Radioc1inBlu
"Basta con le scusanti burocratiche. Il sindaco conceda il nulla osta per il trasposto dei bambini sarnanesi" . A dirlo è il consigliere di opposizione Giacomo Piergentili, tornando sulla questione dopo il comunicato a firma del primo cittadino Luca Piergentili.
"In merito alla mancata autorizzazione che consentisse l’accesso ai mezzi del comune ginesino nel
territorio sarnanese- scrive il consigliere di minoranza- il Sindaco Luca Piergentili accusa il sottoscritto di non essere informato della situazione e di fomentare una polemica da bar.
Debbo ribadire che, come gruppo di opposizione, siamo stati interessati della questione da alcuni genitori degli alunni che frequentano le scuole elementari di Passo San Ginesio, per cui abbiamo ritenuto equo chiedere al comune motivati chiarimenti in merito alla contorta vicenda, della quale sembra sia stato protagonista qualche giorno fa, come riportano i bene informati, il Sindaco in persona, con un autentico inseguimento all’autista del pulmino di San Ginesio, al quale avrebbe intimato di essere sprovvisto della necessaria autorizzazione per circolare nel territorio Sarnanese.
Proprio perché non ero informato della questione- prosegue Giacomo Piergentili- ho chiesto di conoscere le cause di una così incresciosa situazione che sta creando non poche difficoltà ai bambini ed ai loro genitori, ma a parte il comunicato pubblicato sui social non ho avuto, a distanza di una settimana, ancora alcuna risposta e nessun documento al riguardo!
Poi accusa il sottoscritto di cercare visibilità!
Mi rimprovera delle 46 istanze (ma che attinenza hanno con il problema sorto?), con richieste di documenti, prodotte in 12 mesi – nemmeno 1 a settimana -, dimenticandosi che il gruppo di opposizione che rappresento è stato votato dal 49% dei Sarnanesi e tralasciando di specificare che molte richieste sono tuttora inevase e che altre sono incomplete! Chissà perché? Saranno richieste scomode?- continua il capogruppo di opposizione- . Inoltre, se il Sindaco facesse pubblicare gli atti subito dopo averli generati sicuramente non si provvederebbe a chiedere informazioni e documenti.
Ad un certo punto del comunicato social il sindaco di Sarnano afferma: “…. la nostra amministrazione comunale non agisce per puntigli personali, ma in base a scelte ponderate e motivate….”.
Quali sarebbero queste scelte che stanno creando moltissimi problemi ai genitori?
A noi, come ai genitori dei bambini che frequentano le scuole di San Ginesio, - a tal proposito si chieda il sindaco perché questo “esodo” quando disponiamo di 4 scuole nuovissime come evidenzia spesso e volentieri lui stesso -, interessa sapere le reali motivazioni per cui è stata decisa la variazione del luogo di fermata dello scuolabus ginesino, che, seppur senza
autorizzazioni ma tra comuni limitrofi nella collaborazione istituzionale spesso non si chiedono neppure, si protraeva da ben un anno. Soprattutto invitiamo il sindaco ad adoperarsi affinché venga trovata una valida soluzione alla problematica, che non penalizzi bambini e genitori.
Chiedo inoltre- precisa Piergentili- se non è stata mai rilasciata alcuna autorizzazione al transito dell’autobus
ginesino, perché il sindaco non è intervenuto subito per interrompere tale anomalia?
Chi sarebbero coloro quando afferma: “…. si è affidato a chi pretende cose impossibili perché
al di fuori della normativa vigente "? Concedere un nulla osta per far prelevare i bambini sarnanesi nel centro urnano sarebbe fuori dalla normativa vigente? Ogni commento lo lascio ai cittadini!
Inoltre, come mai se esiste un’autorizzazione regionale al trasporto scolastico degli autobus sarnanesi dal 1994 nel comune di San Ginesio, nel 2018 il sindaco Piergentili afferma che sarebbe stato richiesto e rilasciato dal comune ginesino altro apposito nulla osta? Quello regionale non era sufficiente?
Quali problematiche crea il transito di uno scuolabus di un altro comune nel centro urbano sarnanese, che tra l’atro da un servizio ai cittadini sarnanesi? Non è avvenuto per il trasposto dei ragazzi di altri comuni che in passato hanno frequentato i corsi di nuoto?
Cos’è questa, l’arte di arrampicarsi sugli specchi in assenza di valide argomentazioni e sapendo di essere nel torto?
Consiglio al sindaco di non perdere tempo in comunicati stampa inutili ed in sottigliezze burocratiche che lascio a lui stesso, ma di adoperarsi per risolvere celermente la situazione a vantaggio dei cittadini sarnanesi, come avevo richiesto nella lettera inviata.
Come si può constatare nella realtà, quindi, parole tante ma fatti concreti pochi- conclude Giacomo Piergentili-
Il più bel comunicato sarebbe stato quello che annunciava il superamento della grana. Io stesso gli
avrei detto bravo!!!! Invece, ad oggi che dovrei dirgli?
C.C.
"In merito alla mancata autorizzazione che consentisse l’accesso ai mezzi del comune ginesino nel
territorio sarnanese- scrive il consigliere di minoranza- il Sindaco Luca Piergentili accusa il sottoscritto di non essere informato della situazione e di fomentare una polemica da bar.
Debbo ribadire che, come gruppo di opposizione, siamo stati interessati della questione da alcuni genitori degli alunni che frequentano le scuole elementari di Passo San Ginesio, per cui abbiamo ritenuto equo chiedere al comune motivati chiarimenti in merito alla contorta vicenda, della quale sembra sia stato protagonista qualche giorno fa, come riportano i bene informati, il Sindaco in persona, con un autentico inseguimento all’autista del pulmino di San Ginesio, al quale avrebbe intimato di essere sprovvisto della necessaria autorizzazione per circolare nel territorio Sarnanese.
Proprio perché non ero informato della questione- prosegue Giacomo Piergentili- ho chiesto di conoscere le cause di una così incresciosa situazione che sta creando non poche difficoltà ai bambini ed ai loro genitori, ma a parte il comunicato pubblicato sui social non ho avuto, a distanza di una settimana, ancora alcuna risposta e nessun documento al riguardo!
Poi accusa il sottoscritto di cercare visibilità!
