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Giornata storica domenica 13 marzo per Castelraimondo, che per la prima volta nella sua storia è stata teatro dell'arrivo della quinta tappa della Tirreno-Adriatico, partita da Chieti alle 9.31, conclusasi in corso Italia con l'arrivo del primo gruppetto alle 16.15, gli ultimi ad arrivare sono giunti con un distacco di 44 minuti dal vincitore, il belga Philippe Gilbert, che ha tagliato il traguardo in 6 ore, 43 minuti e 23 secondi, ad una media di 36,29 km, davantiall'olandese Poels e Cunego. Ottavo Michele Scarponi, che ha vinto la quarta tappa della corsa il giorno precedente. Quella con finale sotto il Cassero è la tappa di montagna della Tirreno-Adriatico 2011: 244 chilometri, con oltre 3000 metri di dislivello. Dopo 140 chilometri, infatti, i ciclisti hanno affrontato il Sasso Tetto (m 1.455) “Cima Coppi” della corsa dei due mari. La discesa, tecnica, porta all'ultima parte dove salite e discese si susseguono senza sosta. A Camerino si affronta il Muro della Madonna delle Carceri di quasi 2 km con pendenze oltre il 20% nella prima parte e comunque sempre in doppia cifra. Si raggiunge quindi Castelraimondo dove, superata la linea d'arrivo, si percorre un circuito di 26,6 km, passando per Brondoleto, Corneto, Castel Santa Maria, Vasconi, Matelica, Acquosi, Gagliole, Selvalagli, ultimo curvone in via Roma e volata finale in corso Italia. A premiare il vincitore è stato il sindaco di Castelraimondo Luigi Bonifazi:"Questa evento è stato fortemente voluto dall'amministrazione comunale, abbiamo cercato insieme all'organizzazione Rcs Gazzetta dello Sport la logistica necessaria, riuscendo a predisporre un percorso particolarmente idoneo per lo svolgimento della tappa che ha toccato le frazioni di Castelraimondo, permettendo la valorizzazione dell'ambiente naturale e la conoscenza del nostro territorio insieme a quello dei comuni limitrofi. La manifestazione si inserisce nelle celebrazioni per i settecento anni dalla fondazione del centro abitato da sottolineare con eventi di rilievo. E' stata l'occasione per mettere in una vetrina prestigiosa l'economia e le peculiarità del territorio, gli eventi più importanti tra cui l'Infiorata, i personaggi della nostra storia. Ringrazio di cuore gli organizzatori, gli sponsor, tutte le associazioni cittadine, le forze dell'ordine e i volontari che hanno collaborato per la perfetta riuscita di questa giornata". Dietro le quinte c'è anche un emozionato e soddisfatto vice sindaco e assessore allo sport Renzo Marinelli, che molto si è adoperato per portare a C.Raimondo la tappa: "Siamo soddisfatti per aver avuto l'onore di ospitare questa tappa della Tirreno-Adriatico, con un grosso successo e partecipazione, importante per la promozione del territorio, era quello che volevamo, questa è una vittoria di tutti e di chi ha collaborato con noi, a loro va il mio ringraziamento". Le dodici ore più intense si sono aperte alle sei del mattino con il posizionamento delle transenne che hanno impedito l'accesso alle vie centrali, poi un gruppo di infioratori ha realizzato uno splendido quadro fiorito di dieci metri quadrati a forma di quadrifoglio beneaugurante, aperto dalla scritta Tirreno-Adriatico, con il simbolo stilizzato di un ciclista, poi nei quattro ovali lo stemma di Castelraimondo, il logo della fondazione del paese per i 700 anni ed il monogramma dell'Infiorata. L'attesa del traguardo ha visto alle ore 14 l'evento Biciscuola che ha visto protagonisti 36 bambini delle squadre ciclistiche del maceratese, cimentarsi in una volata. I vincitori sono stati premiati dalle miss ufficiali della corsa, Chiara Di Trani e Ilaria Manzin. Per gli esordienti: Francesco Pirri, Isaia Belilli e Riccardo Carancini, per le ragazze Monica Verdenelli, Giorgia Martinetti e Francesca Marucci, per i più piccoli Enrico Natali ed Arianna Carancini. L'esibizione del gruppo folkloristico di Castelraimondo e del corpo bandistico Ugo Bottacchiari, il mercatino dei prodotti tipici della Marca Montana, allestito dalla comunità montana di San Severino ha completato la predisposizione degli eventi collaterali. Tantissimi alunni dell'istituto comprensivo Strampelli di Castelraimondo sono diventati reporter per un giorno, raccogliendo immagini e foto della giornata, per il concorso fotografico "Tra le ruote" che tra un mese vedrà la premiazione finale.

