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A 4 anni dal sisma che colpi il centro Italia nella notte del 24 agosto 2016, l’associazioneOperazione Ricominciamo” torna nei luoghi più colpiti delle Marche per suggellare un’amicizia nata proprio in quei tragici momenti.
Una serata per ricominciare” è il titolo dell’appuntamento che, a partire dalle ore 18.00, domenica 23 agosto avrà per palcoscenico la piazza di Visso. Dal dramma disastroso di quei giorni, i componenti dell’associazione del nord Italia hanno dato vita ad uno straordinario ponte di solidarietà che mai si è fermato e vuole continuare a testimoniare la sua profonda vicinanza alle popolazioni ferite dal sisma. Un messaggio di speranza quello che, tra letture teatrali, canzoni, racconti e stornelli, prenderà vita dal cuore di Visso in una serata che potrà essere ascoltata in diretta radiofonica sulle frequenze di RadioC1inBlu, in diretta facebook sulla pagina dedicata “Operazione Ricominciamo” e in diretta streaming all’indirizzo www.radioc1inblu.it.
E’ il presidente dell’associazione lodigiana Moro Vanes, a tracciare il percorso dei 4 anni di amicizia e legame profondo, stretto con le popolazioni dell’entroterra montano: “La stessa associazione “Operazione Ricominciamo” è nata proprio in quei giorni difficili in cui abbiamo cominciato a portare degli aiuti mirati nelle zone colpite dal terremoto- racconta-;  da lì sono partiti anche i primissimi contatti locali che ci hanno aiutato a sapere a chi e dove, convogliare i nostri aiuti. E’ così che abbiamo cominciato a conoscere le persone del posto che ci hanno indirizzato a loro volta verso le famiglie e le persone che avevano bisogno supportando l'azione in campo della  Protezione Civile e di tutta la rete degli aiuti nazionali; in un viaggio abbiamo ad esempio portato circa 250 stufette a famiglie di Ussita, Visso e dell’altro versante che vivevano in camper. Ricordo che casa per casa e roulotte per roulotte, abbiamo portato quel che serviva, ma la nostra presenza è andata ben oltre la prima fase di emergenza muovendosi fino ad oggi”.

foto associazione ricominciamo e volontari locali Virgilio Accetta Vanes Moro Vincenzo Sambuco Ramona Moro e Andrea Vaghi
Associazione Ricominciamo e volontari locali Virgilio Accetta, Vanes Moro, Vincenzo Sambuco, Ramona Moro e Andrea Vaghi

Un bel rapporto di amicizia, Moro Vanes e tutta l’associazione da lui presieduta, lo hanno stretto anche con Vincenzo Sambuco di Camporotondo di Fiastrone che, conosciuto inizialmente nei panni di referente della Protezione Civile, è in breve diventato il primo indispensabile contatto locale. 
"Vincenzo è davvero un infaticabile collaboratore; ci ha aiutato tanto anche nell’organizzazione della serata-evento di domenica prossima. Insieme siamo riusciti a dare vita anche ad una serie di mercatini solidali nella nostre zone tra Lodi e Milano, mettendo in piedi una seconda fase solidale, una rete di Commercio di prodotti locali che ci ha consentito di aiutare nella ripresa economica tante piccole imprese dell'entroterra montano".