Mi rimprovera delle 46 istanze (ma che attinenza hanno con il problema sorto?), con richieste di documenti, prodotte in 12 mesi – nemmeno 1 a settimana -, dimenticandosi che il gruppo di opposizione che rappresento è stato votato dal 49% dei Sarnanesi e tralasciando di specificare che molte richieste sono tuttora inevase e che altre sono incomplete! Chissà perché? Saranno richieste scomode?- continua il capogruppo di opposizione- . Inoltre, se il Sindaco facesse pubblicare gli atti subito dopo averli generati sicuramente non si provvederebbe a chiedere informazioni e documenti.
Ad un certo punto del comunicato social il sindaco di Sarnano afferma: “…. la nostra amministrazione comunale non agisce per puntigli personali, ma in base a scelte ponderate e motivate….”.
Quali sarebbero queste scelte che stanno creando moltissimi problemi ai genitori?
A noi, come ai genitori dei bambini che frequentano le scuole di San Ginesio, - a tal proposito si chieda il sindaco perché questo “esodo” quando disponiamo di 4 scuole nuovissime come evidenzia spesso e volentieri lui stesso -, interessa sapere le reali motivazioni per cui è stata decisa la variazione del luogo di fermata dello scuolabus ginesino, che, seppur senza
autorizzazioni ma tra comuni limitrofi nella collaborazione istituzionale spesso non si chiedono neppure, si protraeva da ben un anno. Soprattutto invitiamo il sindaco ad adoperarsi affinché venga trovata una valida soluzione alla problematica, che non penalizzi bambini e genitori.
Chiedo inoltre- precisa Piergentili- se non è stata mai rilasciata alcuna autorizzazione al transito dell’autobus
ginesino, perché il sindaco non è intervenuto subito per interrompere tale anomalia?
Chi sarebbero coloro quando afferma: “…. si è affidato a chi pretende cose impossibili perché
al di fuori della normativa vigente "? Concedere un nulla osta per far prelevare i bambini sarnanesi nel centro urnano sarebbe fuori dalla normativa vigente? Ogni commento lo lascio ai cittadini!
Inoltre, come mai se esiste un’autorizzazione regionale al trasporto scolastico degli autobus sarnanesi dal 1994 nel comune di San Ginesio, nel 2018 il sindaco Piergentili afferma che sarebbe stato richiesto e rilasciato dal comune ginesino altro apposito nulla osta? Quello regionale non era sufficiente?
Quali problematiche crea il transito di uno scuolabus di un altro comune nel centro urbano sarnanese, che tra l’atro da un servizio ai cittadini sarnanesi? Non è avvenuto per il trasposto dei ragazzi di altri comuni che in passato hanno frequentato i corsi di nuoto?
Cos’è questa, l’arte di arrampicarsi sugli specchi in assenza di valide argomentazioni e sapendo di essere nel torto?
Consiglio al sindaco di non perdere tempo in comunicati stampa inutili ed in sottigliezze burocratiche che lascio a lui stesso, ma di adoperarsi per risolvere celermente la situazione a vantaggio dei cittadini sarnanesi, come avevo richiesto nella lettera inviata.
Come si può constatare nella realtà, quindi, parole tante ma fatti concreti pochi- conclude Giacomo Piergentili-
Il più bel comunicato sarebbe stato quello che annunciava il superamento della grana. Io stesso gli
avrei detto bravo!!!! Invece, ad oggi che dovrei dirgli?
C.C.
Arriva la prima contrarietà alle scelte del nuovo governo da parte del partito di Giorgia Meloni.
L'intervento di Emanuele Prisco, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, riguarda il provvedimento del ministro Roberto Speranza che determina la chiusura degli impianti sciistici fino al 5 marzo, nonostante fosse stata prevista l'apertura per questa mattina.
"La chiusura degli impianti sciistici a 12 ore dalla riapertura conferma - scrive Prisco - , ancora una volta, la totale inadeguatezza e incompetenza delle scelte del Governo, che non comprende quanto deleteria sia per gli operatori turistici questa continua incertezza nelle decisioni. Il rinvio della riapertura delle attività sciistiche amatoriali al 6 marzo è una mazzata non solo per chi si occupa degli impianti, ma anche per tutto un comparto che non ha avuto alcun modo di iniziare la sua stagione. Una situazione che, nelle Marche, si rende ancora più grave, visto che le montagne di questa Regione sembrano essere ignorate ormai da quasi 5 anni.
Prima il sisma - spiega - , poi la mancata ricostruzione, poi il Covid e ora l’ennesima decisione ostile a delle aree che rischiano di deprimersi economicamente e socialmente ancora di più. Fratelli d’Italia chiede al Governo Draghi di scrivere protocolli, magari ancor più stringenti, ma che consentano una riapertura in sicurezza affinché le attività economiche, che sono la base sulla quale si tiene l’intera nazione, possano riavere la dignità che meritano. Intanto si prevedano indennizzi per gli investimenti fatti in vista della riapertura”.
GS
L'intervento di Emanuele Prisco, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, riguarda il provvedimento del ministro Roberto Speranza che determina la chiusura degli impianti sciistici fino al 5 marzo, nonostante fosse stata prevista l'apertura per questa mattina.
"La chiusura degli impianti sciistici a 12 ore dalla riapertura conferma - scrive Prisco - , ancora una volta, la totale inadeguatezza e incompetenza delle scelte del Governo, che non comprende quanto deleteria sia per gli operatori turistici questa continua incertezza nelle decisioni. Il rinvio della riapertura delle attività sciistiche amatoriali al 6 marzo è una mazzata non solo per chi si occupa degli impianti, ma anche per tutto un comparto che non ha avuto alcun modo di iniziare la sua stagione. Una situazione che, nelle Marche, si rende ancora più grave, visto che le montagne di questa Regione sembrano essere ignorate ormai da quasi 5 anni.
Prima il sisma - spiega - , poi la mancata ricostruzione, poi il Covid e ora l’ennesima decisione ostile a delle aree che rischiano di deprimersi economicamente e socialmente ancora di più. Fratelli d’Italia chiede al Governo Draghi di scrivere protocolli, magari ancor più stringenti, ma che consentano una riapertura in sicurezza affinché le attività economiche, che sono la base sulla quale si tiene l’intera nazione, possano riavere la dignità che meritano. Intanto si prevedano indennizzi per gli investimenti fatti in vista della riapertura”.
GS
Dai dati Inail al 31 dicembre 2020 sugli infortuni Covid 19 si evince purtroppo chiaramente come la crisi pandemica abbia colpito pesantemente i professionisti della sanità marchigiana, con particolare riferimento ad infermieri ed operatori socio -sanitari.
