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Una polemica innescata dal gestore del campeggio comunale di Fiastra su cui l'amministrazione comunale chiarisce la propria posizione. Motivo del contendere il presunto accanimento dell'amministrazione verso gli ospiti del campeggio, multati per aver lasciato le auto in divieto di sosta.
Alle "accuse" del gestore, che imputa ai vigili l'aver multato solo le auto degli ospiti del campeggio, l'amministrazione risponde che gli agenti hanno semplicemente verificato la presenza di quattro auto parcheggiate sul lato destro della strada che conduce al campeggio, dove da oltre 15 anni vige un divieto di sosta, ed hanno quindi proceduto a redigere i relativi avvisi di accertamento.
A causa dell'altissimo afflusso turistico registrato quest'estate, il Comune ha riaperto la strada in questione al transito e al parcheggio dopo che, nel 2015, era stato deciso di consentirne l'accesso ai soli ospiti del campeggio. Nell'ordinanza di riapertura, però, non è stato ritenuto necessario ribadire che su quella strada esiste un divieto di sosta sul lato destro, peraltro regolarmente segnalato, che trova la sua ragion d'essere nella larghezza ridotta della carreggiata.
Il vigile ha poi constatato, al momento, che le auto appartenevano tutte agli ospiti del campeggio ed ha ritenuto corretto non procedere alla redazione del verbale di contestazione, stracciando l'avviso di accertamento che aveva apposto sulle macchine parcheggiate in divieto di sosta. Questo perché ha rilevato una carenza nell'ultima ordinanza che il Comune ha emesso su quella strada, in cui non si ribadiva la presenza del divieto sul lato destro della stessa, agendo così in autotutela.
"In questa fase il Comune - si legge in una nota - certo delle sue ragioni riguardo alle inadempienze contrattuali reiterate da parte del gestore, non intende innescare una sterile polemica che non ha riguardato solo il campeggio, ma la gestione dei flussi turistici nel territorio comunale letteralmente preso d'assalto per tutta l'estate da migliaia di visitatori. La questione si risolverà per vie legali in quanto c'è in ballo un contratto di gestione pluriennale di importanza strategica per il Comune, sia dal punto di vista finanziario che turistico".
f.u.
Alle "accuse" del gestore, che imputa ai vigili l'aver multato solo le auto degli ospiti del campeggio, l'amministrazione risponde che gli agenti hanno semplicemente verificato la presenza di quattro auto parcheggiate sul lato destro della strada che conduce al campeggio, dove da oltre 15 anni vige un divieto di sosta, ed hanno quindi proceduto a redigere i relativi avvisi di accertamento.
A causa dell'altissimo afflusso turistico registrato quest'estate, il Comune ha riaperto la strada in questione al transito e al parcheggio dopo che, nel 2015, era stato deciso di consentirne l'accesso ai soli ospiti del campeggio. Nell'ordinanza di riapertura, però, non è stato ritenuto necessario ribadire che su quella strada esiste un divieto di sosta sul lato destro, peraltro regolarmente segnalato, che trova la sua ragion d'essere nella larghezza ridotta della carreggiata.
Il vigile ha poi constatato, al momento, che le auto appartenevano tutte agli ospiti del campeggio ed ha ritenuto corretto non procedere alla redazione del verbale di contestazione, stracciando l'avviso di accertamento che aveva apposto sulle macchine parcheggiate in divieto di sosta. Questo perché ha rilevato una carenza nell'ultima ordinanza che il Comune ha emesso su quella strada, in cui non si ribadiva la presenza del divieto sul lato destro della stessa, agendo così in autotutela.
"In questa fase il Comune - si legge in una nota - certo delle sue ragioni riguardo alle inadempienze contrattuali reiterate da parte del gestore, non intende innescare una sterile polemica che non ha riguardato solo il campeggio, ma la gestione dei flussi turistici nel territorio comunale letteralmente preso d'assalto per tutta l'estate da migliaia di visitatori. La questione si risolverà per vie legali in quanto c'è in ballo un contratto di gestione pluriennale di importanza strategica per il Comune, sia dal punto di vista finanziario che turistico".
f.u.
Una notizia circolata sui social, ma assolutamente priva di fondamento quella riferita ad un possibile contagio da Covid 19 a Tolentino durante la serata del Premio Ravera sabato 22 agosto.
In mattinata, infatti, sui canali social, da quanto sembra utilizzando un profilo con pseudonimo, è stato diffuso un comunicato nel quale si informava che coloro che avessero partecipato al Premio Ravera potevano richiedere di effettuare il tampone per verificare l’eventuale contagio.
Pronta la smentita dell'amministrazione comunale tolentinate che con nota a firma del sindaco Giuseppe Pezzanesi sottolinea che “il comunicato è assolutamente falso ed è estremamente grave in quanto si configura il procurato allarme, specie in considerazione del periodo emergenziale che tutti noi stiamo vivendo. Abbiamo già denunciato il fatto alle autorità competenti - conclude il primoi cittadino - e in particolare alla Polizia Postale e stiamo lavorando con tutte le autorità interessate per risalire al colpevole o ai colpevoli di un così grave fatto per assicurarli alla Giustizia.

In mattinata, infatti, sui canali social, da quanto sembra utilizzando un profilo con pseudonimo, è stato diffuso un comunicato nel quale si informava che coloro che avessero partecipato al Premio Ravera potevano richiedere di effettuare il tampone per verificare l’eventuale contagio.
