiutati a vivere in queste comunità.”

Barbara Olmai

*L’intervista a Valeria Lucernoni, andrà in onda nella Rubrica radiofonica “Ricostruire la speranza. Un viaggio nel cuore del sisma”, mercoledì alle ore 10,10 e alle ore 22,10 sulle frequenze di Radio C1 in Blu.

Per la rubrica radiofonica si ringrazia:
Structura Housing, appartamenti nuovi in Classe A a Porto San Giorgio a 200 metri dal mare. Info 0734.674638
- Coldiretti Macerata, Coldiretti Macerata e campagnamica stanno con i contadini, #mangiaitaliano!

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Nuova sfida benefica per la Fondazione Bocelli  che scende in campo per sostenere il Covid Hospital di Camerino. Un gesto che ancora una volta non può che commuovere e testimoniare la grande sensibilità del Maestro Andrea Bocelli e della sua straordinaria famiglia, sempre a servizio delle situazioni di disagio e di difficoltà, in Italia e in tutto il mondo. A Camerino ABF sta già realizzando la nuova Accademia della Musica i cui lavori procedono alacremente nell'area di Fonte San Venanzio; altri due interventi hanno già visto protagonista la Fondazione, con una raccolta fondi che ha portato a consegnare due scuole a Sarnano e Muccia, in segno di grande solidarietà e per venire incontro alle esigenze d'istruzione scolastica  compromesse dal terremoto del 2016. 
La Fondazione ha scelto ora di sostenere l'Ospedale di Camerino che nelle Marche è una delle strutture scelte per il ricovero dei malati di Covid-19 mettendosi dunque nuovamente "al servizio per offrire supporto concreto a coloro che in prima linea sono chiamati a proteggerci e curarci. L'obiettivo è quello di raccogliere fondi utili all'acquisto di materiale sanitario per la gestione dell'emergenza".  Un nuovo intervento solidale e bellissimo che testimonia il legame di vicinanza e il sostegno di ABF a tutta la comunità.

Le donazioni possono essere effettuate attraverso la piattaforma https://www.gofundme.com/f/wk67wc-abfxcamerino oppure contattando direttamente la "Andrea Bocelli Foundation" così da conoscere ulteriori modalità di supporto, scrivendo all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. 
C.C.

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"Vado a trovare la mia fidanzata", "andiamo a dormire tutti da me", "bevo solo acqua di questa fonte". Queste sono solo alcune delle motivazioni, senz'altro di non "comprovata necessità" che nelle ultime ore hanno dovuto ascoltare i carabinieri della Compagnia di Tolentino. Evidentemente il messaggio e il senso di questo momento di sacrificio non è ben chiaro: si può uscire solo per fare la spesa, andare dal medico e altre necessità inderogabili e assolutamente necessarie. In tutti gli altri casi si deve stare a casa per limitare il propagarsi del Coronavirus e l'aumentare dei contagiati. I casi delle ultime ore rappresentano comportamenti non ossequiosi della ratio che sta alla base della normativa ovvero la salute pubblica. In un paio di casi i Carabinieri hanno denunciato dei cittadini perchè uscivano di casa e dal proprio Comune per raggiungere l'abitazione della propria compagna o compagno non convivente, residente in altro Comune; ieri sera, tre persone sono state fermate a bordo della stessa macchina, riferendo che volevano andare a casa di uno dei tre per trascorrervi la notte.
Infine, un'altra persona è stata individuata a Caldarola, località Valcimarra, mentre stava riempiendo delle damigiane d'acqua da una sorgente. Interrogato sulla sua presenza lì, la persona ha risposto che preferisce bere l'acqua di quella sorgente rispetto a quella in bottiglia. Nulla di male se non fosse che il soggetto proveniva da altro Comune e che aveva percorso svariati chilometri solo per prendere acqua. Tali comportamenti e, più in generale, uscire senza una motivazione di comprovata necessità fanno scattare la denuncia automaticamente di cui poi si deve andare a rispondere penalmente. 

Ogni minuto i militari della Compagnia di Tolentino fermano e controllano persone che guidano o camminano per le strade, invitandole a rientrare a casa e cercando di stimolare la coscienza di tutti alla massima osservanza delle disposizioni per il contenimento dell'infezione da Coronavirus e, soprattutto, sulla necessità di preservare la salute pubblica, bene primario assoluto.
g.g.

Un grande gesto di solidarietà per i pazienti affetti da Coronavirus ricoverati all'ospedale di Camerino. I portalettere dell'ufficio postale di Camerino hanno consegnato al direttore dell'Area Vasta 3 Alessandro Maccioni un tablet destinato, appunto, ai pazienti affetti da Covid 19. "Un gesto di grande solidarietà e vicinanza in questo difficile momento - dichiara il direttore dell'Area Vasta Maccioni - che dà il senso della grande vicinanza da parte degli operatori delle poste nei confronti di questi pazienti. Consegnerò questo tablet alla responsabile sanitaria dell'ospedale, la dottoressa Mosca, che individuerà il personale infermieristico a cui consegnare questo tablet per dar modo ai pazienti Covid, chiaramente non intubati, di effettuare una video chiamata, di accedere ad internet regalando loro, così, piccoli momenti di serenità durante la permanenza in ospedale". 

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Un gesto, quello ideato e realizzato dalle portalettere di Camerino, che è stato subito autorizzato dal direttore Antonio Montani, a dimostrazione della grande sensibilità di tutto il gruppo.

f.u.


A Camerino, l'avvenuta trasformazione dell'ospedale cittadino in Covid Hospital, ha comportato una nuova organizzazione dei servizi sanitari che prevedono in particolare l’ambulatorio prelievi, attivo nella struttura del Distretto di Camerino e nella sede Avis per due giorni a settimana, martedì e venerdì.
Negli stessi giorni sarà attivo anche l’ambulatorio TAO. Resta inoltre operativo il Pronto soccorso dell’Ospedale di Camerino, che prevede un percorso differenziato rispetto agli altri con Radiologia dedicata, un ecografo e un apparecchio radiologico portatile.
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Estesa nel frattempo  anche alle frazioni la sanificazione ed igienizzazione delle strade che l'amministrazione comunale ha concordato con il Cosmari.
Lo ha comunicato il sindaco di Camerino Sandro Sborgia: " Il Cosmari- riferisce il primo cittadino-ha già intensificato il lavoro delle spazzatrici utilizzando anche prodotti a base di cloro e procederà alla sanificazione delle strade che si svolgerà nella sera tra mercoledi e giovedì. Abbiamo chiesto ,e ci è stato assicurato, che lo stesso servizio verrà fatto anche nelle frazioni".  
C.C.

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