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Con l'ondata di gelo e le temperature siberiane che hanno fatto scendere il termometro abbondantemente al di sotto dei 10 gradi sotto lo zero, cresce la preoccupazione degli agricoltori marchigiani per i danni alle colture nei campi ma anche per piante da frutto e ulivi.

" Era anche prevedibile che il ritorno di temperature rigide ci sarebbe stato e avrebbe creato dei problemi- afferma il presidente di Coldiretti Macerata Francesco Fucili- e, soprattutto, all'indomani di due mesi caldi come lo sono stati la fine di dicembre e tutto il mese di gennaio, nei quali le temperature si sono mantenute al di sopra della media e si è avuta una ripresa vegetativa soprattutto delle piante da frutto. Piante da frutto- continua Fucili- che oggi potrebbero veder compromesso il futuro raccolto dei mesi estivi a venire. Il problema - segnala il presidente di Coldiretti- è più che altro nell'imminente per le colture orticole; mi riferisco a tutti quegli ortaggi che nelle nostre vallate del Potenza, del Chienti e anche della bassa valle del Musone,  vengono raccolti proprio in questo periodo come le insalate, l'ascolana, i finocchi,  il 'cardo bianco' o classico gobbo, che si trovano sotto la coltre nevosa ma che sicuramente il gelo avrà bruciato.  Ad avere problemi saranno sicuramente anche alcune varietà di radicchio, e, forse le uniche che non subiranno danni saranno le carote che stanno sottoterra. E difficile è anche la situazione degli allevamenti delle zone terremotate con tutte le problematiche connesse al maltempo che incombe su strutture comunque temporanee".

danni a ortaggi

I trattori degli agricoltori di Coldiretti si sono rivelati provvidenziali per garantire viabilità in molte zone rurali.

" Attraverso la Legge Orientamento- spiega Fucili- le imprese agricole negli anni, si sono dotate di strumenti idonei anzitutto per l'uso proprio aziendale e per non compromettere il lavoro soprattutto se la sede si trovi in punti difficilmente raggiungibili. D'altra parte gli Enti territoriali, comuni e province, si sono resi conto che, stipulare degli accordi, programmare e mettere in allerta le imprese agricole che stanno sul territorio e dunque vivono capillarmente in ogni angolo della provincia e della Regione, rappresenti un presidio sicuramente migliore, rispetto all'ipotesi di far partire dei mezzi 'centralizzati' o stipulare convenzioni con grandi aziende. Il che ha contribuito a rendere più fruibile la viabilità. Si sono avute delle piccole criticità ma anche grazie al supporto degli agricoltori, non si sono avuti problemi di frazioni isolate   o alungo non raggiungibili. il problema più grande oggi- conclude Fucili- sono le basse temperature e la formazione di lastre di ghiaccio che interesserà soprattuto le aree più interne, dove questa notte si sono toccati i -12 gradi centigradi e forti risch,i oltre che per le colture, anche per la viabilità". 

C.C. 

gelo e olivi

L’ondata di gelo è arrivata puntuale sulle Marche e ha fatto sentire il suo rigore pungente soprattutto nell’entroterra. Più che le copiose nevicate, temperature basse e ghiaccio le maggiori insidie per la popolazione, anche se ormai "Burian" sembrerebbe avere esaurito tutta la sua forza. Al prof. Massimiliano Fazzini, climatologo e docente all’Università di Camerino e Ferrara, abbiamo chiesto se questo tipo di fenomeni può essere in relazione con i sempre più evidenti segnali di cambiamenti climatici.

“ E’ evidente che ci troviamo di fronte ad una particolare ondata di freddo di origini artiche- continentali, non molto frequente sulla nostra Penisola- spiega il climatologo  - La cadenza media di tali fenomeni da noi è di due-tre anni e dire  che vi possano essere  rapporti con il cambiamento climatico, cd. “global warming” o rottura della stratosfera con conseguente frattura del vortice polare,  è ancora difficile e, del resto, statisticamente, non c’è una corrispondenza diretta. E’ tuttavia evidente che con il vivere in un ambiente sempre più caratterizzato da un surplus di energia- continua il docente- certi equilibri che prima erano più stabili, adesso diventano più metastatili per cui, a stagioni particolarmente calde, possono succedersi delle stagioni un po’ più instabili come quelle invernali 2017-2018, caratterizzate  da eventi particolarmente importanti, anche se non statisticamente eccezionali”.