Pronta la smentita dell'amministrazione comunale tolentinate che con nota a firma del sindaco Giuseppe Pezzanesi sottolinea che “il comunicato è assolutamente falso ed è estremamente grave in quanto si configura il procurato allarme, specie in considerazione del periodo emergenziale che tutti noi stiamo vivendo. Abbiamo già denunciato il fatto alle autorità competenti - conclude il primoi cittadino - e in particolare alla Polizia Postale e stiamo lavorando con tutte le autorità interessate per risalire al colpevole o ai colpevoli di un così grave fatto per assicurarli alla Giustizia.

Uno dei simboli di Fabriano torna ad affascinare residenti e turisti dopo un lungo restauro. Da questa mattina, la Fontana Sturinaldo di piazza del Comune è stata riattivata. “Un intervento di restauro conservativo durato oltre un anno e che ha riconsegnato nel suo massimo splendore la fontana che più di ogni altra cosa rappresenta il simbolo della nostra città. Un intervento che riqualifica l'intera piazza, ma che è solo il primo tassello di altri interventi che saranno molto più incisivi con i prossimi interventi”, assicura il sindaco, Gabriele Santarelli.
Secondo il primo cittadino si è tratta di un quasi salvataggio viste le condizioni in cui la fontana versava, come testimonia la prima relazione dell'esperto chiamata appositamente per avviare i lavori e capire come intervenire, reso ancora più difficile da quanto scoperto dopo l'inizio dei lavori: “L’aver accertato dopo i primi test eseguiti che parte del deposito presente è costituito dalla ripassatura al quarzo condotta nel recente passato, attesta una criticità particolare nella realizzazione della pulitura, che - nella necessità di non arrecare alcun danno al substrato lapideo indebolito - richiederà sicuramente un ingente dispiego di ore di lavoro. Senza questo contrattempo dovuto a un precedente trattamento con vernice al quarzo del tutto fuori luogo i lavori sarebbero terminati nel 2019”, polemizza Santarelli.
Ma ormai ci siamo. Da questa mattina su indicazione dell'architetto responsabile dei lavori, dopo aver atteso che gli stucchi e il trattamento protettivo si asciugassero, è stata restituita la vita alla Fontana e nei prossimi giorni verrà attentamente monitorata per valutare la reazione degli stucchi e delle impermeabilizzazioni.
Non è il solo lavoro sulle Fontane cittadine, come conferma lo stesso Sindaco di Fabriano. “Prosegue l'intervento nella fontana di Piazza Giovanni Paolo II dove, anche qui, abbiamo riscoperto colori inaspettati”, conclude il primo cittadino.
f.u.
Secondo il primo cittadino si è tratta di un quasi salvataggio viste le condizioni in cui la fontana versava, come testimonia la prima relazione dell'esperto chiamata appositamente per avviare i lavori e capire come intervenire, reso ancora più difficile da quanto scoperto dopo l'inizio dei lavori: “L’aver accertato dopo i primi test eseguiti che parte del deposito presente è costituito dalla ripassatura al quarzo condotta nel recente passato, attesta una criticità particolare nella realizzazione della pulitura, che - nella necessità di non arrecare alcun danno al substrato lapideo indebolito - richiederà sicuramente un ingente dispiego di ore di lavoro. Senza questo contrattempo dovuto a un precedente trattamento con vernice al quarzo del tutto fuori luogo i lavori sarebbero terminati nel 2019”, polemizza Santarelli.
Ma ormai ci siamo. Da questa mattina su indicazione dell'architetto responsabile dei lavori, dopo aver atteso che gli stucchi e il trattamento protettivo si asciugassero, è stata restituita la vita alla Fontana e nei prossimi giorni verrà attentamente monitorata per valutare la reazione degli stucchi e delle impermeabilizzazioni.
Non è il solo lavoro sulle Fontane cittadine, come conferma lo stesso Sindaco di Fabriano. “Prosegue l'intervento nella fontana di Piazza Giovanni Paolo II dove, anche qui, abbiamo riscoperto colori inaspettati”, conclude il primo cittadino.
f.u.
Indelfab di Fabriano: evitare licenziamenti e prolungare utilizzo degli ammortizzatori sociali
24 Ago 2020
“Abbiamo due ordini di problemi che questo pomeriggio metteremo sul tavolo della discussione con le Istituzioni: evitare i licenziamenti e prolungare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali dopo il 6 settembre, quando scadrà la cassa integrazione Covid”. Questi gli argomenti toccati durante l’assemblea dei lavoratori Indelfab di Fabriano (ex JP Industries), che si è svolta questa mattina fuori dalla sala mensa del sito produttivo di Santa Maria alla presenza di circa 150 lavoratori. Presenti i sindacati di categoria Isabella Gentilucci per la Uilm, Gianpiero Santoni per la Fim e Pierpaolo Pullini per la Fiom.
“Siamo di fronte a una situazione gravissima in termini occupazionali e non solo. L’azienda ci ha comunicato che non sussistono più le condizioni per andare avanti e per questo ha deciso di aprire la procedura di mobilità per l’intera forza lavoro: 583 lavoratori fra Marche e Umbria. Ci avevano promesso un nuovo piano concordatario da presentare in Tribunale, ma abbiamo forti dubbi che lo faranno in questa fase. Ci hanno detto, telefonicamente, che ci stanno ragionando. La situazione diventa grave anche alla luce del 6 settembre quando scade la cassa integrazione Covid. Essendo azienda in liquidazione, anche la cassa straordinaria autorizzata in precedenza, non ci spetta. Un problema da affrontare in tempi brevi. Combatteremo fino alla fine per entrambe le problematiche”, ha ribadito Santoni.
