Radioc1inBlu
Elezioni amministrative a San Severino Marche, iniziano le "grandi manovre". In attesa di conoscere quella che sarà la data scelta dal Ministero dell'Interno per la consultazione elettorale, con sullo sfondo l'emergenza pandemica, le forze politiche cittadine si stanno muovendo per disegnare il quadro strategico entro cui muoversi. Esce allo scoperto anche il Circolo di Forza Italia, con il coordinatore Gilberto Chiodi, fermamente convinto della necessità di avviare un percorso condiviso che ricompatti l'intero Centro Destra.
"E’ necessario avviare un percorso politico-amministrativo che consenta di riassegnare ai cittadini le scelte strategiche per il territoro basandosi su un confronto più continuativo e costruttivo e su azioni di governo lungimiranti e attente alle numerose esigenze della nostra terra - si legge in una nota - Per fare questo, occorre ispirarsi alle scelte politiche che hanno consentito al presidente Acquaroli di diventare Governatore delle Marche e all’esperienza maceratese che ha visto l’elezione della coalizione di centrodestra con Parcaroli sindaco. Forza Italia auspica fortemente un’ampia convergenza dei partiti di centrodestra, come la Lega, Fratelli d’Italia e l’Udc ed un’ampia partecipazione di forze civiche cittadine che si ispirino ai principi liberali e quindi di attenzione alle istanze più pressanti della nostra realtà sociale. Occorre dunque formare la più ampia coalizione possibile su temi quali politiche scolastiche attraenti che coinvolgano da protagoniste le nostre giovani generazioni, imprenditoria e lavoro, il reale e, quindi continuativo, rilancio del centro urbano, sviluppo dei collegamenti viari. Una particolare attenzione va chiaramente sia alla ricostruzione post sisma, che deve essere finalizzata alla riattivazione della vita cittadina, sia ad una politica sanitaria rivolta ai presidi territoriali come il nostro nosocomio. La pandemia, il cui contrasto resta una priorità, non ci deve e non ci può abituare ad una quotidianità che, con la sua stringente e pressante urgenza, priva noi tutti ed in particolare i giovani della volontà di progettazione e del sogno. Questo è il vero grande problema che ci impedisce di rendere giustizia al nostro capitale umano. Forza Italia invita i partiti di centrodestra a sciogliere in fretta la riserva per la costruzione di una ampia coalizione, così da potersi, immediatamente, aprire alla società civile per disegnare insieme un nuovo modello di città".
"E’ necessario avviare un percorso politico-amministrativo che consenta di riassegnare ai cittadini le scelte strategiche per il territoro basandosi su un confronto più continuativo e costruttivo e su azioni di governo lungimiranti e attente alle numerose esigenze della nostra terra - si legge in una nota - Per fare questo, occorre ispirarsi alle scelte politiche che hanno consentito al presidente Acquaroli di diventare Governatore delle Marche e all’esperienza maceratese che ha visto l’elezione della coalizione di centrodestra con Parcaroli sindaco. Forza Italia auspica fortemente un’ampia convergenza dei partiti di centrodestra, come la Lega, Fratelli d’Italia e l’Udc ed un’ampia partecipazione di forze civiche cittadine che si ispirino ai principi liberali e quindi di attenzione alle istanze più pressanti della nostra realtà sociale. Occorre dunque formare la più ampia coalizione possibile su temi quali politiche scolastiche attraenti che coinvolgano da protagoniste le nostre giovani generazioni, imprenditoria e lavoro, il reale e, quindi continuativo, rilancio del centro urbano, sviluppo dei collegamenti viari. Una particolare attenzione va chiaramente sia alla ricostruzione post sisma, che deve essere finalizzata alla riattivazione della vita cittadina, sia ad una politica sanitaria rivolta ai presidi territoriali come il nostro nosocomio. La pandemia, il cui contrasto resta una priorità, non ci deve e non ci può abituare ad una quotidianità che, con la sua stringente e pressante urgenza, priva noi tutti ed in particolare i giovani della volontà di progettazione e del sogno. Questo è il vero grande problema che ci impedisce di rendere giustizia al nostro capitale umano. Forza Italia invita i partiti di centrodestra a sciogliere in fretta la riserva per la costruzione di una ampia coalizione, così da potersi, immediatamente, aprire alla società civile per disegnare insieme un nuovo modello di città".
f.u.
Una mostra per celebrare i 40 anni del Centro Teatrale Sangallo di Tolentino.
La scuola fondata da Saverio Marconi raggiunge un traguardo importante proprio nel periodo in cui il mondo dello spettacolo ha subito una battuta di arresto, ma l'amore per l'arte che la scuola stessa ha trasmesso ai giovani che negli anni l'hanno frequentata, esprime ancora una volta la volontà di continuare, nonostante le difficoltà.
“Happening per 40 primavere”. È questo il titolo del progetto che l’associazione Centro Teatrale Sangallo di Tolentino ha presentato al Comune della città, con l'obiettivo di poterlo realizzare in occasione dell'anniversario.
Una mostra fotografica, documentale e artistica sulla storia e i protagonisti della scuola che dovrebbe essere installata al Teatro Vaccaj di Tolentino dal 3 al 20 giugno prossimi.
Circa 150 locandine degli spettacoli prodotti, foto, gigantografie, immagini, filmati, letture, porteranno a teatro la vita e i ricordi di chi è passato per quella scuola storica.
Chi si è avvicinato al magico mondo del teatro, grazie alla scuola del fondatore della Compagnia della Rancia, può certamente dire di aver assaporato quello che di più bello si nasconde dietro ad un sipario.
Le emozioni, le amicizie, gli amori, i successi e le delusioni. Tutte sensazioni che hanno, come fattor comune, il cuore.
Per i bambini e i ragazzi cresciuti nelle aule all’ultimo piano di Palazzo Sangallo, in piazza della Libertà, il cuore custodirà sempre ricordi preziosi, legati a momenti indimenticabili grazie ai quali, con un pizzico di orgoglio e soddisfazione, potranno sentirsi ‘privilegiati’ per aver fatto parte della storia teatrale di una città definita “La piccola Broadway d’Italia”.
