Mattinata di consegne in due aree SAE del territorio comunale di Camerino. Sei i nuclei familiari che hanno fatto rientro nella frazione di Mergnano San Savino, seguiti da altri dieci nel quartiere di Vallicelle.
“ Grazie per averci sostenuto; grazie per la pazienza e per la grande umiltà che avete conservato per tutto questo lungo tempo; so che non è stato facile e oggi il segnale più forte viene dal vostro coraggio”. Così il sindaco Gianluca Pasqui, felice di restituire un’abitazione ai suoi cittadini. “Seppur distrutta questa comunità è riuscita a restare in piedi, salvaguardando tutti i bisogni primari, dalle scuole, all’università, al commercio. E’ naturale che ci manchi la nostra Camerino ma in questo momento, dobbiamo vivere per quello che abbiamo e arrivare forti ad una ricostruzione che oggi non c’è, e, non possiamo nasconderlo. Ricostruzione che tuttavia esisterà e ci si chiede di arrivarci con la consapevolezza di riuscire a tenere in piedi queste terre, per donare ai nostri figli quello che a prezzo di duri sacrifici, i nostri padri ci hanno consegnato. E oggi finalmente rientriamo in queste case che ci consentiranno di percorrere la strada giusta per restituire un domani alla comunità che c’è e che, animata da sempre dalla forza di valori e di radici profonde, tale deve rimanere”. Gioia mista a commozione in tutti i presenti all'appello, nel giorno in cui finalmente hanno potuto aprire l’uscio di un’abitazione propria, seppur temporanea. Immerso in un bellissimo contesto naturale, il piccolo villaggio SAE di Mergnano San Savino che, posto a ridosso della frazione, guarda al campanile della sua chiesetta prima che la vista si perda sulla vallata. Campi di girasole e tanto verde a fare da contorno alla gioia di ritrovarsi di tutti i mergnanesi, finora vissuti disgregati in diverse e distanti sistemazioni.



Poco più tardi, identica atmosfera di positività dal gazebo di Vallicelle, approntato per l'occorrenza dai volontari di Protezione Civile. Altra sobria consegna, presenziata dal primo cittadino insieme ai tecnici e dipendenti dei vari uffici comunali, e ai responsabili del Consorzio Arcale e delle ditte impegnate nei cantieri.

“ Vedere gli occhi della gente pieni di commozione non ha prezzo- ha detto Pasqui- Non ha prezzo soprattutto dopo 2 anni, un tempo lunghissimo per il quale mi scuso. Non posso che chiedere perdono per tutti gli errori che quotidianamente commetto perché – ha ribadito - il vostro sindaco sbaglia tutti i giorni purtroppo ancora non ha imparato a non sbagliare e fino alla fine del mandato sicuramente continuerà a farlo. Ma lo farò sempre con grande amore, e con la voglia di restituire, alla città che mi ha dato la vita. Le scelte dell’amministrazione sono state dettate dal non disperdere la comunità e oggi, dobbiamo essere contenti di aver riportato la popolazione nei luoghi di questa città , consapevoli che la ricostruzione meriterà del tempo e altrettante scelte importanti. Man mano che nelle aree SAE consegniamo ‘casette’, mi convinco sempre di più che abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Rivedere nelle frazioni la gente che le popolava, significa rivedere una città consapevole che potrà vivere nel tempo della Ricostruzione che non sarà un tempo breve, ma così messo, sarà di sicuro un tempo certo di buona riuscita” . Per l’impegno e la forte collaborazione nel raggiungimento dei risultati, i ringraziamenti sono stati estesi alla macchina comunale nel suo complesso e a tutti gli uffici, alle maestranze e alle ditte che hanno strenuamente operato nei cantieri. Un ringraziamento particolare, Pasqui lo ha rivolto al consorzio Arcale che, dai portoncini blindati alle zanzariere, ha curato con attenzione tanti minimi dettagli delle Soluzioni Abitative di Emergenza della città. Prossima imminente consegna di 'casette' quella dell'area San Paolo - Fonte San Venanzio che conta 49 SAE.

