Radioc1inBlu

Si è spento presso il reparto lungodegenza dell'ospedale di Amandola, dove era stato ricoverato dopo il malore che lo aveva colto lo scorso mese di novembre, padre Pietro Lavini, per tutti l'eremita di san Leonardo.  Padre Pietro, 88 anni compiuti, aveva infatti  ricostruito il monastero benedettino di San Leonardo, all'Infernaccio di Montefortino, meta ogni giorno di centinaia di pellegrini ed escursionisti.
 
 
Nel 1971 dalla comunità del Lambro fece la scelta di andare a vivere come eremita nel monastero diroccato, a 1.128 metri di altitudine, sopra le sorgenti del fiume Tenna. Da allora non ha mai interrotto la sua opera di ricostruzione. Dopo il malore che lo aveva colpito le sue condizioni erano subito sembrate gravissime. Ma il muratore di Dio, abituato a lottare ha cercato in tutti  i modi di restare aggrappato alla terra. In queste ore, sono in molti a raggiungere l'eremo, ma lui non era li. Da oggi vigilerà dal cielo. Il Signore ha bisogno di lui, per questo è tornato definitivamente nella ''Casa del Padre'' e dopo aver contribuito a renderla più bella e accogliente qui sulla terra, ora continuerà a ''costruire'' in cielo. 
 
Le foto di mons. Mariano Blanchi ritraggono la visita di un gruppo della comunità di Camerino all'eremo di san Leonardo
 
 
 
 
 
Notizia del 21 novembre del 2014.
 
La notizia si è diffusa in un battibaleno, per l'eremita padre Pietro il "Muratore di Dio" un malore l'ha colpito nel suo Eremo. a Montefortino in provincia di Fermo. Il cappuccino dal 1970 vive nell'eremo di San Leonardo, nelle gole dell'Infernaccio. Un uomo che spesso lo andava a trovare, avrebbe dato l'allarme vedendo Padre Pietro riverso a terra.  Il religioso è stato trasportao in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette.
Le sue condizioni sono gravi, anche per l'età avanzata che complicherebbe il recupero.
Sulle condizioni di salute del religioso conosceremo solo fra qualche ora la sua reale situazione.
 
servizio in aggiornamento  ' foto(Mariano Blanchi con alcuni catechisti di Camerino)
 
Di lui parlo anche il settimanale italiano Famiglia cristiana. Di seguito riportiamo l'intero servizio di Mariapia Bonanate:
 

LA STRAORDINARIA IMPRESA DI UN FRATE CAPPUCCINO 

IL MURATORE DI DIO 

Da solo e senza una lira, padre Pietro ha ricostruito l'antico monastero di San Leonardo, sui monti Sibillini. «Io ci ho messo le mani, l'"Impresario" è stato Lui».
 

Un giorno una voce arcana gli ha detto: «Va' e ripara la mia casa cadente». 
Lo stesso ordine che il Crocefisso diede a Francesco perché restaurasse la chiesetta di San Damiano. E lui, padre Pietro, cappuccino marchigiano, al secolo Armando Lavini, è diventato "il muratore di Dio".

È l'inizio di una storia con due protagonisti che hanno stipulato un patto di reciproco soccorso. Uno è l'"Impresario" che sta nei cieli, l'altro un operaio con robuste mani da contadino, sostenute da una fede a prova d'intemperie, che ha ricostruito da solo, senza una lira, nel cuore dei monti Sibillini, sull'Appennino umbro-marchigiano, un monastero benedettino ridotto a un ammasso di ruderi. «Un castello regalato a Dio perché lo abiti nel suo silenzio», sorride arguto dietro le lenti il cappuccino senza età '&laqu(;Me la sono dimenticata»), il volto bruciato dal sole, il grembiule macchiato di calce, mentre racconta con commozione e stupore un "miracolo" di cui si sente umile strumento.

Il luogo di questa vicenda, che pare uscita dai Fioretti del santo di Assisi, si può raggiungere solo a piedi, risalendo la Gola dell'Infernaccio, una valle tutta orridi e burroni, stretta e sottile come una fessura racchiusa fra due muraglie di calcare che lasciano filtrare lembi di cielo. In alto si apre a sorpresa su un pianoro luminoso. I benedettini vi fondarono nell'VIII secolo un monastero dedicato a San Leonardo che, passato nelle mani di diversi feudatari, fu consegnato nel 1500 ai camaldolesi e poi abbandonato.

