Radioc1inBlu

Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli e l’assessore allo Sport Riccardo Sacchi, hanno ricevuto la campionessa italiana assoluta dei 1500 metri piani Eleonora Vandi, in forza all’Atletica Avis Macerata. All’atleta è stata consegnata la targa “Macerata Più”, istituita per valorizzare e premiare le eccellenze sportive di Macerata.

«Consegniamo questo riconoscimento a un’eccellenza della nostra città e dell’Atletica Avis Macerata; un’atleta che rappresenta un riferimento per tanti giovani e ha fatto dello sport un valore etico – ha dichiarato il primo cittadino - La nostra Amministrazione sta puntando molto sul valore dello sport come strumento per allontanare i giovani dalle dipendenze e permettere loro di fare squadra e affrontare al meglio il mondo lavorativo».

«Eleonora Vandi, negli scorsi mesi, si è laureata campionessa italiana assoluta dei 1500 metri piani e con il suo risultato è andata ad arricchire sia la storia dell’Avis sia il prestigio della città – ha aggiunto l’assessore Sacchi - È proprio in questa ottica che abbiamo istituito il premio “MacerataPiù” dando valore allo sport come attività centrale della vita dell’individuo; uno sport di tutti e per tutti. Questo costituisce una ulteriore spinta in vista del 2022 quando Macerata sarà Città Europea dello Sport».

Alla cerimonia, oltre all’atleta accompagnata dalla mamma, erano presenti anche il presidente dell’Atletica Avis Macerata Fabio Romagnoli e il direttore tecnico Franco Lorenzetti.
Quasi 250 episodi di spaccio in quattro mesi: un algerino è stato arrestato a Porto Recanati e trasferito nel carcere di Montacuto.

La Guardia di Finanza di Porto Recanati, dopo un’indagine coordinata dalla Procura di Macerata, è riuscita ad acciuffare l’uomo, privo del permesso di soggiorno e con a carico diversi precedenti sempre legati allo spaccio, che esercitava l’attività illecita nella zona dell’Hotel House.

Attraverso l’analisi dei tabulati telefonici dell’arrestato, i finanzieri sono riusciti a ricostruire il giro di affari dello spacciatore: oltre 13mila euro di profitto, con lo spaccio di 44 grammi di eroina, 40 di cocaina e oltre 200 di hashish. Il tutto in quattro mesi, per un totale di 238 episodi.

Per l’arrestato è stata disposta una misura di custodia cautelare in carcere, è quindi avvenuto il suo trasferimento alla struttura detentiva anconetana di Montacuto.

l.c.
“Con il nuovo Maresciallo Capo, Christian Orrù, la stazione dei Carabinieri di Matelica è pienamente operativa”. Dopo l’insediamento del nuovo Comandante e del nuovo vice Brigadiere Daniele Di Razza, il sindaco Massimo Baldini commenta così la nuova organizzazione della caserma, con i sette Carabinieri che presteranno servizio nella sua città.

“Con queste nuove presenze la caserma è ora in piena efficienza numerica – ha commentato Baldini –. Dobbiamo ringraziare il Comandante della Compagnia, il Capitano Nicola Roberto Cara che ha esaudito le nostre richieste intercedendo con il Comando provinciale e regionale, oltre al Prefetto di Macerata Flavio Ferdani. Ringraziamo anche il Maresciallo Claudio Di Noia che ha tenuto il comando della caserma nel periodo vacante lasciato dal Sotto Tenente Fabrizio Cataluffi. Il nostro nuovo Maresciallo, Christian Orrù, era già stato a Matelica in passato, poi ha ottenuto altri incarichi e ora è tornato in città – spiega il sindaco –. È un felice ritorno per noi, visto che è un nostro concittadino e conosce bene la nostra realtà. Sicuramente gli facciamo tanti auguri, così come li facciamo a tutto il personale che è stato assegnato a Matelica. La caserma si è finalmente arricchita di tutte le unità di cui avevamo bisogno. La nostra città ha una struttura ormai al completo, sono sette i Carabinieri che prestano servizio nella nostra stazione: ora riusciremo sicuramente ad avere quell’equilibrio necessario allo svolgimento delle attività sul nostro territorio”.