Dall' analisi dei dati mensili nella regione Marche si evidenzia come marzo 2020 sia stato il mese più critico per gli infortuni ( oltre un terzo del totale dell'anno ) ma subito dopo vi sono i mesi di novembre e dicembre a dimostrazione di come anche la seconda fase pandemica abbia coinvolto pesantemente i professionisti della salute marchigiani. Se infatti , eccetto il mese di marzo, la media regionale degli infortuni Covid era in linea con quella nazionale, il mese di dicembre registra un picco di infortuni ( più 23, 7% ) rispetto a novembre che molto probabilmente si ripeterà anche nei mesi di gennaio e febbraio 2021 precedenti all'avvio della vaccinazione agli operatori sanitari
Complessivamente nel 2020 sono state 2821 le denunce complessive di infortuni da Covid 19 e tra queste ben 1992 pari al 70,6% del totale sono donne rispetto agli 829 uomini pari al 29,4% del totale.
Il 45,8% degli infortuni Covid totali riguarda il settore sanità ed assistenza sociale, e tra questi i lavoratori più colpiti sono infermieri , per una percentuale elevatissima dell'88%, ed operatori socio sanitari operanti soprattutto nella sanità pubblica ma anche nella sanita privata oltre che nelle strutture socio assistenziali.
Da rilevare come siano in aumento percentuale anche gli infortuni Covid riguardanti gli agenti di polizia municipale operanti quotidianamente nel territorio.
Continua pertanto il forte impegno del sindacato per la massima tutela dei professionisti della sanità marchigiana e dei pazienti con il coinvolgimento costante dei rappresentanti dei lavoratori della sicurezza all'interno di ogni luogo di lavoro.
c.c.
Dall' analisi dei dati mensili nella regione Marche si evidenzia come marzo 2020 sia stato il mese più critico per gli infortuni ( oltre un terzo del totale dell'anno ) ma subito dopo vi sono i mesi di novembre e dicembre a dimostrazione di come anche la seconda fase pandemica abbia coinvolto pesantemente i professionisti della salute marchigiani. Se infatti , eccetto il mese di marzo, la media regionale degli infortuni Covid era in linea con quella nazionale, il mese di dicembre registra un picco di infortuni ( più 23, 7% ) rispetto a novembre che molto probabilmente si ripeterà anche nei mesi di gennaio e febbraio 2021 precedenti all'avvio della vaccinazione agli operatori sanitari
Complessivamente nel 2020 sono state 2821 le denunce complessive di infortuni da Covid 19 e tra queste ben 1992 pari al 70,6% del totale sono donne rispetto agli 829 uomini pari al 29,4% del totale.
Il 45,8% degli infortuni Covid totali riguarda il settore sanità ed assistenza sociale, e tra questi i lavoratori più colpiti sono infermieri , per una percentuale elevatissima dell'88%, ed operatori socio sanitari operanti soprattutto nella sanità pubblica ma anche nella sanita privata oltre che nelle strutture socio assistenziali.
Da rilevare come siano in aumento percentuale anche gli infortuni Covid riguardanti gli agenti di polizia municipale operanti quotidianamente nel territorio.
Continua pertanto il forte impegno del sindacato per la massima tutela dei professionisti della sanità marchigiana e dei pazienti con il coinvolgimento costante dei rappresentanti dei lavoratori della sicurezza all'interno di ogni luogo di lavoro.
c.c.
Forte delusione viene espressa all'interno delle componenti del Partito Democratico per una delegazione di soli uomini al governo. La sollevazione viene anche da Romano Carancini, consigliere regionale del gruppo PD nell'assemblea legislativa delle Marche.
“Intendo manifestare tutta la mia contrarietà e la protesta per le scelte che il Partito Democratico ha orientato nell'indicazione dei Ministri del nuovo governo di Mario Draghi- recita la nota di Carancini-. Ancora una volta spicchiamo per incoerenza.
Nessuna donna in delegazione e, guarda caso, tutti e tre i capicorrente del partito.
Mi chiedo come possiamo credibilmente contestare sui nostri territori scelte di arretratezza politica se poi il PD nazionale sconfessa con i fatti le nostre battaglie culturali (attenzione non da riserva indiana) e ci delegittima nelle nostre comunità. È evidente che di questo passo- continua Carnacini- le persone non potranno mai vederci come una scelta diversa, di vera democrazia.
Noi siamo il PD e le parole che seguono sono quelle di Walter Veltroni all'atto fondativo del 2007:
"Il Partito democratico, il partito che dovrà dare l'ultima spallata a quel muro che per troppo tempo ha resistito e che ha ostacolato la piena irruzione della soggettività femminile nella decisione politica e nella vita del Paese. La rivoluzione delle donne ha affermato in tutte le culture politiche il principio del riconoscimento della differenza di genere come elemento costitutivo di una democrazia moderna. È questa esperienza che dovrà essere decisiva, fin dal momento della fondazione del nostro partito".
Ecco- prosegue il consigliere regionale- abbiamo tradito, ancora una volta, quello per cui siamo nati.
Un altro passaggio dei nostri capi nazionali che rende ancor più ripida la salita di chi, sui territori, si confronta con le persone e cerca di riavvicinarle, anche deluse da destre violente, populiste, sovraniste e autarchiche.
Dichiara il segretario Nicola Zingaretti che ci rifaremo con i sottosegretari.
Il contentino che è ancor peggio del buco e che dovrebbe spingere le donne del PD a rinunciare a qualsiasi incarico del c.d. sottobosco dei sottosegretari, lasciando al gruppo dirigente tutta la responsabilità di un passaggio che offende le donne e gli uomini che credono ancora nei valori fondativi del Partito Democratico.
Un secondo aspetto che non può essere taciuto è la dittatura dei capicorrente.
Ho letto con sincera speranza le parole di Stefano Bonaccini nell'intervista a Repubblica di questa settimana, sul futuro di un partito capace di dialogare nel pluralismo delle sensibilità e sulle idee, ma senza che prima di esse conti l'incancrenimento delle correnti e tutto ciò che ne consegue.
Uomini, solo uomini per tutte le stagioni, che pontificano strategie, perdono consensi, collegi ma continuano, anche con supponenza, a rivestire sempre ruoli di potere e condizionamento.
Dobbiamo confrontarci e ricostruire un Partito Democratico che trovi nei valori fondativi del 2007 la forza e il coraggio della strada maestra- esorta Romano Carancini- .
Un segno di coraggio lo chiedo Giovanni Gostoli e alla direzione regionale affinché, con una nota netta, rappresentino formalmente e immediatamente al Segretario Nicola Zingaretti tutto il senso della frustrazione di una base di iscritti e simpatizzanti che non può più sopportare la colpevole incapacità nel guidare un partito popolare senza rispettarne i suoi stessi valori fondativi”.
c.c.
