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Personale e mezzi del Comando dei Vigili del Fuoco diu Macerata sono intervenuti alle ore 15:18 nel Comune di Recanati in località Villa Musone , per un incendio all’interno di un capannone di via Turati, adibito a deposito di materiale vario.
All’interno del capannone sono esplose alcune bombole di GPL coinvolgendo materiale depositato all'interno.
Le cause sono in via di accertamento da parte dei Vigili del Fuoco.
Sul posto è intevrwenuto anche personale dell'ASUR e dell'ARPAM.
Non vi sono state persone coinvolte dall’evento.
Le operazioni hanno richiesto l'impiego di un' autopompa, e due autobotti, l'una arrivata dalla sede Centrale,l'altra dal distaccamento di Civitanova Marche


Volevano portare sulla vetta dell'Aconcagua, 6962 metri, nel cuore dell'America del Sud, il vessillo di Monte Cavallo, uno dei comuni più piccoli tra quelli colpiti dal sisma del 2016, e della Provincia di Macerata. Puetroppo a fermare il loro gesto di solidarietà ci hanno pensato le avverse condizioni meteorologiche, che li hanno costretti a fermarsi.
I tre amanti della montagna, animati da un sano spirito di solidarietà, sono tre amici, Marco Capodacqua, presidente della onlus, titolare di un agriturismo, Roberto Pellegrini, responsabile di un'azienda in Albania, e il veneto Giovanni Dall'Armellina, ormai marchigiano a tutti gli effetti, responsabile di una clinica odontoiatrica ad Ancona. Li unisce, appunto, la passione per la montagna e, oggi, per la solidarietà.
Oggi, nella sede della Provincia di Macerata, hanno raccontato la loro avventura, iniziata con la partenza lo scorso 23 gennaio.
“Siamo riusciti a portare il nome di Monte Cavallo quasi in cima all'Aconcagua – racconta Marco Capodacqua, presidente della onlus Aconcagua Experience Team - Puertroppo per motivi meorologici non sianmo rousciti ad arriv are in vetta, siamo arriv atia 6300 metri, a meno di 500 metri dalla vetta. Ha funzioianto tutto, purtroppo il tempo a dosposoziione era quello e non potevamo fasre di più. Quando si va su qyuelle montagne, la montagna comanda. Dovevamo aspettare un miglioramento delle condizioni metro, ma purtroppo non ne avevamo a disposizione. Gli ostacoli più duri? Innanzitutto quelli di casa. Noi tre siamo tutti sposati e qualche problema lo abbiamo avuto. Poi la mancanza di ossigeno, l'altidudine. Anche questo lo abbiamo pagato caro. Ma non ci fermeremo qua. Abbiamo in mente un'altra spedizione sull'Aconcagua ma soprattutto sul Kilimangiaro”.
Rimane comunque una bellissima esperienza, una grande e significativa impresa e un bel segnale per montecavallo e per tutti i comuni colpiti dal terremoto.
“Non essere riusciti a fare gli ultimi 600 metri – dice Pietro Cecoli, sindaco di Monte Cavallo - non toglie nulla a quello che hanno realizzato. Purtroppo si sono incontrati con condizioni atmosferiche deleterie. In quel periodo addirittura si sono registrati alcuni decessi e qualche assideramento. Sono stati bloccati a quota 6300 metri e oltre non li hanno fatti andare. Onore al merito. Hanno messo a repentaglio la loro vita. Anche arrivare a quelle altitudini è già una impresa. Monte Cavallo concederà a queste tre persone la cittadinanza onoraria. E ben poca cosa, ma lo facciamo in onore di queste tre persone che sulla solidarietà hanno dimostrato di essere uniche. Hanno anche dato un bel segnale alla folta comunità marchigiana che vive a Mendona. Hanno assicurato che ci riproveranno e noi aspettiamo fiduciosi sperando che questa volta vada meglio”.
I fondi che riusciranno a mettere insieme con questo loro gesto e con altre iniziative saranno interamente devoluti al piccolo comune macaratese colpito dagli eventi sismici del 2016.
