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In atto a Valfornace la parziale demolizione dell'edificio delle ex case popolari Erap di via Roma. L'immobile che un tempo ha anche ospitato la sede comunale, con tutta probabilità è composto da due edifici che originariamente staccati, nel corso degli anni sono stati uniti insieme. Secondo le condizioni dettate dalla Soprintendenza, verranno lasciati integri gli antichi portali d'ingresso originali che risalgono all'ultima modifica intercorsa nel tempo. Da queste mura che stanno venendo giù proprio in queste ore, dunque la possibilità di un volto diverso per quell'area del borgo.
"Anche se è brutto dirlo - afferma il vicesindaco Simone Marchetti- si può dire che da questa demolizione potranno aprirsi nuove possibilità per il nostro territorio e per il nostro comune. Il palazzo in questione- spiega Marchetti- ha ospitato nel passato la sede comunale e, fino alla data del sisma, diversi appartamenti di residenza Popolare. La demolizione avrebbe dovuto farsi qualche mese fa e purtroppo, diverse vicissitudini e prima tra tutte il covid-19, non lo hanno permesso. Ripeto, è brutto dirlo, ma è una ripartenza anche la demolizione, perché si danno appunto delle prospettive.
Proprio domani, l'amministrazione si incontrerà con il Commissario straordinario Giovanni Legnini per delineare il Piano di ricostruzione del nostro comune. E' da lì che cercheremo di avviare un progetto che avevamo in mente da tempo e, confidiamo vivamente che ci venga data la possibilità di attuarlo. Di certo, bisogna considerare che i nostri comuni e i nostri territori sono belli perchè nel corso del tempo hanno mantenuto la forma che avevano. e- continua il vice sindaco di Valfornace- bisogna fare attenzione a modificare troppo, perchè potrebbe significare perdere l'identità di un territorio. Tutto quello che viene fatto, avviene dunque secondo delle regole precise e nell'applicazione di tutti i permessi che ci vengono rilasciati. Nello specifico, la parziale demolizione dello stabile situato in via Roma, darà la possibilità di allargare la strada e di dare più visibilità ad alcune case che gli erano vicine. Ecco- conclude Marchetti- diciamo che è un piccolo passo verso una nuova normalità".
c.c.
"Anche se è brutto dirlo - afferma il vicesindaco Simone Marchetti- si può dire che da questa demolizione potranno aprirsi nuove possibilità per il nostro territorio e per il nostro comune. Il palazzo in questione- spiega Marchetti- ha ospitato nel passato la sede comunale e, fino alla data del sisma, diversi appartamenti di residenza Popolare. La demolizione avrebbe dovuto farsi qualche mese fa e purtroppo, diverse vicissitudini e prima tra tutte il covid-19, non lo hanno permesso. Ripeto, è brutto dirlo, ma è una ripartenza anche la demolizione, perché si danno appunto delle prospettive.
Proprio domani, l'amministrazione si incontrerà con il Commissario straordinario Giovanni Legnini per delineare il Piano di ricostruzione del nostro comune. E' da lì che cercheremo di avviare un progetto che avevamo in mente da tempo e, confidiamo vivamente che ci venga data la possibilità di attuarlo. Di certo, bisogna considerare che i nostri comuni e i nostri territori sono belli perchè nel corso del tempo hanno mantenuto la forma che avevano. e- continua il vice sindaco di Valfornace- bisogna fare attenzione a modificare troppo, perchè potrebbe significare perdere l'identità di un territorio. Tutto quello che viene fatto, avviene dunque secondo delle regole precise e nell'applicazione di tutti i permessi che ci vengono rilasciati. Nello specifico, la parziale demolizione dello stabile situato in via Roma, darà la possibilità di allargare la strada e di dare più visibilità ad alcune case che gli erano vicine. Ecco- conclude Marchetti- diciamo che è un piccolo passo verso una nuova normalità".
c.c.
Due casi di positività alla scuola dell'infanzia di Sarnano, il sindaco decide per l'ordinanza di chiusura a scopo precauzionale.