Il sindaco ha fatto anche sapere che la progettazione per la ristrutturazione della caserma storica in Piazza Mattei è in dirittura di arrivo.
“La progettazione è stata concordata con i Comandanti dell’Arma dei Carabinieri della Regione, della Provincia e della Compagnia – conclude Baldini –. Gli ultimi ritocchi verranno apportati dal Comandante della Caserma che poi dovrà utilizzarla direttamente”.

l.c.
“Un attacco vile, organizzato e deliberato nei confronti della nostra amministrazione”. Ha risposto così il gruppo consiliare di maggioranza “Insieme per Visso” in merito alla raccolta firme lanciata nei giorni scorsi da alcuni cittadini. Al centro della discussione il nuovo polo scolastico che includerà anche il municipio, scelta che non è piaciuta a tutta la cittadinanza. È nata dunque la petizione “Salviamo la scuola”, che ha trovato anche la condivisione di alcuni punti da parte della minoranza.

Mirko Loretoni, consigliere di maggioranza, è rimasto sorpreso dagli argomenti portati avanti nella raccolta firme. In una nota questi sono stati definiti “denigratori e nati per osteggiare ogni progetto volto alla ricostruzione della città. Il progetto della Scuola Capuzi è usato in maniera subdola per toccare le corde emozionali di tutti noi”.

Ai microfoni di Radio C1 …inBlu, il consigliere ha poi spiegato: “Come amministrazione abbiamo rispettato tutti i passaggi presso gli enti preposti al controllo, come da prassi per questi tipi di opere, ottenendo sempre pareri positivi – commenta Loretoni –. Quando il progetto è stato poi pubblicato nell’albo pretorio del Comune di Visso, nessuno ha fatto osservazioni o individuato delle criticità. Oggi siamo arrivati al punto in cui i lavori devono partire. Per quanto riguarda le destinazioni di uso, dobbiamo tener conto che, con i numeri di alunni a nostra disposizione, senza includere anche il municipio non avremmo potuto ricostruire uno stabile come quello esistente prima del sisma. Sarebbe stata una scuola sottodimensionata, costruita sulla base delle esigenze numeriche attuali. Non avremmo ottenuto di più senza includere servizi e uffici comunali. Attenzione però: questo progetto che comprende municipio e scuola non è irreversibile. Se un domani le prossime amministrazioni avranno bisogno di convertire i locali comunali dei piani superiori in altre aule, secondo necessità. Ricordiamo infatti che il municipio – conlude il consigliere –, per quanto oggi non sia pronosticabile una data precisa, è destinato a tornare nel centro storico di Visso: la scuola – municipio è una soluzione flessibile e temporanea”.

l.c.


Da oggi torna operativo l’Hospice presso l’ospedale civile “Bartolomeo Eustachio” di San Severino Marche. La struttura d’accoglienza e ricovero, che è parte integrante della rete di cure palliative dell’Asur, ha come principale obiettivo quello di offrire le migliori terapie ai pazienti oncologici, e non solo, quando questi non possono più essere seguiti dall’assistenza specialistica o dal programma di assistenza domiciliare integrata.

Nel giro di pochi giorni la funzionalità dell’Hospice, che può vantare una capienza massima di 12 posti letto, tornerà ai tempi pre-Covid. L’epidemia, infatti, ha fatto prima sospendere il prezioso servizio per far fronte alla cura degli anziani ospiti della Casa di riposo “Lazzarelli”, risparmiati dal contagio nonostante un focolaio scoppiato ad inizio novembre 2020 all’interno dell’Asp, che hanno trovato ospitalità all’interno della struttura e poi ha visto impegnato tutto il suo personale nella gestione straordinaria di un’emergenza sanitaria senza precedenti.
Hospice

“Abbiamo pazientato e atteso un po’ - sottolinea il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei – ma non appena l’emergenza Covid ce lo ha permesso abbiamo riaperto questa struttura che è fondamentale per la cura dei malati terminali e che ha un ruolo importantissimo per tutto il nostro territorio. Vorrei ringraziare fin da ora quanti hanno reso possibile tutto questo ma ancor prima il personale che tornerà ad impegnarsi, come ha sempre fatto anche in queste settimane con un’assistenza domiciliare che non è venuta mai meno, per alleviare le sofferenze dei pazienti ma anche quelle di tante famiglie visto il particolare ruolo svolto da chi presta assistenza ai malati nel percorso che purtroppo per molti è un percorso di fine vita. La Regione e l’Asur hanno ascoltato le nostre richieste e quelle del responsabile della struttura, il dottor Sergio Giorgetti, con il quale ci siamo confrontati continuamente anche in quest’ultimo periodo”.

“Ripartiremo gradualmente - spiega a proposito il dottor Giorgetti - consentendo ai pazienti, in molti casi giovani e alle prese per la prima volta con questo tipo di struttura, di vivere questo passaggio senza ulteriori traumi”.

