Radioc1inBlu
Quasi un marchigiano su due mangia legumi almeno una volta alla settimana. Alimenti ricchi e sostenibili che hanno incrementato di molto la loro presenza sulle tavole della nostra regione con la percentuale di corregionali che dicono di consumarne passato in 10 anni dal 38% a quasi il 50%.
È quanto emerge da uno studio Coldiretti Marche su dati Istat alla vigilia della Giornata Mondiale dei Legumi, istituita dalla Fao e celebrata il 10 febbraio per aumentare consapevolezza e consumo di un cibo altamente nutriente, ritenuto fondamentale “nell'affrontare le sfide della povertà, della sicurezza alimentare, della salute umana e della nutrizione, della salute del suolo e dell'ambiente, contribuendo così agli obiettivi di sviluppo sostenibile”.
Le Marche, secondo i dati Istat sulle produzioni agricole, sono in testa alla classifica nazionale per la coltivazione dei ceci (oltre 12mila quintali) e secondi per quella della lenticchia (oltre 51mila quintali, dietro l’Umbria).
Negli ultimi 10 anni gli ettari dedicati a queste colture sono triplicati e non mancano veri e propri “salvataggi” dall’estinzione. Legumi antichi recuperati dall’abbandono come, ad esempio, la Cicerchia dei Monti Sibillini, la Cicerchia di Serra de’ Conti e la Roveja, legumi riconosciuti dalla Fondazione Campagna Amica come Sigilli di Biodiversità.
“Tipicità che sono state preservate dagli agricoltori, veri e propri custodi del territorio – spiega Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche –. Dobbiamo sostenerli. Un gesto semplice come l’acquisto di un prodotto alimentare riveste in realtà un grande valore sociale: acquistare cibo locale, italiano, aiuta l’economia dei territori ed è grande alleato della tutela dell’ambiente. Il consiglio è quello di privilegiare legumi che esplicitamente evidenziano l’origine nazionale in etichetta o quelli in vendita direttamente dagli agricoltori, anche nei mercati di Campagna Amica, dove è garantita la provenienza”.
c.c.
È quanto emerge da uno studio Coldiretti Marche su dati Istat alla vigilia della Giornata Mondiale dei Legumi, istituita dalla Fao e celebrata il 10 febbraio per aumentare consapevolezza e consumo di un cibo altamente nutriente, ritenuto fondamentale “nell'affrontare le sfide della povertà, della sicurezza alimentare, della salute umana e della nutrizione, della salute del suolo e dell'ambiente, contribuendo così agli obiettivi di sviluppo sostenibile”.
Le Marche, secondo i dati Istat sulle produzioni agricole, sono in testa alla classifica nazionale per la coltivazione dei ceci (oltre 12mila quintali) e secondi per quella della lenticchia (oltre 51mila quintali, dietro l’Umbria).
Negli ultimi 10 anni gli ettari dedicati a queste colture sono triplicati e non mancano veri e propri “salvataggi” dall’estinzione. Legumi antichi recuperati dall’abbandono come, ad esempio, la Cicerchia dei Monti Sibillini, la Cicerchia di Serra de’ Conti e la Roveja, legumi riconosciuti dalla Fondazione Campagna Amica come Sigilli di Biodiversità.
“Tipicità che sono state preservate dagli agricoltori, veri e propri custodi del territorio – spiega Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche –. Dobbiamo sostenerli. Un gesto semplice come l’acquisto di un prodotto alimentare riveste in realtà un grande valore sociale: acquistare cibo locale, italiano, aiuta l’economia dei territori ed è grande alleato della tutela dell’ambiente. Il consiglio è quello di privilegiare legumi che esplicitamente evidenziano l’origine nazionale in etichetta o quelli in vendita direttamente dagli agricoltori, anche nei mercati di Campagna Amica, dove è garantita la provenienza”.
c.c.
Sono stati ripiantumati dagli operai del Comune di Camerino gli alberelli che hanno fatto parte dell'installazione natalizia.