Ne è stata data comunicazione ieri sera: "La situazione è abbastanza tranquilla - commenta il primo cittadino, Luca Piergentili - . Abbiamo due soli casi di bambini positivi in due classi diverse: contagi che, presumibilmente, sono avvenuti a livello familiare. Essendo l'istituto formato da sole tre classi, abbiamo ritenuto opportuno sospendere le lezioni per una settimana a scopo cautelativo.
I bambini sono tutti in quarantena e le famiglie stanno effettuando accertamenti per avere contezza della posivitià o meno dei propri figli e del nucleo familiare.
Fortunatamente - conclude - le persone che hanno effettuato i tamponi, fino ad oggi sono negative, e quindi contiamo di riuscire a normalizzare la situazione in tempi brevi".
GS
Ne è stata data comunicazione ieri sera: "La situazione è abbastanza tranquilla - commenta il primo cittadino, Luca Piergentili - . Abbiamo due soli casi di bambini positivi in due classi diverse: contagi che, presumibilmente, sono avvenuti a livello familiare. Essendo l'istituto formato da sole tre classi, abbiamo ritenuto opportuno sospendere le lezioni per una settimana a scopo cautelativo.
I bambini sono tutti in quarantena e le famiglie stanno effettuando accertamenti per avere contezza della posivitià o meno dei propri figli e del nucleo familiare.
Fortunatamente - conclude - le persone che hanno effettuato i tamponi, fino ad oggi sono negative, e quindi contiamo di riuscire a normalizzare la situazione in tempi brevi".
GS
C'è chi ha voluto sottolineare che non sia stata specificata la ricostruzione nel programma di governo presentato ieri dal Premier incaricato, Mario Draghi, in Senato.
Ma il sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, evidenzia come la questione fosse implicita e placa le preoccupazioni: "Non ci sono dubbi - dice - . Nel discorso sono state presenti le aree interne e noi tutti sappiamo che nelle nostre aree interne c'è stato il terremoto.
È ovvio che il discorso era implicito: non può essere assente una questione che sono qualche settimana fa è stata presentata dal Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, nel Recovery Plan.
Il tema del sisma non può essere sottovalutato, è talmente implicito. Anzi stavolta che non è stato detto magari sarà fatto. Perchè spesso abbiamo assistito a comunicazioni che poi si sono perse nel tempo e forse qualcuno se ne era addirittura dimenticato. Giochiamo all'inverso questa volta, consideriamo che l'implicito delle aree interne si trasformi in fatti.
Nel programma sono inclusi aspetti economici e sociali di ripresa del territorio: si parlava di borghi sostenibili, di telemedicina, di una rinascita economica e sociale. È stata fatta una descrizione mirata di tutti quegli interventi che servono in questo momento nelle aree interne e dunque nelle aree terremotate. Il problema è che questo Paese debba ripartire quanto prima. La pandemia ha ralletato tutti noi e, oltre alla paura, la strada per il raggiungimento dell'obiettivo si allunga. Si fanno solo videoconferenze, i tempi sono lunghi, gli uffici lavorano in smartworking.
Sono questi i veri problemi".
GS
Ma il sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, evidenzia come la questione fosse implicita e placa le preoccupazioni: "Non ci sono dubbi - dice - . Nel discorso sono state presenti le aree interne e noi tutti sappiamo che nelle nostre aree interne c'è stato il terremoto.
È ovvio che il discorso era implicito: non può essere assente una questione che sono qualche settimana fa è stata presentata dal Commissario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, nel Recovery Plan.
Il tema del sisma non può essere sottovalutato, è talmente implicito. Anzi stavolta che non è stato detto magari sarà fatto. Perchè spesso abbiamo assistito a comunicazioni che poi si sono perse nel tempo e forse qualcuno se ne era addirittura dimenticato. Giochiamo all'inverso questa volta, consideriamo che l'implicito delle aree interne si trasformi in fatti.