San Severino viaggia con Contram. Presentato il nuovo autobus con le immagini della città
08 Mar 2018Presentato il nuovo autobus gran turismo Contram dedicato a San Severino. Sulla livrea riporta le immagini della piazza del Popolo e il teatro Feronia. Le foto sono di Luca Iencinella e Mirko Scoccia.
“Vorrei ringraziare la società Contram, dal presidente, ai dirigenti e a tutti quelli che ci lavorano, per averci fatto questo grande regalo – ha sottolineato il sindaco, Rosa Piermattei -. San Severino ha finalmente un autobus tutto suo che gli permetterà di farsi conoscere in giro per l’Italia e per l’Europa. Con questo mezzo viaggeranno”anche la nostra piazza, che è il nostro salotto buono, e il nostro teatro, che è bomboniera fra i tanti gioielli del territorio. Abbiamo grandi sogni e la Contram ci sta dando una mano importante”.
Alla cerimonia di presentazione, avvenuta in piazza, hanno preso parte anche il presidente Stefano Belardinelli, il vice presidente Francesco Fattobene, e l’assessore Tarcisio Antognozzi, oltre che altri rappresentanti dell’amministrazione comunale e alcuni autisti Contram. Con l’occasione, alle donne è stato regalato un mazzo di mimose e un abbonamento mensile del servizio urbano.
“Contram Spa - è invece intervenuto il presidente Belardinelli - vuole essere sempre più vicina ai territori, sia nell’emergenza che nella efficienza dei servizi, che vanno da quelli alle persone a quelli rivolti alle scuole. Dobbiamo aiutare le nostre realtà ad “uscire” fuori e a farsi conoscere e questa ci è sembrata una bella occasione visto che i nostri autobus viaggiano in tutta Italia ma anche in Europa con tour che raggiungono Parigi, Berlino, Amsterdam e altre importanti capitali. A questo si sposa la nostra idea di creare imprese nelle realtà in cui Contram è nata. A San Severino, ad esempio, abbiamo dato vita alla società Area di Sosta Settempedana”.
Secondo Tarcisio Antognozzi Contram rappresenta l’eccellenza come altre partecipate del territorio, “segno evidente sia della lungimiranza dei nostri amministratori, sia della capacità dell’azienda stessa di rispondere ai bisogni reali del territorio. Contram sa stare sul mercato con forza, con competitors di altissimo livello ma ha ancora la capacità di avere uno sguardo verso le persone e il territorio”.
Gaia Gennaretti
Nella nuova sede di loc.Caselle 1, riaperto l'Ufficio del Giudice di Pace di Camerino. Alla cerimonia sono intervenuti il Procuratore Giovanni Giorgio, il Presidente del Tribunale di Macerata Gianfranco Coccioli, il vice Prefetto Antonio Angeloni, il Dirigente Ammnistrativo Vincenzo Bonanni,il sindaco Gianluca Pasqui e gli assessori Antonella Nalli ed Erica Cervelli,il rettore di Unicam Claudio Pettinari, l'arcivescovo Francesco Brugnaro, rappresentanti delle Forze dell'Ordine e della Direzione del Demanio. " Un grande piacere per tutti noi dell'Ufficio giudiziario di Macerata l'aver contribuito alla riattivazione di questo presidio giudiziario che è l'esempio di come, creando una grande sinergia istituzionale, se c'è la volontà di tutti, possono raggiungersi obiettivi significativi ". Così, nel suo intervento di apertura, il Presidente del Tribunale Coccioli. " Sono giunto a Macerata otto mesi fa - ha aggiunto- e, immediatamente sono stato sensibilizzato dal Procuratore della Repubblica, dal dirigente Bonanni e dall'Avvocatura locale. Si è creata una sinergia favorevole perchè tutti siamo stati consapevoli dell'esigenza di una ripartenza, per una città soffocata da due eventi; il primo in ordine di tempo, è stata la soppressione del Tribunale e per l'Avvocatura e per l'utenza e per la comunità non è stato sicuramente un vantaggio perchè ha significato lo smarrimento di una comunità e la perdita di un punto di riferimento istituzionale importante. Quando sono arrivato ho percepito tale disagio da parte del Foro e dell'utenza e, successivamente, c'è stato il sisma, evento ancora più grave e micidiale che ha contribuito ad alimentare un disagio profondo che meritava assoluta considerazione ed è per questo che mi sono immediatamente lasciato sensibilizzare su questo tema. Abbiamo dunque creato dei collegamenti istituzionali molto