Dalle parole del sindaco anche rassicurazioni sulla realizzazione della nuova struttura socio-assistenziale “ Casa Amica” nel quartiere di Vallicelle. “ Posso tranquillizzare la comunità che il progetto che vedrà realizzato un centro e una nuova struttura all’avanguardia donati dalla Croce Rossa Nazionale non si è fermato. Il prossimo primo agosto accoglierò a Camerino l’ingegnere incaricato del progetto che il presidente della Fondazione Luigi Vannucci sta seguendo”.
Carla Campetella

E' don Francesco Massara, 53 anni, parroco di Limbadi nella diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, il nuovo arcivescovo di Camerino – San Severino Marche. A darne l'annuncio a sacerdoti e laici riuniti nella chiesa dell'ex seminario di Camerino l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro che, dunque, lascia la guida della diocesi di cui è pastore dall'ottobre 2007. Contemporaneamente l'annuncio dell'elezione di don Francesco Massara ad arcivescovo di Camerino è stato dato nella chiesa di San Pantaleone di Limbadi, dove il presule è stato finora parroco, dal vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea mons. Luigi Renzo. Un commosso saluto quello rivolto ai presenti da mons. Brugnaro, che resterà a Camerino come amministratore apostolico fino all'arrivo del suo successore. Mons. Massara sarà ordinato vescovo sabato 6 ottobre e prenderà possesso della sua diocesi domenica 21 ottobre.
Calabrese originario di Drapia, provincia di Vibo Valentia, e nato a Tropea don Francesco Massara, ordinato sacerdote il 25 aprile 1993, dopo aver ricoperto alcuni incarichi a Roma presso la Santa Sede, è stato per 9 anni parroco della comunità di Vazzano e dal marzo 2017 guida la parrocchia San Pantaleone di Limbadi. Ora l'incarico di pastore della chiesa camerte – settempedana, una delle diocesi maggiormente colpite dal terremoto che ha investito il centro Italia nell'agosto – ottobre 2016.
LE PAROLE DELL'ARCIVESCOVO FRANCESCO GIOVANNI PRIMA DELL'ANNUNCIO
Una strana coincidenza accompagna, per me, la data di oggi. Sfogliando, casualmente, una mia vecchia agenda del 2007, ho ritrovato che proprio il 27 luglio di quell’anno, dopo un udienza con Papa emerito Benedetto XVI il 20 luglio, ricevetti la telefonata del Card. Bertone che mi chiedeva, da parte del Santo Padre, la disponibilità di diventare Pastore di questa Chiesa di Camerino – San Severino Marche.
Potete ben immaginare la mia sorpresa quando, proprio in questi giorni, ho ricevuto la lettera con la quale il Nunzio Apostolico in l’Italia (che ci aveva fatto visita lo scorso 7 marzo) mi comunicava che il Santo Padre Francesco aveva nominato l’arcivescovo mio successore e che l’annuncio sarebbe coinciso proprio con la data odierna!
Oggi, tra la grande schiera dei Santi, ricordiamo il Beato Pietro da Mogliano, sacerdote, le cui spoglie sono custodite nella Cattedrale; il Beato Ugo da Serra San Quirico, religioso; e la Beata Camilla Gentili, madre di famiglia della Parrocchia S. Giuseppe di S. Severino Marche. Ci affidiamo anche ai nostri Santi Patroni Venanzio Severino, a S. Camilla Battista da Varano, e a tanti altri.
È mio vivo desiderio manifestare la mia gratitudine a tutti: ai Sacerdoti collaboratori in curia in vari momenti, oggi Mons. Nello Tranzocchi e Mons. Luigi Verolini e vicari foranei. in particolare a quelli anziani e malati (un ricordo particolare a quelli defunti), ai Religiosi e Religiose, a tutti i Laici e Laiche, in particolare, ai giovani, alle associazioni e movimenti che ho incontrato e che continuano ad animare la vita di questa Chiesa.