“Intendo manifestare tutta la mia contrarietà e la protesta per le scelte che il Partito Democratico ha orientato nell'indicazione dei Ministri del nuovo governo di Mario Draghi- recita la nota di Carancini-. Ancora una volta spicchiamo per incoerenza.
Nessuna donna in delegazione e, guarda caso, tutti e tre i capicorrente del partito.
Mi chiedo come possiamo credibilmente contestare sui nostri territori scelte di arretratezza politica se poi il PD nazionale sconfessa con i fatti le nostre battaglie culturali (attenzione non da riserva indiana) e ci delegittima nelle nostre comunità. È evidente che di questo passo- continua Carnacini- le persone non potranno mai vederci come una scelta diversa, di vera democrazia.
Noi siamo il PD e le parole che seguono sono quelle di Walter Veltroni all'atto fondativo del 2007:
"Il Partito democratico, il partito che dovrà dare l'ultima spallata a quel muro che per troppo tempo ha resistito e che ha ostacolato la piena irruzione della soggettività femminile nella decisione politica e nella vita del Paese. La rivoluzione delle donne ha affermato in tutte le culture politiche il principio del riconoscimento della differenza di genere come elemento costitutivo di una democrazia moderna. È questa esperienza che dovrà essere decisiva, fin dal momento della fondazione del nostro partito".
Ecco- prosegue il consigliere regionale- abbiamo tradito, ancora una volta, quello per cui siamo nati.
Un altro passaggio dei nostri capi nazionali che rende ancor più ripida la salita di chi, sui territori, si confronta con le persone e cerca di riavvicinarle, anche deluse da destre violente, populiste, sovraniste e autarchiche.
Dichiara il segretario Nicola Zingaretti che ci rifaremo con i sottosegretari.
Il contentino che è ancor peggio del buco e che dovrebbe spingere le donne del PD a rinunciare a qualsiasi incarico del c.d. sottobosco dei sottosegretari, lasciando al gruppo dirigente tutta la responsabilità di un passaggio che offende le donne e gli uomini che credono ancora nei valori fondativi del Partito Democratico.
Un secondo aspetto che non può essere taciuto è la dittatura dei capicorrente.
Ho letto con sincera speranza le parole di Stefano Bonaccini nell'intervista a Repubblica di questa settimana, sul futuro di un partito capace di dialogare nel pluralismo delle sensibilità e sulle idee, ma senza che prima di esse conti l'incancrenimento delle correnti e tutto ciò che ne consegue.
Uomini, solo uomini per tutte le stagioni, che pontificano strategie, perdono consensi, collegi ma continuano, anche con supponenza, a rivestire sempre ruoli di potere e condizionamento.
Dobbiamo confrontarci e ricostruire un Partito Democratico che trovi nei valori fondativi del 2007 la forza e il coraggio della strada maestra- esorta Romano Carancini- .
Un segno di coraggio lo chiedo Giovanni Gostoli e alla direzione regionale affinché, con una nota netta, rappresentino formalmente e immediatamente al Segretario Nicola Zingaretti tutto il senso della frustrazione di una base di iscritti e simpatizzanti che non può più sopportare la colpevole incapacità nel guidare un partito popolare senza rispettarne i suoi stessi valori fondativi”.
c.c.
Chi avrebbe avuto la possibilità, questa mattina, sarebbe già stato sulle piste maceratesi per approfittare della neve scesa sabato scorso.
Invece sul più bello, è proprio il caso di dire, il governo ha fermato tutto.
Ha fermato una stagione che non aveva ancora fatto in tempo a decollare e, nonostante le perdite registrate dai gestori degli impianti, c'era comunque la volontà di approfittare degli ultimi weekend prima del bel tempo.
Giorni di speranze, investimenti e lavoro per preparare le piste, ma a 12 ore dall'apertura il ministro Speranza blocca tutto.
Comune la rabbia da parte dei gestori degli impianti di Sassotetto e Bolognola e anche dei sindaci.
"Le nostre attività non hanno un interruttore per accendere e spegnere in poco tempo - commenta Maurizio Tosoroni di Sarnanoneve - . Bisogna programmare, lavorare diversi giorni prima, battere le piste. Una situazione sempre molto difficile da gestire all'ultimo momento. Siamo rammaricati, ma prendiamo atto che debba prevalere la salute e la sicurezza dei clienti e dei collaboratori. A livello economico è stata una annata drammatica. Aspettiamo che ci siano degli interventi che ci permettano di guardare al futuro".
Stabilire la chiusura fino al 5 marzo significa, infatti, decretare la fine di una stagione mai iniziata, perchè sugli Appennini è difficile che le temeprature permettano di sciare dopo quella data.
Ma se chiudere gli impianti significa evitare i contagi e limitare la pericolosità della variante inglese, il sindaco di Sarnano, Luca Piergentili, si chiede quale differenza ci sia dal momento che ieri la sua città ha accolto comunque tante presenze: "Resto molto sorpreso da questa determinazione del governo - dice - . Noi abbiamo messo in campo tutte le forze per essere pronti a partire. La decisione sembra fuori luogo perchè ieri la montagna era comunque invasa da molte persone con chalet e ristoranti funzionanti. Che senso ha non aprire gli impianti - si chiede - . Questo è un danno a tutto l'indotto, non solo a chi cura la montagna, ma a tutta l'economia che lavora con lo sci e che coinvolge tutta la vallata".
Amareggiato il direttore di Bolgnola Ski, Francesco Cangiotti, che su Facebook ha scritto: "Ci abbiamo creduto fino alla fine con le parole e con i fatti.
A 12 ore dal apertura, dopo giorni di lavoro e investimenti economici come la biglietteria elettronica, l’acquisto dei materiali di sicurezza covid, la battitura delle piste, l’innevamento artificiale, è imbarazzante tutto quello che sta accadendo.
Siamo di nuovo costretti ad annullare l’apertura della stazione e ormai decretare la fine della stagione sciistica mai iniziata.
Noi come tutti gli esercenti funiviari e con essi le professionalità del settore ci siamo visti imporre una chiusura totale, senza aver nemmeno un ristoro. Ci siamo accollati tutte le spese per garantire le varie apertura sempre vanificate, cercando di garantire sempre la massima sicurezza.
Ci riteniamo più seri del nostro governo, quindi nei prossimi giorni comunicheremo le modalità di rimborso degli skipass che sono stati acquistati online. Intanto avvieremo una azione legale nei confronti del governo per risarcimento danni".
