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Il progetto della nuova sede municipale del Comune di Visso non sta incontrando l’apprezzamento della cittadinanza. A questo proposito è nata una petizione, su iniziativa di alcuni abitanti, in cui si chiede all’amministrazione comunale di sospendere l’iter che porterà alla costruzione dell’edificio, destinato a sorgere nel sito che ospitava la scuola elementare “Pietro Capuzi”.
La vecchia sede scolastica, demolita dopo il sisma 2016, sarà ricostruita in modo da ospitare sia il municipio, sia le aule scolastiche, sia altri locali per i servizi alla cittadinanza. Le perplessità riguardano proprio l’eterogenea destinazione d’uso della nuova struttura: i cittadini si dicono “scettici sullo spazio destinato alle aule. Uno spazio incongruente con una visione di lungo periodo sul tema della politica scolastica”. Sara Tomani, capogruppo in consiglio comunale per la minoranza targata “Tutti per Visso”, concorda con la visione illustrata nella petizione, per quanto questa non sia di iniziativa politica, ma cittadina: “Le nostre posizioni sono allineate a quelle della cittadinanza. Siamo perplessi per quanto riguarda la nuova struttura, il suo giardino, l’utilizzo che se ne farà – ha spiegato –. Esteticamente non ci piace, era un edificio storico e il suo nuovo aspetto non crediamo potrà avere lo stesso carattere. Oltre a questo, l’abbattimento delle piante che caratterizzano il giardino è un’altra questione che non ci vede d’accordo e soprattutto siamo contrari alla destinazione d’uso della struttura”.
A destare le maggiori perplessità che riguardano il progetto è infatti la gestione degli spazi dell’edificio. Tomani ha proseguito: “Non siamo d’accordo nemmeno su questo. Lo spazio dedicato alle aule, per quanto l’amministrazione abbia precisato che le metrature saranno le stesse che gli alunni avevano a disposizione prima del sisma, non è sufficiente a soddisfare una visione di lungo termine. In un certo senso, concedere spazi ‘precisi’ alle aule disincentiva strategie che puntino al futuro per le nostre scuole. Crediamo che sarebbe stato più saggio dare voce alla cittadinanza prima che la progettazione avesse luogo. Né la precedente amministrazione, né quella attuale lo ha fatto. Non credo si possa far molto politicamente – conclude la capogruppo –, ma di certo una presa di posizione così netta da parte dei cittadini potrà fare la differenza”.
l.c.
La vecchia sede scolastica, demolita dopo il sisma 2016, sarà ricostruita in modo da ospitare sia il municipio, sia le aule scolastiche, sia altri locali per i servizi alla cittadinanza. Le perplessità riguardano proprio l’eterogenea destinazione d’uso della nuova struttura: i cittadini si dicono “scettici sullo spazio destinato alle aule. Uno spazio incongruente con una visione di lungo periodo sul tema della politica scolastica”. Sara Tomani, capogruppo in consiglio comunale per la minoranza targata “Tutti per Visso”, concorda con la visione illustrata nella petizione, per quanto questa non sia di iniziativa politica, ma cittadina: “Le nostre posizioni sono allineate a quelle della cittadinanza. Siamo perplessi per quanto riguarda la nuova struttura, il suo giardino, l’utilizzo che se ne farà – ha spiegato –. Esteticamente non ci piace, era un edificio storico e il suo nuovo aspetto non crediamo potrà avere lo stesso carattere. Oltre a questo, l’abbattimento delle piante che caratterizzano il giardino è un’altra questione che non ci vede d’accordo e soprattutto siamo contrari alla destinazione d’uso della struttura”.
A destare le maggiori perplessità che riguardano il progetto è infatti la gestione degli spazi dell’edificio. Tomani ha proseguito: “Non siamo d’accordo nemmeno su questo. Lo spazio dedicato alle aule, per quanto l’amministrazione abbia precisato che le metrature saranno le stesse che gli alunni avevano a disposizione prima del sisma, non è sufficiente a soddisfare una visione di lungo termine. In un certo senso, concedere spazi ‘precisi’ alle aule disincentiva strategie che puntino al futuro per le nostre scuole. Crediamo che sarebbe stato più saggio dare voce alla cittadinanza prima che la progettazione avesse luogo. Né la precedente amministrazione, né quella attuale lo ha fatto. Non credo si possa far molto politicamente – conclude la capogruppo –, ma di certo una presa di posizione così netta da parte dei cittadini potrà fare la differenza”.
l.c.
