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Una serie di furti commessi in esercizi commerciali di Fabriano hanno portato alla denuncia di due donne da parte degli agenti del commissariato di polizia. Da tempo il proprietario del Supermercato Conad di via Martiri della libertà aveva notato ammanchi corposi dagli scaffali del vino. Nel mirino dei ladri bottiglie da 80 euro. Una donna 'che f(equentava spesso il supermercato) era stata già indicata come possibile autrice dei furti. Così gli agenti si sono appostati e hanno atteso che la donna superasse la cassa e sono entrati in azione. Addosso aveva tre bottiglie di vino per un valore totale di 250 euro. Si tratta di una rumena di 42 anni che è stata denunciata a piede libero per furto. Gli agenti di polizia sono anche intervenuti presso la catena Globo calzature di Fabriano. Dopo una serie di appostamenti in borghese è stata fermata una donna italiana, classe 1980, originaria di Gualdo Tadino e residente a Fano. La donna – conosciuta per numerosi precedenti per furto a Fabriano, Fano e Senigallia – aveva trafugato scarpe e magliette. E' stata beccata con un valore di 150 euro nascosto nella borsa e quindi denunciata. Infine, ignoti hanno fatto irruzione nella scuola dell'Infanzia di ‘Piazza Miliani', entrando da una porta che dà sul giardino, ed hanno rubato una macchinetta fotografica del valore di 150 euro. Anche su questo episodio indaga la Polizia.
Il maltempo e la pioggia non danno tregua nel maceratese e le infiltrazioni di acqua cominciano a provocare danni. A Belforte del Chienti si è verificato il crollo di una parte delle mura castellane in viale Regina Margherita, già oggetto in passato di piccoli interventi di manutenzione. Sul posto, oltre ai tecnici del comune e al primo cittadino Roberto Paoloni, anche i vigili del fuoco del distaccamento di Tolentino, che hanno provveduto a mettere in sicurezza la zona e a chiudere precauzionalmente la strada al traffico. Fortunatamente il crollo non ha provocato danni nè a pedoni nè alle auto. "Un fatto che deve farci riflettere - così il sindaco Paoloni - Ritengo sia importante, soprattutto per i piccoli comuni, intervenire sul fenomeno del dissesto idrogeologico e sulla messa in sicurezza del nostro patrimonio artistico e culturale. Mi auguro che la cosiddetta legge sui piccoli comuni, che prevede che tale tipo di interventi resti fuori dal patto di stabilità, venga attuata quanto prima".
Con un blitz compiuto alle prime luci dell'alba i carabinieri del Reparto Operativo di Macerata e della Compagnia di Camerino hanno arrestato Giuseppe e Salvatore Farina, ritenuti gli autori dell'omicidio di Pietro Sarchiè, il commerciante di pesce di San Benedetto del Tronto rinvenuto cadavere il 5 luglio nelle campagne di San Severino Marche. Insieme ai due Farina, padre e figlio, cui viene contestato il reato di omicidio premeditato, sono state eseguite ordinanze di custodia cautelare a carico di altre due persone, Domenico Torrisi e Sante Seminara, accusati di favoreggiamento, ricettazione e riciclaggio. "Un punto importante da inserire in questo grande quadro - le prime parole della figlia di Pietro Sarchè, Jennifer 'nel f(le audio l'intera intervista) - Continueremo la nostra battaglia contro coloro che hanno distrutto la nostra famiglia. La strada sarà tutta in salita, ma alla fine ci sarà giustizia". Jennifer Sarchiè ha anche parole di apprezzamento per le forze di polizia e per la magistratura, ma anche di commosso ringraziamento per la popolazione e le amministrazioni del territorio dell'alta valle del Chienti e del Potenza, sempre vicini in questi mesi alla famiglia Sarchiè. "Mio padre è stato ucciso perchè era un uomo troppo buono, conosciuto e benvoluto da tutti - conclude Jennifer - Loro 'non c(iama per nome i presunti colpevoli 'ndr) (anno avuto sempre rancore verso mio padre e lo hanno voluto eliminare per prendere quella zona. Devono, però, capire che non è che ammazzandolo che hanno fatto dimenticare mio padre. Lui resta nel cuore di tutti, forse anche più di prima".