Nell'addentrarsi nello spirito della serata-evento di Visso, Moro Vanes confessa che venendo spesso nelle nostre zone, non si può fare altro che rendersi conto che da 4 anni ben poco è cambiato. Non se ne parla più sui media e questo fa sì che la maggioranza degli italiani pensi che ormai i problemi siano risolti  “invece- sottolinea- le difficoltà della popolazione di fatto in molti casi sono identiche a quelle di 4 anni fa; proprio l’amicizia che nel frattempo si è creata, è il motore che ci spinge ogni tanto a saltare in macchina e venire giù anche solo quasi per il piacere di incontrare queste comunità così come accade che molti nostri amici vengano su a Milano. Nato in momenti difficili, questo legame è cresciuto e diventato sempre più solido. E’ lo spirito con il quale saremo qui a Visso domenica 23 agosto in una serata basata sulla musica e sull'arte. Oltre che esprimere vicinanza, vogliamo ricordare quella che è stata una tragedia per tutto il popolo italiano. Lo faremo attraverso la musica e l’arte, con l’intento di dare un po’ di speranza e uno slancio alla ripartenza di questi territori. Il nostro gruppo si chiama infatti “Operazione Ricominciamo e “Una serata per ricominciare” è il nome dell’evento la cui ambizione è quella di riaccendere i riflettori su una zona che è ancora in difficoltà e dare voce alla speranza di un ritorno alla normalità e di una veloce ripartenza. Impegnati a Visso sul palco, saranno artisti di primo livello; causa covid la piazza sarà purtroppo limitata a soli 50 posti che abbiamo già assegnato con inviti speciali agli amici della zona alle persone in qualche modo strettamente legate a quanto avvenuto 4 anni fa. Abbiamo voluto così omaggiarle, permettendo loro di assistere direttamente alla serata”. Del significato forte di un appuntamento in programma già per l'anno passato anche se in forma diversa, parla lo stesso Vincenzo Sambuco, coordinatore del gruppo di Protezione Civile di Camporotondo. "Siamo davvero felici di essere riusciti a organizzare questa serata di musica e letture; due ore che testimonieranno l'essere vicini alle persone che ancora non hanno una casa, sensibilizzando l'opinione pubblica affinchè qualcosa finalmente si smuova -  conclude-. Il nostro grazie va a questa associazione che ci ha fatto sempre sentire la sua presenza. E' nata una bella amicizia, uno scambio reciproco tra diverse realtà che ci auguriamo si rafforzi sempre più".
c.c.
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Un traguardo importante per il Comune di Castelsantangelo sul Nera. Proprio quest'anno ricorre infatti il centenario della costituzione e dell’autonomia dal Comune di Visso.
Rimase una frazione di Visso fino al 1913 quando, con una legge del 22 Giugno 1913, n. 660, attuata poi solo nel 1920, Castel’Sant’Angelo divenne comune autonomo indipendente da Visso e nel 1970 assunse, per delibera comunale, il nome di Castelsantangelo sul Nera.
Nonostante il territorio comunale abbia subito danni catastrofici a seguito del sisma del 2016 l’Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Mauro Falcucci, ha voluto comunque ricordare l’importante ricorrenza con una serie di iniziative celebrative.
Giova ricordare che fu il primo Comune della provincia di Macerata ad essere significativamente colpito sin dal 24 agosto 2016 per poi registrare un livello di danni, con le successive scosse del 26 e 30 ottobre 2016, pari al 96,38% del consistente patrimonio abitativo.
La prima iniziativa è quella di un annullo filatelico con Poste Italiane che ricordi i cento anni dell’autonomia comunale. Annullo che si effettuerà domenica 23 agosto 2020, presso l’Area Commerciale SAE Capoluogo – Piazzale Piccinini, dalle ore 10:00 alle ore 17:00.

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A tal proposito l’Amministrazione comunale ha stampato 8 cartoline con immagini che ripercorrono la lunga storia dell’antico Comune che annovera anche la nascita, nel lontano 460, di San Benedetto e Santa Scolastica avvenuta nella Frazione di Norcia da parte di Abbondanza Reguardati.
Con l’occasione si invitano tutti i collezionisti di filatelia a non perdere l’opportunità di avere gratuitamente la riproduzione di vecchie immagini con un annullo Postale dedicato all’evento rievocativo.
Alle ore 12:00, sempre di domenica 23 nelle immediate vicinanze, verrà inaugurata la prima Stazione per la Ricarica di Veicoli Elettrici in un Comune che vede il 100% del suo territorio inserito nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Un’ulteriore attenzione significativa per l’ambiente e per iniziare una vera rinascita post sisma anche attraverso la Green Economy.

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Un giovane uomo di origini pakistane è rimasto seriamente ferito in seguito ad un incidente avvenuto a Macerata mentre in sella alla sua bicicletta percorreva via dei Velini. Per cause in corso d'accertamento da parte degli agenti della polizia locale, ha perso il controllo della due ruote, finendo fuori strada contro il guard rail e andando a sbattere la testa contro un cartello della segnaletica stradale. Soccorso dal personale sanitario del 118 che ha provveduto a prestargli le prime cure per il giovane uomo è stato richiesto l'intervento dell'eliambulanza per il trasporto  all'ospedale regionale di Torrette. 
c.c.