Bullismo, cyberbullismo e violenza domestica. Sono questi i temi al centro di un progetto portato avanti dall'istituto De Magistris con le classi della scuola media di Caldarola e Belforte del Chienti.
Un lungo percorso partito dall'importanza di formare i cittadini di domani sulla gravità dei gesti offensivi a livello fisico e psicologico. Quale modo migliore, infatti, se non quello di coinvolgere le scuole e gli studenti.
Un progetto che ha portato poi alla partecipazione al concorso "PretenDiamo legalità" con la realizzazione di due elaborati, uno con la 2A di Caldarola legato ai cartoni animati ed uno con la 2C di Belforte del Chienti che ha realizzanto un video proclamato vincitore del primo premio.
"Una grande soddisfazione - commenta la dirigente scolastica Fabiola Scagnetti - che ci permette di toccare con mano i risultati di un percorso lungo ed impegnativo che ha visto coinvolti insegnanti, polizia postale, psicologo e soprattutto la partecipazione dei ragazzi che, non solo hanno riflettuto sulle problematiche del bullismo e del cyberbullismo per un uso corretto dei mezzi di comunicazione, ma hanno prodotto loro stessi dei materiali audiovisivi, nonostante le difficoltà della didattica a distanza.
Hanno potuto mettere a frutto le competenze acquisite negli anni con le attrezzature informatiche presenti a scuola ed esprimere il loro punto di vista sul tema".
Un lungo percorso partito dall'importanza di formare i cittadini di domani sulla gravità dei gesti offensivi a livello fisico e psicologico. Quale modo migliore, infatti, se non quello di coinvolgere le scuole e gli studenti.
Un progetto che ha portato poi alla partecipazione al concorso "PretenDiamo legalità" con la realizzazione di due elaborati, uno con la 2A di Caldarola legato ai cartoni animati ed uno con la 2C di Belforte del Chienti che ha realizzanto un video proclamato vincitore del primo premio.
"Una grande soddisfazione - commenta la dirigente scolastica Fabiola Scagnetti - che ci permette di toccare con mano i risultati di un percorso lungo ed impegnativo che ha visto coinvolti insegnanti, polizia postale, psicologo e soprattutto la partecipazione dei ragazzi che, non solo hanno riflettuto sulle problematiche del bullismo e del cyberbullismo per un uso corretto dei mezzi di comunicazione, ma hanno prodotto loro stessi dei materiali audiovisivi, nonostante le difficoltà della didattica a distanza.
Hanno potuto mettere a frutto le competenze acquisite negli anni con le attrezzature informatiche presenti a scuola ed esprimere il loro punto di vista sul tema".
Ad occuparsi della realizzazione dei due elaborati le insegnanti di Arte, Laura De Sanctis e Mariella Feliziani.
"Un riconoscimento che mi rende molto felice - confida la docente Laura De Sanctis - . Tra i due lavori che abbiamo realizzato ha vinto il video prodotto con gli studenti di Belforte del Chienti. Vorrei sottolineare che è stato girato tutto durante la didattica a distanza, quindi è stato necessario molto più impegno, ma alla fine il prodotto è risultato valido ed il premio ottenuto ne è la conferma.
Oltre al bullismo ed al cyberbullismo abbiamo spostato l'attenzione sulla violenza domestica durante il lockdown - spiega - facendo luce sull'importanza di diffondere la conoscenza del gesto che le vittime di violenza possono fare per chiedere aiuto".
Non solo da insegnante, ma anche da regista, il tema della violenza di genere è sempre stato al centro dei lavori di Laura De Sanctis che non è nuova ai premi ottenuti con l'istituto De Magistris: diversi anni fa, sempre con gli studenti della scuola media di Belforte, ha ottenuto molti riconoscimenti con gli spettacoli realizzati durante il laboratorio teatrale.
"In questa scuola ho ottenuto sempre grandi soddisfazioni - ammette - ed in questo caso il valore è più grande perchè ho realizzato il progetto con la collega Mariella Feliziani, mia compagna di scuola dall'asilo fino alle medie".
GS

"Un riconoscimento che mi rende molto felice - confida la docente Laura De Sanctis - . Tra i due lavori che abbiamo realizzato ha vinto il video prodotto con gli studenti di Belforte del Chienti. Vorrei sottolineare che è stato girato tutto durante la didattica a distanza, quindi è stato necessario molto più impegno, ma alla fine il prodotto è risultato valido ed il premio ottenuto ne è la conferma.