Un ringraziamento particolare alle varie Autorità civili e militari, ai vari Rettori di Università Fulvio Esposito. Flavio Corradini, Claudio pettinari che si sono succeduti, ai Sindaci con i quali abbiamo condiviso tanti eventi, ultimo il dramma del terremoto, alla Commissaria Paola De Micheli, ai numerosi imprenditori, piccoli e grandi, che hanno aiutato la diocesi.
Non sembri esclusivo o preferenziale, immotivato da parte mia, rivolgere un ulteriore ringraziamento ad alcune famiglie: nell’emergenza del terremoto, sono stato invitato a condividere con loro i pasti, i pernottamenti in auto, la paura e il disagio generale che tutti abbiamo dovuto attraversare in quei difficili e dolorosi momenti: le famiglie Orsomando; Barbini; Marucci; Santacchi. Falaschi e altre.
Un grato ricordo a Tiziana, all’infaticabile ed esperto pilota Marcello, alla nostra ragioniera Antonella.
Mons. Francesco Massara, in un’intesa telefonica del 24 luglio, mi partecipava di aver programmato la sua Consacrazione Episcopale sabato 6 ottobre nella cattedrale di Mileto alle ore 17.00, mentre l’ingresso per la presa canonica di possesso dell’Arcidiocesi avverrà domenica 21 ottobre.
Visita importante, questa mattina per la Guardia di Finanza di Camerino. Il personale, insieme al Comandante provinciale, colonnello Amedeo Gravina, al Comandante della tenenza, il capitano Antonio Di Palo e al tenente Alessandro Tomei, che a giorni subentrerà al comando della tenenza, hanno accolto il Comandante Interregionale dell’Italia Centro Settentrionale e dell’Italia Centrale della Guardia di Finanza, Generale di Corpo d’Armata Edoardo Valente.

Nel corso dell’incontro, sono state affrontato le tematiche più rilevanti relative al personale, con particolare attenzione rivolta a chi è stato direttamente o indirettamente colpito dagli eventi sismici, all’attività operativa e alla logistica.
La visita, è stata l’occasione per il Generale di rivolgere ai finanzieri camerti il proprio ringraziamento per l’impegno e lo spirito di servizio profuso nel territorio sia nelle attività di prevenzione e repressione di ogni forma di illegalità che di vicinanza verso l’intera comunità, culminata con le operazioni di soccorso attuate sin dalle prime ore dopo il sisma.
A tale ultimo proposito, l’Alto Ufficiale ha voluto personalmente consegnare alcuni encomi solenni ai militari che, coraggiosamente, con altissimo senso del dovere e spirito di sacrificio, benché anch’essi direttamente o indirettamente colpiti negli affetti e incuranti del pericolo, si sono prodigati nel prestare aiuto e assistenza alla popolazione colpita, in particolare alle persone più bisognoso, assicurando, nel contempo, anche un'efficace opera di prevenzione da possibili fenomeni di sciacallaggio.
g.g.

A Camerino si aggiungono da oggi altre 27 ‘casette’ a quelle già consegnate in precedenza nelle aree di Morro, Vallicelle, Cortine. Il sindaco Gianluca Pasqui ha provveduto alla consegna delle chiavi ad altrettanti nuclei familiari, nella porzione centrale di Cortine Est che si affaccia sulla vallata. Bellissimo il panorama che si ammira da tutta la zona, aperta sui monti fino a scorgere l’abitato di Castelraimondo. Cerimonia breve e informale, alla presenza dell’assessore ai servizi sociali Antonella Nalli, dei funzionari e tecnici comunali, insieme a maestranze e volontari di protezione civile.

