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Convincevano gli anziani a acquistare rilevatori di fughe di gas, facendo credere agli ignari acquirenti che l'installazione degli apparecchi fosse obbligatoria per legge. Una truffa di cui ha fatto le spese un 70enne di Matelica. Due giovani, stranieri si sono presentati nell'abitazione dell'uomo come dipendenti di una ditta bresciana specializzata nella vendita ed installazione di rilevatori di gas, presentando all'anziano il congegno e proponendo l'acquisto. Il 70enne ha accettato di acquistare l'apparecchio pagando 250 euro. Non convinto del fatto, però, ha allertato i carabinieri, che hanno subito individuato i due truffatori. Si tratta di un 22enne tunisino residente nella provincia di Verona e di un 23enne albanese residente nella provincia di Terni, entrambi con precedenti, che sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Macerata per truffa aggravata in concorso.
La vittoria, è noto, ha molti padri, ma la sconfitta è sempre orfana. Forte di questo vecchio adagio, a 20 giorni dalle elezioni regionali nelle quali si era candidato nelle fila di Forza Italia a sostegno di Gian Mario Spacca e del progetto Marche 2020, l'ex sindaco di Sant'Angelo in Pontano, Simone Livi, si dimette dal direttivo provinciale del partito. “Credo che tutti, candidati e dirigenti regionali del partito, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità per l'esito infausto del voto amministrativo – le parole di Simone Livi – Certamente l'accordo con Spacca si è rivelato, purtroppo, disastroso come hanno dimostrato gli elettori che si sono recati al voto, ma la cosa più grave è che a distanza di quasi un mese non c'è ancora nessuna assunzione di responsabilità. Per questo ho voluto dare un segnale forte, auto sospendendomi dal ruolo di membro del consiglio direttivo provinciale di Forza Italia per dimostrare che oggi in politica alle parole dobbiamo far seguire i fatti. Quindi una responsabilità collettiva di cui tutti debbono farsi carico”. Si può parlare, allora, di un centro destra allo sbando? “Indubbiamente tanto gli organi nazionali, quanto quelli regionali e locali del partito debbono prendere atto e interrogarsi sul perchè, impennata della Lega a parte, il centro destra abbia subito da qualche anno a questa parte un calo incredibile di consensi. Credo, quindi, sia necessario mettersi intorno a un tavolo per creare quel movimento che nel recente passato ha saputo non solo vincere le elezioni, ma anche governare. Un dialogo che è necessario avviare su progetti seri e su cose concrete da proporre ai cittadini”.
Un percorso condiviso, una “road map” nell'interesse dei cittadini. I sindaci di Visso e Castelsantangelo sul Nera, Giuliano Pazzaglini e Mauro Falcucci, tracciano il percorso per la fusione dei comuni nell'intento di assicurare servizi ottimali agli amministrati. “Nel periodo attuale – afferma Pazzaglini – le risorse a disposizione dei piccoli comuni di montagna diminuiscono di anno in anno ed è sempre più difficile assicurare livelli ottimali di servizio ai cittadini. Per questo motivo è necessario riflettere su un'aggregazione strutturale tra enti con caratteristiche analoghe, anche per beneficiare dei contributi statali previsti in caso di fusione”. Ma non sono solo motivi economici a spingere le due amministrazioni verso l'unione totale e definitiva. “La ragione profonda dell'iniziativa – continua Pazzaglini – è quella di un atto di responsabilità nei confronti degli amministrati. Vogliamo smantellare il più classico dei luoghi comuni, secondo il quale gli amministratori sono attaccati alle loro poltrone, nascondendosi dietro il campanilismo. Noi invece vogliamo unire le risorse – umane e finanziarie – di enti tra loro vicini, con l'effetto non di cancellare usi e tradizioni, ma di ottenere servizi sempre più efficienti ed efficaci”. Il primo atto di questo percorso è previsto per giovedì 9 luglio quando a Castelsantangelo sul Nera si terrà una riunione aperta a tutti i consiglieri dei comuni interessati. Si tratta soltanto dell'inizio di un percorso, ma la strada intrapresa dai due sindaci 'i pri(i nella provincia di Macerata) rappresenta sicuramente una sfida interessante tutta da vivere.