Dopo la Provincia di Macerata anche il Comune di Treia interviene sulla paventata realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra di 28 MWp in Località Berta da parte della ditta  Ecomarche 2 srl di Milano.  Il Comune di Treia concorda con gli Uffici Tecnici della Provincia di Macerata sul grave impatto che potrebbe causare l’istallazione che è da assoggettarsi a VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale) considerate le notevoli conseguenze impattanti che la stessa apporterà soprattutto al Paesaggio Agrario Storico e alle emergenze storico-culturali presenti nelle immediate vicinanze, a partire dal famoso Castello Piceno di Pitino, dal castello di Rocchetta e molto altro ancora. A chiarire la posizione dell'ammnistrazione comunale di Treia è il sindaco Franco Capponi, facendo sapere che in tal senso il Comune di Treia si è già espresso con la trasmissione del certificato di destinazione Urbanistica dell’area interessata e inviato alla Provincia (unico atto che deve rilasciare il Comune in quanto il procedimento autorizzatorio degli impianti fotovoltaici sono in capo alla Provincia), accompagnandolo anche con una relazione in merito all’impatto della proposta e quindi a motivi di contrarietà all’impianto stesso.
 "In quella sede-spiega Franco Capponi-  il Comune di Treia ha evidenziato come alcune porzioni dell’area coinvolta sono interessate da ambiti di tutela del PPAR (specificatamente per alcuni aspetti geologico - geomorfologico); altreporzioni sono soggette a tutela integrale e norme di tutela specifiche riguardanti l’area sub-appenninica (specificatamente i vincoli interessano le fasce di rispetto dei fiumi e la presenza di edifici e manufatti di interesse storico documentario). Ulteriori vincoli individuati dal Comune - continua il sindaco-  riguardano le prescrizioni del PTC per quanto attiene alla presenza di Piane Alluvionali ed in quanto una parte dell’area ricade quindi parzialmente in una delle aree NON IDONEE cosi come specificato nella Deliberazione n. 13 del 30/09/2010 della Regione Marche.
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Nel parere inviato alla Provincia inoltre il Comune di Treia ha segnalato come la proposta di impianto fotovoltaico di Berta ricada anche in ulteriori vincoli e produca rischi ulteriori al territorio circostante e all’attività agricola in generale". L' impatto del progetto riguarderebbe dunque vari vincoli quali la fascia di protezione sia dalla attuale che dalla nuova linea metanodotto Recanati- Foligno, la fascia di protezione della linea di adduzione acquedotto D 150 Rocchetta -Santa Maria in Piana; Quello derivante dalla fascia di protezione ipotesi strada intervalliva Quadrilatero San Severino- Tolentino; Quello derivante dalla fascia di protezione fognatura consorzio Berta Vallonica collegata al depuratore Berta.  E da  ultimo i vincoli legati alle indicazioni tecniche allegate alla deliberazione Regionale 13/2010 sul rispetto delle distanze dai confini e dalle strade a valenza pubblica o di uso pubblico. 
" Il Comune-aggiunge Capponi- ha evidenziato quindi una grave carenza della proposta soprattutto per il mancato rispetto di vincoli preesistenti e ha segnalato le condizioni minime per una valutazione del progetto: stralciare dall'intervento tutte le predette aree interessate dai vincoli; stralciare  dal progetto alcune aree in quanto costituenti area di cava per la quale non è seguito l’accertamento sulla rispondenza dell’ultimazione dei lavori. Vanno altresì stralciate le aree che ricadono nella zona di rispetto ambientale del piano regolatore generale interferenti con la fascia di ml. 200 parallela alle sponde del fiume Potenza nelle quali sono vietati impianti a terra di potenza superiore a 3 Kwp. Lo stralcio dovrà poi riguardare anche le aree ricadenti nell’ambito della zona di tutela ambientale del fosso Ascia nella cui fascia di ml 50,00 per lato parallela alle sponde è inibita la realizzazione di impianti fotovolatici a terra di potenzialità superiore a 3 Kwp; a stralcio dovranno essere sottoposte inoltre le aree perimetrali gli edifici di classe a) e b) con raggio ml 100 nel cui ambito sono solo ammessi impianti fotovoltaici di potenza non superiore a 3 Kwp.