forti e si è realizzata una incredibile sinergia e, nel volgere di breve tempo, siamo riusciti a traguardare l' obiettivo che ci eravamo prefissi di creare un piccolo presidio che è testimonianza di un messaggio, significativo per la cittadinanza, per le istituzioni e anche per Macerata, realizzandosi una distribuzione e una più agevole gestione dell'ufficio periferico di Camerino. Come Presidente di Tribunale sono anche coordinatore e responsabile degli Uffici di Giudice di Pace e posso dire che oggi, sotto gli occhi di tutti, può vedersi il risultato di una piena collaborazione; i ringraziamenti vanno anche al Demanio che, da subito, si è attivato per la scelta e la messa a disposizione del fabbricato e a tutti i collaboratori dell'Ufficio per il loro contributo di sensibilità nel permettere, almeno con riferimento a tale situazione, il ritorno alla normalità di cui Camerino ha bisogno. Ce l'abbiamo messa tutta".
" Per me si aggiunge anche una componenete affettiva nei confronti di Camerino- ha dichiarato il Procuratore Giorgio- ; augurandoci che quanto prima si possa riaprire la sede della 'zona rossa'- ha aggiunto- la riapertura dell'Ufficio in questa sede costituisce un positivo segnale di ripresa. Un momento positivo anche dal punto di vista psicologico e che va salutato con gioia per guardare ad un futuro che si spera possa avere sempre maggiori aperture rispetto all'attuale situazione".
" Una giornata importante per tutta la comunità- ha sottolineato il sindaco Pasqui- Se pensiamo al sisma del 24 agosto 2016 e all'evento ancora più catastrofico di ottobre, possiamo dire di essere tornati oggi al 23 agosto 2016; con la riapertura di questo Ufficio infatti, abbiamo riportato nel territorio tutte le istituzioni che servono a far vivere una comunità. Concordo con il Procuratore che questo sia anche un segnale psicologico; noi la forza la troviamo quotidianamente proprio da questi segnali che sono di sostanza ma, senza i quali, non potremmo andare avanti in un momento straordinariamente difficile. Ad un anno e mezzo infatti la ricostruzione è qualcosa che non esiste e la nostra è ancora una condizione precaria legata alla Protezione Civile e alla piena emergenza. E' da questi momenti che dunque traiamo iniezioni di fiducia che, passando per le istituzioni, arrivano al cittadino. Sono questi segnali che ci danno la consapevolezza che ci siamo, e, che ce la faremo. Ce la farà un territorio e, con la formazione del prossimo Governo, auspico che si possa andare a rivedere il vero cratere sismico e la medicina utile a guarire la sua malattia".
Rapportate al territorio e ai bisogni reali della gente, le parole dell'arcivescovo Brugnaro: " Vedo questo segno come una vera preparazione del futuro -;quando si parla di proiezioni- ha osservato- spesso in realtà non si lavora sul presente ma su quello che dal presente si può ricavare per il futuro. Fatti come questo sono la dimostrazione di quello sviluppo e della risposta ad altre esigenze che potranno venire. Altro aspetto è che quando ci riferiamo al territorio non dobbiamo dimenticare che esso al suo interno ha tante domande, corrispondenti alle domande della gente. Credo allora che occorra cambiare l'attitudine mentale, intellettuale, politica, morale e anche religiosa, e ascoltare la comunità , senza prefigurare noi le sue necessità o quello che la gente desidererebbe domandare. Imparare ad ascoltare la gente- ha rimarcato- credo sia il verbo fondamentale perchè nelle domande della gente c'è la realtà del territorio. La gente oggi vuole una scuola, un lavoro, una giustizia prossimi, una chiesa che si fa prossimo. A tutti si richiede dunque il grande sforzo di non far dire al territorio quello che piace a noi, per permettere alla gente del territorio di potersi esprimere attraverso canali culturali, religiosi, economici, in modo tale che, anche profondamente diverse, queste terre restino cariche dell' utile memoria del passato e nel contempo rivedano opportunità possibili e non teoriche che corrispondano ai bisogni della gente. Altrimenti si rischia di supporli solo ideologicamente senza dar conto della gente che del territorio vive e del territorio fa cultura".