Il 9 marzo scorso, è stato presentato il progetto “Tolentino in bicicletta” che prevede un nuovo percorso ciclo-pedonale di circa 2 km e 400 m finanziato per 2/3 dal Ministero dell'Ambiente con fondi destinati a ridurre l'inquinamento dell'aria e 1/3 con fondi del Bilancio 2010 del Comune di Tolentino.

Il percorso riguarderà il collegamento centro storico - zona est (nei due sensi), avrà nella Stazione Ferroviaria (come previsto dal bando della Regione Marche) uno snodo di collegamento con altri Comuni attraverso la ferrovia e permetterà di raggiungere le strutture scolastiche, il Parco Isola d'Istria, il Parco Pace, l'ospedale, fino a ricongiungere il breve tratto di pista ciclabile già esistente in viale della Repubblica e quello del viadotto Berlinguer da cui, in futuro, si arriverà alla pista ciclabile nella nuova zona Pace. Si tratta di una sorta di grande anello e non di tratti isolati di pista, un ampio cerchio che favorirà anche il percorso dalla zona est verso il centro della città con la pista ciclabile che arriverà fino al piazzale Europa dove si potrà proseguire nel centro con percorsi consigliati.

Il piano, sinteticamente, vuole essere “leggero” nel senso che sono previsti lavori infrastrutturali minimali, ad impatto compatibile rispetto ai diversi portatori di interesse e con un vantaggioso rapporto costi / lunghezza della pista.

Sarà, in particolare, compatibile con il mantenimento dei parcheggi e con l'accesso alle strutture pubbliche, alle attività commerciali e al raggiungimento delle abitazioni private.

E' bene precisare che, nello specifico, non ci sarà un conflitto rilevante rispetto ai parcheggi in quanto è prevista la riduzione di un numero limitato e si cercherà di garantire, comunque, la “fermata” davanti ai servizi pubblici e alle attività commerciali. Ricordiamo, inoltre, che ci saranno, grazie ad un progetto finanziato dalla Regione Marche, 84 nuovi posti per le auto presso la Stazione. Quindi nessuna contrapposizione tra parcheggi e pista ciclabile. Inoltre il nuovo senso unico nella direzione centro storico permetterà il mantenimento dei parcheggi in viale Matteotti, favorirà la circolazione di auto e mezzi pubblici, oggi difficoltosa a causa del doppio senso. Solo un breve giro permetterà di tornare facilmente su viale Matteotti. Infine, l'utilizzo del percorso ciclo-pedonale favorirà la mobilità dei cittadini anche a favore delle attività commerciali. Affermare una nuova cultura della mobilità urbana eco-sostenibile – ricorda l'Assessore all'Ambiente Alessandro Bruni - comporterà nel tempo notevoli vantaggi: ridurre l'inquinamento dell'aria e migliorare così la salute dei cittadini; ridurre l'utilizzo di combustibili di origine fossile con evidenti risparmi economici; maggiore vivibilità della città: non ridurre la mobilità ma favorirla attraverso altre forme (appunto quella pedonale e ciclabile) e in questo modo favorire l'accesso a tutti gli spazi sociali, culturali e commerciali. Si tratta di pensare al futuro, pensare alle nuove generazioni attraverso scelte adeguate che possiamo fare oggi.

 

 

Questo il progetto per la creazione di una rete cittadina ciclopedonale integrata con la stazione ferroviaria.

L'obiettivo dell'intervento consiste nella realizzazione di un circuito ciclabile ad est del centro storico,

che colleghi i due plessi scolastici (King e Lucatelli), le aree verdi (parco Isola d'Istria e parco Pace), e

le aree sportive (campetto via Ramundo, campo Sticchi, stadio comunale).

Il circuito è connesso al centro storico (fino alla rotatoria di palazzo Europa) e alla nuova zona di

espansione Pace (fino al viadotto Berlinguer).