vigna fotovoltaica 3
«Per tutti questi motivi - sottolinea  Capponi -riteniamo doveroso che la Provincia abbia sottoposto a Via il progetto, assolutamente non approvabile e deleterio così come proposto». Il sindaco di Treia aggiunge tuttavia che  «l’amministrazione è favorevole alla produzione di energia da fonti rinnovabili ma tale obiettivo, definito a livello europeo al 2030 per accrescere la quota dei consumi coperti da fonti rinnovabili, va perseguito nei limiti di quanto possibile. Va considerato che nel settore elettrico, la natura intermittente delle fonti con maggiore potenziale di sviluppo (eolico e fotovoltaico) e, nei settori termico, (occorre stabilire un limite all’uso delle biomasse), conseguenti ai contestuali obiettivi di qualità dell’aria e della strategicità delle produzioni agroalimentari, sono perseguibili anche nei nostri territori attraverso l’utilizzo però di aree degradate come le aree delle ex cave, le aree industriali dismesse, i tetti degli impianti produttivi ed alcune aree di scarso pregio e senza impatto sul paesaggio che la programmazione urbanistica potrebbe individuare con specifici atti programmatori. Ma- conclude Franco Capponi-  sono altre le politiche che il nostro Paese dovrà mettere in atto, oltre il super eco bonus per gli edifici abitativi privati, di recente emanazione. Dovremmo estendere questa misura agevolativa alle imprese di tutti i settori unitamente ad agevolazioni per consentire l’efficientamento energetico teso a migliorare la capacità del sistema della ricerca di presidiare e sviluppare le tecnologie di prodotto e di processo essenziali per la transizione energetica e a favorire l’introduzione di tecnologie, sistemi e modelli organizzativi e gestionali funzionali alla stessa transizione energetica e alla sicurezza".
c.c.



Inaugura a Loro Piceno il 23 agosto alle ore 17 nel chiostro di San Francesco, la mostra fotografica “Memorie di Loro Piceno". Due foto degli anni '30 nella ricorrenza del 4 novembre.
Dalle due foto inedite e di autore non identificato, il pretesto per ricostruire la memoria storica di un borgo, all’epoca molto più popolato e, in occasioni speciali, raggiunto da tante presenze.
Ai fini di una migliore visibilità, oltre che integralmente, le due foto saranno esposte anche in sezioni per un totale di 15 pannelli. L’incertezza della loro paternità, la pubblicazione a corredo delle didascalie di collegamenti fotografici e documentali provenienti da collezioni private, la mancata identificazione di diverse persone, rende la mostra ancora più interessante e piena di aspettative. L’allestimento sarà corredato da un catalogo in cui vengono descritte le persone riconosciute. Mostra e catalogo sono a cura di Mario Mastrocola, medico di famiglia a Loro Piceno dal1976 al 2015. Una spinta decisiva al progetto è stata impressa dalle preziose collaborazioni di Gabriele Piatti e della designer Sue Walkerdine. A fornire le immagini fotografiche è stato proprio Gabriele Piatti, artigiano falegname di 90 anni, cultore di musica classica, operistica e religiosa, nonché direttore per decenni del corpo bandistico di Loro Piceno.  Insieme alla musica, Piatti ha sempre unito alla sua arte di restauratore e fine intarsiatore la passione di raccogliere antichi oggetti e fotografie.