Il rischio, ipotesi più negativa, è che il 7 settembre si proceda a tutti i licenziamenti senza il rispetto delle procedure dei 120 giorni. “Noi chiederemo impegni per il dopo 6 settembre. Trovare soluzioni per reindustrializzare il territorio, Marche e Umbria non si possono permettere di perdere altri posti di lavoro e altre realtà industriali. E dobbiamo risolvere queste problematiche in fretta, la convocazione entro metà settembre al Mise, è tardi”, ha evidenziato la Gentilucci.
Pullini: “Giovanni Porcarelli ha sempre avuto pretese impossibili come quando pretendeva che Invitalia comprasse il capannone di Gaifana in Umbria. Assurdo. Anche il Governo è latitante, come tutte le Istituzioni. Le Istituzioni come replicano a questa arroganza di Porcarelli? È importante che il dramma di voi lavoratori sia percepito”, ha concluso Pullini, invitando i lavoratori ad effettuare un presidio questo pomeriggio alle 15:30 davanti all’ingresso dell’Oratorio della Carità, dove dalle 16 saranno presenti i Sindaci di Fabriano Gabriele Santarelli, i colleghi di Nocera Umbra Giovanni Bontempi e Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, l’assessore della Regione Marche Loretta Bravi, l’assessore della Regione Umbria Michele Fioroni, e il Sottosegretario al Mise Alessia Morani, per un primo confronto istituzionale con i sindacati.
ms
“Siamo di fronte a una situazione gravissima in termini occupazionali e non solo. L’azienda ci ha comunicato che non sussistono più le condizioni per andare avanti e per questo ha deciso di aprire la procedura di mobilità per l’intera forza lavoro: 583 lavoratori fra Marche e Umbria. Ci avevano promesso un nuovo piano concordatario da presentare in Tribunale, ma abbiamo forti dubbi che lo faranno in questa fase. Ci hanno detto, telefonicamente, che ci stanno ragionando. La situazione diventa grave anche alla luce del 6 settembre quando scade la cassa integrazione Covid. Essendo azienda in liquidazione, anche la cassa straordinaria autorizzata in precedenza, non ci spetta. Un problema da affrontare in tempi brevi. Combatteremo fino alla fine per entrambe le problematiche”, ha ribadito Santoni.
Il rischio, ipotesi più negativa, è che il 7 settembre si proceda a tutti i licenziamenti senza il rispetto delle procedure dei 120 giorni. “Noi chiederemo impegni per il dopo 6 settembre. Trovare soluzioni per reindustrializzare il territorio, Marche e Umbria non si possono permettere di perdere altri posti di lavoro e altre realtà industriali. E dobbiamo risolvere queste problematiche in fretta, la convocazione entro metà settembre al Mise, è tardi”, ha evidenziato la Gentilucci.
Pullini: “Giovanni Porcarelli ha sempre avuto pretese impossibili come quando pretendeva che Invitalia comprasse il capannone di Gaifana in Umbria. Assurdo. Anche il Governo è latitante, come tutte le Istituzioni. Le Istituzioni come replicano a questa arroganza di Porcarelli? È importante che il dramma di voi lavoratori sia percepito”, ha concluso Pullini, invitando i lavoratori ad effettuare un presidio questo pomeriggio alle 15:30 davanti all’ingresso dell’Oratorio della Carità, dove dalle 16 saranno presenti i Sindaci di Fabriano Gabriele Santarelli, i colleghi di Nocera Umbra Giovanni Bontempi e Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, l’assessore della Regione Marche Loretta Bravi, l’assessore della Regione Umbria Michele Fioroni, e il Sottosegretario al Mise Alessia Morani, per un primo confronto istituzionale con i sindacati.
ms
Sono diversi i tolentinati candidati alle prossime elezioni regionali, ma l'associazione Città in Comune, nata dopo le elezioni amministrative di Tolentino dall'omonima lista, ha le idee chiare e ha deciso di sostenere la candidata Barbara Salcocci della lista Dipende da noi.
"Le imminenti elezioni regionali di settembre - scrive l'associazione in una nota - daranno ai cittadini la possibilità di rinnovare la classe dirigente regionale e di imprimere una svolta significativa alle politiche pubbliche in atto da almeno un decennio nelle Marche. L'associazione Città in Comune, nata anche per contribuire ad un profondo rinnovamento a livello locale, ha da sempre cercato di riunire le esperienze più avanzate della sinistra coerente capace per competenze e onestà di proporre un'idea di governo locale frutto di partecipazione, di coinvolgimento e di una pratica democratica capace di neutralizzare le autoreferenzialità delle istituzioni. Fatte queste necessarie premesse, prendendo atto della chiusura del PD, incapace di aprirsi ad una società molto più articolata rispetto alle semplificazioni mediatiche, Città in Comune esprime il proprio sostegno alla lista "Dipende da Noi", per Roberto Mancini candidato presidente, ed in particolare per Barbara Salcocci, amica, compagna e testimone in prima persona, insieme agli altri tremila sfollati di Tolentino, delle storture della gestione dell'emergenza a livello regionale e dei costanti fallimenti dell'amministrazione Pezzanesi a livello locale".
Duro l'attacco dell'associaizone al Partito Democratico ed al centro destra: "È necessario restituire ai cittadini un salutare "bagno di realtà", evitando le semplificazioni che il PD regionale da un lato, ed il centrodestra che governa la maggioranza dei comuni anche all'interno del cratere dall'altro, Tolentino incluso, vorrebbero ostentare".
