Radioc1inBlu
“Presenza bovini vaganti” potrebbe essere il titolo del film horror che sta tormentando una parte del territorio del comune di Caldarola.
Da qualche tempo, infatti, ci sono diversi bovini, si parla di circa 35/40 capi, allo stato brado che vagano incontrollati in montagna e, soprattutto durante la stagione invernale, scendono verso le zone collinari alla ricerca d'acqua e di cibo con visite non proprio gradite e all'interno di orti e giardini privati.
I problemi che scaturiscono da questa situazione sono in primo luogo di sicurezza. I bovini, infatti, vagano anche nei pressi della rete viaria e sono stati visti attraversare la strada provinciale che costeggia il lago di Caccamo perciò il comune è dovuto intervenire istallando la segnaletica stradale per avvisare del pericolo. Inoltre, gli animali si sono inselvatichiti e dunque potrebbero essere pericolosi anche per l'incolumità delle persone.
Non si sono ancora verificati, ma potrebbero insorgere pericoli di natura sanitaria. I bovini hanno un marchio che serve per indentificarli e per registrarli all'anagrafe bovina. Un metodo utile alla ASL per avere una completa tracciabilità dell'animale anche a livello di vaccinazioni, ma gli animali oramai di fatto sfuggono a questo controllo. I bovini, vagando incustoditi, spesso si mescolano con i capi di bestiame di altri allevatori con il pericolo che possano eventualmente contagiarli.
Per il momento, i disagi maggiori sono stati di ordine economico: sono molti i danni causati ai proprietari terrieri locali con danni soprattutto alle colture in atto.
Il problema, in quest'ultima stagione, si è acuito diventando sempre più insopportabile, spingendo sia il Comune sia un nutrito gruppo di proprietari terrieri a muoversi con atti ufficiali. Cerchiamo di mettere ordine in questa intricata vicenda elencando gli aspetti ufficiali della storia.
Si parte con l'invio della lettera, da parte del Comando – stazione di Sarnano del Corpo Forestale dello Stato, al sindaco di Caldarola, Mauro Capenti, nella quale si comunicano i sopralluoghi effettuati, in conseguenza delle numerose segnalazioni degli abitanti. È stata così verificata la presenza di bovini senza alcuna custodia che risulterebbero essere di proprietà di Pier Giorgio Loddo allevatore residente a Matelica.
Di conseguenza il sindaco, in data 6 marzo, ha inviato una lettera al sig. Loddo affinché provvedesse a risolvere la situazione. Il 20 marzo, invece, sempre il sindaco ha inviato un'altra lettera, questa volta indirizzata al Corpo della Polizia provinciale, al settore Viabilità e Patrimonio della provincia e al Corpo Forestale dello Stato di Camerino, per comunicare la presenza di animali vaganti incustoditi soprattutto in località Croce e Pievefavera, due frazioni di Caldarola.
In questa seconda lettera, si richiede un intervento per i provvedimenti di competenza della provincia, soprattutto, riguardo al problema della presenza del bestiame, nelle vicinanze della strada provinciale 147.
Dall'altra parte, si è mosso anche un collettivo di oltre venti privati cittadini, tutti proprietari o conduttori di fondi agricoli delle contrade di Croce e Pievefavera, con una denuncia alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Macerata che ha come oggetto la presenza di animali vaganti, il pascolo abusivo e i danni materiali alle colture in essere.
Nella denuncia si fa presente che nelle zone montane a confine fra il comune di Caldarola e di Pievebovigliana vengono trasferite, durante l'estate, per il pascolo diverse mandrie di bestiame di proprietà di vari allevatori in campi posseduti a vario titolo e dislocati a macchia di leopardo. È evidente che, in queste circostanze, senza il mancato rispetto dei confini, la situazione può diventare a dir poco caotica.