Nel programma sono inclusi aspetti economici e sociali di ripresa del territorio: si parlava di borghi sostenibili, di telemedicina, di una rinascita economica e sociale. È stata fatta una descrizione mirata di tutti quegli interventi che servono in questo momento nelle aree interne e dunque nelle aree terremotate. Il problema è che questo Paese debba ripartire quanto prima. La pandemia ha ralletato tutti noi e, oltre alla paura, la strada per il raggiungimento dell'obiettivo si allunga. Si fanno solo videoconferenze, i tempi sono lunghi, gli uffici lavorano in smartworking.
Sono questi i veri problemi".
GS
La campagna vaccinale degli anziani over 80 vedrà in prima linea anche i medici di medicina generale. Questo quanto emerso all'esito dell'incontro che l'assessore alla sanità Filippo Saltamartini ha avuto con le rappresentanze dei medici di medicina generale. In tal senso, le parti ritengono fondamentale il coinvolgimento dei suddetti medici in sinergia con i distretti e le equipe territoriali per un piano di somministrazione dei vaccini che possa servire in modo omogeneo le popolazioni anche dei territori più disagiati e che si svolga sia a livello ambulatoriale e a livello domiciliare per coloro i quali sono collocati in assistenza domiciliare.
Il Servizio Sanità sta predisponendo una bozza di progetto, contenente anche i compensi per le prestazioni richieste, il cui finanziamento dovrà essere ricercato all’interno delle missioni specifiche del bilancio regionale o nazionale per l’emergenza Covid 19. Al riguardo le parti, hanno manifestato l’intenzione di accelerare la contrattazione, negoziando nel più breve tempo possibile, nei prossimi giorni, la bozza di accordo che verrà fornita dalla Regione. L’incontro si è concluso con un aggiornamento da calendarizzare nei prossimi giorni.
Nella prima puntata del programma radio e della rubrica #primalepersone, nato per testimoniare, grazie alle interviste dirette e il racconto personale fatto dai cittadini, una situazione che riguarda un territorio, incontro Donatella Rosi. Donatella vive con la sua famiglia in una Sae, soluzione abitativa di emergenza, a Visso, come tanti suoi concittadini. Le chiedo come si sta e subito mi porta nel suo mondo e in quello di migliaia di persone del centro Italia terremotato, alle prese con l’attesa della ricostruzione.
“Non è casa tua, dico solo questo, nel senso che comunque ti ritrovi in un ambiente dove sai che starai per un po' di anni. Si sta abbastanza bene, sono abbastanza confortevoli nonostante i problemi che possono avere e che hanno avuto. Sono molto calde in inverno, però si sta un po' come in un campeggio, nel senso che comunque tu sei lì, vivi insieme agli altri ma nello stesso tempo forse senti di più la solitudine. Quella a Villa Sant’Antonio dove sono io è molto grande, siamo in tanti ma non so neanche chi ci sta. In quelle più lontane da me c'è un silenzio a volte, anche in piena estate, che è inquietante. C'è tanta difficoltà anche a socializzare nelle Sae, perlomeno nella mia realtà.”
Stiamo parlando di un comune piccolo, perché Visso prima del sisma contava oltre 1100 abitanti, adesso non conosciamo i dati precisi ma sappiamo che sono probabilmente qualche centinaio in meno. Quindi tu che sei una vissana non sai chi hai nell'ultima Sae del tuo villaggio? Questo mi fa pensare che le persone si sono ancora di più ritirate. “A Visso in nessun villaggio Sae c'è un'area di incontro, tra l'altro non abbiamo aree di incontro proprio, quindi è difficile trovare un luogo dove vedersi. Non so per quale motivo c’è questa chiusura, ognuno è chiuso all'interno della propria casetta e c'è questo silenzio. Qualche volta si sentono i bambini che giocano. Adesso ci sono anche delle piccole aree in cui hanno donato dei giochi, quindi i piccoli spazi verdi ma manca una apertura, anche da prima del covid-19.”