Padre Pietro, giovane sacerdote, lo scoprì scendendo dalla cima della Priora, una montagna prospiciente. «Arroccato su uno sperone, sembrava un altare al centro di una maestosa cattedrale. Provai subito una misteriosa attrazione, ma dovettero passare alcuni anni prima che potessi raggiungerlo. Quando finalmente, il 2 febbraio del 1965, m'inerpicai sull'altopiano, rimasi sconvolto: l'altare era andato distrutto sotto il crollo del soffitto e delle pareti, il pavimento era nascosto da un metro di letame, a testimoniare l'esistenza del monastero a fianco della chiesa era rimasto solo un arco di stile romanico e un tratto di mura. Di ciò che era stato un gioiello in mezzo ai monti Sibillini, non rimanevano che pochi ruderi ricoperti di rovi e di piante».

Un miraggio irrealizzabile

Fu allora che l'"Impresario" si fece avanti, complici la pace e la serenità della montagna che accorcia le distanze con l'aldilà. «Dentro di me si accese un sogno, ricostruire l'antico edificio nella sua bellezza originaria. Un miraggio irrealizzabile per il luogo inaccessibile e l'impresa umanamente impossibile. Eppure sentivo che Dio lo voleva. Io dovevo metterci le braccia e il cuore, Lui avrebbe fatto il resto».

In attesa che i segni del cielo si manifestassero, padre Pietro la domenica pomeriggio saliva sull'altopiano dalla Madonna dell'Ambro, il santuario della zona dove viveva, e disegnava su un foglio di carta la struttura della chiesa, lo stile degli archi, l'arte usata nel porre le pietre in modo che nulla gli sfuggisse dell'antica costruzione. Quando parlava del suo sogno agli amici e ai confratelli, lo prendevano per matto. Alla fine i superiori, incalzati dal suo entusiasmo, cedettero alle richieste, a patto che ottenesse la proprietà del terreno sul quale sorgevano le rovine.

Le mappe catastali rivelarono che quel pezzo di montagna apparteneva a Elena e a Leonardo Albertini, figli del senatore Luigi Albertini, il famoso ex direttore del Corriere della Sera cacciato dal fascismo. Padre Pietro partì per Roma, deciso a suonare al campanello dell'illustre famiglia, ma un gallonato portiere gli impedì ogni accesso.

La nipote di Tolstoj

Fu allora che per la seconda volta entrò in scena l'"Impresario". Mentre cercava di convincere il custode, vide con la coda dell'occhio uscire dal palazzo un'elegante signora: era Tania Tolstoj, nipote del grande scrittore russo e moglie di Leonardo. La fermò e le espose il motivo della visita. Con stupore si sentì rispondere: «Due anni fa mio marito mi parlava tanto di una chiesa situata in una montagna delle Marche che avrebbe voluto ricostruire. Gli presenterò la sua richiesta». Dopo pochi giorni arrivò una lettera in cui il figlio del senatore non solo gli donava il terreno, ma, anche a nome della sorella Elena, inviava 50.000 lire per iniziare i lavori.

Il "ricostruttore" ebbe via libera. Prese una carriola, vi caricò un piccone, una pala, un paletto, mise un pezzo di pane in una busta e iniziò a salire: «Mi resi conto che stavo per iniziare una lotta al di sopra delle mie forze, pretendevo di dare la scalata al cielo, una vera follia. Mi sentii smarrito e tentato di desistere. Via via che avanzavo, il colle di San Leonardo sembrava sempre più lontano, le slavine provocate dalle abbondanti nevicate piombavano con rumori assordanti nel letto del fiume che costeggiavo, la Gola dell'Infernaccio sembrava non volermi far dimenticare il nome che portava, esibendo tutto il suo selvaggio furore. Facevo molta fatica a procedere, solo verso mezzogiorno riuscii a raggiungere il pianoro. Avevo fame, possedevo solo un tozzo di pane che lungo la strada mi avevano dato dei contadini. Costruii una mensa con due grosse pietre, mi sembrava di percepire un profumo particolare, che sapeva di amore, di bontà, di generosità. Sentii che in quel momento rivivevo con intensità le parole del testamento di san Francesco: "Ed assai volentieri stavamo nelle chiese poverelle e abbandonate… ed io con le mie mani lavoravo e voglio lavorare e fermamente voglio che tutti i miei frati lavorino… E quando non fosse dato a noi il prezzo della fatica ricorriamo alla mensa del Signore"».