Per l'attuazione delle opere sono previste due fasi di intervento: 1° FASE: modifica dei sensi di marcia della viabilità attuale e inserimento delle piste ciclabili provvisorie mediante segnaletica orizzontale e verticale. Tale fase si rende necessaria al fine di verificare e sperimentare sul campo che la soluzione proposta non generi problematiche o punti critici al sistema circolatorio comunale nell'ambito urbano.

2° FASE: consolidamento delle opere previste nella 1° fase, dopo averne verificato il suo corretto funzionamento, mediante tutte le lavorazioni necessarie a rendere definitivo l'intervento.

 

Modifica dei sensi di marcia

Per l'inserimento della pista ciclabile si rende necessaria una modifica dei sensi di marcia della viabilità attuale nei seguenti tratti: Viale Matteotti - Viale Labastide Murat: da doppio senso di percorrenza si passa a senso unico in direzione di entrata verso il centro storico. Viale Benadduci: dalla rotatoria Palazzo Europa fino all'incrocio con via A. Lucentini viene invertito il senso unico di marcia in direzione di uscita dal centro storico. Tale soluzione consente anche di ridurre il congestionamento del traffico alla rotatoria Europa dovuto alla partenza in salita delle auto che provengono da via Benadduci. Via Leopardi - Via Rocchi - Traversa tra via Matteotti e via Leopardi: in queste vie viene invertito il senso unico di marcia per consentire l'accesso alla stazione ai mezzi di trasporto pubblico locale. La modifica proposta consente di creare un anello (Matteotti-Benadduci-Lucentini) che favorisce lo snellimento del traffico e l'eliminazione di situazioni di pericolosità presenti lungo viale Matteotti a causa della dimensione inadeguata della carreggiata per il doppio senso di marcia.

 

Accessibilità del trasporto pubblico locale alla stazione ferroviaria

La trasformazione della viabilità in viale Matteotti, viale Murat e viale Benadduci determina un nuovo assetto che potrebbe penalizzare il raggiungimento della stazione ferroviaria per i mezzi che provengono da palazzo Europa; a tal proposito sono stati modificati i sensi di percorrenza - delle vie Leopardi, Rocchi e della traversa che collega via Matteotti con via Leopardi - per consentire il tragitto Benadduci-Lucentini-Leopardi-stazione, mediante l'attraversamento di viale Matteotti e la possibilità di effettuare l'inversione di marcia all'interno del parcheggio pubblico previsto nei pressi della stazione.

 

Descrizione dei tracciati

Il tracciato della pista ciclabile, per un'estensione complessiva di circa 2400 metri di lunghezza, è finalizzato alla creazione di un anello in grado di servire e collegare il centro storico con la zona sportiva (campo Sticchi) e la zona est di espansione (zona Pace).

L'anello è formato da Viale Labastide Murat, Piazzale Stazione, Via A. Lucentini, Viale Benadduci, Viale Brodolini, Via Martin Luter King: viene così garantita la connessione dei principali plessi scolastici, delle aree verdi e di quelle sportive della zona centrale della cittadina.

La connessione con il centro storico avviene mediante Viale Matteotti; quella con la zona sportiva Sticchi mediante Via Ramundo, Viale Giovanni XXIII e una traversa che conduce a Via Nazionale; quella con la zona Pace attraverso la porzione di pista del primo tratto di viadotto Berlinguer fino a riallacciarsi alla pista esistente.

Viale Matteotti - Piazzale Stazione - Viale Labastide Murat

Attualmente la viabilità è a doppio senso di marcia: viene prevista la trasformazione a senso unico in direzione palazzo Europa e la pista ciclabile è collocata sul lato sinistro.

In viale Labastide Murat non si ravvisano particolari problematiche: la pista ciclabile è prevista di dimensioni regolamentari di 2,50metri con cordolo spartitraffico da 0,50metri, in quanto le dimensioni della carreggiata lo consentono.

Nel piazzale antistante la stazione ferroviaria viene prevista la traslazione dei parcheggi per l'inserimento della pista ciclabile, avente le stesse caratteristiche geometriche di via Murat.

In viale Matteotti vendono mantenuti i parcheggi nell'attuale lato sinistro, traslati però di 1,50 metri per consentire l'inserimento della pista.