Voi come famiglie vi siete organizzati prima del covid in una sorta di aggregazione sociale quasi autogestita. “Con alcune famiglie ci siamo visti più volte per delle cene. Per fortuna c'era il container dove era la chiesa, il sacerdote ce l'ha messo a disposizione, quindi lì ci siamo incontrati, facendo anche delle attività che ci hanno fatto dimenticare un po' la solitudine, la difficoltà di socializzare che in questo momento è quella che manca, tu esci e non incontri nessuno, quindi la difficoltà di ricreare rapporti sociali tra sempre meno persone.” In questi territori chi soffre di più la situazione sono soprattutto le persone anziane che non escono dalle casette e i giovani che non hanno luoghi di incontro. “Prima c’era il campo da calcio e il palazzetto del ghiaccio a Ussita dove si organizzavano dei corsi tutto l'anno, un bel gruppetto di bambini faceva il corso con la possibilità anche di fare degli stage estivi e invece adesso nulla, è un problema per tutte le fasce d'età ma soprattutto per i ragazzi, perché comunque a 14-15 anni non hanno ancora l'autonomia per andare fuori e se vuoi fare attività sportiva devi andare fuori. Questo c'era anche prima, noi ci siamo sempre organizzati per quello che ci mancava andando altrove. Però in questo momento non c'è altra possibilità.
Ci organizziamo come genitori, si fatica un po' di più, ci impegniamo per far stare insieme questi ragazzi. Per gli anziani il discorso dei servizi riguarda soprattutto quelli medici. A Visso il dottore è tornato a fare servizio costante tutti i giorni, però nei paesi vicini sono tutt'ora senza medico di famiglia.”
Questi luoghi Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, sono stati sempre considerati un po' un tutt'uno, l'Altonera. Tu prevedi anche nel futuro una unione che sia più che formale, sostanziale? “Io non vedo altra strada né altre possibilità che quella di unirsi, perlomeno lavorare insieme e con uno stesso tipo di progettualità. Progettare insieme per rivivere questi territori.” Tu ci credi in cuor tuo Donatella? “Ci credo e ci spero, altrimenti non sarei qua, altrimenti avrei fatto la scelta che hanno fatto in tanti di andar via. Io credo alle potenzialità di questo territorio e credo alla qualità di vita diversa e migliore che qui si può fare. Però io faccio la guida ambientale, quindi amo la montagna, amo il verde, amo anche i posti abbastanza isolati, non mi interessa il centro delle città, qualche volta sì ma insomma.
Qui ci sono tante possibilità di lavorare secondo me che non vengono colte, anche nel turismo. Certo la difficoltà di vita, la mancanza di servizi, rende tutto un pochino più difficile, anche la distanza, lo spopolamento che non è un problema solo di Visso ma di tutto l'Appennino italiano. Però forse la sopravvivenza di questi territori è quella di attingere a persone che abbiano capacità imprenditoriali, che possano trovare in questi luoghi una opportunità di lavoro.”
Barbara Olmai
Altri approfondimenti su “L’Appennino Camerte” in uscita giovedì prossimo
Riascolta qui l'intervista completa:

Stiamo parlando di un comune piccolo, perché Visso prima del sisma contava oltre 1100 abitanti, adesso non conosciamo i dati precisi ma sappiamo che sono probabilmente qualche centinaio in meno. Quindi tu che sei una vissana non sai chi hai nell'ultima Sae del tuo villaggio? Questo mi fa pensare che le persone si sono ancora di più ritirate. “A Visso in nessun villaggio Sae c'è un'area di incontro, tra l'altro non abbiamo aree di incontro proprio, quindi è difficile trovare un luogo dove vedersi. Non so per quale motivo c’è questa chiusura, ognuno è chiuso all'interno della propria casetta e c'è questo silenzio. Qualche volta si sentono i bambini che giocano. Adesso ci sono anche delle piccole aree in cui hanno donato dei giochi, quindi i piccoli spazi verdi ma manca una apertura, anche da prima del covid-19.”