Da quel giorno sono passati 35 anni. Una pietra sopra l'altra, prelevate dal fiume e portate con la carriola, come i sacchi di cemento, 25 chili alla volta, 18 quintali di tubi, quattro anni e mezzo per caricarseli tutti, e far arrivare l'acqua da una sorgente. Ogni giorno alzarsi prima dell'alba e lavorare fino a sera, sfidando la pioggia, la neve, il freddo, il caldo, la stanchezza sempre più greve con l'avanzare dell'età. Unico finanziatore la Provvidenza e quelle grandi mani che hanno trasformato ogni sasso in preghiera perché «le pietre materiali dovevano essere soltanto il simbolo di una ricostruzione spirituale». Così il monastero e la chiesa di San Leonardo sono rinati e l'"Impresario", ora anche "Inquilino", ha ripreso il suo posto con tutti gli onori, quando il vescovo di Fermo è venuto a consacrarli.

Centinaia di persone salgono lassù per incontrare "l'eremita" '&laqu(;ma non lo sono, nei mesi invernali vado a Roma», precisa lui) e cercare una risposta a fatiche e sofferenze: «Spesso pranzo con loro. È un momento tanto importante: mangiare insieme vuol dire incontrarsi, avere un dialogo, imparare a conoscersi e comprendersi, soffrire insieme, soprattutto donarsi gli uni agli altri. Purtroppo oggi non c'è più tempo per questi valori che ci permettono di affrontare con più serenità e coraggio i grandi problemi che ci assillano». Ma c'è tempo per intralciare con la burocrazia un "miracolo" di fede, amore e carità come questo.

L'Ente Parco dei monti Sibillini ha accusato il cappuccino di avere svolto i lavori senza un piano esecutivo e regolare permesso e ha minacciato un'ordinanza per la demolizione dell'opera. Padre Pietro si difende: «Con la creazione del Parco io sono diventato abusivo anche se il mio progetto era stato approvato dalla Giunta, dalla Soprintendenza e dalla Regione. I documenti che avevo presentato erano stati fatti sparire perché nel 1992 volevano trasformare questo luogo in una Cortina d'Ampezzo, al posto della chiesa costruire un ristorante. Un giorno, un elicottero scattò delle foto del campanile, poi arrivarono tre mandati di comparizione, dovetti demolire il campanile, ma poi ho ricominciato a ricostruirlo. Non potevano riuscire nel loro intento, perché era Lui che aveva fatto il progetto, io glielo dissi: "Con me ce la fate, con Lui no"».

 

La Miss Italia in carica Clarissa Marchese ha fatto da madrina a Camerino alla presentazione dell'edizione numero 76 della Finale regionale di Miss Italia che sarà ospitata per la terza volta nella città ducale il prossimo 28 agosto. In piazza Cavour sarà dunque incoronata anche nel 2015  la più bella della regione marche.

Quella sera verranno anche assegnate le fasce di Miss Pasta di camerino e Miss Med.

