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Sono stati oltre 450 le studentesse e gli studenti delle scuole superiori di tutta Italia, che hanno partecipato questa mattina al primo appuntamento dell’edizione 2021 di Porte Aperte in Unicam, l’iniziativa dedicata all’orientamento alla scelta universitaria.
Quest’anno gli incontri, che si tengono in modalità telematica, hanno preso il via oggi sabato 6 febbraio e si ripeteranno sabato 20 febbraio, venerdì 26 marzo, giovedì 29 aprile per consentire la più ampia partecipazione degli studenti delle scuole superiori di tutta Italia.
Collegati dalle proprie abitazioni o dalle loro classi in Sicilia, Lombardia, Umbria, Sardegna, Lazio, Emilia Romagna, Abruzzo, Piemonte, Veneto, Toscana, Trentino Alto Adige, Campania, oltre che naturalmente dalle Marche, tutti i partecipanti hanno potuto confrontarsi con docenti, ricercatori, professionisti, studenti universitari e personale Unicam, che hanno illustrato l’offerta formativa attivata dalle cinque Scuole di Ateneo, Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie, e sono stati a disposizione per ogni approfondimento ed informazione.
La mattinata si è aperta alle ore 9.30 con una sessione plenaria in diretta streaming nel corso della quale sono intervenuti il Rettore Unicam Claudio Pettinari, la Delegata all’Orientamento Valeria Polzonetti, Samuele Grasselli in rappresentanza degli studenti Unicam e Mariano Carcatella del Cus Camerino. I partecipanti si sono poi collegati nelle stanze virtuali dei corsi di laurea, dove i docenti hanno illustrato il corso con seminari ed attività specifiche, e gli studenti hanno potuto interagire in diretta facendo domande per chiedere informazioni o chiarire dubbi o semplici curiosità.
“Unicam vi aiuterà a soddisfare la vostra voglia di scoprire, fate la scelta giusta” è stato l’augurio del Rettore Pettinari a tutti i partecipanti. “Gli open day rappresentano una grande opportunità – ha proseguito il prof. Pettinari – per illustrare al meglio l’offerta formativa del nostro Ateneo, un Ateneo vivo e vivace che non si è mai fermato, né con il sisma né con la pandemia, garantendo alle studentesse ed agli studenti tutti i servizi, le attività didattiche e la possibilità di conseguire il titolo di studio nei tempi previsti. Non solo: anche per il prossimo anno accademico attiveremo un nuovo corso di laurea, quello in Informatica per la comunicazione digitale. Abbiamo posto l’attenzione su tutti i punti di forza e le eccellenze di Unicam, attraverso i quali formeremo donne e uomini capaci di essere attori consapevoli dello sviluppo del nostro Paese”

“Sperando di poterci vedere di nuovo in presenza con le future matricole ed aprire loro davvero le porte dell’Università di Camerino – ha sottolineato la prof.ssa Polzonetti – questa iniziativa rappresenta comunque un importante momento di contatto in cui le ragazze ed i ragazzi che interverranno avranno l’opportunità di avere tutte le informazioni per iniziare a ‘costruire il proprio futuro’. Queste giornate dedicate alla scelta del proprio percorso universitario rappresentano un appuntamento importante per conoscere Unicam, i corsi di laurea ed i loro sbocchi professionali, attraverso un confronto diretto con i docenti e gli studenti dell’Ateneo”.
Il programma completo è disponibile nel sito www.unicam.it/porteaperteonline, nel quale sono illustrati dettagliatamente tutti i corsi di laurea, sia triennali che magistrali e magistrali a ciclo unico, anche attraverso video di docenti e di studenti e laureati dell’Ateneo.
c.c.
Quest’anno gli incontri, che si tengono in modalità telematica, hanno preso il via oggi sabato 6 febbraio e si ripeteranno sabato 20 febbraio, venerdì 26 marzo, giovedì 29 aprile per consentire la più ampia partecipazione degli studenti delle scuole superiori di tutta Italia.
Collegati dalle proprie abitazioni o dalle loro classi in Sicilia, Lombardia, Umbria, Sardegna, Lazio, Emilia Romagna, Abruzzo, Piemonte, Veneto, Toscana, Trentino Alto Adige, Campania, oltre che naturalmente dalle Marche, tutti i partecipanti hanno potuto confrontarsi con docenti, ricercatori, professionisti, studenti universitari e personale Unicam, che hanno illustrato l’offerta formativa attivata dalle cinque Scuole di Ateneo, Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie, e sono stati a disposizione per ogni approfondimento ed informazione.
La mattinata si è aperta alle ore 9.30 con una sessione plenaria in diretta streaming nel corso della quale sono intervenuti il Rettore Unicam Claudio Pettinari, la Delegata all’Orientamento Valeria Polzonetti, Samuele Grasselli in rappresentanza degli studenti Unicam e Mariano Carcatella del Cus Camerino. I partecipanti si sono poi collegati nelle stanze virtuali dei corsi di laurea, dove i docenti hanno illustrato il corso con seminari ed attività specifiche, e gli studenti hanno potuto interagire in diretta facendo domande per chiedere informazioni o chiarire dubbi o semplici curiosità.
“Unicam vi aiuterà a soddisfare la vostra voglia di scoprire, fate la scelta giusta” è stato l’augurio del Rettore Pettinari a tutti i partecipanti. “Gli open day rappresentano una grande opportunità – ha proseguito il prof. Pettinari – per illustrare al meglio l’offerta formativa del nostro Ateneo, un Ateneo vivo e vivace che non si è mai fermato, né con il sisma né con la pandemia, garantendo alle studentesse ed agli studenti tutti i servizi, le attività didattiche e la possibilità di conseguire il titolo di studio nei tempi previsti. Non solo: anche per il prossimo anno accademico attiveremo un nuovo corso di laurea, quello in Informatica per la comunicazione digitale. Abbiamo posto l’attenzione su tutti i punti di forza e le eccellenze di Unicam, attraverso i quali formeremo donne e uomini capaci di essere attori consapevoli dello sviluppo del nostro Paese”

“Sperando di poterci vedere di nuovo in presenza con le future matricole ed aprire loro davvero le porte dell’Università di Camerino – ha sottolineato la prof.ssa Polzonetti – questa iniziativa rappresenta comunque un importante momento di contatto in cui le ragazze ed i ragazzi che interverranno avranno l’opportunità di avere tutte le informazioni per iniziare a ‘costruire il proprio futuro’. Queste giornate dedicate alla scelta del proprio percorso universitario rappresentano un appuntamento importante per conoscere Unicam, i corsi di laurea ed i loro sbocchi professionali, attraverso un confronto diretto con i docenti e gli studenti dell’Ateneo”.
Il programma completo è disponibile nel sito www.unicam.it/porteaperteonline, nel quale sono illustrati dettagliatamente tutti i corsi di laurea, sia triennali che magistrali e magistrali a ciclo unico, anche attraverso video di docenti e di studenti e laureati dell’Ateneo.
c.c.
Parcheggi Tolentino, Pupo "Non è il momento giusto. Aiuti non solo a residenti ma anche a operatori"
06 Feb 2021
Non una polemica, ma un invito alla riflessione ed al confronto quello dell'ex assessore di Tolentino Alessia Pupo che interviene sul nuovo piano parcheggi della città che tanto continua a far discutere i tolentinati e non solo.
"Il piano parcheggi - dice Alessia Pupo - è stato apporvato nel lontano agosto 2019, ma entrareà in vigore dal primo marzo prossimo ed è necessario quindi rendersi conto che, da quel periodo ad oggi, in mezzo c'è stata una pandemia che è ancora in corso.