E su questo spirito le celebrazioni prevederanno performance di spettacolo improvvisate, con protagonisti cantanti, attori e ballerini formatisi al Centro teatrale. La mostra inizierà con un percorso sin dalla piazza antistante il Teatro Vaccaj, attraverserà il foyer e i palchi, la platea e il palcoscenico fino ai camerini. Saranno gli stessi ragazzi del Centro Teatrale a guidare i visitatori nella mostra e anche nello stesso teatro, osservandolo da punti di vista di solito preclusi ad un normale spettatore e raccontando la sua storia in tutti i suoi aspetti.
L'associazione ha richiesto il patrocinio al Comune di Tolentino e l'utilizzo del teatro per l'allestimento della mostra.
"La scuola - dice il sindaco Giuseppe Pezzanesi - è sempre stata frequentata da innumerevoli appassionati di tutte le età della città e del territorio, svolgendo un ruolo centrale nella nostra cultura e caratterizzando Tolentino come luogo di grande vivacità sul piano delle attività e dell’educazione al teatro in tutte le sue diverse declinazioni di spettacolo e cultura. Per questo motivo abbiamo deliberato di concedere il patrocinio".
La scuola fondata da Saverio Marconi raggiunge un traguardo importante proprio nel periodo in cui il mondo dello spettacolo ha subito una battuta di arresto, ma l'amore per l'arte che la scuola stessa ha trasmesso ai giovani che negli anni l'hanno frequentata, esprime ancora una volta la volontà di continuare, nonostante le difficoltà.
“Happening per 40 primavere”. È questo il titolo del progetto che l’associazione Centro Teatrale Sangallo di Tolentino ha presentato al Comune della città, con l'obiettivo di poterlo realizzare in occasione dell'anniversario.
Una mostra fotografica, documentale e artistica sulla storia e i protagonisti della scuola che dovrebbe essere installata al Teatro Vaccaj di Tolentino dal 3 al 20 giugno prossimi.
Circa 150 locandine degli spettacoli prodotti, foto, gigantografie, immagini, filmati, letture, porteranno a teatro la vita e i ricordi di chi è passato per quella scuola storica.
Chi si è avvicinato al magico mondo del teatro, grazie alla scuola del fondatore della Compagnia della Rancia, può certamente dire di aver assaporato quello che di più bello si nasconde dietro ad un sipario.
Le emozioni, le amicizie, gli amori, i successi e le delusioni. Tutte sensazioni che hanno, come fattor comune, il cuore.
Per i bambini e i ragazzi cresciuti nelle aule all’ultimo piano di Palazzo Sangallo, in piazza della Libertà, il cuore custodirà sempre ricordi preziosi, legati a momenti indimenticabili grazie ai quali, con un pizzico di orgoglio e soddisfazione, potranno sentirsi ‘privilegiati’ per aver fatto parte della storia teatrale di una città definita “La piccola Broadway d’Italia”.
E su questo spirito le celebrazioni prevederanno performance di spettacolo improvvisate, con protagonisti cantanti, attori e ballerini formatisi al Centro teatrale. La mostra inizierà con un percorso sin dalla piazza antistante il Teatro Vaccaj, attraverserà il foyer e i palchi, la platea e il palcoscenico fino ai camerini. Saranno gli stessi ragazzi del Centro Teatrale a guidare i visitatori nella mostra e anche nello stesso teatro, osservandolo da punti di vista di solito preclusi ad un normale spettatore e raccontando la sua storia in tutti i suoi aspetti.
L'associazione ha richiesto il patrocinio al Comune di Tolentino e l'utilizzo del teatro per l'allestimento della mostra.
"La scuola - dice il sindaco Giuseppe Pezzanesi - è sempre stata frequentata da innumerevoli appassionati di tutte le età della città e del territorio, svolgendo un ruolo centrale nella nostra cultura e caratterizzando Tolentino come luogo di grande vivacità sul piano delle attività e dell’educazione al teatro in tutte le sue diverse declinazioni di spettacolo e cultura. Per questo motivo abbiamo deliberato di concedere il patrocinio".
GS
"In una situazione difficile del post sima e aggravata dalla pandemia, l'unica cosa che ci solleva è vedere tanti cantieri aperti e tante gru che si stanno alzando, segno di una ricostruzione che comincia a vedersii".
Così il sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia "La ricostruzione che sta finalmente partendo è una felicità per tutti, ma c'è preoccupazione per la salute che certamente viene prima di ogni altra cosa- aggiunge il sindaco-. È delle ultime settimane il grido d'allarme per la salvaguardia dell'ospedale della montagna, presidio sanitario di Camerino che è fondamentale per tutti noi sul quale, dopo l'incontro-confronto che c'è stato al Lanciano Forum con i vertici della sanità regionale,ho certezza che si troverà una soluzione. L'assessore alla sanità regionale Saltamartini ha addirittura dichiarato che si dimetterà nel caso che venga messa in discussione questa struttura sanitaria; sebbene politicamente io mi trovi da un'altra parte, non posso che dare atto e credere alle garanzie da lui espresse sul mantenimento del presidio come ospedale di primo livello e con tutte le caratteristiche antecedenti al Covid. Conveniamo sulla particolarità del periodo che tutto il Paese sta vivendo e sulle difficoltà di reperire professionalità adeguate a coprire le carenze di personale medico e infermieristico altamente specializzato che vengono assunte tramite concorso e, sappiamo che i tempi sono quelli che sono, aggravati e rallentati oggi dal Covid 19. Sotto questo aspetto - continua Scaficchia- la mia esperienza personale mi porta ad essere abbastanza fiducioso. Mi sembra che la barca si stia in qualche modo addrizzando, per cui sono e resto fiducioso". A preoccupare maggiormente le comunità, in questo momento sono proprio le incognite legate alla pandemia. " Purtroppo - sottolinea Scaficchia- non si riesce ancora a vedere una via d'uscita. Tutti aspettano le vaccinazioni che speriamo avvengano il prima possibile. Sono tuttavia certo che, come già promesso dall'assessore alla sanità, a partire dagli over 80, via via potranno essere estese anche ad altre fasce di età. L'auspicio è proprio questo: avere notizie più precise in merito alla campagna vaccinale riferita a tutta la fascia che va dagli anni 55 agli 80. Se è vero che oggi siamo in zona gialla- conclude il sindaco Scaficchia- un altro elemento di preoccupazione è infatti quello dei casi di positività che purtroppo non segnano diminuzione, tanto che si parla per determinate zone di un ritorno all'arancione. È comprensibile come questo stato di incertezza non contribuisca di certo a risollevare il morale di coloro che hanno attività ricettive o turistiche del settore bar -ristorazione, come accade a Fiastra e un po' in tutto il territorio interno, a vocazione prettamente turistica".
c.c.
