Radioc1inBlu
A Tolentino, agli istituti Lucatelli e Filelfo si proseguirà con la didattica a distanza fino al prossimo 20 febbraio.
Una decisione precauzionale quella presa dall'Asur, come spiega la dirigente della Lucatelli, Mara Amico: "La situazione è abbastanza tranquilla - dice al microfono di Carla Campetella per Radio C1...inBlu - perchè ad oggi i casi non sono stati molti e la didattica a distanza è stata prorogata perchè ancora mancano due o tre tamponi da fare.
L'obiettivo è quello di avere la certezza che non ci sia la variante inglese.
Quindi non si tratta di una decisione dovuta ad una situazione di emergenza, bensì precauzionale".
Una posizione che è stata presa bene anche dagli studenti: "La priorità - prosegue la dirigente - è quella di rientrare a scuola nella massima sicurezza. Abbiamo fatto tanto per essere tranquili ed è bene proseguire su questa strada fino alla fine.
Il passo successivo è dunque quello di rientrare con la consapevolezza dell'eventuale presenza di tamponi positivi alla variante inglese.
Lo screening è stato importante - dice - perchè non sono stati riscontrati molti casi.
Sono un po' a macchia di leopardo quindi interessano varie classi e sezioni e per una classe è stata revocata la quarantena perchè il bambino che era positivo alla variante inglese si è negativizzato.
Possiamo dire - conclude - che la situazione sia migliore di quello che ci potevamo aspettare all'inizio".
GS
Una decisione precauzionale quella presa dall'Asur, come spiega la dirigente della Lucatelli, Mara Amico: "La situazione è abbastanza tranquilla - dice al microfono di Carla Campetella per Radio C1...inBlu - perchè ad oggi i casi non sono stati molti e la didattica a distanza è stata prorogata perchè ancora mancano due o tre tamponi da fare.
L'obiettivo è quello di avere la certezza che non ci sia la variante inglese.
Quindi non si tratta di una decisione dovuta ad una situazione di emergenza, bensì precauzionale".
Una posizione che è stata presa bene anche dagli studenti: "La priorità - prosegue la dirigente - è quella di rientrare a scuola nella massima sicurezza. Abbiamo fatto tanto per essere tranquili ed è bene proseguire su questa strada fino alla fine.
Il passo successivo è dunque quello di rientrare con la consapevolezza dell'eventuale presenza di tamponi positivi alla variante inglese.
Lo screening è stato importante - dice - perchè non sono stati riscontrati molti casi.
Sono un po' a macchia di leopardo quindi interessano varie classi e sezioni e per una classe è stata revocata la quarantena perchè il bambino che era positivo alla variante inglese si è negativizzato.
Possiamo dire - conclude - che la situazione sia migliore di quello che ci potevamo aspettare all'inizio".
GS
Stazioni sciistiche chiuse, Castelli: "Un indennizzo per le spese affrontate da tutto il settore"
16 Feb 2021
Si è svolto ieri pomeriggio un incontro in videoconferenza tra l’assessore regionale Guido Castelli, i sindaci dei comprensori sciistici marchigiani e i gestori degli impianti.
Un confronto servito ad informare città e stazioni sulle determinazioni economiche-finanziarie dopo il provvedimento firmato dal ministro Roberto Speranza che ha vietato le attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo prossimo.
Un confronto servito ad informare città e stazioni sulle determinazioni economiche-finanziarie dopo il provvedimento firmato dal ministro Roberto Speranza che ha vietato le attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo prossimo.
“La metodologia che è stata applicata - dice castelli - ha fatto emergere che qualcosa non ha funzionato. Infatti, il ministro al Turismo Massimo Garavaglia ci ha comunicato che il Cts aveva in possesso i dati da martedì scorso e probabilmente le vicissitudini legate alla creazione del nuovo Governo hanno fatto emergere i dati solo domenica e per questo si è presa la decisione di non aprire. Questo fattore dovrebbe legittimare l’erogazione non di un ristoro, bensì di un indennizzo in quanto tutte le spese affrontate a partire da mercoledì scorso possono essere il frutto di una condotta negligente. Si partirà da 4,5 miliardi di euro sul veicolo del Decreto Ristori 5 e la somma riguarderà non solo l’attività scioviaria e impiantistica, ma anche gli albergatori, esercenti, ristoratori e maestri di sci di tutta Italia. In sede di Conferenza delle Regioni - conclude - vogliamo che la voce delle Marche sia una voce in sintonia con chi vive il mondo dello sci per poter alimentare un’adeguata richiesta al fine di acquisire risorse finanziarie”.