Questi proprietari individuano, come uno dei possibili responsabili, Pier Giorgio Loddo che ha confermato, in diverse occasioni, di avere dei capi di bovini in questa zona non recuperati. L'allevatore che dispone, nel comune di Caldarola, di una superficie di pascolo di modeste dimensioni (su un totale di circa 300 ettari di territorio montano comunale), invade gli altri appezzamenti senza permessi di alcun genere. Viene rimarcata la delusione nel riscontrare la totale impotenza delle autorità preposte alla vigilanza del territorio che non sono riuscite a risolvere il problema. Questi proprietari hanno tutta l' intenzione di quantificare, con apposite perizie, l'ammontare dei danni materiali subiti da ognuno di loro.
Maria Elisa Carlini
Alcuni lettori affezionati all'Appennino camerte ci hanno suggerito di riprendere in mano e rileggere il programma della campagna elettorale che la lista vincitrice – Camerino storia e futuro con Dario Conti sindaco – proponeva nella campagna elettorale. L'idea ci è piaciuta e per questo vi riproponiamo la prima pagina dell'opuscolo con la presentazione del candidato sindaco: ‘'Cari camerinesi, a volte, nella vita, irrompe il destino e ti porta là dove non penseresti di andare.Negli ultimi giorni sono venuti da me alcuni giovani, che mi hanno sottoposto un loro interessante progetto di rinnovamento della politica-amministrativa di Camerino.Ho creduto nel loro entusiasmo e nella loro voglia di rinnovare.Questa lista civica "Camerino, storia e futuro" sarà libera da influenze partitiche, ma piena di forza progettuale.La lista è composta di donne e uomini di diverse idee, inseriti nell'ampio tessuto sociale del nostro territorio, che vogliono contribuire a ricercare un nuovo impulso economico, occupazionale, ambientale e culturale per la città, partendo dalla sua ricca storia.Questo progetto vuoi far emergere le migliori risorse umane e le migliori energie.I giovani devono sentirsi protagonisti del futuro della propria città, così come gli anziani devono essere partecipi del suo divenire. Il nostro sguardo sarà rivolto alle problematiche ed ai progetti per la costruzione di un migliore futuro per la città e per l'intera area montana.Camerino dovrà divenire una città aperta, che guardi avanti, al nuovo, con la volontà di entrare con forza nel terzo millennio''.Il messaggio rivolto ai camerinesi giovani e meno giovani fu efficace e la lista guidata da Conti ottenne 1865 voti pari al 40,54%, la lista Camerino Viva guidata da Corrado Zucconi ottenne 1452 preferenze conil 31,57% e terza classificata la lista Nuovi Orizzonti con capolista Sandra Gentili che ottenne 1283 preferenze con il 27,89% di votanti.
Tornando all'opuscolo o se meglio preferite alla campagna elettorale del 2009 i punti tracciati furono oltre 10.
Ne ricordiamo alcuni: ‘' creare una conferenza delle Istituzioni; realizzare una nuova casa circonfdariale ( nuovo carcere ); creare una cabina di regia per il territorio e un osservatorio sui fondi europei; non dimenticare le imprese e le attività del territorio; ascoltare la voce dei quartieri e delle frazioni; promuovere iniziative per la nascita di nuove cooperative; riempiere gli edifici di proprietà del comune destinando gli spazi ai giovani con partita iva; istituire un ufficio di relazione con il pubblico; nominare il difensore civico, predisporre la carta dei servizi; dirette radiofoniche dei consigli comunali e altri punti ancora...
Noi non vogliamo dare giudizi, non sarebbe giusto e di sicuro ci tireremo addosso del fango. Ma visto che la campagna elettorale ha preso il via e i nomi che girano sono già molti: ‘' Pasqui, Zucconi, Cavallaro sono già stati scritti nero su bianco nei giornali, riunioni più o meno segrete dicono che Città sul Monte sarebbe pronta a scendere di nuovo in campo con nomi più o meno nuovi.