“Più che una vera e propria “mostra fotografica” - spiega il dott. Mario Mastrocola-si tratta di un progetto di ricerca su due foto di gruppo, scattate dall’alto sulla piazzetta di Loro nella ricorrenza della giornata della liberazione del 4 novembre con la partecipazione della banda cittadina. La ricerca ha appunto lo scopo di individuare i soggetti che vi sono ritratti. L’idea di fondo è quella di mantenere viva la memoria di tante persone; il nostro paese in quel periodo contava 4000 abitanti, ad oggi il numero si è ridotto a 2000 e se non si fosse data una sistemazione e un riconoscimento a quel materiale -continua Mastrocola- irrimediabilmente il ricordo di quei personaggi sarebbe andato perso. Fondamentale è stato l’apporto dato dal novantenne Gabriele Piatti, memoria storica di Loro Piceno; grazie alla sua esperienza si è potuto dare un nome a molti dei personaggi fotografati, persino quelli che nella foto sono più sfumati e più piccoli. In fondo alla foto è immortalata infatti la banda musicale dell’epoca e, attraverso le  sezioni che abbiamo fatto della fotografia che li ha resi più visibili, Piatti è riuscito a riconoscere i componenti dell'epoca. A curare la divisione in sezioni e pannelli nonchè l’ingrandimento delle due foto iniziali, è stata poi la creativa e designer Sue Walkerdine che ha cittadinanza italiana e che dal 2008 risiede a Loro Piceno. Lei ha compiuto un lavoro molto importante per far sì che le foto fossero leggibili e godibili. Sono 162 i personaggi riconosciuti, dei quali vengono riportati nome cognome e generalità; personalmente, ho curato le varie didascalie, alcune delle quali scarne, altre più ricche, a seconda se il personaggiosi prestava”. La mostra, patrocinata dal comune di Loro Piceno, rimarrà aperta fino al 27 settembre, tutti i giorni escluso il lunedì  dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, previo appuntamento telefonico al numero 339 6869124.
“Tutto questo materiale, sarà dunque visionabile nell'allestimento del chiostro di San Francesco e secondo un passaggio unidirezionale; per rendere la mostra più gradevole, abbiamo pensato anche di arredare gli ambienti in stile anni '30 con accompagnamento di musica e oggetti d'epoca. Ci aspettiamo che in tanti vengano a vedere le foto e magari aiutarci a riconoscere ulteriori personaggi: è per questo motivo che si è cercato di rendere la mostra il più fruibile possibile. In base al riscontro che avremo -conclude il dott. Mastrocola- saremo pronti a proseguire in uno studio che non sarà solo fine a se stesso, ma potrà rappresentare l’inizio di un lavoro più ampio”.

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Accordo di Programma e ricostruzione post-sisma, l’affondo della candidata di Fratelli d’Italia alle imminenti elezioni Regionali, Mirella Battistoni. “Due esempi che evidenziano tutte le mancanze della Giunta Ceriscioli nei confronti di aree sofferenti che attendono ancora un sostegno concreto nella loro spirale economica negativa”.
Si parte dall’accordo di programma per le aree colpite nelle Marche e nell’Umbria dalla crisi della Antonio Merloni.Normativa inadeguata e vecchia di 30 anni. Il risultato è stato misero con fondi inutilizzati e ciò che dispiace maggiormente si persevera nel flop. Mi spiego. Nel 2016 è stato pubblicato un bando, gestito da Invitalia, con una dotazione di 26 milioni di euro per il rilancio delle imprese dell’area di crisi Antonio Merloni, 56 comuni ricompresi in tre province: Ancona, Macerata e Pesaro. Solo due imprese di Jesi hanno fruito degli incentivi per un totale di 4,9 milioni. Un insuccesso per il nostro territorio a causa dell’applicazione di una normativa di oltre 30 anni fa, la legge 181 del 1989, piena di vincoli e burocrazie. Invece di imparare dal passato secondo il celeberrimo “Historia magistra vitae”, si persevera. Infatti, vogliono rimettere in pista 14,4 milioni di euro con un nuovo Avviso della legge 181/89, la stessa normativa vecchia e inadeguata per il nostro tessuto produttivo. Un altro insuccesso annunciato con buona pace di un territorio, come il fabrianese, che avrebbe bisogno di altro per uscire dalla crisi economica che lo attanaglia dal 2008”, evidenzia la Battistoni.