Un momento che si porta dietro una pesantissima crisi socioeconomica che nella nostra città si insinua in un centro storico già fortemente colpito e penalizzato dal sisma".
Oltre a ritenere inopportuno il periodo dell'applicazione delle nuove norme sui parcheggi, l'ex assessore interviene anche da cittadina e da titolare di un ufficio in centro storico: "Dopo le critiche dei residenti e la scelta dell'amministrazione di aggiungere alle agevolazioni già previste anche l'abbonamento gratuito per la prima auto a chi non possiede il garage, si dovrebbe tener conto di tutte le categorie maggiormente coinvolte dal nuovo piano. Vorrei sottolineare che anche le varie attività economiche del centro: i professionisti e tutti gli operatori, nonché i vari dipendenti, hanno sicuramente compiuto una scelta di vita, assicurando peraltro servizi molto importanti al cuore della città, e debbono, di necessità, vivere quotidianamente il centro e le zone limitrofe per tante ore. Mi auguro - continua Pupo - che ci sia spazio per una ulteriore discussione politica per dare la giusta attenzione a tutti gli attori coinvolti, così da rivedere, in sinergia con Assm, le tariffe e i pacchetti che hanno costi non bassi, come anche sostenuto dall’ente comunale stesso.
Con la pandemia - aggiunge l'ex assessore - è necessario uno stravolgimento dell'attività amministrativa che preveda ripensamenti e correzioni necessari alla sopravvivenza del centro, tenendo sicuramente in considerazione la fattibilità economica e la sostenibilità del piano".

Intanto l'Assm chiarisce i dubbi sull'avvio del nuovo piano, precisando che "entrerà in vigore il primo marzo.
Nei prossimi giorni - si legge nella nota - i cittadini verranno informati sul funzionamento dei nuovi parcometri, sulle opportunità degli abbonamenti, sulla ripartizioni delle zone di sosta a pagamento, con indicazione delle aree dove si potrà beneficiare della mezz’ora di sosta gratuita.
Gli abbonamenti annuali scaduti lo scorso 31 dicembre sono considerati validi fino a prossimo rinnovo ma non oltre il primo aprile 2021. Infatti, la campagna abbonamenti partirà da subito ma fino al 31 marzo sarà possibile utilizzare il vecchio abbonamento senza incorrere in sanzioni.
In previsione di queste date sono stati già avviati i lavori di adeguamento delle aree e modifica della segnaletica ma varranno le regole del precedente piano della sosta - precisa Assm - , sia per quanto riguarda le tariffe applicate che il numero di stalli a pagamento.
Quindi, fino al primo marzo le aree a pagamento funzioneranno con i vecchi parcometri, quelli recentemente installati diventeranno operativi solo in quella data".
GS
"Il piano parcheggi - dice Alessia Pupo - è stato apporvato nel lontano agosto 2019, ma entrareà in vigore dal primo marzo prossimo ed è necessario quindi rendersi conto che, da quel periodo ad oggi, in mezzo c'è stata una pandemia che è ancora in corso.
Un momento che si porta dietro una pesantissima crisi socioeconomica che nella nostra città si insinua in un centro storico già fortemente colpito e penalizzato dal sisma".
Oltre a ritenere inopportuno il periodo dell'applicazione delle nuove norme sui parcheggi, l'ex assessore interviene anche da cittadina e da titolare di un ufficio in centro storico: "Dopo le critiche dei residenti e la scelta dell'amministrazione di aggiungere alle agevolazioni già previste anche l'abbonamento gratuito per la prima auto a chi non possiede il garage, si dovrebbe tener conto di tutte le categorie maggiormente coinvolte dal nuovo piano. Vorrei sottolineare che anche le varie attività economiche del centro: i professionisti e tutti gli operatori, nonché i vari dipendenti, hanno sicuramente compiuto una scelta di vita, assicurando peraltro servizi molto importanti al cuore della città, e debbono, di necessità, vivere quotidianamente il centro e le zone limitrofe per tante ore. Mi auguro - continua Pupo - che ci sia spazio per una ulteriore discussione politica per dare la giusta attenzione a tutti gli attori coinvolti, così da rivedere, in sinergia con Assm, le tariffe e i pacchetti che hanno costi non bassi, come anche sostenuto dall’ente comunale stesso.
Con la pandemia - aggiunge l'ex assessore - è necessario uno stravolgimento dell'attività amministrativa che preveda ripensamenti e correzioni necessari alla sopravvivenza del centro, tenendo sicuramente in considerazione la fattibilità economica e la sostenibilità del piano".

Intanto l'Assm chiarisce i dubbi sull'avvio del nuovo piano, precisando che "entrerà in vigore il primo marzo.
Nei prossimi giorni - si legge nella nota - i cittadini verranno informati sul funzionamento dei nuovi parcometri, sulle opportunità degli abbonamenti, sulla ripartizioni delle zone di sosta a pagamento, con indicazione delle aree dove si potrà beneficiare della mezz’ora di sosta gratuita.
Gli abbonamenti annuali scaduti lo scorso 31 dicembre sono considerati validi fino a prossimo rinnovo ma non oltre il primo aprile 2021. Infatti, la campagna abbonamenti partirà da subito ma fino al 31 marzo sarà possibile utilizzare il vecchio abbonamento senza incorrere in sanzioni.
In previsione di queste date sono stati già avviati i lavori di adeguamento delle aree e modifica della segnaletica ma varranno le regole del precedente piano della sosta - precisa Assm - , sia per quanto riguarda le tariffe applicate che il numero di stalli a pagamento.
Quindi, fino al primo marzo le aree a pagamento funzioneranno con i vecchi parcometri, quelli recentemente installati diventeranno operativi solo in quella data".
GS
Stalle ad Ussita, Rossi controbatte al sindaco
06 Feb 2021
Botta e risposta tra il consigliere di minoranza di Ussita, Guido Rossi, ed il sindaco Silvia Bernardini, in merito alla mozione sulla ricostruzione delle stalle.
"Ho letto con attenzione la risposta della sindaco Bernardini (http://www.appenninocamerte.info/notizie-politica/item/13415-stalle-ad-ussita-sindaco-risponde-a-rossi-sono-nuove-attivita-dopo-il-sisma) relativa alla mozione sulle stalle - dice Rossi - . E' abbastanza divertente leggere poi che l'ho addirittura resa felice per aver “imboccato” la strada giusta che mi compete come minoranza.
La richiesta è relativa alla sistemazione delle vecchie stalle che sono state dichiarate non utilizzabili a seguito del terremoto 2016 - precisa Rossi - ma che non sono state demolite. Siccome risultano occupate e l'amministrazione non è mai intervenuta per evitare occupazioni, è giusto pensare che gli occupanti siano in sicurezza e che le stesse possano essere oggetto di sopralluogo di tecnici per valutare i lavori per la messa in sicurezza e, successivamente, metterle a disposizione di allevatori locali che intendono dar vita ad un percorso di sviluppo nel campo degli allevamenti. Forse la sindaca non ricorda che sono stati delocalizzati i concessionari o affittuari presenti nelle strutture comunali e non in stalle di proprietà propria, che forse non tutti avevano diritto di occupare quegli spazi ed essere quindi delocalizzati a spese della comunità e forse, non tutti sanno che per questo ci sono delle indagini in corso. Rendere agibili quelle strutture comunali è fondamentale e doveroso: significa creare possibilità di sviluppo e una filiera di lavoro nell'allevamento, così come per quelli che l'occupavano. Ovviamente è necessario possedere i requisiti e i diritti, cosi come recita il Regolamento Comunale e che la si.ra Bernardini dovrebbe conoscere molto bene. Sbaglia ancora , quando afferma che non ci siamo interessati prima perchè, anche allora, abbiamo avuto la stessa sua risposta: “stiamo aspettando” “non sono state inserite nel piano delle priorità” !