Ai lettori chiediamo invece di dare un giudizio sull'attuale amministrazione e mandare il vostro pensiero a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ancora successi per i laureati Unicam. Il dott. Dario Carradori, laureatosi brillantemente in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche pochi mesi fa, è risultato vincitore di un dottorato di ricerca europeo sulla nanomedicina, superando una dura selezione alla quale hanno partecipato oltre 130 concorrenti.
Il concorso era riservato a laureati in possesso di un titolo di laurea specialistica in Biologia, Chimica, Scienze Mediche, Farmacia, Biotecnologia e Ingegneria con una discreta esperienza sul fronte nanomedico, e metteva a disposizione dei candidati europei 5 borse.
Si tratta di un risultato molto importante anche in considerazione della estrema difficoltà e complessità di tutta la procedura di selezione.
“Nella prima fase – ha dichiarato il dott. Carradori – ho inviato tutti i documenti richiesti, dal mio curriculum vitae alle lettere di motivazione e di presentazione, ed un rapporto del lavoro di ricerca svolto in tesi, ed ho dovuto scegliere un progetto di ricerca da una lista di progetti precedentemente analizzati e valutati da una commissione di esperti. ho ricevuto poi una mail del Dr Frank Boury (responsabile amministrativo del progetto) con la quale mi veniva comunicato che, su 130 candidati che avevano scelto lo stesso progetto, avevamo superato la prima selezione in 7. Mi è stato quindi dato un appuntamento per un'intervista telefonica sostenuta in francese (visto che l'ambito di lavoro è in terre francofone), che ho scoperto poi essermi stata fatta dal mio futuro direttore del progetto di dottorato, il Prof Patrick Saulnier, nel corso della quale mi è stato chiesto di approfondire nel dettaglio quanto scritto nei documenti inviati e mi è stato chiesto di proporre domande o idee”.
“Domande e proposte - ha proseguito - che hanno soddisfatto l'interlocutore, dal momento che ho superato la selezione e sono stato messo in contatto con un suo collega belga, anch'egli tra i 4 direttori del progetto. Infine, l'ultima selezione con un altro colloquio, stavolta sostenuto in inglese e l'attesissima mail con la quale mi è stata comunicata la notizia che desideravo avere!”
Il dott. Carradori lavorerà ad un progetto europeo che intende applicare i nano-costruttori peptidici nella terapia e nelle diagnosi di tutte le malattie neurodegenerative. Il progetto, che è finanziato dalla Education, Audiovisual and Culture Executive Agency (EACEA) della Commissione Europea, con partner importanti atenei ed enti pubblici europei, è seguito da una co-tutela franco-belga composta dall'Université d'Angers (Francia) e dall'Université Catholique de Louvain (Belgio), atenei presso i quali dunque il dott. Carradori svolgerà il suo dottorato.
“Mi ritengo molto fortunato, gli istituti presso cui svolgerò il mio lavoro di ricerca sono molto rinomati e chi ci lavora ottiene molti successi, vorrei proseguire anch'io su questa strada. Naturalmente spero di poter tornare in Italia, ma finché non ci saranno le condizioni, sia economiche che occupazionali, che possano ripagare i sacrifici di uno studente che ha scelto la ricerca, sarà difficile un mio ritorno.
“In qualità di Direttore della Scuola del Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute – ha dichiarato il prof. Sauro Vittori – ho appreso con estrema soddisfazione di questo importante riconoscimento per un nostro laureato. Vorrei poi segnalare che il percorso di studi del dr. Carradori denota attitudini e disponibilità particolari: ad esempio, è stato il primo studente Unicam a svolgere uno stage in Cina (insieme a due colleghi), a Changchun. Si tratta di un esempio evidente di come unendo capacità a volontà e desiderio di fare si possano ottenere risultati importanti e promettenti”.