Oltre al bullismo ed al cyberbullismo abbiamo spostato l'attenzione sulla violenza domestica durante il lockdown - spiega - facendo luce sull'importanza di diffondere la conoscenza del gesto che le vittime di violenza possono fare per chiedere aiuto".
Non solo da insegnante, ma anche da regista, il tema della violenza di genere è sempre stato al centro dei lavori di Laura De Sanctis che non è nuova ai premi ottenuti con l'istituto De Magistris: diversi anni fa, sempre con gli studenti della scuola media di Belforte, ha ottenuto molti riconoscimenti con gli spettacoli realizzati durante il laboratorio teatrale.
"In questa scuola ho ottenuto sempre grandi soddisfazioni - ammette - ed in questo caso il valore è più grande perchè ho realizzato il progetto con la collega Mariella Feliziani, mia compagna di scuola dall'asilo fino alle medie".
GS

Un bel mazzo di fiori e gli auguri della città sono l'omaggio che la vice sindaco di Camerino Lucia Jajani ha consegnato ieri pomeriggio alla signora Giulia Pascucci per i suoi 100 anni!
La centenaria, residente a Serrapetrona, si è sempre spesa, senza risparmio, per il lavoro e la famiglia. Dal sisma 2016 vive a Camerino insieme alla figlia Terza Mariantoni ed al genero Giancarlo Rossini, circondata anche dall’affetto del nipote Mirko, sua moglie e dei pronipoti.

La centenaria, residente a Serrapetrona, si è sempre spesa, senza risparmio, per il lavoro e la famiglia. Dal sisma 2016 vive a Camerino insieme alla figlia Terza Mariantoni ed al genero Giancarlo Rossini, circondata anche dall’affetto del nipote Mirko, sua moglie e dei pronipoti.

Due investimenti in strada. In mattinata, intorno alle 9.30, due pedoni, un 50enne di Macerata e un 70enne di Serrapetrona sono finiti al pronto soccorso. Gli incidenti, avvenuti nelle rispettive città di provenienza, hanno avuto gli stessi esiti. Entrambi sono stati infatti trasferiti all’ospedale di Macerata per gli accertamenti di rito, dove sono stati registrati in codice giallo. Non sono dunque in pericolo di vita.
Sui luoghi degli incidenti sono intervenuti i sanitari del 118 e le Forze dell’Ordine.
l.c.
Sui luoghi degli incidenti sono intervenuti i sanitari del 118 e le Forze dell’Ordine.
l.c.
Sempre più vicini al centro abitato.
Cresce la paura per i cinghiali che nelle ultime settimane sono stati avvistati in diverse zone di Caldarola e per i quali il Comune annuncia di aver preso provvedimenti.
L'ultima testimonianza di un cittadino risale a ieri sera quando, passando con l'auto lungo via Aldo Moro, ha ripreso con il telefonino un branco di cinghiali che sostava indisturbato nel campo vicino ai container dei negozi.
Un fatto avvenuto nei giorni scorsi anche nei pressi del municpio e nelle frazioni del paese, tanto che l'amministrazione ha segnalato il problema alla Provincia.
"Ci siamo mossi da tempo - spiega il consigliere Giovanni Ciarlantini - , abbiamo interessato la polizia provinciale e l'Ambito Territoriale di Caccia. Hanno effettuato un sopralluogo verificando il passaggio di questo branco. L'unico consiglio che ci è stato dato - confida - è quello di aspettare l'apertura della caccia di selezione e organizzare una battuta, non tanto nel centro urbano ma nelle periferie.
L'obiettivo è quello di provare ad abbattere un paio di elementi per impaurire il branco.
Sicuramente questo non risolverà il problema, probabilmente ritorneranno, ma in questo modo possiamo allontanarli dal centro. Il fenomeno non passa di certo inosservato - ammette Ciarlantini - , gli animali sono tanti e si muovono in un unico branco.
Fanno paura -conclude - perchè arrivano all'interno dei giardini pubblici frequentati dai cittadini, non possiamo sottovalutare la situazione".
L'allarme cinghiali nei centri abitati è un problema che non interessa solo Caldarola, ma anche grandi città, soprattutto dopo il lockdown che ha lasciato agli animali selvatici più tranquillità per avvicinarsi ai luoghi centrali della comunità.