Sbaglia di nuovo - aggiunge - quando afferma che le stalle che saranno sistemate, non saranno certamente per le nuove attività ma per chi ha usufruito della delocalizzazione, dimenticando che oltre ad un'indagine sulle strutture, c'è un Regolamento Comunale che stabilisce la graduatoria di merito all'assegnazione.
Vorrei chiudere questa parentesi ricordando che abbiamo superato i 4 anni dal terremoto. Io, Marronaro e Bischi nella precedente amministrazione ci siamo impegnati da subito: mettendo in discussione le perimetrazioni e coinvolgendo la popolazione; abbiamo denunciato lo stato d'abbandono del cimitero facendo pubblicare le foto delle bare esposte all'intemperie e ai saccheggi dai cinghiali scandalizzando l'Italia intera, costringendo l'amministrazione ad intervenire con delle barriere di protezione; abbiamo evitato che fossero venduti i campi da sci di Frontignano e le linee elettriche comuali; abbiamo chiesto di aggiornare Regolamenti vetusti e non in riga con le nuove leggi; abbiamo presentato mozioni per l'acquisto di giochi inclusivi per ragazzi diversamente abili; abbiamo ottenuto contributi per il campo di calcio e nonostante non più consiglieri siamo riusciti ad avere una distribuzione gratis per la popolazione di mascherine unici delle Marche da parte della Protezione Civile, dove lei lavora".
GS
"Ho letto con attenzione la risposta della sindaco Bernardini (http://www.appenninocamerte.info/notizie-politica/item/13415-stalle-ad-ussita-sindaco-risponde-a-rossi-sono-nuove-attivita-dopo-il-sisma) relativa alla mozione sulle stalle - dice Rossi - . E' abbastanza divertente leggere poi che l'ho addirittura resa felice per aver “imboccato” la strada giusta che mi compete come minoranza.
La richiesta è relativa alla sistemazione delle vecchie stalle che sono state dichiarate non utilizzabili a seguito del terremoto 2016 - precisa Rossi - ma che non sono state demolite. Siccome risultano occupate e l'amministrazione non è mai intervenuta per evitare occupazioni, è giusto pensare che gli occupanti siano in sicurezza e che le stesse possano essere oggetto di sopralluogo di tecnici per valutare i lavori per la messa in sicurezza e, successivamente, metterle a disposizione di allevatori locali che intendono dar vita ad un percorso di sviluppo nel campo degli allevamenti. Forse la sindaca non ricorda che sono stati delocalizzati i concessionari o affittuari presenti nelle strutture comunali e non in stalle di proprietà propria, che forse non tutti avevano diritto di occupare quegli spazi ed essere quindi delocalizzati a spese della comunità e forse, non tutti sanno che per questo ci sono delle indagini in corso. Rendere agibili quelle strutture comunali è fondamentale e doveroso: significa creare possibilità di sviluppo e una filiera di lavoro nell'allevamento, così come per quelli che l'occupavano. Ovviamente è necessario possedere i requisiti e i diritti, cosi come recita il Regolamento Comunale e che la si.ra Bernardini dovrebbe conoscere molto bene. Sbaglia ancora , quando afferma che non ci siamo interessati prima perchè, anche allora, abbiamo avuto la stessa sua risposta: “stiamo aspettando” “non sono state inserite nel piano delle priorità” !
Sbaglia di nuovo - aggiunge - quando afferma che le stalle che saranno sistemate, non saranno certamente per le nuove attività ma per chi ha usufruito della delocalizzazione, dimenticando che oltre ad un'indagine sulle strutture, c'è un Regolamento Comunale che stabilisce la graduatoria di merito all'assegnazione.
Vorrei chiudere questa parentesi ricordando che abbiamo superato i 4 anni dal terremoto. Io, Marronaro e Bischi nella precedente amministrazione ci siamo impegnati da subito: mettendo in discussione le perimetrazioni e coinvolgendo la popolazione; abbiamo denunciato lo stato d'abbandono del cimitero facendo pubblicare le foto delle bare esposte all'intemperie e ai saccheggi dai cinghiali scandalizzando l'Italia intera, costringendo l'amministrazione ad intervenire con delle barriere di protezione; abbiamo evitato che fossero venduti i campi da sci di Frontignano e le linee elettriche comuali; abbiamo chiesto di aggiornare Regolamenti vetusti e non in riga con le nuove leggi; abbiamo presentato mozioni per l'acquisto di giochi inclusivi per ragazzi diversamente abili; abbiamo ottenuto contributi per il campo di calcio e nonostante non più consiglieri siamo riusciti ad avere una distribuzione gratis per la popolazione di mascherine unici delle Marche da parte della Protezione Civile, dove lei lavora".
GS
Continua l'impegno per sostenere il mantenimento dei servizi all'ospedale di Camerino.
Sono ferme e si aggiungono come tasselli di un puzzle ad una richiesta unanime, le posizioni dei sindaci dell'entroterra.
A quelle dei giorni scorsi, infatti, si aggiunge anche quella di Pietro Tapanelli, sindaco di Sefro, fiducioso nelle promesse fatte dal nuovo governo regionale.
"La giunta regionale - dice - si è da pochissimo insediata ed ha promesso massima attenzione anche ai presidi ospedalieri di Camerino e San Severino Marche. Entrambi sono essenziali per garantire i servizi di prossimità di tutela della saluta pubblica per le alte valli del Potenza, dell’Esino e del Chienti. Il presidente Acquaroli ha assicurato che ci sarà massimo coinvolgimento anche dei sindaci nella redazione del piano sanitario regionale e sono fiducioso sul fatto che presto si arriverà a dare un futuro, anche in ambito sanitario, ai nostri territori”.
Il sindaco prosegue ponendo l’accendo sul controllo: “il nostro compito è, come sempre, quello di vigilare e rendere l’attenzione sempre alta sui territori da noi amministrati. La sanità è di tutti e non può essere vittima di appartenenza politica. Certo che non si possono avere dieci ospedali sotto casa, ma i presidi di Camerino e San Severino Marche sono esistenti e vanno valorizzati e potenziati. Entrambi. Senza preferenze e campanilismi di sorta. Scherzosamente dico sempre che mi sento al 33% di Camerino, dove sono nato, al 33% di Sefro, dove vivo, e al 34% di San Severino Marche, dove lavoro. Ecco, quel punto di percentuale in più – sorride il sindaco - lo devo a chi mi paga lo stipendio”.
Infine la questione della pandemia che "ha rallentato sicuramente i piani inziali, ma sono fiducioso - dice - e credo che con un minimo di programmazione, abbandonando quella che ho sempre definito 'Sindrome di Calimero', puntando su poche ma efficaci tematiche di sviluppo, ora al centro anche dei piani di rilancio post COVID19, si possa dare un futuro alle nostre realtà. Certo è che i servizi devono esserci e la sanità è uno di questi".
GS
Sono ferme e si aggiungono come tasselli di un puzzle ad una richiesta unanime, le posizioni dei sindaci dell'entroterra.
A quelle dei giorni scorsi, infatti, si aggiunge anche quella di Pietro Tapanelli, sindaco di Sefro, fiducioso nelle promesse fatte dal nuovo governo regionale.
"La giunta regionale - dice - si è da pochissimo insediata ed ha promesso massima attenzione anche ai presidi ospedalieri di Camerino e San Severino Marche. Entrambi sono essenziali per garantire i servizi di prossimità di tutela della saluta pubblica per le alte valli del Potenza, dell’Esino e del Chienti. Il presidente Acquaroli ha assicurato che ci sarà massimo coinvolgimento anche dei sindaci nella redazione del piano sanitario regionale e sono fiducioso sul fatto che presto si arriverà a dare un futuro, anche in ambito sanitario, ai nostri territori”.