Quanto potrà perdurare la situazione di instabilità che ha creato emergenza e allerta in questi giorni?

“ Sicuramente- afferma Fazzini- siamo all’inizio della primavera metereologica che farà il suo ingresso questo venerdì; l’ondata di freddo che ha già oltre 48 ore sul groppone, proseguita fino a metà giornata di mercoledì, ha registrato effetti ancora più intensi in particolare di notte, con picchi di particolare rigidità e sfioramento anche a Camerino del tetto negativo di –10 gradi. Ma nel fine settimana è atteso un miglioramento e un innalzamento delle temperature”.

Questo significa che potrebbero verificarsi problematiche sul fronte idro-geologico?

“ Evidentemente, in questa stagione caratterizzata da estremizzazioni e sbalzi di temperatura così forti- sottolinea Massimiliano Fazzini- come del resto avviene sempre in fisica, a un’azione molto forte del vortice polare può corrispondere poi un richiamo di aria piuttosto calda dai quadranti meridionali. E in effetti sembrerebbe questo il quadro meteorologico che va evidenziandosi per il fine settimana; da giovedì le temperature cominceranno a rimontare in maniera sensibile e, non è da escludere che il week end possa riservare  un “assaggio di primavera”. Tutto ciò comporterà una graduale ma rapida ablazione del manto nevoso che si sta accumulando che, seppur non abbondante, è tuttavia molto esteso, motivo per cui  bisognerà assolutamente tenere sotto controllo il livello idrometrico dei principali corsi d’acqua appenninici.”

Risalendo le temperature c’è rischio di slavine e valanghe sulle cime più alte dell’appennino?

“ Assolutamente sì. Il manto nevoso è piuttosto abbondante e, soprattutto, formato da numerosi strati che presentano diversa caratteristica fisica; fino a domenica 25 febbraio avevamo a che fare con precipitazioni nevose molto umide e bagnate mentre nelle ultime ore è caduta una neve molto più fredda e asciutta. Gli strati non sono legati a quelli seppur scarsi preesistenti e, con un aumento rapido delle temperature, il manto nevoso potrebbe ulteriormente destabilizzarsi e si potrebbe verificare un’attività valanghiva spontanea anche molto importante”.    

Segnali di cambiamentoi climatico si stanno ripetendo ormai molto spesso; dovremmo adattarci all’ evidenza?

“ E’ fondamentale; anzi, direi che rispetto alla tabella che è già stata fatta nella testa degli altri Stati della Comunità Europea, siamo già in ritardo– rileva Fazzini- Negli altri Stati già da anni si fanno Piani di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. In Italia si sta iniziando adesso; lo stanno facendo  le città di Bologna, Ancona, Padova. Al riguardo- conclude il climatologo- la Regione Marche sta facendo un grosso sforzo insieme ai Croati attraverso l’agenzia di sviluppo regionale Svim, per fare Piani di adattamento ai cambiamenti climatici con il coinvolgimento di 13 comuni. Ci stiamo dunque lavorando ma, il problema è che se da una parte si va avanti da un punto di vista tecnico-scientifico, dall’altra occorre (seppur in maniera divulgativa) anche iniziare ad informare seriamente e scientificamente la popolazione su quello che significa adattarsi. Adattarsi non significa solo cercare di evitare di rimanere sotto una valanga o invasi da acque correnti superficiali, bensì anche trarre beneficio da questi cambiamenti climatici che potrebbero sembrare solamente negativi”.