L'associazione non fa sconti e attacca il governatore regionale uscente, così come il sindaco di Tolentino: "Sono di fatto fuori luogo gli appelli al "voto utile", quando è evidente che i migliori alleati del governo Ceriscioli sono state proprio quelle amministrazioni di centrodestra che tutto hanno fatto fuorché dare una risposta ai cittadini ed ai territori. Come giudicare altrimenti il regalo fatto dalla Giunta regionale uscente alla Giunta Pezzanesi per l'acquisto di un capannone neanche accatastato per il doppio del valore reale? Elargizioni di denaro pubblico per assecondare la visione distorta del "nostro" primo cittadino di realizzare una sorta di Tolentino 2, col drammatico risultato che ad oggi i terremotati sono ancora senza uno straccio di abitazione di emergenza o peggio, sono ancora ammassati nei container, a quattro anni da quei drammatici giorni".
GS
"Le imminenti elezioni regionali di settembre - scrive l'associazione in una nota - daranno ai cittadini la possibilità di rinnovare la classe dirigente regionale e di imprimere una svolta significativa alle politiche pubbliche in atto da almeno un decennio nelle Marche. L'associazione Città in Comune, nata anche per contribuire ad un profondo rinnovamento a livello locale, ha da sempre cercato di riunire le esperienze più avanzate della sinistra coerente capace per competenze e onestà di proporre un'idea di governo locale frutto di partecipazione, di coinvolgimento e di una pratica democratica capace di neutralizzare le autoreferenzialità delle istituzioni. Fatte queste necessarie premesse, prendendo atto della chiusura del PD, incapace di aprirsi ad una società molto più articolata rispetto alle semplificazioni mediatiche, Città in Comune esprime il proprio sostegno alla lista "Dipende da Noi", per Roberto Mancini candidato presidente, ed in particolare per Barbara Salcocci, amica, compagna e testimone in prima persona, insieme agli altri tremila sfollati di Tolentino, delle storture della gestione dell'emergenza a livello regionale e dei costanti fallimenti dell'amministrazione Pezzanesi a livello locale".
Duro l'attacco dell'associaizone al Partito Democratico ed al centro destra: "È necessario restituire ai cittadini un salutare "bagno di realtà", evitando le semplificazioni che il PD regionale da un lato, ed il centrodestra che governa la maggioranza dei comuni anche all'interno del cratere dall'altro, Tolentino incluso, vorrebbero ostentare".
L'associazione non fa sconti e attacca il governatore regionale uscente, così come il sindaco di Tolentino: "Sono di fatto fuori luogo gli appelli al "voto utile", quando è evidente che i migliori alleati del governo Ceriscioli sono state proprio quelle amministrazioni di centrodestra che tutto hanno fatto fuorché dare una risposta ai cittadini ed ai territori. Come giudicare altrimenti il regalo fatto dalla Giunta regionale uscente alla Giunta Pezzanesi per l'acquisto di un capannone neanche accatastato per il doppio del valore reale? Elargizioni di denaro pubblico per assecondare la visione distorta del "nostro" primo cittadino di realizzare una sorta di Tolentino 2, col drammatico risultato che ad oggi i terremotati sono ancora senza uno straccio di abitazione di emergenza o peggio, sono ancora ammassati nei container, a quattro anni da quei drammatici giorni".
GS
Quella del 24 agosto è una data che ricorderà per sempre momenti che hanno cambato la vita di molte persone. A quattro anni dalla prima delle terribili scosse di terremoto che hanno segnato il Centro Italia è la presidente del Comitato 30 ottobre, Flavia Giombetti, a pensare alle vittime che ci sono state e ai sopravvissuti: "Purtroppo è una data che ci ha segnato - dice - e ha cambiato la vita di molte persone. Noi il 24 di agosto quella scossa l'abbiamo sentita 'di riflesso' perchè l'epicentro e la distruzione sono state ad Amatrice, Arquata e Pescara del Tronto, dove sappiamo che molti hanno perso la vita. Ho avuto modo di parlare con tanti sopravvissuti: madri che hanno perso figli, persone che hanno perso i propri cari e devo dire che davvero non ci sono le parole per descrivere quello che ho provato, io personalmente, parlando con loro. E' una ferita che ogni anno si riapre anche perchè stiamo assistendo al nulla. Sono ferite che restano aperte".
C'è delusione tra i terremotati nell'attendere la ricostruzione tanto annunciata: "Il nuovo Commissario chiede la speranza - prosegue Flavia Giombetti - , chiede ai terremotati di sperare ancora che qualcosa possa avvenire. Da parte nostra posso dire che la speranza, dopo quattro anni, si affievolisce. Sentiamo sempre parlare di burocrazia, ma dietro a questa scusa c'è la vita di tante persone che negli ultimi anni hanno vissuto nelle SAE o, ancora peggio, nei container come a Tolentino".
Un tema, quello della ricostruzione, che rischia ancora una volta di diventare strumento di campagna elettorale anche per la Regione Marche: "Il rischio lo vediamo - ammette - . Io non vorrei fare polemica su questo, ma il mio pensiero è che di squali ce ne sono tanti. Il sisma è stato ed è anche oggi strumento di campagne elettoriali. Mi dispiace sentire o leggere di persone che solo oggi si spendono per il terremoto come se nulla fosse accauto prima, non si fa la campagna elettorale sulla pelle delle persone, sui paesi che non ci sono più e sugli annunci di chi promette che ricostruirà. I terremotati sono stati utilizzati sempre, in ogni propaganda, questa battaglia non si vince così".
