Radioc1inBlu
Ultimo appuntamento domenica 16 con "Puliamo Fiastra", giornata dedicata alla pulizia delle sponde e delle insenature del Lago di Fiastra. Si tratta di un'iniziativa voluta dai ragazzi del luogo e patrocinata dal comune, nata sulla falsariga di attività simili che nei mesi scorsi si sono svolte in altre località della regione.
L'allentamento delle misure anti Covid permetterà la partecipazione non solo dei volontari di Fiastra, come avvenuto nei primi due appuntamenti, ma a tutti coloro che vorranno partecipare per visitare lo splendido territorio che costeggia il lago contribuendo anche alla sua pulizia.
Il "raduno" dei volontari è previsto per le 9.30 di domenica al giardino pubblico di San Lorenzo al Lago, dove sarà possibile registrarsi direttamente, con i volontari che verranno divisi in piccoli gruppi in modo da evitare assembramenti e coprire quante più aree possibili intorno al lago.
L'iniziativa sta riscuotendo molto successo e ci sono già una trentina di volontari iscritti per l'attività di domenica prossima. Gli organizzatori - che, lo ricordiamo, sono l'Associazione ricostruiamo Fiastra, il CEA Valle del Fiastrone e il gruppo informale Amici di Fiastra - hanno coinvolto altre associazioni marchigiane che hanno aderito con entusiasmo. Si tratta, in particolare, dell'Associazione “2hands” di Macerata, volontari che lo scorso weekend, durante un'iniziativa tenutasi a Civitanova, hanno ripulito le spiagge raccogliendo 250 kg di immondizia.
L'allentamento delle misure anti Covid permetterà la partecipazione non solo dei volontari di Fiastra, come avvenuto nei primi due appuntamenti, ma a tutti coloro che vorranno partecipare per visitare lo splendido territorio che costeggia il lago contribuendo anche alla sua pulizia.
Il "raduno" dei volontari è previsto per le 9.30 di domenica al giardino pubblico di San Lorenzo al Lago, dove sarà possibile registrarsi direttamente, con i volontari che verranno divisi in piccoli gruppi in modo da evitare assembramenti e coprire quante più aree possibili intorno al lago.
L'iniziativa sta riscuotendo molto successo e ci sono già una trentina di volontari iscritti per l'attività di domenica prossima. Gli organizzatori - che, lo ricordiamo, sono l'Associazione ricostruiamo Fiastra, il CEA Valle del Fiastrone e il gruppo informale Amici di Fiastra - hanno coinvolto altre associazioni marchigiane che hanno aderito con entusiasmo. Si tratta, in particolare, dell'Associazione “2hands” di Macerata, volontari che lo scorso weekend, durante un'iniziativa tenutasi a Civitanova, hanno ripulito le spiagge raccogliendo 250 kg di immondizia.

Parlare della civiltà contadina, artigianale e protoindustriale e dare luce alle testimonianze della Campagna d’Italia nella seconda guerra mondiale: sono nati per questo i due percorsi museali che sorgeranno, dal 22 maggio al 24 ottobre, al palazzo Servanzi Confidati a San Severino. La città racconta così le “Memorie di una terra”, con l’allestimento di un doppio museo: quello del Territorio e quello della Guerra.
Il Museo del Territorio, ospitato fino al terremoto in un edificio annesso alla sede dell’Istituto Venturi, nacque da una felice intuizione del preside Giuseppe Micozzi Ferri che, negli anni Novanta, iniziò a raccogliere da alcuni cittadini una serie di testimonianze storiche e documentarie. Il museo si è poi arricchito di oggetti e strumenti legati all’artigianato locale e alla civiltà protoindustriale e che ha l’obiettivo di rinforzare e tenere viva l’identità collettiva, dove rivivono i fondamenti della cultura della città.
Il Museo della Guerra, invece, è nato grazie alla donazione di padre Ivo Marchetti, frate cappuccino. Il religioso ha raccolto oltre tremila reperti del secondo conflitto mondiale e ha deciso di donarli alla città di San Severino, a cui è sempre stato unito da legami affettivi. Verrà esposto un patrimonio storico documentario che rappresenta gli avvenimenti bellici dal 1943 al 1945 e legati alla Campagna d’Italia.
Il doppio allestimento è stato curato dall’architetto Yuzzelli.
l.c.