Cresceranno nel terreno del Sottocorte Village, adiacente ai parcheggi. Dopo aver abbellito piazza Dario Conti per tutto il periodo delle feste, ora contribuiranno ad abbellire il paesaggio.
Un’azione, quella di ripiantare gli alberi, pensata già prima di Natale, programmando le decorazioni con la finalità di sistemare l'area, secondo un progetto preordinato, nonché come piccolo, ma fondamentale passo per migliorare la qualità dell'ari
c.c.
Cresceranno nel terreno del Sottocorte Village, adiacente ai parcheggi. Dopo aver abbellito piazza Dario Conti per tutto il periodo delle feste, ora contribuiranno ad abbellire il paesaggio.
Un’azione, quella di ripiantare gli alberi, pensata già prima di Natale, programmando le decorazioni con la finalità di sistemare l'area, secondo un progetto preordinato, nonché come piccolo, ma fondamentale passo per migliorare la qualità dell'ari
c.c.
Schianto alla rotonda dell’ospedale, lungo la Sp. 361 “Septempedana” all’altezza dell’intersezione con via Padre Giuseppe Zampa e via Glorioso. Per cause in corso di accertamento da parte della Polizia Locale, un furgone è entrato in collisione con una utilitaria, una vecchia Lancia Y.
Il conducente di quest’ultima è rimasto ferito lievemente ed è stato trasferito in ambulanza al vicinissimo “Bartolomeo Eustachio”. L'incidente si è verificato intorno alle 12.
La viabilità non ha subito rallentamenti. Per rimuovere l’utilitaria è stato necessario l’intervento di un carro attrezzi.
c.c.


Il conducente di quest’ultima è rimasto ferito lievemente ed è stato trasferito in ambulanza al vicinissimo “Bartolomeo Eustachio”. L'incidente si è verificato intorno alle 12.
La viabilità non ha subito rallentamenti. Per rimuovere l’utilitaria è stato necessario l’intervento di un carro attrezzi.
c.c.


Ammontano a 6milioni e 310mila euro i lavori di intervento per il polo scolastico di Camerino. "Un'opera pubblica questa che considero come uno degli obiettivi più importanti di cui vado orgoglioso." Queste le parole del presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari intervenuto questa mattina a Camerino.
Dalla nuova paratia a monte degli istituti, ai nuovi laboratori a servizio degli studenti, all'adeguamento sismico della nuova palestra esistente e di una nuova, fino all'adeguamento sismico e completamento dell'Auditorium e del corpo principale della scuola. Questi alcuni dei principali lavori, alcuni già terminati, altri in corso di esecuzione, portati avanti in autonomia dalla struttura tecnica della provincia. I finanziamenti arrivano sia dalla Regione Marche (fondi del sisma 1997), dal MIUR con fondi sisma 2016 tramite anche finanziamenti europei gestiti dalla Regione e dall 'Usr.
"Lavori importanti a servizio di un territorio." Ha ribadito Pettinari.
"Il completamento dei lavori consentirà di avere una struttura all'avanguardia." Ha dichiarato il sindaco di Camerino Sandro Sborgia. "La città di Camerino ha un destino legato alla formazione, compito che dovrà avere anche in futuro. Siamo in attesa di avere notizie circa il termine della verifica del progetto esecutivo dell'istituto Betti, a seguito del quale verranno poi consegnati i lavori, dovremmo ricevere qualche informazione entro questa settimana. Dopodiché inizieranno i lavori e questo poi diverrà un polo della formazione delle giovani generazioni, ospitando dalle elementari alle medie, fino alle superiori e alle Università."
"42 classi di licei e 15 di istituto tecnico. Qui ci sono più abitanti di Muccia." Ha detto il Prof. Francesco Rosati, Dirigente dei licei e reggente dell' istituto tecnico. "Abbiamo contato oltre 40 comuni di provenienza degli studenti. Questo significa che ogni giorno ci sono più di 1000 studenti che frequentano la nostra realtà. Qui abbiamo ricreato anche quella socialità minata dal terremoto, assicurarando una formazione in ambienti accoglienti e sicuri dove c'è spazio anche per l'aggregazione."