Dura nei confronti del governo anche la sindaca di Bolognola, Cristina Gentili: "Un danno al paese e al morale. Mi viene da dire che forse è ora che al governo ci vada qualcun altro e che i ministri che ricoprono questo ruolo inizino a lavorare per capire cosa significa e quanti danni hanno creato.
Gli investimenti sono stati tanti e nessuno ha avuto ancora il coraggio di dire che li rimborseranno. Sono quasi cinque anni che, come sindaco, subisco le decisioni di chi è nelle alte sfere e che non conosce il territorio. Le emergenze vanno gestite a livello territoriale".
Sul tema, ha deciso di intervenire anche Roberto Poaloni, capogruppo di minoranza di Belforte del Chienti, con una nota a sostegno dei gestori degli impianti: "La trovo una scelta assurda - scrive - è irrispettoso e incomprensibile. Pensare che il problema dei contagi siano gli sciatori significa non conoscere la realtà delle piste o aver visto un impianto di risalita nella propria vita.
I gestori degli impianti hanno investito e lavorato in questi giorni per la riapertura e ora con un preavviso ridicolo gli viene detto che non possono aprire.
Una vergogna - aggiunge - , è palese che chi decide non conosce la vita normale e non sa cosa significa avere una attività economica. Stavolta sono fortemente contrario per la scelta fatta dal governo e credo che si sia commesso un errore. Stiamo parlando di uno sport individuale che si pratica con guanti, occhiali, casco e sottocasco, nel quale il distanziamento è naturalmente garantito dalla lunghezza degli sci. Esprimo la mia vicinanza ai gestori degli impianti delle Marche e del resto d'Italia".
GS
Invece sul più bello, è proprio il caso di dire, il governo ha fermato tutto.
Ha fermato una stagione che non aveva ancora fatto in tempo a decollare e, nonostante le perdite registrate dai gestori degli impianti, c'era comunque la volontà di approfittare degli ultimi weekend prima del bel tempo.
Giorni di speranze, investimenti e lavoro per preparare le piste, ma a 12 ore dall'apertura il ministro Speranza blocca tutto.
Comune la rabbia da parte dei gestori degli impianti di Sassotetto e Bolognola e anche dei sindaci.
"Le nostre attività non hanno un interruttore per accendere e spegnere in poco tempo - commenta Maurizio Tosoroni di Sarnanoneve - . Bisogna programmare, lavorare diversi giorni prima, battere le piste. Una situazione sempre molto difficile da gestire all'ultimo momento. Siamo rammaricati, ma prendiamo atto che debba prevalere la salute e la sicurezza dei clienti e dei collaboratori. A livello economico è stata una annata drammatica. Aspettiamo che ci siano degli interventi che ci permettano di guardare al futuro".
Stabilire la chiusura fino al 5 marzo significa, infatti, decretare la fine di una stagione mai iniziata, perchè sugli Appennini è difficile che le temeprature permettano di sciare dopo quella data.
Ma se chiudere gli impianti significa evitare i contagi e limitare la pericolosità della variante inglese, il sindaco di Sarnano, Luca Piergentili, si chiede quale differenza ci sia dal momento che ieri la sua città ha accolto comunque tante presenze: "Resto molto sorpreso da questa determinazione del governo - dice - . Noi abbiamo messo in campo tutte le forze per essere pronti a partire. La decisione sembra fuori luogo perchè ieri la montagna era comunque invasa da molte persone con chalet e ristoranti funzionanti. Che senso ha non aprire gli impianti - si chiede - . Questo è un danno a tutto l'indotto, non solo a chi cura la montagna, ma a tutta l'economia che lavora con lo sci e che coinvolge tutta la vallata".
Amareggiato il direttore di Bolgnola Ski, Francesco Cangiotti, che su Facebook ha scritto: "Ci abbiamo creduto fino alla fine con le parole e con i fatti.
A 12 ore dal apertura, dopo giorni di lavoro e investimenti economici come la biglietteria elettronica, l’acquisto dei materiali di sicurezza covid, la battitura delle piste, l’innevamento artificiale, è imbarazzante tutto quello che sta accadendo.
Siamo di nuovo costretti ad annullare l’apertura della stazione e ormai decretare la fine della stagione sciistica mai iniziata.
Noi come tutti gli esercenti funiviari e con essi le professionalità del settore ci siamo visti imporre una chiusura totale, senza aver nemmeno un ristoro. Ci siamo accollati tutte le spese per garantire le varie apertura sempre vanificate, cercando di garantire sempre la massima sicurezza.
Ci riteniamo più seri del nostro governo, quindi nei prossimi giorni comunicheremo le modalità di rimborso degli skipass che sono stati acquistati online. Intanto avvieremo una azione legale nei confronti del governo per risarcimento danni".
Dura nei confronti del governo anche la sindaca di Bolognola, Cristina Gentili: "Un danno al paese e al morale. Mi viene da dire che forse è ora che al governo ci vada qualcun altro e che i ministri che ricoprono questo ruolo inizino a lavorare per capire cosa significa e quanti danni hanno creato.
Gli investimenti sono stati tanti e nessuno ha avuto ancora il coraggio di dire che li rimborseranno. Sono quasi cinque anni che, come sindaco, subisco le decisioni di chi è nelle alte sfere e che non conosce il territorio. Le emergenze vanno gestite a livello territoriale".
Sul tema, ha deciso di intervenire anche Roberto Poaloni, capogruppo di minoranza di Belforte del Chienti, con una nota a sostegno dei gestori degli impianti: "La trovo una scelta assurda - scrive - è irrispettoso e incomprensibile. Pensare che il problema dei contagi siano gli sciatori significa non conoscere la realtà delle piste o aver visto un impianto di risalita nella propria vita.
I gestori degli impianti hanno investito e lavorato in questi giorni per la riapertura e ora con un preavviso ridicolo gli viene detto che non possono aprire.
Una vergogna - aggiunge - , è palese che chi decide non conosce la vita normale e non sa cosa significa avere una attività economica. Stavolta sono fortemente contrario per la scelta fatta dal governo e credo che si sia commesso un errore. Stiamo parlando di uno sport individuale che si pratica con guanti, occhiali, casco e sottocasco, nel quale il distanziamento è naturalmente garantito dalla lunghezza degli sci. Esprimo la mia vicinanza ai gestori degli impianti delle Marche e del resto d'Italia".