 

Carla Campetella

Si tratta di una donna, di Camerino, che oggi avrebbe dovuto comparire davanti al giudice per le indagini preliminari di Macerata. L’udienza è stata rimandata a causa della neve.

I fatti che la vedono coinvolta si riferiscono al 2013, anno della denuncia sporta da un gioielliere di San Severino, Danilo Panebianco.

L’uomo racconta di essersi trovato, nel 2013, con un insoluto nei confronti di una nota azienda di orologi a cui, per risolvere il problema, ha proposto una serie di assegni a scadenza per un importo totale di 9mila euro. Questo poiché non era nelle condizioni di poter pagare la somma per intero tramite bonifico, come invece voleva l’amministrazione. Inizialmente la ditta non accettava, e solo dopo oltre un mese faceva ricontattare il gioielliere dall’avvocato per accettare la soluzione degli assegno: “Anziché di 9mila euro però - racconta - ne volevano 15mila. Con circa 6mila euro di spese legali. Mi sono rifiutato di pagare quella cifra, dato che fin da subito avevo proposto gli assegni, che sarebbe stata una scelta tranquilla per tutti”. A quel punto, perché il fornitore potesse rientrare della cifra, è stato disposto un primo pignoramento: “L’ufficiale giudiziario che è venuto era di San Severino. Ha preso roba per un valore di mercato di 23mila euro ma che poi è stato valutato solo per 3mila euro. Comunque il primo pignoramento è andato a buon fine, ma non coprendo l’intera somma, ne è stato necessario un secondo”. È stato a quel punto che a far visita alla gioielleria è andata un’ufficiale giudiziario di Camerino che in passato era stata già cliente di Panebianco e che nell’entrare nel negozio ha immediatamente chiesto che venisse aperta la cassaforte: “<<Io voglio l’oro>>, così mi ha detto entrando, nonostante l’avessi invitata a scegliere altre cose esposte. Era un mio diritto offrirle altra merce, ma lei ha richiesto l’intervento dei Carabinieri di Tolentino”. Così Panebianco ha dovuto aprire la cassaforte e l’ufficiale giudiziario ha valutato esclusivamente a peso d’oro, senza considerare la presenza di diamanti che non vengono quantificati a peso ma a carati. Una volta pesato il materiale sulla bilancia del negozio, ha riposto tutto in un sacchetto e se n’è andata, senza applicare i sigilli obbligatori per legge e senza permettere al titolare di fotografe ciò che stava prendendo.

Fortunatamente - torna a raccontare - nel giro di due giorni sono riuscito a farmi concedere un prestito di 10mila euro e a riscattare l’oro. In tribunale mi hanno riconsegnato la busta che era perfettamente sigillata, e subito ho fatto notare che non era uscita in quel modo dal mio negozio. Quando è stato portato via pesava 650 grammi, che con la presenza anche dei diamanti può essere tantissimo. Quando l’ho ripreso e l’ho pesato, mancavano 65 grammi”. Una volta aperta la busta Panebianco ha potuto verificare che non solo mancavano degli oggetti, ma che erano stati persino sostituiti con della bigiotteria e questo è bastato perché scattasse nel gioielliere un campanello di allarme. Immediatamente è stata fatta la denuncia e da lì è partita una lunga indagine. Oggi Panebianco è assistito dall’avvocato Marco Massei e racconta di aver avuto anche dei problemi di saluto in seguito alla visita dell’ufficio giudiziario nel suo negozio: “Talvolta mi capitano attacchi di tachicardia che non sono più riuscito a risolvere. Purtroppo ho fatto l’errore di fidarmi delle istituzioni, ma ora rivoglio indietro tutti i soldi e il risarcimento per il danno che mi ha arrecato questa signora”.
Gaia Gennaretti

Riprendono regolarmente da questo mercoledì 28 febbraio le attività didattiche di tutte le scuole di ogni oprdine e grado anche nei comuni di Castelraimondo, Gagliole, Sefro, Pioraco e Fiuminata