GS
Le immagini estratte dal video:


Il branco, in pieno giorno, in una frazione del paese:

Cresce la paura per i cinghiali che nelle ultime settimane sono stati avvistati in diverse zone di Caldarola e per i quali il Comune annuncia di aver preso provvedimenti.
L'ultima testimonianza di un cittadino risale a ieri sera quando, passando con l'auto lungo via Aldo Moro, ha ripreso con il telefonino un branco di cinghiali che sostava indisturbato nel campo vicino ai container dei negozi.
Un fatto avvenuto nei giorni scorsi anche nei pressi del municpio e nelle frazioni del paese, tanto che l'amministrazione ha segnalato il problema alla Provincia.
"Ci siamo mossi da tempo - spiega il consigliere Giovanni Ciarlantini - , abbiamo interessato la polizia provinciale e l'Ambito Territoriale di Caccia. Hanno effettuato un sopralluogo verificando il passaggio di questo branco. L'unico consiglio che ci è stato dato - confida - è quello di aspettare l'apertura della caccia di selezione e organizzare una battuta, non tanto nel centro urbano ma nelle periferie.
L'obiettivo è quello di provare ad abbattere un paio di elementi per impaurire il branco.
Sicuramente questo non risolverà il problema, probabilmente ritorneranno, ma in questo modo possiamo allontanarli dal centro. Il fenomeno non passa di certo inosservato - ammette Ciarlantini - , gli animali sono tanti e si muovono in un unico branco.
Fanno paura -conclude - perchè arrivano all'interno dei giardini pubblici frequentati dai cittadini, non possiamo sottovalutare la situazione".
L'allarme cinghiali nei centri abitati è un problema che non interessa solo Caldarola, ma anche grandi città, soprattutto dopo il lockdown che ha lasciato agli animali selvatici più tranquillità per avvicinarsi ai luoghi centrali della comunità.
GS
Le immagini estratte dal video:


Il branco, in pieno giorno, in una frazione del paese:

A cinque anni dal terremoto, la bella statua della Madonna della Tempesta particolarmente cara ed amata dai tolentinati è stata trasferita dalla chiesa di Santa Maria nuova, chiusa per i gravi danni subiti, alla chiesa di San Giacomo, detta della Carità.
La statua in legno del 1300, bellissimo esempio di scultura marchigiana, è nuovamente a disposizione dei fedeli tolentinati che da secoli le si rivolgono con preghiere, affinché protegga la Comunità dagli eventi catastrofici. La statua fu incoronata il 17 maggio del 1814 da Pio VII.
Le operazioni di spostamento in sicurezza dall’edifico danneggiato e il trasporto nella nuova sede sono state possibili grazie all’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Tolentino e con l’assistenza di una restauratrice incaricata dalla Sovrintendenza Regionale.
Un lavoro complesso, svolto con grande professionalità, sensibilità ed attenzione per la preservazione dell’opera d’arte che viene così riconsegnata al culto dei tolentinati e agli appassionati di arte.
Riprende quindi anche la tradizione della celebrazione della Festa della Madonna della Tempesta che cade Lunedì 17 maggio; il vescovo Mons. Nazzareno Marconi celebrerà la Messa alle ore 19.30.
Per tutta la settimana (nel pieno rispetto delle norme anti-covid) verrà recitato il rosario alle ore 21.15
La preghiera alla Madonna della Tempesta ha sottolineato tutte le avversità della storia, con la richiesta della Sua protezione, fino ai bombardamenti del 1944, in cui, pur con la distruzione di ponti, “nessun cittadino, entro la Città, subì danno alla vita”.
c.c.
La statua in legno del 1300, bellissimo esempio di scultura marchigiana, è nuovamente a disposizione dei fedeli tolentinati che da secoli le si rivolgono con preghiere, affinché protegga la Comunità dagli eventi catastrofici. La statua fu incoronata il 17 maggio del 1814 da Pio VII.
Le operazioni di spostamento in sicurezza dall’edifico danneggiato e il trasporto nella nuova sede sono state possibili grazie all’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Tolentino e con l’assistenza di una restauratrice incaricata dalla Sovrintendenza Regionale.
Un lavoro complesso, svolto con grande professionalità, sensibilità ed attenzione per la preservazione dell’opera d’arte che viene così riconsegnata al culto dei tolentinati e agli appassionati di arte.