“ Nessuna festa ma sicuramente un momento di grande gioia pe l’intera comunità –Così il sindaco nell’accogliere il rientro a casa dei cittadini. “ Ormai sono trascorsi quasi due anni dall’evento sismico ed è altrettanto vero che viviamo un periodo significativo nel quale le scelte prese e portate avanti dall’amministrazione lo sono state altrettanto . Sento di chiedere scusa a quanti non hanno condiviso un percorso, comunque dettato dalla volontà di tenere la comunità il più vicino possibile alla città. La nostra Camerino è lassù e lì dobbiamo rientrare ; chi pensa che non c’è un occhio attento per la città che era, che è e che sarà, probabilmente ha un’idea che non corrisponde alla realtà. Tutto si fa per fasi- ha continuato Pasqui- alla fase dell’emergenza che purtroppo stiamo ancora vivendo, seguirà la fase della ricostruzione, ed è inutile parlare di una fase successiva quando ancora dobbiamo chiudere con la precedente. Come sindaco e con l’amministrazione comunale- ha sottolineato- ho voluto con forza che queste terre prossime alla comunità centrale, fossero le terre per ospitare le ‘casette’ e la nostra gente. Ho voluto che le frazioni non fossero abbandonate ed è per questo che anche in quel caso si sono approntate delle aree SAE. L’intraprendere questa strada ha allungato i tempi, ma ritengo che attendere un po’ di tempo in più a fronte degli anni che ci aspettano, possa far capire il valore e la portata di una scelta; se non avessimo previsto delle casette in alcune frazioni dove ci sono case da ricostruire, avremmo pregiudicato l’esistenza delle stesse frazioni negli anni futuri. Questa è stata dunque la volontà dell’amministrazione- ha concluso- e a chi mi dice che sto frazionando le consegne per avvantaggiarmene per una campagna elettorale, rispondo che l’unica cosa a cui non penso è la campagna elettorale che è argomento di chi ha tempo per occuparsene , cosa chei n questo momento io non ho. Lascio che ci pensi chi non ha nulla da fare, non si è mai visto e continua a non farsi vedere. Da parte mia ho un unico interesse: quello di riabbracciare la mia comunità”.
Dopo aver ringraziato i funzionari del comune, Pasqui ha provveduto alla consegna delle chiavi. Tra coloro che rientrano a casa, dopo quasi due anni trascorsi in strutture ricettive o in sistemazioni provvisorie autonome, insieme a numerosi cittadini di ogni età, anche il giornalista Angelo Ubaldi, il geometra comunale Gianfranco Carimini, l'abile pizzaiolo Tonino Mantini.
Altre consegne SAE a Camerino alla fine della prossima settimana a Vallicelle e nella frazione di Mergnano.





Interviene sulla asserita "lentezza" delle messe in sicurezza nel centro storico di Camerino il sindaco Gianluca Pasqui: "Non faccio polemiche e non rispondo a polemiche, ma voglio solo riportare due numeri: 5 persone per 248000 metri cubi di zona rossa. Praticamente 50000 metri cubi a testa e in una normativa incompleta, fumosa e spesso paralizzante.
Il Comune di Camerino, grazie al lavoro delle cinque persone in forza all’Ufficio tecnico- continua il sindaco- ha effettuato ad oggi 92 interventi di messa in sicurezza. Sono tutti interventi fatti partire in deroga alla legge ordinaria, così come consentito dalla Protezione Civile. Ma se da un lato è vero che i lavori si possono far partire in deroga, dall’altro non si può non ricordare che tutta la parte amministrativa di controllo e di rendicontazione segue le procedure ordinarie. Richiedendo, quindi, tempo, impegno e risorse. Anche perché, non completare la parte amministrativa, significa non pagare le ditte che effettuano i lavori e, soprattutto, significa non rispettare i tempi prescritti, oltre a paralizzare definitivamente una macchina che non andrà velocissima, ma procede.
Non capisco, quindi, quando si afferma che “a Camerino si va piano” soprattutto perché non ci sono riferimenti adeguati per stabilire quale dovrebbe essere la fantomatica “velocità giusta”. Almeno in questo quadro normativo dentro cui ci troviamo a muoverci. Se a questo aggiungiamo che dopo il 10 aprile in molti casi si è dovuto ricominciare tutto da capo perché le nuove scosse avevano provocato nuovi e ulteriori danni, come sindaco di Camerino sento solo di poter dire “bravi” e “grazie” a quei dipendenti che tutti i giorni, anche ben oltre quanto richiesto dai loro contratti, si rimboccano le maniche per fare quello che si riesce a fare.