Per non parlare, poi, della ricostruzione post-sisma 2016 in ottica del sostegno agli investimenti delle PMI. “Decreto del Vice-commissario delegato per gli interventi di ricostruzione post-sisma 2016 n. 2 del 25.02.2019: Il bando è stato aperto dopo circa 3 anni dal sisma del 2016 (il 25 marzo 2019); La valutazione delle domande è stata effettuata in molti casi in modo errato, senza che questa avesse comportato una revisione della graduatoria pubblicata il 28.02.2020; Sono state presentate 2.612 domande delle quali 2.035 ammesse e solo 174 finanziate, pari all’8,6% di quelle approvate. Tutto questo ha generato false aspettative per oltre 2.000 imprese e tanto lavoro inutile. È stato, infatti, predisposto un bando “a maglie larghe” per accontentare tutti, senza tenere conto dei Fondi a questo destinati e senza conoscere il tessuto imprenditoriale dell’area sisma cui era rivolto. Partendo dal presupposto di come sia assolutamente auspicabile che le domande approvate vengano finanziate, la Regione dovrebbe utilizzare i Fondi non spesi per sostenere le “imprese che ancora non hanno chiuso”, che fanno investimenti e generano occupazione. Sembra lapalissiano, ma non sembra essere così per la maggioranza di centrosinistra che ha malgovernato in questi ultimi cinque anni”, l’affondo che si conclude con l’appello per il cambio della guardia in Regione.
“Non si può mettere in mano alle stesse persone la gestione della grande dotazione di Fondi che la Regione riceverà con il RecoveryFund e la Programmazione2021-2027. Insieme al candidato Presidente Francesco Acquaroli stiamo lavorando ad un piano per la gestione delle risorse secondo una strategia di medio-lungo periodo che possa sostenere concretamente le “imprese che ancora non hanno chiuso”, i lavoratori, i giovani, senza dimenticare le aree interne e di nostri borghi storici”, conclude Mirella Battistoni, candidata FdI Consiglio Regionale Marche.

SM
Il Ferragosto da trascorrere insieme. Poi, la lite, violenta e originata, probabilmente, da futili motivi. I vicini che allertato i carabinieri della Compagnia di Fabriano. Scatta la denuncia per lesioni gravi. Protagonisti della vicenda, due giovani marocchini, in possesso di regolare permesso di soggiorno e da anni residenti in città. 
L’episodio di cronaca si è verificato intorno alle 4 del mattino del 15 agosto. Il 32enne extracomunitario ha invitato a casa sua l’amico connazionale 33enne. Insieme hanno passato la sera di Ferragosto. Forse a causa anche dell’alcol, i due hanno iniziato a discutere. Dalle parole si è passati alle mani. Urla che hanno preoccupato i vicini. Quest’ultimi hanno contatto i carabinieri di Fabriano. I militari hanno rinvenuto il 33enne riverso in terra in gravi condizioni. Il ragazzo è stato trasportato dai medici del 118 all’ospedale Profili per gli accertamenti.

Le sue condizioni sono apparse gravi. I calci e i pugni lo hanno raggiunto soprattutto al torace, quindi quando era già in terra. I medici fabrianesi hanno optato per il trasferimento all’ospedale Torrette di Ancona. L’extracomunitario è stato ricoverato in prognosi riservata. Non si teme, al momento, per la sua vita, ma il suo quadro clinico appare complicato.
Per quel che riguarda i motivi per tale violenza, i carabinieri reputano che siano assolutamente futili, secondo la ricostruzione fornita dagli investigatori. Il 32enne è stato denunciato per lesioni gravi. Accanto a questo intervento, i militari di Fabriano nel corso del weekend appena trascorso sono stati anche impegnati in una serie di controlli per garantire la sicurezza di tutti come disposto dal Comando provinciale. Complessivamente, impegnati su strada 80 militari che hanno istituito vari posti di controllo lungo le principali vie di Fabriano e del comprensorio. Al termine di questo servizio, sono state identificate 230 persone e controllato 150 veicoli. Sono state elevate quattro contravvenzioni per varie infrazioni al codice della strada e sottratti 16 punti alle patenti. 

m.s.




Un incidente come tanti ne avvengono, troppo spesso per l'imprudenza degli autisti delle macchine. Ma altrettanto spesso non è questa l'unica ragione e allora le domande che sorgono sono tante.