Così
Così
"Tanta burocrazia, ma ce l'abbiamo fatta".
Il sindaco di Pieve Torina commenta così la fine dell'iter che ha portato al prossimo avvio dei lavori per la ricostruzione della casa di riposo danneggiata dal sisma del 2016.
"Si tratta -dice ai microfoni di Carla Campetella per Radio C1...inBlu - della prima opera pubblica che abbiamo deciso di porre in essere e dove non ci sono state donazioni dei privati.
Siamo in dirittura di arrivo per quanto riguarda l'appalto dei lavori e questo ci fa ben sperare che entro il mese di aprile inizino gli interventi per far ritornare i nostri anziani all'interno della struttura.
Gli ospiti, in questo momento, si trovano nel vecchio ospedale di Matelica ed è stato già somministrato loro il vaccino anti Covid.
Con l'occasione - spiega - recuperiamo anche il museo della nostra terra. Un punto di riferimento per le giovani generazioni, non solo di questo territorio, ma provenienti da più parti d'Italia, dove si potrà apprezzare la nostra storia.
La storia di un'Italia che forse non c'è più - dice Gentilucci - ma di cui non dobbiamo disperdere valori e tradizioni. Lo abbiamo fatto - precisa - con un progetto che ci permette di non trasferire nulla, ma tutti gli oggetti resteranno al loro posto, semplicemente traslati da una parete all'altra".
Ma nella soddisfazione di annunciare l'inizio dei lavori alla casa di riposo, il sindaco non può fare a meno di spiegare il percorso burocratico che è stato seguito: "Difficile - ammette - far rendere conto ai cittadini che si compiono più di 100 passaggi per cercare di arrivare alla conclusione di un percorso che porti ai lavori.
È circolata tanta di quella carta da poterne fare un plico. Siamo arrivati alla fine - dice - , non abbiamo mai mollato, ma la difficoltà incredibile per riuscire ad arrivare all'aggiudicazione finale per la ricostruzione è stata tanta. Se non lo avessi vissuto in prima persona non avrei creduto alla necessità di tutti questi passaggi. Ed è la ragione - conclude - per cui non so quanti Comuni non siano ancora riusciti ad arrivare a questo traguardo".
GS
Il sindaco di Pieve Torina commenta così la fine dell'iter che ha portato al prossimo avvio dei lavori per la ricostruzione della casa di riposo danneggiata dal sisma del 2016.
"Si tratta -dice ai microfoni di Carla Campetella per Radio C1...inBlu - della prima opera pubblica che abbiamo deciso di porre in essere e dove non ci sono state donazioni dei privati.
Siamo in dirittura di arrivo per quanto riguarda l'appalto dei lavori e questo ci fa ben sperare che entro il mese di aprile inizino gli interventi per far ritornare i nostri anziani all'interno della struttura.
Gli ospiti, in questo momento, si trovano nel vecchio ospedale di Matelica ed è stato già somministrato loro il vaccino anti Covid.
Con l'occasione - spiega - recuperiamo anche il museo della nostra terra. Un punto di riferimento per le giovani generazioni, non solo di questo territorio, ma provenienti da più parti d'Italia, dove si potrà apprezzare la nostra storia.
La storia di un'Italia che forse non c'è più - dice Gentilucci - ma di cui non dobbiamo disperdere valori e tradizioni. Lo abbiamo fatto - precisa - con un progetto che ci permette di non trasferire nulla, ma tutti gli oggetti resteranno al loro posto, semplicemente traslati da una parete all'altra".
Ma nella soddisfazione di annunciare l'inizio dei lavori alla casa di riposo, il sindaco non può fare a meno di spiegare il percorso burocratico che è stato seguito: "Difficile - ammette - far rendere conto ai cittadini che si compiono più di 100 passaggi per cercare di arrivare alla conclusione di un percorso che porti ai lavori.