Il Museo del Territorio, ospitato fino al terremoto in un edificio annesso alla sede dell’Istituto Venturi, nacque da una felice intuizione del preside Giuseppe Micozzi Ferri che, negli anni Novanta, iniziò a raccogliere da alcuni cittadini una serie di testimonianze storiche e documentarie. Il museo si è poi arricchito di oggetti e strumenti legati all’artigianato locale e alla civiltà protoindustriale e che ha l’obiettivo di rinforzare e tenere viva l’identità collettiva, dove rivivono i fondamenti della cultura della città.
Il Museo della Guerra, invece, è nato grazie alla donazione di padre Ivo Marchetti, frate cappuccino. Il religioso ha raccolto oltre tremila reperti del secondo conflitto mondiale e ha deciso di donarli alla città di San Severino, a cui è sempre stato unito da legami affettivi. Verrà esposto un patrimonio storico documentario che rappresenta gli avvenimenti bellici dal 1943 al 1945 e legati alla Campagna d’Italia.
Il doppio allestimento è stato curato dall’architetto Yuzzelli.
l.c.
“Passeggiando per la città: dall’antica Trea ai giorni nostri”. È questo il titolo dell’evento organizzato dal Comune di Treia in occasione della tredicesima edizione del Grand Tour Musei, in programma dal 18 al 12 maggio. L’iniziativa, promossa dalla Regione e dalla Fondazione Marche Cultura, intitolata “Il futuro dei musei: rigenerarsi e reinventarsi – Un percorso alla scoperta dei musei e del territorio”, ha l’obiettivo di dare nuova luce agli istituti museali, sottolineando gli stretti legami con il loro territorio di riferimento.
L’evento organizzato a Treia, in programma per venerdì 21 e sabato 22, consiste in un tour nei luoghi culturalmente più rilevanti della città, dal centro storico con i suoi musei, fino al Santuario del Santissimo Crocifisso e l’area archeologica della città romana di Trea. Il tutto passando per le vie e i tratti più caratteristici del Borgo.
Il vicesindaco, David Buschittari, ha sottolineato l’importanza dell’evento, uno dei primi a essere organizzati dopo le forti restrizioni contro il Covid, che può rappresentare un primo passo verso il ritorno alla normalità: “Una delle prime manifestazioni post Covid. Saranno due passeggiate culturali che attraverseranno il centro storico della città fino all’area archeologica del nostro Santuario. La cornice culturale del Grand Tour Musei ci permette di dare risalto ai nostri luoghi di interesse. Le nostre guide turistiche e i ragazzi del servizio civile apriranno i nostri musei, quello del Bracciale, il Civico Archeologico e il Palazzo Comunale, oltre all’area dell’antica Trea. Speriamo che questo sia l’inizio di una ripresa e del ritorno alla normalità”.
Sarà possibile accedere al tour tramite prenotazione al numero di telefono 0733/218711, dal lunedì al sabato, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, a partire da lunedì 17 maggio.
l.c.
L’evento organizzato a Treia, in programma per venerdì 21 e sabato 22, consiste in un tour nei luoghi culturalmente più rilevanti della città, dal centro storico con i suoi musei, fino al Santuario del Santissimo Crocifisso e l’area archeologica della città romana di Trea. Il tutto passando per le vie e i tratti più caratteristici del Borgo.
Il vicesindaco, David Buschittari, ha sottolineato l’importanza dell’evento, uno dei primi a essere organizzati dopo le forti restrizioni contro il Covid, che può rappresentare un primo passo verso il ritorno alla normalità: “Una delle prime manifestazioni post Covid. Saranno due passeggiate culturali che attraverseranno il centro storico della città fino all’area archeologica del nostro Santuario. La cornice culturale del Grand Tour Musei ci permette di dare risalto ai nostri luoghi di interesse. Le nostre guide turistiche e i ragazzi del servizio civile apriranno i nostri musei, quello del Bracciale, il Civico Archeologico e il Palazzo Comunale, oltre all’area dell’antica Trea. Speriamo che questo sia l’inizio di una ripresa e del ritorno alla normalità”.
Sarà possibile accedere al tour tramite prenotazione al numero di telefono 0733/218711, dal lunedì al sabato, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, a partire da lunedì 17 maggio.
l.c.