Il nuovo Piano di riorganizzazione del sistema sanitario regionale non convince affatto l'Amministrazione comunale. Il primo cittadino Cesare Martini lo ha ribadito a chiare note, puntando sulle eccellenze. “Da sempre il nostro ospedale presenta un'eccellenza nell'unità operativa di Oculistica”. Martini snocciola i numeri. “Nell'anno 2012 sono stati effettuati 2.578 interventi e oltre 15.000 prestazioni, sia diagnostiche che terapeutiche. Il piatto forte di questo reparto è la chirurgia del trapianto di cornea. San Severino attua una varietà di tecniche capaci di affrontare anche i casi più complessi. L'eccellenza è dimostrata anche dal fatto che il reparto è stato il primo nelle Marche ad effettuare con successo i trapianti di cellule staminali coltivate in vitro e da molti anni ha effettuato il maggior numero di trapianti di cornea nella Regione”. Passando ai dati a confronto, Martini sottolinea che “a San Severino sono state eseguite nel 2012 ben 57 operazioni di trapianto di cornea. A Fabriano 24, solo 10 a Macerata, 6 a Pesaro, 5 a San Benedetto, 4 all'Umberto I di Ancona, 2 a Senigallia e 1 a Fano. Il nuovo Piano rischia di frenare un servizio per il quale sono stati fatti, anche di recente, importanti investimenti con l'avvio di una nuova ala del Bartolomeo Eustachio”. Da non tralasciare le decine di interventi di chirurgia della cataratta in regime di day-surgery, utilizzando l'impianto di lenti artificiali di ultima generazione per correggere astigmatismo e presbiopia; o le lenti filtranti le radiazioni nocive nei casi di maculopatia senile. Senza dimenticare la correzione dei difetti di miopia, astigmatismo ed ipermetropia con il laser ad eccimeri. Fra le iniziative a breve c'è la convocazione di un Consiglio comunale aperto “al quale inviteremo anche il presidente della Regione, Spacca, e l'assessore alla Sanità, Mezzolani. Dovranno darci chiarimenti”.
Luca Muscolini
“Ospedale di Tolentino da 69 a 10 posti letto per acuti, da 2 a 20 posti letto per malati lungodegenti”. “Trasformazione della struttura ospedaliera in Casa della Salute”.
Sono questi i titoli e le fredde cifre che leggiamo riguardo il Piano Regionale di riorganizzazione sanitaria, insieme a voci ancora più gravi e allarmanti sulla soppressione del punto di primo intervento!
Ancora una volta la scure dei tagli alla sanità, definita impropriamente “razionalizzazione”, colpisce l'ospedale di Tolentino, presidio sanitario di riferimento per un distretto di 15 comuni che va da Loro Piceno fino a Monte San Martino. Una lunga agonia, quella del nostro ospedale, che dura oramai da decenni fatta di soppressioni di servizi e diminuzione di posti letto.
Siamo consapevoli che i parametri imposti dal Governo a causa della grave crisi finanziaria rendono necessaria una ulteriore razionalizzazione della spesa, ma non possiamo accettare l'idea che razionalizzazione significhi sempre e solo tagli: quando c'è di mezzo la tutela e la cura della salute non si possono prendere in considerazione solo agli aspetti economici ma, invece, occorre tener conto delle esigenze primarie e fondamentali di ogni territorio a cui va garantito un adeguato e “paritario” livello di servizio a tutela della salute
Oggi ci viene prospettata una nuova pesantissima riduzione di posti letto, un vero e proprio smantellamento del reparto di medicina per malati acuti “riconvertito” in un piccolo reparto di lungodegenza.
Il nostro ospedale è una struttura indispensabile per l'equilibrato funzionamento della rete sanitaria provinciale e diciamo chiaramente che consideriamo un grosso errore continuare ad accentrare o mantenere reparti e servizi esclusivamente presso l'ospedale di Macerata ed impoverire ulteriormente gli ospedali considerati erroneamente “minori” come quello di Tolentino.
Noi crediamo che ad un buon progetto di riorganizzazione e riduzione di spesa deve corrispondere un miglioramento dei servizi per i cittadini.