Al luna park per divertirsi con i suoi coetanei un sedicenne di Matelica, rimasto a corto di denaro, ha pensato di procurarselo rubando il portafogli ad un anziano del luogo. Il ragazzo, infatti, dopo aver speso tutti i suoi soldi sulle giostre, ha avvicinato un 70 enne del luogo, peraltro disabile, e con una scusa è riuscito a portargli via il portafogli contenente circa 120 euro. Tornato a casa il minorenne ha raccontato la vicenda alla madre, che non ha esitato a chiamare i carabinieri. I militari hanno rintracciato il ragazzo presso lo stesso luna park mentre stava utilizzando il denaro rubato e lo hanno ricondotto a casa dove ha ammesso la propria responsabilità in ordine al furto ed i genitori hanno potuto restituire, con le dovute scuse, i 120 euro all'anziano. Il sedicenne è stato segnalato all'Autorità Giudiziaria minorile per furto aggravato.
Non si trattava di volpi o faine, bensì di quattro pastori maremmani che, abbandonato il gregge da custodire, hanno pensato di andare a far visita in un pollaio poco distante uccidendo diversi pennuti. I quattro cani hanno attaccato il pollaio creando panico tra gli animali da cortile che hanno iniziato ovviamente a starnazzare richiamando l'attenzione del proprietario; quest'ultimo, vedendo piume volare dappertutto ed i quattro maremmani che rincorrevano i volatili è rientrato in casa dove ha prelevato una pistola cal.38 con la quale ha sparato cinque colpi in aria mettendo in fuga i cani. L'uomo ha poi chiamato i carabinieri i quali, giunti sul posto, dopo aver ascoltato il racconto dell'uomo e constatato l'uccisione di quattro galline e due oche, lo hanno denunciato alla procura della Repubblica di Macerata per detenzione e porto abusivo di arma ed esplosioni pericolose. Infatti il 36 enne di origini belghe ma residente a Matelica non aveva mai denunciato alle autorità italiane il possesso dell'arma, una pistola Smith & Wesson cal.38 special e del relativo munizionamento , circa 100 cartucce da sparo, che aveva portato con sé dal suo paese di origine. La pistola ed i proiettili sono stati sequestrati, mentre sono in corso accertamenti sul proprietario del gregge e dei cani per verificare la pericolosità degli animali e la loro iscrizione all'anagrafe canina.
E' successo alla periferia di Camerino, in località Caselle. Un automobilista di passaggio si è accorto che una femmina di cinghiale era stata investita e giaceva riversa sul bordo della strada. Per l'animale l'impatto è stato fatale ed è morto sul colpo. Come si evince dalla foto, il cinghiale era in stato di gravidanza e probabilmente la sua condizione non gli ha permesso di attraversare la strada velocemente. Inoltre, il forte temporale che imperversava nella città ducale non ha consentito all'automobilista di evitare l'impatto. Dell'investitore, comunque, nessuna traccia.
Il Rettore Flavio Corradini ha presentato presso la sede della Provincia di Macerata la nuova campagna di comunicazione dell'Università di Camerino in vista dell'apertura delle iscrizioni all'anno accademico 2015/2016. “Unicam: cibo per la mente, nutrimento per la vita” è lo slogan scelto quest'anno dall'Ateneo camerte. Evidente è il particolare riferimento a quelli che sono i temi del grande evento che vede protagonista l'Italia in questo periodo. La formazione universitaria, in particolare quella che i corsi di laurea dell'Università di Camerino si prefiggono di trasmettere ai propri studenti, è linfa vitale per la crescita dei nostri giovani e di conseguenza per la società tutta. L'Università di Camerino vuole dunque fornire ai propri studenti tutti gli “ingredienti”, per “alimentare” la propria mente, per crescere e diventare donne e uomini, cittadini e cittadine capaci di inserirsi a pieno e nel miglior modo possibile nel contesto sociale e lavorativo così come di produrre sviluppo e innovazione tecnologica attraverso le attività di ricerca: conoscenze, competenze, servizi, stage, internazionalizzazione, formazione in toto della persona anche attraverso attività extracurricolari e competenze trasversali.