Così il sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia "La ricostruzione che sta finalmente partendo è una felicità per tutti, ma c'è preoccupazione per la salute che certamente viene prima di ogni altra cosa- aggiunge il sindaco-. È delle ultime settimane il grido d'allarme per la salvaguardia dell'ospedale della montagna, presidio sanitario di Camerino che è fondamentale per tutti noi sul quale, dopo l'incontro-confronto che c'è stato al Lanciano Forum con i vertici della sanità regionale,ho certezza che si troverà una soluzione. L'assessore alla sanità regionale Saltamartini ha addirittura dichiarato che si dimetterà nel caso che venga messa in discussione questa struttura sanitaria; sebbene politicamente io mi trovi da un'altra parte, non posso che dare atto e credere alle garanzie da lui espresse sul mantenimento del presidio come ospedale di primo livello e con tutte le caratteristiche antecedenti al Covid. Conveniamo sulla particolarità del periodo che tutto il Paese sta vivendo e sulle difficoltà di reperire professionalità adeguate a coprire le carenze di personale medico e infermieristico altamente specializzato che vengono assunte tramite concorso e, sappiamo che i tempi sono quelli che sono, aggravati e rallentati oggi dal Covid 19. Sotto questo aspetto - continua Scaficchia- la mia esperienza personale mi porta ad essere abbastanza fiducioso. Mi sembra che la barca si stia in qualche modo addrizzando, per cui sono e resto fiducioso". A preoccupare maggiormente le comunità, in questo momento sono proprio le incognite legate alla pandemia. " Purtroppo - sottolinea Scaficchia- non si riesce ancora a vedere una via d'uscita. Tutti aspettano le vaccinazioni che speriamo avvengano il prima possibile. Sono tuttavia certo che, come già promesso dall'assessore alla sanità, a partire dagli over 80, via via potranno essere estese anche ad altre fasce di età. L'auspicio è proprio questo: avere notizie più precise in merito alla campagna vaccinale riferita a tutta la fascia che va dagli anni 55 agli 80. Se è vero che oggi siamo in zona gialla- conclude il sindaco Scaficchia- un altro elemento di preoccupazione è infatti quello dei casi di positività che purtroppo non segnano diminuzione, tanto che si parla per determinate zone di un ritorno all'arancione. È comprensibile come questo stato di incertezza non contribuisca di certo a risollevare il morale di coloro che hanno attività ricettive o turistiche del settore bar -ristorazione, come accade a Fiastra e un po' in tutto il territorio interno, a vocazione prettamente turistica".
c.c.
E' il sindaco di Sarnano, Luca Piergentili, a rispondere al capogruppo di minoranza Giacomino Piergentili intervenuto sul trasporto scolastico.
"Sono realmente amareggiato - esordisce il sindaco - per l’atteggiamento di superficialità che guida l’operato del consigliere di minoranza rispetto agli interessi reali della nostra comunità.
E’ sconcertante - accusa - che un consigliere, con più di 25 anni di esperienza in consiglio comunale, fomenti una polemica da bar senza informarsi della reale situazione risultante dagli atti, considerando che dovrebbe avere la casa piena di documenti relativi alle 46 richieste di atti inoltrate agli uffici negli ultimi 12 mesi riguardanti i temi più disparati.
Ma in questa occasione in cui i documenti gli avrebbero facilmente impedito di scrivere affermazioni non veritiere, pur di avere un po' di visibilità si è affidato a chi pretende cose impossibili perché al di fuori della normativa vigente.
Se avesse chiesto i documenti del caso, avrebbe facilmente constatato che non esiste alcuna convenzione tra il Comune di Sarnano e quello di San Ginesio per l’ingresso dei mezzi di quest’ultimo nel nostro territorio: il consigliere Piergentili parla di rinnovo della convenzione - precisa il sindaco -, ma è evidente a tutti che è impossibile rinnovare una convenzione che non c’è mai stata.
Chiedendo i documenti avrebbe appurato che, fino alla data del 15 gennaio scorso, addirittura non esiste nemmeno una semplice richiesta di nulla osta da parte del Comune di San Ginesio per il transito dei loro scuolabus nel territorio di Sarnano. Conseguentemente, gli scuolabus del Comune di San Ginesio che da tempo hanno circolato nel nostro territorio lo hanno fatto senza autorizzazione, peraltro con possibili problemi di copertura assicurativa in caso di incidente stradale o di infortunio di un trasportato.
Al contrario, esiste dal lontano 1994una autorizzazione da parte della Regione Marche per il transito dei pulmini del Comune di Sarnano nel territorio di San Ginesio con istituzione di una apposita linea di trasporto pubblico locale che attraversa le frazioni di Poggio San Costanzo, Cerreto, Santa Croce, Pian di Pieca, Colle, Morichella, Coldellaio e Vallato vicine al nostro territorio e che nel rispetto istituzionale tra Enti già nel 2018 il nostro comune aveva ottenuto il nulla osta da San Ginesio.
Semplicemente confrontando le date di autorizzazione dei due Comuni - aggiunge il primo cittadino -, sarebbe stato facile constatare il ritardo nella nuova concessione del nulla osta da parte del Comune di San Ginesio, generato dalla necessità di arrivare ad un accordo reciproco con la possibilità per i loro scuolabus di entrare nel nostro comune, ma rimanendo fuori dal centro urbano ed individuando una zona idonea alle varie operazioni.