Dagli interventi si è potuta percepire anche una positiva apertura in merito alla costruzione del nuovo carcere di Camerino; è stato proprio il Procuratore Giovanni Giorgio a rivolgere parole di ringraziamento al Sottosegretario Ferri per aver raccolto tutte le richieste che gli sono state avanzate sull'argomento, svolgendo un'azione incisiva e facendosi promotore di un progetto più realistico rispetto a quello un po' più faranoico inizialmente prospettato. " Quanto alla costruzione del nuovo carcere- ha detto il Procuratore- credo che, se necessario anche in modo pressante, potremmo insieme avanzare richieste al nuovo Governo. La struttura carceraria a servizio del Tribunale di Camerino non solo era utile per ragioni funzionali e di efficienza del servizio ma credo avesse un significato anche nella complessiva ditta di Camerino, per il positivo dialogo tra istituzioni comunità locale e popolazione carceraria.Valori che vanno ricordati e che costituiranno la premessa per quello che insieme cercheremo di costruire".
C.C.



I Carabinieri del Reparto Operativo di Macerata, con il supporto dei militari della Stazione di Porto Recanati e della Compagnia di Intervento Operativo del 6° Battaglione Carabinieri “Toscana”, hanno dato esecuzione a misure cautelari in carcere nei confronti di 3 cittadini pakistani. L’attività investigativa condotta nel corso dell'operazione denominata “End River” ha permesso di accertare il coinvolgimento, a vario titolo, dei 3 – tutti domiciliati presso il complesso “Hotel House di Porto Recanati – nello spaccio continuato in concorso di eroina.
Questa mattina, nel centro storico del comune di Tolentino, si è verificato il crollo di un edificio già fortemente danneggiato dal terremoto del 2016.
Tutta la zona è stata subito transennata e già nelle prossime ore si provvederà alla messa in sicurezza delle mura perimetrali.
Il crollo è avvenuto in un piccolo vicolo, strada senza sbocco, sito nel secondo tratto di via Filelfo, non lontano dal Teatro Vaccaj. L’edificio già dichiarato inagibile era stato sgombrato subito dopo il rilevamento dei danno provocati dal sisma. Nessun danno per le abitazioni confinanti o a persone.




Il Nunzio Apostolico in Italia, l'Arcivescovo svizzero Emil Paul Tscherrig, ha visitato, nella giornata di mercoledì 7 marzo, il territorio della arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche duramente colpito dal terremoto dell'ottobre 2016. Si tratta della prima visita ad una diocesi da parte dell'ambasciatore di papa Francesco in Italia dal giorno della sua nomina, avvenuta lo scorso 12 settembre, segno della particolare vicinanza del pontefice alle popolazioni terremotate. "Incontrando pochi giorni fa il Santo Padre e parlandogli di questa mia visita ho ricevuto da papa Francesco la rassicurazione della sua vicinanza e della sua preghiera per queste popolazioni così duramente colpite", le parole di mons. Tscherring. Accolto dall'Arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, dopo una breve visita alla chiesa del seminario, l'unica agibile della città di Camerino, il Nunzio ha incontrato sacerdoti e responsabili degli uffici diocesani, che hanno rappresentato a mons. Tscherring la situazione del territorio diocesano a quasi un anno e mezzo dal terremoto, ponendo l'accento, oltre che sulle difficoltà delle procedure di ricostruzione, soprattutto sulla sofferenza vissuta dalla popolazione, in particolar modo dai più anziani.
Un lungo colloquio con i sacerdoti e i tecnici da parte di mons. Tscherrig, che si è mostrato curioso nel conoscere lo stato dei luoghi e delle situazioni, chiedendo spiegazioni in particolare sui progetti e le aspettive del futuro e della ricostruzione.