Ci sono altri modi per risparmiare senza penalizzare il buon livello dei servizi, bisogna, però, avere anche il coraggio di sperimentare nuovi modelli di organizzazione sanitaria che facciano della prevenzione e della creazione di una efficiente rete di servizi sul territorio i cardini della “riforma”.
Non riusciamo proprio a comprendere perché ogni buon proposito verso questo modello, pure recentemente annunciato dal Ministro della salute, così come i ripetuti proclami relativi all'avvio di una seria verifica dei costi delle prestazioni e dei “materiali” sanitari rimangano sempre lettera morta e lascino il passo ai più facili e immediatamente praticabili “tagli”.
Movimento Civico Voce alla Città Tolentino
Una vera e propria invasione di turisti ha animato la Giornata di Primavera 2013 del Fai, il Fondo per l'Ambiente Italiano, ospitata a San Severino Marche sabato 23 e domenica 24 marzo con l'apertura straordinaria di alcuni monumenti solitamente chiusi al pubblico come palazzo Collio, visitabile seppure solo parzialmente dopo una chiusura durata trent'anni, la chiesa di San Michele, quella di San Paolo al Ponte, ma anche palazzo Franchi, il giardino dell'istituto “Ercole Rosa” e quello di villa Luzi. Fra le tante aperture anche quelle del giardino neoclassico di villa Collio, della basilica di San Lorenzo in Doliolo, della chiesa e del chiostro di San Domenico, della chiesa di Santa Maria della Misericordia, della pinacoteca civica “Padre Tacchi Venturi”, del Duomo antico e del museo archeologico “Moretti”, della Galleria d'arte moderna presso il palazzo Comunale, del museo del territorio “Poleti”, del teatro Feronia, della chiesa di Santa Maria del Glorioso e dei Giardini pubblici “Coletti”.
Anime delle due giornate l'assessore comunale allo Sviluppo Culturale, Simona Gregori, e la delegata settempedana del Fai, Gabriela Lampa, che hanno operato al fianco dei dipendenti degli uffici comunali che hanno seguito l'evento e coordinato i tantissimi volontari che si sono alternati nel corso delle due giornate. A tutti loro sono stati indirizzati pubblicamente saluti di ringraziamento estesi, in particolare, agli studenti “ciceroni” del Liceo linguistico e Liceo delle Scienze Umane “Bambin Gesù”, al gruppo Scout, ai volontari del gruppo comunale di Protezione Civile e dell'Associazione Nazionale Carabinieri.
Molto partecipate la conferenza del professor Stefano Papetti su: “Giambattista Collio mecenate e collezionista”, ospitata nella sala degli Stemmi del Municipio, e le passeggiate dell'Archeoludica. Applausi per i “Momenti musicali” a cura dell'Accademia Feronia ed apprezzamenti per le iniziative curate dall'associazione Palio dei Castelli, con la proposta del laboratorio “La storia toccata con mano”, e dalla libreria Binario Zero.
Nelle foto: alcuni momenti della Giornata Fai di Primavera 2013
Fortissima preoccupazione e profondo disagio. E' quanto esprimono i presidenti delle Regioni Marche e Umbria, Gian Mario Spacca e Catiuscia Marini, che questa mattina a Fabriano hanno incontrato il presidente di Quadrilatero spa Gaetano Galia, per chiedere conto della situazione di stallo nei cantieri della Ancona-Perugia. Galia ha informato i due presidenti del blocco dei cantieri, dovuto alle difficoltà finanziarie attraversate da Impresa spa, la società affidataria dei lavori.