Infatti, così come da decenni i mezzi del Comune di Sarnano transitano su frazioni periferiche del Comune di San Ginesio, alcuna questione vi sarebbe stata per il fatto che gli scuolabus di San Ginesio transitino su frazioni periferiche del Comune di Sarnano:nessuno potrebbe opporsi al fatto che i mezzi di San Ginesio, per andare ad esempio dalla frazione Vallato alla frazione Ferrantini (nel territorio di San Ginesio) attraversino il territorio di Sarnano transitando per le frazioni San Cassiano e Gabella Nuova.
Diverso è invece il discorso che scuolabus di un Comune arrivino fino al centro urbano dell'altro: non si è mai verificato che scuolabus di Sarnano entrassero nel centro urbano di San Ginesio e, conseguentemente, altrettanto deve verificarsi a parti invertite, anche nel reciproco rispetto dei servizi che ciascun Comune svolge.
Per questo era stato concertato che eventuali operazioni di carico e scarico di studenti sarnanesi non residenti nelle frazioni confinanti con San Ginesio avvenissero in un'area vicina al confine, ed era stata individuata la località Callarella, dove esiste una strada di lottizzazione adiacente alla 78 Picena che consente in sicurezza di effettuare ogni manovra. In alternativa, dove questa ubicazione non fosse ritenuta funzionale per il Comune di San Ginesio, ne è stata indicata una ulteriore, sempre in zona di confine, e precisamente nel parcheggio adiacente al centro diurno di San Cassiano.
Da ultimo - conclude Luca Piergentili - , rispedisco al mittente la bassa insinuazione relativa al fatto che nella vicenda in questione abbia inciso la circostanza che alcuni alunni delle elementari siano stati spostati da Sarnano a San Ginesio: la nostra amministrazione comunale non agisce per puntigli personali, ma in base a scelte ponderate e motivate. Se alcuni genitori hanno deciso di portare i propri figli a scuola fuori Sarnano è una loro libera scelta che non ci permettiamo di sindacare. Il compito della nostra amministrazione, dopo il sisma del 2016, era quello di dotare Sarnano di scuole nuove e sicure e, con la realizzazione di ben quattro edifici scolastici nuovi, questo traguardo è stato raggiunto".
GS
"Sono realmente amareggiato - esordisce il sindaco - per l’atteggiamento di superficialità che guida l’operato del consigliere di minoranza rispetto agli interessi reali della nostra comunità.
E’ sconcertante - accusa - che un consigliere, con più di 25 anni di esperienza in consiglio comunale, fomenti una polemica da bar senza informarsi della reale situazione risultante dagli atti, considerando che dovrebbe avere la casa piena di documenti relativi alle 46 richieste di atti inoltrate agli uffici negli ultimi 12 mesi riguardanti i temi più disparati.
Ma in questa occasione in cui i documenti gli avrebbero facilmente impedito di scrivere affermazioni non veritiere, pur di avere un po' di visibilità si è affidato a chi pretende cose impossibili perché al di fuori della normativa vigente.
Se avesse chiesto i documenti del caso, avrebbe facilmente constatato che non esiste alcuna convenzione tra il Comune di Sarnano e quello di San Ginesio per l’ingresso dei mezzi di quest’ultimo nel nostro territorio: il consigliere Piergentili parla di rinnovo della convenzione - precisa il sindaco -, ma è evidente a tutti che è impossibile rinnovare una convenzione che non c’è mai stata.
Chiedendo i documenti avrebbe appurato che, fino alla data del 15 gennaio scorso, addirittura non esiste nemmeno una semplice richiesta di nulla osta da parte del Comune di San Ginesio per il transito dei loro scuolabus nel territorio di Sarnano. Conseguentemente, gli scuolabus del Comune di San Ginesio che da tempo hanno circolato nel nostro territorio lo hanno fatto senza autorizzazione, peraltro con possibili problemi di copertura assicurativa in caso di incidente stradale o di infortunio di un trasportato.
Al contrario, esiste dal lontano 1994una autorizzazione da parte della Regione Marche per il transito dei pulmini del Comune di Sarnano nel territorio di San Ginesio con istituzione di una apposita linea di trasporto pubblico locale che attraversa le frazioni di Poggio San Costanzo, Cerreto, Santa Croce, Pian di Pieca, Colle, Morichella, Coldellaio e Vallato vicine al nostro territorio e che nel rispetto istituzionale tra Enti già nel 2018 il nostro comune aveva ottenuto il nulla osta da San Ginesio.
Semplicemente confrontando le date di autorizzazione dei due Comuni - aggiunge il primo cittadino -, sarebbe stato facile constatare il ritardo nella nuova concessione del nulla osta da parte del Comune di San Ginesio, generato dalla necessità di arrivare ad un accordo reciproco con la possibilità per i loro scuolabus di entrare nel nostro comune, ma rimanendo fuori dal centro urbano ed individuando una zona idonea alle varie operazioni.
Infatti, così come da decenni i mezzi del Comune di Sarnano transitano su frazioni periferiche del Comune di San Ginesio, alcuna questione vi sarebbe stata per il fatto che gli scuolabus di San Ginesio transitino su frazioni periferiche del Comune di Sarnano:nessuno potrebbe opporsi al fatto che i mezzi di San Ginesio, per andare ad esempio dalla frazione Vallato alla frazione Ferrantini (nel territorio di San Ginesio) attraversino il territorio di Sarnano transitando per le frazioni San Cassiano e Gabella Nuova.
Diverso è invece il discorso che scuolabus di un Comune arrivino fino al centro urbano dell'altro: non si è mai verificato che scuolabus di Sarnano entrassero nel centro urbano di San Ginesio e, conseguentemente, altrettanto deve verificarsi a parti invertite, anche nel reciproco rispetto dei servizi che ciascun Comune svolge.
Per questo era stato concertato che eventuali operazioni di carico e scarico di studenti sarnanesi non residenti nelle frazioni confinanti con San Ginesio avvenissero in un'area vicina al confine, ed era stata individuata la località Callarella, dove esiste una strada di lottizzazione adiacente alla 78 Picena che consente in sicurezza di effettuare ogni manovra. In alternativa, dove questa ubicazione non fosse ritenuta funzionale per il Comune di San Ginesio, ne è stata indicata una ulteriore, sempre in zona di confine, e precisamente nel parcheggio adiacente al centro diurno di San Cassiano.