È circolata tanta di quella carta da poterne fare un plico. Siamo arrivati alla fine - dice - , non abbiamo mai mollato, ma la difficoltà incredibile per riuscire ad arrivare all'aggiudicazione finale per la ricostruzione è stata tanta. Se non lo avessi vissuto in prima persona non avrei creduto alla necessità di tutti questi passaggi. Ed è la ragione - conclude - per cui non so quanti Comuni non siano ancora riusciti ad arrivare a questo traguardo".
GS
BologonaSki consegna la divisa al sindaco: "Le autorità marchigiane ci hanno lasciato soli"
16 Feb 2021
L'entusiasmo che nei giorni scorsi pervadeva gli animi dei gestori degli impianti sciistici di Bolognola si è trasformato in delusione e rabbia.
Proprio per questo ieri, a seguito della decisione del governo di tenere chiuse le stazioni sciistiche fino al 5 marzo, la società Bolognola-ski ha consegnato al sindaco, Cristina Gentili, la divisa degli impianti sciistici.
Giacomo Zanchetti e Francesco Cangiotti direttore degli impianti della stazione sciistica di Bolognola non accettano la decisione comunicata agli operatori a meno di 12 ore dalla riapertura degli impianti: "Bolognola Ski sarebbe stata l’unica stazione da sci delle Marche a garantire sicurezza e ad essere pronta ad ospitare il 30% dei clienti così come imposto da regolamento - dicono - , un esempio virtuoso per la regione Marche che vede giovani imprenditori non arrendersi nelle innumerevoli difficoltà che questo territorio ha subito negli anni, lavorando sempre con entusiasmo e professionalità".

Il sindaco con la divisa
“Abbiamo deciso di consegnare la divisa della nostra stazione sciistica, perché non è una questione di chiusura o non chiusura ma è una questione di dignità del lavoro, del modo -dice Giacomo Zanchetti - dietro a quella divisa ci sono tutti i nostri sforzi, i nostri ragazzi che insieme a tutta la società credono nel territorio e nelle sue potenzialità. La notizia di chiusura fino al 5 marzo è arrivata come una doccia gelida, senza alcun rispetto per le persone e per il lavoro. Ristori mai arrivati da marzo dello scorso anno e ora accumuliamo ulteriori danni economici relativi a gli investimenti che abbiamo affrontato solo perché abbiamo creduto nel nostro lavoro e abbiamo affrontato con la massima diligenza e rispetto tutti i protocolli”.
“Ennesimo rinvio, di una stagione mai iniziata - afferma Francesco Cangiotti, direttore degli impianti - che vede la delusione nelle istituzioni e la speranza ormai svanita di un rilancio di questo settore che è cardine di un’economia di un intera vallata”.
Il disappunto non solo nei confronti del governo centrale, ma anche verso la Regione che non ha preso prosizione: "Questo è un gesto simbolico, di grande disappunto - scrivono -, nei confronti delle istituzioni “alte” e non dal nostro sindaco e dell’intera giunta che fin da subito hanno dimostrato la massima solidalità e vicinanza per noi gestori per l’accaduto. Sconforto anche nei confronti di tutte le autorità delle Marche che non hanno espresso nessun parere e nessuna presa di posizione, come accaduto in Veneto e Lombardia lasciandoci al completo abbandono".
GS
Proprio per questo ieri, a seguito della decisione del governo di tenere chiuse le stazioni sciistiche fino al 5 marzo, la società Bolognola-ski ha consegnato al sindaco, Cristina Gentili, la divisa degli impianti sciistici.
Giacomo Zanchetti e Francesco Cangiotti direttore degli impianti della stazione sciistica di Bolognola non accettano la decisione comunicata agli operatori a meno di 12 ore dalla riapertura degli impianti: "Bolognola Ski sarebbe stata l’unica stazione da sci delle Marche a garantire sicurezza e ad essere pronta ad ospitare il 30% dei clienti così come imposto da regolamento - dicono - , un esempio virtuoso per la regione Marche che vede giovani imprenditori non arrendersi nelle innumerevoli difficoltà che questo territorio ha subito negli anni, lavorando sempre con entusiasmo e professionalità".