Alla conferenza stampa di presentazione, tenutasi nella sala dei Priori del palazzo comunale, oltre al sindaco Pasqui erano presenti gli imprenditrori Gaetano Maccari e Sandro Parcaroli, simboli di eccellenza con le loro aziende e sponsor della manifestazione camerte. Molto soddisfatto di questa nuova edizione camerte il primo cittadino di Camerino che ha definito il concorso nazionale evento ormai radicato nella cultura nazionale. Salutato da aplausi l'intervento della giovane siciliana Clarissa Marchese per la quale il 2014 è stato un anno di copiosi impegni, abbinati  per quanto possibile allo studio della Logopedia all'Università di Parma. La ventunenne sarà ancora ospite di Camerino per la serata spettacolo del 28 agosto per la quale la macchina organizzativa è già in moto con grande fermento. Ad esprimere la soddisfazione  dell'Agenzia Pai s.r.l che cura l'evento è stato Franco Scibè che si è detto felice di poter continuare la collaborazione con la città ducale per il terzo anno consecutivo. Grande lavoro dunque per la Pro-Camerino i cui componenti faranno in modo che tutto fili liscio per l'intera giornata. Già perchè, come ha ricordato il presidente Riccioni le giovani finaliste nella mattinata potranno visitare e conoscere il territorio. A bordo delle auto storiche e d'epoca della Scuderia Marche percorreranno le vie della città. Quindi una sosta per il pranzo nella suggestiva cornice di Rocca D'Aiello seguita da sala trucco e parrucco e dall'emozione della sfilata in piazza, sotto gli occhi attenti della giuria della finale regionale. Presentatori della serata spettacolo saranno Massimiliano Ossini e Alessandra Del Castello.
 

Carla Campetella

Dopo la morte del giovane nella discoteca Cocoricò, si sono intensificati i controlli

' gi&a(rave; frequenti ) in tutti i luoghi frequentati dai giovani, dove di solito si fa più uso di

sostanze stupefacenti. Meta preferita da anni la festa del Montelago Celtic Festival, manifestazione che ha avuto inizio già il 6 agosto e che sta richiamando, anche quest'anno, masse di giovani da tutta Italia. Così è stato “beccato” dai Carabinieri ed arrestato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti un giovane che aveva già preparato le dosi per poter smerciare lo stupefacente durante i tre giorni della XIII edizione della festa. Il fatto è accaduto in località Taverne di Serravalle di

Chienti, nell'ambito di uno specifico servizio di controllo disposto dal comandante

della Compagnia di Camerino, Capitano Vincenzo Orlando, e finalizzato

all'individuazione di potenziali soggetti spacciatori di sostanze stupefacenti.

Durante le operazioni di filtraggio poste in essere dal dispositivo di controllo attuato dai Carabinieri in prossimità dell'area interessata dalla manifestazione, è stato individuato un giovane che, alla vista dei militari, tentava di eludere il controllo a cui certamente sarebbe stato sottoposto cercando di allontanarsi nei campi circostanti. L'azione non è passata però inosservata ad altri Carabinieri che, travestiti da addetti alla vigilanza della festa, stavano monitorando l'area in questione e che hanno notato il giovane mentre nascondeva in un cespuglio un involucro di colore nero. Immediatamente gli stessi intervenivano e, dopo aver bloccato il ragazzo, recuperavano un imballo in plastica risultante contenere ben 102 involucri, tutti incartati con cellophane, di stupefacente del tipo Hashish del peso complessivo di circa 2 etti e mezzo pronto per essere smerciato, nonché ulteriori 5 bustine contenenti stupefacente del tipo MDMA, più comunemente nota come Ecstasy, per complessivi cinque grammi. Il giovane, K.M. 22enne di Civitanova, aveva anche cosparso gli involucri che racchiudevano lo stupefacente con un forte profumo, con la chiara intenzione di confondere il fiuto dei cani antidroga in eventuali controlli delle Forze di Polizia. Nessuno stratagemma però è servito. Il ragazzo è stato arrestato in flagranza di reato e associato al Carcere di Camerino dove tuttora si trova a disposizione dell'A.G. in attesa della convalida del provvedimento restrittivo.

 

Trasferta romana per il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici del Comune di Camerino, Roberto Lucarelli, che, insieme al sindaco ed al vicesindaco di Serravalle di Chienti, Gabriele Santamarianova e Massimo Corsi, ha avuto un incontro nella sede della società Quadrilatero per fare il punto sull'avanzamento dei lavori della Superstrada 77, della Pedemontana e, soprattutto, dei fondi di compensazione spettanti  ai comuni di Camerino, Serravalle e Muccia.