Ospedale Camerino, summit tra Comune e Regione
13 Mag 2021
La vice sindaco di Camerino Lucia Jajani ha incontrato la consigliera regionale, nonché presidente della Commissione Sanità, Elena Leonardi per confrontarsi e discutere in merito alla situazione dell’ospedale di Camerino, convertito a presidio Covid dalla metà di febbraio. Già a novembre il nosocomio della città ducale a servizio dell’entroterra, aveva visto la conversione del reparto di Medicina con conseguente trasferimento di 60 unità del personale sanitario al Covid Center di Civitanova. Ciò ha comportato, inevitabilmente, una riduzione dei servizi ospedalieri ulteriormente tagliati lo scorso febbraio.
“La consigliera regionale Leonardi è stata ben disposta ad ascoltarmi e ha preso in considerazione la nostra situazione – ha spiegato la vicesindaco Jajani – Le ho esposto le nostre problematiche, ma anche i timori che nutriamo sulle sorti dell’ospedale che, di fatto, ad oggi non garantisce i servizi necessari per le cure al bacino d’utenza che ne ha bisogno. È una struttura a servizio di un territorio che comprende tutto l’entroterra, da Serravalle a Matelica, da Castelsantangelo sul Nera a Muccia, Valfornace, Pieve Torina, Esanatoglia, Sefro. L’attuale situazione vede mancanza di personale e medici, con i reparti di Chirurgia, Ortopedia, Medicina e Terapia intensiva praticamente fermi, così come gli interventi. Ho chiesto dunque informazioni su come e quando verrà riportato l’organico attualmente impiegato al Covid Hospital di Civitanova e quando verranno ripristinati le unità mediche che se ne sono andate con mobilità – continua la vice sindaco Jajani - È stato un incontro molto positivo e confido nel fatto che possano seguire i fatti che riportino l’attività dell’ospedale a servizio di tutti i cittadini. Siamo ben consapevoli che la pandemia ha richiesto un grande impegno e sforzo, ma vista la situazione che sta tornando alla normalità, ci auguriamo che sia ripristinato quanto prima anche quanto necessario per l’ospedale camerte”.
c.c.
“La consigliera regionale Leonardi è stata ben disposta ad ascoltarmi e ha preso in considerazione la nostra situazione – ha spiegato la vicesindaco Jajani – Le ho esposto le nostre problematiche, ma anche i timori che nutriamo sulle sorti dell’ospedale che, di fatto, ad oggi non garantisce i servizi necessari per le cure al bacino d’utenza che ne ha bisogno. È una struttura a servizio di un territorio che comprende tutto l’entroterra, da Serravalle a Matelica, da Castelsantangelo sul Nera a Muccia, Valfornace, Pieve Torina, Esanatoglia, Sefro. L’attuale situazione vede mancanza di personale e medici, con i reparti di Chirurgia, Ortopedia, Medicina e Terapia intensiva praticamente fermi, così come gli interventi. Ho chiesto dunque informazioni su come e quando verrà riportato l’organico attualmente impiegato al Covid Hospital di Civitanova e quando verranno ripristinati le unità mediche che se ne sono andate con mobilità – continua la vice sindaco Jajani - È stato un incontro molto positivo e confido nel fatto che possano seguire i fatti che riportino l’attività dell’ospedale a servizio di tutti i cittadini. Siamo ben consapevoli che la pandemia ha richiesto un grande impegno e sforzo, ma vista la situazione che sta tornando alla normalità, ci auguriamo che sia ripristinato quanto prima anche quanto necessario per l’ospedale camerte”.
c.c.
Camerino saluta la corsa rosa. La sesta tappa del Giro 104 attraversa infatti oggi l’alto anconetano e maceratese. I 160 chilometri di tappone appenninico saranno la prima occasione per vedere gli uomini di classifica darsi battaglia e tentare di lasciare un primo segno serio sulla classifica generale.
Non sarà della partita Mikel Landa: il basco del team Bahrain Victorious è caduto ieri a pochi chilometri dall’arrivo di Cattolica, insieme al leader della classifica degli scalatori Joe Dombrowski e a Pavel Sivakov della Ineos. Addio alla corsa rosa per lo spagnolo e per il russo, ma gli altri ci saranno tutti.