Il mio invito a chi sostiene che a Camerino si deve andare più veloci e che l’eventuale lentezza è determinata da incapacità politica o inadeguatezza locale- conclude Pasqui- è quello di passare qualche giorno a fianco ai nostri tecnici, dentro il nostro ufficio tecnico. Sono convinto che i 92 interventi effettuati e i 20 in via di completamente non sarebbero affatto considerati lentezza".
I ricercatori Unicam Carlo Santini e Maura Pellei della Sezione di Chimica della Scuola di Scienze e Tecnologie, insieme ai colleghi Cristina Marzano e Valentina Gandin dell’Università di Padova e Marina Porchia e Francesco Tisato dell’ICMATE-CNR di Padova, hanno scoperto e brevettato una molecola a base di rame risultata estremamente efficace e selettiva verso alcuni tumori solidi.
Frutto di una intensa ricerca multidisciplinare durata oltre 10 anni, il nuovo complesso di rame è stato progettato e sintetizzato presso i laboratori di Chimica Inorganica di Unicam e si configura come una potenziale e valida alternativa ai farmaci antitumorali a base di platino attualmente in uso clinico.
Il brevetto è stato preso in licenza da una società americana, la SAPIR, che si occuperà dell’ampio programma di sviluppo clinico, prospettiva che rappresenta un importante traguardo per la ricerca condotta dagli studiosi di Unicam e Unipd, co-proprietari al 50% del brevetto licenziato ed apre ora nuovi scenari verso lo sviluppo di farmaci antitumorali più selettivi ed efficaci.
Il rame infatti è un metallo endogeno, naturalmente presente in piccole quantità nell’organismo umano, ed è coinvolto in molteplici processi biochimici.
“I nostri studi, pubblicati sulle principali riviste scientifiche internazionali, tra le quali Chemical Reviews, - hanno sottolineato i professori Santini e Pellei – hanno messo in evidenza la potenzialità dei complessi di rame come antitumorali. Il nostro composto possiede quindi tutte le caratteristiche per essere meglio tollerato dall’organismo umano, abituato a riconoscerlo più di altri metalli come il platino, che costituisce la base di analoghi farmaci antitumorali oggi in uso clinico, che sebbene efficaci sono anche molto tossici.”
Si tratta infatti di una molecola in grado di veicolare il metallo in maniera selettiva in sede tumorale. Una volta internalizzata, la nuova molecola è in grado di generare una complessa cascata di segnali che porta alla distruzione selettiva delle cellule tumorali, comprese quelle refrattarie alla classica chemioterapia.
“Ci teniamo a sottolineare – proseguono i professori – che co-inventori del brevetto sono anche il prof. Giancarlo Gioia Lobbia, che purtroppo ci ha lasciati a dicembre 2016 e a cui vogliamo dedicare questo successo scientifico e la dott.ssa Grazia Papini, che ha completato il suo dottorato presso il nostro gruppo di ricerca in Unicam, e vogliamo ringraziare per il loro prezioso contributo la società dell’Università di Padova Unismart e la nostra Area Ricerca e Trasferimento Tecnologico, che ha visto la dott.ssa Simona De Simone impegnata in prima linea nel supportare Unismart nel corso delle trattative con SAPIR. La nostra principale soddisfazione è vedere concretizzata la possibilità di contribuire con il nostro lavoro di Ricercatori e di Chimici a migliorare la qualità della vita, in uno dei suoi aspetti fondamentali che è quello della salute”.
“Si tratta di una ulteriore conferma dell’eccellenza del lavoro svolto dai nostri ricercatori – ha dichiarato con soddisfazione il Rettore Unicam Claudio Pettinari. Mi congratulo con i colleghi Santini e Pellei per il successo ottenuto dopo anni di intenso lavoro. Abbiamo dimostrato ancora una volta come la ricerca scientifica universitaria possa essere di beneficio per la comunità tutta, anche su tematiche di estrema importanza come la salute pubblica: un esempio virtuoso dunque di ricerca e trasferimento tecnologico”.