(Il nunzio Tscherrig con l'assessore Antonella Nalli)

Quindi la visita alla zona di rossa di Camerino, dove mons. Tscherring ha ricevuto il saluto dell'assessore Antonella Nalli, in rappresentanza dell'amministrazione comunale, che si è trattenuta a colloquio con l'Arcivescovo. "Un segnale di vera speranza per la città e l'intero territorio – così l'assessore Nalli – Con mons. Tscherring abbiamo parlato delle cause di questa situazione di immobilismo, sottolinenando la mancanza ad oggi di una chiesa che serva Camerino non solo come luogo di culto, ma anche come punto di riferimento e centro di aggregazione, necessario in un momento come quello che stiamo vivendo. Il Nunzio ha anche espresso la concreta volontà di impegnarsi perchè una delle 3 chiese cittadine, la meno danneggiata dal sisma, sia quanto prima ripristinata. A lui ho anche chiesto se in futuro fosse possibile una visita del papa a Camerino". "Il terremoto è stato un disastro – l'impressione ricavata dal Nunzio – però ho constatato che la città è viva, anche se al momento non abitabile. Molto lavoro viene fatto, anche dietro le quinte, per progettare la ricostruzione e anche la diocesi è coinvolta come parte integrante di questo progetto. Vorrei incoraggiare tutti a collaborare in questo momento di vera emergenza dove c'è bisogno del contributo di tutte le forze vive per giungere rapidamente a soluzioni e permettere alla gente di tornare ad abitare le proprie case".
(Nella tensostruttura di San Severino)

Poi la visita a San Severino e l'incontro con le monache contemplative del monastero di Santa Chiara prima della partenza per i luoghi dell'arcidiocesi maggiormente colpiti dal sisma con la visita a Visso e l'incontro con il neo eletto sentaore, il sindaco Giuliano Pazzaglini. "E' stata sicuramente una visita importante nella quale mons. Tscherring si è reso conto di persona della situazione particolare nella quale ci troviamo – il commento dell'Arcivescovo Francesco Giovanni – Abbiamo ricevuto da lui coraggio e forza nel sapere che papa Francesco segue da vicino le nostre vicende. Le difficoltà vanno affrontate con speranza e le lentezze, anche istituzionali, in cui ci dibattiamo hanno bisogno da un lato di essere sollecitate, ma anche che si metta in moto un'iniziativa privata che vada ad integrare laddove eventuali inadempienze rendano la vita ancora più difficle. Sono felice di questa visita di mons. Tscherring che potrà così riferire al papa quanto da lui visto, ascoltato e toccato con mano".
(Nella zona rossa di Camerino)

(Mons. Tscherrig a colloquio con i tecnici)

Gaia Gennaretti
Frode fiscale sul gasolio scoperta dalla Guardia di Finanza. La mente cinquantenne settempedano
07 Mar 2018
Sono state eseguite questa mattina, a cura dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Ancona e di Macerata, 6 Ordinanze di custodia cautelare degli arresti domiciliari emesse da G.I.P. del Tribunale di Macerata, su richiesta della locale Procura della Repubblica, mentre sono 25 le persone complessivamente finite nel Registro degli indagati.
Accertata una frode fiscale di circa 120 milioni di euro e disposto il sequestro di beni per quasi 22 milioni di euro.
Si è appena conclusa l’operazione denominata “DRAGO NERO”, condotta congiuntamente dai Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona e di Macerata, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Macerata, Giovanni Giorgio e da uno dei Sostituti Procuratori facenti parte del gruppo che si occupa di delitti in materia tributaria.
E’ stata così smantellata un’organizzazione criminale specializzata in frodi nel commercio di carburanti.
Alle prime ore dell’alba, le Fiamme Gialle, con l’impiego di oltre 60 militari, tratti da 12 Reparti del Corpo dislocati in diverse Regioni, hanno dato esecuzione ai provvedimenti restrittivi della libertà personale, con i quali sono stati posti agli arresti domiciliari sei dei venticinque indagati, residenti: due nelle Marche, uno in Puglia, uno in Campania e due coniugi domiciliati a Roma. Tutti operanti nella commercializzazione dei prodotti petroliferi.