GS
Giovedì 11 febbraio si è riunito in streaming il Consiglio comunale di Matelica, che ha visto anche l’intervento del rettore dell'università di Camerino Claudio Pettinari e dei vari prorettori nelle visite istituzionali nelle città sede di Unicam.
Nel corso dell'assise l’assessore ai lavori pubblici Rosanna Procaccini ha comunicato che, in seguito al lavoro svolto dal personale dell’ufficio tecnico (architetto Medori ed ingegner Abbate), è risultato che in nessuna delle sei macroaree indicate dal Piano d’Ambito provinciale del 20 settembre 2020 come potenzialmente idonee per l’allocazione di una discarica vi siano i 30 ettari necessari allo scopo.
Altro momento particolarmente significativo della riunione del consiglio ha riguardato l’approvazione del DUP (Documento Unico di Programmazione) 2021-23: “La strategia politica ed amministrativa è totalmente sbagliata – afferma il capogruppo di Per Matelica Alessandro Delpriori - in un passaggio si legge che il Comune chiede alla Regione di poter potenziare l’ospedale di Matelica, oppure si percorrerà l’idea della privatizzazione totale dell’ospedale; io credo che il modello di sanità privata che abbiamo visto in quest’emergenza sanitaria abbia fatto capire che privatizzare la sanità è sbagliato; inoltre, in questo DUP la scheda riguardante lo studio universitario è totalmente assente. Non voglio credere che non consideriate importanti gli investimenti per l’università, spero che accogliate la nostra richiesta di rinviare il punto per sistemare ciò che dev’essere sistemato.”
A Delpriori ha replicato il sindaco Baldini: “L’abbiamo detto più di una volta, la nostra volontà per quanto riguarda la sanitàè quella di accettare il pubblico a Matelica senza problemi qualora venga attuato tutto quello che è previsto dalle normative regionali, cosa che al momento sembra essere prevista dall’Area Vasta”. Conseguentemente il rinvio del punto non è stato votato a favore e si è quindi passati all’approvazione del DUP, con Per Matelica astenuta dopo aver votato favorevolmente a due emendamenti presentati dagli assessori Ciccardini e Procaccini
a.b.
Altro momento particolarmente significativo della riunione del consiglio ha riguardato l’approvazione del DUP (Documento Unico di Programmazione) 2021-23: “La strategia politica ed amministrativa è totalmente sbagliata – afferma il capogruppo di Per Matelica Alessandro Delpriori - in un passaggio si legge che il Comune chiede alla Regione di poter potenziare l’ospedale di Matelica, oppure si percorrerà l’idea della privatizzazione totale dell’ospedale; io credo che il modello di sanità privata che abbiamo visto in quest’emergenza sanitaria abbia fatto capire che privatizzare la sanità è sbagliato; inoltre, in questo DUP la scheda riguardante lo studio universitario è totalmente assente. Non voglio credere che non consideriate importanti gli investimenti per l’università, spero che accogliate la nostra richiesta di rinviare il punto per sistemare ciò che dev’essere sistemato.”
A Delpriori ha replicato il sindaco Baldini: “L’abbiamo detto più di una volta, la nostra volontà per quanto riguarda la sanitàè quella di accettare il pubblico a Matelica senza problemi qualora venga attuato tutto quello che è previsto dalle normative regionali, cosa che al momento sembra essere prevista dall’Area Vasta”. Conseguentemente il rinvio del punto non è stato votato a favore e si è quindi passati all’approvazione del DUP, con Per Matelica astenuta dopo aver votato favorevolmente a due emendamenti presentati dagli assessori Ciccardini e Procaccini
a.b.
La neve caduta nelle ultime ore ha provocato disagi e danni nell'intero territorio provinciale, con numerose chiamate giunte al centralino dei vigili del fuoco per alberi caduti, autovetture finite fuori strada e persone in pericolo.
In particolare i Vigili del Fuoco sono intervenuti a Macerata in Via Dante Alighieri per un grosso ramo che è finito sopra ad una autovettura parcheggiata, ed a Tolentino, in Contrada San Martino, dove una quercia ha sfondato il tetto di un'abitazione. Fortunatamente non si sono registrati feriti.

A San Severino Marche un albero è caduto sulla strada in via Bramante nei pressi della pista di pattinaggio. Sul posto la polizia municipale che ha chiuso temporaneamente la strada per permettere la rimozione dell'albero, con disagi limitati per gli automobilisti.
Rami spezzati, sempre a causa della nevicata, inoltre sulla strada di collegamento con la frazione di Marciano. Diversi gli interventi che hanno tenuti impegnati gli agenti della Polizia locale e gli operai dell’ufficio Manutenzioni del comune vista la vastità del territorio settempedano, ma tutti fortunatamente risolti nel giro di poco tempo.
In particolare i Vigili del Fuoco sono intervenuti a Macerata in Via Dante Alighieri per un grosso ramo che è finito sopra ad una autovettura parcheggiata, ed a Tolentino, in Contrada San Martino, dove una quercia ha sfondato il tetto di un'abitazione. Fortunatamente non si sono registrati feriti.

A San Severino Marche un albero è caduto sulla strada in via Bramante nei pressi della pista di pattinaggio. Sul posto la polizia municipale che ha chiuso temporaneamente la strada per permettere la rimozione dell'albero, con disagi limitati per gli automobilisti.
Rami spezzati, sempre a causa della nevicata, inoltre sulla strada di collegamento con la frazione di Marciano. Diversi gli interventi che hanno tenuti impegnati gli agenti della Polizia locale e gli operai dell’ufficio Manutenzioni del comune vista la vastità del territorio settempedano, ma tutti fortunatamente risolti nel giro di poco tempo.
Fino a lunedì prossimo sarà possibile partecipare alla Giornata di raccolta del farmaco #GRF21. L’iniziativa, organizzata dal Banco farmaceutico, permetterà di raccogliere medicinali da banco da destinare agli anziani ospiti della Casa di riposo “Lazzarelli”.
Il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, si è recata personalmente nella farmacia Natali per dare un contributo alla giusta causa donando medicinali per l’Azienda dei servizi alla persona: “Invito i cittadini ad aderire a questa importante campagna - dice - , oggi più che mai visto il difficile momento che stiamo vivendo a causa della pandemia. Si tratta di una iniziativa lodevolissima che vede impegnati anche diversi volontari che mi sento in dovere di ringraziare come sindaco e come cittadino”.
Dal 2000, ogni anno, il secondo sabato di febbraio, migliaia di volontari di Banco Farmaceutico presidiano le farmacie che aderiscono all’iniziativa, invitando i cittadini a donare uno o più farmaci per gli enti, soprattutto caritativi, del territorio.