“Come sottolineato anche nelle campagne di comunicazione degli anno scorsi – ha dichiarato il Rettore Corradini – chi sceglie Unicam, sceglie di investire nel proprio futuro, nella professione che vorrà intraprendere. L'impegno, la determinazione e la creatività durante il periodo universitario, seguendo il proprio talento e le proprie aspirazioni, saranno dunque il cibo che gli studenti potranno trasformare, una volta laureati, in nutrimento ed energia necessari sia alla loro vita che al Paese tutto”.
“Anche quest'anno, poi – ha proseguito il Rettore Corradini – come facciamo da tempo, abbiamo scelto i nostri studenti come testimonial. Vogliamo che siano loro, coloro che stanno trascorrendo in Unicam e con Unicam un periodo molto importante della loro vita, a farsi promotori dell'Ateneo che hanno scelto. Li ringrazio davvero molto per la loro disponibilità e ringrazio anche l'Ersu di Camerino per aver messo a disposizione i locali della mensa universitaria”.
"Ma che bel castello", un progetto, iniziato nello scorso mese di ottobre, che ha visto coinvolti gli alunni della scuola primaria dell'istituto comprensivo "S. De Magistris" di Caldarola e che, con il saggio di fine anno scolastico, ha visto il suo epilogo, venerdì 5 giugno, nella splendida cornice di piazza Cavallotti, proprio alle pendici del castello Pallotta. Obiettivo centrato da parte degli insegnanti, ideatori del progetto che ha trovato il pieno appoggio dell'amministrazione comunale, ma soprattutto da parte degli studenti, che lavorando attivamente a quello che è stato un vero e proprio premio letterario hanno riscoperto il valore ed il piacere della lettura. Ovviamente soddisfatta la dirigente scolastica Fabiola Scagnetti, secondo cui "chi si occupa di educazione non può tirarsi indietro di fronte ad un progetto simile.
E' stata, infatti, proposta ai ragazzi un'esperienza da vivere in prima persona che ha favorito l'amore per la lettura. La scuola deve contribuire a far scoprire questa gioia, che non è innata, perchè c'è bisogno di qualcuno che insegni ai ragazzi ad amare i libri. Il libro, anche in un'epoca in cui la tecnologia impera, conserva sempre il suo fascino e il solo il fatto di toccarlo e di sfogliarlo aumenta il piacere della lettura. Naturalmente per comporre il libro i ragazzi hanno utilizzato tutti i moderni strumenti tecnologici, ma è chiaro che il libro non potrà mai scomparire dalla scuola nè tanto meno dalla nostra vita". Presente alla serata nella triplice veste di mamma, amministratore e sponsor il vice sindaco di Caldarola Debora Speziani, che ha confessato di essere stata "piuttosto titubante all'inizio di questa avventura, perchè pensavo che si trattasse di un progetto troppo ambizioso per ragazzi di questa età. Quando, poi, ho visto il loro impegno e il loro lavoro mi sono convinta della bontà della scelta. E' vero che i ragazzi hanno ricevuto qualche aiuto, ma i veri protagonisti sono stati loro. Hanno realizzato un progetto grandissimo e tutti, ognuno secondo le proprie capacità, hanno contribuito alla realizzazione dell'opera. Quando, alla fine del saggio, è stato consegnato il libro gli occhi dei ragazzi brillavano per la commozione. Abbiamo raggiunto il traguardo di farli appassionare veramente alla lettura".