Egan Bernal e Remco Evenepoel, i due ragazzi terribili, Giulio Ciccone e Vincenzo Nibali, gli italiani della Trek Segafredo, Alexander Vlasov e Hugh Carthy, e, perché no, anche la maglia rosa Alessandro De Marchi (in foto), che proverà a difendere il simbolo del primato. Si parte dalle Grotte di Frasassi, scoperte proprio 50 anni fa, per poi scendere verso sud, ma sempre salendo: 3400 metri di dislivello più tardi si arriverà ad Ascoli Piceno. Nel mezzo la Forca di Gualdo e la Forca di Presta. Il passaggio nella città ducale è previsto per circa le 13.30, dopo che il plotone avrà attraversato Fabriano, Matelica e Castelraimondo.
Oggi qualcuno scoprirà le sue carte, staremo a vedere.
l.c.
Non sarà della partita Mikel Landa: il basco del team Bahrain Victorious è caduto ieri a pochi chilometri dall’arrivo di Cattolica, insieme al leader della classifica degli scalatori Joe Dombrowski e a Pavel Sivakov della Ineos. Addio alla corsa rosa per lo spagnolo e per il russo, ma gli altri ci saranno tutti.
Egan Bernal e Remco Evenepoel, i due ragazzi terribili, Giulio Ciccone e Vincenzo Nibali, gli italiani della Trek Segafredo, Alexander Vlasov e Hugh Carthy, e, perché no, anche la maglia rosa Alessandro De Marchi (in foto), che proverà a difendere il simbolo del primato. Si parte dalle Grotte di Frasassi, scoperte proprio 50 anni fa, per poi scendere verso sud, ma sempre salendo: 3400 metri di dislivello più tardi si arriverà ad Ascoli Piceno. Nel mezzo la Forca di Gualdo e la Forca di Presta. Il passaggio nella città ducale è previsto per circa le 13.30, dopo che il plotone avrà attraversato Fabriano, Matelica e Castelraimondo.
Oggi qualcuno scoprirà le sue carte, staremo a vedere.
l.c.
Polizia di Stato e Università di Camerino insieme per una serie di convegni dedicati agli studenti della Scuola di Giurisprudenza.
Ad aprire il ciclo dei seminari, dopo il saluto del rettore Claudio Pettinari, il questore Vincenzo Trombadore ed il vice questore Edoardo Polce che hanno trattato il tema della “Gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica” nell’ambito del “Sistema sicurezza Italia”.
Gli incontri, che si svolgono in modalità didattica mista, tratteranno di “Immigrazione. Attività amministrativa di pubblica sicurezza” (26 maggio), “La Polizia Amministrativa. Violenze di genere e strumenti di prevenzione” (10 giugno).
Ad ogni incontro saranno presenti e parteciperanno al dibattito anche i professori Paolo Bianchi (ordinario di Diritto Costituzionale), Sara Spuntarelli (ordinario di Diritto amministrativo), Tatiana Guarnier (associato di Diritto costituzionale) e Francesco Rizzo (ordinario di Diritto privato).
Nel corso degli incontri verranno richiamate tematiche connesse alla sicurezza pubblica, pianificazioni di emergenza e misure di prevenzione adottate dall’Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza. In particolare verranno approfonditi gli aspetti riguardanti l’attività della Polizia di Stato non solo nell’ottica delle attività tipiche della Polizia Giudiziaria per la prevenzione e repressione dei reati, ma anche e soprattutto al fine di sviluppare il concetto di una sicurezza partecipata.
Gli interventi verteranno, quindi, nei settori del Diritto penale, amministrativo e civile, con l’obiettivo di creare, in sinergia con l’Università di Camerino, un network capace di stimolare attraverso i diversi metodi di comunicazione, interventi e iniziative di utilità sociale anche diversificate per i differenti target.
Ad aprire il ciclo dei seminari, dopo il saluto del rettore Claudio Pettinari, il questore Vincenzo Trombadore ed il vice questore Edoardo Polce che hanno trattato il tema della “Gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica” nell’ambito del “Sistema sicurezza Italia”.
Gli incontri, che si svolgono in modalità didattica mista, tratteranno di “Immigrazione. Attività amministrativa di pubblica sicurezza” (26 maggio), “La Polizia Amministrativa. Violenze di genere e strumenti di prevenzione” (10 giugno).
Ad ogni incontro saranno presenti e parteciperanno al dibattito anche i professori Paolo Bianchi (ordinario di Diritto Costituzionale), Sara Spuntarelli (ordinario di Diritto amministrativo), Tatiana Guarnier (associato di Diritto costituzionale) e Francesco Rizzo (ordinario di Diritto privato).