Il sindaco prosegue ponendo l’accendo sul controllo: “il nostro compito è, come sempre, quello di vigilare e rendere l’attenzione sempre alta sui territori da noi amministrati. La sanità è di tutti e non può essere vittima di appartenenza politica. Certo che non si possono avere dieci ospedali sotto casa, ma i presidi di Camerino e San Severino Marche sono esistenti e vanno valorizzati e potenziati. Entrambi. Senza preferenze e campanilismi di sorta. Scherzosamente dico sempre che mi sento al 33% di Camerino, dove sono nato, al 33% di Sefro, dove vivo, e al 34% di San Severino Marche, dove lavoro. Ecco, quel punto di percentuale in più – sorride il sindaco - lo devo a chi mi paga lo stipendio”.
Infine la questione della pandemia che "ha rallentato sicuramente i piani inziali, ma sono fiducioso - dice - e credo che con un minimo di programmazione, abbandonando quella che ho sempre definito 'Sindrome di Calimero', puntando su poche ma efficaci tematiche di sviluppo, ora al centro anche dei piani di rilancio post COVID19, si possa dare un futuro alle nostre realtà. Certo è che i servizi devono esserci e la sanità è uno di questi".
GS
È stato approvato il progetto di fattibilità per il parcheggio meccanizzato in viale Emilio Betti, a Camerino, inagibile a causa del sisma del 2016. Un’opera importante per la città ducale che fu tra le prime delle Marche a realizzare un impianto di risalita completamente automatizzato in grado di portare la cittadinanza e i visitatori direttamente nel cuore della città.
L’uscita del parcheggio è infatti in piazza Cavour. La Giunta ha approvato il progetto di fattibilità per la somma di un milione e 335 mila euro, che era già stata approvata lo scorso settembre dall’Ufficio Speciale per la ricostruzione, in riscontro alla “scheda per la valutazione della Congruità dell’importo richiesto” comunicando l’esito positivo della verifica svolta per l’intervento e convalidando il finanziamento.
"È stato redatto un unico progetto - spiega l'assessore Fanelli - che permette il recupero funzionale degli impianti di servizio dell’intera opera intesa come autoparcheggio e percorso di risalita meccanizzato. Essenzialmente i lavori consistono in due tipologie di interventi: il primo riguarda la riparazione del danno con rafforzamento locale dei nodi trave-pilastro e protezione sismica per vulnerabilità, il secondo nella riparazione del danno e la manutenzione di una porzione dei solai di primo livello. Il progetto preliminare, o più precisamente il progetto di fattibilità, è il primo livello progettuale, dovranno poi essere predisposti il progetto definitivo ed esecutivo, dopodiché si potrà procedere alla gara di appalto per affidare i lavori".
L’uscita del parcheggio è infatti in piazza Cavour. La Giunta ha approvato il progetto di fattibilità per la somma di un milione e 335 mila euro, che era già stata approvata lo scorso settembre dall’Ufficio Speciale per la ricostruzione, in riscontro alla “scheda per la valutazione della Congruità dell’importo richiesto” comunicando l’esito positivo della verifica svolta per l’intervento e convalidando il finanziamento.
"È stato redatto un unico progetto - spiega l'assessore Fanelli - che permette il recupero funzionale degli impianti di servizio dell’intera opera intesa come autoparcheggio e percorso di risalita meccanizzato. Essenzialmente i lavori consistono in due tipologie di interventi: il primo riguarda la riparazione del danno con rafforzamento locale dei nodi trave-pilastro e protezione sismica per vulnerabilità, il secondo nella riparazione del danno e la manutenzione di una porzione dei solai di primo livello. Il progetto preliminare, o più precisamente il progetto di fattibilità, è il primo livello progettuale, dovranno poi essere predisposti il progetto definitivo ed esecutivo, dopodiché si potrà procedere alla gara di appalto per affidare i lavori".
"Non pensavo di scatenare tanto entusiasmo ma evidentemente la questione dell'ospedale dell'entroterra sta a cuore a molti". Così Angiolo Napolioni, promotore e amministratore del gruppo"Salviamo l'ospedale di Camerino" che a sole 24 ore dalla costituzione sui social, ha ormai superato le 2500 adesioni.
"La cosa mi rincuora e mi è da sprone per proseguire.Mi sono fatto promotore di questa petizione- spiega il camerte-, spinto dalla necessità di tutelare una struttura che è fondamentale per il territorio e che è prioritaria rispetto a tutte le altre, anche in funzione della ricostruzione che dovrebbe prima o poi partire, L'unica modalità che si poteva sfruttare per ottenere una forte adesione popolare era quella di utilizzare i social media e, ci auguriamo che oltre ai sindaci che si sono già affiancati all'accorato appello del primo cittadino di Camerino Sandro Sborgia, si aggiungano altri amministratori. Non è escluso che questa iniziativa possa avere anche degli sviluppi concreti- continua Napolioni-; malgrado la pandemia ci impedisca presenze fisiche in Regione o manifestazioni, ciò non pregiudica quella che è la volontà di proseguire su questo indirizzo; la tutela della salute e la salvaguardia del presidio sanitario della montagna, sono assolutamente temi prioritari".
Una richiesta di chiarezza e di fatti concreti, lanciata dai social alla sanità regionale, seguita al grido d'allarme del sindaco Sandro Sborgia e rafforzata dalle parole della madre badessa suor Chiara Laura delle clarisse del Monastero di Camerino.
"Davvero non mi aspettavo un'adesione a questi livelli - aggiunge Napolioni-. Le iscrizioni al gruppo sono venute anche da fuori provincia, non solo dal territorio del comprensorio Camerte. Il nostro entroterra mi sono permesso di confrontarlo alla striscia di Gaza perchè noi siamo i Palestinesi e gli Israeliani stanno sulla costa. Noi i Palestinesi di un territorio interno sempre più martoriato e penalizzato, esigiamo chiarezza. Vogliamo sapere quali sono le intenzioni dell'ammnistrazione regionale che ha la delega alla sanità, in merito al destino dell'ospedale di Camerino. E' quello che chiediamo, non con proclami elettoralistici, bensì con atti formali della Giunta e del Consiglio della Regione Marche".
c.c.
"La cosa mi rincuora e mi è da sprone per proseguire.Mi sono fatto promotore di questa petizione- spiega il camerte-, spinto dalla necessità di tutelare una struttura che è fondamentale per il territorio e che è prioritaria rispetto a tutte le altre, anche in funzione della ricostruzione che dovrebbe prima o poi partire, L'unica modalità che si poteva sfruttare per ottenere una forte adesione popolare era quella di utilizzare i social media e, ci auguriamo che oltre ai sindaci che si sono già affiancati all'accorato appello del primo cittadino di Camerino Sandro Sborgia, si aggiungano altri amministratori. Non è escluso che questa iniziativa possa avere anche degli sviluppi concreti- continua Napolioni-; malgrado la pandemia ci impedisca presenze fisiche in Regione o manifestazioni, ciò non pregiudica quella che è la volontà di proseguire su questo indirizzo; la tutela della salute e la salvaguardia del presidio sanitario della montagna, sono assolutamente temi prioritari".
Una richiesta di chiarezza e di fatti concreti, lanciata dai social alla sanità regionale, seguita al grido d'allarme del sindaco Sandro Sborgia e rafforzata dalle parole della madre badessa suor Chiara Laura delle clarisse del Monastero di Camerino.