Viale Martin Luter King

La pista ciclabile viene inserita sul lato destro della corsia, in direzione di uscita da Tolentino, mediante l'eliminazione dei parcheggi in linea per l'intero tratto.

Viale Brodolini 1° tratto da viale M.L. King a via N. Ciarapica

In questo tratto la pista ciclabile verrà ricavata sul marciapiede esistente (lato destro percorrendo la via verso viale Repubblica) -in quanto di sezione adeguata- mediante segnaletica orizzontale e dimensione 2,50metri.

Viale Brodolini 2° tratto da via N. Ciarapica a viale Viale della Repubblica

La pista avrà larghezza di 2,00 metri e verranno eliminati i parcheggi in linea lungo il lato destro della corsia di marcia verso viale Repubblica.

Via Nicola Ciarapica (parcheggio ospedale)

Considerata l'ampia dimensione della carreggiata, in questo tratto è previsto l'inserimento della pista sul lato destro rispetto al verso di percorrenza Brodolini-Repubblica, mediante lo spostamento dei parcheggi per lo spazio necessario ad inserire la pista.

Viale Benadduci

Dovendo mantenere il doppio senso di marcia, la soluzione proposta per l'inserimento della pista ciclabile comporta la rimozione di otto piante lato Lucatelli (che causano anche il dissesto stradale con le loro radici superficiali), utilizzando parte del marciapiede.

Via A. Lucentini

Non si ravvisano particolari problematiche, in quanto l'ampia sezione stradale consente l'inserimento della pista ciclabile di 2,50 metri lungo il lato destro in direzione Benadduci-Matteotti, senza creare disagi alla circolazione.

 

 CASTELRAIMONDO – Tutto pronto per accogliere la carovana della Tirreno Adriatico, al termine della quinta tappa con partenza da Chieti ed arrivo a Castelraimondo. Domenica 13 marzo si potrà seguire la corsa in diretta dalle 14.20 su Rai 3 e su Rai 2 Sport, per circa due ore e mezzo complessive. Dalle sei del mattino le vie centrali saranno chiuse al transito, le altre a partire dalle 14 a seconda del transito della corsa. Al centro di piazza Dante sarà realizzato un quadro fiorito, per mostrare l'Infiorata, a forma di quadrifoglio di 10 metri per dieci, con il logo della corsa dei due mari, il monogramma dell'Infiorata, il simbolo dell'Unità d'Italia ed il logo scelto per celebrare i 700 anni dalla fondazione del paese. Dalle ore 10.30 si apriranno il mercatino dei prodotti tipici, si esibiranno il Gruppo Folkloristico di C.Raimondo, l'orchestra di fiati Ugo Bottacchiari ed un gruppo omaggio ai Beatles. Due iniziative coinvolgeranno il consiglio comunale dei ragazzi e gli alunni dell'Istituto comprensivo Strampelli, con il concorso fotografico “Tra le ruote” e “Biciscuola”, con attività ludiche al traguardo della corsa. L'arrivo è previsto intorno alle 16, a seguire le premiazioni in piazza Dante e la conferenza stampa finale. Grazie alla collaborazione con quattro broadcast internazionali, saranno raggiunte sessanta nazioni con Stati Uniti, Asia ed Europa. Sono attesi al seguito dei 120 atleti, per le venti squadre partecipanti, sessanta giornalisti.

 