Nel corso degli incontri verranno richiamate tematiche connesse alla sicurezza pubblica, pianificazioni di emergenza e misure di prevenzione adottate dall’Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza. In particolare verranno approfonditi gli aspetti riguardanti l’attività della Polizia di Stato non solo nell’ottica delle attività tipiche della Polizia Giudiziaria per la prevenzione e repressione dei reati, ma anche e soprattutto al fine di sviluppare il concetto di una sicurezza partecipata.
Gli interventi verteranno, quindi, nei settori del Diritto penale, amministrativo e civile, con l’obiettivo di creare, in sinergia con l’Università di Camerino, un network capace di stimolare attraverso i diversi metodi di comunicazione, interventi e iniziative di utilità sociale anche diversificate per i differenti target.
Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, insieme all’assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli, ha incontrato, nella cornice del teatro Lauro Rossi di Macerata, i sindaci del cratere per proseguire l’azione di coinvolgimento dei territori e consentire l’attuazione di interventi per lo sviluppo socio-economico delle aree della regione, in particolare di quelle colpite dal sisma.
“Il Contratto istituzionale di sviluppo - ha sottolineato Acquaroli in apertura dell’incontro– è una delle prime opportunità che ci si pone davanti ed è un primo strumento di rilancio complessivo del nostro territorio colpito dal sisma. Occorre fare una scelta, dare risposte singole e immediate oppure iniziare a individuare una visione complessiva per il rilancio del nostro territorio. Io credo in questa seconda ipotesi, credo in una visione che riesca a superare i singoli campanilismi per creare valore aggiunto, e credo nei sindaci quali protagonisti del percorso della ricostruzione. Per questo ritengo possa essere utile istituire una cabina di regia locale che si riunisca costantemente, guidata dalla Regione, con i sindaci. Coinvolgendo in questa sfida nella sfida, quella della ricostruzione non solo fisica ma anche sociale ed economica, anche i corpi intermedi come le associazioni di categoria, gli ordini professionali, per fissare gli obiettivi primati strategici e lavorare insieme per perseguirli”.
Sulla stessa scia Castelli nel rimarcare che la “scelta di coinvolgere i sindaci è di fondamentale importanza perché siamo di fronte a una valutazione da dare al Contratto istituzionale di sviluppo che prevede oltre ai 100 mln di euro stanziati per le quattro regioni interessate dal sisma del 2016 anche altri 60 mln di euro provenienti dalla contabilità speciale della struttura Commissariale e probabilmente altri 50 mln di euro potrebbero provenire dai risparmi dell’Ufficio di presidenza della Camera dei Deputati”.
Il Contratto istituzionale di sviluppo, istituito dal ministero del Sud e della coesione, prevede una Cabina di coordinamento per la realizzazione di progetti e interventi rivolti all’ambiente, cultura, turismo, trasporti, riqualificazione urbana e infrastrutture. Appare di fondamentale importanza che l’intervento del Contratto istituzionale possa agire come forma di investimento e di sostegno per rafforzare le condizioni dello sviluppo economico, tenendo in considerazione la matrice di fondo delle vocazioni produttive, di attrattività turistica e delle risorse naturali e culturali presenti.
“Il Contratto istituzionale di sviluppo - ha sottolineato Acquaroli in apertura dell’incontro– è una delle prime opportunità che ci si pone davanti ed è un primo strumento di rilancio complessivo del nostro territorio colpito dal sisma. Occorre fare una scelta, dare risposte singole e immediate oppure iniziare a individuare una visione complessiva per il rilancio del nostro territorio. Io credo in questa seconda ipotesi, credo in una visione che riesca a superare i singoli campanilismi per creare valore aggiunto, e credo nei sindaci quali protagonisti del percorso della ricostruzione. Per questo ritengo possa essere utile istituire una cabina di regia locale che si riunisca costantemente, guidata dalla Regione, con i sindaci. Coinvolgendo in questa sfida nella sfida, quella della ricostruzione non solo fisica ma anche sociale ed economica, anche i corpi intermedi come le associazioni di categoria, gli ordini professionali, per fissare gli obiettivi primati strategici e lavorare insieme per perseguirli”.