Ogni farmacista indirizza il cliente suggerendo le categorie di farmaci di cui c’è maggiore ed effettivo bisogno. Inizialmente la Giornata di raccolta del farmaco, che riguarda i soli farmaci senza obbligo di ricetta medica, si è concentrata sulle categorie più utilizzate: antinfluenzali, antinfiammatori e antipiretici.
In 20 anni la Giornata di Raccolta del Farmaco ha raccolto oltre 5.600.000 farmaci, per un controvalore commerciale di circa 34 milioni di euro. L’ultima edizione, che in occasione dei 20 anni di Banco Farmaceutico è durata una settimana, ha visto il coinvolgimento di 4.944 farmacie e oltre 22.000 volontari; dei 541.075 farmaci raccolti hanno beneficiato oltre 473.000 persone assistite dai 1.859 Enti convenzionati con Banco Farmaceutico.
Il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, si è recata personalmente nella farmacia Natali per dare un contributo alla giusta causa donando medicinali per l’Azienda dei servizi alla persona: “Invito i cittadini ad aderire a questa importante campagna - dice - , oggi più che mai visto il difficile momento che stiamo vivendo a causa della pandemia. Si tratta di una iniziativa lodevolissima che vede impegnati anche diversi volontari che mi sento in dovere di ringraziare come sindaco e come cittadino”.
Dal 2000, ogni anno, il secondo sabato di febbraio, migliaia di volontari di Banco Farmaceutico presidiano le farmacie che aderiscono all’iniziativa, invitando i cittadini a donare uno o più farmaci per gli enti, soprattutto caritativi, del territorio.
Ogni farmacista indirizza il cliente suggerendo le categorie di farmaci di cui c’è maggiore ed effettivo bisogno. Inizialmente la Giornata di raccolta del farmaco, che riguarda i soli farmaci senza obbligo di ricetta medica, si è concentrata sulle categorie più utilizzate: antinfluenzali, antinfiammatori e antipiretici.
In 20 anni la Giornata di Raccolta del Farmaco ha raccolto oltre 5.600.000 farmaci, per un controvalore commerciale di circa 34 milioni di euro. L’ultima edizione, che in occasione dei 20 anni di Banco Farmaceutico è durata una settimana, ha visto il coinvolgimento di 4.944 farmacie e oltre 22.000 volontari; dei 541.075 farmaci raccolti hanno beneficiato oltre 473.000 persone assistite dai 1.859 Enti convenzionati con Banco Farmaceutico.
A Matelica, la prima delle visite istituzionali della Governance di Unicam ai Consigli comunali delle sedi che ospitano l'Ateneo. Il rettore Claudio Pettinari, il prorettore Vicario Graziano Leoni ed i prorettori Barbara Re, Luciano Barboni e Andrea Spaterna, sono infatti intervenuti in modalità telematica al Consiglio Comunale di Matelica, città in cui ha sede il polo di Medicina Veterinaria, accolti dal sindaco Massimo Baldini, dal presidente del Consiglio Comunale e da tutti i consiglieri
La presenza del Rettore in Consiglio comunale a Matelica, la riprova del forte legame e della sinergia tra l’Università di Camerino e le Amministrazioni dei Comuni che ospitano sedi di Scuole e corsi di laurea dell’Ateneo, che sono, oltre a Camerino le città di Matelica, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. E$ i9ntenzione della governance , incontrare dunque tutte le città con le quali collabora fattivamente per lo sviluppo dei territori e per una sempre migliore crescita dei corsi di studio che si trovano nelle sedi collegate.
“Sono molto felice di aver avviato questa iniziativa da Matelica, una sede molto importante per il nostro Ateneo, in continua e costante crescita- ha detto il rettore UNICAM Claudio Pettinari nel ringraziare il Consiglio e la cittadinanza matelicese per l’opportunità - Il successo di tutti i corsi di laurea della Medicina Veterinaria passa attraverso l’eccellenza della didattica e della ricerca, ed è per questo che stiamo valutando che tipologia di investimenti poter fare. E’ necessario avere spazi e laboratori adeguati, anche in vista del rinnovo della certificazione europea EAEVE, che qualifica ancora di può la Scuola a livello nazionale”.
Nel ricevere tra i banchi “telematici” ospiti così graditi, grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco Baldini e da tutti componenti il Consiglio comunale
“ E’ per me e per tutto il Consiglio Comunale di Matelica un onore avere fra i nostri scranni consiliari la presenza del Magnifico Rettore dell’Università di Camerino Claudio Pettinari- ha detto il sindaco Massimo Baldini- Con grande piacere e soddisfazione ho partecipato all’apertura del 685° anno accademico di UNICAM, la sua lunga storia continua con forza nonostante le molte emergenze che tentano di incrinare la vita di questo glorioso Ateneo e di tutto il nostro territorio dell’entroterra marchigiano. “Coraggiosa Università” come l’ha definita il Magnifico Rettore a conclusione del suo intervento di inaugurazione dell’anno accademico.
La Città di Matelica è vicina e sostiene questa realtà presente e attiva nel territorio, noi abbiamo una realtà che può aiutare concretamente a far crescere i nostri giovani, abbiamo una ricchezza che da tanti anni diffonde il sapere e le conoscenze necessarie per affrontare meglio e in ogni campo il futuro. Matelica ringrazia per essere stata scelta come sede della Facoltà UNICAM della Medicina Veterinaria oggi denominata “ Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria”.
In evidenza anche gli investimenti fatti dall’ateneo di Camerino per potenziare e migliorare le strutture e gli impianti della Facoltà di Veterinaria e la ferma volontà dell’amministrazione comunale di continuare a dare il suo apporto e il suo sostegno all’Università, “una ricchezza presente nel territorio che oltre a diffondere scienza, conoscenza e saggezza, aiuta anche l’economia locale con il lavoro che produce e con la presenza dei docenti e degli studenti.
c.c.
La presenza del Rettore in Consiglio comunale a Matelica, la riprova del forte legame e della sinergia tra l’Università di Camerino e le Amministrazioni dei Comuni che ospitano sedi di Scuole e corsi di laurea dell’Ateneo, che sono, oltre a Camerino le città di Matelica, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. E$ i9ntenzione della governance , incontrare dunque tutte le città con le quali collabora fattivamente per lo sviluppo dei territori e per una sempre migliore crescita dei corsi di studio che si trovano nelle sedi collegate.