GS
C'è delusione tra i terremotati nell'attendere la ricostruzione tanto annunciata: "Il nuovo Commissario chiede la speranza - prosegue Flavia Giombetti - , chiede ai terremotati di sperare ancora che qualcosa possa avvenire. Da parte nostra posso dire che la speranza, dopo quattro anni, si affievolisce. Sentiamo sempre parlare di burocrazia, ma dietro a questa scusa c'è la vita di tante persone che negli ultimi anni hanno vissuto nelle SAE o, ancora peggio, nei container come a Tolentino".
Un tema, quello della ricostruzione, che rischia ancora una volta di diventare strumento di campagna elettorale anche per la Regione Marche: "Il rischio lo vediamo - ammette - . Io non vorrei fare polemica su questo, ma il mio pensiero è che di squali ce ne sono tanti. Il sisma è stato ed è anche oggi strumento di campagne elettoriali. Mi dispiace sentire o leggere di persone che solo oggi si spendono per il terremoto come se nulla fosse accauto prima, non si fa la campagna elettorale sulla pelle delle persone, sui paesi che non ci sono più e sugli annunci di chi promette che ricostruirà. I terremotati sono stati utilizzati sempre, in ogni propaganda, questa battaglia non si vince così".
GS
Al termine della Recita dell'Angelus in piazza San Pietro, affacciato alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre ha voluto oggi dedicare un pensiero a tutte le popolazioni del Centro Italia, ancora in sofferenza a causa del sisma.

Nell’approssimarsi della data che segna i 4 anni dalle prime scosse devastanti della notte del 24 agosto 2016, Papa Francesco ha rinnovato la preghiera per le famiglie e le comunità che hanno subito maggiori danni, rivolgendo a loro il suo pensiero, affinchè possano andare avanti con solidarietà e speranza. Nelle parole del Papa anche l'augurio che si acceleri la ricostruzione affinchè la gente possa tornare a vivere serenamente nei bellissimi territori dell’appennino.
Parole subito accolte con affetto dall'Arcivescovo Francesco Massara, a sua volta sempre in prima linea per alleviare e risolvere ogni difficoltà delle comunità terremotate
“ Dal profondo del cuore - ha detto Mons. Massara- sento di ringraziare il Santo Padre per l’attenzione che ha sempre avuto per i territori feriti dal sisma e per questo pensiero che ha voluto dedicare loro, durante l’Angelus in piazza San Pietro, Lo interpretiamo come ulteriore segno di una costante vicinanza e da stimolo ad andare avanti con fiducia".
c.c.

Nell’approssimarsi della data che segna i 4 anni dalle prime scosse devastanti della notte del 24 agosto 2016, Papa Francesco ha rinnovato la preghiera per le famiglie e le comunità che hanno subito maggiori danni, rivolgendo a loro il suo pensiero, affinchè possano andare avanti con solidarietà e speranza. Nelle parole del Papa anche l'augurio che si acceleri la ricostruzione affinchè la gente possa tornare a vivere serenamente nei bellissimi territori dell’appennino.
Parole subito accolte con affetto dall'Arcivescovo Francesco Massara, a sua volta sempre in prima linea per alleviare e risolvere ogni difficoltà delle comunità terremotate
“ Dal profondo del cuore - ha detto Mons. Massara- sento di ringraziare il Santo Padre per l’attenzione che ha sempre avuto per i territori feriti dal sisma e per questo pensiero che ha voluto dedicare loro, durante l’Angelus in piazza San Pietro, Lo interpretiamo come ulteriore segno di una costante vicinanza e da stimolo ad andare avanti con fiducia".
c.c.
Domenica 23 agosto a partire dalle ore 18,00, nel centro storico di Visso, l’Associazione “OPERAZIONE RICOMINCIAMO”, con il patrocinio del Comune di Visso e la collaborazione della Pro Loco di Visso, presenta l’evento "Una serata per ricominciare".
In occasione delle celebrazioni per ricordare i quattro anni dal sisma del centro Italia, Piazza Martiri Vissani, una delle 26 zone rosse delle Marche, ospita un momento di condivisione fortemente voluto da “OPERAZIONE RICOMINCIAMO”, l’associazione di Casalmaiocco in provincia di Lodi, nata subito dopo il sisma dell’ottobre 2016 per portare solidarietà alle persone e ai territori più colpiti. Molti i viaggi solidali realizzati in questi anni dai volontari dell’associazione. Il Presidente Vanes Moro ci tiene a ricordare che il gruppo privato ha consegnato viveri, generi di prima necessità, vestiario e fondi alle popolazioni dell'Appennino Umbro-Marchigiano direttamente, andando con propri mezzi a casa delle persone o nei luoghi dove erano ospitate. Nel tempo la collaborazione con il territorio si è consolidata anche con l’acquisto di prodotti enogastronomici, pacchi solidali, realizzazione di mercatini in Lombardia e occasioni istituzionali, ospitando delegazioni marchigiane. Un’operazione di grande amicizia che ha permesso di creare una rete reale tra la gente residente in diversi comuni terremotati. “A 4 anni dal sisma, siamo lieti di ospitare a Visso “Operazione Ricominciamo”, un'associazione che non vuole farci dimenticare e che si rende molto attiva per il territorio. Nel rispetto della sicurezza e del distanziamento sociale, l'ingresso sarà consentito solo a circa cinquanta persone, che dovranno prenotare il proprio posto.” Queste le parole di Patrizia Serfaustini, vicesindaco di Visso, commentando l’evento che vedrà sul palco l’alternarsi di letture teatrali a momenti musicali grazie agli artisti Giulia Merelli, attrice e insegnante di teatro; Marco Meo, del gruppo Lu Trainanà e Cristian Latini, che presenteranno canti e suoni della tradizione popolare marchigiana; Lele Borghi, vicino all’associazione promotrice dell’evento, eclettico polistrumentista e cantautore di Reggio Emilia, che proporrà canzoni e racconti.A presentare il pomeriggio, che vedrà anche momenti istituzionali, la giornalista Barbara Olmai. A contribuire all’organizzazione del pomeriggio, anche il coordinatore del gruppo della Protezione civile di Camporotondo di Fiastrone, Vincenzo Sambuco e professionisti locali che assicureranno la diretta video facebook sulla pagina dell’associazione “OPERAZIONE RICOMINCIAMO”, per permettere anche ai numerosi sostenitori della realtà lombarda di seguire l’evento, trasmesso anche in diretta radio sulle frequenze di Radio C1 inBlu (90.6 - 99.4 - 101.8 – 103) e in streaming sul sito www.radioc1inblu.it.
