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Buone notizie per la Regione Marche che può annunciare i primi due guariti dal coronavirus.
“Oggi possiamo dare una buona notizia: nelle Marche ci sono i primi due guariti”. Lo ha annunciato il presidente Luca Ceriscioli, dopo aver ricevuto dal Gores la comunicazione ufficiale.
La prima persona guarita è un anziano di Pesaro, di 88 anni, uno dei primi casi delle Marche, risultato positivo il 29 febbraio, ricoverato in rianimazione, poi trasferito in un reparto dedicato ai malati Covid e infine dimesso.
La seconda persona guarita è una signora, anche lei di Pesaro, di 55 anni, anch’essa risultata positiva il 29 febbraio e da quella data in isolamento domiciliare.
Le indicazioni nazionali del Ministero della Salute e del Consiglio Superiore di Sanità stabiliscono che una persona è dichiarata guarita dopo la scomparsa dei sintomi e avendo eseguito due tamponi risultati negativi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Ricordiamo che fino a ieri i dimessi erano 45, un numero destinato sicuramente a salire con il prossimo aggiornamento del Gores.
Anche i dati dei contagi oggi vedono una lieve flessini rispetto a ieri. Secondo i dati di questa mattina, infatti, i tamponi positivi di oggi sono 172 mentre ieri sono stati 250. Un dato che invita comunque a fare attenzione: anche nei giorni scorsi c'erano state delle flessioni ma poi ulteriori picchi sono stati registrati nei giorni seguenti.

GS

Anche Fiuminata conta purtroppo il primo contagio di Covid 19. Ad annunciarlo, tramite un video sulla pagina comunale di Facebook, è il sindaco Vincenzo Felicioli. "Anche Fiuminata - dice - ha il primo paziente ricoverato positivo al Coronavirus. Dobbiamo rimanere calmi e ancora di più dobbiamo mettere in atto tutte le norme previste per il contenimento. Non ci disperiamo ma siamo attenti, seri e accorti". Insomma poche e semplici parole di raccomandazione affinché si riesca a evitare ulteriori e più serie conseguenze. 

g.g.

Proseguono i controlli dei carabinieri su chi non rispetta il decreto Covid-19.
Solo ieri, infatti, i militari della Compagnia di Civitanova hanno denunciato altre 10 persone.

Due uomini originari del fermano sono stati rintracciati nella zona industriale della città rivierasca mentre giravano senza plausibile e giustificato motivo, una donna è stata invece rintracciata con la sua macchina a Recanati e, quando è stata fermata per i controlli, ha riferito di essere andata a trovare il suo fidanzato con il quale aveva un appuntamento.

Un uomo di nazionalità cinese residente a Montegranaro, aveva deciso di andare a trovare degli amici a Montecosaro, così come un quarantacinquenne recanatese, sebbene non avesse reale necessità ed urgenza, ha deciso di uscire di casa ed andare a fare un giro con la sua macchina a Potenza Picena.

Nel centro di Porto Potenza Picena, invece, è stata denunciata una coppia di coniugi cinesi, titolari di un negozio di abbigliamento e bazar, poiché erano rimasti aperti al pubblico nonostante l’attività commerciale doveva rimanere chiusa.

Altre persone sono state invece fermate e controllate in zone diverse della giurisdizione ed, anche per loro, è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria poiché si trovavano in un comune diverso da quello di residenza o di domicilio senza reali e giustificati motivi.

Oggi decorrono le nuove prescrizioni imposte dal Ministro della Salute e dal Presidente della Regione Marche che prevedono una ulteriore stretta sulla mobilità, pertanto saranno intensificati i controlli in strada, dove soltanto ieri dalla Compagnia di Civitanova, sono state identificate 156 persone e verificate oltre 40 attività commerciali. 