“Sono molto felice di aver avviato questa iniziativa da Matelica, una sede molto importante per il nostro Ateneo, in continua e costante crescita- ha detto il rettore UNICAM Claudio Pettinari nel ringraziare il Consiglio e la cittadinanza matelicese per l’opportunità - Il successo di tutti i corsi di laurea della Medicina Veterinaria passa attraverso l’eccellenza della didattica e della ricerca, ed è per questo che stiamo valutando che tipologia di investimenti poter fare. E’ necessario avere spazi e laboratori adeguati, anche in vista del rinnovo della certificazione europea EAEVE, che qualifica ancora di può la Scuola a livello nazionale”.
Nel ricevere tra i banchi “telematici” ospiti così graditi, grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco Baldini e da tutti componenti il Consiglio comunale
“ E’ per me e per tutto il Consiglio Comunale di Matelica un onore avere fra i nostri scranni consiliari la presenza del Magnifico Rettore dell’Università di Camerino Claudio Pettinari- ha detto il sindaco Massimo Baldini- Con grande piacere e soddisfazione ho partecipato all’apertura del 685° anno accademico di UNICAM, la sua lunga storia continua con forza nonostante le molte emergenze che tentano di incrinare la vita di questo glorioso Ateneo e di tutto il nostro territorio dell’entroterra marchigiano. “Coraggiosa Università” come l’ha definita il Magnifico Rettore a conclusione del suo intervento di inaugurazione dell’anno accademico.
La Città di Matelica è vicina e sostiene questa realtà presente e attiva nel territorio, noi abbiamo una realtà che può aiutare concretamente a far crescere i nostri giovani, abbiamo una ricchezza che da tanti anni diffonde il sapere e le conoscenze necessarie per affrontare meglio e in ogni campo il futuro. Matelica ringrazia per essere stata scelta come sede della Facoltà UNICAM della Medicina Veterinaria oggi denominata “ Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria”.
In evidenza anche gli investimenti fatti dall’ateneo di Camerino per potenziare e migliorare le strutture e gli impianti della Facoltà di Veterinaria e la ferma volontà dell’amministrazione comunale di continuare a dare il suo apporto e il suo sostegno all’Università, “una ricchezza presente nel territorio che oltre a diffondere scienza, conoscenza e saggezza, aiuta anche l’economia locale con il lavoro che produce e con la presenza dei docenti e degli studenti.
c.c.
Risveglio imbiancato sia nelle zone collinari sia in quelle di media pianura del maceratese. Già da ieri diversi comuni avevano scelto per la sospensione delle lezioni scolastiche valevole per la giornata di questo sabato, a scopo precauzionale e in considerazione dell'allerta meteo diramata dalla Protezione civile regionale. Al momento non si registrano problemi nè criticità particolari lungo le viabilità e nelle strade principali d'accesso alle città. Situazione regolare anche sulle strade di Camerino e di Visso dove la coltre bianca raggiunge poco più di 15 centimetri e la macchina comunale si è messa al lavoro già dalle 4 del mattino attivando il piano neve. La polstrada di Camerino segnala manto stradale innevato al valico di Colfiorito dove si transita solo con pneumatici da neve montati, mentre per il resto della viabilità, al momento non si registrano situazioni critiche.
Solo qualche piccolo disagio di primo mattino a Macerata che ha fatto da subito scattare il piano neve messo a punto dal Comune.
Dalle 5 di questa mattina in azione i mezzi spargisale che hanno proceduto alla pulizia delle strade, soprattutto delle arterie principali, mentre i mezzi più piccoli stanno proseguendo a ripulire quelle secondarie. Chiusa in via precauzionale via dei Velini. La neve nel capoluogo non ha creato difficoltà tali da costringere alla chiusura delle scuole. Le lezioni infatti a Macerata si sono svolte regolarmente in tutti gli istituti di ogni ordine e grado.
Regolare in città anche il trasporto pubblico urbano che ha fatto registrare solo qualche lieve ritardo nella partenza delle varie corse.
Situazione sottocontrollo anche a Tolentino. L’Ufficio Tecnico comunale ha provveduto sin dalle prime ore del mattino ad avviare il piano neve. I mezzi spazzaneve sono subito entrati in azione sulle strade esterne delle contrade e successivamente nel centro urbano. Più colpite le zone in collina della città rdove si continua comunque ad effettuare passaggi di mezzi per rendere transitabili le strade principali. Qualche problema è stato causato da qualche ramo ceduto col peso della neve e piombato in mezzo alle carreggiate
Nel centro urbano di Tolentino il traffico scorre regolare e senza difficoltà. Nessuna segnalazione particolare è pervenuta al centralino della Polizia Locale. Sempre a Tolentino, non appena smetterà di nevicare, è previsto il passaggio dei mezzi spargisale per evitare la formazione di ghiaccio.
Per segnalazioni o urgenze si può contattare la squadra di reperibilità del Comune di Tolentino telefono 329.2986273.
c.c.
Solo qualche piccolo disagio di primo mattino a Macerata che ha fatto da subito scattare il piano neve messo a punto dal Comune.
Dalle 5 di questa mattina in azione i mezzi spargisale che hanno proceduto alla pulizia delle strade, soprattutto delle arterie principali, mentre i mezzi più piccoli stanno proseguendo a ripulire quelle secondarie. Chiusa in via precauzionale via dei Velini. La neve nel capoluogo non ha creato difficoltà tali da costringere alla chiusura delle scuole. Le lezioni infatti a Macerata si sono svolte regolarmente in tutti gli istituti di ogni ordine e grado.
Regolare in città anche il trasporto pubblico urbano che ha fatto registrare solo qualche lieve ritardo nella partenza delle varie corse.
Situazione sottocontrollo anche a Tolentino. L’Ufficio Tecnico comunale ha provveduto sin dalle prime ore del mattino ad avviare il piano neve. I mezzi spazzaneve sono subito entrati in azione sulle strade esterne delle contrade e successivamente nel centro urbano. Più colpite le zone in collina della città rdove si continua comunque ad effettuare passaggi di mezzi per rendere transitabili le strade principali. Qualche problema è stato causato da qualche ramo ceduto col peso della neve e piombato in mezzo alle carreggiate
Nel centro urbano di Tolentino il traffico scorre regolare e senza difficoltà. Nessuna segnalazione particolare è pervenuta al centralino della Polizia Locale. Sempre a Tolentino, non appena smetterà di nevicare, è previsto il passaggio dei mezzi spargisale per evitare la formazione di ghiaccio.
Per segnalazioni o urgenze si può contattare la squadra di reperibilità del Comune di Tolentino telefono 329.2986273.
c.c.