Marini e Spacca hanno sottolineato lo sconcerto di fronte ad un cantiere nuovamente in stand-by (dopo i ritardi e gli stop degli anni passati), per un'opera, interamente finanziata, di fondamentale importanza non solo per le Marche e l'Umbria ma per tutto il centro Italia. Una situazione inaccettabile, l'hanno definita. I due presidenti hanno richiesto una forte assunzione di responsabilità da parte dell'Anas, in quanto socio di maggioranza, con il 94%, di Quadrilatero spa. Marini e Spacca hanno sottolineato come l'opera si realizzi con il cofinanziamento del territorio e che, quindi, siano dovuti una risposta netta e un percorso chiaro sia alle istituzioni regionali che alle comunità umbra e marchigiana.
Per un ulteriore approfondimento della situazione, che appare estremamente complessa, i presidenti hanno chiesto un incontro urgentissimo a Pietro Ciucci, presidente dell'Anas, per la valutazione delle azioni da assumere immediatamente per superare lo stato di blocco dei cantieri. Spacca e Marini hanno anche chiesto l'immediata convocazione dell'assemblea dei soci della Quadrilatero spa.
Il medico legale Loredana Buscemi ha effettuato il primo sopralluogo nell'abitazione di Anna Maria Gandolfi, la donna trovata senza vita con una ferita mortale alla testa il 27 marzo scorso al culmine di una lite familiare.
Il medico legale ha ispezionato in particolare la cucina della casa di Grotte, luogo dove sarebbe avvenuta la lite tra la vittima e l'ex marito Amedeo Belli. Dal racconto del geometra di Loreto, Anna Maria Gandolfi avrebbe infatti battuto la testa contro uno spigolo del tavolo.
Loredana Buscemi si è riservata tre mesi di tempo per consegnare le proprie conclusioni al magistrato.
Dai primi risultati dell'esame autoptico sul corpo di Anna Maria, è emerso che la 57enne sarebbe morta in seguito ad una sola ferita al cranio, versione che ora dovrà essere confermata dal medico legale, dopo il sopralluogo nella casa della vittima.
Intanto l'uomo si trova al carcere di Montacuto, accusato di omicidio preterintenzionale.
Mercoledì 27 marzo, intorno a mezzogiorno, Anna Maria Gandolfi era stata trovata morta con una ferita alla testa nella sua abitazione.
L'ex marito, Amedeo Belli, un geometra di Loreto, si sarebbe recato dai carabinieri dicendo che, durante una violenta lite con la vittima, lui l'avrebbe spinta e la donna sarebbe caduta a terra dopo aver battuto la testa contro un tavolo.
"Non so se sia viva o morta" avrebbe affermato l'ex marito che ha chiamato i soccorsi, ma per la donna, quando sono arrivati i sanitari, non c'era più nulla da fare.
La 57enne é stata, infatti, trovata morta nella sua villetta bifamiliare, con la testa fracassata e con evidenti segni di colpi violenti e non accidentali.
Della vittima non si sa molto: era originaria dell'Osimano e pare che avesse problemi psichici; Anna Maria abitava a Porto Recanati da un paio di anni e conduceva una vita solitaria, i vicini non la conoscevamo molto ma dalla sua abitazione sentivano spesso dei litigi.
Giulia Sancricca
A Laura Boldrini, marchigiana e Presidente della Camera dei Deputati, voglio rivolgere i miei migliori auguri di buon lavoro e sottoporre alcune riflessioni.
Certamente il Presidente Boldrini non è espressione della mia parte politica e, dunque, i miei sono gli auguri di chi vive la politica da una posizione differente. Augurio che, però, sento di porgere con il massimo dell'entusiasmo non solo per il percorso istituzionale che si appresta a vivere, ma anche perché condiviso dalla provenienza non politica, ma geografica. E' noto, infatti, che la Presidente Boldrini è marchigiana. Così come è altrettanto noto che la sua vita è stata spesa tra gli ultimi e i disagiati. Termini, questi, che se riferiti non alle persone, ma ai territori, non possono che riguardare la montagna e l'entroterra in genere. Nelle Marche come nel resto del Paese. Ed è proprio partendo dalle origini marchigiane della nostra Presidente che vorrei sottoporle alcune riflessioni riguardanti quella montagna maceratese che, dopo le catastrofiche scelte del Governo Monti, è sempre più “ultima” e “disagiata”.