"Davvero non mi aspettavo un'adesione a questi livelli - aggiunge Napolioni-. Le iscrizioni al gruppo sono venute anche da fuori provincia, non solo dal territorio del comprensorio Camerte. Il nostro entroterra mi sono permesso di confrontarlo alla striscia di Gaza perchè noi siamo i Palestinesi e gli Israeliani stanno sulla costa. Noi i Palestinesi di un territorio interno sempre più martoriato e penalizzato, esigiamo chiarezza. Vogliamo sapere quali sono le intenzioni dell'ammnistrazione regionale che ha la delega alla sanità, in merito al destino dell'ospedale di Camerino. E' quello che chiediamo, non con proclami elettoralistici, bensì con atti formali della Giunta e del Consiglio della Regione Marche".
c.c.
Partiranno lunedì 8 febbraio i lavori nei locali dell’ex Upim in corso Matteotti a Macerata. Si tratta di interventi di riqualificazione dello stabile – pavimentazione, opere murarie, infissi e azioni sulla facciata della Galleria del Commercio – coerentemente con tutto il complesso strutturale della galleria.
Questa mattina c’è stato un sopralluogo da parte della società Cardinali Marco e C. Sas, del sindaco Sandro Parcaroli e dell’assessore ai lavori pubblici Andrea Marchiori.
L’Amministrazione comunale (proprietaria del piano semi interrato che affaccia su via Armaroli) e la proprietà del piano strada e del piano inferiore, la società Cardinali Marco e C. Sas, hanno deciso di dare il via ai lavori - la cui conclusione è prevista entro l’estate - per favorire la riapertura del centro commerciale del cuore della città; aspetto coerente con il programma di governo che prevede appunto la promozione del centro commerciale naturale per il centro storico.
«L’avvio dei lavori rientra nel progetto del centro commerciale naturale e quest’ultimo permetterà di creare presupposti per stabilizzare un sistema di offerta di beni e servizi tipo logicamente differenziato ma, nell’insieme, unitario e incentrato sul ruolo trainante degli spazi pubblici – ha detto il sindaco Parcaroli -. Il centro commerciale naturale rappresenta una strategia di rilancio della totalità degli spazi pubblici che saranno rafforzati dalla presenza delle offerte d’interesse collettivo».
«Si tratta di lavori pubblici che saranno volti alla pulizia, all’illuminazione e alla sicurezza – ha detto l’assessore Marchiori -. Riqualificare tutta l’area della Galleria del Commercio affinché torni ad avere il lustro di un tempo rappresenta una priorità e per questo ringraziamo i proprietari dei locali dell’ex Upim. L’Amministrazione comunale, per quanto di propria competenza, sosterrà tutti coloro che intenderanno affittare gli spazi riqualificati».

«In accordo con l’Amministrazione ci stiamo muovendo per rivitalizzare questa parte del centro storico di Macerata che per tanti anni è rimasta abbandonata» ha aggiunto infine Roberto Cardinali, della ditta Cardinali Marco e C. Sas.
c.c.
Questa mattina c’è stato un sopralluogo da parte della società Cardinali Marco e C. Sas, del sindaco Sandro Parcaroli e dell’assessore ai lavori pubblici Andrea Marchiori.
L’Amministrazione comunale (proprietaria del piano semi interrato che affaccia su via Armaroli) e la proprietà del piano strada e del piano inferiore, la società Cardinali Marco e C. Sas, hanno deciso di dare il via ai lavori - la cui conclusione è prevista entro l’estate - per favorire la riapertura del centro commerciale del cuore della città; aspetto coerente con il programma di governo che prevede appunto la promozione del centro commerciale naturale per il centro storico.
«L’avvio dei lavori rientra nel progetto del centro commerciale naturale e quest’ultimo permetterà di creare presupposti per stabilizzare un sistema di offerta di beni e servizi tipo logicamente differenziato ma, nell’insieme, unitario e incentrato sul ruolo trainante degli spazi pubblici – ha detto il sindaco Parcaroli -. Il centro commerciale naturale rappresenta una strategia di rilancio della totalità degli spazi pubblici che saranno rafforzati dalla presenza delle offerte d’interesse collettivo».
«Si tratta di lavori pubblici che saranno volti alla pulizia, all’illuminazione e alla sicurezza – ha detto l’assessore Marchiori -. Riqualificare tutta l’area della Galleria del Commercio affinché torni ad avere il lustro di un tempo rappresenta una priorità e per questo ringraziamo i proprietari dei locali dell’ex Upim. L’Amministrazione comunale, per quanto di propria competenza, sosterrà tutti coloro che intenderanno affittare gli spazi riqualificati».

«In accordo con l’Amministrazione ci stiamo muovendo per rivitalizzare questa parte del centro storico di Macerata che per tanti anni è rimasta abbandonata» ha aggiunto infine Roberto Cardinali, della ditta Cardinali Marco e C. Sas.
c.c.
Via libera al nuovo progetto che riguarda l’intervalliva Tolentino-San Severino Marche. Dopo una serie di incontri e confronti istituzionali, la Regione Marche, la Provincia di Macerata e i Comuni di Tolentino e San Severino Marche hanno scelto la nuova ipotesi progettuale per la realizzazione del tracciato.
Lo hanno annunciato questa mattina in conferenza stampa nella sala consiliare della Provincia di Macerata, il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, gli assessori alle Infrastrutture e ai Lavori pubblici Francesco Baldelli e alla Sanità Filippo Saltamartini, il presidente della Provincia Antonio Pettinari e i sindaci di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e Tolentino, Giuseppe Pezzanesi.
“È un momento importante non solo per le città di Tolentino e San Severino Marche, ma per tutto il territorio: si tratta di una prosecuzione infrastrutturale a quella che è la Quadrilatero - afferma Acquaroli -. È fondamentale che la filiera istituzionale sappia stringersi e collaborare lealmente per iniziative importanti. Il sisma ha ferito questi territori in modo forte e realizzare qui un’opera che collega due valli è anche un’iniezione di fiducia per tutta la provincia. Quello di oggi è parte di una serie di obiettivi di una sfida che è quella di una regione intera, che vive un isolamento non più sostenibile dal punto di vista economico, turistico, culturale e della promozione e della competitività. Oggi siamo qui a suggellare un risultato epocale che deve servire da stimolo per nuovi traguardi di sviluppo”.
"Un cambio di passo che si aspettava da tempo – continua l’assessore Baldelli -. E’ quello messo in atto negli investimenti in infrastrutture e opere pubbliche dalla giunta Acquaroli, già in questi primi 100 giorni di governo. Cambio di passo avvenuto anche per la realizzazione dell’intervalliva San Severino-Tolentino. Il progetto della nuova giunta regionale non è infatti quello di intervenire con una visione slegata delle varie infrastrutture da realizzare e realizzate, come accaduto fino ad oggi, bensì di progettare un grande piano infrastrutturale che guardi al centro-Italia, con opere interconnesse e intermodali. Partendo dal modello della Quadrilatero, in cui rientra la San Severino-Tolentino, vogliamo espandere tale modello collegandolo alla strada regionale 502, proveniente da Cingoli, e alla pedemontana di Castelraimondo. In tal modo, si costruirà insieme un futuro di crescita e di sviluppo regionale che non potrà prescindere dai collegamenti viari. Il sistema della Quadrilatero, quello della Pedemontana e dell'Intervalliva, rappresenta un esempio da esportare nelle altre province marchigiane. L'opera è coerente con la missione della giunta regionale, che si è posta l'obiettivo di ‘scaricare a terra’ le iniziative e i progetti che sino ad oggi sono rimasti dimenticati nei cassetti o che non sono stati presi nemmeno in considerazione. Investire nelle infrastrutture significa investire nel futuro di questo territorio".