Barbara Olmai

Dalla nuova paratia a monte degli istituti, ai nuovi laboratori a servizio degli studenti, all'adeguamento sismico della nuova palestra esistente e di una nuova, fino all'adeguamento sismico e completamento dell'Auditorium e del corpo principale della scuola. Questi alcuni dei principali lavori, alcuni già terminati, altri in corso di esecuzione, portati avanti in autonomia dalla struttura tecnica della provincia. I finanziamenti arrivano sia dalla Regione Marche (fondi del sisma 1997), dal MIUR con fondi sisma 2016 tramite anche finanziamenti europei gestiti dalla Regione e dall 'Usr.
"Lavori importanti a servizio di un territorio." Ha ribadito Pettinari.
"Il completamento dei lavori consentirà di avere una struttura all'avanguardia." Ha dichiarato il sindaco di Camerino Sandro Sborgia. "La città di Camerino ha un destino legato alla formazione, compito che dovrà avere anche in futuro. Siamo in attesa di avere notizie circa il termine della verifica del progetto esecutivo dell'istituto Betti, a seguito del quale verranno poi consegnati i lavori, dovremmo ricevere qualche informazione entro questa settimana. Dopodiché inizieranno i lavori e questo poi diverrà un polo della formazione delle giovani generazioni, ospitando dalle elementari alle medie, fino alle superiori e alle Università."
"42 classi di licei e 15 di istituto tecnico. Qui ci sono più abitanti di Muccia." Ha detto il Prof. Francesco Rosati, Dirigente dei licei e reggente dell' istituto tecnico. "Abbiamo contato oltre 40 comuni di provenienza degli studenti. Questo significa che ogni giorno ci sono più di 1000 studenti che frequentano la nostra realtà. Qui abbiamo ricreato anche quella socialità minata dal terremoto, assicurarando una formazione in ambienti accoglienti e sicuri dove c'è spazio anche per l'aggregazione."
Barbara Olmai

La conferma dell'impronta seria e fattiva che il commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini ha voluto dare sin dall'inizio del suo incarico c'è stata anche questa mattina, con la firma dell'accordo di collaborazione con il Segretario generale dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale Erasmo D'Angelis, per gli studi di approfondimento sulle oltre 290 aree interessate dai dissesti idrogeologici che insistono su alcuni centri urbani del cratere sisma 2016.
E’ la prima volta che nell’ambito di una ricostruzione post sisma viene impostato un lavoro di analisi sistematica sulle aree dissestate che, se non studiate nel dettaglio, rappresentano un ostacolo insormontabile al reinsediamento della popolazione.
Un accordo che coinvolge ISPRA e le Università del territorio per un lavoro che sarà concluso in 5 o 6 mesi con la massima competenza tecnica.
"Attraverso queste attività - ha detto Legnini - noi completiamo gli strumenti di quella ricostruzione sicura sostenibile e connessa, che costituisce la cifra del lavoro che stiamo portando avanti. Sono fiducioso - ha ammesso - e mi sento più tranquillo dopo aver chiuso anche questo obiettivo, perchè sono certo che garantiremo una ricostruzione di qualità.
Grazie ai rappresentanti della comunità scientifica. Voglio ricordare che la normale proceduta, affidata alle singole Regioni ed ai Comuni, ci avrebbe portato a tempi lunghissimi.
Mentre noi, in questo modo, concentriamo nell'arco di pochi mesi questa attività.
Nell'accingerci a firmare - ha confidato - non vi nascondo la mia emzoione, perchè io ho iniziato il mio percorso pubblico molti anni fa, da sindaco del mio piccolo Comune di origine, iniziando con un progetto di messa in sicurezza e contrasto al dissesto irogeologico. Quello della sicurezza del territorio è un punto che sta nel mio DNA e questa firma mi emoziona molto".