Oltre al presidente della Quadrilatero, Guido Perosino, erano presenti l'architetto Fabrizio Romozzi, l'ingegner Simonini e l'ingegner Muccilli. Gli amministratori dei comuni di Camerino e Serravalle sono stati in primo luogo rassicurati circa i controlli effettuati nel nuovo tratto della 77, che sarà riaperto proprio in queste ore a corsie alternate per effettuare ulteriori lavori. “Ci hanno assicurato che non ci sono problemi per la sicurezza degli automobilisti – ha affermato Lucarelli – Questa è la garanzia che più ci sta a cuore e speriamo di vedere presto, a quanto dicono entro la fine dell'anno,  inaugurata e percorribile la Superstrada fino a Foligno”.

Ottenute le dovute rassicurazioni, gli amministratori di Camerino e Serravalle di Chienti hanno voluto ricostruire anche l'iter dei fondi che la società Quadrilatero doveva corrispondere ai comuni come compensazione ambientale. Circa 2.500.000 Euro che ormai dal 2011 spettano ai due enti, oltre al Comune di Muccia. Stando a quanto appreso nel corso dell'incontro che si è tenuto a Roma, la società Quadrilatero ha già provveduto nel 2011 a versare quanto dovuto nelle casse della Provincia di Macerata, che poi avrebbe dovuto provvedere a ridistribuire la somma ai tre comuni aventi diritto. “Preso atto che la Quadrilatero ha fatto il suo dovere – prosegue il vicesindaco Lucarelli – chiederemo nel più breve tempo possibile un incontro con il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, per capire come e quando l'ente provinciale intende onorare l'impegno nei confronti di Camerino, Serravalle e Muccia”.

Infine, si è parlato anche di Pedemontana, con i vertici di Quadrilatero Spa che hanno fornito buone speranze di veder finanziato l'intero tratto fino all'uscita di Castelraimondo Sud 'all&r(quo;altezza dei Piani di Lanciano), mentre il tratto da Fabriano a Matelica è già finanziato e in corso di realizzazione.

“Desidero ringraziare – conclude il vicesindaco Roberto Lucarelli – il presidente Guido Perosino per l'attenzione che da sempre riserva ai nostri territori. Abbiamo chiesto un incontro e siamo stati ricevuti nel giro di pochissime ore, questa disponibilità non è da tutti ed è l'ennesimo segnale di una vicinanza e una volontà di chiarezza di cui possiamo solo essere grati”.

Tanto spavento ma conseguenze non gravi per Antonio Persichini, un sessantenne di Potenza Picena.  Con il suo ciclomotore ha tamponato un' auto e in seguito all' impatto è caduto a terra. L' incidente a Civitanova in una traversa di via Cristoforo Colombo .Per fortuna la velocità  del ciclomotore non era elevata e l' uomo ha riportato solo una contusione - escoriazione al gomito sinistro ed è stato trasportato per accertamenti nel nosocomio locale.

Cinque minorenni sono stati denunciati per danneggiamento dalla polizia di Fabriano. I giovani hanno rotto una serie di specchietti alle macchine di media cilindrata parcheggiate lungo la strada nel quartiere Borgo, poi hanno graffiato pesantemente alcuni mezzi ed hanno lanciato sassi in un'abitazione. Grazie alle testimonianze dei residenti e alle registrazioni delle telecamere di sicurezza sono stati identificati, convocati in Commissariato con i genitori e denunciati per danneggiamento. Dei cinque minori – tutti di età compresa tra i 12 e 14 anni – tre sono residenti a Fabriano, mentre due si trovano in città in vacanza con la famiglia. I proprietari dei mezzi, alcuni giorni fa, hanno presentato querela contro ignoti e chiesto alle forze dell'ordine maggior controllo nel popoloso quartiere visto che è la terza volta che accadono episodi del genere. Interrogati dal Vice Questore Mario Russo, i minori hanno ammesso le proprie responsabilità davanti allo stupore dei familiari. I danni alle auto ammontano a qualche migliaio di euro. “Grazie alla collaborazione dei cittadini che segnalano tempestivamente movimenti sospetti – spiega il Vice Questore Mario Russo – abbiamo individuato i responsabili. Chiediamo ancora una volta a tutti di contattare immediatamente, per qualsiasi emergenza, i numeri di emergenza 112 e 113.”