L'accordo per le provinciali c'è, ma Pettinari deve prima sentire la base.
Il tira e molla dell'Udc sta provocando qualche incomprensione nel partito democratico che ora rischia, in caso di abbandono dei centristi, di andare alle primarie e costringere ad un tour de force tutto il partito.
Il mal di pancia più forte è nella Sinistra Ecologia e Libertà che attacca: “Il Pd parli di progetti con l'Udc e non solo di nomi e incarichi”.
Il SEL e gli altri partiti della sinistra hanno chiaramente fatto capire che in caso di alleanza Pd-Udc sarebbero intenzionati a scegliere un proprio candidato e fra i nomi spunta l'ex parlamentare Valerio Calzolaio.
Antonio Pettinari è il candidato presidente dell'Udc, comunque vada.
Ora bisogna attendere la decisione del partito che sabato 12 marzo si confronterà con il segretario nazionale Lorenzo Cesa il quale in mattinata farà visita ai luoghi dell'alluvione e poi riunirà tutti gli esponenti regionali per sciogliere ogni dubbio.
Solo allora sapremo se Pd-Udc correranno insieme o se l'Udc sceglierà la strada maestra, cioè quella di correre da soli con una coalizione che comprenderà anche l'API di Rutelli e il FLI di Fini, che però avrebbe dato l'ok alla lista Capponi.
La Lam, la cui esclusione ha provocato il ritorno alle urne dopo la sentenza del consiglio di stato, ha ufficializzato i primi nomi nei vari collegi, oltre alla candidatura di Luigi Gentilucci alla carica di presidente.
Una candidatura ispirata all'appartenenza al territorio, in particolare quello montano, e ad un nuovo modo di fare politica rispetto al vecchio sistema partitocratico in cui tutto è scelto ed ispirato alle logiche dei partiti e dove i potenti decidono, come in un gioco, quale sarà l'alleanza in funzione delle poltrone da occupare.
Per il centro destra Franco Capponi è pronto a scendere di nuovo in campo. La squadra è praticamente al completo e lunedì 14 marzo verranno comunicati tutti i nomi.
A Camerino Gianluca Pasqui ha rinunciato alla candidatura nel proprio collegio, il candidato per il centro destra sarà Enzo Casadidio.
Sono ore decisive, ma rimane per tutti una grande paura: ‘' gli elettori andranno alle urne ?‘'.
Purtroppo i nostri politici spesso si dimenticano la parte più importante della democrazia, l'elettore.

Mario Staffolani

 

 

Sentiamo il parere di chi ritiene un'occasione sprecata la chiusura degli scavi relativi al rifacimento della pavimentazione stradale (L. 61 del 30-3-1998) a Camerino.
La dr.ssa Mara Silvestrini della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, intervenuta più volte, ha dichiarato, in sostanza, che quelle scoperte possono chiarire la storia della città di epoche delle quali non ci sono o scarseggiano fonti storiografiche.
Il giovane Enrico Verdolini, segretario dei Giovani Democratici di Camerino, esprime il suo pensiero in merito alla chiusura degli scavi. Sulla questione ci sono già stati due comunicati stampa: il primo uscito sull'Appennino Camerte agli inizi di novembre, l'altro uscito il 27 novembre 2010 anche sul Nuovo Chienti e Potenza. Fra il primo e il secondo comunicato e prima della chiusura degli scavi di piazza Cavour c'è stata una riunione preliminare del circolo PD camerte. Nel corso dell'incontro si stabilì di proporre all'Amministrazione Comunale la valorizzazione dei reperti ritrovati in piazza Cavour, che i camerinesi chiamano “del Duomo”. Dopo la pubblicazione dell'ultimo comunicato stampa sono giunte al Circolo manifestazioni di sostegno da parte di cittadini, professionisti e giornalisti.
Anche in altre città italiane sono avvenuti dei ritrovamenti: Alba (CN), Aosta, Asti, Lecce e Matelica. Ad Alba le mura romane sono state valorizzate con lastre di vetro, lo stesso è avvenuto a Lecce. Ad Aosta nel luogo di ritrovamento delle fondamenta di una chiesa paleocristiana è stato creato un complesso espositivo in parte sotterraneo. Ad Asti è stato realizzato un percorso archeologico per visitare i resti di una domus romana, l'anfiteatro e il museo archeologico. A Matelica sopra i mosaici di epoca romana sono state poste delle teche di vetro spioventi.
In attesa di dati precisi, gli archeologi non si sono sbilanciati troppo sulla descrizione e sulla datazione dei reperti, se ne accenna con beneficio d'inventario.
Nel cantiere di piazza Mazzini, parte più alta della città, è stato ritrovato un tempio di età ellenistica (VI-III sec. a. C.), una grossa anfora, un muro affrescato, frammenti di vasellame a vernice nera e la statuetta di terracotta di un'antica divinità dominatrice della natura: una dea alata che reggeva fra le mani le teste di due belve, oggetti di finissima fattura. Poi un lastricato, i resti di un mosaico e alcuni scheletri. In via XX Settembre tra l'altro anche una piccola testa di cavallo.
In via Bongiovanni fu trovato un arco a tutto sesto in pietra arenaria e un grosso muro quasi parallelo alla chiesa di S. Francesco (XIII sec.). In piazza Umberto I, davanti alla chiesa di Santa Maria in Via, sono state trovate delle tombe medioevali scavate sull'arenaria con degli scheletri e alcune medaglie.
In piazza Garibaldi le fondamenta di palazzi di età romana, un lastricato risalente al IV - III sec. a. C. e frammenti di ceramica a vernice nera. A piazza Caio Mario, davanti al municipio, piccole fornaci per la lavorazione del ferro. Furono trovate anche una coppa in sigillata italica (vasellame fine da mensa) del I sec. d. C. una tazza e una lucerna con ansa lumata.
A piazza Cavour sono stati molto ammirati i resti di antiche terme romane (calidarium) e le imponenti fondamenta in blocchi squadrati di arenaria di un palazzo medioevale. In via Favorino è stato scoperto un cunicolo che poteva essere un camminamento o un condotto di scolo per le acque.
In via Venezian, a fianco del palazzo ducale, un grosso muraglione d'arenaria e un terrapieno longobardo in difesa dell'abitato primitivo. In via Roma i resti di una cisterna d'acqua risalente al XIII secolo.
L'Amm.ne Comunale ha sempre sostenuto di valorizzare la ricchezza artistica, naturale e paesaggistica e quei ritrovamenti rappresentavano - appunto - qualcosa in più da offrire ai visitatori. La giustificazione della chiusura degli scavi è stato un provvedimento provvisorio per eliminare problemi al traffico e disagi ai pedoni; sono all'esame accorgimenti per valorizzare i ritrovamenti.
Enrico Verdolini evidenzia con amarezza che queste scoperte andavano valorizzate diversamente e, se non fossero state ricoperte, avrebbero potuto far parte a pieno titolo di un itinerario archeologico cittadino.
Alcuni particolari, non sfuggiti a osservatori attenti, fanno temere che i ritrovamenti rimarranno coperti per svariati decenni, considerata anche la mancanza di fondi. I tubi e i condotti dei vari servizi (acqua, energia elettrica, telecomunicazioni, teleriscaldamento e metano) sarebbero stati istradati diversamente; invece sono stati appoggiati sopra i manufatti archeologici per abbreviarne il percorso. Inoltre, l'asfalto sarebbe apparso provvisorio, ma non le pietre di arenaria indiane, con il sottostante massetto di cemento.
A scavi chiusi non rimane che sostenere il suggerimento dell'avv. Giuseppe De Rosa il quale propone di valorizzare i ritrovamenti con delle gigantografie sul luogo corredate di didascalie esplicative.
 