La struttura, da sempre qualificata e apprezzata, sarà anche uno dei centri di riferimento nell’ambito di un nuovo progetto a valenza provinciale dedicato alle cure per il fine vita.

c.c.











Invasione dei piccioni e danni nei campi, la Regione ascolta gli agricoltori e invia gli operatori faunistici. Non è rimasto inascoltato l’appello di Coldiretti Marche che nei giorni scorsi ha chiesto interventi immediati per azioni di contenimento al proliferare indisturbato dei piccioni, vera e propria piaga per la coltivazione del girasole che vede la nostra regione primatista nazionale con circa 950mila quintali di produzione e oltre 43mila ettari coltivati soprattutto nelle province di Ancona e Macerata. Alle varie Polizie Provinciali sono stati inviati nei giorni scorsi gli elenchi di circa 400 operatori che hanno frequentato corsi di formazione e sono abilitati al controllo del piccione (oltre che volpi, corvi e storni). Saranno operativi fin da subito nelle province di Pesaro, Ancona e Fermo mentre per Macerata e Ascoli la Regione provvederà a organizzare appositi corsi formativi per l’abilitazione. Gli agricoltori, attraverso un’apposita modulistica, potranno richiedere interventi indicando l’operatore prescelto. Resta la possibilità, per l’agricoltore che sia in possesso dell’abilitazione, di intervenire autonomamente sul proprio terreno. Tutti gli interventi dovranno essere documentati alla polizia provinciale che potrà effettuare verifiche dove necessario. Un intervento sperato vista anche la crescita di valore di questa coltivazione negli ultimi anni e le possibilità date anche dai contratti di filiera (tra Filiera agricola italiana e Olitalia) per la produzione di olio di girasole 100% italiano tracciato dal campo alla tavola. Circa l’80% dei danni causati dai piccioni, gli stessi che popolano le città con i relativi danneggiamenti ai monumenti e i problemi igienici dovuti al guano, secondo dati del Piano Faunistico regionale, riguardano proprio il girasole.
Un contributo di 21mila euro a fondo perduto per incentivare l'apertura di nuove attività ad Urbisaglia. Un bando ad hoc è la mproposta dell'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Paolo Giubileo, per sostenere coloro che vogliono investire nel borgo Bandiera arancione e favorire l’avvio di nuove attività d’impresa commerciali e artigianali nel territorio comunale.

Il contributo a fondo perduto, la cui domanda scade il prossimo 22 dicembre, è previsto per l’apertura di massimo 3 nuove attività commerciali o artigianali e dei 21mila euro messi a disposizione ogni attività ne riceverà 7mila. Pertanto, il contributo sarà diviso in tre tranche: 3mila nel 2021, 2mila nel 2022 e altrettanti l'anno seguente. Inoltre, per le tre annualità l'attività commerciale sarà esente dal pagamento della Tari.

"I piccoli borghi rappresentano degli importanti punti di partenza per la ripresa perché riescono a conciliare economia, ricchezza naturale e culturale - sottolinea la vice sindaca Marta Pantanetti - Con questo bando non vogliamo dare soltanto un segnale economico, ma sottolineare che i borghi dell'entroterra possono essere centro di sviluppo, capaci di favorire la crescita di nuove attività, che a loro volta siano innovative e sostenibili. Questa visione di crescita territoriale è per noi molto importante ad Urbisaglia, un paese a vocazione turistica che abbraccia la riserva naturale dell'Abbadia di Fiastra e vanta il più grande parco archeologico delle Marche e, da anni, fa orgogliosamente parte del brand Bandiera arancione. Insieme agli altri consiglieri abbiamo affrontato la problematica dello spopolamento dei piccoli centri, in cui è sempre più difficile porre basi anche lavorative.
Crediamo nel nostro territorio e vogliamo dare la possibilità alle persone anche di insediarsi in modo che il paese cresca anche in questo senso - prosegue Marta Pantanetti - Riteniamo che questo incentivo, in un periodo storico particolare, arrivi nel momento giusto per dare uno slancio. Siamo ottimisti e fiduciosi nel nostro progetto, e vogliamo impegnarci a supportare le nostre realtà commerciali. In questo periodo abbiamo voluto sostenere le nostre attività dando loro l'opportunità di accedere gratuitamente allo spazio esterno ai locali, anticipando i provvedimenti nazionali. Inoltre, a Natale abbiamo proposto dei buoni spesa per favorire una microeconomia all'interno del Comune - conclude la vice sindaca - Questo è il primo anno che abbiamo attivato il bando, se la formula funziona in futuro si potrà replicare. Il bando rappresenta un importante punto di partenza".

f.u.
Un incontro sul turismo lento, organizzato dalle amministrazioni comunali di Treia e Appignano, rivolto agli operatori turistici, alle aziende agricole e alle associazioni sportive del mondo del bike.