GS
Dalle grandi città alle piccoli frazioni, quelle tanto care a chi c'è nato e cresciuto, ma spesso sconosciute ai più, loro malgrado.
Il mostro del Coronavirus lo si affronta come si può, ma certamente la fede è l'ancora a cui ci si aggrappa maggiormente, a prescindere da dove si vive.
Quella fede che nelle ultime settimane ha dovuto necessariamente adattarsi al cambiamento, cedendo alle lusinghe dei social network ed utilizzando il web per la preghiera di comunità. Ma nelle piccole frazioni, come quella di Vestignano di Caldarola, sono ancora le tradizioni a tener viva la speranza che tutto andrà bene.
È per questo che nella piccola chiesina ferita dal sisma è stata affissa sulla porta, sotto i segni del terremoto, l'immagine di Maria Vergine. 
"Come i nostri avi, in tempo di pestilenze e gravi malattie - dice Gaetano Pesaresi - , ci rivolgiamo a Te, Vergine Santissima, che proteggi queste valli e le nostre comunità. Intercedi per noi presso Tuo Figlio, perché abbia pietà di noi e ci liberi dal Coronavirus. Aiuta i malati, sostieni i medici e quanti si adoperano per la nostra salute".
Una preghiera che arriva dalla purezza delle vallate dell'entroterra Maceratese e che è arrivata a tutti i caldarolesi grazie alla foto postata su Facebook.
Quando è vietato uscire di casa, un'immagine familiare che per gli abitanti di Caldarola è tanto familiare quanti protettiva, riscalda il cuore anche da lontano.

GS


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Camerino, inaugura la primavera con un messaggio di positività  trasmesso alla cittadinanza. Da ieri sera, in via Andrea D'Accorso all'incrocio con via Montagnano è comparso uno striscione per dire " andrà tutto bene, insieme ce la faremo. Forza Camerino". Un modo per avvicinare tutti i camerinesi in un momento delicato in cui è necessario mantenere le distanze. Il risveglio della natura  porta i sette colori dell'arcobaleno per incoraggiare al senso di responsabilità, rafforzandolo della fermezza e della pazienza di ognuno, per riuscire a superare insieme questo periodo cupo e difficile.
L'idea è di Francesco e Tiziano Siviglia titolari di QuiPoste, subito abbracciata da Comune di Camerino, Università di Camerino, Arcidiocesi, Contram S.P.A , tipografia la Nuova Stampa, Sottocorte village, Vallicenter e tutte le attività di Camerino.
Un segnale di condivisione e speranza rivolto all'intera città che, seppure chiusa in casa, non si ferma e vuol far sentire quanto sia solidale anche in questa situazione. 

"Un' altra maniera per avvalorare il principio dell'unità e, anche quello di mettere in pratica l'invito al rispetto assoluto delle regole, rimarcato più volte dal sindaco Sborgia - afferma  Lucia Jajani , vicesindaco diCamerino- Niente di più semplice in fondo:  è l'essere uniti per uno stesso fine e seguendo tutti lo stesso comportamento responsabile che ci è richiesto. Come rappresentanti della comunità, abbiamo subito appoggiato l'idea di Francesco e Tiziano Siviglia, insieme a tutti gli enti e istituzioni di riferimento della città  e alle attività produttive. Tutti sono stati felici di poter partecipare alla diffusione di questo messaggio che trasmette fiducia e positività e che va in parallelo a quello che noi stessi possiamo fare per renderlo concreto. Nel dire con forza
"Restate a casa"- sottolinea la vice sindaco-  ci stiamo unendo al coro di tutto il personale sanitario che vive in prima persona l'emergenza e in queste ore impegnato con tutte le sue forze nel salvare vite umane. Ci chiedono semplicemente di non uscire di casa e riscoprire in questo anche un modo di vita diverso che si è scoperto essere l'unico modo per fermare il contagio. Se pensiamo a quello che abbiamo affrontato in passato, in fondo non si tratta di un sacrificio enorme e impossibile. L'invito è dunque a non trrovare scuse per cercare di eludere questa semplice regola, ma rispettarla scrupolosamente. Impegniamoci davvero tutti a fare del nostro meglio e.. andrà tutto bene".  