Voi come famiglie vi siete organizzati prima del covid in una sorta di aggregazione sociale quasi autogestita. “Con alcune famiglie ci siamo visti più volte per delle cene. Per fortuna c'era il container dove era la chiesa, il sacerdote ce l'ha messo a disposizione, quindi lì ci siamo incontrati, facendo anche delle attività che ci hanno fatto dimenticare un po' la solitudine, la difficoltà di socializzare che in questo momento è quella che manca, tu esci e non incontri nessuno, quindi la difficoltà di ricreare rapporti sociali tra sempre meno persone.” In questi territori chi soffre di più la situazione sono soprattutto le persone anziane che non escono dalle casette e i giovani che non hanno luoghi di incontro. “Prima c’era il campo da calcio e il palazzetto del ghiaccio a Ussita dove si organizzavano dei corsi tutto l'anno, un bel gruppetto di bambini faceva il corso con la possibilità anche di fare degli stage estivi e invece adesso nulla, è un problema per tutte le fasce d'età ma soprattutto per i ragazzi, perché comunque a 14-15 anni non hanno ancora l'autonomia per andare fuori e se vuoi fare attività sportiva devi andare fuori. Questo c'era anche prima, noi ci siamo sempre organizzati per quello che ci mancava andando altrove. Però in questo momento non c'è altra possibilità.
Ci organizziamo come genitori, si fatica un po' di più, ci impegniamo per far stare insieme questi ragazzi. Per gli anziani il discorso dei servizi riguarda soprattutto quelli medici. A Visso il dottore è tornato a fare servizio costante tutti i giorni, però nei paesi vicini sono tutt'ora senza medico di famiglia.”
Questi luoghi Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, sono stati sempre considerati un po' un tutt'uno, l'Altonera. Tu prevedi anche nel futuro una unione che sia più che formale, sostanziale? “Io non vedo altra strada né altre possibilità che quella di unirsi, perlomeno lavorare insieme e con uno stesso tipo di progettualità. Progettare insieme per rivivere questi territori.” Tu ci credi in cuor tuo Donatella? “Ci credo e ci spero, altrimenti non sarei qua, altrimenti avrei fatto la scelta che hanno fatto in tanti di andar via. Io credo alle potenzialità di questo territorio e credo alla qualità di vita diversa e migliore che qui si può fare. Però io faccio la guida ambientale, quindi amo la montagna, amo il verde, amo anche i posti abbastanza isolati, non mi interessa il centro delle città, qualche volta sì ma insomma.
Qui ci sono tante possibilità di lavorare secondo me che non vengono colte, anche nel turismo. Certo la difficoltà di vita, la mancanza di servizi, rende tutto un pochino più difficile, anche la distanza, lo spopolamento che non è un problema solo di Visso ma di tutto l'Appennino italiano. Però forse la sopravvivenza di questi territori è quella di attingere a persone che abbiano capacità imprenditoriali, che possano trovare in questi luoghi una opportunità di lavoro.”
Barbara Olmai
Altri approfondimenti su “L’Appennino Camerte” in uscita giovedì prossimo
Riascolta qui l'intervista completa:
Il Camerino Festival a sostegno di Casa Amica
17 Feb 2021
Il Festival si trasforma in aiuti per gli anziani. Sono stati raccolti mille euro e donati alla Casa di riposo, Casa Amica, i proventi della vendita dei calendari realizzati dal Camerino Festival, dopo il grande successo ottenuto. L’iniziativa di beneficienza è partita lo scorso mese di dicembre raccogliendo i momenti più belli dell’evento che è tornato a colorare i luoghi simbolo (Piazza Cavour, Rocca Borgesca, la Basilica di San Venanzio, Rocca d’Ajello) della città ducale con la sua musica, rendendo magiche le serate estive, in un calendario che ripercorre quei momenti con uno sguardo ai più anziani. I soldi della vendita dei calendari sono stati, infatti, donati, alla Casa di riposo i cui ospiti rappresentano la fascia più debole di fronte all’emergenza sanitaria che ha colpito tutti nell’ultimo anno.Un segno di sostegno e solidarietà in questo periodo di grande difficoltà in cui è necessaria maggiore attenzione.