Da ultimo - conclude Luca Piergentili - , rispedisco al mittente la bassa insinuazione relativa al fatto che nella vicenda in questione abbia inciso la circostanza che alcuni alunni delle elementari siano stati spostati da Sarnano a San Ginesio: la nostra amministrazione comunale non agisce per puntigli personali, ma in base a scelte ponderate e motivate. Se alcuni genitori hanno deciso di portare i propri figli a scuola fuori Sarnano è una loro libera scelta che non ci permettiamo di sindacare. Il compito della nostra amministrazione, dopo il sisma del 2016, era quello di dotare Sarnano di scuole nuove e sicure e, con la realizzazione di ben quattro edifici scolastici nuovi, questo traguardo è stato raggiunto".
GS
Ampio l'intervento del sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, a seguito delle perplessità espresse da Città in Comune e da altri cittadini sulla realizzazione del nuovo Campus scolastico della città.
A distanza di oltre quattro anni dal sisma, infatti, le domande rivolte al primo cittadino riguardano i tempi per la realizzazione del villaggio che ospiterà gli istituti scolastici della città, ma anche l'utilizzo che verrà fatto delle strutture scolastiche danneggiate dal sisma.
"La provincia sta validando il progetto terminato - risponde in merito al Campus - . La validazione è la fase finale e a primavera ci sarà il bando di carattere europeo. Vorrei sottolineare che la Provincia ha realizzato il progetto in house, risparmiando quasi un milione e mezzo di euro.
Se a Camerino hanno esposto un progetto e a San Severino hanno cominciato lavori, non significa che Tolentino è stata dimenticata.
A Tolentino - dice sferrando il colpo alle minoranze - facciamo un Campus con cinque istituti: qualcosa che chi ha governato prima di me non ha mai partorito, preferendo di sistemare il vecchio.
Per le sedi dei licei sono stati spesi molti soldi e non è servito a niente, perchè alla prima scossa di terremoto sono tornati inagibili. Sulle tempistiche possiamo discutere quanto vogliamo - precisa - ma sono inevitabili, a causa della malattia italiana della burocrazia".
Poi si sofferma sulla presentazione del progetto che coinvolse gli studenti della città al cinema Giometti: "Chi parla - dice Pezzanesi - non c'era quando abbiamo incontrato più di 500 studenti al Giometti per proiettare il progetto. I ragazzi erano commossi perchè sapevano già che loro non avrebbero seduto su questi banchi, ma hanno lottato con noi affinchè venisse raggiunto il risultato e si ottenessero i 20 milioni di euro grazie alla Regione, ai Commissari della Ricostruzione e a Giovanni Legnini. Allora dico che ci sono due categorie di persone: chi fa il proprio dovere e chi ogni giorno architetta come buttare fango addosso a chi lavora".
In merito alle vecchie strutture il sindaco si sofferma sulla scuola don Bosco che ha suscitato più volte la discussione in assise comunale, tanto da portare all'esclusione dalla giunta dei due assessori Massi e Pupo.
"La scuola don Bosco è una scuola storica della città - prosegue il sindaco - , sotto l'egida della Soprintendenza non poteva essere abbattuta e riscotruita, ma solo adeguata sismicamente.
Con i lavori di adeguamento, non avremmo raggiunto i livelli di sicurezza paragonabili ad una scuola nuova. Così quella struttura sarà destinata ad altri usi pubblici per la nostra città e sposteremo una parte della don Bosco nella nuova area delle ex Pie Venerini e l'altra parte di fianco al Campus: l'obiettivo è che gli studenti, al termine delle scuole medie, si possano trasferire alle superiori attraversando un giardino e restando a Tolentino.
Per quanto riguarda la Lucatelli - aggiunge - ha già il suo finanziamento approvato che ammonta a più di 7 milioni e mezzo di euro ma per cominciare i lavori dovremo avere gli spazi dove trasferire gli studenti e la turnazione sarà possibile con le costruzioni che abbiamo in programma di portare avanti".
In merito all'asilo Green, altro motivo di scontro già prima del sisma, il sindaco dice: "A suo tempo fece scalpore perchè avremmo voluto costruirlo nuovo, ma una parte di cittadini si oppose. Ad oggi quei lavori non sono stati fatti ed il Comune deve lottare con le unghie e con i denti per ricostruire la struttura".
Infine l'ex sede dei licei: "Una delle perle che noi vogliamo incastonare nel futuro della città e dei giovani. Faremo un bando, appena si sistemerà l'aspetto progettuale de Campus, agganciato al recupero del centro storico e alla banca della cubatura. Dedicheremo il bando ai giovani: saranno loro a dirci cosa vorrebbero realizzare in quel luogo per vivere il centro storico".
Giulia Sancricca
A distanza di oltre quattro anni dal sisma, infatti, le domande rivolte al primo cittadino riguardano i tempi per la realizzazione del villaggio che ospiterà gli istituti scolastici della città, ma anche l'utilizzo che verrà fatto delle strutture scolastiche danneggiate dal sisma.
"La provincia sta validando il progetto terminato - risponde in merito al Campus - . La validazione è la fase finale e a primavera ci sarà il bando di carattere europeo. Vorrei sottolineare che la Provincia ha realizzato il progetto in house, risparmiando quasi un milione e mezzo di euro.
Se a Camerino hanno esposto un progetto e a San Severino hanno cominciato lavori, non significa che Tolentino è stata dimenticata.
A Tolentino - dice sferrando il colpo alle minoranze - facciamo un Campus con cinque istituti: qualcosa che chi ha governato prima di me non ha mai partorito, preferendo di sistemare il vecchio.
Per le sedi dei licei sono stati spesi molti soldi e non è servito a niente, perchè alla prima scossa di terremoto sono tornati inagibili. Sulle tempistiche possiamo discutere quanto vogliamo - precisa - ma sono inevitabili, a causa della malattia italiana della burocrazia".