Riprende quindi anche la tradizione della celebrazione della Festa della Madonna della Tempesta che cade Lunedì 17 maggio; il vescovo Mons. Nazzareno Marconi celebrerà la Messa alle ore 19.30.
Per tutta la settimana (nel pieno rispetto delle norme anti-covid) verrà recitato il rosario alle ore 21.15
La preghiera alla Madonna della Tempesta ha sottolineato tutte le avversità della storia, con la richiesta della Sua protezione, fino ai bombardamenti del 1944, in cui, pur con la distruzione di ponti, “nessun cittadino, entro la Città, subì danno alla vita”.
c.c.
Dieci Comuni che hanno deciso di mettersi in rete e valorizzare in maniera unitaria il proprio patrimonio museale al fine di poter avviare strategie coordinate e definire un piano di interventi finalizzati a un maggiore sviluppo culturale e turistico dell’area ricompresa nei confini dell’Unione Montana.
E’ su questi presupposti che prende vita A.M.A. -Associazione Musei Azzurri- dove accanto a San Ginesio come Comune Capofila ritroviamo, al momento, i comuni di Belforte del Chienti, Caldarola, Colmurano, Loro Piceno, Monte San Martino, Penna San Giovanni, Ripe San Ginesio, Sarnano e Serrapetrona, che si sono uniti a seguito della sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa che ne disciplina rapporti, finalità, obiettivi e struttura organizzativa.
Il gruppo di lavoro, composto dai Sindaci, Assessori o referenti con delega alla cultura, ha già stabilito alcune linee operative attraverso l’ideazione di specifiche attività progettuali.
Parliamo ad esempio di “AMA Talk”, un ciclo di 5 appuntamenti online (da Venerdì 14 maggio a Venerdì 11 giugno) che guideranno il pubblico appassionato di arte e cultura alla scoperta delle curiosità e delle bellezze nei musei azzurri.
Gli incontri, programmati in cinque differenti location, saranno condotti dalla giornalista e conduttrice radiotelevisiva Francesca Travaglini ed ospiteranno personalità autorevoli della storia dell’arte quali l’iconologa Tea Fonzi, l’archeologo Mauro Fiorentini, l’architetto Enzo Fusari e il professore Roberto Cresti. Lo scopo di questa parte di progetto è ovviamente quello di attirare l’attenzione di giovani e non sull’immenso patrimonio museale dei comuni coinvolti, esaltandone un’offerta molto diversificata (dall’arte antica a quella contemporanea, dall’archeologia ai teatri storici) e stimolare la curiosità di un pubblico generalista (sia locale che provinciale) con una formazione in stile talk/intervista.
Non mancheranno attività per i più piccoli ai quali sarà dedicata la realizzazione del volume “Colora A.M.A.”a cura della graphic designerBenedetta Leonardi ed edito da Giaconi Editore.
Il libro, stampato su carta Fabriano per valorizzare con più forza l’identità territoriale del progetto, ospiterà 30 tavole da colorare che riprodurranno opere e monumenti significativi dei dieci comuni, corredate di descrizione in doppia lingua, italiano e inglese.
Ad arricchire il momento della sua presentazione sarà programmato un tour di dieci giornate-evento (una per ogni comune coinvolto) dedicate alla narrazione e alla colorazione di gigantografie delle varie opere.
Altre attività sulle quali si sta lavorando riguarderanno l’organizzazione di allestimenti e la gestione delle aperture dei vari musei al momento agibili anche attraverso la creazione di itinerari culturali o di giornate “Visit AMA”, intese come aperture in simultanea per offrire agli appassionati una full immersion nelle bellezze di questo straordinario patrimonio.
Sarà di fondamentale importanza tutto l’ambito destinato alla formazione di giovani del territorio, che saranno i testimonial del domani, insieme al potenziamento dei servizi educativi e didattici da attivare con le scuole, come ad esempio la pianificazione di educational tour, e l’elaborazione di una strategia di comunicazione e di promozione della Rete stessa attraverso i canali online e offline.
Il Progetto A.M.A. è sostenuto dalla Regione Marche per mezzo della L.R. 4/2010 “Contributi per interventi a sostegno delle aggregazioni museali” e dall’ Unione Montana di Monti Azzurri.