Carla Campetella

Video realizzato da Elena e Francesca, 6 e 11 anni di Fabriano, per tutti noi... un video che fa riflettere...
Rischiano di essere licenziati 13 autisti di ambulanze, lavoratori dipendenti del Comitato di Croce Rossa di Camerino. A dirlo è in un comunicato a sua firma il presidente del Comitato Gianfranco Broglia, dopo che l'Asur ha richiesto indietro la somma di 300 mila euro. 
Una determina del direttore di Area vasta 3, la numero 1695 del dicembre 2019, relativa alle rendicontazioni per i trasporti sanitari effettuati negli anni dal 2013 al 2016, ha stabilito infatti che"il comitato di Croce Rossa Italiana di Camerino deve restituire somme già percepite, mediante trattenuta mensile in 36 soluzioni, dell’ammontare a debito del Comitato di Camerino, per costi sostenuti ma non riconosciuti dalla stessa Area Vasta tre, per un totale complessivo di 310.802,92 euro. 
Tutto ciò accade - si legge nella nota -  nonostante la documentazione prodotta comprovante i costi effettivamente sostenuti ed i tentativi di addivenire a soluzione bonaria, dopo rispettivamente sei, cinque e quattro anni dalla chiusura dei bilanci, imponendo unilateralmente a questo comitato una trattenuta sui corrispettivi derivanti dai servizi eseguiti e ancora da eseguire.
Nonostante gli sforzi e l’encomiabile sostegno dei volontari operanti in questo comitato, far quadrare i conti non è chiaramente fattibile e continuare a svolgere i servizi commissionati dalla centrale operativa del 118 di Macerata e l’emergenza 118 sarà conseguentemente impossibile, con immaginabili ripercussioni su chi avrà bisogno dei servizi di trasporto sanitario, anche di emergenza – aggiunge il presidente – per i motivi anzidetti, ferma restando la decisa intenzione di far valere ogni diritto del comitato Cri di Camerino nelle sedi opportune, il prossimo consiglio direttivo sarà chiamato a valutare ogni passo necessario per affrontare la situazione, non ultimo quello di lasciare la convenzione Asur e licenziare tredici autisti di ambulanza, lavoratori dipendenti di questo Comitato"
Broglia si augura che l’Area vasta 3 possa rivedere la scelta fatta: "Dalla documentazione in nostro possesso più che un’applicazione della norma mi sembra una decisione volutamente sbagliata dell’Area vasta 3.
Nonostante quanto sopra -conclude il presidente del Comitato di Croce Rossa di Camerino- sono ancora fiducioso a che, nel reciproco rispetto della posizione di tutte le parti, la decisione adottata dall’Area vasta 3, possa incontrare un ragionevole ripensamento, nell’esclusivo e preminente interesse di una comunità intera, già sufficientemente provata negli ultimi anni". 
c.c.






A Camerino è nato il progetto virtuale CaspIta: un contenitore per mettere insieme le voci di personaggi che animano da sempre la rievocazione storica e quelle dei cittadini.  L'associazione Corsa alla Spada e Palio ha infatti creato un canale di comunicazione che funge da nuova piazza virtuale per riunirsi sul web.
Si chiama "CaspIta", acronimo di Corsa Alla Spada e Italia perchè,  mai come in questo momento così drammatico, è importante sentirsi uniti.  Nel tempo che separa dalla rievocazione storica camerte dei giorni di maggio, l'associazione ha pensato che dall'isolamento delle persone in casa di questo periodo, possa nascere qualcosa di bello, costruttivo ed aggregante. 