La scelta del tracciato è avvenuta dopo un approfondito esame dei costi e dei benefici. Infatti il nuovo percorso, oltre a risultare economicamente meno costoso, si sviluppa quasi interamente in aree extraurbane e si presenta con caratteristiche qualitativamente migliori (geometria di tracciato, velocità di percorrenza, ecc.) e ha minori implicazioni dirette sulla sicurezza stradale.
“È una data storica per questo territorio - sostiene Pettinari -. Inizia ora la progettazione definitiva di un tracciato, dal grande valore oltre che economico, visto il finanziamento da 100 milioni di euro, strategico. Un risultato raggiunto grazie a tutte le istituzioni che hanno guardato agli interessi della comunità, per due città cerniera tra il sistema collinare e quello montuoso”.
Prosegue Saltamartini: “C’è stato un lavoro molto intenso, anche a livello politico nazionale, che ci ha portato a questo risultato. I frutti si raggiungono quando c’è una semina importante: non si tratta di un collegamento solo tra due città, ma di una infrastruttura a servizio di tutto il comprensorio”.
Il tracciato del secondo progetto parte dalla Superstrada SS77 e si collega alla strada provinciale 361, senza interferenze con contesti urbani e senza la necessità di adeguamenti di tratti stradali urbani esistenti; al contrario nella prima proposta, per collegarsi dalla SP 127 alla SP 361 senza utilizzare strade esistenti a carattere urbano, sarebbe necessario, in prossimità dell’abitato di Taccoli, un intervento di adeguamento stradale, con un ulteriore costo stimato in circa 10 milioni di euro, escluse le spese tecniche, l’Iva e gli espropri. Il percorso originariamente previsto dal protocollo firmato nel 2017 avrebbe collegato la viabilità dell’alta valle del Potenza con la Superstrada SS77, tramite un ammodernamento della strada provinciale S.P.127 ed il collegamento diretto all’uscita Tolentino Sud.
Nel corso del tavolo tecnico indetto dalla Regione Marche il 9 gennaio 2020 però, la Società Quadrilatero ha presentato alle Amministrazioni ed agli altri soggetti pubblici invitati le verifiche preliminari sul tracciato del sopraesposto studio di fattibilità di collegamento tra la Strada Statale n. 77 (in prossimità dell’uscita Tolentino Sud) e la Z.I. di San Severino presso Località Colotto/Taccoli. Nel corso di questo incontro è stata esaminata una nuova ulteriore ipotesi progettuale – pervenuta alla Regione Marche dalla Commissione VII del Senato che, dalla Zona industriale “Le Grazie” di Tolentino (svincolo Tolentino Ovest sulla S.S. n. 77,) si collega a San Severino Marche, in località Ospedale (SS 361 var). Tale proposta si è rivelata migliore.
Pertanto la Regione Marche, la Provincia di Macerata e i Comuni di Tolentino e San Severino Marche hanno modificato il protocollo di intesa firmato nel 2017, indicando il nuovo intervento da realizzare, indicato come "Collegamento strategico delle vallate del Chienti e del Potenza’’, affidandone la titolarità alla Società Quadrilatero Marche Umbria S.p.A.
“Un ringraziamento alla Regione e alla Provincia per la volontà con cui è stata accelerata la realizzazione di questo progetto per una comunità colpita duramente prima dal terremoto e poi dal Covid - dice Piermattei -. È una giornata importantissima: finisce l’isolamento e si avvera il sogno del collegamento tra la valle del Chienti e quella del Potenza e per uno sbocco verso l’Umbria”.
Il progetto si compone di quattro lotti funzionali: il ponte sul Fiume Chienti, ubicato in prossimità dell’uscita di Tolentino Sud della superstrada SS 77, compreso il relativo adeguamento dello svincolo stradale finalizzato al migliore collegamento tra la SS77 ed il quartiere “Buozzi” di Tolentino, per un costo di 2.109.329 €; l’Intervalliva Tolentino - San Severino Marche (strada extraurbana C1) e il relativo adeguamento dello svincolo Tolentino Ovest per un costo rispettivamente di 63.990.064 € ed 6.858.110 €, per un totale di 70.848.174 €; la variante "La Pieve", infrastruttura di collegamento tra la SP 127 e la SP 361, per un costo di 9.097.126 €.
Complessivamente gli interventi, suddivisibili in 3 lotti, ammontano ad una spesa totale di 82.054.629 € e hanno la necessaria copertura finanziaria, con fondi della ricostruzione post-sisma e risorse messe a disposizione dai soggetti sottoscrittori.
Aggiunge Pezzanesi: “Un percorso di costruzione lungo e difficile, ma proficuo. Oggi abbiamo concluso la burocrazia e ratifichiamo un accordo per un consequenziale sviluppo del territorio in direzione Castelraimondo, Cingoli e Matelica che, grazie ai risparmi che si hanno con la scelta del secondo tracciato, possono auspicare ulteriori interventi per migliorare ancora di più i collegamenti”.
A margine dei tre interventi principali, è emersa la necessità da parte del Comune di Tolentino di realizzare un ulteriore quarto intervento di miglioramento della viabilità esistente tra Tolentino e San Severino Marche mediante la realizzazione di un collegamento tra la strada di Contrada Troiano, in prossimità del campo sportivo “Ciarapica” (zona cimitero), e la strada provinciale n. 127 (in direzione contrada Santa Lucia) ed anche l’intervento di miglioramento del tratto stradale che si snoda dal viale Santa Lucia (sulla medesima SP n. 127) fino all’ingresso del complesso delle Terme di Santa Lucia. Tale richiesta si ritiene accoglibile in quanto potrà contribuire – insieme agli altri tre interventi proposti - al miglioramento complessivo della viabilità tra le due cittadine.
c.c.
Lo hanno annunciato questa mattina in conferenza stampa nella sala consiliare della Provincia di Macerata, il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, gli assessori alle Infrastrutture e ai Lavori pubblici Francesco Baldelli e alla Sanità Filippo Saltamartini, il presidente della Provincia Antonio Pettinari e i sindaci di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e Tolentino, Giuseppe Pezzanesi.
“È un momento importante non solo per le città di Tolentino e San Severino Marche, ma per tutto il territorio: si tratta di una prosecuzione infrastrutturale a quella che è la Quadrilatero - afferma Acquaroli -. È fondamentale che la filiera istituzionale sappia stringersi e collaborare lealmente per iniziative importanti. Il sisma ha ferito questi territori in modo forte e realizzare qui un’opera che collega due valli è anche un’iniezione di fiducia per tutta la provincia. Quello di oggi è parte di una serie di obiettivi di una sfida che è quella di una regione intera, che vive un isolamento non più sostenibile dal punto di vista economico, turistico, culturale e della promozione e della competitività. Oggi siamo qui a suggellare un risultato epocale che deve servire da stimolo per nuovi traguardi di sviluppo”.