Insolita domenica sera quella del 1° luglio nel piazzale della Contram a Camerino che ha ospitato “Figaro! OperaCamion”.
Con i Sibillini sullo sfondo, Mismaonda e Teatro dell’Opera, dopo Bologna e Milano, hanno portato in una delle città più colpite dal terremoto questa insolita iniziativa che offre ad un nuovo pubblico, di famiglie e di giovani, l’opera lirica di solito rappresentata nei grandi teatri.
Le tante persone presenti hanno avuto modo di apprezzare “Il barbiere di Siviglia”, una vera e propria opera, ridotta ad hoc nella durata, ma completa di scene, video e costumi, con la bolognese Orchestra Senzaspine, diretta da Tommaso Ussardi e Matteo Parmeggiani, un ensemble di giovanissimi musicisti che ha sede a Bologna al Mercato Sonato dove è stato provato ed allestito lo spettacolo e il musicista Paolo Santoro, allievo del Conservatorio di Musica Giovan Battista Martini di Bologna e già vincitore del Concorso Zucchelli.
Lo spettacolo, progetto della Fondazione Teatro dell'Opera di Roma con adattamento musicale di Tommaso Chieco e Marco Giustini da “Il barbiere di Siviglia”, è stato ideato e diretto da Fabio Cherstich con scene, costumi e video di Gianluigi Toccafondo e prodotto dal Comitato Promotore delle Celebrazioni Rossiniane in collaborazione con Comune di Pesaro e Regione Marche e Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, MiBACT, MIUR Social, Rai, European Year of Cultural Heritage, Eu Strategy for the Adriatic and Ionian Region, Forum of the Adriatic and Ionian Cities a cura di MISMAONDA, Sponsor Poste Italiane, Autostrade per L'Italia, Conad partner Opera Camion Unipol Banca, Cesen, ERG.O, Fondazione Zucchelli con il patrocinio di Comune di Milano, Comune di Bologna, Iperbole Rete Civica e Comune di Camerino e il supporto tecnico e logistico della Contram S.p.A.
Per la Scuola materna Maria Ausiliatrice della parrocchia di San Venanzio, si avvicina una data importante . Il prossimo 29 giugno nell’area di Fonte San Venanzio verrà posata infatti la prima pietra della nuova struttura che ospiterà i bambini dell’asilo e del nido. “Un segno di speranza – afferma il parroco don Marco Gentilucci-. Lo abbiamo atteso, desiderato e anche custodito in questi mesi di preparazione a quello che sarà un momento di grande festa. E’ un segnale di rinascita per la nostra parrocchia e penso anche per tutta la città di Camerino. Siamo davvero felici del primo passo di un’operazione che ci dà la possibilità di accogliere una generosità così grande; riuscire ad avere una struttura nuova, bella, posizionata su un’ampia area che permetterà ai bambini di avere tutto lo spazio necessario per il gioco, rappresenta per noi un traguardo. E’ un sogno che si avvera- continua il parroco- ; c’è trepidazione ed entusiasmo per la data del 29 giugno che per i bambini sarà anche l'ultimo giorno di scuola e così, concluderanno l’anno proprio con la significativa cerimonia della posa della prima pietra. Saranno presenti le autorità, il sindaco, l'arcivescovo, chi ci ha aiutato in questi mesi, soprattutto i bambini con i loro genitori, perché quel luogo e quella scuola saranno proprio per loro. Abbondante lo spazio a verde che circonda tutta la scuola, accanto alla quale nei prossimi mesi inizieremo anche la costruzione di un piccolo oratorio che ci darà la possibilità di accogliere sia i più piccoli, sia i giovani, Abbiamo anche pensato ad uno spazio di ritrovo per gli anziani che rappresentano la memoria della nostra città. Se riusciremo a trovare delle risorse e, su questo sono sempre fiducioso – conclude don Marco - accanto all'oratorio vorremmo realizzare anche un piccolo campo da bocce così che anche i nonni, possano stare insieme ai nipoti e vivere un luogo nuovo per la città”.
