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David Grillini, Giovanni Porcarelli e Marco Zamparini. Sono questi i tre candidati in lizza per la carica di Sindaco a Cerreto D’Esi. I nomi dei candidati alla poltrona di Primo cittadino e alla carica di consigliere comunale sono, dunque, noti e spetterà ai cerretesi, il 20-21 settembre prossimi decidere chi vincerà e che, quindi, governerà per i prossimi cinque anni.

Cerreto DEsi Bene Comune logo

Il primo candidato a essersi ufficialmente presentato è l’ex rappresentante del Partito Comunista dei Lavoratori, Marco Zamparini, che ora guida come candidato alla carica di Primo cittadino, la lista Cerreto D’Esi Bene Comune. I cui nomi sono: Ayoub Baghdad, Simone Boa, Maurizio Cimarossa, Giulia Cola, Mattia Devito, Alvaro Galdelli, Chiara Mazzarini, Mara Moretti, Riccardo Pellegrini, Emanuele Porcarelli, Luca Torselletti, Roberta Zappaterreni.

Cambiamenti Logo


Il secondo aspirante Primo cittadino è David Grillini, sostenuto dalla lista civica Cambiamenti nella quale sono presenti candidati civici e del Pd cerretese: Michela Bellomaria; Adele Berionni; Enrico Biondi; Roberto Burini; Daniela Carnevali; Sandro Cimarossa; Daniele Conti; Consuelo De Amico; Luciano Mari; Giovanni Montanari; Francesca Stridi; Stefano Stroppa.

Sviluppo Solidarieta Progresso per Cerreto DEsi logo


Il terzo candidato è il sindaco uscente, Giovanni Porcarelli, che tenta il bis. A sostenerlo la lista civica Sviluppo, Solidarietà, Progresso per Cerreto D’Esi: Federica Aquilanti, Danilo Bisolfati, Donatella Bucci, Giacomo Calabrò, Katia Galli, Pamela Grillini, Daniele Lazzari, Gianmarco Lodovici, Giovanni Martino, Manuel Pupilli, Floriano Rossolini, Daniele Santoni.

f.u.
Pronto lo schieramento dei candidati che si sfidano al voto di settembre nelle Regione Marche. Alle 12 di questo sabato 22 agosto, scaduto il termine per il deposito di liste, candidati e simboli, in Corte d'Appello ad Ancona.
 Otto gli aspiranti al ruolo di presidente della giunta regionale,  5 uomini e 3 donne:
il centro destra schiera Francesco Acquaroli FdI che corre con un'alleanza di sei liste.
Altrettante le liste di appoggio al candidato del centro sinistra Maurizio Mangialardi, al quale è affidato il compito di succedere a Luca Ceriscioli.
Gian Mario Mercorelli è alla guida della squadra del Movimento 5 stelle, dopo che ogni possibilità di intese è sfumata.
Altri candidati a governatore delle Marche sono Roberto Mancini per " Dipende da noi" e Fabio Pasquinelli della lista Comunista!
Tre le donne in competizione: Sabrina Balzano di Vox Italia Marche, Alessandra Contigiani per "Riconquistare l'Italia" e, Anna Rita Iannetti per il Movimento 3V (Vaccini Vogliamo Verità).
In più di 500 i candidati tra uomini e donne, distribuiti nelle 18 liste  che si presentano in coalizione col centro destra, col centro sinistra e singolarmente negli altri casi, sono pronti a contendersi uno dei 30 seggi da consigliere regionale.  
c.c.

Undici candidati del fabrianese in corsa per il consiglio regionale alle elezioni del 20 e 21 settembre. In quasi tutti gli schieramenti, c’è una possibilità di scelta. Si spera che non ci si cannibalizzi troppo onde evitare di rimanere, per un’altra legislatura, senza un proprio rappresentante.

La pattuglia più numerosa appartiene al centrosinistra candidato a Presidente della Regione Marche Maurizio Mangialardi. A dare supporto, nella lista del Pd si è deciso di puntare sull’attivista Michela Bellomaria. L’ex sindaco di Fabriano, Giancarlo Sagramola, è stato invece inserito – non senza alcune incomprensioni iniziali – nella lista Rinascimarcheche raggruppa tre forze politiche: +Europa, Verdi e Civici Marche. Paola Zivcovich è nella lista di Italia Vica-Psi-Demos. Il medico Giampiero Marinelli è uno dei nomi che compongono la lista Mangialardi Presidente insieme a quello di Rossella Dadea. Infine, l’ex sindaco di Sassoferrato, Ugo Pesciarelli, figura fra i nomi della lista Le nostre Marche e il Centro.