L'evento sarà trasmesso in diretta sulle frequenze di Radio C1...inblu
In occasione delle celebrazioni per ricordare i quattro anni dal sisma del centro Italia, Piazza Martiri Vissani, una delle 26 zone rosse delle Marche, ospita un momento di condivisione fortemente voluto da “OPERAZIONE RICOMINCIAMO”, l’associazione di Casalmaiocco in provincia di Lodi, nata subito dopo il sisma dell’ottobre 2016 per portare solidarietà alle persone e ai territori più colpiti. Molti i viaggi solidali realizzati in questi anni dai volontari dell’associazione. Il Presidente Vanes Moro ci tiene a ricordare che il gruppo privato ha consegnato viveri, generi di prima necessità, vestiario e fondi alle popolazioni dell'Appennino Umbro-Marchigiano direttamente, andando con propri mezzi a casa delle persone o nei luoghi dove erano ospitate. Nel tempo la collaborazione con il territorio si è consolidata anche con l’acquisto di prodotti enogastronomici, pacchi solidali, realizzazione di mercatini in Lombardia e occasioni istituzionali, ospitando delegazioni marchigiane. Un’operazione di grande amicizia che ha permesso di creare una rete reale tra la gente residente in diversi comuni terremotati. “A 4 anni dal sisma, siamo lieti di ospitare a Visso “Operazione Ricominciamo”, un'associazione che non vuole farci dimenticare e che si rende molto attiva per il territorio. Nel rispetto della sicurezza e del distanziamento sociale, l'ingresso sarà consentito solo a circa cinquanta persone, che dovranno prenotare il proprio posto.” Queste le parole di Patrizia Serfaustini, vicesindaco di Visso, commentando l’evento che vedrà sul palco l’alternarsi di letture teatrali a momenti musicali grazie agli artisti Giulia Merelli, attrice e insegnante di teatro; Marco Meo, del gruppo Lu Trainanà e Cristian Latini, che presenteranno canti e suoni della tradizione popolare marchigiana; Lele Borghi, vicino all’associazione promotrice dell’evento, eclettico polistrumentista e cantautore di Reggio Emilia, che proporrà canzoni e racconti.A presentare il pomeriggio, che vedrà anche momenti istituzionali, la giornalista Barbara Olmai. A contribuire all’organizzazione del pomeriggio, anche il coordinatore del gruppo della Protezione civile di Camporotondo di Fiastrone, Vincenzo Sambuco e professionisti locali che assicureranno la diretta video facebook sulla pagina dell’associazione “OPERAZIONE RICOMINCIAMO”, per permettere anche ai numerosi sostenitori della realtà lombarda di seguire l’evento, trasmesso anche in diretta radio sulle frequenze di Radio C1 inBlu (90.6 - 99.4 - 101.8 – 103) e in streaming sul sito www.radioc1inblu.it.
L'evento sarà trasmesso in diretta sulle frequenze di Radio C1...inblu
Incendi sterpaglie in Apiro e a Recanati
22 Ago 2020
Due distinti incendi di sterpaglie hanno richiesto un lungo lavoro dei Vigili del Fuoco impegnati con più mezzi e uomini per avere ragione delle fiamme. Il primo si è sviluppato in contrada Piaggia nel comune di Apiro. Le operazioni di spegnimento hanno visto operare la squadra di Macerata intervenuta con un'autobotte e tre mezzi e la suadra di Apiro sul posto con altri tre mezzi. Interessata un'area di circa quattro ettari.
Meno laboriose le operazioni di spegnimento del rogo che ha interessato un canneto in località Chiarino nel comune di Recanati. Sul posto le squadre di Macerata con 3 mezzi e di Civitanova intervenuta con un mezzo.
c.c.
Meno laboriose le operazioni di spegnimento del rogo che ha interessato un canneto in località Chiarino nel comune di Recanati. Sul posto le squadre di Macerata con 3 mezzi e di Civitanova intervenuta con un mezzo.
c.c.