Tutte le informazioni sulle attività ed eventi saranno disponibili sul sito www.sanginesioturismo.it.
E’ su questi presupposti che prende vita A.M.A. -Associazione Musei Azzurri- dove accanto a San Ginesio come Comune Capofila ritroviamo, al momento, i comuni di Belforte del Chienti, Caldarola, Colmurano, Loro Piceno, Monte San Martino, Penna San Giovanni, Ripe San Ginesio, Sarnano e Serrapetrona, che si sono uniti a seguito della sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa che ne disciplina rapporti, finalità, obiettivi e struttura organizzativa.
Il gruppo di lavoro, composto dai Sindaci, Assessori o referenti con delega alla cultura, ha già stabilito alcune linee operative attraverso l’ideazione di specifiche attività progettuali.
Parliamo ad esempio di “AMA Talk”, un ciclo di 5 appuntamenti online (da Venerdì 14 maggio a Venerdì 11 giugno) che guideranno il pubblico appassionato di arte e cultura alla scoperta delle curiosità e delle bellezze nei musei azzurri.
Gli incontri, programmati in cinque differenti location, saranno condotti dalla giornalista e conduttrice radiotelevisiva Francesca Travaglini ed ospiteranno personalità autorevoli della storia dell’arte quali l’iconologa Tea Fonzi, l’archeologo Mauro Fiorentini, l’architetto Enzo Fusari e il professore Roberto Cresti. Lo scopo di questa parte di progetto è ovviamente quello di attirare l’attenzione di giovani e non sull’immenso patrimonio museale dei comuni coinvolti, esaltandone un’offerta molto diversificata (dall’arte antica a quella contemporanea, dall’archeologia ai teatri storici) e stimolare la curiosità di un pubblico generalista (sia locale che provinciale) con una formazione in stile talk/intervista.
Non mancheranno attività per i più piccoli ai quali sarà dedicata la realizzazione del volume “Colora A.M.A.”a cura della graphic designerBenedetta Leonardi ed edito da Giaconi Editore.
Il libro, stampato su carta Fabriano per valorizzare con più forza l’identità territoriale del progetto, ospiterà 30 tavole da colorare che riprodurranno opere e monumenti significativi dei dieci comuni, corredate di descrizione in doppia lingua, italiano e inglese.
Ad arricchire il momento della sua presentazione sarà programmato un tour di dieci giornate-evento (una per ogni comune coinvolto) dedicate alla narrazione e alla colorazione di gigantografie delle varie opere.
Altre attività sulle quali si sta lavorando riguarderanno l’organizzazione di allestimenti e la gestione delle aperture dei vari musei al momento agibili anche attraverso la creazione di itinerari culturali o di giornate “Visit AMA”, intese come aperture in simultanea per offrire agli appassionati una full immersion nelle bellezze di questo straordinario patrimonio.
Sarà di fondamentale importanza tutto l’ambito destinato alla formazione di giovani del territorio, che saranno i testimonial del domani, insieme al potenziamento dei servizi educativi e didattici da attivare con le scuole, come ad esempio la pianificazione di educational tour, e l’elaborazione di una strategia di comunicazione e di promozione della Rete stessa attraverso i canali online e offline.
Il Progetto A.M.A. è sostenuto dalla Regione Marche per mezzo della L.R. 4/2010 “Contributi per interventi a sostegno delle aggregazioni museali” e dall’ Unione Montana di Monti Azzurri.
Tutte le informazioni sulle attività ed eventi saranno disponibili sul sito www.sanginesioturismo.it.
Avrebbe potuto avere tragiche conseguenze l'incidente verificatosi sulla superstrada 77 Valdichienti lungo la direttrice monti tra Montecosaro e Morrovalle a causa di un fuoristrada Toyota che ha percorso un lungo tratto dell'arteria contromano.
Momenti di panico tra i conducenti delle vetture che si sono improvvisamente trovate di fronte, sulla loro corsia di sorpasso, il mezzo, che è stato più svolte sfiorato dalle auto in transito, nonostante i conducenti cercassero in ogni modo di avvertire, al suono dei loro clacson, l'autista della Toyota che viaggiava contromano, fino a quando, in un tratto in semicurva, l'inevitabile impatto con un furgone.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Macerata e i sanitari del 118 che hanno provveduto al trasporto dei feriti al pronto soccorso. Fortunatamente nessuno degli incidentati versa in pericolo di vita.
f.u.