Nel centrodestra candidato alla carica di Governatore marchigiano, Francesco Acquaroli, nella lista di Fratelli d’Italia i candidati sono Mirella Battistoni per FdI, nella lista della Lega, Chiara Biondi, Katia Galli, di Cerreto d'Esi, nella lista Udc. E per Forza Italia, Olindo Stroppa.

Il Movimento 5 Stelle, candidato alla carica di Presidente Gian Mario Mercorelli, a sostegno due esponenti dell’attuale Giunta di Fabriano: il vicesindaco Joselito Arcioni e l’assessore ai servizi sociali Simona Lupini.

Infine, a sostegno della candidatura a presidente di Fabio Pasquinelli, per la lista Comunista per le Marche la sassoferratese Maria Renata Priori.


m.s.
Incredulità, commozione e profondo cordoglio ha suscitato a Camerino l'improvvisa morte di Luciano Santarelli, ex dipendente in pensione della Banca delle Marche. La triste notizia della sua scomparsa, avvenuta all'età di 64 anni,  si è presto diffusa in città, lasciando tutti sgomenti. Luciano era infatti molto conosciuto, oltre che per il lavoro di bancario che lo faceva stare a continuo contatto con le persone, anche per la sua grandissima passione per la musica che, sin da giovanissimo, lo aveva portato come chitarra basso a far parte di tante formazioni e gruppi musicali di successo del territorio. 
Una passione intrapresa da autodidatta, ma che Luciano ha sempre voluto perfezionare e approfondire, tanto da rimettersi in gioco da 'studente', frequentando le lezioni dell'Istituto musicale Nelio Biondi che, nella modalità della didattica a distanza, ha diligentemente affrontato ogni settimana anche durante tutto il periodo del lockdown. Tanti i messaggi di cordoglio che stanno giungendo in queste ore alla famiglia, a testimoniare i grandi legami di amicizia  che Luciano Santarelli è riuscito ad instaurare. Ad un carattere a prima vista riservato, Luciano infatti ha sempre accompagnato le sue doti di umanità, onestà e affabilità. Lascia nel dolore la moglie Delfina e la figlia Margherita, entrambe attivissime nella Pro Camerino. A loro e all'intera famiglia, nel formulare le più sentite condoglianze, si stringe l'intera redazione di Radio C1inBlu e Appennino Camerte.
I funerali si svolgeranno domani, domenica 23 agosto, alle ore 11.00 nella chiesetta di Santa Chiara a Camerino
c.c.
Un incidente stradale si è verificato nella tarda mattinata lungo la strada che collega Fiastra con Pievebovigliana. Per cause in corso di accertamento una moto con due persone a bordo si è scontrata con un auto. Ad avere la peggio i due motociclisti, un uomo e una donna, con l'uomo che è stato trasportato in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette dove si trova ricoverato fortunatamente non in pericolo di vita. La donna che viaggiava con lui, invece, è stata trasportata in ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata, mentre il conducente della vettura è stata soccorso  e trasferito all'ospedale di Camerino. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, i carabinieri della compagnia di Camerino per i rilievi del caso.

f.u.
Intervento dei Vigili del fuoco in un'abitazione di Pollenza dove, per cause al momento sconosciute, hanno preso fuoco dei pannelli fotovoltaici. Messi in allarme dai proprietari, i pompieri si sono immediatamente recati sul posto e in breve sono riusciti ad aver ragione delle fiamme che si erano sviluppate, isolando la parte restante dell'impianto.  Momenti di apprensione dunque ma nessuna conseguenza per le persone.
c.c.
Scontro tra due auto a Passo di Treia. L'incidente è avvenuto intorno alle 13.00 sulla strada provinciale 361  Entrambi i conducenti, un quarantenne e un cinquantenne,  sono finiti in ospedale. Sul posto, oltre ai sanitari del 118  che hanno prestato ai feriti le prime cure, sono intervenuti i Vigili del Fuoco, partiti dalla sede centrale di Macerata con un'autopompa.  In via di accertamento da parte della polizia locale intervenuta per i rilievi, la causa dell'incidente.  
c.c.

INCIDENTE p T

Tra i candidati della lista civica “Movimento per le Marche”, a sostegno di Francesco Acquaroli, c'è anche Ludvina Cinti di Pieve Torina.