Il sindaco con la divisa
“Abbiamo deciso di consegnare la divisa della nostra stazione sciistica, perché non è una questione di chiusura o non chiusura ma è una questione di dignità del lavoro, del modo -dice Giacomo Zanchetti - dietro a quella divisa ci sono tutti i nostri sforzi, i nostri ragazzi che insieme a tutta la società credono nel territorio e nelle sue potenzialità. La notizia di chiusura fino al 5 marzo è arrivata come una doccia gelida, senza alcun rispetto per le persone e per il lavoro. Ristori mai arrivati da marzo dello scorso anno e ora accumuliamo ulteriori danni economici relativi a gli investimenti che abbiamo affrontato solo perché abbiamo creduto nel nostro lavoro e abbiamo affrontato con la massima diligenza e rispetto tutti i protocolli”.
“Ennesimo rinvio, di una stagione mai iniziata - afferma Francesco Cangiotti, direttore degli impianti - che vede la delusione nelle istituzioni e la speranza ormai svanita di un rilancio di questo settore che è cardine di un’economia di un intera vallata”.
Il disappunto non solo nei confronti del governo centrale, ma anche verso la Regione che non ha preso prosizione: "Questo è un gesto simbolico, di grande disappunto - scrivono -, nei confronti delle istituzioni “alte” e non dal nostro sindaco e dell’intera giunta che fin da subito hanno dimostrato la massima solidalità e vicinanza per noi gestori per l’accaduto. Sconforto anche nei confronti di tutte le autorità delle Marche che non hanno espresso nessun parere e nessuna presa di posizione, come accaduto in Veneto e Lombardia lasciandoci al completo abbandono".
GS
Paolo Cristiano è il nuovo segretario generale di Camerino, che oggi ha svolto il primo giorno di lavoro nella città ducale. Ha preso il posto di Alessandra Secondari, andata in pensione lo scorso novembre. Cristiano è stato nominato nella sede convenzionata tra i comuni di Castelsantangelo sul Nera e Camerino con livello di classe due presterà servizio, dunque, nei due Comuni dell’area interna dopo essere stato segretario generale nel comune di Macerata e di Tolentino.
Questa mattina a dargli il benvenuto è stato il sindaco Sandro Sborgia il quale lo ha accolto con un breve saluto: “Un benvenuto al nuovo segretario – ha detto il primo cittadino - La sua professionalità, la sua preparazione e non ultime le esperienze maturate e la sua capacità di relazionarsi con la struttura ci hanno indotto a sceglierlo e non possiamo che augurargli un buono e proficuo lavoro, consapevoli che ce ne sarà tanto da fare, ma saremo in buone mani. Si tratta di un segretario con un curriculum molto importante – ha proseguito il sindaco Sborgia - di grande spessore, competente e preparato, dunque benvenuto a Camerino”.
Provoca stress il colore blu a Tolentino. Ne è convinto Luigino Luconi, presidente del Comitato di Quartiere Centro Storico, riferendosi all’aumento dei parcheggi a pagamento disposti in città.“Con questo intervento presentiamo il nostro dissenso e la nostra protesta chiedendoci se la scelta approvata nel 2019 e oggi adottata, sia legittima. L’Amministrazione punta a massimizzare i profitti, attraverso il nuovo piano dei parcheggi, con evidente aumento degli stalli a pagamento, occupando qualsiasi spazio disponibile, che non possono e non devono coprire l’intero spazio urbano del centro o aree limitrofe ma devono essere previste delle zone di intervallamento con aree di sosta gratuita o disco orario. Laddove la soluzione è forzata per particolari esigenze, è necessario che la scelta sia accompagnata da Delibera comunale adeguatamente motivata.” Luconi è convinto che per realizzare un piano parcheggi occorrono analisi precise dei flussi di traffico e dell’utilizzo delle strutture viarie presenti e crede inoltre che la proposta di sosta a 30 minuti gratis, sia insufficiente e si chiede da dove arrivano i finanziamenti che consentono l’abbonamento gratuito per la prima auto ai residenti che non hanno garage. Insufficienti per il Presidente anche le agevolazioni alle giovani coppie che acquisteranno immobili in centro, gli incentivi dovrebbero essere di ben altro spessore, come ad esempio pensare ad un’edilizia convenzionata pubblico/privata per la ristrutturazione degli edifici. Il comitato avanza dunque alcune proposte come rendere la sosta pranzo, gratis per residenti, che nel nuovo progetto è stata invece abolita. Inoltre Luconi è convinto che il nuovo piano sia da attuare per stralci, in più fasi, realizzando così una programmazione meno impattante con la vita quotidiana di residenti, commercianti e turisti. Per non avere ripercussioni economiche sui cittadini o utenti quotidiani, vista la situazione di crisi attuale, si dovrebbe confermare il costo della tariffa abbonamento e oraria. Inoltre molte auto potrebbero essere parcheggiate nei garage di proprietà, lasciando spazi liberi da destinare ad altre soluzioni per residenti o disco orario, creando una mobilità dinamica. Il comitato, studiando il piano parcheggi, ha inoltre individuato spazi, dove potrebbero essere realizzati nuovi parcheggi interrati e/o a raso, dei quali hanno anche presentato schemi planimetrici che prevederebbero più parcheggi e l’abbattimento delle tariffe orarie e degli abbonamenti.