Poi si sofferma sulla presentazione del progetto che coinvolse gli studenti della città al cinema Giometti: "Chi parla - dice Pezzanesi - non c'era quando abbiamo incontrato più di 500 studenti al Giometti per proiettare il progetto. I ragazzi erano commossi perchè sapevano già che loro non avrebbero seduto su questi banchi, ma hanno lottato con noi affinchè venisse raggiunto il risultato e si ottenessero i 20 milioni di euro grazie alla Regione, ai Commissari della Ricostruzione e a Giovanni Legnini. Allora dico che ci sono due categorie di persone: chi fa il proprio dovere e chi ogni giorno architetta come buttare fango addosso a chi lavora".
In merito alle vecchie strutture il sindaco si sofferma sulla scuola don Bosco che ha suscitato più volte la discussione in assise comunale, tanto da portare all'esclusione dalla giunta dei due assessori Massi e Pupo.
"La scuola don Bosco è una scuola storica della città - prosegue il sindaco - , sotto l'egida della Soprintendenza non poteva essere abbattuta e riscotruita, ma solo adeguata sismicamente.
Con i lavori di adeguamento, non avremmo raggiunto i livelli di sicurezza paragonabili ad una scuola nuova. Così quella struttura sarà destinata ad altri usi pubblici per la nostra città e sposteremo una parte della don Bosco nella nuova area delle ex Pie Venerini e l'altra parte di fianco al Campus: l'obiettivo è che gli studenti, al termine delle scuole medie, si possano trasferire alle superiori attraversando un giardino e restando a Tolentino.
Per quanto riguarda la Lucatelli - aggiunge - ha già il suo finanziamento approvato che ammonta a più di 7 milioni e mezzo di euro ma per cominciare i lavori dovremo avere gli spazi dove trasferire gli studenti e la turnazione sarà possibile con le costruzioni che abbiamo in programma di portare avanti".
In merito all'asilo Green, altro motivo di scontro già prima del sisma, il sindaco dice: "A suo tempo fece scalpore perchè avremmo voluto costruirlo nuovo, ma una parte di cittadini si oppose. Ad oggi quei lavori non sono stati fatti ed il Comune deve lottare con le unghie e con i denti per ricostruire la struttura".
Infine l'ex sede dei licei: "Una delle perle che noi vogliamo incastonare nel futuro della città e dei giovani. Faremo un bando, appena si sistemerà l'aspetto progettuale de Campus, agganciato al recupero del centro storico e alla banca della cubatura. Dedicheremo il bando ai giovani: saranno loro a dirci cosa vorrebbero realizzare in quel luogo per vivere il centro storico".
Giulia Sancricca
Nel cuore della Città di San Severino Marche, scatta la fase due per il ritorno a casa di uno dei capolavori di Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio.
Nella chiesa di San Rocco, esperti in restauri sono entrati in azione per preparare l’altare che presto tornerà accogliere l’opera, “La Beata Vergine Maria col Bambino e i Santi Rocco e Severino”.
La cornice originaria, che fino al lontano 1811 ha accolto il capolavoro dell’artista toscano, nelle scorse ore è stata smontata da Emanuele Ticà, titolare della bottega Mastro T di San Severino Marche che si prenderà cura del restauro affidato alla Imper Tecno Srl di Roma, società specializzata nel recupero di opere d’arte di cui Cecilia Bartoli è direttore tecnico. Tutto si è svolto sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche. Alla delicata operazione hanno assistito anche l’assessore comunale alla Cultura del Comune di San Severino Marche, Vanna Bianconi, il cardinale Edoardo Menichelli e il parroco e vicario vescovile, don Aldo Romagnoli.
Il dipinto, come si ricorderà, era stato requisito dal governo napoleonico nell’Ottocento per essere portato a Milano e, infine, nella chiesa di Santo Stefano di Osnago. Nel dicembre dello scorso anno la tela da qui era stata trasferita verso un laboratorio specializzato con sede nel capoluogo lombardo per un restauro conservativo affidato allo studio di Luigi Parma.
Il Comune di San Severino Marche ha lanciato nei mesi scorsi una campagna di fundraising tra enti, associazioni e privati per riportare a casa il Pomarancio stipulando una convenzione con la Pinacoteca di Brera e la Arcidiocesi, destinata a regolare le condizioni per il trasferimento, il deposito, la custodia e la valorizzazione della prezioso gioiello d’arte.
Si deve all’Arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche l’idea di chiedere e ottenere dalla Pinacoteca di Brera e dalle Sovrintendenze per i beni architettonici e artistici competenti, il trasferimento proprio presso la chiesa di San Rocco del prezioso capolavoro d’arte.
c.c.
Nella chiesa di San Rocco, esperti in restauri sono entrati in azione per preparare l’altare che presto tornerà accogliere l’opera, “La Beata Vergine Maria col Bambino e i Santi Rocco e Severino”.
La cornice originaria, che fino al lontano 1811 ha accolto il capolavoro dell’artista toscano, nelle scorse ore è stata smontata da Emanuele Ticà, titolare della bottega Mastro T di San Severino Marche che si prenderà cura del restauro affidato alla Imper Tecno Srl di Roma, società specializzata nel recupero di opere d’arte di cui Cecilia Bartoli è direttore tecnico. Tutto si è svolto sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche. Alla delicata operazione hanno assistito anche l’assessore comunale alla Cultura del Comune di San Severino Marche, Vanna Bianconi, il cardinale Edoardo Menichelli e il parroco e vicario vescovile, don Aldo Romagnoli.
Il dipinto, come si ricorderà, era stato requisito dal governo napoleonico nell’Ottocento per essere portato a Milano e, infine, nella chiesa di Santo Stefano di Osnago. Nel dicembre dello scorso anno la tela da qui era stata trasferita verso un laboratorio specializzato con sede nel capoluogo lombardo per un restauro conservativo affidato allo studio di Luigi Parma.
Il Comune di San Severino Marche ha lanciato nei mesi scorsi una campagna di fundraising tra enti, associazioni e privati per riportare a casa il Pomarancio stipulando una convenzione con la Pinacoteca di Brera e la Arcidiocesi, destinata a regolare le condizioni per il trasferimento, il deposito, la custodia e la valorizzazione della prezioso gioiello d’arte.