"Un cambio di passo che si aspettava da tempo – continua l’assessore Baldelli -. E’ quello messo in atto negli investimenti in infrastrutture e opere pubbliche dalla giunta Acquaroli, già in questi primi 100 giorni di governo. Cambio di passo avvenuto anche per la realizzazione dell’intervalliva San Severino-Tolentino. Il progetto della nuova giunta regionale non è infatti quello di intervenire con una visione slegata delle varie infrastrutture da realizzare e realizzate, come accaduto fino ad oggi, bensì di progettare un grande piano infrastrutturale che guardi al centro-Italia, con opere interconnesse e intermodali. Partendo dal modello della Quadrilatero, in cui rientra la San Severino-Tolentino, vogliamo espandere tale modello collegandolo alla strada regionale 502, proveniente da Cingoli, e alla pedemontana di Castelraimondo. In tal modo, si costruirà insieme un futuro di crescita e di sviluppo regionale che non potrà prescindere dai collegamenti viari. Il sistema della Quadrilatero, quello della Pedemontana e dell'Intervalliva, rappresenta un esempio da esportare nelle altre province marchigiane. L'opera è coerente con la missione della giunta regionale, che si è posta l'obiettivo di ‘scaricare a terra’ le iniziative e i progetti che sino ad oggi sono rimasti dimenticati nei cassetti o che non sono stati presi nemmeno in considerazione. Investire nelle infrastrutture significa investire nel futuro di questo territorio".

La scelta del tracciato è avvenuta dopo un approfondito esame dei costi e dei benefici. Infatti il nuovo percorso, oltre a risultare economicamente meno costoso, si sviluppa quasi interamente in aree extraurbane e si presenta con caratteristiche qualitativamente migliori (geometria di tracciato, velocità di percorrenza, ecc.) e ha minori implicazioni dirette sulla sicurezza stradale.
“È una data storica per questo territorio - sostiene Pettinari -. Inizia ora la progettazione definitiva di un tracciato, dal grande valore oltre che economico, visto il finanziamento da 100 milioni di euro, strategico. Un risultato raggiunto grazie a tutte le istituzioni che hanno guardato agli interessi della comunità, per due città cerniera tra il sistema collinare e quello montuoso”.
Prosegue Saltamartini: “C’è stato un lavoro molto intenso, anche a livello politico nazionale, che ci ha portato a questo risultato. I frutti si raggiungono quando c’è una semina importante: non si tratta di un collegamento solo tra due città, ma di una infrastruttura a servizio di tutto il comprensorio”.
Il tracciato del secondo progetto parte dalla Superstrada SS77 e si collega alla strada provinciale 361, senza interferenze con contesti urbani e senza la necessità di adeguamenti di tratti stradali urbani esistenti; al contrario nella prima proposta, per collegarsi dalla SP 127 alla SP 361 senza utilizzare strade esistenti a carattere urbano, sarebbe necessario, in prossimità dell’abitato di Taccoli, un intervento di adeguamento stradale, con un ulteriore costo stimato in circa 10 milioni di euro, escluse le spese tecniche, l’Iva e gli espropri. Il percorso originariamente previsto dal protocollo firmato nel 2017 avrebbe collegato la viabilità dell’alta valle del Potenza con la Superstrada SS77, tramite un ammodernamento della strada provinciale S.P.127 ed il collegamento diretto all’uscita Tolentino Sud.
Nel corso del tavolo tecnico indetto dalla Regione Marche il 9 gennaio 2020 però, la Società Quadrilatero ha presentato alle Amministrazioni ed agli altri soggetti pubblici invitati le verifiche preliminari sul tracciato del sopraesposto studio di fattibilità di collegamento tra la Strada Statale n. 77 (in prossimità dell’uscita Tolentino Sud) e la Z.I. di San Severino presso Località Colotto/Taccoli. Nel corso di questo incontro è stata esaminata una nuova ulteriore ipotesi progettuale – pervenuta alla Regione Marche dalla Commissione VII del Senato che, dalla Zona industriale “Le Grazie” di Tolentino (svincolo Tolentino Ovest sulla S.S. n. 77,) si collega a San Severino Marche, in località Ospedale (SS 361 var). Tale proposta si è rivelata migliore.
Pertanto la Regione Marche, la Provincia di Macerata e i Comuni di Tolentino e San Severino Marche hanno modificato il protocollo di intesa firmato nel 2017, indicando il nuovo intervento da realizzare, indicato come "Collegamento strategico delle vallate del Chienti e del Potenza’’, affidandone la titolarità alla Società Quadrilatero Marche Umbria S.p.A.
“Un ringraziamento alla Regione e alla Provincia per la volontà con cui è stata accelerata la realizzazione di questo progetto per una comunità colpita duramente prima dal terremoto e poi dal Covid - dice Piermattei -. È una giornata importantissima: finisce l’isolamento e si avvera il sogno del collegamento tra la valle del Chienti e quella del Potenza e per uno sbocco verso l’Umbria”.
Il progetto si compone di quattro lotti funzionali: il ponte sul Fiume Chienti, ubicato in prossimità dell’uscita di Tolentino Sud della superstrada SS 77, compreso il relativo adeguamento dello svincolo stradale finalizzato al migliore collegamento tra la SS77 ed il quartiere “Buozzi” di Tolentino, per un costo di 2.109.329 €; l’Intervalliva Tolentino - San Severino Marche (strada extraurbana C1) e il relativo adeguamento dello svincolo Tolentino Ovest per un costo rispettivamente di 63.990.064 € ed 6.858.110 €, per un totale di 70.848.174 €; la variante "La Pieve", infrastruttura di collegamento tra la SP 127 e la SP 361, per un costo di 9.097.126 €.
Complessivamente gli interventi, suddivisibili in 3 lotti, ammontano ad una spesa totale di 82.054.629 € e hanno la necessaria copertura finanziaria, con fondi della ricostruzione post-sisma e risorse messe a disposizione dai soggetti sottoscrittori.
Aggiunge Pezzanesi: “Un percorso di costruzione lungo e difficile, ma proficuo. Oggi abbiamo concluso la burocrazia e ratifichiamo un accordo per un consequenziale sviluppo del territorio in direzione Castelraimondo, Cingoli e Matelica che, grazie ai risparmi che si hanno con la scelta del secondo tracciato, possono auspicare ulteriori interventi per migliorare ancora di più i collegamenti”.
A margine dei tre interventi principali, è emersa la necessità da parte del Comune di Tolentino di realizzare un ulteriore quarto intervento di miglioramento della viabilità esistente tra Tolentino e San Severino Marche mediante la realizzazione di un collegamento tra la strada di Contrada Troiano, in prossimità del campo sportivo “Ciarapica” (zona cimitero), e la strada provinciale n. 127 (in direzione contrada Santa Lucia) ed anche l’intervento di miglioramento del tratto stradale che si snoda dal viale Santa Lucia (sulla medesima SP n. 127) fino all’ingresso del complesso delle Terme di Santa Lucia. Tale richiesta si ritiene accoglibile in quanto potrà contribuire – insieme agli altri tre interventi proposti - al miglioramento complessivo della viabilità tra le due cittadine.
c.c.
L’assessore regionale al Lavoro-Formazione, Stefano Aguzzi si è incontrato questa mattina a Pesaro con i rappresentanti regionali delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL. Al centro del confronto, una panoramica su tutti i temi legati alla crisi occupazionale, economica e in generale del mercato del lavoro riconducibili all’emergenza pandemica.
Un forte timore è stato espresso da tutti sull’imminente scadenza del blocco dei licenziamenti, problema per il quale tutti sperano in una proroga in proporzione agli stadi di crisi. I Sindacati, salutando con soddisfazione la disponibilità al confronto dell’assessore regionale, hanno ribadito l’esigenza di continuare sulla strada del confronto periodico e di strutturare le occasioni di riflessione comune per studiare e concertare azioni di incentivazione al lavoro con formule innovative, in vista del Recovery Plan e dei prossimi fondi strutturali europei.