Nell’ ambito delle visite istituzionale agli Enti locali, il Prefetto di Macerata Flavio Ferdani si è recato presso il Comune di San Severino Marche accolto dal Sindaco Rosa Piermattei, per un incontro che ha permesso un confronto in un clima di leale collaborazione sui temi più importanti riguardanti il Comune. Tra i temi affronatti, il Sindaco ha ricordato le iniziative che si stanno svolgendo per migliorare la vivibilità e per garantire condizioni di sicurezza in questo delicato periodo a causa dell'emergenza epidemiologica e le attività istituzionali per la ricostruzione post sisma.
Prefetto e Sindaco si sono poi recati nei locali che ospitano la sede provvisoria della Stazione dei Carabinieri. Il Prefetto ha confermato che ci sono contatti con il Demanio al fine dare corso agli interventi di ristrutturazione.
Prefetto e Sindaco si sono poi recati nei locali che ospitano la sede provvisoria della Stazione dei Carabinieri. Il Prefetto ha confermato che ci sono contatti con il Demanio al fine dare corso agli interventi di ristrutturazione.
La visita istituzionale è proseguita poi nelle farmacie Kaczmarek, Natali e la farmacia comunale Lorenzetti, dove da questa mattina è iniziato il “Progetto Mimosa” finalizzato a prevenire la violenza nei confronti delle donne e che vedrà la distribuzione in nelle farmacie sia comunali che private della provincia, di apposite brochure informative contenenti consigli e indicazioni su come affrontare situazioni di violenza e sulle strutture a cui rivolgersi.Le tre Farmacie di San Severino insieme alle 25 farmacie provinciali, hanno anche attivato al loro interno un “momento di ascolto” contro la violenza di genere al quale le donne vittime di maltrattamenti potranno rivolgersi per conoscere i percorsi specialistici previsti, raccogliere informazioni sui diritti e sul sostegno psicologico. E’ stata poi inaugurata nel piazzale Torre degli Smeducci di Castello al Monte una “Panchina Rossa”, per richiamare l’attenzione da parte di tutti sulla inaccettabile piaga della violenza di genere e nel contempo per ricordare tutte le donne vittime di femminicidi.
A Tolentino, secondo quanto comunicato dalla Regione Marche, i dati ufficiali indicano al 15 febbraio, 204 positivi e 382 persone che sono in isolamento domiciliare. Intanto il Sindaco Giuseppe Pezzanesi ha ricevuto ufficialmente la task force sanitaria che in queste settimane è stata impiegata all’ASP “Porcelli” della città a seguito della pandemia di covid 19 che ha colpito gli ospiti e il personale della struttura tolentinate lo scorso natale. Ad oggi, in base ai tamponi effettuati, la quasi metà degli ospiti si è negativizzata.