Eno Santecchia

 

 Parere favorevole, quello espresso oggi (9marzo), all'unanimità, dalla III Commissione regionale per le Attività produttive sulla delibera di Giunta relativa agli indirizzi e ai criteri per gli interventi di credito agevolato a sostegno degli investimenti finalizzati al miglioramento dell'efficienza delle aziende agricole.

La Commissione, presieduta da Fabio Badiali, ha esaminato e approvato l'atto che ha l'obiettivo di supportare le imprese agricole marchigiane attraverso la concessione di contributi in conto interessi su finanziamenti bancari concessi per la realizzazione di investimenti volti al miglioramento della competitività e della efficienza aziendale anche attraverso la realizzazione di attività agrituristica.

L'ammontare dell'intervento comprende fondi complessivi per un totale di 1.159,693,00 Euro. L'aiuto, entro il limite massimo di Euro 15.000 è concesso sotto forma di concorso sugli interessi per mutui contratti con gli istituti di credito. Beneficiari potranno essere le imprese agricole, singole o associate, che operano nel territorio della regione Marche per spese relative all'ammodernamento delle aziende, all'acquisto di macchine e impianti tecnologici, alla realizzazione di opere di miglioramento fondiario e di sistemazioni idrauliche, a investimenti per la certificazione della qualità (ISO, Qm, EMAS e EurepGap), all'introduzione dell'impiego di fonti energetiche, a impianti di culture arboree con durata maggiore di cinque anni, alla realizzazione di strutture e di impianti di lavorazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, a investimenti per la protezione e il miglioramento dell'ambiente, a interventi per l'agriturismo (recupero degli edifici rurali, realizzazione di percorsi didattici, realizzazione di strutture sportive, acquisto di arredi, acquisto di programmi informatici).