A quattro anni dalle prime scosse del 24 agosto 2016 che hanno seminato morte e distruzione ad Amatrice, Accumuli e Arquata del Tronto, il Commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini lancia la sfida delle nuove regole pronte ad entrare a pieno regime, per imprimere un segnale di vera partenza nei lavori di ricostruzione. Emanate oggi 3 nuove ordinanze per i Programmi Straordinari di ricostruzione nei comuni più colpiti, per la semplificazione nella ricostruzione delle Chiese, per la riorganizzazione interna della struttura commissariale. Ne ha informato lo stesso Commissario Giovanni Legnini nel corso di una conferenza stampa, occasione per diffondere un Rapporto sullo Stato di avanzamento della ricostruzione privata e pubblica nel centro Italia, attraverso la pubblicazione di dati che tracciano un bilancio di 5325 progetti approvati nei quattro anni trascorsi, di cui 2544 già realizzati e 2758 cantieri di ricostruzione privata in corso. "Le opere pubbliche finanziate sono 1405, delle quali concluse solo 86 e i cantieri aperti attualmente sono 85. Il nostro obiettivo- ha detto Legnini- è di incrementare in misura sempre maggiore nei prossimi 6 mesi e di vedere aperti almeno 5000 cantieri privati e pubblici per la prossima primavera, con un ritmo crescente nei mesi e negli anni successivi". Nel primo semestre 2020 la ricostruzione, che già procedeva molto lentamente, è stata pesantemente condizionata dal blocco delle attività causato dall'emergenza Covid; solo il 6,5 per cento delle case danneggiate è stato ricostruito e su 80 mila edifici lesionati sono state presentate all'incirca 14 mila richieste di contributo per la ricostruzione. Di queste, 5.325 sono state accolte, 678 respinte e 7.945 risultano in fase di lavorazione secondo la vecchia procedura, che prevede tempi medi di istruttoria di circa un anno, e che è stata radicalmente modificata dall’Ordinanza 100 del 9 maggio scorso. " A distanza di 4 anni dal primo dei distruttivi fenomeni sismici - ha sottolineato il Commissario- il processo di ricostruzione sin qui caratterizzato da una lentezza non più sostenibile, è ad un punto di svolta. Con questo Rapporto intendevo assolvere innanzitutto al dovere della trasparenza e della corretta e completa informazione. A ciò seguirà, nei prossimi mesi la puntuale definizione di strumenti e metodi di monitoraggio, all'altezzam della sfida che abbiamo di fronte. Programmare, fornire dati e monitorare, costituiscono preziosi strumenti di lavoro e soddisfano le esigenze di limpidezza e controllo da parte dei cittadini". Dopo una disamina di quanto fatto nei sei mesi da Commissario, Legnini ha lanciato un accorato appello a tutti gli attori della ricostruzione e, in particolare ai professionisti, richiamando ad una "maggiore responsabilità e speditezza".
Le tre nuove ordinanze fresche di emanazione sono la 105, 106 e 107 e contengono le norme e le linee guida per l’attuazione dei Programmi straordinari di ricostruzione (Psr) nei comuni più colpiti, per il recupero delle vecchie pratiche e per la ricostruzione delle chiese. Su di esse è stata raggiunta l'intesa “all’unanimità” nella riunione di due giorni fa della Cabina di coordinamento con i governatori e i sindaci delle quattro regioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016.
"Un segnale fortissimo che dà finalmente una svolta alla ricostruzione, quello impresso dal Commissario. Noi tutti dobbiamo essere profondamente grati a Legnini per quello che ha fatto e continuerà a fare per il territorio". A parlare è Mons. Francesco Massara:" Questa volta, siamo davvero nelle condizioni di far partire la ricostruzione degli immobili privati e pubblici e delle chiese. La svolta data dalle normative fatte dal Commissario - ha aggiunto Mons. Massara- ci mette nelle condizioni di iniziare; adesso sta a noi fare la nostra parte. Come diocesi noi siamo già partiti con il Collegio Betti ma continueremo con le chiese e tante opere da risistemare; tra queste ultime infatti abbiamo anche diverse strutture private che potranno essere funzionali al ritrovo sociale delle nostre comunità. Credo che proprio grazie a questi positivi segnali che vengono dal Commissario, tra componenti delle istituzioni, potremo collaborare affinchè la partenza vi sia come fatto reale e non come un mero desiderio".
Come spiegato da Legnini, con queste ordinanze che sfruttano le possibilità sulla semplificazione ed il rilancio offerte dai decreti governativi, sono state rivoluzionate e sburocratizzate le procedure della ricostruzione, dando tempi certi a tutti gli attori della ricostruzione, cittadini, professionisti, imprese, comuni, diocesi. “Chiuso il cantiere normativo – ha sottolineato – è indispensabile che tutti ora si adoperino per far aprire i cantieri della ricostruzione, che non può più attendere. Occorre far ripartire il Centro Italia, messo a dura prova dall’emergenza sisma e da quella indotta dal Covid-19”.
Nello specifico, l’ordinanza 107 “definisce i contenuti dei Programmi straordinari di ricostruzione che possono essere attuati nei comuni più colpiti, ovvero gli indirizzi, i criteri, le priorità, le prescrizioni e ogni altro elemento utile a favorire la speditezza della ricostruzione, tra cui le deroghe alla normativa urbanistica che sono indicate sia nel decreto sisma del dicembre 2019 che nel Decreto sulle semplificazioni varato a fine luglio dal governo”. Nel provvedimento è inoltre prevista “la facoltà per i progettisti di integrare le vecchie domande presentate secondo la vecchia procedura, con la certificazione della conformità urbanistica e della congruità del contributo ed accedere al percorso veloce previsto dall’ordinanza 100”.
Con l’ordinanza 106 sulle chiese, ha spiegato il commissario “si attua la norma contenuta nel decreto semplificazione di luglio, si disciplina ‘ex novo’ l’affidamento della progettazione e dei lavori che le diocesi e gli enti ecclesiastici potranno disporre direttamente o con gare ristrette, come avviene per gli interventi per la ricostruzione privata ad esclusione degli edifici di culto di proprietà degli enti pubblici. Il complesso delle norme introduce una disciplina che consentirà di far partire gli interventi di recupero di oltre 700 chiese”.