L’inchiesta, partita nell’estate del 2015, ha portato all’esecuzione di decine di perquisizioni e conseguenti sequestri documentali nelle sedi societarie e presso le abitazioni delle persone a vario titolo coinvolte, sparse nelle regioni Marche, Lazio, Abruzzo, Campania Puglia e Lombardia.
La complessa ramificazione societaria, costituita ad hoc per ostacolare l’accertamento della frode, con la compartecipazione di un elevato numero di persone (in totale sono 25 le persone iscritte dal P.M. nel Registro degli indagati), aveva base decisionale a San Severino Marche, in provincia di Macerata
A capo dell’associazione per delinquere, un settempedano, di anni 50, risultato il dominus assoluto, cioè colui che ha promosso e coordinato il
Le indagini, hanno permesso di disvelare il sistema di frode utilizzato e di delineare compiutamente il quadro complessivo delle responsabilità di ciascun compartecipe al sodalizio criminale, risultato operante su gran parte del territorio nazionale.
Lo schema della gigantesca frode fiscale, una delle più ampie e articolate mai scoperte negli ultimi anni nel settore dei prodotti petroliferi, prevedeva, infatti, che il carburante effettuasse due “viaggi” differenti:
Il carburante, infatti, veniva cartolarmente ceduto, dapprima, a 3 società “cartiere” formalmente ubicate in Bulgaria e nella Repubblica Ceca, ma gestite dai membri dell’organizzazione criminale, per poi essere fatturato a società “cartiere” italiane (complessivamente 7 società italiane più una società svizzera avente
Infine, il carburante veniva venduto a distributori stradali, alcuni dei quali collegati direttamente ai membri dell’organizzazione.
L’imponente frode fiscale ha interessato oltre 133 milioni di litri di carburante, proveniente essenzialmente dalla Slovenia. Il fine perseguito era quello di abbassare artificiosamente il prezzo finale del prodotto “alla pompa”, attraverso la creazione di società “irregolari” che sistematicamente omettevano gli obblighi dichiarativi e il versamento delle imposte all’Erario.
Tale era l’illecito arricchimento, da poter permettere agli indagati un tenore di vita assolutamente sproporzionato ai redditi conseguiti. Dalle indagini, infatti, è emerso, tra l’altro, che una coppia, entrambi colpiti dall’Ordinanza, senza dichiarare redditi, ha:
A seguito di richiesta avanzata dal competente Sostituto Procurato
nonché le disponibilità bancarie riconducibili agli indagati.
Gaia Gennaretti
Continua la lotta al traffico di stupefacenti nell'Alto Maceratese, anche in base alle direttive del procuratore della Repubblica del Tribunale di Macerata Giovanni Giorgio. La notte tra il 2 e 3 marzo, i carabinieri della compagnia di Camerino, durante un controllo alle serate universitarie della città ducale, hanno eseguito una perquisizione personale e del veicolo di un cittadino residente a San Severino di 43 anni, operaio incensurato, trovato in possesso di due grammi di cocaina e di un coltello a serramanico. L'uomo è stato denunciato per detenzione a fini di spaccio e porto abusivo di arma.
A Matelica, nel tardo pomeriggio di ieri, i miltiari della compagnia di Camerino hanno arrestato in flagranza Samuel Virgillito, 20 anni, già noto alle forze dell'ordine. Nella sua abitazione, sono state trovate 87 dosi già confezionate di marijuana, nascoste nel comodino della camera, circa 130 grammi di stupefacente, già pronte per essere piazzate sul mercato. Il giovane si trova agli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima.
g.g.
A Matelica, nel tardo pomeriggio di ieri, i miltiari della compagnia di Camerino hanno arrestato in flagranza Samuel Virgillito, 20 anni, già noto alle forze dell'ordine. Nella sua abitazione, sono state trovate 87 dosi già confezionate di marijuana, nascoste nel comodino della camera, circa 130 grammi di stupefacente, già pronte per essere piazzate sul mercato. Il giovane si trova agli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima.