Sulla stessa scia Castelli nel rimarcare che la “scelta di coinvolgere i sindaci è di fondamentale importanza perché siamo di fronte a una valutazione da dare al Contratto istituzionale di sviluppo che prevede oltre ai 100 mln di euro stanziati per le quattro regioni interessate dal sisma del 2016 anche altri 60 mln di euro provenienti dalla contabilità speciale della struttura Commissariale e probabilmente altri 50 mln di euro potrebbero provenire dai risparmi dell’Ufficio di presidenza della Camera dei Deputati”.
Il Contratto istituzionale di sviluppo, istituito dal ministero del Sud e della coesione, prevede una Cabina di coordinamento per la realizzazione di progetti e interventi rivolti all’ambiente, cultura, turismo, trasporti, riqualificazione urbana e infrastrutture. Appare di fondamentale importanza che l’intervento del Contratto istituzionale possa agire come forma di investimento e di sostegno per rafforzare le condizioni dello sviluppo economico, tenendo in considerazione la matrice di fondo delle vocazioni produttive, di attrattività turistica e delle risorse naturali e culturali presenti.
Il Covid ha rallentato il mondo, e lo sport non ha fatto eccezione. A soffrirlo particolarmente sono stati i movimenti di nicchia che, essendo poco seguiti e poco praticati, hanno rischiato di essere dimenticati. Ora però sembra esserci nuova linfa anche per questi movimenti. È il caso degli sport e dei giochi tradizionali che a fine mese torneranno finalmente a gareggiare, con l’Italia al centro della scena internazionale. Nel 2026 e nel 2027, infatti, sarà proprio la nostra nazione a ospitare prima i mondiali, poi gli europei di tiro alla fune. Non solo: a novembre, ed è una notizia degli ultimi giorni, a Roma si terrà per la prima volta la Champions League di calcio balilla.
Enzo Casadidio, Presidente della Federazione Italiana dei Giochi e degli Sport Tradizionali, ha raccontato la sua soddisfazione, sia per la crescita del movimento legato alle discipline sportive tradizionali, sia per la disponibilità che ha incontrato da parte del Coni e del suo Presidente uscente, Giovanni Malagò. In occasione della scadenza del suo mandato, la Figest ha pensato di omaggiarlo con la tessera numero uno della Federazione. Un'iniziativa che Malagò ha accolto con grande piacere, così come i doni con cui è stato omaggiato: una serie di attrezzi utilizzati nella pratica delle varie discipline.
“Siamo pronti per ripartire dopo mesi di fermo – ha commentato il presidente Enzo Casadidio – . Abbiamo sofferto particolarmente l’emergenza Coronavirus, ma ora abbiamo nuove speranze. Il movimento è in crescita e, dopo tanti anni di attesa, ora anche una disciplina davvero importante come il calcio balilla entra a far parte della ‘famiglia’. In Italia abbiamo quasi 400 associazioni sportive dilettantistiche affiliate, oltre 18mila tesserati inseriti nel registro del Coni e 120 comitati provinciali. Tantissime persone legate al nostro mondo finalmente riprenderanno le loro attività. Come Federazione guardiamo avanti con grandissima fiducia e speranza, forti del fatto che nel 2026 ospiteremo in Italia il campionato mondiale di tiro alla fune e nel 2027 quello europeo. Già il prossimo anno invece, in Umbria, sarà organizzato il secondo Festival europeo Tafisa dei giochi tradizionali. Nelle Marche – conclude Casadidio –, a fine maggio, sarà ospitato il campionato italiano individuale del lancio del formaggio. Finalmente ripartiamo”.
l.c.
Enzo Casadidio, Presidente della Federazione Italiana dei Giochi e degli Sport Tradizionali, ha raccontato la sua soddisfazione, sia per la crescita del movimento legato alle discipline sportive tradizionali, sia per la disponibilità che ha incontrato da parte del Coni e del suo Presidente uscente, Giovanni Malagò. In occasione della scadenza del suo mandato, la Figest ha pensato di omaggiarlo con la tessera numero uno della Federazione. Un'iniziativa che Malagò ha accolto con grande piacere, così come i doni con cui è stato omaggiato: una serie di attrezzi utilizzati nella pratica delle varie discipline.