A Camerino, l'appuntamento con " Il sindaco incontral la cittadinanza", fissato per domani sera mercoled' 28 febbraio, è rinviato a data da destinarsi. La decisione fa seguito alle condizioni meteo degli ultimi giorni, con possibilità di gelate nelle ore serali, che potrebbero non consentire a tutti la partecipazione. La nuova data - fa sapere l'amministrazione comunale- sarà comunicata entro la fine di questa settimana

L'amministrazione comunale, in accordo con i dirigenti scolastici degli Istituti di Camerino,  ha deciso che tutte le scuole di ogni ordine e grado della città e l'asilo nido comunale da domani, mercoledi 28 febbraio, riprenderanno regolarmente l'attività didattica.

Contram in emergenza. Dopo l’ottima gestione dei servizi nel periodo di fuoco dei fatti di Macerata, a mettere alla prova l’azienda di trasporti Contram anche Buran e l’emergenza neve. Garantite tutte le corse e tutti i servizi ma potrebbe esserci allarme gasolio.

Abbiamo effettuato tutti i servizi - spiega il presidente Stefano Belardinelli - nella zona montana e del cratere la situazione è abbastanza positiva. I trasporti vanno bene e sono di una puntualità compatibile con le condizioni dei luoghi”. I problemi sono stati registrati invece nella parte bassa della provincia: “Sulla Macerata-Civitanova siamo sui 25-30 minuti di ritardo, Osimo-Ancona addirittura sui 45 minuti mentre sta migliorando in zona Corridonia dove portiamo una 20ina di minuti di ritardo. Quando parlo di ritardi - precisa - non sono per questioni imputabili a noi. Gli autobus trovano vetture e autocarri che bloccano la strada e quindi perdono tempo”. Sono circa 700 le telefonate che il centralino della Contram ha ricevuto e ci sono diversi operatori che stanno lavorando per rassicurare gli utenti. “Come sempre – continua Belardinelli – abbiamo consumato gasolio e potremmo avere qualche problema, anche se abbiamo fatto di tutto perchè i fornitori possano raggiungerci e consegnare il carburante. Stiamo anche esaminando - aggiunge Belardinelli - le difficoltà formali che trovano tra competenze della Prefettura, Polizia Stradale, Carabinieri e Ministero dei trasporti. Riteniamo di rientrare nella deroga della circolazione dato che cerchiamo di garantire i servizi essenziali pubblici e speriamo - conclude - per questa ragione, che le autorità possano consentire ai fornitori di gasolio di raggiungerci”.
Gaia Gennaretti

 

pulman piazzale

 

dipendenti contram

 

pulman neve

 

 

Continua a sferzare su tutta la provincia di Macerata la perturbazione proveniente dalla Siberia Russa portata sull'Italia e sulle Marche dal vento gelido Buran. Dalla tarda serata di ieri e nella mattinata di oggi, ad essere colpite dalla tempesta di neve sono soprattutto le zone collinari e della costa. A Macerata e Recanati sono caduti circa 50 centimetri di neve. Il Comune tiene costantemente aggiornata la popolazione attraverso la pagina Facebook. “Proseguono – si legge sul profilo del Comune - senza sosta gli interventi da parte del Comune di Macerata legati all’emergenza neve. Nella notte e fino alle prime ore del giorno sono caduti 50 cm di neve creando di fatto disagi soprattutto per quanto riguarda la mobilità. Fin dalle 4 del mattino sono entrati in azione i 16 spazzaneve a disposizione, seguiti subito dopo dal passaggio dei mezzi spargisale, in totale 3. I mezzi hanno provveduto a rimuovere la neve nelle 9 zone previste dal piano neve e in cui è stata suddiviso il territorio comunale, partendo dalle strade principali fino ad arrivare a quelle secondarie e così via. Da tenere presente che ogni mezzo per compiere il giro completo della zona assegnatagli impiega qualche ora e che se nel frattempo le precipitazioni riprendono l’operazione deve ricominciare dall’inizio. Sempre fin dalle prime ore della mattinata sono state azionate le turbine per ripulire viale don Bosco e viale Puccinotti. Al lavoro anche 20 spalatori in varie zone della città. Per gli spostamenti ed evitare disagi alla viabilità, si raccomanda di preferire il trasporto pubblico regolarmente in funzione e utilizzare il mezzo privato se necessario con i pneumatici da neve e catene a bordo”.