Tragedia a Sarrocciano  di Corridonia all'interno del distributore di Metano dove un uomo è morto a causa di un'esplosione. La vittima è un 43enne di Corridonia che, poco dopo l'orario di apertura del distributore, ha chiamato l'addetto, un giovane che stava sostituendo il titolare, per caricare una bombola per la cucina della propria abitazione. La forte pressione del gas e la non compatibilità fra valvola della bombola e bocchettone del rifornimento ha causato l'espolosione che ha investito l'uomo, deceduto per le gravi ustioni riportate. Naturalmente in forte stato di choc il giovane addetto  che si era allontanato per rifornire un'autovettura. Sull'episodio indagano i carabinieri.

Il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui ha portato il saluto e i complimenti della città al neo campione del mondo Simone Ruffini, che sabato 1 agosto ha vinto l'oro nella 25 km di fondo ai mondiali di nuoto in Kazan. Il tolentinate Ruffini si trovava a Camerino presso le strutture delle Piscine Olimpia. “Grazie per le emozioni che hai regalato alla nostra nazione e al nostro territorio – ha detto il primo cittadino a Simone Ruffini – sei un esempio che i giovani devono seguire”. Nel complimentarsi con il giovane campione, il sindaco gli ha voluto donare una medaglia con forgiato il cane marino, simbolo della città ducale.

Quella che doveva essere una serata di festa e allegria ad Esanatoglia si è purtroppo improvvisamente tramutata in tragedia. Durante la festa della birra organizzata dalla locale società sportiva una bambina di appena 5 anni non ancora compiuti è rimasta vittima di un fatale incidente mentre giocava nel piazzale con altri bambini. La piccola, per cause ancora al vaglio dei carbinieri giunti sul posto, è stata travolta da una struttura di ferro utilizzata come porta nel campo di calcio a 5. Stando alle prime testimonianze sembra che due bambini stessero giocando appesi alla traversa della porta che ha poi ceduto di schianto colpendo alla testa la piccola. Immediatamente soccorsa la bambina è stata trasportata all'ospedale di Camerino in gravissime condizioni ed è spirata poco dopo il ricovero. Un'intera comunità, quella di Esanatoglia, sgomenta e attonita per l'accaduto, mentre sull'episodio proseguono le indagini per accertare eventuali responabilità. "Oggi è un giorno di tristezza e di lutto per Esanatoglia", il laconico commento del presidente dell'Unione Montana Gian Luca Chiappa.

Quella che all'inizio doveva essere soltanto una goliardata si è trasformato in un episodio di violenza a Caldarola, dove un ragazzo di 13 anni, R. B., è stato rincorso e picchiato da un residente di origine ucraina di 34 anni che non ha gradito lo scherzo di cui è stato fatto "vittima". Sembra, infatti, che il giovane, insieme ad alcuni suoi coetanei, abbia deciso di occupare il tempo della serata estiva con il più tipico degli scherzi, quello di suonare i campanelli delle abitazioni per poi dileguarsi. Un fatto non episodico, visto che da qualche settimana suonare i campanelli delle case del centro storico cittadino era il "passatempo" preferito dal gruppetto dei giovani. Le ripetute azioni di disturbo hanno, evidentemente, fatto perdere la pazienza all'uomo che, uscito di casa, ha riconosciuto il gruppetto e lo ha rincorso per qualche centinaia di metri lungo il corso principale del paese. Due ragazzi sono riusciti a scappare, mentre il tredicenne è stato raggiunto e aggredito dall'uomo che lo ha scaraventato a terra colpendolo ripetutamente con calci e pugni. Solo il pronto intervento di alcuni passanti ha evitato il peggio. Sul posto sono giunti i carabinieri della locale stazione per gli accertamenti del caso, mentre il ragazzo è stato accompagnato dai genitori al pronto soccorso.    

Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax 0737.633180
Cellulare: 335.5367709

radioc1inblu@gmail.com

L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione dal 1921
Piazza Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax: 0737.633180
Cell: 335.5367709

appenninocamerte@gmail.com

Scopri come abbonarti

Trasparenza

Questo sito utilizza i cookie

Puoi accettare e proseguire la navigazione o per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo
Clicca per ascolare il testo