Siamo a Civitanova, in via Saragat, zona Fontespina, dove il 12 agosto scorso una donna di 53 anni, intorno alle 19, stava tornando a casa con la sua bicicletta quando un giovane alla guida di una Golf l'ha investita facendole fare un volo di circa 3 metri. Il figlio della donna, che per fortuna non ha riportato gravi conseguenze, ha scritto un post-lettera aperta al sindaco, Fabrizio Ciarapica. Lui è Giuseppe Lepretti, 23enne studente di Giurisprudenza e residente in città: "So che la sua è una sensibilità particolarmente incline ai social - scrive il giovane al sindaco - e, in generale, agli eventi mediatici pertanto, anche se la mia indole è più riservata, devo adeguarmi ricorrendo a tale mezzo. Oggetto di questo mio scritto è la sicurezza di tutti i Suoi cittadini, signor sindaco e, in particolar modo, a quanti abitano nel quartiere Fontespina - San Gabriele. Da mesi ormai plurime sono le sollecitazioni dei residenti affinché venga posta la giusta attenzione e il giusto rimedio alla problematica dell’alta velocità e della sicurezza stradale". Fra queste, Lepretti fa l'esempio dell'avvocato Siria Carrella, impegnata nel chiedere l'attuazione di un piano di ristrutturazione che abbia il fine di mettere in sicurezza le strade della città, sempre più presa d'assalto. "Messa in sicurezza - riflette - che, di pari passo, si riflette sulla sicurezza di tutti i cittadini. Si tratta di un Pìpiano che richiederebbe uno sforzo minimo da parte dell’amministrazione: rifacimento del manto stradale, dei marciapiedi, rilevatori della velocità, dossi artificiali".
A preoccupare, fra l'altro, è la presenza in quella zona di numerosi istituti scolastici, fra nido, scuola dell'infanzia, scuole elementari e medie, tutte ubicate in via Saragat.
"Il 12 agosto, mia madre stava tornando dal mare alle 19 circa quando un’ auto guidata da un ragazzo a velocità folle, ben al di sopra dei 40 km/h prescritti dai segnali, l’ha investita sbalzandola per 3 metri. So che il Covid ha attirato tutte le nostre energie e attenzioni ma La vorrei portare a compiere uno sforzo d’immaginazione: se invece che le 19 fossero state le 16? Se invece che il 12 agosto fosse stato un normalissimo giorno infrasettimanale di ottobre? Se invece che una signora di 53 anni fosse stato un bambino che usciva da scuola?".
Le risposte a questi interrogativi danno il senso dell'urgenza di risolvere questa situazione annosa. "Il risarcimento del danno non scongiurerà, signor sindaco, il pericolo che quanto accaduto a mia madre non possa ricapitare o non sia già ricapitato. Il diritto arriva fino ad un certo punto, al di là di quel punto c’è la vita, ci sono le persone, le decisioni, le azioni che compiamo e che da anni vi chiediamo di compiere. Certo che il conducente, che pressappoco è mio coetaneo, abbia commesso il fatto per pura colpa - incalza concludendo -, che la polizia stradale e la magistratura compiranno diligentemente le loro funzioni di tutela ed accertamento e certo che dopo queste parole gli inascoltati abitanti del quartiere Fontespina - San Gabriele finalmente verranno ascoltati dal loro sindaco e dall’amministrazione comunale. Ringrazio il personale dell'ospedale di Civitanova, i volontari della croce verde, coloro i quali si sono fermati per prestare aiuto e chiamare le autorità e, in modo particolare, Giorgio Santini, volontario non in servizio di passaggio in quel momento, che per primo si è prodigato per aiutare il prossimo".

Gaia Gennaretti 
Giovanni Chiarella, avvocato, è il terzo settempedano in corsa per il posto di consigliere regionale. Si presenta con la coalizione Marche Coraggiose, in cui sono confluiti anche alcuni consiglieri regionali uscenti del Movimento 5 Stelle. Espressione di centro sinistra, appoggiano la candidatura di Maurizio Mangialardi.  