Infine, l’ordinanza 105 “provvede alla necessaria riorganizzazione della struttura commissariale ridefinendone gli uffici essenziali e introducendo il principio di separazione tra la gestione ed il funzionamento, affidato ai dirigenti e i poteri normativi di coordinamento, indirizzo e controllo spettanti al commissario e ciò con l’intento di rendere più efficace l’azione della struttura commissariale”. Ritenendo necessario che alle misure previste dalle nuove ordinanze faccia seguito l'aumento delle unità lavorative anche in previsione di un flusso crescente di procedimenti sia per la ricostruzione privata che pubblica, Legnini ha anche annunciato di aver ottenuto dal Governo “la proroga per tutto il personale tecnico ed amministrativo in servizio e l’avvio di un processo di stabilizzazione, disposte con il decreto ‘rilancio 2’ di metà agosto. Tra le sottolineature del Commissario anche quella riguardante la necessità di "disporre di un quadro più evoluto e completo di strumenti finanziari e normativi per sostenere lo sviluppo dei territori colpiti da una doppia emergenza, che si aggiunge ai fenomeni di crisi risalenti nel tempo che caratterizzano le aree interne e montane della dorsale appenninica”.
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Le tre nuove ordinanze fresche di emanazione sono la 105, 106 e 107 e contengono le norme e le linee guida per l’attuazione dei Programmi straordinari di ricostruzione (Psr) nei comuni più colpiti, per il recupero delle vecchie pratiche e per la ricostruzione delle chiese. Su di esse è stata raggiunta l'intesa “all’unanimità” nella riunione di due giorni fa della Cabina di coordinamento con i governatori e i sindaci delle quattro regioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016.
"Un segnale fortissimo che dà finalmente una svolta alla ricostruzione, quello impresso dal Commissario. Noi tutti dobbiamo essere profondamente grati a Legnini per quello che ha fatto e continuerà a fare per il territorio". A parlare è Mons. Francesco Massara:" Questa volta, siamo davvero nelle condizioni di far partire la ricostruzione degli immobili privati e pubblici e delle chiese. La svolta data dalle normative fatte dal Commissario - ha aggiunto Mons. Massara- ci mette nelle condizioni di iniziare; adesso sta a noi fare la nostra parte. Come diocesi noi siamo già partiti con il Collegio Betti ma continueremo con le chiese e tante opere da risistemare; tra queste ultime infatti abbiamo anche diverse strutture private che potranno essere funzionali al ritrovo sociale delle nostre comunità. Credo che proprio grazie a questi positivi segnali che vengono dal Commissario, tra componenti delle istituzioni, potremo collaborare affinchè la partenza vi sia come fatto reale e non come un mero desiderio".
Come spiegato da Legnini, con queste ordinanze che sfruttano le possibilità sulla semplificazione ed il rilancio offerte dai decreti governativi, sono state rivoluzionate e sburocratizzate le procedure della ricostruzione, dando tempi certi a tutti gli attori della ricostruzione, cittadini, professionisti, imprese, comuni, diocesi. “Chiuso il cantiere normativo – ha sottolineato – è indispensabile che tutti ora si adoperino per far aprire i cantieri della ricostruzione, che non può più attendere. Occorre far ripartire il Centro Italia, messo a dura prova dall’emergenza sisma e da quella indotta dal Covid-19”.
Nello specifico, l’ordinanza 107 “definisce i contenuti dei Programmi straordinari di ricostruzione che possono essere attuati nei comuni più colpiti, ovvero gli indirizzi, i criteri, le priorità, le prescrizioni e ogni altro elemento utile a favorire la speditezza della ricostruzione, tra cui le deroghe alla normativa urbanistica che sono indicate sia nel decreto sisma del dicembre 2019 che nel Decreto sulle semplificazioni varato a fine luglio dal governo”. Nel provvedimento è inoltre prevista “la facoltà per i progettisti di integrare le vecchie domande presentate secondo la vecchia procedura, con la certificazione della conformità urbanistica e della congruità del contributo ed accedere al percorso veloce previsto dall’ordinanza 100”.
Con l’ordinanza 106 sulle chiese, ha spiegato il commissario “si attua la norma contenuta nel decreto semplificazione di luglio, si disciplina ‘ex novo’ l’affidamento della progettazione e dei lavori che le diocesi e gli enti ecclesiastici potranno disporre direttamente o con gare ristrette, come avviene per gli interventi per la ricostruzione privata ad esclusione degli edifici di culto di proprietà degli enti pubblici. Il complesso delle norme introduce una disciplina che consentirà di far partire gli interventi di recupero di oltre 700 chiese”.
Infine, l’ordinanza 105 “provvede alla necessaria riorganizzazione della struttura commissariale ridefinendone gli uffici essenziali e introducendo il principio di separazione tra la gestione ed il funzionamento, affidato ai dirigenti e i poteri normativi di coordinamento, indirizzo e controllo spettanti al commissario e ciò con l’intento di rendere più efficace l’azione della struttura commissariale”. Ritenendo necessario che alle misure previste dalle nuove ordinanze faccia seguito l'aumento delle unità lavorative anche in previsione di un flusso crescente di procedimenti sia per la ricostruzione privata che pubblica, Legnini ha anche annunciato di aver ottenuto dal Governo “la proroga per tutto il personale tecnico ed amministrativo in servizio e l’avvio di un processo di stabilizzazione, disposte con il decreto ‘rilancio 2’ di metà agosto. Tra le sottolineature del Commissario anche quella riguardante la necessità di "disporre di un quadro più evoluto e completo di strumenti finanziari e normativi per sostenere lo sviluppo dei territori colpiti da una doppia emergenza, che si aggiunge ai fenomeni di crisi risalenti nel tempo che caratterizzano le aree interne e montane della dorsale appenninica”.
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