Erasmo D'Angelis ha sottolineato il cambio di passo avvenuto con l'arrivo di Legnini: "Noi siamo contenti di firmare questo importante protocollo di intesa - ha detto - perchè il commissario Legnini sta imprimendo un cambiamento alla ricostruzione. Non ci dimentichiamo che siamo un Paese pieno di rischi naturali.
Il nostro destino non è quello di attendere la catastrofe, ma difenderci da essa. Ne abbiamo le competenze, la forza economica, le tecnologie che ci consentono di avere un quadro chiaro dei rischi. Nella forma più veloce e più sicura possibile andremo ad individuare le aree più a rischio. Metteremo in campo un centinaio di tecnici, la piattaforma tecnologica con i controlli satellitari: abbiamo tutto a disposizione per velocizzare la ricostruzione.
Questa è un'impresa: in pochi mesi riusciremo a consegnare al commissario un quadro chiaro del territorio che permetta di definire dove è possibile cominciare la ricostruzione e dove non è giusto farlo".
Un lavoro che sarà possibile grazie all'impegno delle università delle regioni colpite, come ha confermato questa mattina la presena dei docenti Gabriele Scarascia Mugnozza e Paolo Mazzanti dell'Università Roma Uno, Corrado Cencetti di Uni Perugia, Enrico Miccadei dell'università Chieti Pescara, Stefano Mazzoli, Gilberto Pambianchi e Riccardo Strima di Unicam e Simone Galeotti di Uni Urbino.
Marco Amanti, responsabile del Servizio Geologia applicata e idrogeologia (SUO-GEA) è entrato nel dettaglio dell'operazione: "Noi ci siamo aggiunti nel momento finale - ha detto - . La sruttura è molto semplice: stiamo lavorando sui piani franosi che vincolano il territorio e la ricostruzione. Lo scopo di questo lavoro è di riuscire ad approfondire, in maneira rapida e spedita, le condizioni reali del territorio. Con i colleghi delle università rivedremo i circa 300 fenomeni che insistono nelle zone della ricostruzione".
GS
E’ la prima volta che nell’ambito di una ricostruzione post sisma viene impostato un lavoro di analisi sistematica sulle aree dissestate che, se non studiate nel dettaglio, rappresentano un ostacolo insormontabile al reinsediamento della popolazione.
Un accordo che coinvolge ISPRA e le Università del territorio per un lavoro che sarà concluso in 5 o 6 mesi con la massima competenza tecnica.
"Attraverso queste attività - ha detto Legnini - noi completiamo gli strumenti di quella ricostruzione sicura sostenibile e connessa, che costituisce la cifra del lavoro che stiamo portando avanti. Sono fiducioso - ha ammesso - e mi sento più tranquillo dopo aver chiuso anche questo obiettivo, perchè sono certo che garantiremo una ricostruzione di qualità.
Grazie ai rappresentanti della comunità scientifica. Voglio ricordare che la normale proceduta, affidata alle singole Regioni ed ai Comuni, ci avrebbe portato a tempi lunghissimi.
Mentre noi, in questo modo, concentriamo nell'arco di pochi mesi questa attività.
Nell'accingerci a firmare - ha confidato - non vi nascondo la mia emzoione, perchè io ho iniziato il mio percorso pubblico molti anni fa, da sindaco del mio piccolo Comune di origine, iniziando con un progetto di messa in sicurezza e contrasto al dissesto irogeologico. Quello della sicurezza del territorio è un punto che sta nel mio DNA e questa firma mi emoziona molto".
Erasmo D'Angelis ha sottolineato il cambio di passo avvenuto con l'arrivo di Legnini: "Noi siamo contenti di firmare questo importante protocollo di intesa - ha detto - perchè il commissario Legnini sta imprimendo un cambiamento alla ricostruzione. Non ci dimentichiamo che siamo un Paese pieno di rischi naturali.