L’idea, nata in collaborazione tra Casa Amica, Comune di Camerino e la direzione artistica del Camerino Festival composta da Francesco Rosati della GMI di Camerino, Vincenzo Correnti di Adesso Musica e Daniele Massimi di Musicamdo Jazz rappresenta solo la prima di tante altre iniziative legate alla città ducale: “Si conferma un rapporto sempre più stretto tra il Festival, il Comune e le diverse realtà a esso legato – commenta l’assessore alla cultura Giovanna Sartori – Sono contentissima di questa iniziativa di beneficienza che dimostra anche una grande sensibilità da parte della direzione artistica del Festival, necessaria in questo momento così complicato, soprattutto nei confronti dei più anziani. Ci stiamo già proiettando verso la stagioneestiva e stiamo lavorando per tornare a gustare un evento che lo scorso anno ci ha regalato tanteemozioni, sperando che l’emergenza sanitaria ci dia un po’ di respiro”.
L’idea, nata in collaborazione tra Casa Amica, Comune di Camerino e la direzione artistica del Camerino Festival composta da Francesco Rosati della GMI di Camerino, Vincenzo Correnti di Adesso Musica e Daniele Massimi di Musicamdo Jazz rappresenta solo la prima di tante altre iniziative legate alla città ducale: “Si conferma un rapporto sempre più stretto tra il Festival, il Comune e le diverse realtà a esso legato – commenta l’assessore alla cultura Giovanna Sartori – Sono contentissima di questa iniziativa di beneficienza che dimostra anche una grande sensibilità da parte della direzione artistica del Festival, necessaria in questo momento così complicato, soprattutto nei confronti dei più anziani. Ci stiamo già proiettando verso la stagioneestiva e stiamo lavorando per tornare a gustare un evento che lo scorso anno ci ha regalato tanteemozioni, sperando che l’emergenza sanitaria ci dia un po’ di respiro”.
Vi ricordate quelle erbe spontanee che le nostre nonne o mamme erano solite raccogliere e cucinare? Il nostro entroterra e le nostre montagne sono terreno fertile per erbe spontanee di cui si apprezzano sempre più il gusto e le caratteristiche salubri. Per chi vuole scoprire questo mondo fatto di colori, stagionalità, profumi e tradizioni, è possibile scaricare la pubblicazione “Percorsi delle Erbe.Le erbe della Sibilla”, un piccolo volume che è un vero e proprio invito a fare passeggiate nei nostri territori.
A questo mondo bisogna approcciarsi con la giusta conoscenza, per questo il volumetto è corredato da foto e da schede delle piante proposte .“E’ la pubblicazione di chi guarda con occhi innamorati i paesi dei Monti Sibillini, ha scelto con orgoglio di viverci e propone a tutti, attraverso la riscoperta della raccolta e della cucina delle erbe spontanee, una via piacevole e divertente per assaporare la sapienza colta delle comunità di montagna.” Dichiara Ombretta Massitti presidente dell’Associazione Sibillini Segreti e Sapori e curatrice della pubblicazione, insieme al circolo Legambiente I Sibillini e la Condotta Slow Food Piceno, con il contributo del Comitato Sisma Centro Italia (Confindustria, CGIL, CISL UIL) e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno. Il progetto Le Erbe della Sibilla, per due anni ha coinvolto giovani studenti, insegnati, turisti ed operatori del turismo.