Dopo i saluti dei sindaci di Treia e Appignano, Franco Capponi e Carlo Mariano Calamita, sulle prospettive turisitiche dei due comuni, già a partire dal prossimo mese, sono seguiti gli interventi di Loredana Miconi e Mauro Fumagalli del Consorzio NoiMarche, che hanno illustrato l’avvio dei protocollo tra i comuni aderenti e le opportunità che avranno le strutture che hanno aderito al “bike hotel” e al “bike friendly” e di Alberto Mazzini (Regione Marche) che si è occupato del progetto Marche Outdoor.

Quindi sindaci e assessori al turismo dei due comuni organizzatori hanno focalizzato la discussione sulle iniziative della prossima estate, ancora in fase di definizione (tra cui il circuito “Borghi in moto” organizzato dal circuito de I Borghi più Belli d’Italia).

Gli appuntamenti della “Città del bracciale” non si arrestano. Martedì 18 maggio, alle 12.30 presso il Teatro Comunale di Treia, ci sarà la Giornata dei Tour Operator Incoming "Inside Marche Live", presieduta dall'urbinate Federico Scaramucci, sul tema “Il rilancio del turismo nella Regione Marche e la valorizzazione dei borghi”, l'assemblea dei soci di Inside Marche Live, con il Patrocinio della Regione Marche e della Camera di Commercio, per avviare un percorso di sinergia e collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Treia, sempre molto attenta alla valorizzazione del turismo delle aree interne e dei borghi.

L’associazione nasce nel 2015 come organismo per la tutela della categoria e grazie alle relazioni maturate tra i vari professionisti del settore, contribuisce allo sviluppo del turismo organizzato ed alla valorizzazione delle singole e specifiche peculiarità territoriali mediante attività di collaborazione, promozione e commercializzazione. I tour operator incoming delle Marche rappresentano un vero e proprio patrimonio dell’economia regionale dal momento che mobilitano oltre 1 milione di presenze l'anno (su 10 mln di presenze totali della regione), con volumi d’affari di 70 milioni di euro annui. Il settore non solo genera esternalità positive, ma trattiene sul territorio il valore aggiunto generato dalle proposte rivolte direttamente ai consumatori finali, ai tour operator o ad altre agenzie corrispondenti con sede in altri territori.

“Invitiamo il commissario Legnini a venire a Tolentino per ascoltare cittadini e operatori economici e farsi una sua idea sulla scelta di spostare le scuole fuori dal centro”.

È l’appello dell’associazione Tolentino Popolare che questa mattina, in conferenza stampa, ha voluto far luce sugli aspetti che riguardano il trasferimento della scuola Don Bosco vicino al Campus.

Un incontro che arriva a seguito della delibera che dà il via libera all’acquisizione del terreno dove sorgerà la nuova scuola in zona Pace. 

“Due anni fa avevamo annunciato che sarebbe accaduto questo - esordisce Alessandro Massi - e così è stato.

Non si tratta di sentimentalismo - torna a ribadire - ma buon senso: quando ci sono emergenze come quelle del sisma bisogna trovare gli strumenti politici per risolvere il prima possibile i problemi, non andarseli a cercare”.

Secondo l’ex assessore, silurato nel 2019 proprio per la sua posizione diversa rispetto alla maggioranza sulla scuola Don Bosco, le conseguenze di questo spostamento saranno negativamente impattanti per la città: “Una amministrazione deve essere equilibrata nelle scelte, con una visione armonica dello sviluppo urbanistico, e questa scelta crea uno squilibrio a discapito del centro storico”.

La rottura, ormai datata, del gruppo con la maggioranza arriva proprio da qui: “Alle ultime elezioni amministrative - prosegue Massi - avevamo nel programma il recupero del centro, soprattutto dal punto di vista abitativo, ma non si può pensare a questo obiettivo se si tolgono i servizi fondamentali. Noi in questo siamo rimasti coerenti, gli altri no. Non ci bastano i contentini  - attacca riferendosi all’acquisizione dello stabile ex Pie Venerini per spostare una parte della Don Bosco - . Con questo progetto si propone di spostare completamente l’asse di Tolentino e lasciare in centro solo un ciclo scolastico.