Il nostro destino non è quello di attendere la catastrofe, ma difenderci da essa. Ne abbiamo le competenze, la forza economica, le tecnologie che ci consentono di avere un quadro chiaro dei rischi. Nella forma più veloce e più sicura possibile andremo ad individuare le aree più a rischio. Metteremo in campo un centinaio di tecnici, la piattaforma tecnologica con i controlli satellitari: abbiamo tutto a disposizione per velocizzare la ricostruzione.
Questa è un'impresa: in pochi mesi riusciremo a consegnare al commissario un quadro chiaro del territorio che permetta di definire dove è possibile cominciare la ricostruzione e dove non è giusto farlo".
Un lavoro che sarà possibile grazie all'impegno delle università delle regioni colpite, come ha confermato questa mattina la presena dei docenti Gabriele Scarascia Mugnozza e Paolo Mazzanti dell'Università Roma Uno, Corrado Cencetti di Uni Perugia, Enrico Miccadei dell'università Chieti Pescara, Stefano Mazzoli, Gilberto Pambianchi e Riccardo Strima di Unicam e Simone Galeotti di Uni Urbino.
Marco Amanti, responsabile del Servizio Geologia applicata e idrogeologia (SUO-GEA) è entrato nel dettaglio dell'operazione: "Noi ci siamo aggiunti nel momento finale - ha detto - . La sruttura è molto semplice: stiamo lavorando sui piani franosi che vincolano il territorio e la ricostruzione. Lo scopo di questo lavoro è di riuscire ad approfondire, in maneira rapida e spedita, le condizioni reali del territorio. Con i colleghi delle università rivedremo i circa 300 fenomeni che insistono nelle zone della ricostruzione".
GS
Operazione congiunta dei Finanzieri del Comando Provinciale di Macerata e del Reparto Operativo Aeronavale di Ancona. Apposti i sigilli ad un’attività commerciale abusiva. Sequestrati tutti i prodotti ittici esposti per la vendita alla clientela, nonché l’attrezzatura utilizzata per l’attività. Il pescato è stato totalmente devoluto, per scopi benefici, al Centro Caritas di Civitanova Marche. Due responsabili sono stati denunciati per il reato di abusiva occupazione di spazio demaniale.
Nel corso di un’articolata attività operativa, coordinata dal Comando Provinciale di Macerata e dal Reparto Operativo Aeronavale, i finanzieri della Compagnia di Civitanova Marche e alla Stazione Navale di Ancona hanno concluso un complesso intervento di polizia economico-finanziaria nell’area portuale dell’omonimo Comune, individuando un’area del demanio marittimo occupata abusivamente da un’attività commerciale esercente la vendita di prodotti ittici senza le prescritte autorizzazioni comunali.
Le attività delle Fiamme Gialle, sono iniziate a dicembre del 2020, nel corso di una strutturata operazione di monitoraggio sulla piccola pesca lungo il tratto costiero maceratese, che ha visto coinvolto anche il dispositivo aeronavale della Guardia di Finanza della Regione Marche. A seguito dei riscontri in mare nell’area antistante il porto di Civitanova Marche, i finanzieri hanno approfondito il controllo su un esercizio commerciale opportunatamente individuato, constatando l’assenza dell’autorizzazione rilasciata dal Sindaco per la vendita al dettaglio e parimenti rilevando un’occupazione di area demaniale “sine titulo”.
Pertanto, individuati i due responsabili, di nazionalità italiana, si è proceduto nei loro confronti alla contestazione della prevista sanzione amministrativa (fino ad € 15.000), per l’esercizio di commercio su aree pubbliche in assenza dell’autorizzazione comunale, e al conseguente sequestro amministrativo di tutta l’attrezzatura utilizzata per l’espletamento dell’attività abusiva, nonché dell’intero pescato esposto per la vendita, per un totale di 64 Kg..