A questo mondo bisogna approcciarsi con la giusta conoscenza, per questo il volumetto è corredato da foto e da schede delle piante proposte .“E’ la pubblicazione di chi guarda con occhi innamorati i paesi dei Monti Sibillini, ha scelto con orgoglio di viverci e propone a tutti, attraverso la riscoperta della raccolta e della cucina delle erbe spontanee, una via piacevole e divertente per assaporare la sapienza colta delle comunità di montagna.” Dichiara Ombretta Massitti presidente dell’Associazione Sibillini Segreti e Sapori e curatrice della pubblicazione, insieme al circolo Legambiente I Sibillini e la Condotta Slow Food Piceno, con il contributo del Comitato Sisma Centro Italia (Confindustria, CGIL, CISL UIL) e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno. Il progetto Le Erbe della Sibilla, per due anni ha coinvolto giovani studenti, insegnati, turisti ed operatori del turismo.
“Il progetto, nato per reagire ai terremoti del 2016, ha voluto riscoprire la nostra identità di abitanti dei Sibillini e valorizzare il grande patrimonio naturalistico e ambientale che ci circonda, vero volano economico del territorio, capace di invertire la tendenza all’abbandono in atto da decenni. Sono stati fatti corsi di cucina e di riconoscimento sulle erbe spontanee ad oltre 15 operatori del turismo, si è realizzato un progetto didattico specifico che ha coinvolto 20 classi di scuole primarie, sono state organizzate camminate per turisti e un blog tour autunnale.” Molto vasto il territorio interessato dalle tante attività svolte che ha toccato tra gli altri anche i comuni di Amandola, Sarnano, San Ginesio. All'interno, nel viaggio curato da Ombretta Massitti e Matteo De Luca, ci sono i preziosi contributi di Maria Sonia Baldoni, la Sibilla delle Erbe e dello chef Gilbert Casabur.Per scaricare la pubblicazione e la mappa del territorio dei percorsi http://viverecongioia-jes.blogspot.com/p/e.html
Barbara Olmai
Barbara Olmai
A Tolentino continua a tenere banco la questione del forno crematorio, una scelta che l’amministrazione Pezzanesi giustifica con l’esaurimento dei loculi disponibili al cimitero cittadino. Il caso è così approdato sui tavoli del Consiglio Regionale dopo l’interrogazione presentata dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Simona Lupini.
“La costruzione di un forno crematorio suscita giustamente preoccupazione nei residenti, per i rischi ambientali e di inquinamento – così la Lupini - Dopo aver ospitato per anni una discarica, quello di Tolentino è un territorio che si merita di respirare, e non metaforicamente”. Dopo essersi chiesta come mai il comune non abbia previsto lavori di adeguamento al cimitero per ovviare al problema della mancanza dei loculi, la consigliera pentastellata pone l’accento sull’esistenza di un vuoto normativo. “La Regione Marche nel 2009 ha emanato una normativa sui cimiteri, ma nel Regolamento non si fa accenno al tema dei crematori. Con l’interrogazione discussa in Consiglio Regionale, chiediamo alla Regione di attivarsi col comune e di sospendere la costruzione del crematorio fino a quando non ci sarà una legge con criteri chiari in merito”.
“La costruzione di un forno crematorio suscita giustamente preoccupazione nei residenti, per i rischi ambientali e di inquinamento – così la Lupini - Dopo aver ospitato per anni una discarica, quello di Tolentino è un territorio che si merita di respirare, e non metaforicamente”. Dopo essersi chiesta come mai il comune non abbia previsto lavori di adeguamento al cimitero per ovviare al problema della mancanza dei loculi, la consigliera pentastellata pone l’accento sull’esistenza di un vuoto normativo. “La Regione Marche nel 2009 ha emanato una normativa sui cimiteri, ma nel Regolamento non si fa accenno al tema dei crematori. Con l’interrogazione discussa in Consiglio Regionale, chiediamo alla Regione di attivarsi col comune e di sospendere la costruzione del crematorio fino a quando non ci sarà una legge con criteri chiari in merito”.