Priorità assoluta sarà data agli imprenditori con età inferiore ai quarant'anni le cui domande sono state ammesse in graduatoria nelle misure 1.1.2, 1.2.1. e 3.1.1 del Piano di sviluppo rurale della Regione Marche. 

 Mancano pochi giorni al debutto della 19a edizione di Tipicità: made in Marche festival, che avrà nel vino un grande protagonista! Le 19 denominazioni, tra doc e docg della regione, saranno proposte ad esperti ed appassionati nell'affascinante area denominata Enoteca delle Marche, gestita da Istituto Marchigiano di Tutela Vini e Consorzio Vini Piceni, che sarà animata da una serie di momenti di approfondimento.

Grandi protagoniste saranno le bollicine made in Marche, l'appuntamento è per domenica 20 alle ore 12.30, seguito dal convegno di lunedì alle ore 10.00 “Dal metodo Scacchi al metodo classico: l'evoluzione delle bollicine”, curato dall'Ais Marche, che proporrà al pubblico un interessante interrogativo: è nato prima il Dom Perignon o lo spumante marchigiano? Sembra infatti che il celebre champagne sia nato in seguito, e che l'origine di questa grande tradizione vinicola sia da ricercarsi a Fabriano.

Il convegno sarà poi seguito dall'intrigante appuntamento “Verdicchio & Co” con protagonista il confronto tra il celebre vino a tonalità verde della Provincia di Ancona e lo spagnolo Verdejo, proveniente dalla Diputación de Segovia. I due vini saranno protagonisti di una degustazione incrociata nelle varianti giovane, riserva e bollicine.

 

  Questa mattina in Regione si è tenuta una conferenza stampa per la presentazione dell'Unione Cuochi dell'associazione “Chi mangia la foglia”. Presenti tra gli altri, l'assessore regionale al Turismo, Serenella Moroder, l'assessore al Turismo della Provincia di Fermo, Guglielmo Massucci, il sindaco di Smerillo, Egidio Ricci, il coordinatore dei circuiti delle cucine tipiche locali dell'associazione, Noris Rocchi. Presenti anche rappresentanti della Provincia di Ascoli Piceno e dei vari comuni interessati.

“L'iniziativa che presentiamo oggi – ha detto Moroder – ha avuto un assaggio alla Bit di Milano, proprio a testimoniare l'attrattività turistica che hanno la riscoperta delle tipicità e delle eccellenze locali. L'associazione che esprime l'Unione Cuochi ha anche il pregio di riscoprire la storia e le tradizioni. Le erbe nella cultura passata avevano un grandissimo valore, che oggi viene riscoperto anche dalle nuove generazioni.  Chi viaggia è spesso motivato dall'enogastronomia, dal paesaggio dall'ambiente, dalla cultura. Per questo, per una promozione efficace del territorio occorre integrazione tra le attività dei diversi assessorati e dei diversi livelli di governo, collaborando con i privati. Dobbiamo essere coesi, uniti come un equipaggio, così da essere in  grado di affrontare e attraversare anche mari burrascosi”.

“L'associazione “Chi mangia la foglia” oltre a riscoprire e consolidare le conoscenze della cucina tradizionale locale, va alla ricerca di proposte diversificate, ampliandone l'offerta, anche attraverso l'utilizzo delle migliori risorse stagionali, quali carni, ortaggi e pescato locale, a km zero attraverso la loro sapiente valorizzazione gastronomica”, ha detto Rocchi.

Durante l'incontro è stato approfondito il progetto Marchio QM e la sua applicazione ai servizi, come la ristorazione e l'agriturismo. Sono poi state illustrate le credenziali che fanno delle Marche una regione dove la qualità fa sistema: dieci produzioni Dop e Igt, con altre sette in arrivo, una ventina di vini a denominazione di origine, 46mila ettari e 2700 aziende dedicati al biologico.

“La promozione del territorio si fa condividendo e impegnandosi, un grazie ai cuochi e al lavoro svolto dalla Regione Marche, su questo versante. L'accoglienza è il miglior biglietto da visita di una comunità e il miglior modo per fidelizzare il turista”, ha detto Massucci.

“Istituzioni e privati insieme, facendo ciascuno il proprio mestiere, possono fare molto per lo sviluppo dei territori. Su questo punto importante è lavorare sulla formazione degli operatori”, ha detto Ricci.