Nel corso della medesima attività è stata, altresì, constatata l’occupazione non autorizzata di un’area del demanio marittimo, con conseguente segnalazione alla Procura della Repubblica di Macerata di due soggetti, denunciati a piede libero per il reato previsto dall’articolo 1161 del Codice della Navigazione.
Nel corso di un’articolata attività operativa, coordinata dal Comando Provinciale di Macerata e dal Reparto Operativo Aeronavale, i finanzieri della Compagnia di Civitanova Marche e alla Stazione Navale di Ancona hanno concluso un complesso intervento di polizia economico-finanziaria nell’area portuale dell’omonimo Comune, individuando un’area del demanio marittimo occupata abusivamente da un’attività commerciale esercente la vendita di prodotti ittici senza le prescritte autorizzazioni comunali.
Le attività delle Fiamme Gialle, sono iniziate a dicembre del 2020, nel corso di una strutturata operazione di monitoraggio sulla piccola pesca lungo il tratto costiero maceratese, che ha visto coinvolto anche il dispositivo aeronavale della Guardia di Finanza della Regione Marche. A seguito dei riscontri in mare nell’area antistante il porto di Civitanova Marche, i finanzieri hanno approfondito il controllo su un esercizio commerciale opportunatamente individuato, constatando l’assenza dell’autorizzazione rilasciata dal Sindaco per la vendita al dettaglio e parimenti rilevando un’occupazione di area demaniale “sine titulo”.
Pertanto, individuati i due responsabili, di nazionalità italiana, si è proceduto nei loro confronti alla contestazione della prevista sanzione amministrativa (fino ad € 15.000), per l’esercizio di commercio su aree pubbliche in assenza dell’autorizzazione comunale, e al conseguente sequestro amministrativo di tutta l’attrezzatura utilizzata per l’espletamento dell’attività abusiva, nonché dell’intero pescato esposto per la vendita, per un totale di 64 Kg..
Nel corso della medesima attività è stata, altresì, constatata l’occupazione non autorizzata di un’area del demanio marittimo, con conseguente segnalazione alla Procura della Repubblica di Macerata di due soggetti, denunciati a piede libero per il reato previsto dall’articolo 1161 del Codice della Navigazione.
Drammatico incidente ad Apiro quello che ha visto protagonista un uomo di 52 anni che al volante della sua auto, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo della vettura sulla quale viaggiava andando ad impattare con la facciata della chiesa del paese.
Lanciato l'allarme sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri per i rilievi di rito e il personale del 118 che, viste le gravi condizioni del 52enne, hanno richieto l'intervento dell'eliambulanza per il trasporto all'ospedale regionale di Torrette dove l'uomo si trova ora ricoverato in prognosi riservata.
f.u.
Lanciato l'allarme sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri per i rilievi di rito e il personale del 118 che, viste le gravi condizioni del 52enne, hanno richieto l'intervento dell'eliambulanza per il trasporto all'ospedale regionale di Torrette dove l'uomo si trova ora ricoverato in prognosi riservata.
f.u.
Tragedia a Sforzacosta dove all'interno della propria abitazione è stato rinvenuto cadavere un anziano di 87 anni. A lanciare l'allarme la figlia che, dal momento che il padre non rispondeva alle sue chiamate, ha allertato i vigili del fuoco. Giunti sul posto i pompieri hanno forzato la porta d'ingresso dell'appartamento, rinvenendo all'interno dello stesso il cadavere dell'uomo in avanzato stato di decomposizione.
L'anziano, infatti, era morto da almeno due giorni sembra per cause naturali.
f.u.
L'anziano, infatti, era morto da almeno due giorni sembra per cause naturali.
f.u.