"Il cantastorie", una sala polifunzionale completamente a disposizione dei ragazzi, in modo particolare nel periodo estivo, è stata inaugurata a Caldarola lo scorso 5 giugno nel piano nobile del palazzo comunale Pallotta, con il taglio del nastro da parte del sindaco Luca Giuseppetti. "Abbiamo realizzato quella che era una nostra ambizione – le parole del primo cittadino – la realizzazione, all'interno del palazzo comunale, di locali dove ospitare i nostri giovani per farli stare insieme, soprattutto nel periodo delle vacanze. Naturalmente per far sì che ciò vada a buon fine è necessaria la presenza degli insegnanti, molti dei quali hanno aderito al progetto. Si è trattato anche di un impegno abbastanza importante sotto il profilo economico – continua Giuseppetti – e per questo tengo a ringraziare in modo particolare gli sponsor che ci hanno aiutato nell'allestimento di queste stanze e nella fornitura di tutti gli strumenti necessari: Lube Store, Sistematica Olivetti, Sistema 3, la compagnia teatrale "Il Cantastorie", che ha devoluto l'incasso dello spettacolo presentato nel nostro teatro comunale, così come Pizza in Piazza, che ha contibuito al progetto con l'organizzazione di una rassegna teatrale". Un ultimo ringraziamento il primo cittadino lo rivolge allo staff dirigenziale del castello Pallotta, perla del territorio caldarolese, per la collaborazione fornita agli alunni della scuola primaria dell'istituto "Simone De Magistris" nella stesura del libro "Ma che bel castello", il cui percorso evolutivo fa mostra di sè attraverso i lavori realizzati nell'ambito del progetto . ' foto(di ILIO MONTANARI )
"Una scelta – spiega il sindaco – volta a riconoscere ai nostri ragazzi, attraverso l'esposizione delle loro opere, l'importanza che sicuramente meritano. Spesso, infatti, i giovani vengono lasciati indietro e non vengono considerati per il valore che effettivamente hanno. Dobbiamo, invece, sempre ricordarci che il futuro appartiene a loro". Quello che sarà il reale utilizzo della nuova sala polifunzionale viene spiegato dal consigliere comunale Roberta Rovelli. "Come nuova amministrazione comunale avevamo in animo, fin dal nostro insediamento, di realizzare progetti per i giovani, utilizzando le bellissime stanze del palazzo comunale, che danno lustro al paese, non soltanto per progetti per adulti, ma anche per i nostri ragazzi. come è stato in passato ma anche valorizzare questo che abbiamo per fare dei progetti per i nostri giovani. A loro, infatti, vorremmo far comprendere l'importanza del nostro passato, far conoscere quello che abbiamo, valorizzarlo e, soprattutto, rispettarlo. Così, per l'estate ormai alle porte, abbiamo pensato ad un progetto che interessa le classi della scuola primaria. Una specie di dopo scuola, che abbiamo chiamato "dire, fare, giocare in comune". In queste stanze, tre volte alla settimana, i ragazzi si incontreranno per fare i compiti, giocare, utilizzare i computer, conoscere e parlare con una coppia di inglesi, che hanno scelto di vivere nel nostro territorio e che hanno gentilmente dato la loro disponibilità. Soprattutto, però, sarà importante lo stare insieme e socializzare in un ambiente diverso da quello scolastico. In sostanza un progetto di carattere ludico, che speriamo incontri anche il favore delle famiglie. Un'iniziativa gratuita che abbiamo condiviso con le insegnanti, in servizio ed in pensione, che volontariamente collaboreranno con noi".
Notte movimentata nella città ducale. La gelosia avrebbe fatto scatenare una lite fra uno studente di Jesi e un ragazzo di Camerino che avrebbe importunato la sua ragazza e dopo un vivace battibecco, iniziato all'interno del locale '' la Cornetteria L'angolo Azzurro'' , i due contendenti, si sono spostati su via XX Settembre e sono passati alle mani. La ragazza '' contesa'' avrebbe chiamato le forze dell'ordine. Sono intervenuti a sedare la lite due pattuglie dei carabinieri di Camerino ed è stato necessario anche l'intervento di un'ambulanza del 118 che ha soccorso il giovane camerte finito a terra per un pugno al volto. Per lui è stato necessario il trasporto all'ospedale Santa Maria della Pietà.
La ragazza è stata accompagnata in caserma ed ora i carabinieri stanno ascoltando le varie testimonianze ' la l(te si è svolta sotto gli occhi di tanti curiosi ) in attesa di conoscere come finirà la vicenda.