Oltretutto - denuncia - manca qualsiasi documento che attesti eventuali trattative in corso tra il Comune e la Curia per l’acquisizione dello stabile ex Pie Venerini”.

Massi non ci sta nemmeno all’ipotesi che la Don Bosco non si possa recuperare perché poco sicura: “Se fosse così - dice - in questo momento gli studenti non potrebbero continuare a frequentarla, invece la vita in quella scuola va avanti normalmente. È per questo che chiediamo al Commissario la possibilità di far riferimento all'articolo 2 del decreto del 2019 di Farabollini che prevedeva la delocalizzazione delle scuole solo per reali esigenze di sicurezza".

Ecco, quindi, l’esigenza di un confronto per valutare bene la scelta e le sue conseguenze: “Ci appelliamo a Legnini - dice - . Se fosse la maggioranza ad invitarlo per creare un confronto anche con le forze politiche, i cittadini, i negozianti e la stampa, sarebbe ancora meglio. Altrimenti ci muoveremo noi.

Un’altra possibilità - conclude l’ex assessore - è che in vista delle prossime elezioni amministrative, la maggioranza decida di attendere nel prendere questa decisione. Potrebbero mostrare il progetto alla cittadinanza e valutare insieme. Molti altri Comuni, per ricostruire i propri paesi, hanno pensato al confronto e all’apertura. Questo a Tolentino non è stato possibile”.


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Gli ha fatto eco Fabio Montemarani: “Il mio appello va alla giunta - dice - , i cui assessori si definiscono da sempre i paladini del centro storico e poi assecondano le scelte del sindaco. 

Vorrei capire - aggiunge - se sia stata valutata la popolazione scolastica di Tolentino, per evitare di creare una cattedrale nel deserto, visto che la popolazione è in continuo calo”.

Poi l’affondo sulla zona Pace: “Credo - denuncia -  che in quella zona stia avvenendo una grossa speculazione edilizia, altrimenti non si spiegherebbe il motivo di spostare tutti i servizi in quell’area”.

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A concludere è Diego Aloisi, che precisa: “Con questa scelta, il messaggio che l’amministrazione sta facendo passare è la poca fiducia che si vuole dare al centro storico. Dimostrano di credere di più alla periferia che al centro. Noi non vogliamo essere i paladini di questa zona - conclude - ma vogliamo solo ribadire che una città si può sviluppare bene solo se ha una armonia urbanistica. Abbiamo semplicemente una diversa visione della città e del suo futuro”.

GS
Diverse le operazioni che nel corso della settimana hanno caratterizzato l’impegno dei Carabinieri sul territorio provinciale: due arresti, quattro denunce in stato di libertà e una segnalazione alla prefettura. Contestati vari reati, che vanno dallo spaccio all’infrazione delle misure anti contagio da Coronavirus.

A Pollenza, i militari hanno arrestato un uomo, italiano, colpito da un provvedimento di detenzione domiciliare. Dovrà scontare una pena residua ai domiciliari di sei mesi e cinque giorni per il reato di evasione commesso quattro anni fa.

A San Severino, nell’ambito dell’attività di contrasto allo spaccio, è stato arrestato un 18enne locale: è stato trovato in possesso di più di un etto di marijuana e di circa 3500 euro in contanti, presumibilmente il ricavato dell’attività illecita. Contanti e sostanza sono stati sequestrati. E questa mattina l'arresto è stato convalidato: il giovane è stato condannato a un anno e mezzo di reclusione, pena sospesa.

Lungo la costa le attività più corpose: a Civitanova quattro denunce. Due anconetani sono stati trovati in possesso di modiche quantità di marijuana dopo un controllo della loro auto. Denunciato anche un giovane marocchino, ritenuto responsabile del furto di tre cellulari al Cuore Adriatico. Infine un ventottenne di Macerata è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza: patente ritirata e auto sotto sequestro. Sempre nella città rivierasca, un giovane cameriere diciannovenne è stato segnalato alla Prefettura: i militari lo hanno sorpreso con qualche grammo di hashish per uso personale.

Una patente ritirata anche a Sant'Angelo in Pontano, dove un uomo è stato sopreso alla guida con un tasso alcolemico ben superiore al limite consentito: anche per lui è scattato il ritiro della patente e il sequestro della vettura.

A contrasto dei contagi da Covid, i militari hanno fatto sapere di aver sanzionato quattro cittadini per violazione del coprifuoco. Circolavano senza comprovate motivazioni oltre le 22.

l.c.

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