C.C.


Nuovo appello al mantenimento degli organici e delle sezioni scolastiche da parte delle insegnanti della Scuola dell’infanzia di Camerino. Inviata una lettera al Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, per chiedere attenzione e provvedimenti appropriati, atti a scongiurare quella che viene vissuta come una forte penalizzazione in una situazione di pesante disagio per tutta la comunità . Lo scorso 20 giugno il nuovo Ministro è stato in visita nel territorio maceratese fermandosi prima a Macerata, per un incontro con i rettori e poi a Tolentino accolto dal sindaco e dagli studenti dell’Istituto Filelfo. Già in precedenza le insegnanti della Scuola dell’infanzia avevano manifestato preoccupazione per il taglio di organico e di una sezione della scuola. La situazione di disagio è già stata segnalata all’Ufficio Scolastico Regionale dalla stessa’amministrazione comunale che ha in merito chiesto un incontro di chiarimento con la direzione. Insegnanti , genitori e cittadini avevano anche manifestato a Macerata davanti alla sede della Prefettura, contro una misura ritenuta contrastante con la circolare ministeriale che garantiva un’attenzione alla salvaguardia delle situazioni di disagio delle aree del cratere sismico, tanto che per alcune scuole del territorio ferito, organici e sezioni non hanno subìto ritocchi. E’ dunque un nuovo accorato appello, quello che le insegnanti, hanno voluto indirizzare al Ministro Bussetti, anche perchè dall'Ufficio Scolastico regionale, la risposta è stata che tagli non ve ne sono stati.
“ Buongiorno signor Ministro, non è stato possibile raggiungerla in quanto lei si è fermata a Tolentino e noi, impegnate a scuola anche con un momento di festa con i genitori, non abbiamo avuto il tempo di raggiungerla- si legge nella missiva - Ci teniamo però a farle avere di nuovo nostre notizie: siamo a Camerino in provincia di Macerata in un edificio che ospita due scuole dell'infanzia, in quanto con il terremoto uno ha avuto la sede lesionata; ci siamo rimboccate le maniche, anche per vivere bene l'esperienza della convivenza e per accogliere i bambini in un ambiente sereno e alle famiglie, dare un servizio di qualità che rimane aperto dalle otto alle ore diciassette. Il nostro lavoro è stato sempre indirizzato al miglioramento, alla sperimentazione e alla formazione e non ci siamo mai sottratte a metterci in discussione e ad intraprendere nuove esperienze; a titolo di esempio vogliamo citarle la creazione di una rete scolastica a supporto dell'Innovazione didattica educativa. Però ora ci troviamo a combattere con un provvedimento di riduzione dell'organico; le insegnanti perdenti posto hanno dovuto chiedere trasferimento e altre dovranno collocarsi in altre sedi. Ci chiediamo come mai le sezioni siano diventate sei, quando prima del terremoto ne avevamo sette e un turno. Significa quindi che c'è stato un taglio di organico di posti di lavoro e di sezioni. A questa situazione di taglio e di non riconoscimento del disagio che tutta la comunità sta vivendo non ci stiamo. Le chiediamo di valutare attentamente la situazione e prendere i necessari provvedimenti. La ringraziamo di tutto. Le insegnanti della scuola dell’infanzia di Camerino”.
A Camerino, riaperta in breve tempo, la circolazione nel secondo tratto di via Ottaviani, chiuso lo scorso lunedì 4 giugno, causa l’esecuzione di lavori di somma urgenza sulla rete fognaria. Limitati disagi per la chiusura della viabilità, civilmente sopportati per qualche giorno dai cittadini residenti a Fonte San Venanzio e vie adiacenti, compresi gli assegnatari delle SAE, costretti ad accedere ed uscire esclusivamente dalla strada comunale di San Paolo-Calvie.