"Ho sempre creduto in un progetto che vedesse il centro sinistra unito per il governo della Regione - dice - e quindi fin dall'inizio ho seguito tuttie le varie discussioni che ci sono state intorno alla possibilità di presentare un candidato unico per tutto l'arco del centrosinistra. Poi si è lavorato alla possibilità di allargare il campo al Pd. Poi su proposta del presidente provinciale di "Articolo 1", Francesco Borioni, ho aderito con entusiasmo credendo in questo progetto". La lista "Marche Coraggiose", lo dice il nome stesso, vuole essere l'anima progressista della coalizione ma vuol segnare anche discontinuità su alcuni temi. E' l'esempio della sanità, l'ambiente, la ricostruzione, tutti temi che interessano da vicino il territorio dell'entroterra, fortemente penalizzato dai tagli in ambito sanitario e provato dal sisma. "Vorremmo fare da stimolo con idee coraggiose riscoprendo una nuova sensibilità sui temi della sanità, dell'ambiente e della ricostruzione post sisma. Parlando di sanità, ad esempio, il Covid ha dimostrato come i servizi di prossimità siano stati indipensabili. Ovviamente - dice - l'alta specializzazione va concentrata in poli che abbiano adeguate strumentazioni e risorse anche umane adatte ma non si può prescindere dalla sanità territoriale che deve svolgere una funzione di filtro. L'ospedale di secondo livello è fondamentale sia per il prericovero che per il post ricovero e poi anche per gli esami e la degenza assistita. La parola chiave - sottolinea - è investimento. Biosgna investire sul personale e sull'attrezzatura anche perché la sanità è pubblica e deve rimanere tale. Su questo va fatto uno sforzo, non dobbiamo cedere alla privatizzazione dell'assistenza sanitaria che porta a disuguaglianze palesi".
In merito alle tematiche ambientali, Chiarella è pronto a sostenere le ragioni dell'entroterra che sta subendo un costante spopolamento che impatta sul territorio dell'intera regione. Sviluppo sostenibile, fondi del Recovery Found, incentivi a politiche green e ad aziende che vogliano investire in tal senso, questi sono alcuni punti di rilievo. "Chi investe nell'entroterra deve ssere agevolato. Poi si deve fare in modo che i giovani si riavvicino all'agricoltura che può essere un grandissimo volano per l'economia, per il turismo".
g.g.
Di questi giorni è la notizia di una coppia albanese, residente a Tolentino nella zona container, che il 14 agosto si è rivolta al Pronto Soccorso di Macerata pur consapevole che la donna fosse positiva al Covid19. Non solo si è scatenato il panico all'interno dell'ospedale, ma si è levata comprensibile preoccupazione fra i residenti nei container e fra i cittadini che tornano a chiedere lo smantellamento di quella struttura che avrebbe dovuto avere "vita breve".
"Siamo arrivati al punto di richiedere l'intervento di tutte le autorità competenti - afferma Flavia Giombetti, presidente del Comitato 30 Ottobre di Tolentino - perché questa situazione deve finire. Sono anni che diciamo che quell'area deve essere smantellata, dovevi servire per un breve periodo subito dopo il terremoto del 2016. A marzo con l'inzio dell'emergenza sanitaria da Covid19 avevamo chiesto all'amministrazione di capire che tipi di provvedimenti prendere in quell'area e la risposta è stata quella di innalzare una recinzione. I controlli sicuramente vengono fatti - dice - ma è una situazione che comunque andrà a peggiorare. E dopo 4 anni dal sisma va messo un punto finale, quel posto va chiuso".
Nel caso di specie, il sindaco Giuseppe Pezzanesi, ha fatto sapere di aver già trasferito la coppia ma la preoccupazione c'è ugualmente: "Abbiamo avuto dei contatti telefonici, parecchie persone ci hanno contattato, preoccupate della situazione. Anche perché non c'è chiarezza e quindi l'ansia e la preoccupazione fra le persone dell'area container cresce. Se l'amministrazione avesse dato loro la notizia, anche tranquillizzandoli,  sicuramente sarebbe stato meglio che nascondere la notizia come hanno fatto".
g.g.

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