Ho ascoltato con attenzione il discorso di insediamento della presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, in particolare nel passaggio in cui ha ricordato le condizioni disumane e degradanti in cui si trovano a vivere i detenuti in Italia. A questo proposito, vorrei ricordare alla Presidente che a Camerino, ormai da anni, c'è un progetto che aspetta solo di passare alla fase realizzativa per la costruzione di un nuovo carcere. Attualmente, i detenuti della locale casa circondariale sono ospitati in una struttura vecchia e assolutamente inadeguata, che solo l'amore e l'incredibile impegno degli operatori e della polizia penitenziaria riescono a mandare avanti in maniera umana e dignitosa. Una situazione, questa, nota ormai da tempo, con la città che da decenni si è resa disponibile alla costruzione di un nuovo carcere, avviando anche una serie di studi e sondaggi tecnici per i quali sono stati spesi soldi pubblici.
Un lavoro che, negli anni scorsi, aveva portato all'individuazione di un'area, alla realizzazione del progetto e, successivamente, all'inserimento di Camerino nel piano carceri. Sembrava che i lavori dovessero avviarsi a breve anche grazie all'interessamento dell'allora sottosegretario Giacomo Caliendo che, ospite più volte a Camerino, aveva avuto modo di rendersi conto delle condizioni in cui vivono i nostri detenuti e delle condizioni in cui lavorano gli operatori della nostra Casa Circondariale.
Per la città era arrivata la svolta, con Camerino che - al contrario di altre località in cui sono state raccolte firme e organizzate manifestazioni di protesta contro la costruzione di nuove strutture penitenziarie - ha visto nel nuovo carcere, con 400 posti, un'opportunità anche economica per il territorio montano tutto.
Poi è arrivato il Governo Monti. Che, come sappiamo, ha bloccato il Paese. E, con esso, anche la costruzione del nuovo carcere di Camerino, a favore di altre località dove, tra l'altro, non sono stati ancora redatti progetti e l'iter procedurale è ancora in alto mare. E' stata l'ennesima “mazzata” ad una cittadina che si è vista sopprimere senza appello anche il tribunale, nell'ambito di quei tagli lineari operati dal governo dei tecnici e che ha messo in ginocchio la nostra città insieme a tante altre “ultime” e “disagiate”.
Ora voglio augurarmi che questo sia solo il triste passato e che, almeno per quanto riguarda il nuovo carcere, si possa riprendere un discorso costruttivo da dove era stato interrotto, anche per non mandare in fumo tutti i soldi pubblici già spesi nel progetto della nuova struttura e negli studi effettuati sull'area individuata.
Papa Francesco, recentemente, ci ha detto “non fatevi mai rubare la speranza”. Ecco, quella speranza, oggi, voglio riporla – dopo che il territorio è rimasto senza parlamentari di riferimento nei vari schieramenti – anche nella neo Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, marchigiana e “dalla parte degli ultimi e dei disagiati”.
Per questo, nel mio ruolo di coordinatore del Popolo delle Libertà di Camerino, ma anche di vicesindaco di questa città – se gli altri amministratori ne converranno – nei prossimi giorni inviterò formalmente la presidente Boldrini per una visita alla nostra Casa Circondariale e per prendere visione del progetto del nuovo carcere, nella speranza che possa aiutarci a sbloccare una situazione intollerabile sul piano dell'umanità, ma anche sotto il profilo economico e di sviluppo di un territorio ridotto in ginocchio.