Interessanti le proposte servite dall'Unione Cuochi. Dalle polentine di miglio, ceci e erbe aromatiche, al farro con cipollina e menta. E poi frittatine e tortine con formaggio e timo, cestini di pane con erbe e alici, involtini d'orata e verdure e molto altro, tra cui innovative proposte al tartufo.

Questi i comuni interessati dai vari circuiti delle cucine tipiche locali:

CIRCUITO DELLE ERBE

FANCAVILLA

MONTE SAN PIETRANGELI

MONTEFIORE DELL'ASO

MORESCO

PETRITOLI

SMERILLO

CIRCUITO DEGLI ORTI

MASSIGNANO

SPINETOLI

CIRCUITO STORIA ARTE GUSTO

FALERONE

CIRCUITO DEL TARTUFO

MONTEFALCONE APPENNINO

 

Attivo anche un sito internet www.chimangialafoglia.it per gli aggiornamenti sulle varie iniziative.(f.b.)

E'dei giorni scorsi la notizia di una grossa frana sul territorio di confine tra i Comuni di Caldarola, Cessapalombo e Camporotondo di Fiastrone. Da venerdì 4 marzo, quando hanno iniziato a sciogliersi le nevi sulle vicine colline e le copiose piogge dei giorni precedenti hanno dilaniato il territorio maceratese, la strada che collega i Comuni di Caldarola e Camporotondo ricadendo sul versante di Cessapalombo, in località Carrufo, ha improvvisamente cominciato a franare. Repentini gli intereventi di monitoraggio ed i provvedimenti adottati dal Sindaco di Caldarola, Mauro Capenti, e dal Responsabile dell'Ufficio Tecnico Comunale, Marcello Perfetti, che hanno vietato il transito tanto ai mezzi quanto ai pedoni. La velocità di avanzamento dello smottamento ha fatto subito intuire la gravità della situazione e temere per la presenza, al di sotto dello sfaldamento, di un metanodotto di proprietà dell'Eni Snam. Immediatamente allertata l'Autorità d'Ambito e la Protezione Civile della Regione Marche, sono iniziati i sopralluoghi congiunti con i tecnici dell'Eni Snam ed i Sindaci dei Comuni interessati, che tutt'ora si protraggono al fine di monitorare lo stato dei luoghi ed adottare i provvedimenti di competenza, necessari ed urgenti.
Il Sindaco Capenti, nei giorni precedenti l'evento, aveva segnalato lo stato di calamità considerati gli ingenti danni prodotti alle strade comunali ed interpoderali dall'imperversare delle ostilità atmosferiche che hanno inevitabilmente contribuito a devastare uno degli scorci naturali più belli di questo territorio.
 

  Moie Festeggiare il Carnevale con maschere originali, anzi uniche, create secondo i propri gusti e con le proprie mani. E' l'esperienza che hanno vissuto nella biblioteca La Fornace di Moie un gruppo di trenta persone, divise in due laboratori.Erano soprattutto mamme con bambini, che si sono dilettate nel ritagliare, incollare e colorare i materiali più vari per la creazioni di maschere di Carnevale. Il tutto è avvenuto nei giorni scorsi nel “Binario 9 e ¾”, cioè le stanze inaugurate circa un anno fa proprio per ospitare laboratori per bambini e attività di promozione della lettura con le scuole, e dove nel 2010 sono stati ben 72 gli appuntamenti e le iniziative di vario tipo. Il laboratorio per la costruzione di maschere è stato tenuto da Angela Culcasi, insegnante in pensione, iscritta all'Università degli adulti della Media Vallesina e volontaria all'interno della biblioteca. “Ma i laboratori non sono finiti – spiega la bibliotecaria Stefania Romagnoli – e da qui ad aprile saranno organizzate altre iniziative per stimolare la creatività e giocare insieme”.
I progetti per i più piccoli si ripetono, dunque, con regolarità e riscuotono molto successo, anche perché la metà degli iscritti della Fornace è under 18 e la fascia che è cresciuta di più nel 2010 è quella da 0 a 5 anni, con 123 tra rinnovi e nuove iscrizioni. Negli anni la Biblioteca ha potenziato, qualificato ed esteso la rete dei servizi all'infanzia.
Martedì 8 marzo, la biblioteca moiarola sarà aperta solo di mattina, dalle 10 alle 12.30.

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