Una battaglia, dunque, che continua e sulla quale interviene anche il sindaco Pezzanesi. “Ci viene chiesto di fermare lavori che non sono neanche iniziati – dichiara il primo cittadino - Sembra proprio che tutto questo agitarsi serva solo per far sentire disperatamente vivo qualcuno che oramai è fuori dalla politica, a lui tanto cara. Ben venga una normativa specifica da parte della Regione Marche che chiarisca anche tutta la parte inerente le autorizzazioni”. Mostra di tenere ben presente la tutela della salute dei cittadini il sindaco, precisando che si è ancora nella fase conoscitiva ed esplorativa del progetto. “Ovviamente – conclude il sindaco - ci raccorderemo anche con la Regione Marche per quelle che saranno le decisioni in tal senso, con il consueto rispetto delle Istituzioni, come abbiamo sempre fatto. Ricordiamo inoltre che a chiunque abbia voluto scatenare tutta questa bagarre sull’argomento che non abbiamo bisogno che qualcuno ci ricordi che dobbiamo recuperare la parte danneggiata dal sisma del cimitero in quanto abbiamo già fatto le dovute richieste all’Ufficio Sisma e ci stiamo raccordando con gli uffici preposti per il recupero delle parti danneggiate dal terremoto, assicurando a tutti la possibilità anche di effettuare tumulazioni tradizionali”.
f.u.
f.u.
E' il CT della Nazionale di Calcio, Roberto Mancini il nuovo testimonial promozionale della Regione Marche e lo sarà fino al 2023, secondo un accordo stipulato tra Mancini, la Regione Marche e la Camera di Commercio delle Marche, per un’azione congiunta di promozione turistica e territoriale.
"Sono felice che Roberto Mancini abbia accettato la sfida di rappresentarci in Italia e nel mondo e di aiutarci a valorizzare le nostre bellezze e farle conoscere il più possibile- ha affermato il Presidente Francesco Acquaroli in merito al marchigiano originario di Jesi e sportivo di fama internazionale-Lo ringrazio per l’entusiasmo e la disponibilità dimostrata già fin da subito".
La scelta della giunta e del Presidente Acquaroli, che ha tenuto per sé la delega al turismo, è stata proprio quella di puntare su un testimonial di notorietà internazionale che possa favorire il rilancio delle Marche in Italia e nel mondo in un momento in cui, le conseguenze del sisma prima ed ora le difficoltà legate alla pandemia, richiedono un’azione di promozione turistica e valorizzazione territoriale forte e riconoscibile.
La Camera di Commercio delle Marche sarà partner della Regione Marche nella realizzazione dell’iniziativa e collaborerà con l’ente regionale nell’attuazione della campagna di comunicazione e marketing che vedrà protagonista Mancini.
Con l’immagine di Roberto Mancini saranno realizzati i nuovi prodotti promozionali che andranno a comporre l’offerta del sistema turistico regionale delle Marche per riposizionarla nel mercato nazionale ed internazionale.
B.O.
"Sono felice che Roberto Mancini abbia accettato la sfida di rappresentarci in Italia e nel mondo e di aiutarci a valorizzare le nostre bellezze e farle conoscere il più possibile- ha affermato il Presidente Francesco Acquaroli in merito al marchigiano originario di Jesi e sportivo di fama internazionale-Lo ringrazio per l’entusiasmo e la disponibilità dimostrata già fin da subito".
La scelta della giunta e del Presidente Acquaroli, che ha tenuto per sé la delega al turismo, è stata proprio quella di puntare su un testimonial di notorietà internazionale che possa favorire il rilancio delle Marche in Italia e nel mondo in un momento in cui, le conseguenze del sisma prima ed ora le difficoltà legate alla pandemia, richiedono un’azione di promozione turistica e valorizzazione territoriale forte e riconoscibile.
La Camera di Commercio delle Marche sarà partner della Regione Marche nella realizzazione dell’iniziativa e collaborerà con l’ente regionale nell’attuazione della campagna di comunicazione e marketing che vedrà protagonista Mancini.
Con l’immagine di Roberto Mancini saranno realizzati i nuovi prodotti promozionali che andranno a comporre l’offerta del sistema turistico regionale delle Marche per riposizionarla nel mercato nazionale ed internazionale.
B.O.