Un furto commesso all'imbrunire nella centralissima Piazza del Popolo di San Severino Marche. Vittima dei ladri la ditta “Dignani Impianti &C” che si è vista trafugare dal proprio furgone un costoso carico di attrezzature da lavoro, cinque cassette contenenti vari kit di trapani, di perforatori, di pressatrici e di utensili, del valore di circa 4 mila euro. I carabinieri di San Severino, coadiuvati dal locale comando di polizia municipale, che ha messo a disposizione dei militari le immagini riprese dal sistema di video sorveglianza – installato dall'amministrazione comunale in vari punti della città, dopo aver visionato le immagini che avevano ripreso le fasi del furto, sono riusciti ad identificare l'autore del misfatto. Si tratta di un disoccupato di 52 anni di origine campana, ma residente in provincia di Perugia, in casa del quale è stata rinvenuta tutta l'attrezzatura rubata dal furgone. L'uomo è stato così denunciato per furto.
Un arresto e sei denunce è il bilancio di un'operazione dei carabinieri della Compagnia di Camerino impegnati nel controllo del territorio con posti di blocco lungo le principali arterie stradali. In particolare i carabinieri della Stazione di Matelica hanno rintracciato un pregiudicato 65enne del luogo destinatario di un provvedimento restrittivo da parte dell'Autorità Giudiziaria dovendo espiare una pena residua di 1 anno di reclusione. L'uomo è stato condotto al carcere di Camerino e posto a disposizione della magistratura. A Spindoli di Fiuminata i militari hanno fermato quattro persone, due uomini e due donne, tutti gravati da precedenti per reati contro il patrimonio, due dei quali qualche ora prima avevano tentato una truffa a degli anziani di Matelica. A Muccia, infine, i carabinieri della Stazione di Serravalle di Chienti, hanno bloccato 4 stranieri, tre rumeni ed un polacco, che viaggiavano a bordo di un'Opel Astra. I quattro sono stati sottoposti a perquisizione e trovati in possesso di arnesi atti allo scasso 'cacci(viti di grosse dimensioni, alcune tenaglie ed una leva in ferro). Per tutti è scattata la denuncia per possesso ingiustificato di arnesi da scasso e la misura del foglio di via obbligatorio.
Perdeva on-line i soldi di una carta clonata, ma a vincere era il complice. Due hacker residenti nel napoletano sono state denunciati dai carabinieri di Castelraimondo. Dopo aver clonato la carta di un impiegato del luogo, i due complici si collegavano a siti di poker online e scommettevano favorendosi vicendevolmente nei tornei facendo affluire i soldi della carta clonata su altre carte prepagate. Vincite che poi i due giocatori si spartivano equamente. A scoprirlo i Carabinieri che, a conclusione di specifiche indagini telematiche, hanno denunciato i due scommettitori con l'accusa di truffa telematica in concorso. Il malcapitato impiegato, accortosi dell'ammanco di circa 600 euro dalla sua post pay si è rivolto ai carabinieri di Castelraimondo che hanno attivato indagini telematiche, che hanno permesso di ricostruire i movimenti del denaro e le operazioni avvenute attraverso il web. Gli indagati avevano dapprima aperto alcuni conti con quella società per poi utilizzare il danaro della carta clonata in tornei online facendo giocate con sfide dirette dove sfidante ed avversario erano ovviamente d'accordo. L'accuratezza delle indagini ha permesso di verificare che sui conti individuati, nel giro di soli due mesi, erano confluite somme di denaro per circa 17.000 euro.
Avevano raggiunto a bordo della loro Fiat Punto grigia Fonte delle Mattinate nel territorio di Serravalle di Chienti e lì, dopo aver infranto il finestrino di un'autovettura in sosta di proprietà di un 55enne di Porto San Giorgio, avevano trafugato una borsa contenente un computer portatile per poi darsi alla fuga. Ma l'immediato allarme lanciato dal proprietario ha permesso ai carabinieri della stazione di Serravalle di Chienti di rintracciare l'auto e bloccarne la fuga. A bordo della Punto tre pregiudicati residenti a Foligno, un uomo e due donne, tutti con precedenti specifici. Il computer veniva così recuperato e restituito al proprietario. Successivi controlli hanno permesso ai militari di accertare che una delle due donne era sottoposta a regime di sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel comune di Foligno e pertanto la donna è stata arrestata in flagranza di reato e condotta presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari in attesa della convalida.