“Siamo pronti per ripartire dopo mesi di fermo – ha commentato il presidente Enzo Casadidio – . Abbiamo sofferto particolarmente l’emergenza Coronavirus, ma ora abbiamo nuove speranze. Il movimento è in crescita e, dopo tanti anni di attesa, ora anche una disciplina davvero importante come il calcio balilla entra a far parte della ‘famiglia’. In Italia abbiamo quasi 400 associazioni sportive dilettantistiche affiliate, oltre 18mila tesserati inseriti nel registro del Coni e 120 comitati provinciali. Tantissime persone legate al nostro mondo finalmente riprenderanno le loro attività. Come Federazione guardiamo avanti con grandissima fiducia e speranza, forti del fatto che nel 2026 ospiteremo in Italia il campionato mondiale di tiro alla fune e nel 2027 quello europeo. Già il prossimo anno invece, in Umbria, sarà organizzato il secondo Festival europeo Tafisa dei giochi tradizionali. Nelle Marche – conclude Casadidio –, a fine maggio, sarà ospitato il campionato italiano individuale del lancio del formaggio. Finalmente ripartiamo”.
l.c.
Francesca Cottone, giovane e affermata stilista Ceo delll'omonimo brand di Matelica, aggiunge al suo ricco carnet di esperienze anche la presenza aila sessantaseiesima edizione dei Premi David di Donatello.
La stilista ha infatti curato l'immagine di Ginevra Nervi, musicista e compositrice ligure il cui “Miles Away” nel film “Non odiare”, interpretato da Alessandro Gassman e diretto da Mauro Mancini, ha ottenuto una nomination per la categoria “Miglior brano originale”.
"Abbiamo avuto la fortuna di essere stati contattati dall' artista Ginevra Nervi - dichiara ai nostri microfoni Francesca Cottone- per curare il total look della sua immagine nell' evento- serata di ieri. Il nostro lavoro ha dunque coinvolto tutti gli aspetti: dallo styling al look, dal make up all'acconciatura dei capelli.
Per me e per il mio team - continua la giovane stilista camerte- questa esperienza è stata importantissima e molto gratificante. Una bella e nuova opportunità per dare risalto a quelle che sono le mie idee, per far vedere cos'è e com'è la mia estetica e quale sia il mio personale approccio alla moda. Un motivo di felicità in più il fatto di aver potuto curare davvero a 360 gradi il look di Ginevra Nervi per la quale ho pensato innanzitutto ad un completo molto androgino, che nel contempo lasciasse ben trasparire la sensualità.
La stilista ha infatti curato l'immagine di Ginevra Nervi, musicista e compositrice ligure il cui “Miles Away” nel film “Non odiare”, interpretato da Alessandro Gassman e diretto da Mauro Mancini, ha ottenuto una nomination per la categoria “Miglior brano originale”.
"Abbiamo avuto la fortuna di essere stati contattati dall' artista Ginevra Nervi - dichiara ai nostri microfoni Francesca Cottone- per curare il total look della sua immagine nell' evento- serata di ieri. Il nostro lavoro ha dunque coinvolto tutti gli aspetti: dallo styling al look, dal make up all'acconciatura dei capelli.
Per me e per il mio team - continua la giovane stilista camerte- questa esperienza è stata importantissima e molto gratificante. Una bella e nuova opportunità per dare risalto a quelle che sono le mie idee, per far vedere cos'è e com'è la mia estetica e quale sia il mio personale approccio alla moda. Un motivo di felicità in più il fatto di aver potuto curare davvero a 360 gradi il look di Ginevra Nervi per la quale ho pensato innanzitutto ad un completo molto androgino, che nel contempo lasciasse ben trasparire la sensualità.
Mi sono soprattutto ispirata all'identità di questa giovane compositrice e musicista- spiega Francesca Cottone-. Ho voluto non eccedere ma cercare di tradurre quelle che sono un po' le caratteristiche di Ginevra e ciò che a lei piace. Credo che un art-director debba infatti riuscire a far esprimere e a far sentir bene l'artista. ed è per questo che ho voluto arricchire il completo nero, tempestandone spalle, revers e collo di cristalli swarovki e lustrini. Insieme poi ad Anna Marulli, la make-up artist che mi ha accompagnata in questa esperienza- aggiunge-, abbiamo pensato ad un concept di make-up che fosse un po' fuori dagli schemi. Quindi, anche sotto questo punto di vista, si è osato facendo ricorso a glitter, punti luce e smalto fluo. Il richiamo è proprio alla copertina del disco di Ginevra Nervi che, ad una base totalmente black, abbina l'esplosione di colori sgargianti. In definitva- conclude la stilista Cottone-, ho voluto portare la musica e la personale visione di Ginevra, anche sul red carpet".
c.c.
c.c.