Si deve all’Arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche l’idea di chiedere e ottenere dalla Pinacoteca di Brera e dalle Sovrintendenze per i beni architettonici e artistici competenti, il trasferimento proprio presso la chiesa di San Rocco del prezioso capolavoro d’arte.
c.c.
Svolta nelle indagini sull'omicidio di Rosina Carsetti, la 78enne di Montecassiano morta nella sua villetta la sera della Vigilia di Natale.
A conclusione di un'articolata attivita' di indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Macerata, i carabinieri del comando provinciale hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del tribunale di Macerata nei confronti della figlia, Arianna Orazi e del nipote, Enea Simonetti.
I reati posti a fondamento del provvedimento cautelare sono per entrambi quelli di concorso in omicidio volontario premeditato pluriaggravato dalla minorata difesa della vittima e la Orazi è accusata anche di aver diretto ed organizzato la cooperazione dei complici nonchè di maltrattamenti a danno di Rosina.
Il giudice ha ritenuto coinvolto anche il marito della donna, Enrico Orazi: nei cui confronti ha ritenuto insussistenti motivi attuali, idonei a giustificare l'adozione di misure cautelari personali.
Ai tre, il procuratore della Repubblica, Giovanni Giorgio ed il sostituto procuratore Vincenzo Carusi, hanno contestato ulteriori reati, tra cui quello di concorso in simulazione della rapina che avevano denunciato.
Il reato in questione, valutato dal Gip come provato a livello gravemente indiziario, è stato ritenuto aggravato dalla finalità di conseguire l'impunità rispetto all'omicidio.
GS
A conclusione di un'articolata attivita' di indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Macerata, i carabinieri del comando provinciale hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del tribunale di Macerata nei confronti della figlia, Arianna Orazi e del nipote, Enea Simonetti.
I reati posti a fondamento del provvedimento cautelare sono per entrambi quelli di concorso in omicidio volontario premeditato pluriaggravato dalla minorata difesa della vittima e la Orazi è accusata anche di aver diretto ed organizzato la cooperazione dei complici nonchè di maltrattamenti a danno di Rosina.
Il giudice ha ritenuto coinvolto anche il marito della donna, Enrico Orazi: nei cui confronti ha ritenuto insussistenti motivi attuali, idonei a giustificare l'adozione di misure cautelari personali.
Ai tre, il procuratore della Repubblica, Giovanni Giorgio ed il sostituto procuratore Vincenzo Carusi, hanno contestato ulteriori reati, tra cui quello di concorso in simulazione della rapina che avevano denunciato.
Il reato in questione, valutato dal Gip come provato a livello gravemente indiziario, è stato ritenuto aggravato dalla finalità di conseguire l'impunità rispetto all'omicidio.
GS
La Provincia di Macerata ha approvato, con decreto del Presidente Antonio Pettinari, il progetto esecutivo dell’importo di 100mila euro per l’asfaltatura della provinciale 30, “Collattoni”.
La strada, su cui la Provincia è intervenuta nel 2019 e nel 2020 rifacendo asfaltature in più tratti, si estende dal centro abitato di Monte Cavallo fino all’innesto con la provinciale 96, “Pieve Torina-Colfiorito”.
L’Amministrazione provinciale ha previsto di intervenire anche questa volta su più tratti per mettere in sicurezza le parti di strada più ammalorate. Il lavoro è inserito nel bilancio dell’Ente per l’anno 2021 e viene finanziato con le risorse messe a disposizione dal MIT (Ministero delle Infrastrutture e Trasporti) per la sicurezza delle strade.
“Stiamo concludendo con l’Ufficio Tecnico della Provincia tutta la progettazione degli interventi di risanamento viario previsti per l’anno 2021 – dichiara il presidente Pettinari – Nei mesi scorsi contemporaneamente all’approvazione dei progetti esecutivi abbiamo iniziato anche le procedure di appalto con l’obiettivo di avviare i lavori dalla prossima primavera
La strada, su cui la Provincia è intervenuta nel 2019 e nel 2020 rifacendo asfaltature in più tratti, si estende dal centro abitato di Monte Cavallo fino all’innesto con la provinciale 96, “Pieve Torina-Colfiorito”.
L’Amministrazione provinciale ha previsto di intervenire anche questa volta su più tratti per mettere in sicurezza le parti di strada più ammalorate. Il lavoro è inserito nel bilancio dell’Ente per l’anno 2021 e viene finanziato con le risorse messe a disposizione dal MIT (Ministero delle Infrastrutture e Trasporti) per la sicurezza delle strade.
“Stiamo concludendo con l’Ufficio Tecnico della Provincia tutta la progettazione degli interventi di risanamento viario previsti per l’anno 2021 – dichiara il presidente Pettinari – Nei mesi scorsi contemporaneamente all’approvazione dei progetti esecutivi abbiamo iniziato anche le procedure di appalto con l’obiettivo di avviare i lavori dalla prossima primavera
Solo un territorio unito nei suo organismi istituzionali e nelle relative scelte politico - amministrative riuscirà a risollevarsi potenziando i propri servizi per i cittadini. Questo il comune sentire dei sindaci e degli amministratori presenti all'incontro di Borgo Lanciano per parlare dei problemi e delle possibili soluzioni riguardo all'ospedale di Camerino che, come sottolineato più volte dall'assessore Filippo Saltamartini, non è assolutamente a rischio.
Proprio Saltamartini ha indicato nell'unione dei sindaci la chiave di volta per puntare all'eccellenza dei servizi sanitari in un territorio duramente colpito dal sisma prima e dalla pandemia poi. "Le istituzioni sono chiamate a collaborare per il bene delle realtà che amministrano e senza fare campanilismi - ha dichiarato l'assessore alla sanità - Lanciare continui allarmi o agire ognuno per conto proprio di certo non aiuta a raggiungere l'obiettivo".