Il team sanitario composto dal Tenente Medico Silvio Pallone, dal Luogotenente Vincenzo Serpico, dal 1° Maresciallo Ludovico De Marco, dal Maresciallo di 2° Classe Anselmo Pacifico sono entrati in servizio lo scorso 15 gennaio. I sanitari militari, dopo aver fatto un sopralluogo operativo, si sono coordinati con l’Usca e subito si sono messi al lavoro rendendosi conto della difficoltà nel gestire una situazione così complessa anche per l’alto numero dei pazienti e per il fatto che l’Asp, di fatto era divenuta un vero e proprio reparto ospedaliero.
Il Sindaco Giuseppe Pezzanesi ha voluto ringraziare personalmente i sanitari militari dell’Aereonautica che sono stati un supporto prezioso nel combattere l’epidemia. A ognuno di loro ha consegnato un attestato di stima e gratitudine dove sono state evidenziate la professionalità, l’abnegazione e il grande senso di umanità, con i quali i sanitari militari hanno assistito i malati, creando un ponte comunicativo con le famiglie dei pazienti e instaurando un proficuo rapporto collaborativo con tutto il personale dell’ASP, assicurando cure continue e i servizi sanitari necessari a superare la crisi. Ringraziamenti sono arrivati anche dalla giunta e dal Presidente del CdA dell’Asp “Porcelli” Giorgio Sbaraglia e dal Direttore Simone Ricci.
Anche il team sanitario militare ha ringraziato per l’ottima accoglienza ricevuta ed ha evidenziato il grande lavoro svolto con tutto il personale interno, con quello dell’Usca e con i medici di base in favore del superamento della crisi, elogiando l’organizzazione della struttura. Il Sindaco ha voluto ringraziare anche tutti i dipendenti dell’ASP “V. Porcelli” esprimendo loro stima e riconoscenza.
Il Sindaco Giuseppe Pezzanesi ha voluto ringraziare personalmente i sanitari militari dell’Aereonautica che sono stati un supporto prezioso nel combattere l’epidemia. A ognuno di loro ha consegnato un attestato di stima e gratitudine dove sono state evidenziate la professionalità, l’abnegazione e il grande senso di umanità, con i quali i sanitari militari hanno assistito i malati, creando un ponte comunicativo con le famiglie dei pazienti e instaurando un proficuo rapporto collaborativo con tutto il personale dell’ASP, assicurando cure continue e i servizi sanitari necessari a superare la crisi. Ringraziamenti sono arrivati anche dalla giunta e dal Presidente del CdA dell’Asp “Porcelli” Giorgio Sbaraglia e dal Direttore Simone Ricci.
Anche il team sanitario militare ha ringraziato per l’ottima accoglienza ricevuta ed ha evidenziato il grande lavoro svolto con tutto il personale interno, con quello dell’Usca e con i medici di base in favore del superamento della crisi, elogiando l’organizzazione della struttura. Il Sindaco ha voluto ringraziare anche tutti i dipendenti dell’ASP “V. Porcelli” esprimendo loro stima e riconoscenza.
Sono 20 le borse di studio messe a disposizione dall’Università di Camerino, assegnate nei giorrni scorsi in collaborazione con il CUS-Centro Universitario Sportivo di Camerino, per gli studenti dell’Ateneo che praticano attività sportiva, ad alti/medi livelli, in discipline sportive riconosciute e/o rientranti nell’organizzazione sportiva CUSI, EUSA e FISU. 10 borse di studio sono del valore di 1000 euro e 10 del valore di 2000 euro. Al fine di perseguire la finalità di diffusione della cultura dello sport nell’ambito della più generale promozione dello sviluppo della persona e di favorire la prosecuzione degli Studi permettendo ad alcuni atleti meritevoli di proseguire l’attività sportiva di alto livello, Unicam da qualche anno mette a disposizione delle borse di studio, che riscuotono sempre molto successo, tanto che quest’anno le domande presentate sono state ben 45.
“L’Università di Camerino – ha sottolineato il Rettore Pettinari – ha da sempre investito nello sport, come testimoniato dai moderni e funzionali eccezionali impianti sportivi, quasi unici nel panorama universitario italiano, a disposizione sia degli studenti che della cittadinanza. Siamo estremamente convinti che lo sport sia importante nella vita di ciascuno di noi e rappresenti un fondamentale momento di formazione, di condivisione di etica e valori”. “Continueremo a mantenere l’impegno – ha proseguito Pettinari – di aumentare il numero di borse disponibili, a dimostrazione di quanto l’Ateneo sia attento alle esigenze e alle necessità degli studenti e di come si impegni a premiarli ed aiutarli a raggiungere i loro obiettivi”.