Momenti di panico tra i conducenti delle vetture che si sono improvvisamente trovate di fronte, sulla loro corsia di sorpasso, il mezzo, che è stato più svolte sfiorato dalle auto in transito, nonostante i conducenti cercassero in ogni modo di avvertire, al suono dei loro clacson, l'autista della Toyota che viaggiava contromano, fino a quando, in un tratto in semicurva, l'inevitabile impatto con un furgone.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Macerata e i sanitari del 118 che hanno provveduto al trasporto dei feriti al pronto soccorso. Fortunatamente nessuno degli incidentati versa in pericolo di vita.
f.u.
Gli agenti della Squadra Mobile di Macerata hanno arrestato un cittadino di origini nigeriane di 28 anni, con precedenti specifici per reati in materia di droga, colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Macerata per fatti accaduti nel giugno del 2020.
L’uomo, infatti, durante una operazione di polizia era stato sorpreso in flagranza di reato mentre spacciava dosi di eroina nelle vicinanze dei giardini Diaz di Macerata. I poliziotti furono aggrediti dall’uomo, che era riuscito a scappare, e due agenti rimasero feriti con prognosi di alcuni giorni. Indagini successive hanno portato anche all’individuazione del nigeriano come l’autore di decine di cessioni di dosi di sostanza stupefacente ad altrettante persone, spesso giovanissime. Il 28enne è stato così rintracciato nel centro cittadino e, quindi, arrestato e condotto al carcere di Montacuto.
L’uomo, infatti, durante una operazione di polizia era stato sorpreso in flagranza di reato mentre spacciava dosi di eroina nelle vicinanze dei giardini Diaz di Macerata. I poliziotti furono aggrediti dall’uomo, che era riuscito a scappare, e due agenti rimasero feriti con prognosi di alcuni giorni. Indagini successive hanno portato anche all’individuazione del nigeriano come l’autore di decine di cessioni di dosi di sostanza stupefacente ad altrettante persone, spesso giovanissime. Il 28enne è stato così rintracciato nel centro cittadino e, quindi, arrestato e condotto al carcere di Montacuto.
f.u.
La statua della Madonna della Tempesta, particolarmente cara ai cittadini di Tolentino, è stata trasferita dalla chiesa di Santa Maria nuova, fortemente danneggiata dal terremoto, nella chiesa di San Giacomo detta della Carità.
Statua lignea policroma la Madonna in trono con Bambino, detta della Tempesta, risale al Trecento. "La sua antichità e il pregio artistico – come scrive Semmoloni – risolto nella raffinata compostezza ieratica dell’immagine e nella sinteticità dei volumi, pongono l’opera tra gli esemplari più interessanti della scultura marchigiana. La statua fu incoronata il 17 maggio del 1814 da Pio VII".
La statua, in accordo con la Soprintendenza, è stata spostata con tutte le attenzioni e cure del caso e nuovamente è a disposizione dei fedeli che da secoli si rivolgono ad essa con preghiere affinchè protegga la comunità dagli eventi catastrofici.
Le operazione di spostamento in sicurezza dall’edifico danneggiato e il trasporto nella nuova sede sono state possibili grazie all’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Tolentino. Un lavoro complesso, svolto con grande professionalità, sensibilità ed attenzione per la preservazione dell’opera d’arte che viene così riconsegnata al culto dei tolentinati e agli appassionati di arte.

Statua lignea policroma la Madonna in trono con Bambino, detta della Tempesta, risale al Trecento. "La sua antichità e il pregio artistico – come scrive Semmoloni – risolto nella raffinata compostezza ieratica dell’immagine e nella sinteticità dei volumi, pongono l’opera tra gli esemplari più interessanti della scultura marchigiana. La statua fu incoronata il 17 maggio del 1814 da Pio VII".
La statua, in accordo con la Soprintendenza, è stata spostata con tutte le attenzioni e cure del caso e nuovamente è a disposizione dei fedeli che da secoli si rivolgono ad essa con preghiere affinchè protegga la comunità dagli eventi catastrofici.
Le operazione di spostamento in sicurezza dall’edifico danneggiato e il trasporto nella nuova sede sono state possibili grazie all’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Tolentino. Un lavoro complesso, svolto con grande professionalità, sensibilità ed attenzione per la preservazione dell’opera d’arte che viene così riconsegnata al culto dei tolentinati e agli appassionati di arte.