Gianluca Pasqui
Nell'ambito del progetto “Cittadinanza e Costituzione”, che vede la collaborazione fra l'istituto comprensivo “Padre Tacchi Venturi” di San Severino Marche e la Caritas settempedana, 300 bambini delle classi terze, quarte e quinte hanno incontrato, presso il cinema San Paolo, il professor Nicola Matteucci, docente di Economia Applicata all'Universita Politecnica delle Marche e la professoressa Sabrina Vieira Lima, dottoranda di ricerca all'Università di Milano Bicocca, per affrontare una tematica molto complessa: “Globalizzazione, crisi economica e consumismo: quali ricette dall'economia civile?”.
I bambini sono stati condotti verso la conoscenza delle principali fasi di sviluppo dei sistemi economici e dell'economia di mercato, per spiegare come il modello di sviluppo capitalistico sia solo una versione tra le tante possibili. La rivoluzione industriale ed il sistema di produzione di fabbrica sono state presentate nei loro caratteri fondamentali e ne è stata spiegata l'evoluzione recente, con lo spostamento delle produzioni dal nord al sud del mondo.
Il professor Matteucci ha spiegato i principali pro e contro di questo sistema economico e la sua crescente crisi di sostenibilità a vari livelli, nonché i riflessi umani del consumismo, la sostenibilità sanitaria ed ecologica dovute all'alto tasso di produzione di rifiuti e di attività di trasformazione. In ultimo ha affrontato i risvolti in termini di benessere e di felicità della persona, mettendone in rilievo l'aspetto di sazietà materiale dei paesi più sviluppati a cui fa riscontro l'impoverimento dell'aspetto umano
La professoressa Vieira Lima ha poi illustrato le proposte dell'economia civile o di comunità e della connessa ricerca di un'economia a misura di persona, evidenziando come questa proposta, lungi dall'essere utopica, infatti ha mostrato casi concreti attuati in tutto il mondo, è radicata in solide leggi di sostenibilità socio-economica ed accoglie interamente le teorie di tutto il ricco patrimonio religioso e laico dell'umanità e come, infine, questa proposta riesca a rispondere alle aspirazioni più profonde di ogni persona e a rispondere all'attuale crisi.
I bambini hanno dato prova, con la loro attenzione e i loro pertinenti interventi, di avere gradito la lezione, della durata di poco più di un'ora che, se pur con contenuti non di facile approccio, è stata proposta in forma ludica, attraverso foto, filmati, cartoni animati, domande reciproche, giochi di ruolo.
Al termine sia i bambini che i docenti, che il rappresentante della Caritas, nonché i due relatori, si sono detti molto soddisfatti dell'esperienza. Al prof. Matteucci e alla prof.ssa Vieira Lima, che hanno promesso di continuare la collaborazione con la nostra città, che come hanno ricordato ai bambini è Città della Fraternità, sono state donate delle pubblicazioni offerte dal Comune.
Nelle foto: i docenti impegnati nella lezione e gli alunni al cinema San Paolo
Il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha ricevuto nella serata di ieri a Palazzo Raffaello la visita dell'ambasciatore del Vietnam in Italia Nguyen Hoang Long. Nel corso dell'incontro, improntato alla massima cordialità, Spacca e l'ambasciatore vietnamita hanno approfondito le possibili strade di collaborazione, di natura economica, culturale ed accademica, tra le Marche e il Paese asiatico.
Spacca ha ricordato che la Regione da anni intrattiene relazioni con diversi Paesi esteri, privilegiando la strategia di accordi e progetti con singole regioni o province. La stessa strategia che, ha auspicato il presidente, può essere seguita nel caso del Vietnam, Paese che con le Marche, e in particolare con il mondo universitario, ha già avviato concreti e proficui progetti. Spacca ha anche annunciato all'ambasciatore Nguyen la missione istituzionale ad Hanoi, ad aprile, per il decennale della morte di Carlo Urbani, il medico marchigiano che nella città vietnamita ricoprì per tre anni il ruolo di consulente dell'OMS per il controllo delle malattie parassitarie nel Pacifico Occidentale, offrendo un contributo determinante alla cura della Sars di cui rimase vittima.