I finanzieri della Compagnia di Macerata hanno denunciato tre persone che gestivano un'attività di vendita di capi contraffatti attraverso piattaforme virtuali di e-commerce. Sequestrati beni per circa 60.000 euro.
I tre soggetti, due italiani ed un extracomunitario, molto esperti nell’utilizzo dei social network, acquistavano in paesi extracomunitari, come Turchia, Marocco e Cina, ingenti quantitativi di prodotti recanti marchi d’alta moda contraffatti, che arrivavano nel nostro Paese attraverso corrieri internazionali.
Il pagamento dei prodotti ai propri fornitori veniva effettuato anticipatamente da parte dei tre, attraverso il servizio “money transfer”, oppure utilizzando la procedura “Paypal”.
Lo stesso modus operandi veniva utilizzato per ricevere il pagamento da parte dei propri clienti dei prodotti contraffatti ordinati: infatti, gli indagati richiedevano in anticipo il pagamento del capo acquistato, facendo accreditare i relativi importi su carte di credito ricaricabili, rendendo, così, difficoltosa la possibile individuazione.
Per verificare l'autenticità dei prodotti, le Fiamme Gialle maceratesi si sono, tra l’altro, avvalse di un consulente tecnico esperto informatico in materia di contraffazioni, appositamente nominato Pietro Dal Ben, il quale ha effettuato specifiche perizie su alcuni prodotti sequestrati nell’ambito di una perquisizione effettuata presso la residenza delle persone coinvolte.
Le indagini hanno permesso di risalire alla vendita di circa 12.000 capi contraffatti, costituiti, nella maggior parte dei casi, da “set” composti da scarpe, borsa e portafoglio, griffati, con un giro d’affari di circa 120.000 euro ed un profitto netto conseguito per circa 60.000 euro.
Sono stati sequestrati i capi e oltre 6.000 euro, tra denaro detenuto su conti bancari e postali e gioielli, nonché di una porzione di due appartamenti siti nella provincia di Macerata, riconducibili ai soggetti implicati nell’attività illecita.
I tre soggetti, due italiani ed un extracomunitario, molto esperti nell’utilizzo dei social network, acquistavano in paesi extracomunitari, come Turchia, Marocco e Cina, ingenti quantitativi di prodotti recanti marchi d’alta moda contraffatti, che arrivavano nel nostro Paese attraverso corrieri internazionali.
Il pagamento dei prodotti ai propri fornitori veniva effettuato anticipatamente da parte dei tre, attraverso il servizio “money transfer”, oppure utilizzando la procedura “Paypal”.
Lo stesso modus operandi veniva utilizzato per ricevere il pagamento da parte dei propri clienti dei prodotti contraffatti ordinati: infatti, gli indagati richiedevano in anticipo il pagamento del capo acquistato, facendo accreditare i relativi importi su carte di credito ricaricabili, rendendo, così, difficoltosa la possibile individuazione.
Per verificare l'autenticità dei prodotti, le Fiamme Gialle maceratesi si sono, tra l’altro, avvalse di un consulente tecnico esperto informatico in materia di contraffazioni, appositamente nominato Pietro Dal Ben, il quale ha effettuato specifiche perizie su alcuni prodotti sequestrati nell’ambito di una perquisizione effettuata presso la residenza delle persone coinvolte.
Le indagini hanno permesso di risalire alla vendita di circa 12.000 capi contraffatti, costituiti, nella maggior parte dei casi, da “set” composti da scarpe, borsa e portafoglio, griffati, con un giro d’affari di circa 120.000 euro ed un profitto netto conseguito per circa 60.000 euro.
Sono stati sequestrati i capi e oltre 6.000 euro, tra denaro detenuto su conti bancari e postali e gioielli, nonché di una porzione di due appartamenti siti nella provincia di Macerata, riconducibili ai soggetti implicati nell’attività illecita.