Volto nuovo della competizione elettorale, ma in prima fila in questi anni nel portare avanti i problemi dei terremotati, ha deciso di metterci la faccia e candidarsi alle regionali, «per stare dall'altra parte del tavolo e portare avanti tutti quei problemi, ancora irrisolti, a cui la politica del “non vi lasceremo soli” ancora non ha voluto mettere mano. Sono problemi che conosco, perchè li vivo ogni giorno nella mia vita, voglio sedere dall'altra parte e portare avanti proposte e soluzioni concrete come ho fatto in questi anni con l'associazione “La terra trema noi no”, senza filtri e senza timori».

Come tanti concittadini, lei e la sua famiglia hanno perso casa e lavoro. «Sono un volto nuovo della politica, ho vissuto sulla mia pelle questi problemi, la delocalizzazione, il mancato guadagno, le criticità di chi ha un mutuo che non può più pagare. Il primo motivo che mi ha spinto a candidarmi è vedere mio padre che dopo quarant'anni di sacrifici ha perso tutto, è rimasto senza niente, abbandonato dallo Stato. La rabbia di non poter far nulla mi ha spinto a provare a cambiare le cose, mettendomi in gioco. Al di fuori del cosiddetto cratere nessuno sa quanto le persone si sentano abbandonate ed impotenti, non riesco ad accettarlo».

Ludvina Cinti chiede di non andare avanti a colpi di proroghe, ma con provvedimenti di ampio respiro che consentano ai terremotati di fare progetti e di pianificare investimenti in questi territori: «Ho scelto una lista civica lontana dalle logiche di qualsiasi partito, la politica è stata sorda alle nostre richieste. L'associazione di cui sono fondatrice è stata tra le più attive nel portare avanti le istanze e le tante problematiche di questi anni dopo il terremoto. La politica ha creato a volte ulteriori ostacoli, che si aggiungono a quelli propri di un contesto già difficile. Si va avanti a colpi di proroghe, spesso all'ultima data utile, che non consentono di fare progetti di vita, di programmare investimenti su un territorio che era già in difficoltà economica già prima del sisma, che non permettono ai terremotati semplicemente di vivere senza l'ansia di non sapere che succederà domani».

I territori più colpiti hanno bisogno di maggiori attenzioni e provvedimenti mirati, spiega Ludvina Cinti: «Chi ha perso tutto ha bisogno come prima cosa di tranquillità e stabilità emotiva, che derivano dall'avere di fronte un orizzonte temporale certo e norme definite. Alla ricostruzione materiale si deve accompagnare quella economica e sociale, per essere certi che questi territori avranno un futuro, perchè senza quelle prospettive di sviluppo economico che creano opportunità di lavoro, è un'illusione pensare di poter frenare spopolamento ed abbandono della montagna. Un altro baluardo del territorio sono i servizi, fondamentale avere un ospedale efficiente e funzionale alle necessità del territorio montano, non bastano le eliambulanza in volo di notte, se si affossano i servizi esistenti e per curarsi si devono percorrere decine di km, in un contesto viario rimasto fermo al secolo scorso». Conclude Ludvina Cinti: «Voglio dare voce a chi rimane in silenzio, anche se nel suo cuore spera che le cose possano cambiare, a chi vorrebbe un futuro per le zone terremotate e nuove prospettive di sviluppo per le Marche dimenticate. Siamo pochi ma viviamo in tante zone diverse, ed i pochi di tante zone possono fare la differenza, se hanno il coraggio di farsi sentire».
Riavvio in sicurezza del nuovo anno scolastico a Sassoferrato. Non ci sono problematiche legati agli spazi, sono stati acquistati banchi singoli e si sta provvedendo a capire con garantire i servizi mensa e trasporti. A comunicarlo, il sindaco Maurizio Greci.

“Siamo al lavoro da luglio per garantire che tutte le misure di sicurezza siano pronte per l’avvio del nuovo anno scolastico e, quindi, evitare che possa esserci una nuova fase della pandemia da Covid-19”, evidenzia il primo cittadino sentinate che conferma l’avvenuto acquisto e la consegna già effettuata per quel che riguarda gli arredi scolastici. Sono infatti stati acquistati dei nuovi banchi monoposto da destinare ai tre plessi scolastici. “Tale acquisto, unitamente al positivo esito delle verifiche in ordine alle volumetrie degli ambienti destinati alla didattica e alla refezione scolastica, garantiranno il rispetto delle distanze di sicurezza prescritte dalle normative vigenti e, pertanto, la ripresa delle attività secondo le prescrizioni dettate dalla normativa in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica”.