Quattro govani, 2 italiani e 2 romeni, sono stati denunciati per furto al termine di due distinte operazioni condotte dai carabinieri delle stazioni di Sassoferrato e Genga. I due italiani, di 24 e 32 anni, con numerosi precedenti di polizia, dopo essere stati sorpresi con fare sospetto in una località isolata del comune di Genga, sono stati poi riconosciuti come gli autori di un tentato furto su un'autovettura in sosta. Per loro è stata richiesta l'emissione del foglio di via obbligatorio per il comune di Genga. Per i due romeni, di 28 e 32 anni, l'accusa è quella di furto aggravato per aver rubato i discendenti in rame presso l'abitazione di un sassoferratese, nonché di possesso ingiustificato di grimaldelli e porto abusivo di armi. Anche per loro, oltre alla denuncia e al sequestro degli arnesi da scasso, è stato richiesto il foglio di via obbligatorio.
Spettacolare incidente stradale, per fortuna senza particolari conseguenze, a Camerino in via Aldo Moro di fronte all'Idrotermica, lungo la statale che collega la città ducale con Castelraimondo. Tre le vetture coinvolte: una fiat Panda dell'Asur, una Renault Kangoo e una Micra che, per cause in corso di accertamento, sono venute in collisione. Dopo la carambola la Micra, al cui interno si trovava una donna insieme alla figlia, si è capovolta con la conducente che è rimasta incastrata all'interno della vettura. Immediato l'intervento del 118 e dei vigili del fuoco del distaccamento di Camerino, che hanno provveduto ad estrarre la donna, rimasta illesa, dall'abitacolo. Per lei, come per gli occupanti delle altre due auto, soltanto un grosso spavento.
Tragedia sfiorata, a San Severino, nella serata di lunedì. Il treno locale che da Castelraimondo giunge in stazione con ripartenza fissata alle 19.29 in direzione di Tolentino ha investito una donna del luogo che, per fortuna, dopo il singolare sinistro è rimasta cosciente. Il convoglio stava per giungere alla stazione ferroviaria settempedana quando Miranda Orazi, nata nel 1952, ha tentato di attraversare il passaggio a livello di via Eustachio, passando sotto le sbarre abbassate, per fare ritorno alla casa di riposo Lazzarelli dove attualmente risiede. Non avvedendosi del treno, che stava già transitando, è stata colpita dal primo vagone solo lateralmente, per sua fortuna. Nel ricadere a terra si è ferita. Gli altri pedoni che si trovavano nelle vicinanze delle sbarre hanno subito chiamato i soccorsi. In breve sono giunti sul luogo dell'incidente il 118, i vigili del Fuoco della stazione di Tolentino ed i carabinieri della compagnia di Tolentino e della stazione di San Severino, i quali hanno provveduto ad effettuare i rilievi di rito. I sanitari del Pronto intervento hanno deciso per il trasporto della donna al reparto di ortopedia dell'ospedale di Camerino. Miranda, conosciuta dai concittadini con il nomignolo di Mirella, era solita fino a qualche tempo fa fare lunghe passeggiate anche fuori dal centro abitato. Spesso era stata vista raggiungere la città a piedi dalla frazione di Taccoli, fino a quando si era trasferita alla Lazzarelli. Ultimamente, data anche l'età, ha accorciato i tragitti, ma non ha mai perso il gusto di una sana passeggiata quotidiana, per poi fare tappa in qualche bar del centro e chiedere agli avventori una sigaretta e scambiare quattro chiacchiere. Di famiglia originariamente numerosa, di recente aveva perso un fratello. L'essersi abbassata per evitare le sbarre del passaggio a livello potrebbe essere risultata una mossa fatale, limitandole la visibilità e, quindi, la reattività per evitare il convoglio che soltanto per miracolo non l'ha investita in pieno. I passeggeri sono stati costretti a rimanere in attesa per circa un'ora. Dopodiché, con il placet delle forze dell'ordine, il treno ha ripreso la sua marcia alla volta di Tolentino con gli ovvi disagi per la sosta forzata e dopo qualche problema alla viabilità cittadina.
L.M.