“Da parte nostra c’è una forte disponibilità al dialogo e all’azione progettuale comune – ha rimarcato l’assessore Aguzzi - perché siamo convinti che le politiche del lavoro, più di altre, siano un settore dove le idee, le buone prassi, la conoscenza del mercato e delle esigenze dei lavoratori, le ricerche e gli studi di tutti vadano valutati con grande ponderazione e disponibilità. Ci sono già iniziative di incentivazione all’occupazione allo studio in questi giorni degli uffici dell’assessorato, sulle quali abbiamo intenzione di chiedere interventi statali mirati. E’ necessario però, ancor prima di una progettualità comune, perché gli interventi siano concreti ed efficaci, avere a disposizione una precisa ricognizione dei fabbisogni lavorativi e delle imprese e su questi bisogni finalizzare anche corsi di orientamento, formazione e aggiornamento. Saranno poi i Centri per l’Impiego, che stiamo rafforzando, a curare e gestire queste azioni di orientamento per l’ingresso al mercato del lavoro. A questo proposito, la Regione Marche sta anche elaborando forme inedite di collaborazione pubblico/privato, in tema di agenzie interinali e ricerca del lavoro per un miglior rapporto domanda/offerta. Massimo sforzo, dunque su questi temi, ben consapevoli che la prospettiva non è ottimistica ma che i prossimi mesi saranno cruciali per una progettazione mirata e qualificata”. (ad’e)
Un forte timore è stato espresso da tutti sull’imminente scadenza del blocco dei licenziamenti, problema per il quale tutti sperano in una proroga in proporzione agli stadi di crisi. I Sindacati, salutando con soddisfazione la disponibilità al confronto dell’assessore regionale, hanno ribadito l’esigenza di continuare sulla strada del confronto periodico e di strutturare le occasioni di riflessione comune per studiare e concertare azioni di incentivazione al lavoro con formule innovative, in vista del Recovery Plan e dei prossimi fondi strutturali europei.
“Da parte nostra c’è una forte disponibilità al dialogo e all’azione progettuale comune – ha rimarcato l’assessore Aguzzi - perché siamo convinti che le politiche del lavoro, più di altre, siano un settore dove le idee, le buone prassi, la conoscenza del mercato e delle esigenze dei lavoratori, le ricerche e gli studi di tutti vadano valutati con grande ponderazione e disponibilità. Ci sono già iniziative di incentivazione all’occupazione allo studio in questi giorni degli uffici dell’assessorato, sulle quali abbiamo intenzione di chiedere interventi statali mirati. E’ necessario però, ancor prima di una progettualità comune, perché gli interventi siano concreti ed efficaci, avere a disposizione una precisa ricognizione dei fabbisogni lavorativi e delle imprese e su questi bisogni finalizzare anche corsi di orientamento, formazione e aggiornamento. Saranno poi i Centri per l’Impiego, che stiamo rafforzando, a curare e gestire queste azioni di orientamento per l’ingresso al mercato del lavoro. A questo proposito, la Regione Marche sta anche elaborando forme inedite di collaborazione pubblico/privato, in tema di agenzie interinali e ricerca del lavoro per un miglior rapporto domanda/offerta. Massimo sforzo, dunque su questi temi, ben consapevoli che la prospettiva non è ottimistica ma che i prossimi mesi saranno cruciali per una progettazione mirata e qualificata”. (ad’e)
Sono dati che preoccupano, ma che al tempo stesso dimostrano l’impegno per non lasciare nessuno da solo. Si tratta dei dati delle Caritas della Regione Marche che nel 2020 ha vissuto certamente uno degli anni più difficili dell’ultimo periodo.
Ma in questo contesto di grave emergenza e di disorientamento, la Chiesa ha voluto essere un faro in grado di offrire un aiuto, seppur limitato, sia dal punto di vista economico ma soprattutto dal punto di vista umano.
Le 13 diocesi marchigiane hanno voluto essere al fianco delle famiglie in difficoltà tramite le Caritas, loro organismo pastorale, attraverso cui hanno incontrato ed ascoltato quasi 14.000 persone.
E questo è solo uno dei numeri che nel 2020 hanno interessato le Caritas: sono stati 35.000 i momenti di incontro offerti di cui 6.500 telefonici e gli altri in presenza. Le quasi 14.000 persone incontrate sono per il 51% uomini e di queste il 44% di nazionalità italiana; ben 5.200, pari al 37% del totale si sono rivolti alla Caritas per la prima volta nel 2020. Rispetto all’anno precedente c’è stata una crescita del 25.5%.
Oltre all’aiuto economico poi, sono continuati tutti i servizi offerti dalle Caritas alle persone in difficoltà: sono stati preparati e donati più di 160.000 pasti dalle mense della regione, assistite 2.000 famiglie negli empori solidali, offerti più di 40.000 pacchi viveri e 6.500 interventi di vestiario. L’accoglienza notturna ha garantito 70.000 notti circa, di cui 18.000 per la prima accoglienza e 52.000 dedicati alla seconda accoglienza. Inoltre sono state garantite 3.400 docce, 1.700 prestazioni sanitarie ed erogati 60.000 euro per pratiche di nano e micro credito.
Ma in questo anno, più dei dati raccolti parlano i volti delle persone incontrate e le loro storie: storie che raccontano di lavori precari, di intere famiglie monoreddito fragilmente appese ad un unico stipendio, incapaci di affrontare imprevisti e difficoltà anche di breve periodo.
Troppo arido, quindi, parlare di cifre, ma spesso sono necessarie per ben comprendere la gravità dei problemi che tante persone sono state costrette ad affrontare e ai quali l’aiuto della Caritas è servito per alleggerire il peso di tanta sofferenza.
Nel prossimo numero dell’Appennino Camerte un approfondimento anche con i dati relativi alla diocesi di Camerino.
GS
Ma in questo contesto di grave emergenza e di disorientamento, la Chiesa ha voluto essere un faro in grado di offrire un aiuto, seppur limitato, sia dal punto di vista economico ma soprattutto dal punto di vista umano.
Le 13 diocesi marchigiane hanno voluto essere al fianco delle famiglie in difficoltà tramite le Caritas, loro organismo pastorale, attraverso cui hanno incontrato ed ascoltato quasi 14.000 persone.
E questo è solo uno dei numeri che nel 2020 hanno interessato le Caritas: sono stati 35.000 i momenti di incontro offerti di cui 6.500 telefonici e gli altri in presenza. Le quasi 14.000 persone incontrate sono per il 51% uomini e di queste il 44% di nazionalità italiana; ben 5.200, pari al 37% del totale si sono rivolti alla Caritas per la prima volta nel 2020. Rispetto all’anno precedente c’è stata una crescita del 25.5%.
Oltre all’aiuto economico poi, sono continuati tutti i servizi offerti dalle Caritas alle persone in difficoltà: sono stati preparati e donati più di 160.000 pasti dalle mense della regione, assistite 2.000 famiglie negli empori solidali, offerti più di 40.000 pacchi viveri e 6.500 interventi di vestiario. L’accoglienza notturna ha garantito 70.000 notti circa, di cui 18.000 per la prima accoglienza e 52.000 dedicati alla seconda accoglienza. Inoltre sono state garantite 3.400 docce, 1.700 prestazioni sanitarie ed erogati 60.000 euro per pratiche di nano e micro credito.
Ma in questo anno, più dei dati raccolti parlano i volti delle persone incontrate e le loro storie: storie che raccontano di lavori precari, di intere famiglie monoreddito fragilmente appese ad un unico stipendio, incapaci di affrontare imprevisti e difficoltà anche di breve periodo.
Troppo arido, quindi, parlare di cifre, ma spesso sono necessarie per ben comprendere la gravità dei problemi che tante persone sono state costrette ad affrontare e ai quali l’aiuto della Caritas è servito per alleggerire il peso di tanta sofferenza.
Nel prossimo numero dell’Appennino Camerte un approfondimento anche con i dati relativi alla diocesi di Camerino.
GS