Si è inoltre provveduto all’acquisto, destinato prevalentemente alla scuola materna “Rodari”, di nuovi arredi per l’allestimento degli spazi esterni al plesso, al fine di garantire quanto più possibile l’utilizzo delle aree destinate alle attività educative all’aperto, in linea con le direttive fornite al riguardo in relazione alla didattica dedicata alla fascia 0-6.

Per quel che concerne il trasporto scolastico, l’Amministrazione comunale è impegnata nei necessari confronti. Lo stesso dicasi per la ripresa del servizio di refezione, ponendo particolare attenzione alle regole introdotte in ordine alle procedure di preparazione e presentazione dei pasti. Sono, infine, in corso valutazioni per la definizione degli ulteriori servizi connessi al riavvio dell’attività scolastica e, segnatamente, l’assistenza a bordo dei mezzi di trasporto e il servizio di accoglienza prescolastica.

f.u.

Il contenzioso legale, seppur vinto, ha determinato “un irrigidimento del sistema bancario nell’erogazione di fondi”. E, poi, prima la contrazione del mercato degli elettrodomestici e, per finire, la mazzata finale dovuta alla pandemia da Covid-19 “che ha comportato il congelamento degli ordini”. Queste le motivazioni principali addotte dalla Indelfab di Fabriano, ex JP Industries, per avviare la procedura di mobilità per l’intera forza lavoro, vale a dire 583 lavoratori fra Marche e Umbria.

Si conoscono le motivazioni che hanno portato il liquidatore della Indelfab, l’imprenditore cerretese Giovanni Porcarelli, a prendere la decisione di aprire la procedura di mobilità per tutti i 583 lavoratori ex JP Industries: 304 a Fabriano e 279 a Gaifanain Umbria. E nemmeno il blocco dei licenziamenti deciso dal Governo Conte potrebbe salvarli, infatti, sembra che non sia applicabile per le aziende in liquidazione, come è per l’appunto la Indelfab.

Secondo la versione dell’azienda si è giunti a questa decisione per tre motivi. Il primo parte da lontano, vale a dire dopo l’acquisto da parte della JP Industries del comparto bianco della ex Antonio Merloni, vale a dire gli stabilimenti Santa Maria e Maragone a Fabriano e quello umbro di Gaifana, che ha portato l’avvio di un contenzioso legale azionato dal pool di banche creditrici nei confronti della Ardo. Un lungo procedimento giudiziario che si è concluso in Corte di Cassazione con la vittoria per la JP Industries, cheha creato difficoltà “nell’instaurare rapporti economici sostenibili e duraturi con clienti e fornitori sia per lo stato di incertezza oggettivamente causato dalla controversia giudiziale, sia per l’irrigidimento del sistema bancario, che di fatto ha reso impossibile il ricorso alle risorse finanziarie indispensabili per il completo sviluppo dell’impresa, per il conseguimento degli obiettivi di rilancio aziendale e per la realizzazione di tutti gli investimenti programmati nel piano industriale originario”, si legge nella lettera inviata, fra gli altri, ai sindacati di categoria e ai ministeri del Lavoro e Sviluppo economico.

Ad aggravare ulteriormente la situazione la profonda crisi nella quale è caduto il comparto degli elettrodomestici a livello mondiale che ha consigliato un ripensamento in merito al posizionamento di mercato dell’azienda e agli investimenti nell’innovazione di prodotto, “sostenuti, proprio a causa del contenzioso in essere, solo dall’apporto di risorse finanziarie da parte della compagine sociale”, il secondo fattore determinante evidenziato nella missiva.

Infine, nonostante il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali per otto anni consecutivi, vale a dire la cassa integrazione, la mazzata della pandemia da Coronavirus. Che se da una parte ha consentito di poter usufruire di altra cassa integrazione con causale Covid almeno fino al prossimo 6 settembre. Dall’altra, però, “gli effetti negativi prodotti sull’economia mondiale e sul mercato di riferimento dall’epidemia Covid-19 e i timori di una recrudescenza del virus hanno incontrovertibilmente pregiudicato le possibilità di proseguire nel percorso di riorganizzazione dell’impresa”. Da qui, la decisione dell’Assemblea di sciogliere anticipatamente la società e metterla in liquidazione, nominando liquidatore Giovanni Porcarelli. E poi, il 19 agosto, comunicare ufficialmente l’apertura della procedura di mobilità per l’intera forza lavoro.

f.u.

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