Nella foto, la presidente dell'Associazione Corsa alla Spada Stefania Scuri
Stefania Scuri nuova presidente dellAssociazione Corsa alla Spada e Palio
"In questo momento nel quale ognuno di noi percepisce una situazione di difficoltà - spiega la presidente dell'associazione Stefania Scuri-  anche molti psicologi sono concordi nel dire che la popolazione non debba perdere uno spirito identitario e comunitario.  Il nostro intento è proprio questo: creare una serie di appuntamenti che virtualmente producano l'effetto di farci continuare a stare insieme, così come avviene con la Corsa alla Spada nel periodo dei festeggiamenti dedicati al patrono della città.  Ora come ora- continua Stefania Scuri- non sappiamo quello riusciremo a fare nel mese di maggio, ma siamo comunque  fiduciosi. Intanto partiamo con l'incontrarci virtualmente da oggi, Basterà collegarsi sul sito facebook di Corsa alla spada che rimanda al canale web CaspIta, per sentirci parte e partecipi della nostra Italia per quello che sta accadendo nel nostro Paese in questo periodo, ma poi la speranza è di tornare a stare insieme come sempre abbiamo fatto e in un'atmosfera più serena".
Il bello della novità del contenitore virtuale  è che già nella prima puntata della Web Series  si è potuto scoprire il lancio dell'iniziativa della Lanterna medievale e imparare a realizzarla da soli. Sarà utile per la sera dell'Offerta dei Ceri per illuminare la magnifica e reale piazza di San Venanzio. 
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" L'idea lanciata con un video scaricabile- spiega ancora Stefania Scuri- è quella che chiama a raccolta le famiglie. All'interno del video infatti abbiamo spiegato come costruire questa Lanterna, alla quale ognuno di noi potrà attribuire il significato che vuole ma che secondo noi possiede la forza di un gesto che ci permette di vivere il tempo di attesa nei confronti delle festività di San Venanzio, che purtroppo e nel contempo è tempo di attesa nei confronti di un periodo triste che tutti ci auguriamo si concluda al  più presto, come occasione per fare qualcosa di costruttivo a casa e con le persone con le quali condividiamo queste giornate un po' particolari e difficili. Una lanterna simbolica, da realizzare secondo le varie fasi illustrate nel video e da donare alla nostra cittadinanza in occasione della festa del patrono, col significato che ognuno avrà voluto dargli.  E' inoltre un gesto di luce, attraverso il quale ogni famiglia potrà accendere queste giornate buie - conclude -. Abbiamo chiesto infatti  ai cittadini e alle famiglie che, una volta realizzata e costruita, la lanterna possa essere già accesa e messa alla finestra per far entrare "luce" nelle nostre case e affrontare in modo positivo questo cupo periodo. Oggi pomeriggio il primo video al quale seguiranno nuove interessanti comunicazioni nei prossimi giorni. Insomma, tenetevi aggiornati". 
Mettono in contatto le persone per lavoro. Lo fanno da quando i telefoni non esistevano ed il modo migliore per comunicare era una bella lettera, ma lo hanno voluto fare anche oggi che il mostro del Coronavirs divide i pazienti ricoverati negli ospedali con i familiari a casa.
Sono i portalettere, ed in particolare quelli di Camerino, che nei giorni scorsi, attraverso una colletta, hanno donato al Covid Hospital di Camerino un tablet per permettere le videochiamate tra i pazienti e i loro familiari.
La prima videochiamata è stata fatta ieri e l'emozione è stata grande per tutti: per la direttrice dell'ospedale di Camerino Nadia Mosca, per il direttore Alessandro Maccioni che ha accolto il suo racconto e per il coordinatore dei portalettere della città ducale, Antonio Montani.
"Ieri sera abbiamo fatto felice la figlia di un paziente ricoverato in Medicina che voleva vedere il padre - racconta con la voce rotta dalla commozione la dottoressa Storta al direttore - . È stata una cosa angosciosa parlare con lei - ammette - così abbiamo fatto fare una videochiamata che li ha riuniti. Una bellissima emozione per il ricoverato e per la figlia".
Un messaggio che arriva al cuore di chi lo ascolta e, ancora di più, a coloro che hanno reso possibile questo incontro virtuale: "Io ringrazio tutti i portalettere - dice il coordinatore Anotnio Montani - e siamo fieri di aver fatto questo. Mi auguro che tutti insieme riusciremo a superare questo triste momento".
Consapevole dell'importanza di quanto accaduto, il direttore di Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, annuncia l'arrivo di altri tablet donati da Med Group: "Quello di ieri è un fatto molto commovente - dice - , come mi ha riferito Nadia Mosca. È stata effettuata la prima videochiamata di un paziente con i familiari. Proseguiremo con questa modalità per tutte le persone che non vedono i loro cari. Credo che sia una cosa bellissima. Grazie a Med Goup potremo donare altri due tablet all'ospedale di Camerino, due all'ospedale di Civitanova e due a quello di Macerata".

Giulia Sancricca



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