Lavorare insieme per il territorio è da sempre uno dei cavalli di battaglia di Renzo Marinelli, ex sindaco di Castelraimondo e attualmente capogruppo della Lega in Consiglio Regionale. "Nell'ottica di potenziare i servizi sull'intero territorio regionale - le sue parole - non possiamo, come rappresentanti dell'entroterra maceratese, permettere che i servizi sanitari sul nostro territorio vengano a mancare. Abbiamo chiarito al riguardo la volontà dell'attuale governo regionale, ora occorre che gli amministratori di questa terra si siedano insieme con i rappresentanti della Regione per delineare strategie e obiettivi futuri".
"Occorre remare tutti nella stessa direzione - fa eco il presidente dell'Unione Montana di Camerino Alessandro Gentilucci - Il territorio non deve isolarsi nè trincerarsi dietro strumentalizzazioni politiche. La regione ha dichiarato che l'ospedale di Camerino non solo c'è, ma sarà potenziato e da questo dobbiamo partire. Credo che ci sono dei tempi: il tempo passato, che ci ha irrigidito e ci fa pensare male perchè siamo stati spogliati di tutto, il presente, nel quale bisogna prendere atto della situazione e formulare le proposte. Da queste bisogna partire attraverso interlocutori seri del territorio che insieme alla regione lavorino insieme non solo per dare dignità a questo territorio, ma anche per garantire la presenza di ulteriori servizi".
Proprio Saltamartini ha indicato nell'unione dei sindaci la chiave di volta per puntare all'eccellenza dei servizi sanitari in un territorio duramente colpito dal sisma prima e dalla pandemia poi. "Le istituzioni sono chiamate a collaborare per il bene delle realtà che amministrano e senza fare campanilismi - ha dichiarato l'assessore alla sanità - Lanciare continui allarmi o agire ognuno per conto proprio di certo non aiuta a raggiungere l'obiettivo".
Lavorare insieme per il territorio è da sempre uno dei cavalli di battaglia di Renzo Marinelli, ex sindaco di Castelraimondo e attualmente capogruppo della Lega in Consiglio Regionale. "Nell'ottica di potenziare i servizi sull'intero territorio regionale - le sue parole - non possiamo, come rappresentanti dell'entroterra maceratese, permettere che i servizi sanitari sul nostro territorio vengano a mancare. Abbiamo chiarito al riguardo la volontà dell'attuale governo regionale, ora occorre che gli amministratori di questa terra si siedano insieme con i rappresentanti della Regione per delineare strategie e obiettivi futuri".
"Occorre remare tutti nella stessa direzione - fa eco il presidente dell'Unione Montana di Camerino Alessandro Gentilucci - Il territorio non deve isolarsi nè trincerarsi dietro strumentalizzazioni politiche. La regione ha dichiarato che l'ospedale di Camerino non solo c'è, ma sarà potenziato e da questo dobbiamo partire. Credo che ci sono dei tempi: il tempo passato, che ci ha irrigidito e ci fa pensare male perchè siamo stati spogliati di tutto, il presente, nel quale bisogna prendere atto della situazione e formulare le proposte. Da queste bisogna partire attraverso interlocutori seri del territorio che insieme alla regione lavorino insieme non solo per dare dignità a questo territorio, ma anche per garantire la presenza di ulteriori servizi".
f.u.
“Si tratta di un progetto di rivoluzione nel territorio dell’alto maceratese. E’ un tentativo di aiutare questo territorio ad evolversi in una direzione che amiamo dire del bello, buono e benfatto.” C’è convinzione ed entusiasmo nelle parole dell’architetto Carlo De Mattia che fa parte di questo nuovo racconto del territorio, “DESIGN TERRAE di cose meravigliose e create”.
“E’una idea che nasce dal solco tracciato da Franco Moschini che ha sempre investito nella sua storia imprenditoriale in questa direzione, per cui la volontà è quella di aiutare queste terre a continuare a crescere ed evolversi”. Un territorio di esperienze autentiche, legato alla fruizione di cultura contemporanea e del “paesaggio creativo” inteso come benenaturale, storico e umano. “Al centro ci sono le relazioni sociali, economiche, imprenditoriali che in questi anni hanno tanto sofferto. In questa linea di continuità tra passato e futuro, tentiamo una riconnessione che è anche sociale, perché attraverso la ricchezza delle produzioni del bello, buono e benfatto, che sia gastronomia che sia design in senso stretto, c’è in mezzo un mondo fatto di relazioni che rischiamo di perdere, c’è una ricomposizione che noi auspichiamo come portato dell’intero progetto.”
“E’una idea che nasce dal solco tracciato da Franco Moschini che ha sempre investito nella sua storia imprenditoriale in questa direzione, per cui la volontà è quella di aiutare queste terre a continuare a crescere ed evolversi”. Un territorio di esperienze autentiche, legato alla fruizione di cultura contemporanea e del “paesaggio creativo” inteso come benenaturale, storico e umano. “Al centro ci sono le relazioni sociali, economiche, imprenditoriali che in questi anni hanno tanto sofferto. In questa linea di continuità tra passato e futuro, tentiamo una riconnessione che è anche sociale, perché attraverso la ricchezza delle produzioni del bello, buono e benfatto, che sia gastronomia che sia design in senso stretto, c’è in mezzo un mondo fatto di relazioni che rischiamo di perdere, c’è una ricomposizione che noi auspichiamo come portato dell’intero progetto.”
Una delle principali sfide di questa nuova realtà sarà quella di connettere la dimensione locale con l’esterno. “Lo chiamiamo bridging, il tentativo di creare ponti tra alto maceratese e il resto del mondo. Noi vorremo portare qui pezzetti di mondo per arricchirci e portare fuori le istanze di cui siamo testimoni. Senza questo ponte, qualsiasi operazione rischia di rimanere sterile.Ci saranno degli eventi che durante l’anno saranno momenti di confronto e di incontro. DT guarda anche a chi è in cerca di futuro e cerca di supportarlo formandolo e accompagnandolo.” Una nuova sfida quindi per un territorio chiamato alla rinascita sia dopo il sisma che durante questo periodo di pandemia che tiene tutti noi quasi appesi ad un filo. Una occasione per far emergere anche quei talenti che nella cauta vita di provincia, faticano ad emergere. Per conoscere meglio questa nuova realtà www.designterrae.itFacebook: @designterraeETS.
Barbara Olmai