Nella giornata di ieri Fabriano è scesa in strada per contestare la vertenza che porterà alla delocalizzazione di Elica. Tre ore di “maxisciopero”, con i lavoratori del distretto elettrodomestici che si sono astenuti dal lavoro, occupando la strada statale che da Ancona porta in città. Erano quasi in mille, non solo cittadini e lavoratori, ma anche esponenti della politica locale e regionale, con la seduta del consiglio regionale appositamente rinviata per prendere parte alla manifestazione. I vertici dell’azienda insistono sulla inderogabilità della vertenza, e la politica fa quadrato intorno al tema, superando gli schieramenti ideologici.
Simona Lupini, consigliera regionale del Movimento 5Stelle e già parte dell’amministrazione comunale fabrianese, ha rimarcato l’importanza di un segnale così forte dalla politica, ma sottolinea come il futuro delle aree interne e dei loro distretti produttivi debba passare necessariamente da un cambio di marcia nella gestione delle crisi: “Non più rincorrere le emergenze, ma anticiparle – ha detto –. Il nostro territorio ha ancora delle eccellenze, e le misure a contrasto della delocalizzazione non devono più essere così tardive e dai connotati tipici dell’assistenzialismo. Dovremo essere capaci di anticipare queste situazioni emergenziali: in questo senso ci siamo attivati con la viceministra del MISE, Alessandra Todde. Dall’azienda abbiamo incontrato però un atteggiamento di chiusura: diventa davvero difficile così trovare una mediazione”.
“Le delocalizzazioni spesso ci trovano impreparati, ci mettono nella condizione di dover rincorrere le emergenze sociali ed economiche che le seguono – ha proseguito Lupini –. La politica ieri ha saputo dare il segnale di unità necessario nell’affrontare questi momenti. L’imperativo deve essere quello di saper rendere nuovamente attrattive le nostre zone per gli imprenditori. La nostra Regione ha ancora un know how importante da valorizzare: dobbiamo saperlo incentivare. Per farlo è necessario avere un’intesa politica in asse con il Governo , metterci intorno a un tavolo – lo abbiamo proposto anche in Regione – per creare una nuova filiera che ridia slancio a questi distretti. Con l’Onorevole Terzoni abbiamo richiesto anche delle agevolazioni tipiche delle aree del sud – conclude la consigliera –: le Marche sono in transizione, vanno trattate con la massima attenzione e devono poter avere a disposizione strumenti di gestione delle crisi adeguati alle problematiche oggi in atto”.
l.c.
Simona Lupini, consigliera regionale del Movimento 5Stelle e già parte dell’amministrazione comunale fabrianese, ha rimarcato l’importanza di un segnale così forte dalla politica, ma sottolinea come il futuro delle aree interne e dei loro distretti produttivi debba passare necessariamente da un cambio di marcia nella gestione delle crisi: “Non più rincorrere le emergenze, ma anticiparle – ha detto –. Il nostro territorio ha ancora delle eccellenze, e le misure a contrasto della delocalizzazione non devono più essere così tardive e dai connotati tipici dell’assistenzialismo. Dovremo essere capaci di anticipare queste situazioni emergenziali: in questo senso ci siamo attivati con la viceministra del MISE, Alessandra Todde. Dall’azienda abbiamo incontrato però un atteggiamento di chiusura: diventa davvero difficile così trovare una mediazione”.
“Le delocalizzazioni spesso ci trovano impreparati, ci mettono nella condizione di dover rincorrere le emergenze sociali ed economiche che le seguono – ha proseguito Lupini –. La politica ieri ha saputo dare il segnale di unità necessario nell’affrontare questi momenti. L’imperativo deve essere quello di saper rendere nuovamente attrattive le nostre zone per gli imprenditori. La nostra Regione ha ancora un know how importante da valorizzare: dobbiamo saperlo incentivare. Per farlo è necessario avere un’intesa politica in asse con il Governo , metterci intorno a un tavolo – lo abbiamo proposto anche in Regione – per creare una nuova filiera che ridia slancio a questi distretti. Con l’Onorevole Terzoni abbiamo richiesto anche delle agevolazioni tipiche delle aree del sud – conclude la consigliera –: le Marche sono in transizione, vanno trattate con la massima attenzione e devono poter avere a disposizione strumenti di gestione delle crisi adeguati alle problematiche oggi in atto”.
l.c.