 

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Anche il sindaco di Recanati Francesco Fiordomo utilizza i social per comunicare con i cittadini. “Abbiamo superato i 50 cm di neve – scrive il primo cittadin della città leopardiana - Questo è lo scenario che si è presentato stamattina quando le squadre hanno ripreso a lavorare. Liberiamo una strada e dopo mezz'ora siamo punto e a capo. Funziona così. Al momento siamo attivi per aiutare l'Ospedale e chi ha bisogno di aiuto a domicilio. Attenzione al ghiaccio dai cornicioni, ai pali dell'illuminazione pubblica e agli alberi carichi di neve che possono cedere. È pericolo muoversi anche a piedi”.

Per quanto riguarda le scuole, Recanati aveva già deciso ieri di sospendere le lezioni anche per la giornata di domani, poco fa i Comuni di Caldarola e San Ginesio hanno annunciato l'ordinanza di chiusura degli edifici scolastici per la giornata di domani.

 

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La neve impaurisce più del terremoto, almeno per quanto riguarda l'amministrazione della giustizia. Con l'arrivo del maltempo, infatti, come avvenuto per le scuole e per diversi uffici pubblici, al tribunale di Macerata è stata disposta la chiusura per almeno due giorni, con conseguente rinvio di tutte le udienze.

Soluzione analoga, invece, non fu adottata dopo le violente scosse di terremoto dell'ottobre 2016, come segnalato dall'avvocato Giorgio Di Tommasi che ha ripercorso, andando con la mente indietro nel tempo, quei difficili momenti. "Non voglio assolutamente entrare in polemica – le sue parole - La mia è solo una costatazione.

Ricordo, infatti, come nei giorni successivi al terremoto, oltre al problema di dovere uscire di casa e trovare una adeguata sistemazione, per noi avvocati coinvolti nell'emergenza si presentava l'ulteriore incombenza di dover comunicare l'impedimento a presentarsi in udienza perchè nessuna disposizione di rinvio delle udienze era stata emanata dal tribunale. Sinceramente non so chi in quel momento avrebbe potuto emanare tale decisione. Dico solo che, pur ritenendo giusta la chiusura del palazzo di giustizia a causa del maltempo, anche nel momento del terremoto la situazione si presentava difficile come ora, se non di più. Anche in quel caso, a mio avviso, si sarebbe dovuto adottare un provvedimento analogo". Insomma, una questione di buon senso, sia pure retroattivo.

Continua ad imperversare la perturbazione che ha portato dalla Siberia russa neve e gelo in tutte le Marche e in tutta la provincia di Macerata. Il manto bianco ha toccato i venti centimetri sulle zone collinari, mentre sulle città montane si è arrivati ai quaranta. Il vento gelido Burian sta producendo gli effetti che erano stati annunciati nei giorni scorsi. Mentre lungo la costacontinua a nevicare, nell'enteoterra e in montagna a preoccupare ora sono le temperature percipitate sotto zero e il gelo. Il termometro oscilla tra i -5 di Tolentino, i -8 di Camerino e i -10 di Serravalle di Chienti.

Disagi si sono registrati in tutta la provincia. La viabilità è stata rallentata ovunque, anche se non si sono registrati incidenti di particolare gravità. Rallentamenti lungo le tratte ferroviare per Roma e lungo quella interna Civitanova-Fabriano.

Le scuole sono state chiuse in tutti i Comuni della provincia per la giornata di domani martedì 27 febbraio. A Camerino, la viabilità è stata garantita, ma ora a proccupare sono le basse temperature. Stop alle lezioni anche domani, come anche a Castelraimomdo, Matelica, San Severino, Valfornace, Pieve Torina, Visso, Pioraco, Sefro, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Belforte del Chienti, Serrapetrona.