Ammontano a circa 1 milione e 600mila euro i lavori di ristrutturazione del teatro comunale Giacomo Leopardi di San Ginesio. “Non ci saranno tempistiche lunghe per ridare alla comunità la fruibilità del teatro”. E’ fiducioso e ottimista il Sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco che ci dice che il teatro sarà la prima opera pubblica resa alla città, uno dei borghi più belli d’Italia. “E’ uscito il bando, stanno arrivando le richieste di sopralluogo per rendersi conto dello stato delle cose. Il teatro comunale per San Ginesio è importantissimo, non solo per la comunità ma anche per quello che stiamo cercando di fare per la promozione del borgo, San Ginesio come Borgo degli Attori. Ce ne siamo occupati con il Ginesio Fest, la prima edizione l'abbiamo fatta lo scorso anno con personalità e personaggi di interesse nazionale. Stiamo già lavorando insieme a Remo Girone ad altri personaggi come Vinicio Marchioni ed altri amici che collaborano con il comune nell'organizzazione di questa seconda edizione, la cui cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 25 agosto nel giorno della festa del patrono. Stiamo cercando di destagionalizzare una serie di iniziative all'interno del Borgo e fuori dal Borgo, per identificare San Ginesio non solo come Balcone dei Sibillini ma come Borgo degli attori, perché la fortuna che abbiamo è quella di essere il comune con il Santo Patrono degli attori, dei mini, dei musici. E questo ce l'ha solo San Ginesio in tutto il mondo.”
Barbara Olmai
Barbara Olmai
Sono appena iniziati i Campionati Mondiali di Sci in programma a Cortina fino al 21 febbraio e, come è noto, per tutte le attività outdoor le prestazioni sportive sono fortemente legate al meteo. E’ quindi fondamentale avere precise informazioni sulla situazione meteorologica e le condizioni della neve da parte di esperti qualificati.
Ed è qui che entra in campo, o meglio in pista, il prof. Massimiliano Fazzini, docente Unicam della Sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie, che ha proprio il ruolo di previsore meteo dei Mondiali.
“Il ruolo del meteorologo in ambiente montano e innevato – sottolinea il prof. Fazzini – è di fondamentale importanza: ho il compito di consigliare e di caratterizzare le scelte della Federazione Internazionale di Sci e della Fondazione Cortina 2021 relativamente alla corretta gestione delle competizioni. La previsione alla scala puntuale è molto complessa in area montana, quindi oltre a beneficiare degli output dei modelli fisico-matematici e della previsione di nowcasting attraverso l’utilizzo delle animazioni satellitari e dei radar meteorologici, è necessaria un’osservazione costante dei dati provenienti dalle stazioni meteorologiche esistenti nell’immediato intorno dei tracciati di gara e dell’ambiente fisico del cielo”.
Tale risultato deriva da un lungo iter che ha visto il prof. Fazzini previsore delle gare di Coppa del Mondo di Sci alpino dal 2013 e anche dalla sua partecipazione nei gruppi di previsori e rilevatori dei Campionati del Mondo di Sci nordico Fiemme 2003 e 2013.
Ed è qui che entra in campo, o meglio in pista, il prof. Massimiliano Fazzini, docente Unicam della Sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie, che ha proprio il ruolo di previsore meteo dei Mondiali.
“Il ruolo del meteorologo in ambiente montano e innevato – sottolinea il prof. Fazzini – è di fondamentale importanza: ho il compito di consigliare e di caratterizzare le scelte della Federazione Internazionale di Sci e della Fondazione Cortina 2021 relativamente alla corretta gestione delle competizioni. La previsione alla scala puntuale è molto complessa in area montana, quindi oltre a beneficiare degli output dei modelli fisico-matematici e della previsione di nowcasting attraverso l’utilizzo delle animazioni satellitari e dei radar meteorologici, è necessaria un’osservazione costante dei dati provenienti dalle stazioni meteorologiche esistenti nell’immediato intorno dei tracciati di gara e dell’ambiente fisico del cielo”.
Tale risultato deriva da un lungo iter che ha visto il prof. Fazzini previsore delle gare di Coppa del Mondo di Sci alpino dal 2013 e anche dalla sua partecipazione nei gruppi di previsori e rilevatori dei Campionati del Mondo di Sci nordico Fiemme 2003 e 2013.