A Recanati, il sindaco Francesco Fiordomo ha esteso il provvedimento anche alla giornata di mercoledì 28. Rinviato il mercato settimanale e chiusi tutti i parchi e giardini pubblici e il cimitero.

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A Sarnano, la Provincia ha interdetto alla viabilità la provinciale per Sassotetto. “La Provincia di Macerata – spiega il sindaco Franco Ceregioli - ha ritenuto opportuno chiudere la strada Sarnano-Sassotetto. Si erano sganciati sulla carreggiata alcuni accumuli di neve e quindi per consentire un intervento di sgombero più efficace e in sicurezza l'ente provinciale ha preferito chiudere la strada. Oggi gli impianti di risalita della Maddalena e di Sassotetto erano anche chiusi. Speriamo che nel prossimo fine settimana sulle nostre montagne si possa sciare”.

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A Tolentino, il Comando di Polizia Locale non segnala particolari problemi o disagi alla circolazione veicolare. Sia le strade del centro urbano che delle contrade sono percorribili in quanto i mezzi sgombraneve hanno provveduto a rimuovere i cumoli di neve caduti nella notte. Registrate solo tre richieste di sale per evitare il ghiaccio da parte di altrettante famiglie. Con il personale comunale si è provveduto a liberare da neve e ghiaccio anche i marciapiedi di zone ritenute sensibili, come ad esempio quella dell’ospedale cittadino, zona Poste, Ponte Mancinella, via Brodolini, ecc.. Qualche difficoltà è stata registrata nelle zone di campagna e nelle contrade per i tanti rami spezzati e caduti a terra a causa della neve e che hanno, in alcuni casi, reso complicate le operazioni dei mezzi sgombraneve. Nella serata di oggi lunedì 26 febbraio è previsto l’impiego e il passaggio dei mezzi spargi sale per evitare la formazione del ghiaccio. Non sono pervenute chiamate o richieste particolari.

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Lunedì 26 e martedì 27 febbraio, scuole chiuse di ogni ordine e grado del territorio di Tolentino, compresi gli asili nido comunali, il Centro per l’Infanzia e il Centro diurno CentroArancia. Con ordinanza sono stati chiusi i giardini pubblici “John Lennon” nei pressi del piazzale Europa, nei giorni 26, 27 e 28 febbraio 2018, salvo proroghe. Tale provvedimento è stato adottato con lo scopo di prevenire ed eliminare gravi pericoli alle persone, in quanto sui rami degli alberi si è accumulata una considerevole quantità di neve che può causare la rottura sia delle piante che dei rami stessi, mettendo in pericolo l’incolumità pubblica.

A Macerata, è stato prorogato il giorno di sospensione delle attività didattiche anche per la giornata di domani 27 febbraio. Un’ordinanza dirigenziale ha inoltre previsto per mercoledì prossimo, 28 febbraio, la sospensione di tutti i mercati settimanali, vale a dire quelli che si svolgono in centro storico e al Centro fiere di Villa Potenza. La neve impedisce anche il regolare svolgimento del concerto della stagione sinfonica della Form previsto per domani sera alle 21 al Teatro Lauro Rossi che è stato quindi rinviato. Con un'ordinanza dirigenziale, per salvaguardare la pubblica incolumità e la sicurezza, è stata disposta la chiusura del civico Cimitero che sarà riaperto non appena cessata l'emergenza ghiaccio attualmente presente.

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Il Cosmari comunica che a seguito delle nevicate di queste ore, in alcune zone esterne ai centri abitati, non è stato possibile effettuare in maniera puntuale la raccolta differenziata dei rifiuti, così come in alcuni Comuni montani. Tutti gli operatori sono impegnati su tutto il territorio provinciale, ma in alcune zone la neve caduta non permette di effettuare la raccolta dei rifiuti in sicurezza e il passaggio dei mezzi, specie in alcuni territori collinari e montani.

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